Skip to main content
Category

News Progetto L.A.N.D.

Narni e Battir: un Patto di Amicizia per costruire la Pace

Due città, due territori lontani migliaia di chilometri, un legame costruito nel tempo. La firma del Patto di Amicizia tra Narni e Battir rinnova una collaborazione lunga oltre dieci anni e apre una nuova pagina di dialogo, cooperazione e solidarietà tra comunità.

Il Patto di Amicizia tra la Città di Narni e la Città di Battir, in Palestina, che si è siglato nella Palazzo del Comune di Narni, è stato un momento di grande valore istituzionale e umano che rafforza i rapporti tra due comunità unite da oltre dieci anni di collaborazione.

A sottoscrivere il Patto sono stati Lorenzo Lucarelli, Sindaco di Narni e Presidente di FELCOS, e Akram Bader, Sindaco di Battir, accolto nuovamente in Umbria insieme alla delegazione della città palestinese. Alla cerimonia hanno partecipato anche Fabio Barcaioli, Assessore alla Cooperazione internazionale e alla Pace della Regione Umbria, e Lucia Maddoli, Vice Direttrice di FELCOS, a testimonianza del valore che questo nuovo passo assume nel percorso di cooperazione tra i due territori.

“La firma del Patto di Amicizia tra la Città di Narni e la Città di Battir rappresenta un’importante occasione per rinnovare la collaborazione esistente ma soprattutto un momento di grande valore istituzionale per costruire ponti di pace e solidarietà, ancora di più in un momento storico come quello attuale”, ha sottolineato Lorenzo Lucarelli.

Il Patto si inserisce nell’iniziativa dei “Patti di Amicizia”, promossa da FELCOS e ANCI Umbria con il supporto della Regione Umbria, con l’obiettivo di rafforzare la collaborazione tra i Comuni umbri e palestinesi e costruire relazioni durature tra comunità locali.

Un percorso iniziato nel settembre 2025, quando l’Umbria ha accolto una delegazione di Sindaci palestinesi e dell’Associazione delle Autorità Locali Palestinesi (APLA) in occasione del Forum degli Enti Locali “Sindaci in Rete: Dialogo e cooperazione tra Comuni Italiani e Palestinesi” organizzato a conclusione del progetto L.A.N.D. In quella occasione, FELCOS e ANCI Umbria hanno invitato i Comuni umbri a promuovere Patti di Amicizia e gemellaggi con le municipalità palestinesi, come strumento concreto per dare continuità e nuova forza alle relazioni tra Umbria e Palestina.

Oggi sono 15 i Comuni coinvolti nell’iniziativa, che ha inoltre oltrepassato i confini regionali con l’adesione di due Comuni della Provincia di Viterbo.

La collaborazione tra FELCOS e le autorità locali palestinesi affonda le proprie radici in un percorso ormai consolidato, fatto di progetti e iniziative di cooperazione a sostegno dello sviluppo locale. Tra questi, il progetto “BEE the Change”, con capofila la Regione Umbria e dedicato al tema dell’apicoltura, e il progetto L.A.N.D. con capofila l’Unione dei Comuni del Trasimeno, incentrato sull’economia circolare.

Sono inoltre in preparazione due nuove proposte progettuali: la seconda edizione di L.A.N.D. e un’iniziativa nel settore dell’olivicoltura, che vedrà nuovamente la Regione Umbria nel ruolo di capofila.

“FELCOS crede fortemente che lo sviluppo si costruisca nei territori e con i territori”, ha ricordato Lucarelli. Rafforzare la collaborazione tra Umbria e Palestina significa infatti costruire partnership durature tra attori e livelli diversi, creando le condizioni per uno sviluppo realmente sostenibile.

È una convinzione che accompagna FELCOS fin dalla sua nascita: le sfide complesse dello sviluppo non possono essere affrontate da soli. Il Patto tra Narni e Battir nasce così dalla storia di una collaborazione già solida, ma guarda al futuro: alla possibilità di continuare a costruire relazioni tra persone, istituzioni e comunità, trasformando la cooperazione tra territori in uno spazio concreto di dialogo, solidarietà e pace.

