Giovedì 19 Settembre 2019                     

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Gli obiettivi di Sviluppo del Millennio

Nel settembre del 2000, in occasione del Vertice del Mil- lennio delle Nazioni Unite, i leader mondiali di 189 Paesi hanno adottato la Dichiarazione del Millennio con la quale si sono impegnati a liberare ogni essere umano dalla povertà e a rendere il diritto allo sviluppo una realtà per ogni individuo. Questi impegni, definiti come gli Obiettivi di Sviluppo del Millennio (MDGs – Millennium Development Goals), sono otto obiettivi concreti da raggiungere entro il 2015 per affermare i diritti e migliorare la vita delle persone del nostro pianeta.

Gli otto Obiettivi di Sviluppo del Millennio sono:

1. Eliminare la povertà estrema e la fame: dimezzare, fra il 1990 e il 2015, la percentuale di persone il cui reddito è inferiore ad un dollaro al giorno; raggiungere un’occupazione piena e produttiva e un lavoro dignitoso per tutti, inclusi donne e giovani; dimezzare, infine, la percentuale di persone che soffre la fame entro il 2015.

2. Garantire l’educazione primaria a tutti i bambini e le bambine: assicurare che tutti i bambini, sia maschi che femmine, possano terminare un ciclo completo di scuola primaria entro il 2015.

3. Promuovere l’eguaglianza fra uomo e donna: eliminare la disparità sessuale nell’ambito dell’educazione primaria e secondaria entro il 2005, e a tutti i livelli entro il 2015.

4. Ridurre la mortalità infantile: ridurre di due terzi la mortalità dei bambini al di sotto dei cinque anni.

5. Migliorare la salute materna: ridurre di tre quarti il tasso di mortalità delle donne incinte e rendere accessibile a tutti entro il 2015 i servizi per la salute riproduttiva.

6. Combattere l’AIDS, la malaria e altre malattie: bloccare la propagazione del virus HIV/AIDS e di altre malattie importanti, avviare un’inversione di tendenza nella diffusione di questi virus e garantire l’accesso universale alle cure.

7. Garantire la sostenibilità ambientale: integrare i principi di sviluppo sostenibile nelle politiche e nei programmi nazionali; invertire il processo di perdita delle risorse ambientali; dimezzare la percentuale di popolazione senza accesso all’acqua potabile e agli impianti igienici di base; e, in ultimo, migliorare significativamente entro il 2010 le condizioni di vita di almeno cento milioni di abitanti delle baraccopoli.

8. Costruire un partenariato globale per lo sviluppo. Quest’ottavo obiettivo riguarda più direttamente i paesi del Nord del mondo, richiamandoli in particolare alle seguenti responsabilità:                                 

  • Aumentare l’Aiuto Pubblico allo Sviluppo fino a raggiungere lo 0,7% del PIL;            
  • migliorare l’efficacia degli aiuti in linea con i principi espressi dalla Dichiarazione di Parigi;                 
  • sviluppare un sistema commerciale e finanziario regolato, prevedibile e non discriminatorio. Esso deve     prevedere l’impegno a favore della good-governace, dello sviluppo e della lotta alla povertà, sia a livello nazionale che internazionale;                                                                                  
  • rispondere ai bisogni particolari dei paesi meno sviluppati mettendo i bisogni delle popolazioni più deboli al centro delle politiche di sviluppo. Questo include l’ammissione senza dazi e quote delle esportazioni di questi  paesi, il potenziamento dei programmi di alleggerimento del debito per i paesi fortemente indebitati, la  cancellazione del debito bilaterale ufficiale e un Aiuto Pubblico allo Sviluppo più cospicuo, a favore dei paesi  impegnati nella riduzione della povertà;
  • nella cooperazione con le industrie farmaceutiche, garantire l'accesso ai farmaci essenziali nei Paesi in Via di Sviiuppo;
  • nella cooperazione con il settore privato, impegnarsi per rendere disponibili i benefici delle nuove tecnologie, specialmente le tecnologie informatiche e delle comunicazioni;    
  • assicurare rispetto e valore economico alle  conoscenze tradizionali.

Gli Obiettivi del Millennio rappresentano un patto globale per lo sviluppo, in cui le responsabilità di ciascuno sono chiaramente definite: i Paesi del Sud hanno la responsabilità primaria nel raggiungere i primi sette obiettivi, mentre i Paesi ricchi hanno un ruolo decisivo nell’ottavo obiettivo, un’alleanza per lo sviluppo, ed è necessario che facciano la loro parte aumentando la quantità e la qualità degli aiuti e migliorandone l’efficacia.


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