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Daniele Ciri

In cammino per la Pace. Un racconto di immagini e parole della prima Marcia Perugia-Assisi.

Oltre sessant’anni fa, dalle ideee e dall’azione di Aldo Capitini, prendeva vita la prima marcia della pace Perugia-Assisi. Non una semplice manifestazione ma un atto civico rivoluzionario che ancora oggi porta migliaia di persone a ritrovarsi intorno ad un’idea di mondo non piegata a logiche violente e di sopraffazione, ma di fratellanza tra i popoli. Nella Sala Conferenze di FELCOS, numerose associazioni del territorio folignate e non solo, insieme a tanti cittadini, hanno preso parte alla presentazione della nuova edizione del libro “In cammino per la pace” (Silvana Editoriale, 2022), curato da Aldo Capitini. Un testo che, attraverso immagini e racconti, conduce i lettori alla scoperta delle ragioni della marcia e dei suoi significati più profondi e attuali.

 

Era il 1961. L’Italia del boom economico viveva sospesa tra il desiderio di prosperità e benessere e le paure di un tessuto sociale sempre più conflittuale e un contesto internazionale in cui la parola guerra si accompagnava sempre più spesso alla parola atomica. Esattamente come oggi.

Allora però, a non arrendersi di fronte ad una realtà tanto problematica, alla logica della violenza come metro di soluzione dei dissidi tra Paesi, popoli, fazioni e persone, c’era un intellettuale perugino, un filosofo pacifista, che rispondeva al nome di Aldo Capitini. Fu lui a tenere accesa la luce della speranza dando vita alla prima “Marcia della Pace per la fratellanza dei popoli Perugia – Assisi“. Un atto rivoluzionario non violento a cui si unirono tanti intellettuali, tante associazioni e, soprattutto, tante persone, da cui nacque quella che poi è diventata nel mondo per tutti il simbolo stesso della pace: la bandiera arcobaleno. Un vessillo multicolore chiamato a rappresentare l’esigenza di un superamento dei colori che dividono, per lasciare spazio ai colori che si uniscono, nel modo più bello e signficativo.

 

Aldo Capitini in testa alla prima “Marcia della Pace per la fratellanza dei popoli Perugia-Assisi”

 

A quella giornata e a quella esperienza è dedicato il libro “In cammino per la pace“, curato da Aldo Capitini e di cui Silvana Editoriale nel 2022 ha pubblicato una nuova edizione. Un racconto multimediale diremmo oggi, fatto di foto e parole, capace di riportare i lettori a quei luoghi, a quei colori, a quei suoni, a quelle voci. Tra queste la più potente fu proprio quella di Capitini, che arrivato in testa al corteo fin sotto alla Rocca di Assisi, disse alla folla: “Basta con le torture, basta con le uccisioni per qualsiasi motivo; basta con il veleno che la violenza porta nell’educazione dei giovani; basta con il pericolo che enormi forze distruttive siano in mano alla decisione di pochi uomini. Noi del Centro per la non violenza chiediamo che si allarghi l’applicazione del metodo di resistenza attiva nonviolenta, alle lotte per la liberazione dall’imperialismo, dal colonialismo, da tutte le oppressioni, dal potere assoluto di gruppi dittatoriali o reazionari o asserviti alle forze economiche sfruttatrici, Da questo orizzonte aperto, infinito e fraterno, sacro da più di sette secoli ad ogni essere che nasce alla vita e alla compresenza di tutti, scenda una volontà intrepida e serena di resistere alla guerra, in propositi costruttivi di pace”.

 

Giuseppe Moscati interviene all’incontro dedicato alla presentazione del libro “In cammino per la pace”

 

Un’idea di mondo e di coesistenza tra i popoli che è ben rappresentata nel libro e che ha caratterizzato il senso dell’incontro che, ad inizio dicembre, si è tenuto nella Sala Conferenze della Sede operativa di FELCOS a Foligno, dedicato proprio alla presentazione della nuova edizione de “In cammino per la pace“, promosso da Sistema Bibliotecario di Perugia, Fondazione Aldo Capitini e Movimento non violento in collaborazione con FELCOS, Coordinamento Donne ARCI Subasio, Casa dei popoli, Foligno solidale, Emergency, SPI CGIL, VO.LA Trevi, A.N.E.D. Umbria, A.N.P.I. Sez. Foligno “Franco Ciri” e Biblioteca Jacobilli.

L’evento, a cui hanno partecipato numerose persone, è stato caratterizzato da un dibattito civico coordinato dalla Vicedirettrice di FELCOS, Lucia Maddoli, e che ha avuto come protagonisti Gabriele De Veris, della Biblioteca San Matteo degli Armeni, Kaoutar El Amraoui, collaboratrice della Fondazione Centro studi Aldo Capitini, Andrea Maori, Curatore dell’Archivio del Movimento Non violento, e Giuseppe Moscati, Presidente della Fondazione Centro studi Aldo Capitini. Insieme a loro il pubblico ha potuto ripercorrere i momenti più importanti di quella prima marcia del 1961, scoprendone ragioni e significati, ascoltando racconti e analisi attraverso cui quell’esperienza è stata restituita con tutta la sua forza vitale che ne caratterizza ancora oggi la portata nell’immaginario collettivo.

 

 

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Inclusione e protezione delle persone con disabilità. Nelle Mauritius ENSAMN diventa operativo.

E’ entrato nel pieno delle proprie attività operative il progetto ENSAMN – Rodrigues alliance for partecipatory cimate resilience and socio-economic inclusion, finanziato dall’Unione Europea e realizzato in partnership da da FELCOS (Capofila), CESAR – Centro per lo Sviluppo Agricolo e Rurale, RIDS – Rete Italiana Disabilità e Sviluppo, Care-Co, AREF – Association Rodrigues Entreprendre au Feminin, REFG – Groupe pour l’Environment de Rodrigues.

 

A poche settimane dalla missione inaugurale del progetto ENSAMN, il cui scopo è promuovere la partecipazione intorno ai temi della resilienza climatica e dello sviluppo socio-economico inclusivo, siamo tornati nell’isola di Rodrigues per portare a termine con la comunità locale alcuni workshop operativi dedicati ai due temi focus del progetto: disabilità e apicoltura.

 

La delegazione coordinata da FELCOS avvia nelle Mauritius la prima missione operativa del progetto ENSAMN

 

Proprio intorno al tema Inclusione e protezione delle persone con disabilità durante le emergenze, si è tenuto un incontro formativo curato da Giampiero Griffo, Presidente della Rete Italiana Disabilità e Sviluppo (RIDS). Griffo, uno degli esperti di cui era composta la delegazione coordinata da FELCOS, è Consulente del Comitato che ha elaborato la Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità (UNCRPD), membro del Consiglio direttivo del World Council of Disabled People’s International, dell’European Disability Forum, nonché dell’Osservatorio su inclusione e accessibilità del Consiglio Italiano dell’Economia e del Lavoro (CNEL).

