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Daniele Ciri

FELCOS apre il primo Cantiere Educativo per costruire con le scuole Le Città Educanti

A pochi giorni dall’inizio dell’Anno Scolastico 2026/2027, FELCOS apre il primo Cantiere Educativo. Un pomeriggio di confronto e lavoro aperto a docenti, dirigenti, educatori e organizzazioni del mondo della scuola, durante il quale sarà presentato il catalogo educativo di FELCOS, intitolato “Le città educanti”, realizzato a cura dell’Area Educazione e Cultura per la Sostenibilità.

Un Cantiere per immaginare una città che educa, nella quale studentesse e studenti possano uscire dalle aule, incontrare il territorio, confrontarsi con problemi reali e trasformare conoscenza e consapevolezza in partecipazione e azione.

Mercoledì 9 Settembre 2026 dalle ore 15:00 alle ore 19:30, FELCOS organizza nella propria sede di Piazza Piermarini 2 a Foligno la prima edizione del Cantiere Educativo. Un pomeriggio di lavoro e confronto tra scuola e territorio, aperto a docenti, dirigenti scolastici, educatori, istituzioni e realtà del territorio, durante il quale sarà presentato il catalogo educativo per l’anno scolastico 2026/2027 intitolato Le città educanti, dedicato alle proposte didattiche e ai percorsi di Educazione alla Cittadinanza Globale e allo Sviluppo Sostenibile (ECGS) per l’anno scolastico 2026/2027, realizzato e curato dall’Area Educazione e Cultura per la Sostenibilità di FELCOS.

L’evento, organizzato con la partecipazione degli Ambasciatori Erasmus+, il patrocinio del Comune di Foligno e in sinergia con il progetto Futuro in corso!, finanziato dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica MASE, si articolerà in diversi momenti caratterizzati da interventi istituzionali e tavoli di lavoro.

 

IL PROGRAMMA DETTAGLIATO

15.00 | Accoglienza e registrazione

 15.30 – 15.45 | Apertura dei lavori

  • Lorenzo Schiarea, Assessore Politiche Sociali del Comune di Foligno e Vicepresidente FELCOS
  • Lorenzo Lucarelli, Presidente FELCOS e Sindaco del Comune di Narni
  • Fabrizio Fratini, Dirigente Ambito Territoriale Provincia di Perugia presso l’Ufficio Scolastico Regionale per l’Umbria (da confermare)
  • Fabio Barcaioli, Assessore all’istruzione, alla pace e alla cooperazione internazionale della Regione Umbria

Introduce Massimo Porzi, Direttore FELCOS

 

15.45 – 16.45 | Pillole di Scienza e Conoscenza

  • Serena Haass Spithover, AICS – Cittadinanza Globale: una bussola tra locale, nazionale e internazionale per la scuola di oggi
  • Simona Lupo, MASE – Coltivare una cultura della sostenibilità: la voce dei giovani nella Youth Voluntary Review
  • Matteo Severini, Garante regionale per l’infanzia e l’adolescenza – La scuola come agenzia di cura: la Child Guarantee nelle pratiche di inclusione scolastica
  • Sabina Curti, Università degli Studi di Perugia – Attraversa il conflitto o lo evita? La Scuola tra dovere e poter fare
  • Lorenzo Guasti, INDIRE – Educare nell’era dell’AI: la scuola come laboratorio di cittadinanza digitale
  • Barbara Rossetti, Ambassador Erasmus EDA (Educazione degli Adulti), Regione Umbria – Alleanza tra scuola ed educazione degli adulti per non smettere mai di imparare!

Modera Lucia Maddoli, Vice Direttrice FELCOS

 

16.45 – 17.00 | Presentazione del Catalogo Educativo FELCOS

Le Città Educanti – Presentazione del nuovo Catalogo dei percorsi di educazione alla cittadinanza globale e allo sviluppo sostenibile (ECGS) per l’a.s. 2026/27

  • Colomba Damiani Responsabile Area educazione e cultura per la sostenibilità FELCOS
  • Chiara Flagiello, Esperta Area educazione e cultura per la sostenibilità FELCOS

 

17.00 – 18.30 | Tavoli tematici di co-progettazione

Tavoli tematici di co-progettazione dedicati a Sostenibilità, Inclusione, Cittadinanza attiva, Digitale e Intelligenza Artificiale, Orientamento, Relazioni con il territorio

 

18.30 – 19.00 | Restituzione e condivisione

Restituzione in plenaria del lavoro svolto nei tavoli tematici

 

19.00 – 19.30 | Aperitivo

A cura di CiambelliAmo, progetto di inclusione lavorativa dell’Azienda Agricola La Maestà

 

Durante l’evento accenderemo la nostra Radio “Stazione Parlante”, con la quale trasmetteremo live podcast e interviste realizzate con il supporto tecnico di DOT Radio.

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Giovani, innovazione e rigenerazione culturale: l’esperienza di Tera Map e FELCOS

Quando persone, competenze e visioni diverse si incontrano, nascono nuove possibilità. È questo il valore della collaborazione tra FELCOS e Tera Map, nata nell’ambito del programma europeo Erasmus per Giovani Imprenditori: un percorso che unisce Italia e Turchia, innovazione sociale e protagonismo giovanile, trasformando il confronto in progettualità concreta.

Le idee che si incontrano, generano valore. Quando esperienze differenti trovano uno spazio di ascolto, competenze diverse si mettono in dialogo e le prospettive individuali diventano parte di una visione condivisa.

È con questo spirito che FELCOS ha accolto presso la propria sede operativa Ela Baglama, giovanissima imprenditrice turca di 19 anni, nell’ambito del programma europeo Erasmus per Giovani Imprenditori. Un’esperienza di scambio e crescita reciproca che sta dando vita a nuove connessioni e a un percorso di collaborazione capace di guardare concretamente al futuro.

Ela porta con sé un’esperienza maturata nella gestione di progetti, nella ricerca, nell’organizzazione di eventi, nella facilitazione di gruppi e nell’utilizzo degli strumenti digitali, insieme a una forte attenzione all’impatto sociale e al coinvolgimento delle nuove generazioni.

Da questo percorso nasce Tera Map, startup con sede a Istanbul che utilizza la tecnologia per mettere in relazione giovani, associazioni e spazi culturali, favorendo la partecipazione, la creatività e la nascita di nuove opportunità. Un modello che ha già raggiunto oltre 25.000 giovani e supportato 38 team nell’area di Istanbul, dimostrando come l’innovazione digitale possa diventare uno strumento concreto per costruire comunità più attive e inclusive.

