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'Con l'Apicoltura liberi dalla povertà': il racconto di un successo

Il miele della Cooperativa 'La Fronteriza' venduto per la prima volta sul mercato nazionale
14/07/2015


"Con l’Apicoltura liberi dalla povertà" è un'iniziativa di cooperazione a sostegno dell’apicoltura e dello sviluppo sostenibile nelle aree rurali di frontiera tra Haiti e Repubblica Dominicana.

In particolare, le attività si sono svolte al Nord, nella Provincia di Dajabón (RD) e di Ounaminthe (HA) e al Sud nella Provincia di Bahoruco.

L’iniziativa è stata promossa da FELCOS Umbria in collaborazione con APAU (Associazione Produttori Apistici Umbri), nell’ambito del progetto “Pull Down The Line”, finanziato dall’Unione Europea e di cui FELCOS Umbria era partner.

I beneficiari sono l’Associazione di apicoltori di Dajabón “La Fronteriza” e la Cooperativa haitiana "Coopérative des Apiculteurs de Ouanaminthe", ossia circa 200 apicoltori e le loro famiglie, per un totale di circa 1000 persone. 

FELCOS Umbria ed APAU da molti anni collaborano sul tema dell'apicoltura nell'ambito della cooperazione decentrata, con la convinzione che questa rappresenti un’importante opportunità di sviluppo sostenibile dei territori, da un punto di vista economico, sociale ed ambientale e che svolga un ruolo strategico per la sicurezza alimentare e per la biodiversità.

Grazie alle attività realizzate insieme in questi anni sono stati raggiunti grandissimi risultati, creando numerose occasioni di interscambio e di partenariato con altri territori e paesi sul tema dell'apicoltura, della sicurezza alimentare e della biodiversità, realizzando molteplici progetti, attività di formazione ed assistenza tecnica, costruendo reti territoriali, nazionali ed internazionali, realizzando sei edizioni del Forum dell’Apicoltura del Mediterraneo, fino ad arrivare alla  creazione  della  Federazione  degli  Apicoltori  del Mediterraneo (APIMED) nata a Foligno nel 2011.

Vedere il “nostro” miele approdare sugli scaffali della più grande catena nazionale di supermercati è, però, un risultato del tutto inaspettato, che fino ad oggi non avevamo ancora raggiunto.

È ciò che è accaduto in Repubblica Dominicana, dove nei “Supermercati Nacional” da qualche giorno è possibile acquistare il miele della Cooperativa “La Fronteriza”, la cooperativa supportata dall'iniziativa.

L’isola Hispaniola è composta per i tre quarti dalla Repubblica Dominicana e per un quarto da Haiti.        

Le comunità coinvolte dall’iniziativa rappresentano le aree più povere di entrambi i Paesi. Già prima del terremoto del 2010, che ha devastato Haiti, i territori vivevano in condizioni di estrema povertà. Inoltre la convivenza tra le due popolazioni della zona, caratterizzata da forti discriminazioni razziali, in particolare nell’area di frontiera, era già molto difficoltosa.

Dopo il terremoto si è verificata una migrazione di massa dalla capitale haitiana verso le aree rurali di frontiera con la Repubblica Dominicana, questo ha provocato un collasso economico e sociale, aumentato la povertà, peggiorato le condizioni sociali delle famiglie sfollate e di quelle già residenti e acuito le difficoltà d’integrazione delle due popolazioni. Alcune stime recenti indicano che il 54% degli Haitiani e il 34,4% dei Dominicani vive sotto la soglia di povertà, cioè con meno di 1 dollaro al giorno, con salari familiari insufficienti ad assicurare una adeguata e corretta alimentazione. La principale fonte di reddito delle famiglie dell’area transfrontaliera proviene dal settore agricolo e dalle attività ad esso correlate, tra cui la produzione di miele.

Il miele prodotto prima del progetto aveva una qualità molto bassa e principalmente era destinato al mercato americano a scopo industriale, a discapito di un mercato nazionale ed internazionale di qualità. Molto basso era anche il prezzo pagato per il miele alle cooperative. Le possibilità di sviluppo del settore nell'area del progetto e le potenzialità del mercato interno ed esterno erano invece molto elevate. L’apicoltura è, infatti, un’attività che, se ben sviluppata nell’organizzazione, nell’associazionismo, nella produzione e nella vendita, rappresenta un’importante opportunità di lavoro, di reddito e di vita dignitosa per gli apicoltori e le loro famiglie. L’apicoltura, inoltre, attraverso l’attività d’impollinazione delle api, svolge un ruolo strategico e imprescindibile per promuovere e salvaguardare la biodiversità, garantire una produzione di cibo sufficiente a soddisfare le esigenze alimentari dei paesi e promuovere lo sviluppo economico sostenibile dell’area.