Insieme a lui, i partner e gli stakeholders locali hanno parlato di pianificazione e strategie per garantire alle persone con disabilità la miglior protezione e assistenza in occasione di emergenze e disastri ambientali. Un tema questo molto sentito dalla popolazione, in quanto è proprio in queste zone del mondo che più insistono le calamità causate dai cambiamenti climatici e queste iniziative, frutto di qualificate partnership internazionali, finalizzate alla trasmissione di conoscenze e capacità operative, rappresentano una risposta efficace alle esigenze di adattamento al climate change.

 

Con Vincenzo Panettieri abbiamo svolto attività di formazione sul campo incentrate sull’apicoltura sostenibile e, in particolare, sulla cura e la gestione delle arnie

 

Sull’isola di Rodrigues con l’apicoltura pratichiamo sostenibilità e sviluppo inclusivo

L’altro focus del progetto ENSAMN riguarda lo sviluppo socioeconomico della comunità locale dell’isola di Rodrigues attraverso l’apicoltura, sempre in chiave sostenibile e inclusiva.

E così, la missione svolta nelle Mauritius, dopo aver approfondito il tema dell’assistenza alle persone con disabilità in caso di calamità naturali ed emergenze, si è occupata proprio di apicoltura grazie alla presenza nella nostra delegazione di Vincenzo Panettieri, fondatore e presidente di numerose associazioni di apicoltori in Italia, Nord Africa e Paesi del Medio Oriente, come il Forum dell’Apicoltura Mediterranea MBF e la Federazione Apicoltori del Mediterraneo APIMED.

Con Panettieri, insieme agli apicoltori e ai nostri partner locali abbiamo affrontato il tema delle pratiche sostenibili in apicoltura, sia nella gestione dell’alveare che nella produzione di miele. Abbiamo inoltre effettuato dei sopralluoghi nelle strutture di alcuni apicoltori, approfondendo sul campo tecniche pratiche di apicoltura, creazione e gestione delle arnie.

Anche in questa parte di mondo, con le nostre amiche api, insieme alle quali abbiamo coltivato in tanti anni di impegno uno specifico know-how intorno cui abbiamo elaborato numerosi progetti non solo in Italia ma anche in altri Paesi del bacino del Mediterraneo, promuoviamo un’idea di sviluppo economico rispettoso dell’ambiente, delle persone, della biodiversità e degli ecosistemi.

 

Al fianco della comunità locale

Intorno alle attività di ENSAMN e ai suoi obiettivi strategici si è stretta tutta la comunità locale di Rodrigues, a testimonianza di quanto siano alte le attese delle persone e dei partner rispetto agli esiti di un progetto destinato a realizzare alcuni bisogni essenziali del territorio. Un’attesa che ha portato i media del luogo a seguire la missione con giornalisti e troupe televisive che sulle emittenti TV hanno mandato in onda racconti informativi dedicati proprio ad ENSAMN e a quanto stava avvenendo.

 

 

 

Il Progetto ENSAMN – Rodrigues alliance for partecipatory cimate resilience and socio-economic inclusion, è finanziato dall’Unione Europea ed è realizzato in partnership da FELCOS (Capofila), CESAR – Centro per lo Sviluppo Agricolo e Rurale, RIDS – Rete Italiana Disabilità e Sviluppo, Care-Co, AREF – Association Rodrigues Entreprendre au Feminin, REFG – Groupe pour l’Environment de Rodrigues.

 

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“Agricoltura sociale, strumento di welfare partecipato”. Il progetto SEI BIOAS guarda al futuro.

Nel corso di quasi un anno di lavoro, abbiamo avuto modo di raccontare il percorso che Stivi, Hiba, Stefano, Tiziano, Roberto e Francesco hanno portato a termine all’interno del progetto SEI BIOAS – Scuola Esperienziale Itinerante di BioAgricoltura Sociale. A Bevagna, nel corso del convegno finale intitolato “Agricoltura sociale: strumento di welfare partecipato”, sono stati presentati i frutti del loro lavoro e quelli del progetto che li ha visti protagonisti, grazie al quale praticando i valorio dell’agricoltura biologica hanno potuto sviluppare competenze e coltivare relazioni. Aprendosi agli altri e alle emozioni.

 

Un progetto volto a trasferire competenze professionali vivendo la diretta esperienza del lavoro. Un percorso di agricoltura sociale svolto in otto aziende agricole umbre, grazie al quale sei giovani vulnerabili hanno potuto coltivare fiducia in sé stessi e relazioni con gli altri.

E’ questo il senso profondo del Progetto SEI BIOAS – Scuola Esperienziale Itinerante di Bio Agricoltura Sociale, di cui lo scorso 22 novembre a Bevagna, nella splendida cornice dell’Auditorium Santa Maria Laurentia, si è svolto l’evento conclusivo.

 

Roberto, Hiba, Stefano, Stivi, Francesco e Tiziano premiati con l’attestato di partecipazione al progetto SEI BIOAS

 

Il progetto, realizzato da AIAB Umbria in collaborazione con FELCOS, il Comune di Bevagna, la Fondazione Opere Pie di Perugia e otto aziende agricole, ha coinvolto sei ragazzi vulnerabili in attività di agricoltura sociale, volte a favorire l’acquisizione di competenze lavorative tramite la pratica esperienziale e l’approfondimento di rapporti relazionali tra loro e con gli altri, grazie ai quali hanno potuto mettersi in gioco anche coltivando la fiducia in sé stessi.

Per diversi mesi, Tiziano, Stivi, Francesco, Roberto, Hiba e Stefano, coadiuvati da assistenti specializzati, hanno svolto un vero lavoro di campo insieme al personale delle diverse aziende partner, nelle quali si sono cimentati con tutte le attività agricole previste dal ciclo colturale, sperimentando nuove abilità e competenze e la soddisfazione nel vedere direttamente i risultati del proprio impegno arrivare ai mercati e alle tavole delle persone.

Di questo percorso ricco di significati e delle potenzialità future della Scuola Esperienziale Itinerante di Bio Agricoltura Sociale, si è parlato nel corso di un convegno intitolato “Agricoltura sociale: Strumento di welfare partecipato”. Un momento di confronto costruttivo che ha coinvolto un nutrito pubblico composto da amministratori locali, rappresentanti dei servizi sociali, le aziende partner del progetto, le famiglie, docenti dell’Università degli Studi di Perugia e associazioni, riuniti per confrontarsi sulle potenzialità dell’agricoltura sociale come valido e prezioso strumento di collaborazione tra agricoltura biologica e welfare locale.

Tra i presenti l’Assessore allo Sviluppo Economico del Comune di Bevagna, Lorenzo Biagetti, l’Assessore alle Politiche sociali del Comune di Foligno e Vicepresidente di FELCOS, Lorenzo Schiarea, l’Assessore all’Ambiente e alle politiche del cibo del Comune di Perugia, David Grohman e ancora Saverio Senni, Dip. Scienze Agrarie e Forestali Università della Tuscia, Bianca Maria Torquati, DSA3 dell’Università degli studi di Perugia, e Salvo Cacciola, sociologo e Presidente dell’associazione nazionale BIO AS.