Dalla Turchia a Foligno, nuove idee per i giovani

L’esperienza di Ela presso FELCOS rappresenta un’occasione per condividere competenze e, allo stesso tempo, sviluppare nuove progettualità. Tra gli obiettivi del percorso c’è infatti lo sviluppo di Tera Map Italia, attraverso l’approfondimento di programmi internazionali, iniziative dedicate ai giovani e processi di rigenerazione culturale degli spazi e dei luoghi urbani.

Tera Map e FELCOS.

È proprio su quest’ultimo tema che la collaborazione sta assumendo una dimensione particolarmente concreta.

Insieme, FELCOS e Tera Map stanno progettando un percorso di eventi dedicati alla rigenerazione di Piazza Piermarini, a Foligno, pensato per ragazze e ragazzi tra i 13 e i 18 anni.

L’obiettivo è trasformare uno spazio urbano in un luogo di incontro, espressione e partecipazione, attraverso attività culturali capaci di coinvolgere direttamente le giovani generazioni. Non soltanto offrire nuove occasioni, ma creare le condizioni perché ragazze e ragazzi possano sentirsi protagonisti dei luoghi che abitano, contribuendo a immaginarli e trasformarli.

Creatività, cittadinanza attiva, senso di appartenenza e partecipazione diventano così gli ingredienti di un percorso nel quale la rigenerazione urbana non è soltanto una trasformazione fisica degli spazi, ma soprattutto un processo sociale che parte dalle persone.

L’incontro tra FELCOS e Tera Map dimostra il valore delle reti internazionali come strumenti per condividere conoscenze, sperimentare nuovi approcci e costruire risposte innovative alle sfide dei territori.

In particolare, il programma Erasmus per Giovani Imprenditori ha reso possibile questo incontro tra esperienze e competenze, favorendo un dialogo che va oltre il semplice scambio professionale. È un laboratorio nel quale una giovane imprenditrice e un’organizzazione con una consolidata esperienza nel campo della cooperazione e dello sviluppo sostenibile possono imparare reciprocamente, mettendo a sistema prospettive e capacità differenti.

Il Direttore di FELCOS, Massimo Porzi e Ela Baglama fondatrice di Tera Map.

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Dall’eco-ansia all’azione: a Foligno l’Europa sperimenta nuovi linguaggi per la consapevolezza ecologica

Dal confronto tra partner europei all’esplorazione della città, dalla relazione con la natura alla cucina partecipata: dal 28 al 30 luglio Foligno ha ospitato la LTTA del progetto ECO A, trasformando la formazione in un’esperienza concreta di ascolto, relazione e sperimentazione. Un percorso per comprendere l’eco-ansia e scoprire come emozioni, arte, ambiente e comunità possano diventare leve per costruire nuove forme di consapevolezza e di azione.

Di fronte alla crisi ambientale, paura, incertezza e senso di impotenza sono emozioni sempre più presenti. Ma riconoscerle e attraversarle può rappresentare il primo passo per trasformarle in consapevolezza, partecipazione e cambiamento.

È da questa prospettiva che si sviluppa ECO A – Transforming Eco-Anxiety into Ecological Awareness, Art and Action, progetto Erasmus+ di cui FELCOS è partner, che dal 28 al 30 luglio 2026 ha riunito a Foligno i partner europei per una LTTA – Learning, Teaching and Training Activity dedicata alla sperimentazione di approcci e strumenti innovativi per affrontare l’eco-ansia.

I partner del Progetto Erasmus+ ECO-A in Piazza Piermarini, a Foligno.

Tre giornate di formazione e confronto, pensate come un percorso capace di mettere in dialogo conoscenze scientifiche, arteterapia, pratiche artistiche, esperienza diretta dei luoghi e dimensione comunitaria.

Dalla formazione alla sperimentazione

Una parte della LTTA si è svolta nella sede di FELCOS, dove i partner hanno condiviso definizioni, esperienze e prospettive differenti sul fenomeno dell’eco-ansia.

Workshop e sessioni tematiche hanno permesso di confrontarsi sui risultati dei questionari realizzati nei diversi contesti nazionali e di approfondire gli strumenti di ricerca e valutazione che accompagneranno le attività pilota del progetto.

Particolare attenzione è stata dedicata alle metodologie di eco-art, arteterapia e pratiche artistiche ambientali, esplorando il potenziale dell’arte come linguaggio capace di dare forma alle emozioni legate alla crisi ecologica e di favorire nuove possibilità di espressione, relazione e consapevolezza.

Un elemento trasversale al lavoro è stato il valore degli spazi sicuri, accoglienti e non giudicanti: luoghi nei quali poter riconoscere e condividere le proprie emozioni, rafforzare la relazione con gli altri e ritrovare una connessione più profonda con l’ambiente.

Quando la città diventa un luogo di apprendimento

La formazione è poi uscita dall’aula per incontrare Foligno e il suo paesaggio urbano e rurale.

Guidata da FELCOS insieme a Bianca Rita Eleuteri dell’Associazione Valle Umbra Trekking, la delegazione europea ha partecipato a un Urban Trail dentro e fuori le mura della città, realizzato con il patrocinio del Comune di Foligno.

L’esperienza ha permesso ai partecipanti di conoscere e vivere direttamente il Parco Urbano Diffuso, progetto di rigenerazione che interessa sei spazi urbani e aree rurali del territorio comunale attraverso nuove alberature, percorsi pedonali, arredi, giochi e aree dedicate al benessere e all’attività fisica.

Urban Trail dentro e fuori le mura della città di Foligno.

Il percorso, partito da Piazza Piermarini con i saluti istituzionali e l’intervento di Anna Conti, Dirigente dell’Area Governo del Territorio del Comune di Foligno, ha attraversato in particolare i nodi degli Orti Jacobilli e del Bosco Urbano.

A rendere l’esperienza ancora più partecipativa è stata l’APP Actionbound, progettata da FELCOS per accompagnare i partecipanti nell’esplorazione.

Attraverso l’approccio della deriva urbana, camminare è diventato così un modo per osservare la città con occhi nuovi, lasciandosi guidare dalle percezioni, dalle emozioni e dagli incontri. Un’esperienza per interrogarsi sul rapporto tra spazio pubblico, natura urbana, benessere individuale e collettivo e consapevolezza ecologica.

A dare forma alle emozioni è stata anche la performance arteterapeutica “Holding Fears”, proposta dal partner GREFART: un’azione simbolica e collettiva per riconoscere e condividere le paure legate alla crisi ambientale, trasformandole attraverso il linguaggio dell’arte.

La performance arteterapeutica “Holding Fears”, proposta dal partner GREFART

Dalla natura alla tavola: il cibo come pratica di cura

L’ultima esperienza ha portato i partner europei nella frazione di Capodacqua, dove FELCOS, in collaborazione con UNE, ha proposto un’esperienza capace di intrecciare paesaggio, cibo, ricerca e comunità.

