Skip to main content
All Posts By

Daniele Ciri

Turismo accessibile e inclusivo: FELCOS rafforza le competenze di operatori turistici e Comuni umbri

Nell’ambito del progetto Umbria sorprendente – Cultura per tutti nel Cuore Verde d’Italia, FELCOS ha realizzato due percorsi formativi dedicati al turismo accessibile e inclusivo, rivolti agli operatori turistici e ai Comuni umbri. L’iniziativa ha promosso un nuovo approccio all’accoglienza, fondato sui principi dell’Universal Design e sulla qualità dell’esperienza turistica per tutte e tutti. Attraverso moduli teorici, momenti online e laboratori esperienziali, i partecipanti hanno approfondito bisogni, barriere e buone pratiche operative. La formazione, realizzata nell’ambito del progetto Umbria sorprendente – Cultura per tutti nel Cuore Verde d’Italia, finanziato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri – Ministro per le disabilità e promosso da Regione Umbria in partenariato con FELCOS, ANCI Umbria e Sviluppumbria, ha rappresentato un’occasione concreta di crescita per il sistema turistico regionale.

Rendere il turismo davvero accessibile significa ripensare l’accoglienza a partire dalle persone, dalle loro esigenze e dalla qualità dell’esperienza che un territorio è in grado di offrire. Con questo obiettivo FELCOS ha realizzato due percorsi formativi dedicati agli operatori turistici e ai Comuni umbri, promuovendo un approccio innovativo all’inclusione nel settore turistico.

La formazione, realizzata nell’ambito del progetto Umbria sorprendente – Cultura per tutti nel Cuore Verde d’Italia, finanziato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri – Ministro per le disabilità e promosso da Regione Umbria in partenariato con FELCOS, ANCI Umbria e Sviluppumbria, ha avuto l’obiettivo di rafforzare le competenze dei soggetti coinvolti in materia di accessibilità, accoglienza inclusiva e Universal Design.

 

Nell’ambito del progetto Umbria sorprendente, FELCOS ha realizzato due percorsi di formazione dedicati al turismo accessibile rivolti agli operatori turistici e ai Comuni

 

Un percorso pensato non solo per trasmettere conoscenze tecniche, ma per accompagnare un cambiamento culturale nel modo di progettare, comunicare e vivere l’esperienza turistica.

Il turismo accessibile, infatti, non riguarda esclusivamente l’eliminazione delle barriere fisiche, ma la capacità di costruire servizi, spazi e relazioni capaci di rispondere alle esigenze di tutte le persone. In questa prospettiva, l’accessibilità diventa una dimensione trasversale della qualità dell’offerta turistica. Diventa attenzione, informazione corretta, comunicazione chiara, capacità di ascolto e progettazione consapevole.

I due percorsi, rivolti rispettivamente agli operatori turistici che hanno partecipato alla manifestazione di interesse e ai Comuni, hanno avuto una durata complessiva di 16 ore ciascuno, articolate in quattro moduli organizzati sia on-line che in presenza presso la Sede di FELCOS, in Piazza Giuseppe Piermarini, 2, a Foligno.

Il primo incontro è stato dedicato al tema “Ospitalità accessibile: cambiare i paradigmi dell’accoglienza”. Durante il modulo sono stati affrontati i numeri del turismo per tutti, il valore economico e sociale del turismo accessibile e il passaggio da una visione centrata sulla disabilità a una visione orientata alle esigenze di accessibilità. Particolare attenzione è stata riservata al tema delle informazioni oggettive e verificabili, fondamentali per consentire alle persone di scegliere consapevolmente servizi, luoghi e strutture. Il percorso ha poi approfondito il rapporto tra barriere e facilitatori, promuovendo un approccio inclusivo e partecipativo alla progettazione dell’accessibilità. In questo quadro, l’Universal Design è stato presentato come riferimento operativo per il settore turistico, ricettivo, ricreativo e outdoor.

Il secondo modulo ha affrontato le esigenze di accessibilità legate alla vista e all’udito. I partecipanti hanno potuto approfondire l’identificazione delle esigenze sensoriali, la complessità del concetto di disabilità e le buone pratiche di interazione e comunicazione inclusiva.

Il terzo modulo è stato invece dedicato alle esigenze motorie e cognitivo-relazionali. Un approfondimento importante per comprendere come progettare servizi più inclusivi, capaci di rispondere a bisogni differenti e di migliorare l’esperienza complessiva delle persone. La formazione ha evidenziato come l’accessibilità possa rappresentare una leva di sviluppo economico e sociale per i territori. Non un adempimento formale, dunque, ma un elemento qualificante dell’offerta turistica e della capacità di un territorio di accogliere.

 

Uno dei quattro moduli nei quali si è articolato il percorso di formazione è stato caratterizzato da un laboratorio esperienziale

Il quarto modulo ha avuto un carattere esperienziale e laboratoriale. Attraverso attività pratiche e simulazioni, i partecipanti hanno potuto osservare direttamente alcune condizioni di accessibilità e sperimentare l’utilizzo della sedia a ruote. Il laboratorio ha permesso di analizzare criticità presenti nei contesti turistici reali e di sviluppare competenze operative attraverso l’esperienza diretta. Questo passaggio ha rappresentato uno degli elementi più significativi del percorso, perché ha trasformato la formazione in un’occasione concreta di consapevolezza.

Le attività hanno registrato una partecipazione significativa, con presenze costanti nei diversi moduli rivolti sia agli operatori turistici sia ai Comuni umbri. Per gli operatori turistici, i moduli hanno visto la partecipazione di 32, 34, 31 e 25 persone. Per i Comuni umbri, i moduli hanno coinvolto rispettivamente 15, 16, 15 e 12 partecipanti.

Il percorso prevede anche una valutazione dell’impatto formativo, attraverso la raccolta di feedback prima, dopo e a distanza di tre mesi.

L’analisi qualitativa e quantitativa dei risultati contribuirà alla redazione di un report finale utile all’orientamento delle politiche regionali. La valutazione consentirà di monitorare l’adozione di nuovi approcci culturali e operativi, la capacità del progetto di generare valore condiviso e l’evoluzione dell’offerta turistica accessibile come elemento di innovazione territoriale.

Per FELCOS, promuovere la formazione in materia di accessibilità significa contribuire alla costruzione di territori più inclusivi, sostenibili e capaci di valorizzare ogni persona.

Un turismo davvero accessibile è un turismo più attento, più competitivo e più umano: un turismo che migliora l’esperienza di chi visita un territorio e rafforza la qualità delle comunità che lo abitano.