Il pomeriggio, durante il quale sono stati consegnati gli attestati ai partecipanti e alle otto aziende partner, si è concluso con un momento conviviale caratterizzato dalla presentazione del vino “Anima sociale” integralmente realizzato con le uve curate e raccolte dai sei partecipanti al progetto.

 

Il video documentario

Uno dei momenti salienti del pomeriggio dedicato al racconto del progetto SEI BIOAS ha riguardato la proiezione del video documentario finale, nel quale sono state raccontate tutte le attività svolte nelle aziende. Una narrazione emozionale realizzata interamente da FELCOS che ha curato in house sia le riprese che il montaggio. Un prodotto che si aggiunge alle altre attività svolte da FELCOS all’interno del progetto, per il quale ha curato tutta la comunicazione verso l’esterno: dalla pubblicazione del sito internet (www.seibioas.it), alla narrazione social, fino ad arrivare appunto al video documentario conclusivo.

 


 

 

Il progetto

SEI BIOAS è un progetto realizzato in partnership da AIAB Umbria, FELCOS, Comune di Bevagna, Fondazione Opere Pie di Perugia e 8 aziende agricole del territorio regionale, volto alla valorizzazione e al rafforzamento dell’agricoltura sociale, delle sue opportunità e dei suoi valori, non solo in termini di sviluppo ma anche educativi e formativi. Nel corso delle sue attività SEI BIOAS ha sperimentato sistemi di welfare partecipato, grazie ai quali 6 ragazzi vulnerabili hanno svolto formazione laboratoriale per il trasferimento di conoscenze in agricoltura biologica, l’approfondimento di competenze operative funzionali ad un possibile sbocco lavorativo e in prospettiva futura, in presenza delle idonee condizioni familiari o di gruppo, l’apertura di una propria attività economica.

Il progetto è stato realizzato nell’ambito del PSR, Sottomisura 16.9 “Sostegno per la diversificazione delle attività agricole in attività riguardanti l’assistenza sanitaria, l’integrazione sociale, l’agricoltura sostenuta dalla comunità e l’educazione ambientale e alimentare”, attraverso un partenariato costituito da aziende agricole, enti pubblici, coop sociali e associazioni del Terzo Settore.

L’attività principale di SEI BIOAS è stata la Scuola Esperienziale Itinerante sulla coltivazione con metodo biologico, un percorso che, oltre a trasmettere competenze professionali, ha permesso ai partecipanti di coltivare relazioni e fiducia in sé stessi, partecipando attivamente e direttamente alle attività agricolturali delle aziende agricole partner durante tutto il corso del ciclo biologico: dalla semina, alla cura, alla raccolta dei prodotti orticoli. Tutto ciò, ricavando soddisfazione nel vedere il frutto del proprio lavoro arrivare ai mercati e fino alle tavole delle persone.

 

Il momento conviviale che ha concluso il convegno SEI BIOAS

 

SEI BIOAS ha fondato il proprio approccio sul concetto dell’agricoltura sociale, i cui valori chiave sono:

La Diversificazione – nel tempo e nello spazio, per esplorare tutte le capacità inespresse e non limitare le aspirazioni;

L’inclusione – come punto di forza dell’attività agricola finalizzata al reinserimento sociale, individuando e attuando le soluzioni più idonee e praticabili per ogni soggetto in tutte le circostanze;

L’Apertura e l’accoglienza – grazie alla cura della comunicazione con i soggetti coinvolti, tra di loro e verso l’esterno per consolidare relazioni e aprire nuovi canali di dialogo.

Scopo ultimo di questa esperienza progettuale, anche in considerazione degli esiti positivi riscontrati, è quello di proporre la Scuola Esperienziale Itinerante di Bio Agricoltura Sociale come valido e prezioso strumento di collaborazione tra agricoltura biologica e welfare locale.

 

Le aziende partner

Amoenus Farm, Agriturismo “Il Cerreto”, Tenuta “I Cantalupi”, Coop. sociale Frontiera Lavoro, Microcosmo, COLTI.VA, Piccola Cantina Rossi, Coop. Sociale L’albero di Zaccheo.

 

 

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Gestione condivisa e rifertilizzazione dei terreni da pascolo. In Kazakistan la nuova missione di Janartu.

Novembre è stato un mese ricco di attività importanti e stimolanti, a cominciare da quelle svolte nel campo della Cooperazione internazionale. Siamo infatti tornati in Kazakistan dove è in pieno svolgimento Janartu, il progetto finanziato dall’Unione Europea di cui FELCOS è capofila e che si occupa di promuovere processi di gestione e utilizzo sostenibili dei pascoli nel contesto del cambiamento climatico e della legislazione locale.

Il legame che ci unisce al Kazakistan, terra lontana e severa ma ricca di calore umano, è sempre più forte e profondo. Dopo aver portato a termine il progetto Jaylim, ora a portarci in quei contesti è il progetto Janartu, realizzato sempre grazie al finanziamento dell’Unione Europea e di cui FELCOS è capofila. Il sottotitolo del progetto ne è anche la sua definizione strategica: aumentare il ruolo degli utilizzatori dei pascoli e delle loro associazioni per l’organizzazione efficace di nuove forme di autogoverno locale e la sostenibilità del sistema dei pascoli nella regione di Almaty.

La riunione svolta nella sede dell’Akimat

E proprio coerentemente a questo obiettivo di fondo, ad inizio novembre abbiamo portato a termine una missione operativa con una delegazione composta da Federico Gori, Sindaco di Montecchio, Presidente di ANCI Umbria e Vice Presidente di FELCOS, da Fabio Primavera, ricercatore della Facoltà di Agraria dell’Università di Perugia, affiancati dalla nostra Project manager Francesca de Paula. Al centro del loro viaggio di lavoro numerose attività sia istituzionali che di campo, che hanno permesso l’avvio di proficui scambi di competenze orientati alle migliori soluzioni per rifertilizzare i terreni, nell’ambito di una loro gestione condivisa tra autorità locali e cittadini.
A comporre il calendario delle attività della missione numerosi appuntamenti, tra cui riunioni operative e seminari focalizzati sull’approfondimento degli indicatori di degrado dei pascoli, orientati alla definizione dei modelli di lavoro sviluppati in collaborazione con gli esperti locali, fino ad arrivare alla predisposizione delle opportune attività di monitoraggio. A queste attività si sono poi aggiunti i sopralluoghi svolti nelle aree rurali dei comuni di Baltabay, Karaturyk, Kazakhstansk e Jambyl, dove con i rappresentanti degli Akimat – il Governo locale – e un centinaio tra piccoli allevatori e membri delle comunità rurali, abbiamo parlato di risanamento delle terre a pascolo e gestione delle acque in chiave sostenibile, con un particolare focus, condotto da Federico Gori, sui “Benefici della condivisione delle informazioni e della cooperazione nella risoluzione dei problemi dei territori”.
Mentre di “Esempi di pratiche agronomiche sostenibili per favorire efficacemente il ripristino della fertilità dei pascoli”, ha in particolare parlato Fabio Primavera durante un workshop finalizzato a condividere competenze finalizzate all’uso pratico per mitigare il livello di degrado dei pascoli e l’uso efficiente delle risorse idriche.