Accolti da Giulia Filippi, Giulio Gigli e Lucile Kopczynski, i partecipanti hanno iniziato il pomeriggio con una camminata nel bosco. Un momento di riflessione ed un’occasione per raccogliere emozioni e pensieri emersi durante le giornate di formazione e per riscoprire il legame tra benessere personale, connessione con l’ambiente e consapevolezza ecologica.

L’esperienza è proseguita negli spazi di UNE, dove il gruppo ha conosciuto la storia del luogo e il significato del suo nome, legato nell’antica lingua umbra all’“acqua”: una risorsa che per secoli ha rappresentato vita, relazione e comunità per questo territorio.

Nel laboratorio di cucina partecipata, la preparazione condivisa di una semplice zuppa di legumi di stagione si è trasformata in un esercizio di ascolto, collaborazione e presenza. Attraverso gesti condivisi, il cucinare è diventato una pratica di benessere e relazione, capace di stimolare creatività, ridurre lo stress e rafforzare il senso di comunità.

La giornata ha incluso anche la presentazione del Diario di Campo, progetto di Giulia Filippi realizzato in collaborazione con Viaindustriae, e dell’iniziativa La Dispensa di UNE, oltre alla raccolta nell’orto degli ingredienti destinati alla cena condivisa.

E proprio attorno alla tavola si è aperto un ulteriore spazio di dialogo sul valore del cibo come patrimonio culturale, sulla biodiversità, sulle pratiche agricole rigenerative e sul ruolo delle comunità locali nella costruzione di nuovi immaginari di sostenibilità.

Laboratorio di cucina partecipata, presso il ristorante UNE a Capodacqua.

La LTTA di Foligno ha mostrato concretamente come la consapevolezza ecologica possa essere costruita non soltanto attraverso la trasmissione di conoscenze, ma anche attraverso esperienze, relazioni, pratiche artistiche e forme di partecipazione.

Dall’aula alla città, dal bosco alla tavola, le tre giornate hanno permesso ai partner di sperimentare diversi linguaggi e di interrogarsi su come accompagnare persone e comunità nel passaggio dalla preoccupazione all’azione.

È questo il cuore di ECO A: non negare le emozioni che la crisi ambientale porta con sé, ma riconoscerle come parte di un percorso di trasformazione. Perché prendersi cura dell’ambiente significa anche creare le condizioni per sentirsi parte del cambiamento.

A Foligno, attraverso la cooperazione europea, la ricerca e il linguaggio universale dell’arte, questo percorso ha mosso i suoi primi passi condivisi: trasformare l’eco-ansia in consapevolezza, la consapevolezza in relazione e la relazione in azione.

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A FOLIGNO LA STAZIONE PARLANTE DI FELCOS ACCENDE IL FUTURO DI PIAZZA PIERMARINI

Nell’ambito di un più ampio percorso di rigenerazione culturale di Piazza Piermarini a Foligno e nel contesto del progetto europeo Rural Voices 2030, di cui il Comune di Foligno è partner, FELCOS ha allestito la Stazione Parlante dando vita ad un live podcast a cui sono intervenuti rappresentanti delle istituzioni, organizzazioni e cittadini. Un successo di partecipazione e visibilità che apre scenari di sviluppo molto interessanti.

Ci sono luoghi, anche antichi, che continuano a parlarci nel tempo. Anche quando il tempo li trasforma, quando la storia ne cancella una parte, quando ciò che c’era prima lascia spazio a qualcosa di nuovo. Restano le memorie, le relazioni, le persone che li attraversano. E resta, soprattutto, la possibilità di tornare a immaginarli insieme. Piazza Piermarini, a Foligno, è uno di questi luoghi.

Qui sorgeva il teatro dedicato al celebre architetto folignate Giuseppe Piermarini, distrutto dai bombardamenti della Seconda guerra mondiale. Una ferita nella storia della città che, ancora oggi, racconta quanto i luoghi possano essere profondamente legati all’identità di una comunità. Ma Piazza Piermarini non è soltanto memoria: è uno spazio vivo, attraversato ogni giorno, e oggi anche uno dei luoghi nei quali si stanno intrecciando nuovi percorsi di rigenerazione culturale.

È partendo da questa consapevolezza che abbiamo acceso la Stazione Parlante di FELCOS: due ore di radio dal vivo, voci, racconti, musica e colore pensate per ascoltare la piazza, raccontarla attraverso gli occhi di chi la vive e provare a immaginare insieme il suo futuro. L’iniziativa, realizzata con il supporto tecnico di DOT Radio, è stata promossa da FELCOS in collaborazione con il Comune di Foligno, nel contesto del progetto europeo Rural Voices 2030, e in sinergia  con Informagiovani Gubbio, Informagiovani Foligno, Pro Foligno, TERA Map e Comune di Gubbio.

Dal loggiato della piazza, trasformato per l’occasione in una vera e propria stazione radiofonica, Chiara Flagiello e Silvia Fratini di FELCOS hanno accompagnato un dialogo corale, fatto di esperienze diverse e di prospettive che si sono incontrate attorno a una domanda semplice, ma tutt’altro che scontata: che cosa significa oggi vivere una piazza e che cosa possiamo fare perché torni ad essere, sempre più, uno spazio di comunità?

A portare il punto di vista dell’Amministrazione comunale sono stati gli assessori Alessandra Leoni e Lorenzo Schiarea, insieme alla dirigente Anna Conti, mentre per FELCOS sono intervenuti il Direttore Massimo Porzi e Niccolò Mariani, dell’Area Sviluppo Locale. Le loro voci hanno restituito la complessità dei processi di trasformazione urbana e il valore di una rigenerazione che non può essere soltanto fisica, ma deve saper mettere al centro le persone, le relazioni e la capacità di una comunità di prendersi cura dei propri spazi.

Il Direttore di FELCOS, Massimo Porzi.

A raccontare la città attraverso la sua memoria e la sua identità sono intervenuti Luca Radi, Presidente di Pro Foligno, e Enrico Presilla, Presidente del Centro Studi “Città di Foligno”. Perché guardare al futuro di un luogo significa anche conoscerne le storie, riconoscere ciò che lo ha reso importante nel tempo e capire come quella memoria possa continuare a vivere, assumendo nuove forme.

Anche il racconto della città e il ruolo dell’informazione hanno trovato spazio nella Stazione Parlante, con Maria Tripepi, Direttrice della Gazzetta di Foligno, che ha contribuito a restituire il punto di vista di chi quotidianamente osserva e racconta le trasformazioni del territorio.