Gli apicoltori de “La Fronteriza”, vivono e lavorano nell’area di frontiera al Nord, a Dajabón per l’esattezza, piccolo comune dominicano, tristemente noto per gli eventi che hanno dato il nome al fiume che lo attraversa e lo separa da Haiti: il fiume Massacro (Rio Masacre). Il fiume Masacre deve il suo triste nome all’anno 1937, quando il dittatore Trujillo diede l’ordine di sterminare gli haitiani presenti sul territorio dominicano: una vera e propria pulizia etnica per la quale persero la vita un numero di haitiani stimato tra i 20.000 e i 30.000, per la maggior parte nati nella Repubblica Dominicana.

A Dajabón due volte a settimana, tutti i lunedì e venerdì, migliaia di haitiani e dominicani si riuniscono nel mercato bi-nazionale, il più grande valico commerciale della Dominicana. Gli haitiani attraversano il ponte sopra l’acqua marrone del Rio Masacre, e quindi la frontiera, per vendere le proprie merci e acquistare beni dai vicini dominicani. Un flusso continuo e frenetico di gente, sopra, ma anche sotto il ponte, che cerca di varcare la frontiera senza pagare l’eventuale, caro, dazio. Presidi militari controllano l’area, non manca il filo spinato. Mentre il sole brucia, donne trasportano chili di merci sulla testa, come antica tradizione africana, e uomini tirano carretti colmi di beni nella speranza di vendere qualcosa e tornare con quei pochi pesos che permetteranno di tirare avanti. Sacchi trainati, carriole trascinate, veicoli precari carichi di merci, donne trasportano cibo, bevande, scarpe, vestiti, articoli di generi vari, molte persone sedute sul ciglio della strada. Un carretto si ribalta e tutta la merce rotola giù. Scoppia anche una rissa tra alcune persone accalcate in fila. L’immagine richiama l’Africa Sub-Sahariana.

La povertà haitiana è davanti agli occhi, e con essa anche quella dominicana. È un cane che si morde la coda, una “guerra tra poveri”, che si tira avanti da centinaia di anni, dai tempi delle colonie, delle occupazioni. Ciò che separa, è, paradossalmente, anche ciò che unisce i due popoli: tensioni sociali, discriminazioni, povertà, rabbia, perdita di speranza nel futuro e di fiducia nelle istituzioni, mietono vittime tanto haitiane, quanto dominicane.

Le istituzioni locali, supportate da organizzazioni internazionali, stanno lavorando affinché il mercato bi-nazionale e il ponte sul fiume diventino concretamente il simbolo dell’unione, ma la strada sembra ancora lunga. Per contribuire a questo processo di integrazione e sviluppo, bisogna innanzitutto aiutare le popolazioni ad uscire dalla fame, a combattere la povertà estrema, attraverso azioni integrate sostenibili che possano restituire la dignità e la speranza nel futuro delle comunità locali.

L’iniziativa era finalizzata a promuovere il miglioramento delle condizioni di vita, l’occupazione dignitosa e l’aumento del reddito delle famiglie coinvolte. In particolare, gli obiettivi erano il miglioramento della produzione del miele, in termini di qualità e quantità, il rafforzamento delle cooperative e dell’associazionismo tra apicoltori, la regolamentazione del settore e la promozione di un mercato interno ed esterno di qualità.

Nel corso dei tre anni di progetto sono state realizzate molte attività per raggiungere tali obiettivi, tra cui:

formazione e assistenza tecnica per migliorare le capacità degli apicoltori su estrazione, lavorazione e trattamento del miele, allevamento e riproduzione delle api regine, lotta sostenibile alle malattie delle api e rafforzamento delle capacità di associazionismo degli apicoltori coinvolti;

realizzazione di un laboratorio di lavorazione del miele e di due laboratori mobili che possano dare servizio agli apicoltori, anche quelli che hanno maggiori difficoltà di spostamento. La realizzazione ha incluso l’acquisto dell’equipaggiamento necessario e la formazione agli apicoltori per gestire il laboratorio, nonché l’organizzazione dell’attività;

consulenza e supporto tecnico per l’elaborazione di una Legge a tutela e regolamentazione dell’apicoltura nella Repubblica Dominicana.

Il miele prodotto dalla cooperativa è ora un prodotto di qualità, venduto finalmente anche nel mercato nazionale e ad a un prezzo equo, che rispetta il lavoro degli apicoltori e contribuisce al reddito familiare.

La nostra azione a supporto dell’apicoltura e degli apicoltori del Nord della frontiera ha dato grandi frutti, perché è riuscita ad innescare un processo di speranza, di crescita ed integrazione, di rafforzamento e consolidamento dell’associazionismo, oltre che ad aumentare la qualità e la quantità della produzione e la vendita del miele.  

Vedere sugli scaffali del Supermercado Nacional il miele dei produttori di Dajabón, ci arricchisce e ci porta nuovi stimoli, perché ci fa credere ancora di più in quella cooperazione, la cooperazione territoriale, fatta appunto dai territori, da un dialogo tra pari, per lo sviluppo comune.

 


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