Un allevatore locale incontrato durante i sopralluoghi svolti sui terreni adibiti a pascolo della regione di Almaty

Molto partecipata e interessante, infine, anche la conferenza svolta nella Sede dell’Akimat del Distretto di Enbekshikazakh, dedicata alla “Promozione di processi di gestione e utilizzo sostenibile dei pascoli nel contesto del cambiamento climatico e della legislazione sui pascoli in Kazakistan”, a cui hanno assistito alcuni rappresentanti degli Akimat dei vecchi e nuovi distretti target, gli utilizzatori dei pascoli, diverse ONG e i media locali.
Partecipazione, scambio di competenze, attenzione verso le esigenze dei territori. Sono queste le chiavi su cui lavoriamo insieme ai partner di Janartu, per creare anche in Kazakistan ponti di dialogo tra Istituzioni, organizzazioni e comunità locali.
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Con gli studenti di Foligno a teatro per scoprire: “Che fine ha fatto Rosmarina?”

Nell’ambito del progetto “EduCARE – I giovani per la sostenibilità della Città di Foligno”, realizzato in partnership da FELCOS e Fondazione Cassa di Risparmio di Foligno , si è svolto all’Auditorium San Domenico un evento organizzato da FELCOS molto partecipato che ha ospitato il racconto teatrale “Che fine ha fatto Rosmarina? Sulle tracce della biodiversità”. Sulla scena il Presidente dell’Associazione Terra! e divulgatore, Fabio Ciconte, che ha condotto il pubblico alla scoperta dei legami tra le attività dell’industria alimentare e la perdita di qualità ambientale e alimentare.

 

Rosmarina era la mela italiana più esportata nell’800. Oggi è introvabile. Come il 75% delle piante e dei frutti commestibili scomparsi per sempre dalla circolazione. Una perdita di biodiversità senza precedenti, con effetti disastrosi per l’ambiente e per la qualità del cibo che consumiamo e dell’alimentazione che sosteniamo. Uno stato delle cose che rende territori lontani del Pianeta sempre più omologati a discapito della qualità ambientale e alimentare.

 

Fabio Ciconte in scena

 

A tutto questo e molto di più è dedicato il racconto teatrale “Che fine ha fatto Rosmarina? Sulle tracce della biodiversità”, scritto e interpretato dal divulgatore e giornalista Fabio Ciconte, presidente dell’Associazione Terra!, che il 6 novembre è andato in scena all’Auditorium San Domenico con il patrocinio del Comune di Foligno, nell’ambito di una sinergia tra il progetto “GenerAZIONE Cibo”, realizzato da Terra! con il finanziamento del Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali – Dipartimento per le politiche sociali, del terzo settore e migratorie, e il progetto “EduCARE – I giovani per la sostenibilità della Città di Foligno”, realizzato da FELCOS in collaborazione con Fondazione Cassa di Risparmio di Foligno.

In platea erano presenti i circa 200 alunni appartenenti alle 7 classi delle scuole superiori cittadine direttamente coinvolti nel progetto “EduCARE”, incentrato sul binomio tematico cibo/città e le cui attività laboratoriali di ricerca-azione si articoleranno nei prossimi mesi sulle differenti declinazioni della sostenibilità legate al cibo e alle sue connessioni con gli ambiti identitari e di sviluppo della città.

In particolare, le 7 classi dei 6 Istituti scolastici protagonisti del progetto, insieme ai docenti e a diversi esperti, svolgeranno laboratori sia a scuola che all’aperto su:

Cibo come incontro, Classe 2^ Duale Operatore della ristorazione – CNOSFAP “Casa del ragazzo”;

Cibo come salute, Classe 2^ Servizi commerciali, design della comunicazione visiva e pubblicitaria – Istituto Professionale Orfini;

Cibo come identità, Classe 4L – Istituto Tecnico economico turistico e Tecnologico “F. Scarpellini”;

Cibo come risorsa, Classe 3^ Biotecnologie – Istituto Tecnico Industriale “L. Da Vinci”;

Cibo come cambiamento, Classe 4^ Indirizzo economico sociale – Liceo Classico “F. Frezzi – Beata Angela”;

Cibo come qualità ambientale, Classe 3^ A e 3^ B Scienze Applicate – Liceo Scientifico “G. Marconi”.

 

I ragazzi delle scuole raccontano i loro percorsi di approfondimento

 

COMUNICARE LA SOSTENIBILITA’

Un particolare focus del Progetto EduCARE è inoltre dedicato alla comunicazione delle attività progettuali. Proprio per questo, durante le ultime settimane dello scorso Anno Scolastico, è stata formata una redazione interscolastica composta da 2 alunni di ciascuna classe coinvolta, che si occuperà di creare contenuti narrativi e comunicativi che saranno pubblicati sulla piattaforma YES! Youth Engagement for Sustainability, dove è stata ospitata anche la diretta streaming di “Che fine ha fatto Rosmarina? Sulle tracce della biodiversità”.

E sono stati proprio i componenti della redazione interscolastica a presentare, nel corso dell’evento, i propri laboratori di ricerca-azione, attraverso immagini fotografiche narrative che loro stessi hanno scattato in luoghi particolarmente significativi della città di Foligno.

 

TEMI DI RIFLESSIONE E GRANDE ATTUALITA’

Partendo dal caso della mela Rosmarina, un frutto autoctono tra i più coltivati in Italia e oggi scomparso, Fabio Ciconte svela i retroscena del mercato agroalimentare, smontando l’ipocrisia di chi sposta tutto il peso del Pianeta sulle spalle del consumatore, senza tirare in alcun modo in causa quel pugno di potenti gruppi industriali che decide il cibo che mangiamo, poche specie e tutte uguali, e che trascina in tribunale gli agricoltori “sovversivi”.

Ciconte, grazie ad una narrazione intensa e multimediale, porta in scena anni di ricerca sul cibo, l’ambiente e la società. Partendo da una provocazione: chi ha il portafogli vuoto può fare scelte ecosostenibili? Attraverso contributi video e reportage inediti, storie sorprendenti e tragicomiche, sul palco si realizza un’inchiesta live sul campo che dal Sud Italia si è spinta fino alle Isole Svalbard, le terre abitate più al Nord del pianeta, dove vengono custoditi tutti i semi del mondo. Un patrimonio enorme su cui riscrivere il migliore dei futuri possibili.

 

Lorenzo Schiarea durante il proprio intervento d’apertura

 

I SALUTI ISTITUZIONALI

“Affrontare questi temi insieme ai nostri giovani, soprattutto in tempi come quelli che viviamo, è di grande importanza – ha detto in apertura Lorenzo Schiarea, Assessore alle Politiche Sociali del Comune di Foligno e Vice Presidente di FELCOS – perchè crea nei ragazzi e nella società una consapevolezza in grado di orientare le persone verso scelte sostenibili, sia dal punto di vista economico che ambientale. Inoltre, per FELCOS, la realizzazione e la promozione di progetti come EduCARE, attraverso una solida collaborazione con Fondazione Cassa di Risparmio di Foligno, rappresenta una particolare soddisfazione perchè ne rafforza il ruolo di soggetto di riferimento per le Istituzioni e i partner del territorio”.