Poi lo sguardo si è spostato sulle giovani e sui giovani, perché una città che vuole costruire il proprio futuro non può limitarsi a parlare delle nuove generazioni: deve creare occasioni perché possano prendere parola, esprimere idee e diventare protagoniste dei cambiamenti che le riguardano.

In questo percorso, particolarmente significativo è stato il confronto con le esperienze degli Informagiovani. Riccardo Ruspi, per l’Informagiovani di Gubbio, e Ilaria Betori, Benedetta Paradisi e Lucia Castellani, per l’Informagiovani di Foligno, hanno portato il racconto di attività e percorsi che ogni giorno lavorano per avvicinare ragazze e ragazzi alle opportunità del territorio, alla partecipazione e alla costruzione del proprio futuro.

Una prospettiva che ha incontrato quella di Ela Bağlama di TERA Map, giovane imprenditrice e fondatrice di una realtà innovativa nata in Turchia, impegnata nello sviluppo di soluzioni tecnologiche capaci di favorire eventi a impatto sociale, partecipazione e protagonismo giovanile nella trasformazione degli spazi urbani. La collaborazione tra FELCOS e TERA Map nasce proprio grazie al programma europeo Erasmus per Giovani Imprenditori, che ha permesso di mettere in relazione esperienze, competenze e visioni diverse.

A dare concretezza a questa idea sono state anche le voci di chi in piazza lavora ogni giorno. Simone Lollini, della Libreria Ubik, e Diego Rosi, del Ristorante Bottega Colonna, hanno raccontato la prospettiva dei commercianti, di chi vive quotidianamente lo spazio pubblico e ne conosce le dinamiche, le potenzialità e le difficoltà.

E mentre le parole prendevano forma attraverso la radio, la piazza si trasformava anche attraverso i colori. Per tutta la durata della diretta, Ludovica Fongoli e Filippo Epifani, giovani artisti folignati, e Klarens, artista di Gubbio cresciuto attraverso il percorso di TAG – Tracce d’Arte Giovanile, hanno lavorato in tempo reale a un’opera di live painting. La loro presenza ha aggiunto un’altra dimensione alla Stazione Parlante: quella di una piazza che non viene semplicemente raccontata, ma che può essere reinterpretata, abitata e trasformata anche attraverso la creatività.

Live Painting: Ludovica Fongoli e Filippo Epifani, giovani artisti folignati, e Klarens, artista di Gubbio.

Per due ore, quindi, Piazza Piermarini è stata molte cose insieme: un luogo di memoria e un laboratorio di futuro, uno spazio di incontro e una piccola stazione radio, un luogo nel quale ascoltare le istituzioni e, allo stesso tempo, dare spazio alle voci della comunità. È stata attraversata da amministratori, associazioni, giovani, commercianti, professionisti, operatori dell’informazione e persone che quella piazza la vivono ogni giorno. Da qui parte il percorso dedicato alle pratiche e alle attività di rigenerazione culturale promosso da FELCOS che avrà per obiettivo principale quello di trasformare questo spazio in un luogo di cura, cultura e creatività rivolto alle giovani generazioni.

Ed è forse proprio questo il significato più profondo della Stazione Parlante: ricordarci che la rigenerazione di un luogo comincia dall’ascolto.

L’iniziativa si è svolta nell’ambito di Rural Voices 2030, progetto europeo finanziato dal programma DEAR dell’Unione Europea, di cui il Comune di Foligno è partner con il supporto tecnico di FELCOS.

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Dall’Umbria alle Nazioni Unite: FELCOS all’HLPF 2026 di New York per parlare di partecipazione giovanile e localizzazione dell’Agenda 2030

FELCOS ha partecipato a New York all’High-Level Political Forum on Sustainable Development 2026 delle Nazioni Unite, portando nel cuore del confronto internazionale l’esperienza maturata in Umbria in merito alla partecipazione dei giovani e alla localizzazione dell’Agenda 2030.
FELCOS è stata protagonista di tre appuntamenti di livello internazionale tra cui l’evento“bandiera” ufficiale dell’Italia al Palazzo delle Nazioni Unite e il confronto sulla Voluntary National Review italiana.

Portare l’esperienza dei territori umbri dentro il principale spazio delle Nazioni Unite dedicato al monitoraggio dell’Agenda 2030. È con questo obiettivo che FELCOS ha partecipato a New York all’High-Level Political Forum on Sustainable Development 2026 – HLPF, contribuendo al confronto internazionale sulla localizzazione degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile e, in particolare, sul ruolo delle giovani generazioni nella costruzione delle politiche pubbliche.

L’HLPF rappresenta la piattaforma centrale delle Nazioni Unite per il monitoraggio e la revisione dell’Agenda 2030 e dei suoi 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile. Un appuntamento annuale nel quale governi, organizzazioni internazionali, società civile, enti territoriali, mondo della ricerca e altri attori dello sviluppo sostenibile si incontrano per condividere progressi, criticità, pratiche ed esperienze.

Il tema scelto per il 2026, Azioni trasformative, eque, innovative e coordinate per l’Agenda 2030 e i suoi Obiettivi di Sviluppo Sostenibile per un futuro sostenibile per tutti, ha messo al centro proprio la necessità di accelerare il percorso verso il 2030 attraverso azioni capaci di connettere livelli diversi di governo e di coinvolgere concretamente società civile, territori e comunità.

In questo scenario internazionale, FELCOS ha portato l’esperienza dell’Umbria come esempio concreto di come la sostenibilità possa essere costruita a partire dal livello locale, facendo dialogare istituzioni, Comuni, giovani e comunità e trasformando la partecipazione in uno strumento di governance.

FELCOS a New York, all’High-Level Political Forum on Sustainable Development 2026 delle Nazioni Unite.

 

Una visione che appartiene da sempre al lavoro dell’Associazione e che trova oggi una nuova dimensione all’interno del progetto “Rete Umbra per lo sviluppo sostenibile”, finanziato dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica e realizzato dalla Regione Umbria in collaborazione con FELCOS e ANCI Umbria, con l’obiettivo di rafforzare la localizzazione della Strategia Regionale per lo Sviluppo Sostenibile attraverso nuovi strumenti di governance e partecipazione.

È proprio all’interno di questo percorso che FELCOS è impegnata nell’attivazione dei processi partecipativi territoriali e giovanili, costruendo spazi e metodologie attraverso cui cittadini e giovani possano non soltanto confrontarsi sulla sostenibilità, ma contribuire direttamente all’elaborazione delle politiche che riguardano il futuro dei territori.