Il progetto Umbria sorprendente – Cultura per tutti nel Cuore Verde d’Italia, finanziato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri – Ministro per le disabilità e promosso da Regione Umbria in partenariato con FELCOS, ANCI Umbria e Sviluppumbria.

Guarda la gallery

Tra paesaggi incontaminati e obiettivi condivisi: il progetto Janartu rafforza la cooperazione tra Italia e Kazakistan con una nuova missione

Una nuova missione del progetto JANARTU ha rafforzato la collaborazione tra Italia e Kazakistan sui temi della gestione sostenibile dei pascoli, della transumanza e dello sviluppo delle comunità rurali. Attraverso lo scambio di competenze e il dialogo tra partner locali e internazionali, il progetto continua a promuovere soluzioni condivise per la tutela delle risorse naturali e il sostegno agli allevatori.

Siamo tornati nelle vaste e suggestive terre del Sud del Kazakistan per rinnovare un percorso di collaborazione costruito nel tempo attraverso il dialogo, lo scambio di competenze e la condivisione di obiettivi comuni. È in questo contesto che si è svolta una nuova missione del progetto Janartu, che vede impegnati partner tecnici ed istituzionali italiani e kazaki in un importante percorso di cooperazione dedicato allo sviluppo sostenibile delle aree rurali.

La nuova missione, che segue numerose attività già realizzate negli anni precedenti, ha posto al centro dell’attenzione temi strategici per il futuro della pastorizia e delle comunità rurali kazake: la transumanza, l’uso collettivo delle terre e la gestione condivisa delle infrastrutture destinate ai piccoli allevatori.

 

Durante la nuova missione del Progetto JANARTU si sono svolti incontri istituzionali a cui ha partecipato il Sindaco di Todi e Vice Presidente di FELCOS, Antonino Ruggiano

 

La delegazione italiana composta da Antonino Ruggiano, Sindaco di Todi e Vice Presidente di FELCOS, Claudio Porqueddu, Direttore della Ricerca presso l’Istituto per il Sistema Produzione Animale in Ambiente Mediterraneo del CNR (ISPAAM-CNR) e dalla Project manager di FELCOS Francesca de Paula, ha partecipato a incontri istituzionali, seminari, tavole rotonde e approfondimenti tecnici dedicati alla gestione sostenibile delle risorse pastorali.

Particolare attenzione è stata riservata al tema dei pascoli collettivi, che rappresentano una risorsa fondamentale per il sostegno delle economie locali e per la salvaguardia degli equilibri ambientali delle aree rurali. Durante gli incontri, Claudio Porqueddu ha condiviso il suo bagaglio di conoscenze agronomiche ed esperienze maturate nel contesto mediterraneo, e in numerose altre aree del mondo, offrendo contributi sui piani di pascolamento, la capacità di carico dei terreni, l’individuazione delle specie vegetali più resistenti alla siccità, i sistemi di monitoraggio dei pascoli e le infrastrutture necessarie per garantire una gestione sostenibile degli allevamenti, in dialogo con gli esperti kazaki Nurgul Meldebekova, Kanat Shanbaev ed Evgeny Klimov.

 

Tra i principali risultati ottenuti dal Progetto JANARTU c’è la realizzazione di strutture ed impianti ad uso condiviso destinati al bestiame da allevamento e pascolo

 

Un altro tema centrale del confronto è stato quello della transumanza, una pratica tradizionale che continua a svolgere un ruolo essenziale nella conservazione dei pascoli e nello sviluppo sostenibile delle attività pastorali. La mobilità stagionale del bestiame, infatti, rappresenta uno strumento efficace per preservare la fertilità dei terreni, ridurre la pressione sulle risorse naturali e valorizzare il patrimonio culturale delle comunità locali.

Tra i risultati più concreti raggiunti dal progetto Janartu figura inoltre il co-finanziamento di infrastrutture ad uso collettivo destinate agli allevatori degli otto comuni coinvolti. In questo contesto sono stati realizzati recinti e vasche di lavaggio per gli animali, strutture progettate per migliorare la gestione veterinaria e sanitaria degli allevamenti e promuovere così il benessere del bestiame.

La missione ha confermato ancora una volta il valore della cooperazione internazionale come strumento per affrontare le sfide legate alla sostenibilità delle aree rurali, favorendo lo scambio di conoscenze e la costruzione di soluzioni condivise. Un percorso che continua a rafforzare il legame tra Italia e Kazakistan, con l’obiettivo di sostenere lo sviluppo delle comunità locali e la tutela delle risorse naturali.

 

Il progetto JANARTU è finanziato dall’Unione Europea e realizzato da FELCOS (Capofila), Associazione nazionale delle cooperative agricole del Kazakistan “AgroSoyuz”, Associazione dei piccoli produttori agricoli della provincia di Enbekshi-Kazakh “ODAQ”, IsMed-CNR (Italia), Akimat di Enbekshi-Kazakh, Akimat di Jambyl, Università Statale per la Ricerca Agraria di Almaty (Kazakistan), Istituto per la Ricerca Zootecnica e la Produzione Foraggera (Kazakistan).

Guarda la gallery

THE Net: in Malawi la seconda missione per rafforzare formazione, prevenzione e collaborazione territoriale

A pochi mesi dalla missione inaugurale, il progetto THE Net è tornato in Malawi per una seconda missione operativa che ha rappresentato un importante passo avanti nel percorso di rafforzamento della prevenzione oncologica femminile nei distretti di Blantyre, Thyolo e Zomba.

L’iniziativa, promossa per migliorare la governance sanitaria partecipativa e l’accesso ai servizi di prevenzione del tumore della cervice uterina, ha visto nuovamente impegnati sul campo i partner locali e una delegazione composta da professionisti delle USL Umbria 1 e Umbria 2 insieme al personale di FELCOS Umbria.

Formazione sanitaria: investire nelle competenze per rafforzare il diritto alla salute

Durante la missione sono state svolte due tipologie di formazione, quella rivolta agli operatori sanitari impegnati nella prevenzione e nello screening del tumore della cervice uterina, e quella rivolta ai volontari di comunità che hanno un coinvolgimento diretto nelle aree locali.

 

La seconda missione in Malawi del progetto The NET è stata caratterizzata da importanti momenti di formazione rivolti al personale sanitario locale

La delegazione italiana era composta dalle ostetriche Paola Langeli e Alessia Longhi, da Debora De Angelis, gastroenterologa e responsabile screening, e da Vinicio Martinoli, ginecologo. In collaborazione con i partner malawiani, il gruppo ha realizzato un percorso formativo destinato a medici e operatori già attivi nelle strutture sanitarie territoriali.