“Lo Sviluppo sostenibile per la Fondazione Cassa di Risparmio di Foligno – afferma Monica Sassi, Presidente della Fondazione CARIFOL –  rappresenta un tema di fondamentale importanza e avviare con FELCOS una collaborazione attiva proprio su questo fronte ci riempie di soddisfazione. Parlare ai giovani, renderli protagonisti di idee e progettazioni in grado di interagire con la città, dare nuove opportunità collaborative tra le scuole cittadine significa realizzare un progetto molto importante in cui crediamo molto”.

 

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Trasimeno per Tutti: sport, cultura, natura nel Cuore Verde d’Italia.

Presentati i risultati del progetto”Trasimeno per tutti”, realizzato dall’Assessorato al Turismo della Regione Umbria in collaborazione con FELCOS, Sviluppumbria e Anci Umbria, in collaborazione con l’Unione dei Comuni del Trasimeno e con il contributo della Presidenza del Consiglio dei Ministri – Ministro per la disabilità. Al centro dell’intervento durato un anno e mezzo l’implementazione di un sistema turistico accessibile ed inclusivo sul territorio del Lago Trasimeno.

 

Dare vita ad un sistema turistico accessibile ed inclusivo del comprensorio del Lago Trasimeno attraverso un intervento sistemico basato sull’approccio del “turismo per tutti”, coerente con la Convenzione dei diritti delle persone con disabilità e che possa essere apripista e modello anche per altri territori della Regione Umbria. Con questo obiettivo è stato ideato “Trasimeno per Tutti”, un progetto realizzato dall’Assessorato al Turismo della Regione Umbria insieme a FELCOS, Sviluppumbria, e Anci Umbria (Associazione Nazionale dei Comuni dell’Umbria), in collaborazione con l’Unione dei Comuni del Trasimeno e con il contributo della Presidenza del Consiglio dei Ministri – Ministro per la disabilità.

 

Un momento dell’incontro pubblico organizzato presso il Circolo velico di Castiglione del Lago

 

A partire dall’analisi del sistema turistico del Trasimeno – effettuata tramite auto-valutazione di tutti i soggetti economici, sociali ed istituzionali del territorio e dopo aver organizzato tre seminari illustrativi – in oltre un anno e mezzo di lavoro, grazie al progetto Trasimeno per Tutti, sono stati realizzati una serie di interventi che hanno interessato una molteplicità di aspetti interconnessi tra loro nella creazione e potenziamento di un sistema turistico per tutti.

In occasione degli eventi organizzati lo scorso fine settimana (sabato 26 e domenica 27 ottobre), interamente dedicati alla presentazione dei principali risultati raggiunti dal progetto, – alla presenza di tutti i partner, delle associazioni, dei rappresentanti delle Amministrazioni comunali coinvolte e con la partecipazione di numerosi cittadini – è stato dato particolare risalto a tutti le azioni effettuate, volte al rafforzamento sul territorio del Lago Trasimeno dei servizi rivolti al turismo inclusivo e accessibile.

 

Gli eventi

Sabato mattina a Castiglione del Lago, nel corso di un incontro pubblico, si è parlato di “Turismo per tutti come opportunità di sviluppo inclusivo ed economico del territorio del Lago Trasimeno” ed è stata presentata la nuova start-up Capabilis, impresa sociale che si impegna a promuovere un modello di turismo che rispetti i principi dell’accessibilità universale, offrendo servizi turistici che non solo rispettano le normative in materia di accessibilità, ma che vanno oltre, proponendo soluzioni innovative e personalizzate.

Nel pomeriggio sono stati presentati gli interventi dell’iniziativa “Il Perugino per tutti”, effettuati presso la Chiesa di San Sebastiano di Panicale e l’Oratorio dei Bianchi di Città della Pieve, grazie alla quale sono stati prodotti dei pannelli informativi con contenuti testuali in lingua italiana, inglese e braille, dotati di riproduzioni tattili delle opere per non vedenti e ipovedenti, contenuti semplificati in Caa (Comunicazione aumentativa e alternativa), audioguide per bambini, video in versione Lis (Lingua italiana dei segni) e Is per non udenti accessibili tramite QR code da un’App appositamente creata. Elementi narrativi grazie ai quali le opere del Perugino a Panicale e Città della Pieve e i ritratti della Collezione Mariottini saranno godibili da tutti i visitatori che raggiungeranno quei luoghi. Stesso lavoro è stato realizzato sui contenuti culturali del Museo del Vetro, il Museo del Tulle e della Sbarra. Un intervento complesso e sfidante di “universal design” che ha coinvolto esperti del settore e le comunità locali impiegando tutto il know-how sui temi dell’accessibilità e dell’inclusione. A seguire “L’eco del faro”, spettacolo teatrale sul tema dell’inclusione che si è svolto presso il Teatro Accademia degli Avvaloranti di Città della Pieve.

Domenica mattina, insieme a tanti partecipanti, si è svolto un giro alla scoperta della Ciclovia del Trasimeno, con partenza da Punta Navaccia a Tuoro sul Trasimeno ed arrivo a Passignano sul Trasimeno. Una passeggiata durante la quale è stato presentato tutto l’intervento, che ha portato alla progettazione, realizzazione e installazione di una segnaletica orientativa e informativa adeguata a costruire una Ciclovia inclusiva e per tutti, con la predisposizione anche in questo caso di contenuti multimediali relativi alle caratteristiche dettagliate di accessibilità e percorribilità di tutta la Ciclovia, pubblicati sul portale Umbria Tourism, dal quale si accede tramite QR Code e NFC, presenti in tutta la segnaletica, in modo da permettere a chiunque di prendere decisioni informate per pianificare la propria esperienza turistica.

 

La presentazione degli interventi portati a termine nei luoghi del Perugino di Panicale e Città della Pieve

 

Gli interventi

“Trasimeno per tutti è un progetto innovativo, che abbiamo portato avanti in via sperimentale, partendo da un bando del Ministero per la disabilità. I risultati sono stati estremamente positivi ed intendiamo proseguire su questa strada. Questo è un progetto sperimentale che vogliamo estendere a tutto il territorio regionale per far sì che l’Umbria, il Cuore verde d’Italia, sia sempre più accessibile. Con il nuovo bando, che è stato appena pubblicato, pensiamo di riprodurre il progetto e, se possibile, arricchirlo e migliorarlo ancora”, ha spiegato Antonella Tiranti, dirigente regionale Programmazione, Cultura, Turismo, Servizio Turismo, Sport e Film Commission.

