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News progetto Akli Baladi

Territori e comunità in connessione attraverso il cibo: FELCOS a Terra Madre 2026 con Akli Baladi

A Terra Madre 2026, Torino diventa luogo d’incontro tra territori, comunità e culture alimentari. FELCOS partecipa agli Stati Generali della Cooperazione internazionale degli Enti territoriali portando l’esperienza di Akli Baladi, il progetto che mette in relazione città italiane e palestinesi attraverso il cibo, le politiche alimentari locali e la valorizzazione delle filiere territoriali. Un percorso di cooperazione che parte dai prodotti e dai saperi delle comunità per costruire relazioni, opportunità e conoscenza reciproca.

Ci sono prodotti capaci di raccontare un territorio prima ancora delle parole. Un olio, un dattero, un miele possono custodire paesaggi, gesti tramandati, economie familiari, biodiversità, memoria. E possono diventare anche un punto di partenza per mettere in relazione comunità lontane.

È con questo spirito che FELCOS ha partecipato a Terra Madre – Salone del Gusto 2026, a Torino, nell’ambito degli Stati Generali della Cooperazione internazionale degli Enti territoriali: uno spazio di confronto tra amministrazioni, organizzazioni e comunità impegnate nella costruzione di una cooperazione capace di partire dai territori e dai loro bisogni, mettendo in comune esperienze, competenze e responsabilità.

In questo contesto FELCOS porta il percorso di Akli Baladi, progetto promosso dal Comune di Torino, di cui FELCOS è partner insieme a città e organizzazioni italiane e palestinesi.

Il nome stesso del progetto ne restituisce il significato: Akli Baladi richiama il “cibo del territorio”, il cibo legato a un luogo, alle sue comunità e alle sue tradizioni. Il progetto utilizza infatti le politiche alimentari locali come terreno concreto di cooperazione tra città italiane e palestinesi, mettendo in dialogo amministrazioni pubbliche, produttori, associazioni, esperti e comunità.

L’obiettivo non è soltanto valorizzare singoli prodotti, ma lavorare sui sistemi che li rendono possibili: le filiere agricole, le competenze locali, i mercati, la capacità delle amministrazioni di sostenere produzioni sostenibili e di qualità, la trasmissione dei saperi e il rapporto tra cibo, territorio e comunità.

Attraverso lo scambio di esperienze tra città, la formazione, il confronto tra operatori e la valorizzazione delle produzioni locali, Akli Baladi vuole contribuire a rafforzare sistemi alimentari più sostenibili, inclusivi e radicati nei territori. In questa prospettiva il cibo diventa un linguaggio comune attraverso cui affrontare temi molto più ampi: sviluppo locale, tutela della biodiversità, lavoro, accesso alle risorse, identità culturale e capacità delle comunità di custodire e rinnovare il proprio patrimonio.

All’interno di questo percorso, FELCOS contribuisce mettendo a disposizione l’esperienza maturata nella cooperazione territoriale e nel lavoro con gli enti locali, favorendo il dialogo tra istituzioni, territori e comunità e accompagnando alcune delle azioni dedicate alla valorizzazione delle filiere.

Un ruolo che si inserisce nella natura stessa del progetto: non trasferire modelli da un territorio all’altro, ma creare spazi nei quali conoscenze ed esperienze possano incontrarsi, essere condivise e adattate ai diversi contesti.

È il caso, in particolare, del lavoro dedicato alla filiera del miele palestinese. Parlare di miele significa inevitabilmente parlare anche di api, paesaggi agricoli, biodiversità, tecniche di produzione e conoscenze costruite nel tempo dalle comunità. Significa però anche parlare delle persone che quella filiera la tengono viva, trasformandola in una possibilità concreta di lavoro, autonomia e sviluppo locale.

A Terra Madre questo percorso è stato raccontato attraverso due momenti complementari.

Il primo, nella Sala Codici del Museo Nazionale del Risorgimento, con l’incontro “Akli Baladi: il cibo come ponte tra culture alimentari del Mediterraneo”, ha offerto uno spazio di confronto sul valore culturale, sociale ed economico del cibo e sul ruolo che le città possono svolgere nella costruzione di sistemi alimentari più sostenibili.