Guarda la gallery

Umbria e Palestina: comunità e istituzioni locali realizzano insieme spazi di futuro

Dopo i due giorni dedicati alla restituzione dei risultati del progetto LAND, l’attenzione della missione in Umbria della delegazione dei Sindaci palestinesi di APLA si sposta sul futuro. Dopo gli incontri di Passignano sul Trasimeno e di Perugia, dove si è svolto un partecipatissimo Forum degli Enti Locali con oltre 50 Comuni umbri e nazionali, a Villa Umbra e nella Sede operativa di FELCOS si è parlato di formazione e nuove progettualità di cooperazione internazionale.

 

LA FORMAZIONE PER UNA RETE AMMINISTRATIVA LOCALE FORTE E RESILIENTE

Istituzioni locali forti possono garantire non solo una qualità della vita migliore ai propri cittadini, ma anche rendere più strutturata l’azione di governo sul territorio e più difficile lo smantellamento della rete amministrativa su cui si fonda e realizza uno Stato. E per essere forti le Istituzioni locali devono essere formate. Sono state queste le riflessioni che hanno accompagnato la visita della delegazione di Sindaci APLA – Associazione delle Autorità Locali Palestinesi, avvenuta stamane (mercoledì 10 settembre) presso la Scuola Umbra di Amministrazione Pubblica “Villa Umbra”. Visita inserita nell’ambito del progetto di cooperazione internazionale LAND – Autorità Locali in Rete per lo Sviluppo sostenibile e dalla quale si sono aperti scenari collaborativi proprio nella direzione dell’alta formazione verso i rappresentanti delle autorità locali palestinesi dei territori di Ramallah e Nablus già coinvolti nel progetto LAND, finanziato da AICS e realizzato dall’Unione dei Comuni del Trasimeno e FELCOS, in qualità di soggetto implementatore, in partenariato con ANCI Umbria, AURI, TSA, Unione dei Comuni “Terre dell’Olio e del Sagrantino” e Comune di Assisi.

 

L’Amministratore Unico della Scuola Umbra di Formazione Pubblica, Joseph Flagiello, accoglie a Villa Umbra la delegazione di Sindaci palestinesi APLA

 

Ad aprire l’incontro Joseph Flagiello, di recente nominato Amministratore Unico della Scuola Umbra di Amministrazione Pubblica “Villa Umbra”. “E’ con orgoglio ed emozione che accolgo a Villa Umbra la delegazione dei Sindaci APLA. Siamo tutti colpiti per quanto sta avvenendo in Palestina e vivo con profondo dolore il dramma che sta vivendo il popolo palestinese. La formazione, di alto livello, è il nostro scopo e so quanto le amministrazioni locali sono importanti per la vita dei cittadini. Investire nella formazione significa investire sulla qualità dei servizi e sul benessere dei cittadini. Insieme a voi possiamo lavorare per accrescere la qualità dell’azione amministrativa sul territorio e, contestualmente, affermare il diritto del popolo palestinese a vivere sulla sua terra, investendo su competenze, saperi ed energie. Più è forte l’azione amministrativa di governo maggiore è la possibilità di affermare il proprio diritto di esistere come popolo e come Stato. Tutto questo, nella speranza profonda che il futuro sia un futuro di Pace”.

A ricambiare le parole di grande vicinanza è stato Abd AL-kareem Zubaidi, Presidente di Apla e sindaco di Salfit. “Esprimo la mia profonda gratitudine per l’accoglienza che ci avete riservato, oggi e in tutti questi giorni. Ogni giorno un palestinese va a dormire sperando di potersi svegliare il giorno successivo, ma ogni giorno osserviamo e subiamo sempre maggiori atrocità. Stamattina, siamo felici di esserci svegliati con la notizia dell’annuncio da parte dell’Unione Europea di possibili sanzioni verso lo Stato di Israele. L’Unione Europea può fare molto per creare pressioni economiche e politiche e finalmente siamo felici che sia arrivata una presa di posizione netta, dalla quale speriamo possano derivare condizioni migliori per il nostro popolo. In Palestina abbiamo amministrazioni locali forti e perfettamente funzionanti da oltre trent’anni ed eravamo già pronti all’indomani degli accordi di Oslo. Purtroppo, in tutto questo tempo abbiamo subito il costante attacco alla nostra capacità amministrativa e di governo. Speriamo insieme a voi, di costruire ponti di cooperazione e dialogo in grado di rafforzare la nostra capacità di amministrativa e di governo. In questi giorni siamo rimasti molto colpiti dalla profonda cultura di Pace di questa terra, la terra di San Francesco. Speriamo che questa testimonianza ci possa donare Pace”.