“Coniugare diritti e gestire l’approccio al mercato del turismo lento e accessibile secondo una visione imprenditoriale che consenta di passare dai vincoli alle opportunità. Questa la sfida che Sviluppumbria, società in house della Regione Umbria, ha affrontato sin dall’avvio del progetto. Il mercato del turismo lento e accessibile è un mercato in crescita, e l’impegno si è focalizzato sul costruire le conoscenze approfondite sulle strategie, sugli strumenti e le modalità per affinare la propria offerta turistica, sia che si tratti di una impresa turistica sia che si tratti di un intero territorio (sistema turistico locale). Il passaggio successivo, in stretta coerenza con il brand system regionale, è stato il potenziamento tecnologico in termini di accessibilità tecnica e accessibilità delle informazioni di Umbriatourism, portale turistico regionale. L’utilizzo dell’Intelligenza Artificiale, ha inoltre migliorato l’usabilità e l’indicizzazione. L’attivazione di Campagne per la promozione dei prodotti e i servizi turistici del Lago Trasimeno, secondo le logiche del turismo per tutti, ha consentito una diffusione a livello nazionale del lavoro svolto; per la Ciclovia la campagna ha interessato anche Austria e Germania”, ha sottolineato Mauro Marini, responsabile di funzione Sviluppumbria Spa.

“Questo progetto ha dato vita ad una bellissima sinergia tra Regione Umbria, Sviluppumbria, Anci Umbria e Felcos su un settore che riguarda il turismo, in particolar modo quello legato alla disabilità. Siamo molto soddisfatti dell’attività svolta, che non ha riguardato solo interventi di opere fisiche ma anche la formazione dei dipendenti dei Comuni, degli operatori economici e di tutti i soggetti coinvolti affinché la cultura della disabilità, proiettata nel turismo come volano di sviluppo, sia un elemento fondamentale. Noi siamo felici che questo progetto abbia dato questo contributo”, ha affermato Silvio Ranieri, segretario generale di Anci Umbria.

 “Per Felcos lo sviluppo di progettualità connesse all’inclusività e all’accessibilità è dal primo giorno un fronte di impegno sostanziale, sul quale abbiamo sviluppato un particolare know-how. In particolare è stato sfidante per noi guidare gli interventi che hanno portato alla realizzazione della nuova segnaletica accessibile della Ciclovia del Trasimeno e quella che ha permesso di dotare i luoghi del Perugino a Castiglione del Lago e Panicale, di pannelli informativi concepiti secondo i criteri di universal design, con riproduzioni tattili delle opere, testi in lingua italiana, inglese e braille, collegamenti multimediali ad una app con contenuti per persone con disabilità e audio guide multilingue e per bambini”, ha detto Elisa Stramaccia, vicedirettrice di Felcos.

Nello specifico nel progetto, coordinato dalla Regione Umbria, Sviluppumbria ha provveduto ad analizzare il sistema turistico del territorio del Trasimeno; a formare il personale (delle imprese addetto all’accoglienza e ai servizi, imprenditori e quadri direttivi di imprese turistiche, personale dei Comuni); a potenziare in termini di accessibilità dei servizi turistici di base e dei servizi connessi e/o specializzati individuati sulla base dell’analisi iniziale; potenziare in termini di accessibilità la promozione del Lago Trasimeno sia mediante l’uso dell’AI sul portale Umbriatourism sia mediante campagne di comunicazione secondo le logiche del turismo per tutti. Felcos si è occupata di formare ed attivare tirocini lavorativi e start-up di imprese sociali; potenziare in termini di accessibilità degli attrattori turistici del territorio e potenziamento dell’ecosistema digitale per la loro fruizione di (come la Ciclovia del Trasimeno, i Luoghi del Perugino a Città della Pieve e Panicale, la Pinacoteca Mariottini, il Museo del Tulle e della Sbarra a Panicale e il Museo del Vetro a Piegaro). Anci Umbria è stata di supporto all’attività di implementazione legata alla formazione ai Comuni e alla comunicazione verso le comunità locali.

 

 

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Il Sindaco di Narni, Lorenzo Lucarelli, eletto nuovo Presidente di FELCOS.

Il Sindaco di Narni, Lorenzo Lucarelli, eletto nuovo Presidente di FELCOS. “Davanti a noi sfide cruciali per il futuro sostenibile delle nostre comunità e delle giovani generazioni”.

 

Durante l’Assemblea dei Soci che si è svolta martedì 22 ottobre, il Sindaco di Narni, Lorenzo Lucarelli, è stato eletto all’unanimità nuovo Presidente di FELCOS. Lucarelli, che succede al Sindaco di Spello Moreno Landrini alla Presidenza dell’Associazione di Comuni per lo Sviluppo Sostenibile, faceva già parte del Consiglio direttivo che rimane composto da Vittoria Ferdinandi, Sindaca del Comune di Perugia, Benedetta Calagreti, Assessore all’Inclusione e Politiche sociali del Comune di Città di Castello, Giulio Cherubini, Vicepresidente Unione dei Comuni del Trasimeno, Vittorio Fiorucci, Sindaco del Comune di Gubbio, Silvio Ranieri, Segr. Gen. ANCI Umbria. Confermati alla carica di Vicepresidenti Lorenzo Schiarea, Assessore alle Politiche Sociali del Comune di Foligno, Antonino Ruggiano, Sindaco del Comune di Todi, Federico Gori, Sindaco del Comune di Montecchio e Presidente di ANCI Umbria.

 

 

 

“Raccolgo questa fiducia che mi è stata accordata con entusiasmo e con un sentimento di grande responsabilità – ha detto Lucarelli al momento della proclamazione avvenuta con consenso unanime da parte dell’Assemblea –. FELCOS in questi anni ha saputo affermarsi quale riferimento primario per le Istituzioni e gli stakeholders del territorio, in progettualità importanti che la vedono impegnata in contesti sia locali che internazionali nel solco dei principi e degli obiettivi dell’Agenda 2030. A guidarla c’è una squadra direttiva e operativa di primissimo piano, con cui non vedo l’ora di mettermi al lavoro con l’obiettivo di rafforzare sempre di più il ruolo dell’Associazione nel quadro di una naturale sinergia con ANCI Umbria”.

FELCOS, che nell’anno in corso è arrivata a contare 31 soci di cui fanno parte i principali Comuni della regione, tanti medio-piccoli Comuni, l’Unione dei Comuni del Trasimeno, la Provincia di Perugia e ANCI Umbria, è attualmente impegnata in 21 progetti di Sviluppo territoriale (5), Cooperazione internazionale (5), Educazione e sensibilizzazione (11). Un numero considerevole di attività che esprime efficacemente il dinamismo di FELCOS che a quasi venti anni dalla sua costituzione, è arrivata a concludere 56 progetti (30 internazionali e 26 locali), in 37 Paesi (19 nel mondo e 18 in Europa) e stringendo relazioni con oltre 90 partner.

 

 

“Davanti a noi abbiamo sfide cruciali da compiere – ha aggiunto Lucarelli nel suo primo intervento da Presidente di FELCOS – attraverso cui siamo chiamati a costruire futuro sostenibile per le nostre comunità e le giovani generazioni”.

