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Elisabetta Piccolotti

A Tallin per partecipare all’Exchange Hub sull’educazione allo sviluppo

Felcos e Comune di Gubbio hanno partecipato tra il 27 e il 30 settembre a Tallin, in Estonia, all’Exchange Hub, uno spazio di scambio sui temi dell’educazione allo sviluppo nell’ambito del programma DEAR dell’Unione Europea.

 

Un volo per Tallin, con una borsa piena di progetti ed esperienze da scambiare con altri 50 partecipanti da diversi paesi dell’Unione Europea. È stato anche e sopratutto questo l’Exchange Hub, una iniziativa promossa della Direzione Generale per i Partenariati Internazionali (DG INPTA) all’interno del programma DEAR, che si è tenuto in Estonia dal 27 al 30 settembre. 

Migrazione, cambiamenti climatici ed impegno giovanile sono stati al centro dei numerosi workshop, seminari e forum che hanno animato l’agenda di un vero e proprio hub di scambio, dedicato alla vasta comunità di autorità locali e della società civile protagonisti e beneficiari del Programma DEAR. 

Dall’Umbria si è messa in movimento una delegazione composta da Colomba Damiani – project manager di Felcos – e Simona Minelli – Assessore al Welfare, Istruzione, Pari opportunità e Politiche giovanili – che ha portato con sé le esperienze e progettualità condivise realizzate sul territorio grazie al progetto DEAR People and Planet, attività che stanno contribuendo in maniera significativa sia alla progettualità di livello europeo, sia al “progetto civico” del Comune di Gubbio. Per l’amministrazione eugubina infatti il protagonismo dei giovani riveste una spiccata centralità, sancita nel 2020 dalla sottoscrizione di “Gubbio città educante”, un patto educativo di comunità che coinvolge tutte le scuole di ogni ordine e grado, il Distretto Sanitario e ben 20 realtà del Terzo Settore. Il patto è anche una  metodologia: valorizzazione dei percorsi di confronto tra il Comune e il privato sociale, in un’ottica di impegno comune, a partire dalle fasi di co-progettazione dei servizi, fino alla loro gestione.

Un approccio che è stato valorizzato all’interno dell’Exchange Hub a Tallin, nel vivo dello scambio di buone pratiche ed esperienze di educazione allo sviluppo, finalizzato al rafforzamento dell’impegno civico dei giovani, in particolare sul tema della sostenibilità e delle soluzioni da mettere in campo per affrontare nuovi scenari in cui pesano l’aumento delle diseguaglianze e le dirette conseguenze dei cambiamenti climatici. In questo senso molta attenzione è stata dedicata alla possibilità di realizzare in futuro incubatori di creatività per co-progettare soluzioni locali sostenibili per le comunità, e non è un caso che all’interno dell’Hub si sia tenuto anche un Forum Multi-Attore dedicato a questi temi, organizzato dall’Open Estonia Foundation, dalla ONG estone Mondo, finanziato da  European Commission, Estonian Centre for International Development – ESTDEV, European Commission Representation in Estonia e l’Ambasciata del Canada in Estonia.

Il Forum dal titolo “Climate Change meets Migration two sides of the same coins”, ha visto l’intervento della Presidente dell’Estonia Kersti Kaljulaid in dialogo con l’antropologo Mark Nuttall, e un panel di giovani attivisti per il clima, tra i quali la polacca Dominika Lasota a confronto con il mondo dell’impresa, della scienza e della scuola.

Di grande interesse anche il confronto sul frame-work normativo per la giustizia climatica,  cui ha partecipato la giovane attivista Kertu Birgit Anton dei Fridays For Future  Estonia, nel quale sono state indagate le conseguenze problematiche che il fenomeno dei cambiamenti climatici sta producendo su categorie, istituti e procedimenti del diritto e nelle relazioni tra potere, diritti umani, economia, natura, tecnologie e scienze; così come dal punto di vista della delegazione umbra è stato importante conoscere le pratiche artistiche e agro-ecologiche che in altri paesi sono state messe in campo per riqualificare e rigenerare spazi e relazioni a servizio di uno sviluppo locale sostenibile.  