Sul ruolo della cooperazione internazionale nella costruzione di ponti dialogo e pace, si è inoltre espresso Lorenzo Schiarea, Delegato alla Cooperazione internazionale di ANCI Umbria, Vicepresidente FELCOS, Assessore alla Cooperazione internazionale e alle Politiche sociali del Comune di Foligno. “Attraverso la Cooperazione internazionale possiamo rafforzare i ponti di dialogo tra i popoli, costruendo e mantenendo quello spirito di Pace che purtroppo, ogni giorno, vediamo minacciato in modo sempre più grave e drammatico”.

Parole a cui si sono unite quelle di Massimo Porzi, Direttore di FELCOS. “Abbiamo vissuto con profonda emozione il sostegno, la vicinanza e l’impegno di tutte le Istituzioni regionali mostrate, in questi giorni, alla delegazione dei Sindaci APLA arrivata qui nell’ambito del progetto LAND. Riteniamo che “Villa Umbra” possa svolgere un ruolo strategico nel sostenere la formazione delle amministrazioni locali palestinesi, fondamentale per rafforzare la loro azione il loro impatto nei processi di sviluppo dei territori della Cisgiordania. Il nostro impegno sarà quello di sostenere ed accompagnare questa importante collaborazione tra la Scuola Umbra di amministrazione pubblica e APLA e proseguire ogni giorno nel promuovere e rafforzare i partenariati di cooperazione tra l’Umbria e la Palestina”.

 

La delegazione dei Sindaci palestinesi nella Sede operativa di FELCOS.

 

NELLA SEDE OPERATIVA DI FELCOS IL CONFRONTO SU PROGETTUALITA’ FUTURE DI COOPERAZIONE INTERNAZIONALE

Dal sistema umbro della cooperazione internazionale nei primi due giorni della visita della delegazione APLA e in particolar modo durante il Forum degli Enti Locali di Perugia, è emersa chiara la volontà di continuare a cooperare in Palestina, mantenendo vivo un rapporto solidale che affonda nel tempo le sue radici e aperta la speranza per un futuro che sia per quel popolo di Pace e sviluppo.

Di questo si è parlato a Foligno, nella Sede operativa di FELCOS, dove si è svolto un confronto prima dedicato alla fase finale del progetto LAND e poi all’approfondimento e condivisione di ulteriori progettualità di cooperazione in grado di proseguire sulla proficua ed ampia collaborazione tracciata.

Ad accogliere la delegazione dei Sindaci palestinesi il Presidente di FELCOS e Sindaco di Narni, Lorenzo Lucarelli, il Vicepresidente di FELCOS e Assessore alla Cooperazione internazionale del Comune di Foligno, Lorenzo Schiarea, il Direttore di FELCOS, Massimo Porzi, e tutto l’Ufficio operativo. “Questi giorni sono stati importanti per dimostrarvi vicinanza e attenzione – ha detto Lucarelli – e per dirvi con grande chiarezza che noi siamo qui, al fianco del popolo palestinese. Siamo qui non per contrapporci a qualcuno, ma per affermare un principio semplice e universale: ogni comunità ha diritto a vivere in dignità, sicurezza e libertà. I Comuni sono il primo presidio di democrazia e prossimità e dai comuni può partire un messaggio di pace e solidarietà. Con FELCOS, insieme ad ANCI e APLA, abbiamo costruito una rete solida, fatta di progetti concreti: sviluppo locale sostenibile, empowerment delle donne, partecipazione civica, tutela dell’ambiente. La cooperazione con i Comuni palestinesi non è beneficenza, ma investimento nel bene comune globale: significa costruire società più giuste, più eque e più inclusive, in Palestina come in Italia. FELCOS ha da sempre fatto del dialogo e della cooperazione internazionale tra territori uno dei fondamenti del proprio agire, consapevole che di fronte ad un contesto locale e globale che pone sfide sempre più complesse, solo insieme si possono trovare risposte efficaci e contribuire a realizzare comunità più inclusive, pacifiche e sostenibili. Con la Palestina FELCOS ha sempre coltivato un rapporto di dialogo che ci ha permesso di costruire reti di collaborazione attraverso attività e progetti di cooperazione decentrata finalizzati a supportare lo sviluppo dei territori, la sinergia tra i differenti attori locali e nazionali e lo scambio proficuo di competenze ed esperienze. Nel quadro del sistema italiano ed europeo di cooperazione, FELCOS continuerà ad esserci e lavorare per dare continuità ai partenariati di cooperazione con gli enti locali palestinesi e mantenere viva la speranza in un futuro di Pace e in mondo migliore e più sostenibile”.