Le sessioni rivolte al personale medico-sanitario hanno affrontato temi fondamentali per il rafforzamento dei servizi sanitari locali, tra cui la prevenzione del tumore della cervice uterina, lo screening e la diagnosi precoce, le strategie di contrasto all’HPV e l’organizzazione dei servizi territoriali dedicati alla salute femminile.

La missione ha inoltre consentito di visitare diversi centri sanitari che già erogano servizi di screening e prevenzione, favorendo il confronto tra professionisti e la condivisione di esperienze e buone pratiche.

Complessivamente sono stati formati 20 operatori sanitari, contribuendo al raggiungimento dell’obiettivo progettuale che prevede la formazione di 60 professionisti della salute nel corso delle attività.

Le sessioni di formazione sono poi proseguite nei villaggi e nelle cliniche territoriali, dove i volontari di comunità svolgono un ruolo fondamentale nel favorire l’accesso ai servizi sanitari e nel diffondere informazioni corrette sui temi della salute. Spesso queste persone rappresentano il primo punto di contatto tra la popolazione e il sistema sanitario,  contribuendo a superare barriere culturali, informative e logistiche. Per rafforzare questa rete di prossimità, la delegazione ha realizzato un percorso formativo specifico rivolto ai volontari impegnati nelle attività di sensibilizzazione e accompagnamento delle persone verso i servizi di prevenzione.

Nel corso della missione sono stati formati 30 volontari di comunità, che andranno a supportare le attività di informazione e promozione della salute nei territori coinvolti dal progetto.

La delegazione ha poi visitato diversi istituti scolastici, incontrando studentesse e studenti per promuovere una maggiore consapevolezza e sensibilizzazione sull’importanza della prevenzione, della vaccinazione contro l’HPV e della tutela della salute femminile.

 

Focus del progetto The NET è la prevenzione oncologica del cancro alla cervice uterina e la tutela della salute della donna in Malawi

 

Dialogo istituzionale e collaborazione territoriale

Accanto alle attività di formazione, la missione ha dedicato particolare attenzione anche al consolidamento delle relazioni istituzionali e delle partnership territoriali. La cooperazione internazionale si fonda infatti sulla costruzione di rapporti di fiducia, sul dialogo e sulla capacità di sviluppare alleanze durature tra soggetti diversi.

Tra i momenti più significativi ci sono stati gli incontri con il Sindaco e con il capo villaggio TA Kapeni, figure di riferimento per le comunità locali. Gli incontri hanno rappresentato un’importante occasione di confronto sulle principali sfide sanitarie che interessano il territorio e sulle prospettive di rafforzamento dei servizi dedicati alla salute femminile.

Particolare attenzione è stata dedicata al ruolo delle leadership tradizionali nella promozione della salute e nella sensibilizzazione delle comunità, un elemento essenziale per favorire l’efficacia e la sostenibilità delle azioni progettuali.

La missione ha inoltre fatto tappa a Balaka, dove si sono svolti incontri con partner e organizzazioni attive sul territorio, tra cui le associazioni Andiamo e Sunchild. Questi momenti di confronto hanno contribuito a rafforzare una rete di collaborazione che rappresenta un elemento strategico per il successo delle attività future.

 

 

Un impegno condiviso per la salute delle donne

La seconda missione di THE Net conferma l’importanza di un approccio integrato che unisce la formazione sanitaria, il coinvolgimento delle comunità, l’educazione alla salute e il rafforzamento delle relazioni istituzionali. Un progetto che continua a costruire le condizioni per migliorare l’accesso ai servizi di prevenzione oncologica femminile e contribuire concretamente al raggiungimento dell’Obiettivo di Sviluppo Sostenibile 3 dell’Agenda 2030: garantire una vita sana e promuovere il benessere per tutti e tutte, a tutte le età.

 

Il progetto THE NET è finanziato da AICS – Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo ed è realizzato in partnership da Comune di Perugia (Capofila), FELCOS, Regione Umbria, USL Umbria 1, USL Umbria 2, Dipartimento di Salute, Distretto di Blantyre, Peace and Development Trust, Breast Cancer and Care Foundation, TeamDev, Fondazione Albero della Vita, Associazione Patologi Oltre Frontiera, Associazione Amici del Malawi, SottoSopra.

Guarda la gallery

Giovani, diritti e partecipazione: a Foligno una giornata per costruire una cultura della legalità condivisa

Una giornata intensa di confronto, creatività e partecipazione ha coinvolto a Foligno studenti, docenti, istituzioni e cittadini nell’ambito del progetto Umbria Legale e Sicura. Attraverso il Contest Creativo dedicato alle scuole, un talk di approfondimento e altri momenti di dialogo, l’evento ha affrontato i temi della legalità, dei diritti e del contrasto allo sfruttamento lavorativo dei lavoratori migranti. Un’occasione per dare voce ai giovani e valorizzare il loro contributo nella costruzione di comunità più consapevoli e inclusive. L’iniziativa è stata promossa da FELCOS insieme alla rete territoriale del progetto.

Promuovere una cultura della legalità significa creare occasioni concrete di incontro, ascolto e partecipazione. Significa coinvolgere le persone, soprattutto le giovani generazioni, in percorsi capaci di trasformare valori e principi in esperienze vissute, riflessioni condivise e responsabilità collettive.

Con questo spirito si è svolta a Foligno, nella Sede di FELCOS, una giornata ricca di iniziative organizzate nell’ambito del progetto Umbria Legale e Sicura, finanziato dalla DG Immigrazione del Ministero Lavoro e delle Politiche sociali con Fondi POC Inclusione 2014-2020, di cui la Regione Umbria è capofila, che ha visto la partecipazione di studenti, docenti, istituzioni, associazioni e cittadini in un percorso dedicato ai temi dei diritti, della cittadinanza attiva e del contrasto allo sfruttamento lavorativo dei lavoratori migranti.

Le studentesse e gli studenti che hanno partecipato al contest creativo di Umbria Legale e Sicura, hanno presentato i loro elaborati

Uno dei momenti centrali della giornata è stato “Giovani sguardi sui diritti”, momento conclusivo del contest creativo di “Umbria Legale e Sicura”, che ha coinvolto oltre 220 tra studentesse e studenti, appartenenti a 12 classi di 7 Istituti scolastici del territorio regionale. Alla presenza dell’Assessore alle Politiche sociali del Comune di Foligno e Vice Presidente di FELCOS, Lorenzo Schiarea, e dell’Assessore regionale all’Istruzione, Immigrazione, Pace e Cooperazione internazionale, Fabio Barcaioli, ragazze e ragazzi hanno raccontato attraverso elaborati artistici, multimediali e comunicativi, la propria idea di legalità, esprimendo sensibilità, visioni e proposte sui temi della giustizia sociale, del rispetto delle regole e della tutela dei diritti.