Bilancio positivo e foriero di future collaborazioni: per Felcos e il Comune di Gubbio quest’Hub è una grande opportunità per raccogliere un generoso ventaglio di idee e  progetti da realizzare in futuro sull’educazione allo sviluppo. Dall’Umbria si guarda al futuro e all’innovazione: i due ingredienti senza i quali è impossibile costruire una prospettiva di benessere e sostenibilità per le future generazioni. 

In allegato alcune immagini dai lavori dell’Hub a Tallin

Cooperazione: dal Kurdistan Iracheno in Umbria per migliorare la gestione dell’acqua

Una delegazione istituzionale e tecnica dal Kurdistan Iracheno in Umbria dal 2 all’8 ottobre 2022 per attività di istitutional building nell’ambito del Progetto di cooperazione peer-to-peer “Strengthening water management in Sulaymaniyah Governorate in Kurdistan”

 

Sono arrivati in Umbria ieri sera e da questa mattina sono già al lavoro per acquisire, attraverso lo scambio di esperienze e competenze, elementi per migliorare la gestione delle acque nel Kurdistan Iracheno. Una delegazione proveniente dal Governatorato di Sulaymaniyah, accolta da Felcos e dal partner tecnico Auri – Autorità Umbra Rifiuti e Idrico, è nel nostro territorio per il primo incontro di interscambio del progetto di cooperazione peer-to-peer dedicato alla gestione del ciclo idrico.

Il progetto, denominato,“Strengthening water management in Sulaymaniyah Governorate in Kurdistan” è promosso da UNDP nell’ambito del programma “LADP – Local Aerea Development Program” e ha come obiettivi principali il potenziamento della stazione di pompaggio dell’impianto di trattamento delle acque (WTP) Dukan 2 nel Governatorato di Sulaymaniyah, l’aumento delle capacità dei tecnici locali nella manutenzione e nella gestione dell’impianto di trattamento delle acque, e la creazione di una solida partnership tra gli attori pubblici locali e gli altri stakeholder della regione Umbria e del governatorato di Sulaimaniyah per la gestione sostenibile delle risorse idriche in un quadro di decentramento.

Nello specifico la missione di questi giorni sarà finalizzata ad approfondire la conoscenza e la fiducia reciproca tra il Governatorato di Sulaymaniyah, FELCOS e il partner tecnico del progetto AURI Umbria e rafforzare la loro partnership, realizzando la prima parte delle attività di capacity building e interscambio sulla gestione sostenibile dell’acqua, con particolare attenzione all’approfondimento degli strumenti di governance locale, pianificazione, gestione e monitoraggio delle acque.
La Regione del Kurdistan Iracheno infatti ha, dal punto di vista idrico, una situazione caratterizzata da luci e ombre, da un lato dispone di risorse idriche in tutto il territorio, tra cui grandi fiumi come il Tigri e alcune sorgenti naturali, dall’altra le istituzioni non dispongono di stime adeguate delle proprie risorse idriche sotterranee e il rischio di una cattiva gestione e dell’esaurimento delle riserve idriche è elevato.

Le carenze sono sempre più frequenti e si assiste a fenomeni di deterioramento della qualità dell’acqua, in un quadro in cui il consumo agricolo, delle famiglie e dell’industria è in rapido aumento. Una situazione figlia anche di grandi inefficienze, come le perdite elevate determinate dall’evaporazione e dall’inefficienza della rete idrica, o come il ristagno delle acque, la salinizzazione e l’inquinamento dovuti a pratiche agricole e industriali errate.