AGORÀ: dalla partecipazione alle politiche pubbliche

Tra le esperienze portate da FELCOS a New York, un ruolo centrale è stato occupato da AGORÀ per lo sviluppo sostenibile, lo strumento partecipativo ideato dall’Associazione per rendere accessibili, concreti e coinvolgenti i processi di costruzione delle politiche pubbliche.

AGORÀ unisce le dinamiche del gioco di ruolo a quelle del gioco da tavolo e mette i partecipanti di fronte a situazioni sociali, ambientali ed economiche ispirate alla realtà dei territori. Sei persone interpretano altrettanti attori di una comunità – agricoltore, ambientalista, amministratrice comunale, cittadino, commerciante e imprenditrice – chiamati ad affrontare problemi, interessi differenti, imprevisti e opportunità.

Non si gioca però per vincere individualmente. Si gioca per ascoltare, confrontarsi, negoziare e costruire insieme una soluzione. Uno strumento che traduce in pratica un principio fondamentale nel lavoro di FELCOS: la partecipazione acquista valore quando è capace di produrre consapevolezza, responsabilità e, soprattutto, quando può entrare nei processi decisionali.

Per questo le idee e le proposte raccolte attraverso AGORÀ non rimarranno confinate all’esperienza del gioco. Contribuiranno alle Agende territoriali, alla Youth Local Voluntary Review e all’aggiornamento della Strategia Regionale per lo Sviluppo Sostenibile dell’Umbria, creando un collegamento diretto tra ciò che emerge dai territori e i livelli nei quali vengono costruite le politiche regionali.

AGORÀ è inoltre uno strumento flessibile e replicabile, utilizzabile nelle scuole, nelle università, negli eventi pubblici e all’interno di progetti e percorsi partecipativi. Un modo nuovo per avvicinare soprattutto le giovani generazioni alla complessità delle decisioni pubbliche e permettere loro di sperimentare direttamente cosa significhi mettere in relazione esigenze diverse e assumersi una responsabilità nei confronti della propria comunità.

Tre appuntamenti a New York per raccontare l’esperienza FELCOS

La presenza di FELCOS all’HLPF si è articolata in tre importanti momenti di confronto, nei quali l’esperienza sviluppata in Umbria è entrata in dialogo con istituzioni nazionali e internazionali, rappresentanti delle Nazioni Unite, organizzazioni giovanili e altri attori impegnati nell’attuazione dell’Agenda 2030.

Il primo appuntamento, lunedì 13 luglio alla Scandinavia House di New York, è stato l’evento internazionale Localizing the SDGs to Boost the Sustainability Transformation, dedicato a una delle questioni decisive per il raggiungimento degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile: come trasformare gli impegni globali in politiche e azioni concrete nei territori.

La presentazione di AGORÀ per lo sviluppo sostenibile, alla Scandinavia House di New York.

Al confronto, dedicato alle migliori pratiche di localizzazione degli SDGs e al coinvolgimento della società civile e del settore privato, FELCOS ha partecipato attraverso Francesco Fermanelli e Niccolò Mariani, dell’Area Sviluppo Locale Sostenibile e Processi Partecipativi, portando l’esperienza maturata nel lavoro con le comunità locali e, in particolare, con i giovani.

FELCOS ha raccontato il percorso sviluppato insieme alla Regione Umbria per costruire una governance della sostenibilità capace di aprirsi ai territori, mettendo in relazione la Strategia regionale con strumenti partecipativi attraverso i quali le comunità possano contribuire alle scelte. Un modello nel quale i giovani non rappresentano semplicemente un target da raggiungere, ma una componente attiva della costruzione delle politiche.

Il giorno successivo, martedì 14 luglio, FELCOS sempre nel Palazzo delle Nazioni Unite, ha partecipato all’evento ufficiale italiano Future Makers: Youth Engagement and Youth Voluntary Reviews for Systemic Change.

L’appuntamento, organizzato dall’Italia con la co-organizzazione del Regno di Tonga e dello European Youth Forum, ha riunito rappresentanti del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, AICSAgenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo, UN Youth Office, EuropeanYouth Forum, istituzioni internazionali e giovani provenienti da differenti esperienze nazionali.

Al centro del confronto una domanda fondamentale: come costruire processi di partecipazione giovanile che non siano soltanto consultivi, ma inclusivi e realmente capaci di incidere sulle politiche?

È qui che Francesco Fermanelli, Project Manager di FELCOS per lo sviluppo locale sostenibile e i processi partecipativi, ha presentato AGORÀ e l’esperienza del Forum dei Giovani per la Sostenibilità dell’Umbria, mostrando come un percorso costruito a livello regionale possa contribuire al più ampio dibattito nazionale e internazionale sulla partecipazione delle nuove generazioni.

L’intervento ha ribadito un principio chiaro: per rendere i giovani parte dei processi di sviluppo sostenibile occorre costruire strumenti che permettano loro di esprimere idee, confrontarsi, formulare proposte e vedere quelle proposte arrivare nei luoghi nei quali le decisioni vengono prese.

Per FELCOS, i giovani non sono soltanto i destinatari delle politiche di domani: sono cittadini del presente e devono poter partecipare alle scelte del presente.

L’Umbria dentro il percorso italiano verso il 2030

La presenza di FELCOS a New York si è conclusa mercoledì 15 luglio presso la Rappresentanza Permanente d’Italia alle Nazioni Unite, con la partecipazione all’incontro promosso da ASviS Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile L’Italia allo specchio della Voluntary National Review: il giorno dopo New York e le scelte per il 2030.

Un confronto dedicato alla Voluntary National Review italiana e alle azioni necessarie per trasformare il monitoraggio dei progressi compiuti in una vera roadmap verso il 2030.

Insieme ai rappresentanti della Delegazione italiana all’HLPF, FELCOS ha contribuito al racconto del percorso attraverso cui l’Italia sta progressivamente rafforzando il coinvolgimento dei giovani nelle politiche di sviluppo sostenibile, a partire da esperienze come “Raccogliamo le idee” e dal Gruppo di lavoro Giovani per la coerenza delle politiche per lo sviluppo sostenibile.

Anche in questo contesto, FELCOS ha portato il valore aggiunto dell’esperienza territoriale, presentando il Forum dei Giovani per la Sostenibilità dell’Umbria e AGORÀ come strumenti attraverso i quali la partecipazione può essere radicata nelle comunità e, contemporaneamente, collegata ai processi regionali e nazionali.

La stessa Youth Voluntary Review italiana presentata nel quadro dell’HLPF nasce infatti da un ampio processo di governance e partecipazione che ha coinvolto oltre mille giovani, insieme a istituzioni, organizzazioni della società civile, reti giovanili e partner internazionali.