L’iniziativa ha rappresentato un’importante occasione per valorizzare il protagonismo delle giovani generazioni, riconoscendo il loro ruolo fondamentale nella costruzione di comunità più consapevoli, inclusive e responsabili.

A vincere il contest è stata la classe 4F dell’Istituto Tecnico Franchetti-Salviani di Città di Castello con il cortometraggio “Il prezzo del silenzio”. Una menzione speciale è stata poi assegnata alla classe 3 EL-GPA dell’Istituto Professionale Orfini di Foligno per il progetto “ReshorinGame: il futuro si costruisce insieme”. Un attestato è stato inoltre consegnato a tutte le scuole partecipanti: Liceo Classico e Musicale “Annibale Mariotti” di Perugia, con il progetto L’ombra del Sistema; IIS Cavour Marconi Pascal di Perugia con il progetto Il sogno infranto di Amar; Istituto Tecnico “Franchetti-Salviani” di Città di Castello con il progetto della Classe 4E “io quanto te”; Liceo Scientifico e Artistico “G.Marconi” di Foligno con il progetto delle classi 4AS e 4 DS “Sfruttamento, lavoro nero e grigio. IIS Gandhi di Narni Scalo con il progetto delle classi 1F e 1 M “Lavori infiniti, diritti finiti”.

Durante il talk di approfondimento Voci di dignità, è stato presentato il vademecum per l’assunzione dei lavoratori stranieri Extra Ue, realizzato grazie al progetto Umbria Legale e Sicura.

Accanto al contest, la giornata ha ospitato anche “Voci di Dignità”, un talk di approfondimento dedicato ai principali risultati ottenuti dal progetto “Umbria Legale e Sicura”, tra cui la realizzazione del volume “L’assunzione dei lavoratori stranieri Extra UE – Vademecum per imprese, datori di lavoro, consulenti e agenzie del lavoro“, presentato da Alessandro Broccatelli di CIDIS, Fabio Branco dell’Associazione Borgorete e dall’Avvocato ASGI Francesco Di Pietro.

Particolarmente significativo è stato infine il momento conclusivo della giornata, il reading teatrale intitolato “Mani che reggono il mondo”, scritto e interpretato da Caroline Baglioni e Michelangelo Bellani, accompagnati da Paolo Giovenchi alla chitarra e Primiano Di Biase alla fisarmonica, a cui hanno partecipato tante persone rimaste letteralmente incantate dall’interpretazione colta e suggestiva offerta dagli artisti.

La drammaturgia, creata da Baglioni e Bellani appositamente per l’evento, sottolineata magnificamente dalle sonorità raffinate di Giovenchi e Di Biase, ha proposto riflessioni che hanno unito l’attualità alla letteratura, mescolando fatti di cronaca a inserti tratti da “Furore” di John Steinbeck e “Cristo si è fermato a Eboli” di Carlo Levi, uniti in un tessuto narrativo capace di superare distanze e latitudini, epoche ed esperienze, spostando l’attenzione su ciò che resta della vita di una persona sfruttata, marginalizzata, impoverita di speranze e diritti.

Caroline Baglioni e Michelangelo Bellani sono state le voci narranti del reading teatrale “Mani che reggono il mondo”.

L’intera giornata ha confermato il valore dell’educazione alla legalità come processo partecipativo, capace di mettere in relazione scuola, territorio e comunità. Una legalità che non si limita al rispetto delle norme, ma che si traduce nella promozione dei diritti, nella tutela della dignità delle persone e nella costruzione di relazioni fondate sul rispetto reciproco.

Le attività realizzate hanno inoltre evidenziato l’importanza di affrontare temi complessi come lo sfruttamento lavorativo, il caporalato e le vulnerabilità sociali attraverso strumenti educativi innovativi, capaci di coinvolgere attivamente le persone e generare consapevolezza diffusa. In questo percorso, il contributo delle scuole, delle associazioni, degli enti pubblici e dei partner territoriali si è rivelato fondamentale per costruire una rete educativa e sociale capace di promuovere partecipazione, inclusione e cittadinanza attiva.

L’evento di Foligno rappresenta una tappa significativa del progetto Umbria Legale e Sicura, che continua a lavorare sul territorio regionale per rafforzare la cultura della legalità, contrastare ogni forma di sfruttamento lavorativo e favorire una maggiore consapevolezza rispetto ai diritti.

Per FELCOS, iniziative come questa confermano l’importanza di creare spazi di incontro tra persone, esperienze e generazioni diverse, nella convinzione che la legalità si costruisca ogni giorno attraverso la partecipazione, il dialogo e la responsabilità condivisa.

Il progetto Umbria Legale e Sicura – Interventi di supporto all’integrazione sociale, sanitaria, abitativa e lavorativa di cittadini di paesi terzi vittime e potenziali vittime di sfruttamento lavorativo, è finanziato dalla DG Immigrazione del Ministero Lavoro e delle Politiche sociali con Fondi POC e realizzato da Regione Umbria (capofila) in partenariato con Asad, Borgorete, Cidis Impresa sociale; ATS: Anci Umbria, FELCOS, Csc, Frontiera Lavoro, Consorzio Abn, Arci Ora d’Aria, San Martino, Smile, Ial, Enfap, Confcooperative, Confesercenti, Legacoop, Cgil, Cisl, Uil, Laboratorio Idea, Fondazione Crispolti.

Guarda la gallery

Rural Voices 2030: il Comune di Foligno e FELCOS ad Atene per il quarto incontro europeo

Dal 26 al 29 maggio 2026 Atene ha ospitato il quarto incontro di partenariato europeo di Rural Voices 2030. All’incontro hanno partecipato il Comune di Foligno e FELCOS, insieme agli undici partner coinvolti nell’iniziativa. Per il Comune di Foligno erano presenti l’Assessore Lorenzo Schiarea, la Dirigente dell’Area Governo del Territorio Anna Conti e la Responsabile del Servizio Progetti Europei e Cooperazione Martina Del Buono, affiancati da Marco Pizzi di FELCOS.

Dare voce ai territori, costruire soluzioni condivise

L’incontro ha rappresentato un’importante occasione di confronto sui risultati raggiunti nei diversi territori e sulle prossime azioni dedicate al coinvolgimento dei giovani e delle comunità rurali europee. Al centro dei lavori, la condivisione delle esperienze pilota sviluppate nei vari Paesi, l’analisi dei materiali formativi in preparazione e la definizione di strategie di comunicazione capaci di trasformare idee e proposte in interventi concreti e sostenibili.