L’agenda di questa prima missione è stata pensata per fare in modo che dagli incontri possano emergere i primi elementi utili a risolvere questi problemi, da approfondire nel prosieguo del progetto. La delegazione dal Kurdistan Iracheno vede al tal fine la partecipazione sia di importanti esponenti istituzionali come Mr. Ahmed Ali Ahmed, Vice Governatore del Governatorato di Sulaymaniyah e di esponenti tecnici come Mr. Bakhtyar Taher Raouf Al-Barznji, Direttore Direttorato Generale dell’Acqua; Ms. Dlgir Ghafour  Mohammed Qazzaz, Direttrice del Dipartimento Design in capo al Governatorato; Ms. Afan Noori Fakhrulddin Fakhrulddin, Direttrice del Dipartimento Design in capo al Direttorato Generale dell’Acqua. 

Il fitto calendario prevede nella giornata di oggi lunedì 3 ottobre a Foligno, presso la sede di Auri Umbria, il primo incontro tecnico di capacity building con Sandro Rossignoli, Dirigente Bilancio, Finanza e patrimonio AURI, e a seguire una visita all’impianto di depurazione delle acque Loc. Casone a Foligno, cui parteciperà anche l’ente gestore Valle Umbra Servizi S.p.A. Nel pomeriggio invece si terrà il primo incontro istituzionale a Spello, presso Palazzo Comunale, con il Sindaco Moreno Landrini e l’Assessore Rosanna Zaroli. A seguire in chiusura è prevista una visita culturale all’antico Acquedotto Romano di Spello.

Anche martedì 4 ottobre l’agenda prevede alle ore 10:00 un incontro istituzionale presso la sede di AURI Umbria – Ponte San Giovanni, dove la delegazione del Kurdistan Iracheno incontrerà Giacomo Chiodini, Vice presidente di AURI Umbria e Sindaco di Magione; e nel pomeriggio un incontro tecnico con la visita all’impianto di trattamento delle acque falda sotterranea a Petrignano d’Assisi, guidata da AURI Umbria e Umbra Acque S.p.A.

Mercoledì 5 ottobre alle ore 17:00 presso la sede di  Felcos a Foligno sarà l’occasione per discutere i temi della missione e i prossimi step di cooperazione con Francesco De Rebotti, Presidente di FELCOS, e Massimo Porzi Direttore dell’ufficio operativo. Infine giovedì 6 ottobre l’agenda prevede al mattino, ore 10:30, un incontro con WARREDOC, il Centro ricerca e documentazione sulle risorse idriche dell’Università per Stranieri di Perugia e a seguire, dopo la paura pranzo, una visita guidata agli antichi Conservoni dell’acqua di Perugia. La giornata si chiude con un’importante incontro istituzionale al Palazzo Broletto, in Regione Umbria, tra Mr. Ahmed Ali Ahmed – Vice Governatore del Governatorato di Sulaymaniyah -, Umberto Morroni – Vicepresidente della Regione Umbria  e Assessore alle politiche agricole e agroalimentari ed alla tutela e valorizzazione ambientale – e Lucia Maddoli – Vice Direttrice di FELCOS.

In allegato le foto del primo incontro tecnico di capacity building presso la sede di Auri Umbria, con il Direttore Giuseppe Rossi e il Dirigente Sandro Rossignoli e della visita all’impianto di depurazione delle acque di Casone a Foligno

CLIMA-X BOOT CAMP: scelgo di agire per il clima!

Immagina i borghi e la bellissima natura dell’Appennino umbro, immagina di poter discutere, approfondire, sperimentare intorno alle grandi questioni del cambiamento climatico, immagina l’azione collettiva per cambiare le cose. Questo protagonismo di una generazione a cui sta a cuore il futuro è possibile: c‘è infatti una nuova esperienza da vivere per i giovani umbri, a Gubbio, tra il 21 e 22 luglio, dove si terrà CLIMA-X BOOT CAMP: SCELGO DI AGIRE PER IL CLIMA! 