Tra gli interventi anche quello di Andrea Sisti, Sindaco di Spoleto, Comune associato a FELCOS, e Presidente della World Association of Agronomists, che ha riportato l’attenzione sul legame profondo tra agricoltura, territorio e comunità:

“Il cibo – ha detto Sisti – è un elemento culturale e di condivisione. La libertà si esprime attraverso la disponibilità di cibo; il nostro ruolo è supportare affinché la tavola sia un atto culturale e che il cibo sia sempre disponibile per tutti.”

Parole che restituiscono uno dei significati centrali di Akli Baladi: il cibo non è soltanto una merce. È il risultato di un territorio, del lavoro delle persone, delle conoscenze accumulate nel tempo e delle relazioni che tengono insieme una comunità.

L’intervento di Andrea Sisti, Sindaco di Spoleto e Presidente della World Association of Agronomists.

Nel pomeriggio, lo stesso racconto ha cambiato linguaggio. Con lo showcooking “Olio, dattero, miele raccontano la Palestina”, la cooperazione è passata dalle parole ai profumi, ai sapori e alle storie racchiuse nei prodotti.

Olio, dattero e miele sono diventati così tre chiavi per entrare nei territori palestinesi e conoscerli attraverso chi li vive, li coltiva e li racconta. Tra le testimonianze dell’incontro, quella di Haneen Njoom, apicoltrice palestinese, ha reso particolarmente concreto il racconto della filiera del miele. Haneen ha condiviso la propria esperienza e quella della cooperativa femminile di cui fa parte, mostrando come l’apicoltura possa essere non soltanto un’attività produttiva, ma anche uno spazio di collaborazione, autonomia e partecipazione per le donne.

La sua presenza ha dato voce diretta a quel patrimonio di pratiche, competenze e conoscenze che il progetto cerca di mettere in relazione con le esperienze delle città e dei territori italiani.

Ed è proprio qui che il significato della cooperazione territoriale diventa più evidente: creare condizioni perché amministrazioni, comunità, produttori e territori possano incontrarsi non soltanto per raccontare le proprie esperienze, ma per costruire insieme nuove possibilità.

Da Torino, il percorso di Akli Baladi continua quindi oltre Terra Madre. Prosegue nelle relazioni tra le città partner, nel lavoro sulle filiere, negli scambi tra amministrazioni e comunità e nella capacità di trasformare il cibo in uno spazio concreto di conoscenza reciproca.

Per FELCOS, essere parte di questo percorso significa continuare a costruire, insieme ai Comuni umbri, ai partner palestinesi e a tutte le realtà coinvolte, spazi di cooperazione fondati sull’ascolto, sullo scambio e sulla capacità dei territori di mettere in comune esperienze, competenze e saperi.

La cooperazione è, prima di tutto, capacità di riconoscere il valore dell’altro e di costruire insieme, a partire dalle differenze, obiettivi e responsabilità condivise. Significa mettere in comune risorse, esperienze, conoscenze e competenze, creando le condizioni perché ciascun territorio possa contribuire con le proprie specificità e, al tempo stesso, arricchirsi attraverso il confronto.

Nei percorsi di cooperazione, territori diversi per storia, esigenze e competenze si incontrano, sviluppano relazioni e individuano nuove possibilità di collaborazione. L’obiettivo non è uniformare le differenze, ma valorizzarle come una risorsa: è attraverso il dialogo, il confronto e la condivisione che possono maturare soluzioni nuove e opportunità di crescita reciproca.

In questa prospettiva, cooperare significa costruire un patrimonio comune che va oltre il singolo progetto o la singola esperienza. Significa generare relazioni durature, rafforzare competenze, condividere responsabilità e dare continuità a percorsi capaci di produrre valore per le comunità e per i territori coinvolti.

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Akli Baladi, le politiche alimentari locali diventano ponte di cooperazione tra città italiane e palestinesi.

