Martedì 21 Maggio 2013                     

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Sostenibilità ed Equità: un futuro migliore per tutti

Presentato i primi giorni di Novembre a Copenaghen e a Roma, il ventunesimo Rapporto sullo Sviluppo Umano del 2011, redatto ogni anno dall'UNDP, offre un importante contributo al dialogo globale su sostenibilità e giustizia sociale e sul loro inestricabilmente rapporto.

Intitolato “Sostenibilità ed Equità: un futuro migliore per tutti” il Rapporto nella prefazione di Helen Clark, a questo riguardo, sottolinea che è fondamentalmente il modo in cui noi decidiamo di vivere le nostre esistenze, con la consapevolezza che ogni cosa che facciamo ha delle conseguenze per i 7 miliardi di nostri simili che abitano il pianeta oggi, come pure per le prossime generazioni. (…) I notevoli progressi avvenuti nelle ultime decadi, in tema di sviluppo umano, documentati nei diversi Rapporti annuali sullo Sviluppo Umano, non possono continuare se non si fissano coraggiosi step globali che mirino a ridurre sia i rischi ambientali sia i rischi legati alla diseguaglianza.

Il Rapporto evidenzia, infatti, che nonostante si siano registrati diversi miglioramenti dagli anni 70 ad oggi, dove il valore dell’ISU (Indice di Sviluppo Umano) è cresciuto del 41%,  considerando i 179 Stati, e del 61% negli Stati con basso Indice di Sviluppo Umano, la distribuzione del reddito è peggiorata in gran parte del mondo, accentuando la forbice tra persone ricche e persone povere. È poi quest’ultima categoria di persone, la più vulnerabile, rileva il Rapporto, che soffre maggiormente degli effetti del degrado ambientale, a causa della mancanza di strumenti idonei per fronteggiare le problematiche ambientali.

fonte: Figure 1.1 HDR pag.20Nel primo capitolo del Rapporto si mette in luce come specifiche politiche hanno la possibilità di migliorare o peggiorare il rapporto tra sostenibilità ed equità. La figura 1.1, lungi dall’essere esaustiva, illustra e mostra esempi di politiche pubbliche che creano positive sinergie tra i due obiettivi: sostenibilità ed equità. Si ritrovano nel quadrante uno, della figura, politiche positive che favoriscono l’aumento dell’accesso alle energie rinnovabili o ad esempio la creazione di tasse internazionali che finanzino soluzioni per i cambiamenti climatici. Altre politiche tendono a perseguire un solo obiettivo piuttosto che tutte e due contemporaneamente; questo è il caso delle politiche, posizionate nella figura sul quadrante 4 e sul  quadrante 2. I sussidi per il consumo di carbone nei Paesi in Via di Sviluppo (quad. 4), come spiega il rapporto, infatti, da una parte promuovono la crescita di un Stato ma dall’altra contribuiscono anche ad aumentare l’effetto serra: questa politica può essere quindi considerata positiva per gli impegni verso un’equità globale, ma negativa per gli risultati legati al concetto di sostenibilità. Al contrario l’esempio della politica che limita l’accesso alle foreste pubbliche (quad. 2) persegue obiettivi di sostenibilità ambientale, ma non si cura degli effetti negativi sul concetto di equità, in quanto, questa politica può privare i gruppi più poveri della loro principale fonte di sostentamento (op. cit. pag. 20).

Il Rapporto offre molteplici spunti di riflessione sui cambiamenti climatici, sullo sviluppo umano sostenibile, sul concetto di equità, sul raggiungimento degli Obiettivi del Millennio, in un mondo che necessita di un piano di lavoro post-2015, in vista anche di Rio+20, la Conferenza delle Nazioni Unite sullo Sviluppo Sostenibile prevista per il 2012.  

È possibile visionare la Conferenza di presentazione del Rapporto sullo Sviluppo Umano 2011 tenutasi il 02 Novembre a Copenaghen cliccando qui.  

Per scaricare Rapporto sullo Sviluppo Umano 2011 in inglese clicca qui.

Per scaricare Rapporto sullo Sviluppo Umano 2011 in francese clicca qui.

Per scaricare Rapporto sullo Sviluppo Umano 2011 in spagnolo clicca qui.


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