Martedì 18 Dicembre 2018                     

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Il CNCS vara la strategia italiana per l’Educazione alla Cittadinanza Globale

Sarà approvato ufficialmente oggi durante la riunione del Consiglio Nazionale per la Cooperazione allo Sviluppo (CNCS) il documento di strategia italiana per l’Educazione alla Cittadinanza Globale (ECG) frutto del lavoro di un tavolo multi attoriale composto da Ministeri, Enti locali, AICS, Università e le principali reti di organizzazioni della società civile. Anche prima di vederne l’attuazione si può dire che il processo che ha portato a questo documento potrebbe segnare una best practice di come il sistema italiano della cooperazione potrebbe muoversi anche su altri temi.

Nel giugno 2017 il CNCS organo permanente di partecipazione e proposta sui temi della cooperazione internazionale, ha richiesto la costituzione di un gruppo di lavoro multiattore incaricato di elaborare la Strategia nazionale sull’ECG, un’ambito a volte penalizzato e marginale seppur a tutti gli effetti presente nelle finalità della legge 125/2014 che all’Art. 1 comma 4 recita “L’Italia promuove l’educazione, la sensibilizzazione e la partecipazione di tutti i cittadini alla solidarieta’ internazionale, alla cooperazione internazionale e allo sviluppo sostenibile.”

In risposta a tale sollecitazione, il MAECI ha avviato la formazione di un tavolo composto da molteplici soggetti il cui coordinamento è stato affidato alla Provincia autonoma di Trento, con l’assistenza delle reti di organizzazioni della società civile AOI e Concord Italia.

Il documento definisce e concettualizza l’Educazione alla Cittadinanza Globale sulla base di un’interessante analisi del contesto internazionale e una timeline che ha visto negli ultimi 60 anni l’evoluzione del concetto di educazione “civica”, poi “allo sviluppo” e infine alla “cittadinanza globale”.

La visione di questo documento strategico è quella che definisce L’Educazione alla Cittadinanza Globale “un percorso di apprendimento lungo tutto l’arco della vita che rafforza la cittadinanza attiva”. Il documento infatti dedica spazio ai diversi ambiti che compongono il mondo dell’ECG: l’Educazione formale, l’Educazione non-formale, l’nformazione e la sensibilizzazione.

La seconda parte della strategia è dedicata all’analisi degli attori che dovrebbero collaborare per favorire un approccio territoriale all’ECG che dovrebbe attivarsi attraverso un dialogo strutturato tra istituzioni, società civile, scuola, università, mezzi di informazione, mondo del lavoro e dell’impresa, servizi socio-sanitari.

Infine sei raccomandazioni per rendere efficace l’azione educativa:

  • Coinvolga più soggetti del territorio (comunità educante).
  • Sia articolata in forme interdisciplinari.
  • Abbia un approccio sistemico che leghi gli aspetti sociali, culturali, economici, tecnologici, ambientali, politici.
  • Consenta un approfondimento critico delle norme sociali e dei valori morali.
  • Ricerchi attivamente il partenariato con soggetti di altri territori e, se possibile, sia costruita attraverso una relazione di scambio attiva con soggetti di altri territori e culture.
  • Vada oltre il carattere episodico e progettuale, incardinandosi in modo strutturato nel sistema educativo.

Questo sforzo strategico dovrebbe dare luogo alla creazione di Comitato di Lavoro per l’ECG che sviluppi e attivi un piano di azione nazionale per la sua attuazione. L’auspicio è che questo modello partecipativo, efficace e competente possa continuare anche in fase attuativa di questo ambito ormai “strategico” della cooperazione italiana anche grazie a un’adeguata e crescente dotazione finanziaria da destinare a questo tipo di attività.

 

FONTE: www.info-cooperazione.it


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