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Squadre di api per ripristinare le aree degradate da incendi. La ricerca Mediterrranean CooBEEration apre nuovi scenari

Il 10 aprile a Bologna, nel convegno “L’ape per la salvaguardia della biodiversità” sono stati presentati i dati e le implicazioni della sperimentazione
11/04/2017


Desertificazione, incendi e impoverimento dei terreni a seguito di calamità. A ripristinare la vegetazione ci pensano le api. Un concetto condiviso, ma sul quale non vi erano, almeno fino ad oggi, dati certi e controprove misurate ad attestarne l'impatto. 

Una ricerca indica ora la strada per contribuire a velocizzare, attraverso la cosiddetta ape domestica, il ripristino vegetazionale delle zone a seguito di incendi o altre calamità.

E il convegno del 10 aprile, dal titolo “L’ape per la salvaguardia della biodiversità”,  ha rappresentato il palcoscenico per presentare i risultati della sperimentazione condotta in determinate aree di macchia mediterranea in Italia e in Tunisia.

Lo studio si è svolto, per la parte italiana, tra il 2015 e il 2016 in Liguria, in una zona soggetta a incendi, dove in due aree di 400 m2 ciascuna, distanti tra loro qualche chilometro, una con la presenza di alveari, e quindi ben “servita” dalle api, e l'altra senza alveari, sono state delimitate cinque parcelle sperimentali in cui condurre ogni 15 giorni rilievi sulla vegetazione e sugli insetti impollinatori, rivolti soprattutto all'ape. 

Le ricerche effettuate in campo e quelle collegate agli effetti dell'impollinazione, condotte in laboratorio, hanno consentito di stabilire l’importanza strategica di questi meravigliosi organismi che accelerano il ripristino della vegetazione anche in condizioni estreme. I dati cambiano in base alle tipologie di piante presenti nelle diverse zone di macchia mediterranea, ma quello che emerge è che su alcune specie vi sono produzioni di oltre il 50% in più di semi. 

Le api domestiche sono generalmente conosciute perché producono il miele, ma non si aveva ancora la giusta consapevolezza di quanto fossero indispensabili non solo per il mantenimento della biodiversità, ma anche per il ripristino di aree soggette a stress di vario tipo.

A differenza degli altri insetti impollinatori, inoltre, l'ape domestica può essere aiutata in questo compito dall'uomo, attraverso dei nutritori con soluzioni zuccherine che vengono posti tra tetto e soffitto dell'alveare. In conclusione: attraverso gli alveari di api domestiche si può intervenire in maniera significativa, e con tempi più rapidi, per la ripresa della vegetazione di alcuni territori.

I dati della ricerca saranno pubblicati nelle prossime settimane su riviste scientifiche internazionali.


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