Come FELCOS – Associazione di Comuni per lo Sviluppo Sostenibile -, siamo convinti che l’azione per il clima richieda un ascolto attivo e un impegno comune per rinegoziare e ri-fondare nuovi terreni capaci di raccogliere i bisogni e le istanze dei giovani in dialogo con le istituzioni e tutti gli attori territoriali a livello locale. 

Per questo insieme al Comune di Gubbio – uno dei nostri Comuni soci, e al coinvolgimento di esperti e realtà territoriali dedicate a processi di empowerment e sviluppo di competenze sociali – abbiamo co-progettato un percorso formativo gratuito all’interno del progetto “Persone e Pianeta: un destino comune”, grazie al supporto della Commissione Europea nell’ambito del programma D.E.A.R. (Development Education and Awareness Raising Programme), il programma europeo  di sensibilizzazione ed educazione allo sviluppo. 

Si tratta di due giorni di impegno collettivo all’insegna di sostenibilità e ambiente, rivolti a giovani tra i 15 e i 35 anni che sono stati selezionati attraverso un bando pubblico nelle settimane scorse: i 15 partecipanti provenienti da tutta la Regione saranno coinvolti in laboratori e lavori di gruppo, per conoscere strumenti di progettazione partecipata e di animazione socio-culturale per lo sviluppo del territorio.

Il Boot Camp sarà curato e condotto da Maddalena Vantaggi eco-designer e formatrice, con la collaborazione di ‘Generazione T’, ‘AltraCittà’ e ‘La città delle donne’. Si terrà nel contesto dell’edizione 2022 del Gubbstock Rock Festival, un festival musicale che è anche uno spazio d’espressione, scambio e crescita di gruppi giovanili ed emergenti, selezionati attraverso criteri di partecipazione e inclusione, caratterizzato da iniziative ed eventi collaterali che ogni anno animano il ricco programma, espressione corale di stili diversi e giovani talenti.

Siamo convinti che aprendoci a molteplici voci, e punti di vista avremo una percezione più chiara dei problemi che sono davanti a noi e delle esigenze di discussione che spesso non trovano uno spazio adeguato nel dibattito pubblico. 

Mancano pochi giorni all’inaugurazione del camp, tra musica e laboratori: continua a seguirci, facciamo tante attività come queste e la prossima potrebbe essere la tua occasione!

 

Tag – Tracce d’arte giovanile: arriva l’inaugurazione

È il momento dell’inaugurazione delle opere dei giovani artisti selezionati attraverso bando TAG – Tracce d’Arte Giovanile per una rivalutazione urbana d’autore dei centri storici di Gubbio, Gualdo Tadino, Fossato di Vico e Scheggia e Pascelupo.
L’esposizione delle opere, che saranno visibili dal 15 luglio al 30 luglio, è parte del programma degli eventi collaterali del Gubbstock Rock Festival, tutti pensati per e vissuti dalle giovani generazioni del territorio. Il Gubbstock Rock Festival  infatti è un festival musicale,  giunto alla XXIX edizione, organizzato dal Comune di Gubbio – Assessorato alle Politiche Giovanili – Ufficio Informagiovani – in collaborazione con diverse realtà associative del territorio, tra le quali Mentindipendenti, ARCHE’ e AVIS Gubbio. L’ingresso è sempre gratuito e i concerti si terranno  il 21 e 22 luglio presso il Teatro Romano di Gubbio.
Da sempre la manifestazione è spazio d’espressione, scambio e crescita di gruppi giovanili ed emergenti dell’intera Zona sociale 7 (comprendente i Comuni di Gubbio, Gualdo Tadino, Costacciaro, Fossato di Vico, Scheggia e Pascelupo e Sigillo), selezionati attraverso criteri di partecipazione ed inclusione.

 

Anche il bando TAG – Tracce d’arte giovanile è un’iniziativa rivolta alle giovani generazioni, ed è giunto alla settimana edizione. Quest’anno è cresciuto grazie alla collaborazione con FELCOS, che inserendolo nel contesto del progetto “People and Planet: a common destiny, finanziato dal programma europeo DEAR, ha contribuito a farlo diventare un momento di sensibilizzazione sui temi del cambiamento climatico dedicandolo ad una riflessione su ‘Orizzonti di Comunità’.