 

L’Assessore alle Politiche Sociali del Comune di Foligno e Vicepresidente di FELCOS Lorenzo Schiarea insieme ad Anna Conti, Dirigente dell’Area Governo del Territorio e Martina Del Buono, Responsabile del Servizio Progetti Europei e Cooperazione, durante il meeting ad Atene.

 

Condividere esperienze, generare cambiamento

Particolare attenzione è stata dedicata alle attività educative realizzate in orti comunitari, fattorie didattiche e centri giovanili, strumenti innovativi per promuovere temi come la tutela del suolo, la sostenibilità ambientale e l’uguaglianza di genere in modo coinvolgente per le nuove generazioni.

Il Comune di Foligno, in collaborazione con FELCOS, ha inoltre confermato il proprio ruolo di coordinamento nell’ambito delle attività di advocacy, lavorando con i partner europei per trasformare le proposte dei giovani in raccomandazioni concrete rivolte alle amministrazioni locali e agli stakeholder istituzionali. Il compito del Comune e di FELCOS, dunque, è e sarà quello di guidare i partner attraverso processi di ascolto dei territori e di upscaling istituzionale. Ciò consiste nel permettere ai decisori politici locali, nazionali ed europei di conoscere i risultati del progetto e le proposte del consorzio e dei giovani coinvolti nelle attività per impattare sulle loro decisioni future, allo scopo di migliorare la qualità della vita dei territori rurali.

 

 

Il consorzio dei dodici partner di dodici Paesi, di cui il Comune di Foligno è partner con il supporto tecnico di FELCOS.

 

Durante l’incontro sono state definite nuove modalità di collaborazione con enti locali, associazioni e scuole, rafforzando l’impegno comune a mettere i giovani al centro dei processi decisionali e dello sviluppo futuro delle aree rurali. I prossimi mesi saranno dedicati alla diffusione dei risultati del progetto e al consolidamento delle reti territoriali, per garantire continuità e valore alle azioni avviate. Il Comune di Foligno e FELCOS, inoltre, si sono impegnati nella partecipazione ad alcune delle prossime iniziative di carattere nazionale ed internazionale promosse dai partner.

Rural Voices 2030. Engaging young rural European citizens in a gender responsive approach to soil protection è un progetto europeo finanziato dal programma DEAR e promosso da un consorzio di 12 partner in 12 Paesi, di cui il Comune di Foligno è partner con il supporto tecnico di FELCOS.

Guarda la gallery

COOPERA 2026: a Roma un confronto sul futuro della cooperazione internazionale. Presente anche FELCOS.

In un contesto internazionale segnato da crisi globali, cambiamenti climatici e crescenti disuguaglianze, COOPERA 2026 ha rappresentato il principale momento di confronto del sistema italiano della cooperazione allo sviluppo. Anche FELCOS ha preso parte alla Conferenza Nazionale con il Direttore Massimo Porzi e la Vicedirettrice Lucia Maddoli. Due giornate di dialogo tra istituzioni, enti territoriali, università, organizzazioni della società civile. Un’occasione per condividere esperienze, rafforzare relazioni e riflettere sul contributo dei territori alla costruzione di uno sviluppo più sostenibile, inclusivo e partecipato.

In un mondo attraversato da conflitti, emergenze umanitarie, crisi climatiche e profonde trasformazioni economiche e sociali, la cooperazione internazionale è chiamata oggi a interrogarsi sul proprio ruolo e sulle proprie prospettive. È da questa consapevolezza che nasce COOPERA 2026, la Terza Conferenza Nazionale della Cooperazione allo Sviluppo, promossa dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e dall’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (AICS), tenutasi a Roma il 26 e 27 maggio presso l’Auditorium della Conciliazione e le Corsie Sistine di Santo Spirito in Sassia. La Conferenza ha rappresentato il principale appuntamento nazionale dedicato al confronto tra tutti gli attori del sistema italiano della cooperazione allo sviluppo.

Al Coopera 2026, FELCOS era presente con il Direttore Massimo Porzi e la Vicedirettrice Lucia Maddoli

Anche FELCOS è stata presente all’evento con il Direttore Massimo Porzi e la Vicedirettrice Lucia Maddoli, forte dell’esperienza maturata in oltre venticinque anni di cooperazione internazionale.

Uno spazio di dialogo e confronto

COOPERA 2026 ha riunito istituzioni nazionali e internazionali, enti locali, università, organizzazioni della società civile, imprese, fondazioni e rappresentanti del mondo della cooperazione, offrendo uno spazio di dialogo e confronto sulle sfide che caratterizzano lo scenario globale contemporaneo. La Conferenza è stata pensata come un momento di partecipazione e riflessione collettiva sulle priorità della cooperazione italiana, sul suo futuro e sul contributo che può offrire alla costruzione di società più inclusive e resilienti.

Tra i momenti più significativi delle due giornate, la sessione inaugurale dedicata alla “grande famiglia della cooperazione italiana allo sviluppo”, che ha evidenziato l’importanza del lavoro congiunto tra istituzioni, territori e società civile. Ampio spazio è stato inoltre dedicato al ruolo della cooperazione italiana nelle grandi crisi umanitarie, alle prospettive future dell’AICS nel decennale della sua istituzione, al contributo della cooperazione al Piano Mattei e al rapporto tra educazione, conoscenza e sviluppo sostenibile.

Alla sessione inaugurale di Coopera 2026 è intervenuto il Ministro degli Affari Esteri e Cooperazione internazionale, Antonio Tajani.

Particolarmente rilevanti sono stati anche gli approfondimenti dedicati alla valorizzazione delle esperienze territoriali e alla capacità di immaginare nuove forme di cooperazione in un contesto internazionale in rapido cambiamento. Temi che da sempre caratterizzano l’approccio di FELCOS, fondato sulla costruzione di relazioni durature tra territori, sul protagonismo delle comunità locali e sulla promozione di modelli di sviluppo sostenibile condivisi.

Le due giornate romane hanno confermato come la cooperazione allo sviluppo non possa più essere interpretata esclusivamente come trasferimento di risorse o assistenza, ma come un processo di costruzione condivisa di conoscenze, competenze e opportunità tra comunità e territori diversi. Una visione che mette al centro il dialogo, la reciprocità e la capacità di affrontare insieme le sfide globali del nostro tempo.

Per FELCOS, partecipare a COOPERA 2026 ha significato contribuire a questo dibattito portando la voce degli enti locali e dei territori, riaffermando il valore della cooperazione decentrata come strumento concreto per promuovere sostenibilità, inclusione sociale e sviluppo umano.

Un’occasione preziosa per guardare al futuro della cooperazione internazionale con uno sguardo aperto, consapevole e condiviso, nella convinzione che le grandi sfide globali possano essere affrontate solo attraverso alleanze solide, partecipazione e responsabilità comune.