Ed è proprio nel rapporto tra dimensione nazionale e territori che l’esperienza sviluppata da FELCOS acquista un significato particolare: portare le politiche globali dentro le comunità e, nello stesso tempo, far risalire esperienze, bisogni e proposte locali fino ai luoghi nei quali vengono definite le strategie regionali, nazionali e internazionali.

Dall’Umbria a New York, e ritorno

La partecipazione all’HLPF 2026 rappresenta per FELCOS non soltanto il riconoscimento del lavoro sviluppato negli ultimi venti anni sui temi dello sviluppo sostenibile e della partecipazione, ma soprattutto un passaggio ulteriore di un percorso che parte dai territori.

Dall’Umbria alle Nazioni Unite, FELCOS ha portato a New York un modello di lavoro costruito insieme alla Regione, ai Comuni, alle comunità e ai giovani. Un modello nel quale la localizzazione dell’Agenda 2030 significa rendere comprensibili le grandi sfide globali, collegarle alla vita quotidiana dei territori e costruire gli strumenti perché ciascuno possa contribuire alle decisioni.

Ma il percorso compiuto a New York ha anche una direzione inversa.

Le esperienze, gli strumenti e il confronto internazionale dell’HLPF tornano infatti nei territori, arricchendo il lavoro che FELCOS sta portando avanti attraverso i Forum territoriali, il Forum dei Giovani, AGORÀ e i processi che accompagneranno la Strategia Regionale per lo Sviluppo Sostenibile.

Niccolò Mariani e Francesco Fermanelli di FELCOS, all’HLPF 2026 a New York.

È in questo continuo collegamento tra locale e globale che FELCOS costruisce la propria azione: mettere in rete territori e istituzioni, sperimentare nuovi strumenti di partecipazione e fare in modo che la sostenibilità diventi un processo condiviso, capace di tradursi in politiche e azioni concrete.

Perché raggiungere gli Obiettivi dell’Agenda 2030 richiede strategie globali, ma quelle strategie diventano realtà soltanto quando entrano nelle città, nelle scuole e nelle comunità.

E soprattutto quando le persone – a partire dai giovani – possono partecipare alla loro costruzione.

I giovani non sono soltanto protagonisti del futuro. Sono attori delle decisioni che riguardano il presente.

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ENSAMN torna nella piccola isola di Rodrigues: una nuova missione per costruire resilienza climatica e sviluppo inclusivo

L’ultima missione del progetto ENSAMN sull’isola di Rodrigues, che si è tenuta tra Giugno e Luglio 2026 e alla quale ha partecipato l’agronomo Fabio Primavera in rappresentanza del partner CESAR, ha consentito di verificare l’avanzamento delle azioni pilota, rafforzare la collaborazione tecnica con i partner locali e definire i prossimi passi del progetto.

Tra le iniziative più significative di questa nuova missione c’è l’avvio del vivaio comunitario di St. Gabriel, destinato alla produzione di specie alimentari ed endemiche, alla formazione in agroecologia, alla gestione sostenibile dell’acqua e alla creazione di nuove opportunità economiche attraverso la vendita delle piantine. Durante la missione sono state individuate soluzioni per migliorare la localizzazione delle piante e garantire produzioni pienamente coerenti con gli obiettivi agroecologici del progetto. Tra le innovazioni introdotte dal progetto, anche una macchina per la pacciamatura che servirà a ricoprire il suolo attorno alle piante con uno strato di materiale organico, per bloccare la crescita di erbe infestanti, mantenere il terreno umido riducendo le annaffiature e garantire quindi conduzioni sostenibili ed ecologiche delle coltivazioni.

Il Festival del Limone ha rappresentato una tappa importante per condividere i risultati raggiunti, oltre che per socializzare, rilanciando il percorso verso la certificazione biologica delle produzioni locali e la valorizzazione della filiera agroalimentare dell’isola.

La messa a dimora di Vetiver.

Grande attenzione continua ad essere dedicata alla gestione sostenibile delle risorse naturali. Proseguono infatti gli interventi per il recupero dei suoli attraverso la messa a dimora di Vetiver e Vacoa contro l’erosione, mentre sono in fase di sviluppo sistemi di raccolta dell’acqua piovana, una pratica già ampiamente praticata sull’isola, nonché pratiche di agricoltura rigenerativa a beneficio delle famiglie più vulnerabili.

Nel settore dell’apicoltura il progetto procede su due fronti: la diffusione di piante mellifere per sostenere gli impollinatori e il progetto Bee Behind Bars, che offre ai detenuti del carcere di Rodrigues una formazione professionale in apicoltura, con importanti ricadute in termini di inclusione sociale e opportunità lavorative.

Formazione professionale in apicoltura per i detenuti del carcere di Rodrigues.

Prosegue inoltre il percorso della Coffee Valley, dove la completa rimozione degli pneumatici presenti nell’area ha consentito di avviare nuovi modelli agroforestali e la realizzazione di un vivaio dedicato al caffè Arabica, coltivato con metodi sostenibili e sistemi di irrigazione efficienti. La nascita di una cooperativa locale, creata su iniziativa degli agricoltori della valle, rappresenta un ulteriore passo verso la valorizzazione della produzione agricola dell’isola.

Accanto alle attività agricole, ENSAMN sostiene anche lo sviluppo economico locale attraverso la Boutique Solidaire, gestita dal partner AREF (Association Rodrigues Entreprendre au Féminin), in collaborazione con la CARITAS locale, che vende a prezzi calmierati prodotti di prima necessità per le famiglie meno abbienti, e attraverso il programma di incubazione e mentoring per micro-imprese, destinato a donne, giovani e gruppi vulnerabili, realizzato in collaborazione con le istituzioni locali.

 

Il progetto ENSAMN – Rodrigues Alliance for Participatory Climate Resilience and Socio-Economic Inclusion, finanziato dall’Unione Europea e di cui FELCOS è capofila in un consorzio composto da CESAR Umbria – Centro per lo Sviluppo Agricolo e RuraleRIDS – Rete Italiana Disabilità e SviluppoCare-CoAREF Association Rodrigues Entreprendre au FémininREFG – Groupe pour l’Environment de Rodrigues continua a promuovere un modello di sviluppo fondato sull’agroecologia, sull’inclusione sociale e sulla resilienza climatica, accompagnando le comunità locali nella costruzione di sistemi agricoli più sostenibili e di nuove opportunità economiche e lavorative.

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FELCOS apre una Stazione Parlante per raccontare il futuro sostenibile delle aree rurali. Rural Voices 2030 incontra la Tribù di Augh.

