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L'ape per la salvaguardia della biodiversità: a Bologna la presentazione dei risultati della ricerca scientifica del progetto Mediterranean CooBEEration

31/03/2017


Tre anni di ricerche, visite sul campo, studi e analisi per studiare il fondamentale ruolo delle api come garanti dell’ambiente e della biodiversità.

Poco si sa, o meglio si sapeva, infatti, sull’importanza delle api mellifiche come impollinatori delle piante spontanee, quelle cioè demandate alla tutela e all'aumento della biodiversità nel nostro pianeta, e quindi alla conservazione della fertilità del suolo e alla salute dell’ambiente. E anche in letteratura sono disponibili pochissimi dati.

Per questo mentre scrivevamo il progetto “Mediterranean CooBEEration”, un progetto di cooperazione che in quanto tale sembrerebbe avere poco a che fare con ricerche di tipo scientifico, abbiamo inserito tra gli assi strategici dell’azione la sperimentazione su api e biodiversità: sia per contribuire all'arricchimento della letteratura scientifica a riguardo, ma soprattutto per sottolineare che la tutela del territorio attraverso la salvaguardia delle api e dell'apicoltura, rappresenta vero motore di sviluppo sostenibile, oltre che un potente stimolo alla cooperazione tra i popoli. 

La ricerca è stata condotta dal Dipartimento di Scienze Agrarie (DIPSA) dell’Università di Bologna, dal Dipartimento di Scienze Agrarie, Forestali e Alimentari (DISAFA) dell’Università di Torino e dall’Istituto Nazionale Agronomico della Tunisia (INAT). In particolare i ricercatori si sono concentrati sul ruolo delle api nelle fasi di ripristino della biodiversità nelle aree degradate, come quelle soggette a desertificazione per fenomeni di erosione e siccità o a causa di eventi franosi o di incendi. 

Ma perché concentrarsi sulle api mellifiche? Innanzitutto perché, come accennato in precedenza, esistono pochi dati a riguardo. Inoltre, le api domestiche, fra le tante qualità che hanno,  possiedono due caratteristiche estremamente utili per il successo riproduttivo delle piante, in particolare nelle aree degradate: sono costanti nel visitare i fiori della stessa specie durante tutta l’attività giornaliera, e sono instancabili visto che il numero di visite che effettuano ogni giorno sui fiori ammonta a circa 10 milioni!

Dopo un intenso lavoro di ricerca, analisi e visite sul campo, lunedì 10 aprile, presso l’aula “Giorgio Prodi”, nel prestigioso complesso di San Giovanni in Monte dell’Università di Bologna, in occasione del Convegno "L'ape per la salvaguardia della biodiversità" saranno presentati i dati ottenuti dalle sperimentazioni condotte in questi tre anni in Italia e in Tunisia dai ricercatori delle Università coinvolte.

Durante il convegno, al quale parteciperanno professori e ricercatori, apicoltori, tecnici, funzionari e studenti di paesi del Mediterraneo,  insieme ad alcuni rappresentanti di istituzioni locali, nazionali ed internazionali, saranno inoltre presentate relazioni di autorevoli ricercatori italiani e stranieri.


Download: Il programma del convegno

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