Per l’inaugurazione appuntamento venerdì 15 luglio alle ore 17:00 presso l’Ex Refettorio di San Pietro a Gubbio.
In quest’occasione verranno presentati anche i primi lineamenti del progetto editoriale che Viaindustriae, in collaborazione con Felcos, sta preparando per catalogare le opere.
Il giorno seguente, sabato 16 luglio si terranno invece le inaugurazioni delle esposizioni di Fossato di Vico (ore 16:00), Gualdo Tadino (ore 17:00) e Scheggia (ore 18:30).
Vi aspettiamo, non mancate!

Sostenibilità è donna

Sono le donne il cuore pulsante della costruzione di uno sviluppo sostenibile e del raggiungimento degli obiettivi dell’Agenda 2030, per questo ci siamo sentiti nel giusto quando abbiamo affermato che ‘ Sostenibilità è donna ‘ e cominciato a lavorare ad un confronto su questo tema così importante.

Molti studi statistici hanno messo in luce che le donne preferiscono l’uso dei mezzi pubblici (30 per cento contro il 22 degli uomini), sono più attente ad indossare capi di abbigliamento sostenibile (57,4 per cento contro il 48,3 degli uomini) e cercano di acquistare prodotti biologici più spesso (67,6 per cento, contro il 57,9 degli uomini).
Ancora, secondo Ipsos, su un campione di oltre 10.000 persone, le donne sono le più disposte a cambiare le loro abitudini per inquinare meno (riciclare, acquistare prodotti locali, ridurre il consumo d’acqua).

Anche per questo abbiamo dedicato loro un momento di riflessione nella meravigliosa piazza di Bevagna, il giorno del vernissage dell’installazione artistica ‘La Tirata’ di Giulia Filippi, tra donne impegnate in produzioni e attività sostenibili, dal vino all’olio fino al turismo responsabile.

Al dibattito, in un angolo di Piazza San Silvestro, hanno partecipato e preso la parola Giusy Moretti della ‘Cantina Moretti Omero’,  Giulia Trabalza Marinucci dell’Azienda agricolaLa Fonte’, Cinzia Conte – Guida Turistica ed Esperta valorizzazione e promozione del patrimonio culturale. La discussione è stata introdotta da Umberto Bonetti, Vice Presidente di FELCOS e da un saluto della Sindaca del Comune di Bevagna Annarita Falsacappa.

Tutte queste donne hanno portato il loro punto di vista, intrecciando le informazioni scientifiche sui cambiamenti climatici con l’esperienza concreta dei mutamenti che avvengono nei territori, in sintesi hanno dimostrato come costruire una economia e una produzione sostenibile non sia un’obiettivo destinato a rimanere tra le aspirazioni ma sia invece una scelta concretamente praticabile.

Ogni giorno continuiamo il nostro lavoro per informare e sensibilizzare sui cambiamenti climatici le giovani generazioni e l’intera comunità locale. In tanti e tante stanno capendo l’importanza di agire in prima persona per lo sviluppo sostenibile: tutto questo è possibile grazie al progetto “Persone E Pianeta: un destino comune”, finanziato dal Programma dell’Unione Europea DEAR.

Soltanto agendo tutti insieme, come comunità umana, in ogni territorio, in ogni regione, potremo davvero contrastare i cambiamenti climatici.

Arte e sostenibilità: la street action “La Tirata”

“[…] Da ogni lato della strada, il nostro panorama era costituito da una ricca campagna, piantata fittamente da gelsi bianchi, sicomori, olmi, e vigne. Il grano cresce abbondante tra i filari degli alberi […]”.