 

Guarda la gallery

Dal forum dei Sindaci un messaggio per rilanciare la pace e la cooperazione dai territori

Si è svolto al Teatro del Pavone di Perugia il Forum degli Enti Locali, organizzato nell’ambito del progetto LAND da FELCOS e ANCI Umbria in collaborazione con il Comune di Perugia e ANCI Nazionale. Tanti i Comuni presenti in sala e da remoto, tutti uniti per ribadire l’importanza e il ruolo della cooperazione internazionale nella costruzione di ponti di dialogo tra nazioni e popoli. Lorenzo Lucarelli, Presidente di FELCOS e Sindaco di Narni: “Questo forum rappresenta un gesto di responsabilità e impegno verso i Comuni e il popolo palestinese. Siamo qui perché sosteniamo il valore della cooperazione internazionale come strumento di sviluppo sostenibile e di pace e per sostenere il riconoscimento dello stato palestinese come atto di giustizia verso quel popolo e come fondamentale per la pace in Medio Oriente”.

 

Un momento concreto di costruzione di ponti tra comunità, di promozione della pace attraverso la cooperazione allo sviluppo, di dialogo istituzionale e di valorizzazione del ruolo delle autonomie locali come motore di solidarietà internazionale. È quanto ha rappresentato il forum “Sindaci in rete: dialogo e cooperazione tra Comuni italiani e palestinesi”, che si è svolto questa mattina (martedì 9 settembre) presso il teatro Pavone di Perugia. L’evento, organizzato da Anci Umbria e Felcos in collaborazione con Comune di Perugia e Anci Nazionale, è inserito nel calendario delle iniziative che sta coinvolgendo una delegazione di sindaci palestinesi, presente in Umbria in occasione della restituzione dei risultati del progetto internazionale di cooperazione allo sviluppo Land, finanziato da Aics (Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo), che vede coinvolti vari soggetti istituzionali, a partire dall’Unione dei Comuni del Trasimeno (come capofila) e Felcos (come implementatore), in partenariato con Anci Umbria, l’Unione di Comuni Terre dell’Olio e del Sagrantino, Comune di Assisi, Tsa (Trasimeno Servizi Ambientali) e Auri (Autorità Umbra Rifiuti e Idrico), con l’apporto del partenariato palestinese e in prima fila quello di Apla (Association of Palestinian Local Authorities), oltre a quattro Municipalità palestinesi (Beita, Huwwara, Beit Liqia e Nileen). Più di 50 i rappresentanti dei Comuni umbri e italiani che hanno partecipato all’iniziativa.

 

Federico Gori, Presidente di ANCI Umbria e Sindaco di Montecchio, apre i lavori del Forum degli Enti Locali

 

Federico Gori, presidente di Anci Umbria e sindaco di Montecchio, intervenendo all’apertura del forum e assumendo il ruolo di coordinatore del primo panel dedicato ai saluti istituzionali, ha espresso un messaggio di profonda continuità e impegno: “Con la conclusione del progetto Land celebriamo non solo un traguardo, ma l’inizio di un percorso che continuerà a rafforzarsi nel tempo. Il filo che ci unisce alla Palestina continuerà a tessere reti di solidarietà, dialogo e collaborazione. In Umbria, anche grazie all’impegno di Felcos, la cultura della pace è un valore radicato che ci vede custodi e portatori sani di giustizia, rispetto e fraternità”. Gori ha quindi proposto un minuto di silenzio, in ricordo delle vittime innocenti e come monito contro il silenzio delle istituzioni: “Dall’Umbria, terra di San Francesco, San Benedetto e di Aldo Capitini, rilanciamo con forza i valori universali di uguaglianza, solidarietà e pace. Benvenuti, amici palestinesi, in questa che può essere sentita come la vostra seconda casa. L’incontro di oggi è prima di tutto un grande abbraccio alle vostre comunità, oltre che un importante momento istituzionale. Dall’Umbria parte così un messaggio chiaro: rafforzare oggi l’impegno di solidarietà, fraternità e pace per costruire insieme un futuro migliore”.

