Domenica 25 Giugno 2017                     

Conosci Felcos
Felcos informa
Partecipa a Felcos
Sostieni Felcos
Felcos informa / Approfondimenti

Sviluppo umano

Lo Sviluppo umano consiste nell’accrescere la libertà delle persone di condurre una vita lunga, sana e creativa, di lavorare alla realizzazione di altri obiettivi a loro cari, e di partecipare attivamente alla promozione di uno sviluppo equo e sostenibile in un mondo condiviso. Le persone sono sia i beneficiari sia la forza motrice dello sviluppo umano, tanto a livello individuale quanto di gruppo.

Tratto dal Rapporto sullo Sviluppo Umano 2010, pubblicato da Programma delle Nazioni Unite per lo Sviluppo (UNDP).

Così l’ultimo Rapporto sullo Sviluppo Umano del 2010 del Programma delle Nazioni Unite per lo Sviluppo (UNDP) riafferma e ridefinisce, attualizzandolo e arricchendolo, il concetto innovativo di sviluppo umano, oggi più che mai attuale, che fu elaborato ed introdotto dal primo Rapporto del 1990. Quella nuova concezione rivoluzionava la tradizionale idea di sviluppo, da sempre legata a parametri di crescita economica, proponendo un approccio che poneva al centro la persona umana, con i suoi bisogni e aspirazioni fondamentali, e che guardava all’impatto delle strategie di sviluppo sulle generazioni future, al fine di assicurare anche a loro le medesime opportunità. L’evoluzione della riflessione sul tema maturata negli ultimi anni - pur rimanendo fedele all’originaria visione dello sviluppo umano inteso come “ampliamento delle opportunità di scelta delle persone” - ha mostrato come sia altrettanto fondamentale che uno sviluppo che si dica “umano” sia anche duraturo e sostenibile, ossia in grado di mantenere i risultati positivi nel tempo e combattere alla radice i processi che riducono le persone in povertà o perpetuano situazioni di oppressione e ingiustizia strutturale. Questo approccio mette in evidenza alcuni elementi fondamentali dell’idea e della prassi dello sviluppo umano, come l’uguaglianza, l’equità, la sostenibilità, il rispetto dei diritti umani e l’empowerment. Sviluppo umano, infatti, significa anche dare alle persone la possibilità di compiere scelte individuali e di partecipare ai processi decisionali, collaborando alla definizione delle politiche di sviluppo. L’approccio dello sviluppo umano può quindi essere applicato in tutti i contesti, in tutti i paesi, ricchi o impoveriti, e può essere un paradigma per il nuovo secolo.

A partire dal primo Rapporto del 1990 e dalla rivoluzione concettuale dell’idea di sviluppo, gli anni Novanta hanno rappresentato un periodo di grande fermento, come testimonia la lunga serie di Summit Internazionali promossi dalle Nazioni Unite che si sono susseguiti in quegli anni e che hanno portato all’attenzione mondiale molte tematiche fondamentali per la creazione di politiche di sviluppo umano. Si ricordano in particolare: la Conferenza Internazionale di Rio de Janeiro nel 1992 su Ambiente e Sviluppo; la Conferenza sui Diritti Umani di Vienna nel 1993; la Conferenza de Il Cairo su Popolazione e Sviluppo nel 1994; la Conferenza Mondiale sulle Donne tenutasi a Pechino e il Summit per lo Sviluppo Sociale a Copenaghen nel 1995; la pubblicazione nel 1996 del Rapporto “Shaping the 21st Century: The Contribution of Development Cooperation” (in sede DAC-OCSE), all’interno del quale venivano definiti sette obbiettivi, che sottolineavano l’importanza fondamentale dell’attiva partecipazione di tutti gli Stati della comunità internazionale alla gestione delle questioni di rilevanza globale; quegli stessi obiettivi saranno poi ripresi nel 2000. Questi intensi dibattiti a livello internazionale, rafforzati anche dagli annuali Rapporti sullo Sviluppo Umano pubblicati da UNDP, hanno portato gli attori della comunità internazionale ad acquisire gradualmente una nuova consapevolezza e una maggiore maturità rispetto alle sfide globali: comincia ad affermarsi l’idea che queste potranno essere affrontate in maniera efficace soltanto se ciascuno si assume attivamente la propria parte di responsabilità sulla base di obiettivi chiari e condivisi.

È così che si arriva nel settembre del 2000 allo storico Vertice del Millennio, durante il quale 189 Capi di Stato e di Governo, solennemente riuniti nell’Assemblea delle Nazioni Unite, hanno adottato la Dichiarazione del Millennio, impegnandosi a sconfiggere la povertà estrema entro il 2015, attraverso un piano di azione definito e scadenzato, riassunto nei Millennium Development Goals (MDGs), gli otto Obiettivi di Sviluppo del Millennio.

I grandi mutamenti globali che hanno caratterizzato lo scenario politico internazionale dal 2000 ad oggi, con nuove problematiche e sfide da affrontare, quali quelle relative all’ambiente, al cambiamento climatico, alla crisi economica globale e alle difficoltà dell’Aiuto Pubblico allo Sviluppo, hanno fatto sì che la riflessione e il dibattito su queste tematiche continuasse a svilupparsi: nel 2002 si è affrontato il tema dello Sviluppo Sostenibile nel vertice di Johannesburg; a Parigi nel 2005 si è tenuto l’importantissimo Summit sulla Cooperazione allo Sviluppo durante il quale è stata adottata la Dichiarazione di Parigi sulla  efficacia degli aiuti (Paris Declaration on Aid Effectiveness) ed infine, nel 2008 ad Accra, il Summit sull’Efficacia degli Aiuti. Con la Dichiarazione di Parigi del 2005, oltre 100 Paesi e rappresentanti delle agenzie di sviluppo si sono impegnati a rendere più efficaci gli aiuti, definendo una nuova forma di corresponsabilità e collaborazione tra i soggetti operanti nella cooperazione allo sviluppo. La Dichiarazione di Parigi individua una serie di azioni e indicatori specifici per valutare i progressi realizzati e rappresenta un’intesa senza precedenti tra donatori e beneficiari sul percorso da seguire per migliorare l’impatto della cooperazione per lo sviluppo.

La Conferenza di Accra, nel Settembre del 2008 – alla quale hanno partecipato oltre 1700 persone tra Ministri, Capi di Stato, istituzioni multilaterali, agenzie delle Nazioni Unite, fondi globali, fondazioni e organizzazioni della società civile - ha avuto come scopo quello di monitorare i progressi della Dichiarazione di Parigi. L’Agenda per l’Azione di Accra (AAA – Accra Agenda for Action), adottata il 4 Settembre del 2008, riflette gli impegni internazionali nell’adozione di riforme necessarie ad accrescere l’efficacia degli Aiuti allo Sviluppo e il raggiungimento degli Obiettivi del Millennio. Infine, nel settembre del 2010, a New York, il Summit delle Nazioni Unite sugli Obiettivi di Sviluppo del Millennio ha analizzato i risultati raggiunti a dieci anni di distanza dal Vertice del Millennio ed ha rinnovato la volontà di raggiungere le mete fissate entro il 2015.

Gli Obiettivi del Millennio e i nuovi parametri stabiliti a Parigi e ad Accra per migliorare l’efficacia degli aiuti costituiscono il quadro imprescindibile di riferimento per tutti coloro che, ai diversi livelli, sono impegnati nella cooperazione internazionale.

 


[TORNA INDIETRO]