Guarda la gallery

FELCOS a Codeway Expo 2026: cooperazione, territori e nuove alleanze per lo sviluppo sostenibile

FELCOS Umbria ha partecipato a Codeway Expo 2026, il principale appuntamento italiano dedicato alla cooperazione internazionale e allo sviluppo sostenibile, svoltosi presso la Fiera di Roma. Un’occasione di confronto tra istituzioni, enti territoriali, organizzazioni, università e imprese sui nuovi scenari della cooperazione globale. Durante l’evento, FELCOS ha presentato esperienze e progettualità legate allo sviluppo locale sostenibile, con particolare attenzione al progetto UNGENDE in Angola. La partecipazione ha confermato il ruolo di FELCOS nella costruzione di partenariati territoriali internazionali orientati all’Agenda 2030 e alla valorizzazione delle comunità locali.

Tre giorni di incontri, dialoghi e nuove connessioni per riflettere sul futuro della cooperazione internazionale e sul ruolo dei territori nei processi di sviluppo sostenibile. Anche FELCOS ha partecipato a Codeway Expo 2026, la manifestazione nazionale dedicata alla cooperazione internazionale e allo sviluppo sostenibile che si è svolta presso la Fiera di Roma.

La presenza di FELCOS all’interno dell’evento ha rappresentato un’importante occasione per condividere esperienze, metodologie e progettualità costruite negli anni insieme a enti locali, comunità territoriali, università, organizzazioni della società civile e partner internazionali.

Al Codeway Expo 2026 FELCOS, con il Direttore Massimo Porzi, è intervenuta in diversi panel di approfondimento tematico

Attraverso incontri, momenti di networking e spazi di confronto, FELCOS ha portato il proprio contributo sui temi dello sviluppo locale sostenibile, della partecipazione territoriale e della cooperazione tra comunità, valorizzando un approccio che mette al centro le relazioni, il dialogo tra territori e la costruzione condivisa di soluzioni ai bisogni delle comunità.

La partecipazione all’evento ha inoltre permesso di rafforzare relazioni con istituzioni, enti e organizzazioni impegnate nei percorsi di cooperazione internazionale, favorendo nuove opportunità di collaborazione e scambio.

Codeway, uno spazio di incontro e confronto

Codeway Expo si conferma oggi uno dei più importanti appuntamenti italiani dedicati alla cooperazione internazionale. La manifestazione riunisce ogni anno istituzioni nazionali e internazionali, agenzie ONU, enti territoriali, organizzazioni della società civile, università, imprese e startup impegnate nella costruzione di nuovi modelli di sviluppo sostenibile.

L’edizione 2026 ha posto particolare attenzione alla necessità di rafforzare partenariati concreti tra settore pubblico, privato e società civile, promuovendo una cooperazione sempre più orientata alla sostenibilità economica, sociale e ambientale dei territori.

In questo contesto, Codeway rappresenta non soltanto una vetrina di progetti, ma uno spazio di dialogo tra esperienze differenti, dove la cooperazione viene interpretata come strumento di innovazione sociale, costruzione di comunità e sviluppo condiviso.

Per realtà come FELCOS, partecipare significa contribuire attivamente a una riflessione nazionale e internazionale sul ruolo dei territori nella costruzione di modelli di sviluppo più equi, sostenibili e partecipativi.

UNGENDE, turismo sostenibile e inclusivo in Angola

Tra le progettualità presentate e approfondite durante l’evento, FELCOS ha affiancato la Regione Umbria nella descrizione di UNGENDE, iniziativa promossa nelle province di Huíla e Namibe, nel sud dell’Angola.

Insieme alla Regione Umbria, al Codeway Expo 2026 FELCOS ha presentato il progetto di cooperazione internazionale UNGENDE

Il Direttore di FELCOS, Massimo Porzi, intervenuto in un panel insieme all’Assessore alla Cooperazione internazionale e alla Pace della Regione Umbria, Fabio Barcaioli, ha spiegato che il “progetto nasce con l’obiettivo di promuovere forme di turismo sostenibile capaci di valorizzare il patrimonio ambientale, culturale e sociale dei territori, rafforzando al tempo stesso opportunità economiche locali e processi di governance partecipata”.

UNGENDE punta a costruire un modello di sviluppo turistico inclusivo, fondato sul protagonismo delle comunità locali, sul rafforzamento delle competenze territoriali e sul dialogo tra enti locali, università, operatori economici e società civile.

Gli altri progetti di cooperazione internazionale a cui FELCOS lavora

La partecipazione a Codeway Expo è stata anche l’occasione per raccontare i progetti di cooperazione internazionale attualmente attivi di FELCOS, che confermano un impegno orientato allo sviluppo sostenibile, alla valorizzazione delle comunità locali e al rafforzamento dei partenariati territoriali.

Nelle Mauritius, FELCOS è impegnata nel progetto ENSAMN, dedicato nell’Isola di Rodrigues alla costruzione di alleanze territoriali per la partecipazione, resilienza climatica e sviluppo socioeconomico inclusivo.

In Kazakistan, il progetto JANARTU lavora sul rafforzamento delle competenze locali e della governance territoriale, con attenzione alla sostenibilità ambientale e alla partecipazione delle comunità alla gestione dei terreni di pascolo.

In Mali, The NET promuove il rafforzamento della governance per la prevenzione oncologica femminile e la salute della donna.

In Palestina, il progetto AKLI BALADI sostiene percorsi legati alla valorizzazione dei sistemi alimentari locali, alla sostenibilità delle filiere e al rafforzamento delle economie comunitarie.

In Cambogia, nella provincia di Ratanakiri, CLESIDRA interviene sui temi dello sviluppo sostenibile e del rafforzamento delle reti collaborative per lo sviluppo di quattro filiere economiche.

Nel loro insieme, questi progetti raccontano una cooperazione costruita attraverso relazioni solide, ascolto dei bisogni locali e dialogo tra territori, con l’obiettivo di generare processi di sviluppo più inclusivi, sostenibili e condivisi.

Tante le persone che FELCOS ha incontrato nello stand allestito al Codeway Expo 2026

Cooperazione tra territori, persone e comunità

La partecipazione a Codeway Expo ha rappresentato non solo una vetrina progettuale, ma soprattutto uno spazio di incontro e riflessione sul significato contemporaneo della cooperazione internazionale.

In un tempo segnato da crisi ambientali, disuguaglianze sociali e profonde trasformazioni globali, la cooperazione territoriale assume un ruolo sempre più importante nella costruzione di risposte condivise e sostenibili.