Anna Miller – Maggio 1771

 

Arte, sostenibilità, educazione alla cittadinanza: sono questi i tre ingredienti de “La Tirata”, la street action a cura di Giulia Filippi, con cui Felcos ha accompagnato il grande evento de La Sagrantina per sensibilizzare cittadini e turisti nella bellissima piazza di Bevagna, in Umbria. Questa installazione artistica ha ridefinito lo spazio urbano, portando dentro le mura del paese, nel contesto di palazzi storici, lo scorcio di un paesaggio campestre, con prati e porzioni di campi che hanno creato un collegamento fisico e concettuale con la campagna.

La sostenibilità, concetto chiave dell’opera, è stata declinata nella street action attraverso i suoi concetti cardine, quelli di ‘relazione’ e ‘legame’ che definiscono l’interdipendenza di tutti gli esseri viventi sul pianeta. Un’installazione che attraverso il linguaggio dell’arte ha invitato il suo pubblico a riflettere sulla relazione vitale che tiene insieme esseri umani, piante e animali, ma anche sul legame indissolubile, pena la mancata sopravvivenza della prima, che c’è tra città e campagna e ancora sulla relazione che tiene insieme un presente minacciato dai cambiamenti climatici e un passato in cui le antiche pratiche agricole garantivano l’equilibrio ecologico degli ecosistemi.

Ma cos’è davvero e fuor di metafora ‘La Tirata’? È il tralcio della vite che viene appunto ‘tirato’ tra un albero e l’altro. Gli alberi venivano utilizzati come sostegni vivi per le viti, disegnando di fatto un sistema di filari detto ‘la piantata’. Questa struttura era la base del ‘campo arborato’, usato in tutta Italia e così chiamato in Umbria: un sistema di coltura promiscua

, che associava sullo stesso campo le colture erbacee (cereali, piante da foraggio e piante da rinnovo) alla vite e agli alberi tutori. Questa pratica garantiva ai contadini l’autosufficienza produttiva: forniva grano, vino, fascine e legna da ardere, e la sfogliatura degli alberi costituiva una riserva di foraggio per il bestiame nei mesi più critici.

Queste antiche tecniche di coltivazione della vite sono di origine etrusca e documentate storicamente sia attraverso i diari dei viaggiatori del Grand Tour sia attraverso alcuni studi scientifici che dimostrano anche la loro funzione in relazione alla lotta biologica ai parassiti della vite.
Sulle foglie tenere dell’acero campestre, ad esempio, in primavera si possono trovare numerosi acari fitoseidi che si si rilevano utili perché predatori di altri acari come il ragnetto rosso che spesso infestano i più tardivi pampini della vite.

Un esempio di lotta biologica che ricorda le esperienze dell’entomologo bevanate Filippo Silvestri, a cui è dedicata la piazza in cui è stata allestita l’opera.

Questo non è l’unico rimando a spazi e progettualità diverse, perché l’opera, oltre alle viti e alle altre piante, ospita le bandiere che sono state realizzate dagli studenti e dalle studentesse che hanno partecipato al laboratorio Compost.i, promosso da Felcos con ANCI Umbria, Federsanità e il sostegno di GEST Umbria. Questi manufatti sono stati progettati e confezionati attraverso delle assemblee di classe con ragazzi e bambini, ragionando sul tema dello scarto alimentare che diventa risorsa e sperimentando con il linguaggio della comunicazione visiva.

Una nota di colore e di artigianalità in una street action che ha riscosso un grande successo, non soltanto per il pubblico arrivato per partecipare il giorno dell’inaugurazione, ma anche per la qualità del dibattito che si è tenuto il giorno del vernissage, con il coinvolgimento di alcune donne del territorio che hanno fatto del turismo e dell’agricoltura strumenti per la costruzione di uno sviluppo sostenibile.

La Tirata è stata realizzata nel contesto del progetto ‘Persone e Pianeta’, finanziato dal programma europeo DEAR – Development Education and Awareness Raisin, e fa quindi parte di un sistema di azioni di educazione e sensibilizzazione sul tema dei cambiamenti climatici, rivolte ai e alle giovani e orientate alla costruzione del protagonismo di questa generazione nel mutamento degli stili di vita e nella costruzione dello sviluppo sostenibile.