Subito dopo Vittoria Ferdinandi, sindaca di Perugia e delegata Anci Nazionale alla pace, ha dichiarato, intervenendo sia nei saluti iniziali che nelle conclusioni: “Desidero ringraziare sinceramente tutti voi sindaci palestinesi per essere qui a Perugia. La vostra presenza rappresenta una testimonianza concreta di resistenza civile che ci chiama a prendere una posizione chiara. Per me, ciò che sta accadendo a Gaza non è una guerra tra pari, ma un genocidio: la distruzione sistematica di un popolo, della sua terra, della sua storia e della sua memoria. Di fronte a questo orrore, il silenzio significherebbe complicità. L’incontro di oggi, che promuoviamo insieme ad Anci e Felcos, non è un semplice gesto formale, ma un atto politico e morale. Voglio contribuire a creare una diplomazia dal basso che rifiuti la forza e coltivi legami di fiducia e la difesa della vita. Il Comune di Perugia conferma con orgoglio il proprio sostegno al popolo palestinese, ai sindaci e alle comunità che lottano. Per me, piantare un albero o coltivare un giardino a Gaza e in Palestina è un atto di cura e di resistenza contro chi vuole cancellare un intero popolo. Concludo con un saluto e un impegno: ‘Salam malecom’, la pace sia con voi, con la Palestina, con Gaza e con tutta l’umanità che non si arrende”.

Massimiliano Presciutti, presidente della Provincia di Perugia e sindaco di Gualdo Tadino: “Dobbiamo avere il coraggio di andare controcorrente. In un momento in cui il Governo resta inerte, sento che è responsabilità degli enti locali intervenire. Per me, la bandiera esposta dal Comune di Perugia deve rimanere lì, a prescindere da tutto. Dobbiamo dimostrare che un altro mondo è possibile. Per questo, propongo di fare del prossimo 12 ottobre, giorno della marcia della pace Perugia-Assisi, un evento forte e radicato sul territorio, capace di parlare al mondo e di far sentire tutti i Comuni umbri e italiani impegnati concretamente per la pace”.

Fabio Barcaioli, assessore regionale con delega alla Pace: “Come Regione, dopo anni di silenzio, stiamo lavorando per riportare al centro la cooperazione internazionale. Questo progetto apre nuove prospettive e ci fa guardare al futuro con fiducia. Le istituzioni devono costruire le basi per la pace, e per questo rilancio l’invito del presidente Presciutti, la Marcia della Pace del 12 ottobre deve essere la più grande mai organizzata. La Perugia-Assisi può diventare un punto di riferimento internazionale. È fondamentale lavorare per il riconoscimento dello Stato della Palestina e per fermare il genocidio in atto a Gaza”.

Stefano Lo Russo, vicepresidente Anci Nazionale con delega alle politiche comunitarie e internazionali e Sindaco di Torino: “È un momento molto delicato della nostra cooperazione internazionale che è messa in difficoltà dalla situazione che vive ora la Palestina, realtà con cui, nel corso degli anni, abbiamo sviluppato tanti progetti. Ma non dobbiamo perdere la speranza. La cooperazione decentrata può supportare la costruzione di una cultura della pace, che è quella che sta mancando. L’iniziativa di Perugia va in quella strada e siamo contenti che la cultura della pace si stia sviluppando da Perugia per abbattere la cultura dell’odio”.

Ha concluso la carrellata degli interventi istituzionali Lorenzo Lucarelli, presidente Felcos e sindaco di Narni: “Sono orgoglioso per il grande lavoro svolto da Felcos in questi vent’anni nell’ambito della cooperazione allo sviluppo e nella costruzione di relazioni tra enti locali e territori. Questo forum rappresenta un gesto di responsabilità e impegno verso i Comuni e il popolo palestinese. Siamo qui perché sosteniamo il valore della cooperazione internazionale come strumento di sviluppo sostenibile e di pace e per sostenere il riconoscimento dello stato palestinese come atto di giustizia verso quel popolo e come fondamentale per la pace in Medio Oriente. I nostri progetti di cooperazione non sono solo simboli, ma azioni concrete. Sappiamo che la pace si costruisce dal basso, nei territori. Negli anni abbiamo creato una rete solida, collegando ogni obiettivo allo sviluppo sostenibile per il bene comune globale. Il nostro impegno è anche un atto politico. Per me è un grande onore partecipare a questo percorso. Solo lavorando insieme possiamo trovare soluzioni efficaci. Abbiamo operato in 19 paesi nel mondo, perché le sfide dello sviluppo sostenibile non conoscono confini”.