Per FELCOS, cooperare significa creare connessioni tra comunità, rafforzare capacità locali, valorizzare le persone e accompagnare i territori nella costruzione di percorsi di sviluppo fondati sulla sostenibilità, sulla partecipazione e sulla giustizia sociale.

Un lavoro quotidiano che parte dai territori e si apre al mondo, nella convinzione che soltanto attraverso relazioni solide, dialogo e collaborazione sia possibile costruire futuri più inclusivi e sostenibili.

Guarda la gallery

Il Forum dei Giovani si anima con Agorà, il gioco partecipativo della sostenibilità creato da FELCOS

All’Università degli Studi di Perugia si è tenuto il primo appuntamento del Forum dei Giovani, animato da FELCOS nell’ambito del progetto Rete Umbra per lo Sviluppo Sostenibile. Protagonista dell’iniziativa è stato “AGORÀ”, il gioco partecipativo ideato e sviluppato interamente dallo staff di FELCOS per coinvolgere i giovani sui temi della sostenibilità e della cittadinanza attiva. Attraverso ruoli, scenari e confronto collettivo, studenti e studentesse hanno sperimentato processi decisionali complessi legati allo sviluppo sostenibile e inclusivo dei territori.

Un’aula universitaria trasformata in uno spazio di confronto, ascolto e costruzione collettiva di bene comune. È questo il clima che si è respirato durante il primo appuntamento del Forum dei Giovani per la Sostenibilità dell’Umbria, promosso da FELCOS nell’ambito delle attività di animazione territoriale previste dal progetto Rete Umbra per lo Sviluppo Sostenibile, finanziato dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE) e realizzato in sinergia con Regione Umbria e ANCI e in collaborazione con Sviluppumbria, ARPA Umbria, Parco Tecnologico Agroalimentare dell’Umbria – Parco 3A, Università degli Studi di Perugia e Università per Stranieri di Perugia.

All’incontro del Forum dei Giovani, organizzato in un’aula del DSA3 dell’Università degli Studi di Perugia, ha partecipato un nutrito gruppo di studentesse e studenti

Protagonista dell’incontro, che si è svolto in un’aula del Dipartimento di Scienze Agrarie, Alimentari e Ambientali dell’Università degli Studi di Perugia, è stato “AGORÀ“: un gioco partecipativo e immersivo pensato per accompagnare le ragazze e i ragazzi partecipanti nella simulazione di processi decisionali legati alle grandi sfide presenti e future per lo sviluppo sostenibile dei territori e delle comunità che li abitano. Sfide che riguardano le tre dimensioni della sostenibilità – ambientale, economica e sociale – la gestione delle risorse e, più in generale, la qualità della vita.

L’attività ha coinvolto studenti e studentesse in un percorso dinamico fatto di dialogo, confronto e costruzione di proposte condivise. Ogni partecipante ha assunto un ruolo specifico — amministratore locale, imprenditore, ambientalista, agricoltore, commerciante o cittadino — portando punti di vista, interessi e priorità differenti all’interno di scenari concreti ispirati alle sfide della sostenibilità.

Attraverso il gioco, i partecipanti hanno sperimentato quanto sia complesso costruire decisioni collettive equilibrate, capaci di tenere insieme bisogni economici, tutela ambientale e coesione sociale. Un’esperienza che ha mostrato come il dialogo e la partecipazione possano diventare strumenti fondamentali per affrontare e produrre cambiamento.

Uno degli elementi più significativi dell’esperienza è rappresentato proprio dalla natura del gioco stesso. “AGORÀ” è infatti uno strumento ideato, progettato e sviluppato interamente dall’Area Sviluppo locale sostenibile, Agenda 2030 e processi partecipativi di FELCOS, nato dalla decennale esperienza maturata nell’animazione e implementazione dei percorsi di partecipazione dedicati in particolare ai giovani.

Fulcro dell’attività il gioco di ruolo Agorà, ideato e sviluppato da FELCOS per l’animazione dei processi partecipativi dedicati ai giovani

Un lavoro che unisce metodologia educativa, facilitazione, innovazione sociale e strumenti digitali, con l’obiettivo di rendere accessibili e coinvolgenti temi spesso percepiti come complessi o distanti, soprattutto dalle giovani generazioni.

Il gioco rappresenta uno degli strumenti più innovativi utilizzati da FELCOS nei percorsi territoriali e nelle attività con scuole, università, enti locali e gruppi giovanili, capace di trasformare la partecipazione in un’esperienza concreta, collaborativa e inclusiva.

L’iniziativa si inserisce nel contesto del progetto Rete Umbra per lo Sviluppo Sostenibile, che rappresenta il fulcro della seconda fase attuativa della Strategia Regionale per lo Sviluppo Sostenibile dell’Umbria e che coinvolge istituzioni, enti locali, università, associazioni e realtà del territorio nella costruzione condivisa di politiche e azioni orientate agli obiettivi dell’Agenda 2030.

Agorà permette ai partecipanti di simulare scenari concreti di sviluppo sostenibile, mettendo in comune idee e proposte da cui far nascere bene comune

Un complesso di attività a cui FELCOS partecipa come parte della cabina di regia, contribuendo in particolare all’animazione e conduzione dei processi di partecipazione territoriale attraverso l’istituzione dei Forum tematici, predisposti per il coinvolgimento degli attori locali e delle giovani generazioni.

Esperienze come quella realizzata all’Università dimostrano come la sostenibilità non sia soltanto una serie di obiettivi da raggiungere, ma soprattutto un percorso collettivo da costruire insieme, attraverso il dialogo, l’ascolto e la capacità di immaginare nuovi modi di vivere e condividere i territori.

Guarda la gallery

A Perugia “Raccogliamo le idee!” per rendere i giovani protagonisti di Sviluppo Sostenibile

La Regione Umbria ha ospitato a Perugia il secondo incontro dell’iniziativa “Raccogliamo le idee!”, promossa dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE) e dall’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (AICS), nell’ambito delle azioni dedicate all’Educazione alla Cittadinanza Globale e allo Sviluppo Sostenibile. Tra gli organizzatori dell’incontro anche FELCOS, che ha partecipato alle attività laboratoriali nel contesto del progetto Futuro in corso! Ad aprire l’incontro l’Assessore regionale all’Ambiente, Thomas De Luca.

Articolo condiviso dal sito di AICS – Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo

L’Umbria ha ospitato una giornata guidata dalle giovani generazioni per sviluppare una visione di futuro sostenibile. Un’occasione per trasformare le idee in proposte concrete.

Si è tenuto a Perugia il secondo appuntamento del ciclo di incontri dell’iniziativa “Raccogliamo le idee!”, promossa dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE) e dall’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (AICS), nell’ambito delle azioni dedicate all’Educazione alla Cittadinanza Globale e allo Sviluppo Sostenibile.

