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Si è svolta a New York dal 20 al 22 Settembre 2010 la Conferenza sugli Obiettivi di Sviluppo del Millennio (Millennium Development Goals - MDGs), che ha rinnovato l’impegno mondiale rispetto alla promessa storica, fatta nel 2000, durante il Vertice del Millennio delle Nazioni Unite, dai 189 Capi di Stato e di Governo di tutto il mondo.
L’incontro multilaterale, a dieci anni dal Vertice, ha analizzato i risultati raggiunti ed ha rinnovato la volontà di raggiungere le mete fissate dagli otto Obiettivi di Sviluppo del Millennio: eliminare la povertà estrema e la fame, garantire l’istruzione primaria universale, promuovere l’eguaglianza di genere, ridurre la mortalità infantile, migliorare la salute materna, combattere l’Hiv/Aids, la malaria e le altre malattie, assicurare la sostenibilità ambientale e sviluppare un partenariato globale per lo sviluppo. In particolare, l’ottava meta, relativa al rafforzamento di un partenariato globale per lo sviluppo, è affidata all'impegno dei Paesi ricchi. All'interno di essa rientra l'impegno da parte dei Paesi sviluppati a destinare lo 0.7% del Pil all'Aiuto Pubblico allo Sviluppo (Aps). In Europa c’è chi questo obiettivo lo ha già superato, come i paesi scandinavi, la Danimarca, l’Olanda, il Belgio e il Lussemburgo, e chi, come Gran Bretagna, Francia, Spagna e Germania, pur non avendolo raggiunto, è comunque molto attivo. L’Italia da tempo non fa più parte dei paesi virtuosi ed ad oggi risulta essere penultima nella classifica mondiale, davanti solo alla Corea del Sud, con solo lo 0.1% del Pil destinato all’Aps.
Il documento finale riporta una serie di raccomandazioni in vista del raggiungimento di questo obiettivo. L’impegno assunto per il futuro riguarda, infatti, la messa a disposizione di 40 miliardi di dollari, che secondo il Segretario Generale delle Nazioni Unite, Ban Ki-moon permetteranno di salvare la vita a 16 milioni di persone entro il 2015. “Conosciamo ciò che serve per salvare la vita delle donne e dei bambini -ha detto il Segretario Generale al termine del vertice Onu a New York- e sappiamo che le donne e i bambini sono un elemento determinante per raggiungere gli Obiettivi di Sviluppo del Millennio”. Anche le dichiarazioni dei Capi di Stato hanno sottolineato la necessità di mantenere le promesse ufficiali sull'assistenza allo sviluppo. “Ogni anno centinaia di migliaia di donne muoiono ancora di parto, milioni di bambini soffrono di malnutrizione, quasi un miliardo di esseri umani vive sotto la soglia di povertà estrema (…) Gli aiuti allo sviluppo sono un imperativo non solo morale, ma strategico ed economico”; queste le parole del Presidente Obama, il quale ha auspicato un cambiamento della strategia statunitense di concessione degli aiuti, puntando su un coordinamento degli sforzi della diplomazia americana e accrescendo il ruolo di USAID (United States Agency for International Development – Agenzia per lo Sviluppo Internazionale degli Stati Uniti), fino a diventare la prima agenzia mondiale per lo sviluppo. È stato annunciato il lancio della nuova U.S. Global Development Policy, una strategia di aiuti allo sviluppo che rappresenta una novità assoluta per l’amministrazione americana. Il Presidente Obama punta tutto sulla parola "sviluppo": “L'aiuto da solo non è sviluppo. Sviluppo è aiutare le nazioni a svilupparsi realmente, passando dalla povertà alla prosperità (…), usando tutti i mezzi a disposizione, dalla diplomazia, al commercio, alle politiche d'investimento". Le nuove linee guida indicano infatti la volontà di mettere al servizio dello sviluppo non solo gli aiuti, ma anche le politiche di commercio estero e di investimento, di cercare forme di cooperazione che inneschino uno sviluppo autonomo per liberare i paesi poveri dalla dipendenza e dal circolo vizioso dell´assistenzialismo, incoraggiando la nascita dell´imprenditorialità locale, quale motore in grado di innalzare il tenore di vita, come avvenuto in India e in Brasile. Così ha concluso il suo intervento il Presidente Obama: “Agli altri paesi ricchi dico: smettiamola con le promesse vuote, che non saranno mantenute. Onoriamo i nostri impegni. Impegniamoci ad essere trasparenti come lo chiediamo agli altri. E ai paesi in via di sviluppo dico: questo deve essere anche il momento della vostra responsabilità”: Il Vertice di Alto Livello sugli Obiettivi ha segnato anche il lancio da parte del Presidente Sarkozy della proposta della tassa sulle transazioni finanziarie, FTT - Financial Transaction Tax: “La finanza si è mondializzata, in nome di cosa noi non dovremmo chiedere alla finanza di partecipare al riequilibrio del mondo, prelevando su ciascuna transazione una tassa?". Ban Ki-moon ha messo in risalto che il messaggio principale che la Conferenza intendeva comunicare è la volontà politica collettiva dei governi dei vari paesi di accelerare le azioni per il raggiungimento degli MDGs entro la scadenza del 2015, affermando la necessità di affrettarsi, di rafforzare l'alleanza mondiale per lo sviluppo, aumentare le responsabilità e le promesse di ciascuno e camminare insieme e veloci, perché la realizzazione degli Obiettivi di Sviluppo del Millennio possa portarci a vivere in un mondo migliore. |