Ha preso ufficialmente il via a Torino il progetto di cooperazione internazionale Akli Baladi – Politiche alimentarli locali per le città italiane e palestinesi. Il progetto, che coinvolgerà diverse municipalità dei territori di Betlemme e Gerico in Cisgiordania, è co-finanziato dall’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (AICS) e promosso dal Comune di Torino in qualità di capofila, in partenariato con i Comuni di Assisi, Bergamo, Bra, Caltagirone, Pavia, Reggio Emilia, Sesto Fiorentino, ANCI Lombardia, FELCOS, Confcooperative Bergamo, Slow Food Italia, Università degli Studi di Torino, Università di Pavia, le Municipalità palestinesi di Beit Jala, Betlemme, Gerico, APLA, ACAD e Bethlehem University.

 

Dopo i giorni pieni di emozione e speranza che abbiamo vissuto a Perugia, con la delegazione dei Sindaci palestinesi coinvolti nel progetto LAND, durante i quali abbiamo condiviso con tutte le Istituzioni umbre l’importanza della cooperazione per la costruzione di ponti di dialogo e Pace tra l’Italia e la Palestina, siamo davvero felici di aver partecipato al via ufficiale del progetto AKLI BALADI, di cui il Comune di Torino è capofila. Proprio nel Capoluogo piemontese FELCOS ha preso parte al kick off meeting insieme ai rappresentanti dei partner coinvolti, con i quali abbiamo condiviso appuntamenti istituzionali e operativi volti a creare le basi di un lavoro comune che ci vedrà impegnati nei prossimi 36 mesi nei Governatorati di Gerico e Betlemme.

Lo scambio di doni tra il Sindaco di Torino, Stefano Lo Russo, e il Sindaco di Betlemme, Maher Canawati.

Gli interventi
Ad aprire i lavori del kick off meeting del progetto Akli Baladi è stato il Sindaco di Torino e Vicepresidente ANCI, Stefano Lo Russo. “Riteniamo – ha detto Lo Russo – che il riconoscimento dello stato di Palestina sia la condizione essenziale per avviare un negoziato di pace e di stabilizzazione dell’area, non più procrastinabile”. Il Sindaco ha inoltre ribadito “la totale e piena vicinanza della Città di Torino e dell’Anci alle città della Cisgiordania. Il progetto Akli Baladi, così come molte altre iniziative in campo, rappresentano la grande concretezza con cui le città si relazionano tra di loro con ricadute positive. Anche questo è un seme di Pace”.
Parole a cui si sono legate quelle pronunciate dal Sindaco di Betlemme, Maher Canawati, che ha raccontato di come la guerra abbia non solo distrutto pesantemente la città di Betlemme ma anche i livelli occupazionali sul territorio, soprattutto a causa del crollo del turismo da cui, con oltre un milione di visitatori l’anno, dipendeva l’80% dell’economia cittadina. Una situazione insostenibile per molti cittadini, che sono emigrati altrove, diminuendo così anche l’unica fonte di entrate in questo momento per la municipalità, ovvero quella dei tributi, con le conseguenti difficoltà nell’erogazione dei servizi di base ai cittadini rimasti.
Il progetto Akli Baladi
Città e territori, quelli di Betlemme e Gerico, in cui Akli Baladi (in arabo “Mangia locale”), nel suo obiettivo generale intende contribuire allo sviluppo di politiche alimentari urbane inclusive, sostenibili e resilienti. Un’azione nata dalla volontà di alcune città italiane, gemellate con omologhe municipalità palestinesi in Cisgiordania, di accompagnare le loro città sorelle in un momento di forte criticità supportandole nel rafforzamento delle politiche locali alimentari, via maestra per assicurare il diritto al cibo adeguato ai propri cittadini. Un diritto fondamentale che va tanto più garantito in un momento in cui è più violato. Tutto ciò attraverso azioni basate su consolidati partenariati pregressi, che rappresentano implementazioni o rafforzamenti di azioni precedenti, per quanto ciascuna sia dotata di una sua peculiarità di innovazione e capacità di cambiamento, sia singolarmente sia nel coordinamento reciproco. Tutto ciò rafforzando, come obiettivo specifico, la governance degli attori del settore alimentare nei governatorati di Betlemme e di Gerico.

