New York - Il Presidente dell'Autorità Nazionale Palestinese, Abu Mazen (Mahmud Abbas), ha formalmente consegnato al segretario generale dell'Onu, Ban Ki-moon, la richiesta di riconoscimento dello Stato palestinese quale 194esimo Paese membro delle Nazioni Unite. "La piena adesione della Palestina entro i confini del 4 giugno del 1967, con Gerusalemme est come capitale", ha specificato Abbas durante il suo discorso davanti alla 66esima Assemblea generale. Una richiesta che, ha assicurato il portavoce del segretario generale, sarà esaminata "rapidamente" da Ban Ki-moon e poi trasmessa al Consiglio di Sicurezza e all'Assemblea generale.
IL PASSAGGIO SU ARAFAT. Un lungo applauso ha salutato l'ingresso del presidente palestinese, così come il passaggio su Yasser Arafat nel suo atteso discorso: nel 1974 il leader dell'Organizzazione per la liberazione della Palestina (Olp) "venne in quest'aula e garantì ai membri dell'Assemblea generale la nostra decisa ricerca per la pace dicendo 'Non lasciate che il ramo di ulivo cada dalla mia mano'".
"ISRAELE FA PULIZIA ETNICA". Nel suo discorso Abbas ha puntato poi il dito contro Israele, che "continua a costruire migliaia di insediamenti in aree della Cisgiordania e nella parte araba di Gerusalemme, in maniera sempre più accelerata, e innalza una barriera che divide sempre di più il nostro Paese e distrugge la vita della nostra comunità". "La potenza che ci occupa continua anche a rifiutarsi di dare permessi affinché le nostre persone possano entrare nella parte est di Gerusalemme e porta avanti una campagna di demolizione e confisca di tante case dei palestinesi e una politica di pulizia etnica per mandare via i palestinesi dalla loro terra", ha accusato il presidente dell'Anp.
"PRONTI A NEGOZIARE". E poi la condanna della violenza: "Voglio denunciare e condannare le violenze in tutte le forme, specialmente il terrorismo sugli Stati e il terrorismo commesso dai coloni; siamo qui per trovare una soluzione durevole per il conflitto e dichiaro che l'Anp è pronta per tornare immediatamente sul tavolo dei negoziati con accordi basati su leggi internazionali e sulla fine insediamenti". Una standing ovation ha salutato l'uscita di Abbas.
"LA PALESTINA VUOLE UNO STATO SENZA PACE". Dura la reazione di Israele: "La Palestina vuole uno stato senza pace", ha denunciato Benjamin Netanyahu commentando la richiesta di riconoscimento presentata all'Onu dal presidente dell'Anp, Abu Mazen. Il premier israeliano, intervenendo davanti all'Assemblea Generale, è tornato a ribadire che l'obiettivo della pace "non si può raggiungere con una risoluzione dell'Onu, ma solo attraverso negoziati diretti".
NETANYAHU: "INCONTRIAMOCI SUBITO". Il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha proposto al presidente palestinese Abu Mazen un faccia a faccia alle Nazioni unite. "Ci siamo incontrati una sola volta quest'anno, anche se la nostra porta è sempre rimasta aperta - ha detto il premier - posso venire a Ramallah, anzi, ho un altra proposta, visto che abbiamo volato così tante miglia entrambi: incontriamoci oggi, in questo edificio. Presidente Abbas: dobbiamo smettere di negoziare sui negoziati, dobbiamo negoziare la pace", ha detto il premier Netanyahu.
NEW YORK - Il presidente dell'Autorità nazionale palestinese, Abu Mazen (Mahmud Abbas), ha formalmente consegnato al segretario generale dell'Onu, Ban Ki-moon, la richiesta di riconoscimento dello Stato palestinese quale 194esimo Paese membro delle Nazioni Unite. "La piena adesione della Palestina entro i confini del 4 giugno del 1967, con Gerusalemme est come capitale", ha specificato Abbas durante il suo discorso davanti alla 66esima Assemblea generale. Una richiesta che, ha assicurato il portavoce del segretario generale, sarà esaminata "rapidamente" da Ban Ki-moon e poi trasmessa al Consiglio di Sicurezza e all'Assemblea generale.
IL PASSAGGIO SU ARAFAT. Un lungo applauso ha salutato l'ingresso del presidente palestinese, così come il passaggio su Yasser Arafat nel suo atteso discorso: nel 1974 il leader dell'Organizzazione per la liberazione della Palestina (Olp) "venne in quest'aula e garantì ai membri dell'Assemblea generale la nostra decisa ricerca per la pace dicendo 'Non lasciate che il ramo di ulivo cada dalla mia mano'".
"ISRAELE FA PULIZIA ETNICA". Nel suo discorso Abbas ha puntato poi il dito contro Israele, che "continua a costruire migliaia di insediamenti in aree della Cisgiordania e nella parte araba di Gerusalemme, in maniera sempre più accelerata, e innalza una barriera che divide sempre di più il nostro Paese e distrugge la vita della nostra comunità". "La potenza che ci occupa continua anche a rifiutarsi di dare permessi affinché le nostre persone possano entrare nella parte est di Gerusalemme e porta avanti una campagna di demolizione e confisca di tante case dei palestinesi e una politica di pulizia etnica per mandare via i palestinesi dalla loro terra", ha accusato il presidente dell'Anp.
"PRONTI A NEGOZIARE". E poi la condanna della violenza: "Voglio denunciare e condannare le violenze in tutte le forme, specialmente il terrorismo sugli Stati e il terrorismo commesso dai coloni; siamo qui per trovare una soluzione durevole per il conflitto e dichiaro che l'Anp è pronta per tornare immediatamente sul tavolo dei negoziati con accordi basati su leggi internazionali e sulla fine insediamenti". Una standing ovation ha salutato l'uscita di Abbas.
"LA PALESTINA VUOLE UNO STATO SENZA PACE". Dura la reazione di Israele: "La Palestina vuole uno stato senza pace", ha denunciato Benjamin Netanyahu commentando la richiesta di riconoscimento presentata all'Onu dal presidente dell'Anp, Abu Mazen. Il premier israeliano, intervenendo davanti all'Assemblea Generale, è tornato a ribadire che l'obiettivo della pace "non si può raggiungere con una risoluzione dell'Onu, ma solo attraverso negoziati diretti".
NETANYAHU: "INCONTRIAMOCI SUBITO". Il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha proposto al presidente palestinese Abu Mazen un faccia a faccia alle Nazioni unite. "Ci siamo incontrati una sola volta quest'anno, anche se la nostra porta è sempre rimasta aperta - ha detto il premier - posso venire a Ramallah, anzi, ho un altra proposta, visto che abbiamo volato così tante miglia entrambi: incontriamoci oggi, in questo edificio. Presidente Abbas: dobbiamo smettere di negoziare sui negoziati, dobbiamo negoziare la pace", ha detto il premier Netanyahu.
http://www.tg1.rai.it/dl/tg1/2010/articoli/ContentItem-06485209-57b9-4030-a2bb-4db6e05c6d80.html
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