 

Lorenzo Lucarelli, Presidente di FELCOS e Sindaco di Narni

 

 

Esperienze di cooperazione umbre, italiane e palestinesi

Subito dopo si è parlato de “Il ruolo degli enti locali per lo sviluppo sostenibile – sindaci a confronto: esperienze di cooperazione umbre, italiane e palestinesi”. Al panel – moderato da Lucia Maddoli, responsabile area Cooperazione Internazionale Felcos e consigliera del Comune di Perugia con delega alla pace – hanno preso  parte alcuni sindaci italiani e palestinesi a partire da Sandro Pasquali, sindaco di Passignano sul Trasimeno e presidente pro-tempore dell’Unione dei Comuni del Trasimeno: “L’obiettivo che ci poniamo è semplice: è meglio costruire giardini, luoghi di cultura e di interscambio che creare odio e comprare armi. In questo contesto è importante dare vita ad una rete di gemellaggi. Dobbiamo continuare a costruire progettazione ed essere pratici, coltivare la politica del fare”.

Abd AL-kareem Zubaidi, sindaco di Salfit e presidente Apla: “Grazie per aver dato speranza al nostro popolo. A Gaza ed in alcune aree della Cisgiordania hanno distrutto grandi opere, anche di supporto alla nostra economia locale, ma noi continuiamo ad insistere nel parlare di pace. Grazie a tutti coloro che hanno lavorato in questo progetto. É stato il più grande a cui abbiamo partecipato. Non so se al nostro ritorno saremo arrestati visto che, dall’inizio di questa guerra, sono stati uccisi 6 nostri sindaci”.

Giovanna Iacovone, vice sindaca di Bari: “Questo evento rientro in una mobilitazione di quella parte delle istituzioni non vuole stare inerme. É proprio vero, come in questo caso, che l’indifferenza uccide e noi non dobbiamo permetterlo. Sarebbe bello mettere in atto un patto dei Sindaci europei che prendano delle posizioni al posto dei Governi europei”.

 

Il panel dedicato al confronto tra esperienze italiane e palestinesi coordinato da Lucia Maddoli, Vicedirettrice di FELCOS.

 

Andrea Sisti, sindaco di Spoleto e presidente Auri: “Noi come Comune di Spoleto abbiamo dato il primo segnale e siamo contenti che questa solidarietà si stia espandendo a macchia d’olio. Ringrazio la sindaca Ferdinandi per quello che ha fatto. Questi luoghi e persone hanno bisogno di vicinanza e vanno sostenuti. Vivere in questi territori occupati è difficile. Dobbiamo fare in modo che con questi progetti ritorniamo sui territori”.

Mahmoud Barham, sindaco di Beta: “Ci avete offerto un’accoglienza calorosa che ci ha fatto capire che non siamo soli. Il popolo palestinese ne ha bisogno, soprattutto gli enti locali. Siamo qui per difendere i nostri diritti umani, sanciti anche dalle leggi internazionali”.

Valter Stoppini, sindaco di Assisi: “Il progetto Land incarna i valori del Comune di Assisi, da secoli faro di pace e di dialogo, simbolo di fratellanza universale. Ora è nostro dovere stimolare la creazione di un tavolo di dialogo per rendere la diplomazia concreta ed attiva. Dobbiamo iniziare dal basso, partendo da noi stessi e dai nostri rapporti interpersonali”.

Abd Al-Kareem Sedir, sindaco di Jericho: “Il popolo palestinese vuole rivendicare i propri diritti. Per noi è importante poter partecipare a dei progetti condivisi tra i sindaci, che ci aiutino a crescere”.

Marzia Marchesi, assessore alla pace del Comune di Bergamo: “Essere qui oggi è importante. È fondamentale dare il nostro contributo e parlare di pace”.

 

Vittoria Ferdinandi, Sindaca di Perugia, e Fabio Roccuzzo, Vicepresidente del Consiglio Nazionale ANCI e Sindaco di Caltagirone, concludono i lavori del Forum degli Enti Locali.

