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'Buone pratiche in apicoltura e sicurezza alimentare'

A Ramallah, il 25 e 26 maggio, il Forum Nazionale dell’Apicoltura Palestinese
09/05/2016


Continua il viaggio di “Mediterranean CooBEEration” per la promozione del valore dell’apicoltura come Bene Comune Globale; il 25 e 26 maggio 2016, a Ramallah presso la sede della Palestine Red Crescent Society, si svolgerà, infatti, il Forum Nazionale dell’Apicoltura della Palestina, dal titolo “Buone pratiche in apicoltura e sicurezza alimentare”.

Partendo da una visione dell’apicoltura come opportunità di sviluppo locale, protezione della biodiversità e promozione della sicurezza alimentare, durante il forum si discuterà delle principali problematiche, sfide e opportunità dell’apicoltura palestinese: dalla qualità e competitività del miele alle strategie da adottare per garantire da un lato la salute delle api e dall’altro la salubrità del miele. 

Durante la seconda giornata del Forum le cooperative di apicoltori della Cisgiordania saranno convocate per discutere e dialogare con il Ministero dell’Agricoltura Palestinese per la definizione di una strategia nazionale per lo sviluppo del settore apistico e la costituzione di una Federazione nazionale degli apicoltori palestinesi.

L’evento , organizzato da FELCOS Umbria e APIMED ( Federazione degli Apicoltori del Mediterraneo),  con il supporto dell’organizzazione locale Cooperativa degli Apicoltori di Ramallah e con il patrocinio del Ministero dell’Agricoltura Palestinese, sarà inoltre l’occasione per rilanciare anche in Palestina l’iniziativa “Comuni Amici delle Api”, e in generale la Campagna CooBEEration, all’interno della quale l’iniziativa si inserisce.

Il  progetto “Mediterranean CooBEEration: una rete per l’apicoltura, la sicurezza alimentare e la biodiversità”, finanziato dall’ Unione  europea, è promosso da FELCOS Umbria, APIMED, UNDP (Programma delle Nazioni Unite per lo Sviluppo), il Dipartimento di scienze agrarie dell’Università di Bologna (DIPSA), il Dipartimento di Scienze Agrarie, Forestali e Alimentari dell’Università di Torino (DISAFA) e l’Istituto Nazionale Agronomico della Tunisia (INAT).



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