 

Al secondo evento di Raccogliamo le idee, organizzato a Perugia negli spazi della Regione Umbria, hanno partecipato ragazze e ragazzi di diverse scuole umbre

 

Realizzato in collaborazione con Regione Umbria e con il supporto di FELCOS – Associazione di Enti territoriali per lo Sviluppo sostenibile e la Cooperazione internazionale, l’evento di Perugia, ospitato presso la sede della Giunta Regionale a Palazzo Broletto, ha visto la partecipazione attiva di diversi istituti scolastici, ciascuno con gruppi di studenti coinvolti in percorsi educativi innovativi orientati alla sostenibilità.

Parteciperanno nel dettaglio:

  • Liceo Scientifico, Artistico e Sportivo “G. Marconi” di Foligno
    Gruppo di studentesse e studenti selezionati nell’ambito del progetto Eco-Digithon, dedicato all’eco-innovazione e al monitoraggio dell’impronta di CO₂ scolastica.
  • ITT “L. da Vinci”di Foligno
    Gruppo di studentesse e studenti provenienti dal servizio YAPS – Young and Peer School, progetto di peer education.
  • IC Assisi 3
    Gruppo di studentesse e studenti membri del Consiglio Comunale dei Giovani di Assisi.
  • IC Foligno 1
    Gruppo di studentesse e studenti di un istituto particolarmente attivo nello sviluppo di strumenti ed esperienze didattiche nel campo della sostenibilità.

L’incontro ha rappresentato un’importante occasione per portare il progetto nei contesti locali e scolastici, favorendo un apprendimento partecipativo e stimolando forme di cittadinanza attiva tra i più giovani. Con l’appuntamento di Perugia continua a prendere forma una rete territoriale di scuole e comunità educanti pronte a raccogliere, ascoltare e valorizzare le idee delle nuove generazioni per costruire un futuro più sostenibile.

 

Tutte le idee che sono state raccolte a Perugia contribuiranno a costruire la Youth Voluntary Review che l’Italia presenterà a luglio al Foro Politico di Alto Livello delle Nazioni Unite

 

Il percorso contribuirà inoltre a costruire la Youth Voluntary Review che l’Italia, per la prima volta, presenterà a luglio al Foro Politico di Alto Livello delle Nazioni Unite.

È possibile partecipare all’iniziativa compilando il questionario e partecipando alla raccolta di idee, attraverso la piattaforma ufficiale raccogliamoleidee.it.

Guarda la gallery

Professione Reporter: incontro a Perugia con studenti e docenti

FELCOS ha partecipato con entusiasmo a Perugia all’incontro “Professione Reporter”, un dialogo prezioso tra giornalisti, docenti e studenti sul ruolo cruciale dell’informazione nel racconto delle migrazioni. L’evento, che abbiamo co-organizzato insieme all’Associazione “Carta di Roma” nell’ambito del Festival del Giornalismo, ha esplorato la responsabilità etica di chi scrive, promuovendo un linguaggio rispettoso e lontano dagli stereotipi. Un’occasione per ribadire come una narrazione corretta sia la base per costruire comunità inclusive. Per noi, informare bene significa formare cittadini consapevoli e globali.

Un dialogo sulla forza delle parole, strumenti potentissimi che possono essere usati per costruire ponti o per innalzare muri. Un incontro, con giornaliste, giornalisti, studentesse e studenti, sul ruolo del giornalismo e della corretta informazione nel racconto dei conflitti, delle storie di donne e uomini che ne subiscono la sofferenza e che, troppo spesso, nel tentativo di costruire altrove vite migliori, si veodono attaccare addosso stigmi ed etichette. L’incontro “Professione Reporter”, co-organizzato da FELCOS alla Biblioteca San Matteo degli Armeni di Perugia insieme all’Associazione Carta di Roma, ci ha permesso di condividere con tante ragazze e tanti ragazzi un’esperienza di profonda riflessione sul legame indissolubile che unisce l’informazione di qualità alla percezione del fenomeno della migrazione e di tutte le storie personali, di dolore e paura, di coraggio e dignità, che si celano dietro.

Le giornaliste Laura Silvia Battaglia e Asmae Dachan, insieme al l giornalista Nello Scavo, Presidente della associazione Carta di Roma, durante l’incontro “Professione Reporter”

Come associazione impegnata ogni giorno nello sviluppo locale sostenibile dei territori in cui opera e nella cooperazione internazionale, sentiamo particolarmente il dovere di interrogarci su come il mondo viene raccontato. E proprio nei racconti offerti dalle giornaliste Laura Silvia Battaglia e Asmae Dachan e dal giornalista Nello Scavo, Presidente dell’Associazione Carta di Roma, i cui interventi sono stati preceduti dal saluto fra gli altri di Lucia Maddoli, Vice Presidente di FELCOS, abbiamo ascoltato storie di reporter che operano sul campo, da cui è emerso chiaramente che il giornalismo non è solo un mestiere, ma una funzione civile che ha il compito di informare correttamente sui fenomeni migratori. Un lavoro di fondamentale importanza che non può significare solo riportare dati e fatti, ma che deve mirare a restituire dignità alle persone e complessità ai processi sociali e globali che viviamo.

In un’epoca dominata dalla velocità e spesso dalla semplificazione dei social media, l’incontro ha evidenziato la necessità di un “giornalismo lento”, capace di approfondire e di rispettare le carte deontologiche. Per noi di FELCOS, tutto ciò si traduce nel sostegno a un’educazione alla cittadinanza globale che parta proprio dalle scuole. Le fondamenta da cui costruire territori e comunità accoglienti e inclusive, entro cui possono svolgere il proprio ruolo di protagonisti i giovani capaci di leggere criticamente la realtà, distinguendo la cronaca dal pregiudizio.

Nella Biblioteca San Matteo degli Armeni hanno partecipato all’incontro “Professione Reporter” tante studentesse e tanti studenti

L’Associazione Carta di Roma

L’Associazione Carta di Roma rappresenta il punto di riferimento etico per chiunque si occupi di comunicazione e migrazioni in Italia. Nata per dare attuazione al protocollo deontologico firmato da Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti e FNSI, l’associazione opera per garantire che rifugiati, richiedenti asilo, migranti e minoranze siano descritti con un linguaggio accurato e non discriminatorio. Attraverso il monitoraggio costante dei media e attività formative come quella di Perugia, Carta di Roma tutela il diritto dei cittadini a ricevere un’informazione corretta, contrastando l’incitamento all’odio e la diffusione di stereotipi che alimentano la paura.

Guarda la gallery