Il Direttore di FELCOS, Massimo Porzi, interviene al kick off meeting del progetto Akli Baladi.

Strategia di intervento: risultati e attività

Sono tre i principali risultati attesi dal progetto Akli Baladi, ciascuno declinato per attività specifiche.

  • RISULTATO 1
    Potenziati e incrementati gli interventi di “rural-urban linkages” utili a connettere urbanizzazione-cibo-agricoltura nei governatorati di Betlemme e di Gerico

    ATTIVITÀ
    – Riqualificazione sostenibile del mercato alimentare all’ingrosso (Gross Market) di Betlemme;
    – Miglioramento della qualità della filiera dell’olio prodotto in Cisgiordania (Betlemme);
    – Miglioramento della qualità della filiera del dattero prodotto in Cisgiordania (Gerico);
    – Miglioramento della qualità della filiera del miele prodotto in Cisgiordania (Governatorati di Gerico e Betlemme).
  • RISULTATO 2
    Rafforzate le capacità di governance degli enti territoriali palestinesi e delle loro reti multi-attore nel settore alimentare, nei governatorati di Betlemme e di Gerico, in sinergia con gli omologhi italiani

    ATTIVITÀ
    – Rafforzare le capacità di policymaking in materia di Local Food Policy;
    – Dialoghi sulle città – Cicli di seminari online;
    – Corso intensivo sulle Urban Food Policies per funzionari delle città palestinesi presso la Bethlehem University;
    – Assessment e studi di prefattibilità per disegnare strumenti di supporto alla governance istituzionale del sistema alimentare locale delle città palestinesi;
    – Promozione in Italia delle filiere alimentari palestinesi valorizzate dal progetto;
    – Capacity building e accompagnamento alle città palestinesi in merito alla candidatura a awards e riconoscimenti internazionali;
    – Candidatura di Gerico quale “Città creativa della gastronomia” presentata;
    – Accompagnamento al comune di Betlemme nella preparazione di candidature per il MUFPP – Milan Urban Food Policy Pact awards.
  • RISULTATO 3
    Migliorata e arricchita l’offerta educativa e formativa sulle politiche alimentari urbane in CisgiordaniaMigliorata e arricchita l’offerta educativa e formativa sulle politiche alimentari urbane in Cisgiordania

    ATTIVITÀ
    – Creazione di un punto di valorizzazione prodotti locali e di educazione alimentare Akli Baladi a Betlemme e di uno spazio polifunzionale a Beit Jala;
    – Alta Formazione e formazione nell’ambito delle filiere agroalimentari e delle food policy;
       — Istituzione di 2 borse di studio per giovani palestinesi che frequenteranno il Master in Food Policy presso l’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo;
       — Azioni pilota per la formazione professionale sui mestieri del cibo (capacitazione di 15 startup);
       — Azione di valutazione economico-agronomica del percorso di qualificazione delle filiere con produzione di raccomandazioni finali;
    – Campus dei giovani delle città palestinesi.

Il kick off meeting di Akli Baladi è stato caratterizzato anche da incontri operativi finalizzati a creare le basi del lavoro comune.

Il ruolo di FELCOS in Akli Baladi
E in questo progetto, come spiegato dal Direttore Massimo Porzi, presente al meeting di avvio con Vincenzo Panettieri e Simone Felice, FELCOS porterà tutto il proprio know-how maturato in tanti anni di cooperazione in Palestina grazie a importanti progetti realizzati (tra cui LAND, Bee the change, Mediterranean CooBEEration, Promozione del turismo culturale e naturalistico nel Comune di Battir, Supporto istituzionale al Centro giovanile di Beit Hanina) e in particolare nello sviluppo della filiera legata al miele, a cui saranno dedicate specifiche attività progettuali di cui FELCOS sarà direttamente responsabile (attività 1.4 “Miglioramento della qualità della filiera del miele prodotto in Cisgiordania – Governatorati di Betlemme e Gerico”).
Ora più che mai, continuare ad esserci significa continuare a credere nella cooperazione internazionale per la promozione di dialogo e Pace tra i popoli.
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