Due appuntamenti, per tre obiettivi importanti: dare voce alle aree rurali, promuovere nuove narrazioni e coinvolgere le persone in una riflessione condivisa sul futuro sostenibile dei territori, del paesaggio e delle comunità.

Con questo spirito, Rural Voices 2030 è entrato a far parte della grande famiglia della Tribù di Augh, che da cinque anni organizza uno degli eventi di bike trail più partecipati e apprezzati dell’Umbria e d’Italia. Oltre 400 partecipanti si sono ritrovati per vivere un’esperienza che unisce sport, natura e senso di appartenenza, attraversando i paesaggi straordinari della montagna folignate e riscoprendo il valore delle comunità locali.

Per l’occasione, FELCOS ha acceso i microfoni della Stazione Parlante, un podcast live realizzato in collaborazione con DOT Radio, che il primo giorno ha animato la serata inaugurale di Augh! negli spazi di Palazzo Candiotti, nel cuore del centro storico di Foligno. Quattro ore di dialoghi, incontri e testimonianze hanno dato voce ad amministratori, associazioni, esperti e giovani protagonisti impegnati nei percorsi di Rural Voices 2030, offrendo uno spazio di confronto aperto e partecipato sui temi dello sviluppo sostenibile delle aree rurali.

Ad aprire la serata è stato Lorenzo Schiarea, Assessore alle Politiche Sociali del Comune di Foligno e Vice Presidente di FELCOS. Da lì si è sviluppato un ricco percorso di confronto che ha attraversato esperienze e progettualità diverse: dai Semi Futuri, raccontati da Raffaella Grandoni e Domiziano Toni della Pro Loco di Valtopina, ai Custodi della Terra, con Federica Fratini dell’Associazione SemiNati e Casa dei Semi; dalle narrazioni del sottosuolo con Carlo Cesarini dell’Associazione Fluminamea, alle comunità che custodiscono il territorio e alle comunanze come laboratori di futuro, con Lorenzo Perticoni e Giuseppe Parroccini dell’Università Agraria di Bagnara.

Uno spazio importante è stato dedicato anche al racconto del paesaggio e alle visioni sul futuro, grazie al contributo della progettista visiva Michela Bastianelli, dell’agronomo Pietro Petroni e degli studenti Sara Stramaccioni, Leonardo Landrini ed Emanuele Stovati. A seguire, le testimonianze di Frank Lotta di Radio DJ, dedicate alle esperienze “On the Road”, il racconto di Andrea Cimarelli di Seminiamo Bellezza sul valore della scelta di restare e investire nei territori, e il confronto con Lorenzo Sensi e Giacomo Bicerna della Tribù di Augh sulle iniziative che valorizzano il territorio e rafforzano il senso di comunità.

La Stazione Parlante: intervista all’Assessore del Comune di Foligno e Vice Presidente di FELCOS, Lorenzo Schiarea.

 

La Stazione Parlante ha poi proseguito il suo viaggio nel Villaggio della Tribù, a Volperino, raccogliendo impressioni, emozioni e riflessioni direttamente dai partecipanti. Attraverso racconti spontanei e personali, cicliste e ciclisti hanno condiviso il proprio sguardo sul territorio, sulle aree rurali e sull’esperienza vissuta lungo il percorso, restituendo un patrimonio di storie autentiche che raccontano il legame profondo tra persone, paesaggio e comunità.

Queste testimonianze rappresentano un contributo prezioso alla missione di Rural Voices 2030, progetto europeo del Programma DEAR promosso dal Comune di Foligno, con il supporto tecnico di FELCOS, che sostiene nuove forme di partecipazione e nuove modalità di raccontare le aree rurali, mettendone in luce il valore, le opportunità e il ruolo fondamentale per uno sviluppo più sostenibile e inclusivo dei territori montani.

L’incontro con la Tribù di Augh ha confermato quanto questi valori possano trovare espressione anche attraverso eventi capaci di unire persone, esperienze e territori. Una grande festa collettiva che ha trasformato il viaggio in un’occasione di ascolto, dialogo e sensibilizzazione, contribuendo a diffondere una visione condivisa del futuro delle aree rurali.

Tutte le interviste e i racconti raccolti dalla Stazione Parlante saranno presto disponibili nella sezione Podcast del sito yes.felcos.it.

Le interviste nel Villaggio di Augh! a Volperino.

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Transizione ecologica e diritto all’abitare: ad Assisi il workshop del progetto ReHouseIn

In un tempo in cui la transizione ecologica si impone come una delle sfide più importanti del nostro presente, diventa essenziale interrogarsi su come accompagnare questo cambiamento affinché sia sostenibile non solo per l’ambiente, ma anche per le persone e le comunità. Costruire un futuro più verde significa infatti garantire che nessuno venga lasciato indietro e che le opportunità generate dalla trasformazione ecologica siano accessibili a tutti.

Con questo spirito si è svolto ad Assisi il workshop del progetto ReHouseInReducing Housing Inequalities in the Green Transition, organizzato dal Professor Massimo Bricocoli del Politecnico di Milano. Il progetto, che coinvolge 27 città europee, nasce con l’obiettivo di contribuire a una transizione ecologica capace di migliorare concretamente la qualità della vita delle persone, contrastando le disuguaglianze abitative e promuovendo modelli di sviluppo più equi e sostenibili.

Il workshop ha rappresentato un’importante occasione di confronto tra istituzioni, esperti e attori del territorio. Attraverso un dialogo aperto e costruttivo, i partecipanti hanno condiviso esperienze, competenze e punti di vista differenti per individuare le questioni più urgenti legate alla transizione verde, comprenderne le dinamiche e immaginare possibili percorsi di cambiamento.

Al centro della riflessione è stato posto un caso concreto di riqualificazione energetica degli edifici, che ha permesso di approfondire gli effetti che le politiche ambientali possono generare sulla vita quotidiana delle persone, sulle famiglie e sulle comunità locali. Un confronto che ha evidenziato come le sfide della sostenibilità siano strettamente intrecciate con il diritto all’abitare, l’accessibilità economica e la qualità della vita.

Attività durante il Workshop ReHouseIn

La seconda parte dei lavori ha dato spazio all’elaborazione di idee, proposte e scenari innovativi per promuovere un modello di abitare più accessibile, inclusivo e sostenibile, capace di coniugare gli obiettivi ambientali con le esigenze sociali.

Hanno preso parte al workshop rappresentanti della Regione Umbria, di ATER Umbria, del SUNIA Perugia, dell’Università per Stranieri di Perugia e Umberto Bonetti, architetto e Responsabile dell’Area Sviluppo Locale Sostenibile di FELCOS. La tavola rotonda conclusiva ha favorito un dialogo qualificato tra attori locali e ricercatori del progetto, contribuendo a delineare nuove prospettive per una transizione ecologica più giusta ed equilibrata, con particolare attenzione alla sostenibilità, alla qualità e all’accessibilità dell’abitare.