 

(di seguito alcune immagini dell’allestimento) 

Il futuro del partenariato territoriale nella cooperazione allo sviluppo

Per affrontare le sfide dello sviluppo sostenibile c’è la necessità di lavorare intorno al concetto di partneriato territoriale, reinventando diversi e più strutturati rapporti tra comuni, territorio e organizzazioni della società civile nella cooperazione allo sviluppo: una riflessione di Lucia Maddoli, Vice-Direttrice di Felcos, dopo le giornate di Codeway Expo. 

Il concetto di partenariato territoriale è nel dna di FELCOS, che nasce proprio esso stesso in forma di una sorta di partenariato stabile tra comuni, che ne sono i soci, e attivando da subito una rete di collaborazione con gli attori pubblici, privati e associativi del territorio per promuovere uno sviluppo sostenibile dei primi

Nel giugno 2011 ci facemmo promotori di un Forum chiamato “Territori in rete per lo sviluppo umano”, anticipando concetti che poi sono stati bene delineati nella nuova legge sulla cooperazione del 2014; nel documento finale di quel forum si scriveva di quanto fosse importante promuovere “una cooperazione territoriale che, a partire del ruolo politico e istituzionale dei governi locali nei processi di sviluppo e nelle strategie di cooperazione internazionale, sapesse coinvolgere e dare protagonismo agli attori del territorio in quanto soggetti attivi dello sviluppo, valorizzando i sistemi territoriali come laboratori sociali, economici e  di partecipazione.” Da sempre nella metodologia di FELCOS abbiamo cercato di coinvolgere un articolato sistema territoriale, capace di esprimere modelli di buona governance, competenze e saperi specifici, innovazioni, in iniziative di dialogo e scambi di esperienze a livello internazionali con altri sistemi territoriali di altri paesi, in un quadro multi-livello e multi-attoriale.

La firma dell'accordo di partenariato tra ANCI Umbria, FELCOS Umbre e APLA

Oggi appare ormai chiaro che per poter affrontare la grande sfida della localizzazione degli SDGs, che in questo momento è per tutti il quadro di riferimento fondamentale, è indispensabile attivare partenariati territoriali così strutturati, metter in rete risorse e conoscenze come di recente è stato anche ribadito dalla neo costituita coalizione local2030. Questo processo ormai da qualche anno può dirsi avviato: un ruolo importante lo hanno avuto le risorse investite sia dalla UE che da AICS in questa direzione e nello specifico per l’attivazione di partneriati territoriali internazionali per lo sviluppo, in cui venga pienamente riconosciuto il ruolo delle autorità locali, al centro di un sistema territoriale vivo e pienamente mobilitato.

Negli anni l’esperienza di FELCOS ci ha portati a riflettere sulla necessità di produrre un vero salto di qualità nei partenariati territoriali per lo sviluppo. Questo salto si rende possibile concretamente quando l’impegno e la collaborazione non si limitano alla realizzazione di una singola azione/progetto specifico, ma invece si configurano in modo da far maturare capacità e metodologie di governance, di co-programmazione e co-progettazione territoriale partecipata per definire le politiche e iniziative locali di sviluppo. Vi sono esperienze interessanti in tal senso in molti territori, a partire da quelli in cui Felcos opera e da quelli in cui sono presenti alcune organizzazioni con cui collaboriamo: esperienze che coinvolgono e raccolgono tutti gli attori e stakeholder locali con l’obiettivo di coordinare le politiche di sviluppo locale nell’ottica dell’efficacia e dell’innovazione.