Il Presidente Lorenzo Lucarelli, tutta l’Assemblea dei Soci e l’Ufficio operativo, ringraziano il Presidente uscente Moreno Landrini per l’apporto di grande professionalità e la dedizione garantita nell’espletamento delle proprie funzioni che hanno permesso a FELCOS di consolidarsi e rafforzarsi sul piano istituzionale e operativo.

 

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Al WeWorld Festival di Bologna abbiamo parlato del Patto per il futuro

In un contesto ricco e articolato, composto da numerose voci sia istituzionali che associative, FELCOS, insieme all’Assessora Silvia Tiberti del Comune di Narni, al Forum dei Giovani per la Sostenibilità dell’Umbria e alla Consulta Giovanile di Spoleto, ha partecipato ad una tavola rotonda incentrata sull’attuazione del Patto per il futuro, che le Nazioni Unite hanno adottato lo scorso settembre. Al centro del confronto il maggiore coinvolgimento dei giovani nelle decisioni che hanno un peso nelle loro vite e la dimensione locale dello Sviluppo Sotenibile, nel quadro delle attuali e future sfide globali.

 

“Non possiamo creare un futuro adatto ai nostri nipoti con un sistema costruito dai nostri nonni”. Con queste parole il Segretario Generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, ha salutato nel settembre scorso l’adozione da parte dei leader mondiali del Patto per il futuro: uno strumento con il quale l’ONU intende adattare la cooperazione internazionale di oggi alle sfide di domani, attraverso un accordo collaborativo che si compone di un Patto digitale globale e di una Dichiarazione sulle generazioni future.

 

I partecipanti umbri insieme a FELCOS al WeWorld Festival

Proprio di questi temi abbiamo parlato a Bologna, in occasione del WeWorld Festival promosso da WeWorld (partner di FELCOS in Italia nel progetto europeo People and Planet, co-finanziato dal DEAR Programme dell’Unione Europa), a cui abbiamo partecipato con Silvia Tiberti, Assessora ai Servizi Sociali del Comune di Narni, con una delegazione del Forum dei Giovani per la Sostenibilità dell’Umbria e insieme alla Consulta Giovanile di Spoleto. All’interno di un contesto ampio, composto da numerosi voci tra cui la Regione Emilia Romagna, il Comune di Bologna, ASviS, tante associazioni e movimenti giovanili come Ultima Generazione ed Extinction Rebellion, abbiamo approfondito i contenuti del Patto per il futuro condividendo idee e proposte per una sua piena attuazione, particolarmente riguardo alle possibilità di una maggiore partecipazione attiva dei giovani nelle decisioni che influenzano le loro vite e alla dimensione locale e territoriale dello sviluppo sostenibile.

Governance delle politiche giovanili, la sfida per il cambiamento

E’ proprio sulla governance delle politiche giovanili, secondo l’Assessora Tiberti, che sul punto ha scambiato un dialogo proficuo con l’Assessora del Comune di Bologna Anna Lisa Boni, che si devono innescare le maggiori energie per avviare un cambiamento tangibile e concreto nella nostra società, a partire dal coinvolgimento e dalla partecipazione.

Argomenti questi che hanno caratterizzato l’esperienza del Forum dei Giovani per la Sostenibilità dell’Umbria, un percorso finalizzato all’apertura di uno spazio in cui ci si possa educare insieme e dove a breve inaugureremo un 2^ fase per continuare a lavorare sullo sviluppo sostenibile che ha nel proprio DNA il tema della relazione, di una visone integrata dei contesti ai quali la si vuole applicare. 

“La nostra partecipazione – hanno detto i ragazzi del Forum presenti a Bologna –  è stata molto costruttiva e abbiamo avuto modo di confrontarci su diverse tematiche e innumerevoli idee, che hanno arricchito la nostra visione ed il nostro approccio alle questioni ambientali. Ci hanno colpito le visioni sulle tematiche finanziarie, strategie di riprogettazione dei territori e strategie di resilienza nei confronti del cambiamento climatico, così come la partecipazione attiva dei cittadini”.

 

Un momento dei lavori del WeWorld Festival di Bologna

 

“Abbiamo vissuto una giornata importante – ha aggiunto Alessandro Campana, della Consulta Giovanile di Spoleto – che ha visto la partecipazione del Forum dei Giovani per la Sostenibilità dell’Umbria ad un evento dedicato alle politiche per la giustizia ambientale, agli spazi e agli strumenti di partecipazione per i giovani e per la costruzione di alleanze territoriali. Tanti i temi affrontati, tante le testimonianze da parte di tutti gli ospiti tra i quali i rappresentanti delle Istituzioni come il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, la Regione Emilia Romagna, il Comune di Bologna, il Comune di Narni, gli attivisti per il clima, le associazioni ambientaliste e tanti giovani. Grazie a FELCOS per l’opportunità. Grazie all’Associazione WeWorld e alla regione Emilia Romagna. Nuove sfide ci attendono e noi siamo pronti!”.

Partecipare ad un evento così importante e strategico è stato per noi davvero costruttivo e per questo ringraziamo coloro che ne hanno fatto parte con noi: l’Assessora Tiberti, WeWorld, i ragazzi e le ragazze del Forum dei Giovani (Alessandro Agabiti, Federica Borzone, Chiara Scialdone, Emanuele Tigri), Alessandro Campana della Consulta Giovanile di Spoleto, Giulia Landolina di Generazione T.

 

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In Svezia per costruire reti e opportunità di sviluppo per i nostri territori.

C’era anche FELCOS al meeting internazionale promosso a Stoccolma da ENFA, durante il quale insieme a importanti attori istituzionali ed economici si sono gettate le basi per allacciare nuovi rapporti e reti di relazioni in ambito internazionale. Obiettivo: dare ai territori nuove opportunità di sviluppo inclusivo e sostenibile.

 

Insieme ad oltre 100 tra attori economici ed associazioni provenienti da tutta Europa, abbiamo partecipato in Svezia al meeting organizzato dall’Euro Nordic Funding Allience, con l’obiettivo di “scambiare conoscenze, creare reti e sviluppare progetti e partnership per le domande di sovvenzione del 2025”.

 

 

ENFA è un’organizzazione internazionale molto importante che si “dedica al potenziamento e alla crescita attraverso finanziamenti strategici, facilitando l’accesso ai finanziamenti pubblici rivolti a startup, PMI e associazioni in tutta Europa. Ciò, attraverso alleanze collaborative, specifiche competenze, consorzi, la gestione di progetti e l’utilizzo di strumenti di intelligenza artificiale innovativi, puntando a promuovere lo sviluppo sostenibile e la crescita dei partner”.

 

Il meeting, un confronto costruttivo per lo sviluppo locale

Il senso dell’iniziativa è ben delineato dalla descrizione che ne fa la stessa ENFA, che nel proprio sito istituzionale restituisce efficacemente l’importanza dell’edizione 2024 del summit.