Un momento di confronto che ha confermato come la transizione ecologica possa diventare una reale opportunità di progresso solo quando riesce a mettere al centro le persone, i territori e il diritto di tutti a vivere in contesti più sostenibili, inclusivi e resilienti.

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Rete Umbra per lo Sviluppo Sostenibile: conclusi i lavori di partecipazione con i Forum territoriali di ambito per la revisione della Strategia Regionale di Sviluppo Sostenibile dell’Umbria

Con l’ultimo incontro del 22 Maggio sì è conclusa la fase partecipativa del Progetto “Rete Umbra per lo Sviluppo Sostenibile” per la revisione della Strategia Regionale per lo Sviluppo Sostenibile; FELCOS ha costruito e coordinato il lavoro dei Forum territoriali tematici, a cui hanno partecipato istituzioni, organizzazioni, associazioni ed altri portatori di interessi collettivi locali.

Si sono tenuti ben 18 Forum territoriali online, con 3 incontri tematici per ogni ambito territoriale, basati sui temi riferiti alle 5P della sostenibilità: Pianeta, Prosperità, Persone e Pace.

Decine di Amministratori locali, tecnici comunali e rappresentanti di associazioni si sono confrontati sui temi più sensibili legati alle sostenibilità Ambientale, Economica e Sociale; ne sono emerse criticità e proposte, diverse per ognuno dei sei Ambiti territoriali (Alto Tevere, Perugino, Valle Umbra, Orvietano, Val Nerina, Ternano) sui temi della transizione energetica, ciclo dei rifiuti, qualità ambientale, adattamento climatico; ma anche impresa responsabile, economia circolare, innovazione, sviluppo, turismo sostenibile; e poi servizi sociosanitari, giovani, istruzione, disabilità, inclusione, nuove povertà, partecipazione civica, dialogo interculturale e coesione territoriale.

Ogni istanza, ogni proposta, ogni progetto o buona pratica è stata annotata attraverso uno strumento partecipativo e interattivo sviluppato ad hoc per comporre le Agende territoriali e l’Atlante di progetti, che a loro volta costituiranno la base di riferimento per la successiva revisione della Strategia Regionale di Sviluppo Sostenibile.

La Sostenibilità è un futuro da costruire insieme!

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rafforzare il pensiero critico dei giovani e delle comunità più vulnerabili contro la disinformazione sui percorsi migratori irregolari. Al via SAFE FUTURE

A Innsbruck, in Austria, ha avuto luogo il Kick-Off Meeting del progetto SAFE FUTURE – Raising Awareness and Building Resilience Against Irregular Migration. Alla presenza di tutti i partner, tra cui anche noi di FELCOS, abbiamo approfondito gli obiettivi comuni e analizzato le attività da implementare nei prossimi tre anni. 

Oggi le informazioni viaggiano più veloci della possibilità di verificarle e in questo contesto quello della migrazione continua ad essere uno dei temi più esposti a narrazioni distorte e contenuti fuorvianti. È in questo contesto che nasce SAFE FUTURE – Raising Awareness and Building Resilience Against Irregular Migration, un progetto europeo finanziato nell’ambito del programma AMIF 2024, pensato per affrontare uno dei nodi più delicati del nostro presente: la disinformazione sui percorsi migratori irregolari e il suo impatto sui giovani e le comunità più vulnerabili.

Il progetto, che si svilupperà per 36 mesi (maggio 2026 – aprile 2029), si propone di rafforzare la resilienza sociale e digitale delle comunità, offrendo strumenti concreti per riconoscere e contrastare fake news e contenuti manipolatori, sempre più diffusi attraverso social media e reti informali.

Giovani, informazione e scelte consapevoli

Al centro di SAFE FUTURE ci sono i giovani: spesso esposti a informazioni frammentarie o non verificate, diventano il principale destinatario di una strategia che punta a rafforzare il pensiero critico e la capacità di orientarsi in modo consapevole.

Il progetto promuove un approccio integrato che unisce comunicazione digitale, lavoro territoriale, coinvolgimento delle diaspore e percorsi di educazione comunitaria. L’obiettivo è duplice: da un lato contrastare la disinformazione, dall’altro far emergere e rendere accessibili alternative legali, sicure e sostenibili alla migrazione irregolare, attraverso informazioni affidabili su formazione, mobilità, lavoro e reintegrazione.

Strumenti digitali e lavoro sul campo

Le attività previste dal progetto combinano strumenti innovativi e approcci partecipativi. Tra le principali linee di intervento figurano campagne social multilingue di informazione e sensibilizzazione da veicolare sulle principali piattaforme sociali, la creazione di piattaforme digitali informative sui percorsi migratori legali, e la formazione di Diaspora Ambassadors e peer mentors.

Oltre alla dimensione digitale, SAFE FUTURE mette al centro delle attività anche il lavoro nei territori, con workshop comunitari, storytelling partecipativo ed eventi pubblici. 

Un approccio che mette al centro le persone

SAFE FUTURE non è solo un progetto di comunicazione o ricerca: è un percorso che prova a ricostruire fiducia nell’informazione, a rendere le comunità più consapevoli e a offrire strumenti concreti per affrontare scelte complesse.

In un contesto globale segnato da disuguaglianze, mobilità e incertezza, il progetto vuole essere un percorso che prova a ricostruire fiducia nell’informazione, a rendere le comunità più consapevoli, oltre ad offrire strumenti concreti per affrontare scelte complesse.

Una rete internazionale per affrontare una sfida globale

SAFE FUTURE si fonda su un partenariato ampio e diversificato che coinvolge organizzazioni di Europa, Balcani, Medio Oriente e Nord Africa, in un dialogo costante tra Paesi di origine, transito e destinazione delle migrazioni.

Compass – Beratung, Begleitung und Training (Austria), affiancata da un consorzio che include, tra gli altri, l’Università di Innsbruck, l’Institut für Roma und Minderheiten (Germania), Active Citizens Partnership (Grecia), Femmes Entraide et Autonomie (Francia), l’Associação Industrial Portuguesa (Portogallo) e FELCOS Umbria (Italia).

A questo nucleo si aggiunge una rete di partner associati in Albania, Serbia, Turchia, Afghanistan, Egitto, Tunisia e Iraq, che contribuiscono in modo fondamentale alle attività territoriali, alla mobilitazione giovanile, ai workshop locali e all’adattamento linguistico e culturale delle campagne.

Kick-Off Meeting a Innsbruck per l’avvio del progetto SAFE FUTURE

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