Martedì 18 Dicembre 2018                     

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Arrivano le linee guida per i governi locali a supporto del commercio equo

Il toolkit di Fairtrade suggerisce le azioni da compiere per garantire modelli di produzione e consumo sostenibili, dall’inserimento dei prodotti equosolidali negli enti pubblici ai programmi educativi nelle scuole e la creazione di tavoli di lavoro.
Credits: www.asvis.it
Credits: www.asvis.it

“Il commercio equo e solidale è un esempio della partnership attiva e inclusiva di cui abbiamo bisogno per perseguire gli SDGs”, ha affermato Joakim Reiter, vice segretario generale della Conferenza delle Nazioni Unite sul commercio e lo sviluppo (Unctad). Infatti, attraverso i suoi modelli di consumo sostenibili, il commercio equo favorisce il collegamento tra produttori, lavoratori disagiati e catene del valore sostenibili, svolgendo un importante ruolo nella diminuzione delle disuguaglianze e nella lotta alla povertà. Ma per garantire la diffusione e attuazione del modello del commercio equo è necessario il supporto dei governi locali.

Questa la motivazione alla base della recente pubblicazione “Raggiungere gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile attraverso il Commercio Equo. Linee guida per amministrazioni locali”, realizzata da Fairtrade in collaborazione con Equo Garantito e Associazione Botteghe del Mondo, per stimolare i governi locali a sostenere gli sforzi di persone, imprese e associazioni per uno sviluppo sostenibile del territorio, creando i giusti incentivi. La pubblicazione, pensata come toolkit per le amministrazioni locali, è strutturata su cinque temi chiave delle politiche locali.

Acquisti pubblici. Le amministrazioni locali possono aumentare la domanda di prodotti e servizi sostenibili e sensibilizzare a essi attraverso gli acquisti pubblici. Pertanto, dovrebbero ripensare come attuare e promuovere politiche a supporto del commercio equo e solidale, sia interne (come quelle di public procurement), sia esterne (attraverso i bandi per la concessione di finanziamenti per attività commerciali e per l’educazione alla cittadinanza globale). Tra le proposte, si suggerisce di inserire prodotti del commercio equo e solidale negli uffici municipali, in altri enti pubblici come nelle mense scolastiche e nei distributori automatici, oltre che in occasione di festival, fiere e altre iniziative locali.

Sviluppo economico locale. Attraverso le politiche sullo sviluppo economico, le pubbliche amministrazioni possono sostenere le piccole e medie imprese nell’adozione di modelli di produzione sostenibile e aiutarle a soddisfare la crescente domanda di prodotti sostenibili, organizzando ad esempio attività di sensibilizzazione, di creazione di rete di contatti e di sviluppo delle capacità, nonché aumentando la visibilità dei prodotti sostenibili tra i consumatori e facilitando lo scambio di best practice della sostenibilità.

Cooperazione internazionale. Le amministrazioni locali possono contribuire a promuovere lo sviluppo sostenibile nel Sud del mondo attraverso risorse finanziarie e tecniche. Ad esempio, possono realizzare programmi che supportino la creazione e lo sviluppo di catene di valore globali sostenibili, partecipare a programmi di gemellaggio per rafforzare le competenze di promozione del commercio equo e solidale attraverso progetti di cooperazione internazionale o entrare a far parte di reti di amministrazioni locali che si occupano di cooperazione decentralizzata per promuovere il commercio equo e solidale e l’Agenda 2030.

Sensibilizzazione. Le amministrazioni locali possono influenzare in modo rilevante e positivo i modelli di consumo dei cittadini, sensibilizzandoli sulle cause e le conseguenze delle disuguaglianze e insegnando loro come “votare con il portafoglio” attraverso il consumo di prodotti equi. Per raggiungere questo obiettivo, gli enti locali possono ad esempio sostenere i programmi educativi nelle scuole e nelle università sullo sviluppo sostenibile e il commercio equo o promuovere programmi di formazione e workshop.

Approccio multi-stakeholder. Il commercio equo rappresenta un ottimo esempio di partnership tra stakeholder di tutto il mondo e a diversi livelli nella catena di distribuzione per garantire giustizia sociale e sostenibilità. Tra le possibili azioni, le amministrazioni locali possono costituire tavoli di lavoro per il commercio equo per favorire la cooperazione tra le municipalità e il movimento equosolidale, investire nelle partnership pubblico privato e includere il commercio equo nelle strategie di sviluppo delle piccole e medie imprese.

di Flavia Belladonna

FONTE: www.asvis.it

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