Questi processi di co-programmazione diventano uno strumento chiave fondamentale per la localizzazione reale degli SDGS. Con una metafora possiamo dire che si tratta di sollecitare in un territorio quegli anticorpi – in sostanza quelle risorse e quelle competenze – che, attraverso l’interazione tra istituzioni, enti di ricerca e altri attori locali, consentono di individuare le migliori strategie per rispondere ai problemi che ostacolano uno sviluppo inclusivo e sostenibile. La pandemia e poi la guerra hanno fatto maturare a livello istituzionale e sociale la consapevolezza di quanto questa progettualità possa accrescere oggi la propria centralità rispetto alla sfida di dare delle riposte efficaci e di lungo periodo ai danni profondi che questi eventi di natura traumatica hanno prodotto nei tessuti delle comunità locali.

FELCOS in questa fase è impegnata in questa sfida sia attraverso una progettualità che impatta sulla comunità regionale umbra, sia attraverso alcuni progetti di cooperazione internazionale.

In Umbria la sfida è quella di costruire un processo di partecipazione efficace e innovativo che possa contribuire all’elaborazione della strategia regionale per lo sviluppo sostenibile, passo necessario che segue logicamente e cronologicamente l’adozione dell’Agenda 2030. Si tratta di un metodo, da noi ideato insieme ad Anci Umbria,  che permette di individuare bisogni e priorità dei diversi territori attraverso il punto di vista degli stakeholders che li animano, dai comuni alle imprese passando per tutto il vasto mondo del terzo settore.

Sul piano internazionale nel frattempo è partito uno dei progetti che dimostra che questo concetto di partenariato può essere applicato con successo alle azioni di cooperazione allo sviluppo: in Palestina il progetto L.A.N.D., Local Authorities Network for Development, – finanziato da AICS nel quadro dell’ultimo bando Enti Territoriali – ha come protagoniste due Unioni di Comuni dell’Umbria e due ambiti territoriali in Cisgiordania, con la collaborazione determinante dell’ANCI Umbria e della Associazione delle autorità locali palestinese-APLA.

L’obiettivo è quello di creare uno scambio di buone pratiche che migliorino la gestione consorziata dei rifiuti, quella degli spazi pubblici e l’avvio di iniziative di economia circolare: questo è possibile attraverso l’impegno a consolidare una relazione tra gli Enti Locali umbri, associati in Unioni e 21 Autorità locali palestinesi, distribuite in due distretti, che intendono a loro volta associarsi. Le comunità locali e le istituzioni che le rappresentano, in Italia e in Palestina che sono gli attori del progetto, si misureranno con la programmazione territoriale in materia ambientale e lo faranno cercando il massimo coinvolgimento della società civile, a partire dalle scuole.

Naturalmente questo progetto non potrà, considerata la sua dimensione, produrre da solo il raggiungimento dell’obiettivo generale della costruzione di uno sviluppo ambientalmente sostenibile in un Paese drammaticamente difficile come la Palestina, ma le relazioni che si stanno creando tra reti di Enti e Comunità locali rendono credibile la sostenibilità di tale obiettivo in tempi medio lunghi, come è necessario.

Dal nostro punto di vista appare quindi necessario trarre alcune importanti conclusioni e lanciare un messaggio a tutti gli attori del mondo della cooperazione e in particolare ad AICS e MAECI che oggi sono impegnati in nuove importanti sfide: si tratta di maturare la consapevolezza che l’attivazione di processi come questi richiede tempi lunghi non sempre compatibili con l’arco temporale di 2 o 3 anni circa coperto dalla maggior parte dei progetti. Per trovare una maggiore efficacia ed efficienza nell’allocazione delle risorse e degli sforzi per la cooperazione sarebbe quindi davvero importante, e compatibile con una rinnovata visione strategica, che venga riaperta la possibilità di costruire “Programmi Quadro” concertati tra il sistema degli enti locali e AICS/MAECI  (sul modello PMSP) per poter dare ai partenariati territoriali un respiro lungo, l’unico che può davvero permettere la realizzazione degli obiettivi dell’Agenda 2030 nei diversi territori.