“Il Summit di Stoccolma è stato uno degli incontri più eterogenei del suo genere, riunendo un ampio spettro di partecipanti, tra cui PMI, ONG, ambasciate, specialisti in sovvenzioni, dirigenti della Commissione europea, comuni, istituti di ricerca e molto altro. Nel corso dell’evento, tutti i partecipanti hanno avuto l’opportunità di partecipare a workshop dinamici guidati su vari argomenti, che hanno incoraggiato lo sviluppo di nuovi concetti e partnership sfruttando le sinergie uniche dei diversi partecipanti. Grazie a presentazioni approfondite e dibattiti tenuti da leader e stakeholder provenienti da Europa, Paesi nordici e Africa, il summit ha promosso la collaborazione intersettoriale, stimolando idee e iniziative che promettono di stimolare la crescita e l’innovazione future all’interno della comunità ENFA”.

 

 

Il contributo di FELCOS

In un contesto fortemente votato all’innovazione e all’interscambio collaborativo, la nostra Vice Direttrice, Lucia Maddoli, ha portato l’esperienza di FELCOS come network territoriale impegnato nella promozione di sviluppo locale sostenibile e inclusivo, che in quasi 20 anni di attività ha realizzato:

  • 56 progetti in Italia e all’estero,
  • cooperando in 37 Paesi in Europa e nel mondo,
  • sviluppando partnership con 90 partner regionali e locali.

Un’esperienza che ci ha permesso di costruire un know how unico nel suo genere, fortemente orientato alla sostenibilità dello sviluppo locale, partecipato e inclusivo, attraverso lo svolgimento di attività di cooperazione, localizzazione, educazione, sensibilizzazione e comunicazione. Competenze che nel 2024 ci hanno visti impegnati in un totale di 21 progetti e che ci fanno guardare al 2025 con ancora più entusiasmo e idee attraverso cui costruire nuove opportunità per le nostre comunità.

 

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In missione nelle Mauritius per l’avvio del Progetto ENSAMN

Dedicato alla promozione dell’agroecologia e dell’agricoltura sociale come strumento di sviluppo socio-economico inclusivo e all’avvio di azioni partecipate di resilienza climatica, il Progetto ENSAMN – Rodrigues alliance for partecipatory climate resilience and socio-economic inclusion, ha preso ufficialmente il via in occasione di una missione operativa che FELCOS ha organizzato e portato a termine sull’Isola di Rodrigues nelle Mauritius. Al centro delle attività lo svolgimento di incontri istituzionali, seminari per lo scambio di competenze e sopralluoghi nelle strutture in cui lavorano i piccoli produttori agricoli del territorio.

 

L’expert group guidato da FELCOS incontra lo Chef Commissaire di Rodrigues, Franceau Aubret Grandcourt.

 

Sembra quasi di dire “insieme” quando si pronuncia la parola ENSAMN. E in effetti, insieme, è proprio il significato di ENSAMN in lingua creola. Un senso, profondo e bello, che ha trovato ampia rappresentazione nella partecipazione che si è sviluppata intorno alle attività organizzate in occasione della missione inaugurale che si è svolta sull’Isola di Rodrigues, nelle Mauritius.

Il progetto, finanziato dall’Unione Europea e di cui FELCOS è capofila in un consorzio composto da CESAR Umbria – Centro per lo Sviluppo Agricolo e Rurale, RIDS – Rete Italiana Disabilità e Sviluppo, Care-Co, AREF Association Rodrigues Entreprendre au Féminin, REFG – Groupe pour l’Environment de Rodrigues, è finalizzato a rafforzare tra le organizzazioni della società civile e le comunità dei piccoli produttori agricoli, le capacità e le opportunità di partecipazione attiva allo sviluppo locale inclusivo e sostenibile dei propri territori, promuovendo consapevolezza e azioni di adattamento e contrasto ai cambiamenti climatici. Il tutto attraverso l’avvio di iniziative pilota nel campo dell’agroecologia, dell’agricoltura biologica e sociale e dell’apicoltura, nelle quali coinvolgere direttamente le donne, i giovani e le persone con disabilità delle comunità locali. (Maggiori informazioni su ENSAMN le trovi qui).

Dopo diversi mesi di operatività a distanza, la missione ha segnato quindi l’avvio delle operatività sul campo, predisposte all’interno di un intenso calendario di attività organizzato da FELCOS che, per l’occasione, si è avvalsa di un expert group composto dalla Project manager Francesca de Paula, da Elena Sisti, esperta di gestione d’impresa e di organizzazioni non-profit, e dall’agronomo di CESAR, Fabio Primavera.

 

Una fase dei sopralluoghi effettuati sull’Isola di Rodrigues.

 

Le attività della missione, tra incontri istituzionali, seminari e visite alle strutture

Il primo atto della missione è stato l’incontro con Franceau Aubret Grandcourt, Chef Commissaire dell’Isola di Rodrigues. Un momento di proficua condivisione, durante il quale sono stati approfonditi tutti gli obiettivi del progetto e condivise le principali azioni che interesseranno i territori dell’isola.

Altro step molto significativo della missione, finalizzata allo scambio di competenze e know-how, è stato quello dedicato agli incontri con le comunità locali e con i luoghi dove operano sia le organizzazioni partner che i piccoli agricoltori, durante i quali sono state visitate le sedi di Care-Co, della Regional Rodrigues Assembly e del Centro di formazione per l’agricoltura Frate Remy.

Proprio gli agricoltori e i rappresentanti delle organizzazioni civili, sono stati coinvolti negli workshop dedicati all’agroecologia e all’agricoltura smart tenuti da Elena Sisti intorno al tema “Civil society organisation management”, e da Fabio Primavera, che ha dato vita ad un confronto tecnico con i partecipanti. – il gruppo si è spostato sui territori, visitando le sedi di Care-Co, della Regional Rodrigues Assembly e del Centro di formazione per l’agricoltura Frate Remy.

La grande partecipazione alla conferenza finale della missione, durante la quale ha preso ufficialmente il via ENSAMN.

La conferenza, un momento di grande partecipazione sancito con l’avvio ufficiale di ENSAMN

Un programma intenso e ricco di appuntamenti importanti, che ha trovato il suo compimento in occasione del lancio ufficiale del progetto, celebrato con una conferenza che ha raccolto un ampio consenso e partecipazione da parte delle istituzioni e delle comunità locali. In quell’occasione, sono stati presentati gli obiettivi di ENSAMN, volti a creare una rete di resilienza climatica e inclusione socio-economica che partendo dalla terra e dai suoi frutti, possa arrivare a coinvolgere le persone nella tutela e salvaguardia del bene comune e nella costruzione di futuro sostenibile.

Nonostante il cammino progettuale sia solo all’inizio, la missione che si è tenuta a Rodrigues, ha permesso di cogliere perfettamente l’entusiasmo e la determinazione di tutte le parti coinvolte nel voler intraprendere un percorso tanto bello quanto importante. ENSAMN è più di un progetto: è un cammino condiviso, una sfida da affrontare “insieme”, con l’obiettivo di costruire un futuro più sostenibile e inclusivo.

 

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