 

Oltre alla Sindaca Ferdinandi, le conclusioni all’evento sono state fatte anche da Fabio Roccuzzo, vicepresidente Consiglio Nazionale Anci e sindaco di Caltagirone: “In Sicilia abbiamo firmato la Carta dei Diritti del Mediterraneo, con Caltagirone come primo comune firmatario, con la speranza che sempre più comuni italiani si uniscano a questo importante impegno. La questione palestinese è storica e di grande rilievo ed è fondamentale riconoscere lo Stato della Palestina. I Comuni hanno un ruolo decisivo e devono continuare a lavorare dal basso, affinché le comunità possano migliorare concretamente la qualità della loro vita. Per realizzare tutto questo, sono necessarie maggiori risorse da parte dello Stato, per poter avviare e sostenere un numero più ampio di progetti, non solo in Palestina ma anche in altre realtà nel mondo che hanno bisogno di aiuto. Non possiamo più accettare il silenzio di molti, né tollerare come Anci una disparità così profonda nel trattamento delle amministrazioni locali. Il prossimo 12 ottobre, Anci deve supportare con forza la Marcia della Pace, un momento che sono convinto rappresenterà la voce libera di uomini e donne che camminano insieme per la pace in Palestina. Ringrazio sinceramente per questa iniziativa: siete un modello concreto e positivo che merita di essere preso a esempio”.

 

Guarda la gallery

Italia e Palestina sempre più unite grazie al progetto LAND

Si è svolto a Passignano sul Trasimeno il primo degli appuntamenti della visita della delegazione di Sindaci delle città palestinesi che hanno partecipato al progetto di cooperazione internazionale LAND – Local Authorities Network for sustainable Development. Un momento di confronto e condivisione dedicato ai risultati raggiunti dal progetto, a cui è seguito l’incontro istituzionale con la Presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti. Martedì 9 settembre l’evento più atteso: il Forum degli Enti Locali che si terrà al Teatro del Pavone di Perugia a partire dalle ore 10.

 

Sono state coinvolte ben 21 municipalità palestinesi (suddivide in due raggruppamenti principali: del Sud di Nablus e dell’Ovest di Ramallah) e 8 istituti scolastici; distribuiti 1.200 contenitori per rifiuti (tra organizzazioni comunitarie e scuole) e 900 assegnati a 17 Consigli di villaggio; raccolte 74 idee imprenditoriali (di cui 9, guidate da giovani e donne, selezionate e finanziate); piantumati 1.300 tra alberi ed arbusti (su strade, scuole, cimiteri e parchi) coinvolgendo oltre 400 giovani; fornite attrezzature per la pulizia urbana.

 

L’incontro con la delegazione di APLA è avvenuto nella Sala del Consiglio comunale di Passignano sul Trasimeno.

 

Sono i principali numeri del progetto internazionale di cooperazione allo sviluppo Land, finanziato da Aics (Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo), che vede coinvolti vari soggetti istituzionali, a partire dall’Unione dei Comuni del Trasimeno (come capofila) e Felcos (come implementatore), in partenariato con Anci Umbria, l’Unione di Comuni Terre dell’Olio e del Sagrantino, Comune di Assisi, Tsa (Trasimeno Servizi Ambientali) e Auri (Autorità Umbra Rifiuti e Idrico), con l’apporto del partenariato palestinese e in prima fila quello di Apla (Association of Palestinian Local Authorities), oltre a quattro Municipalità palestinesi (Beita, Huwwara, Beit Liqia e Nileen).

I risultati del progetto sono stati illustrati lunedì 8 settembre durante un seminario partecipativo dal tema “Insieme, comunità e istituzioni locali resistono e realizzano spazi di futuro. Il racconto di una collaborazione che restituisce fiducia”, che si è tenuto presso la sala Consiliare del Comune di Passignano sul Trasimeno. La delegazione è stata ricevuta dal sindaco Sandro Pasquali, in presidente pro-tempore dell’Unione dei Comuni del Trasimeno, che ha dichiarato: “È con grande emozione che accolgo i colleghi e amici sindaci palestinesi, con uno spirito di affetto e di cooperazione. La progettazione di Land, per la quale ringrazio particolarmente Felcos, si inserisce in un più ampio processo di riattivazione dei rapporti tra Umbria e Palestina, con l’obiettivo di costruire ponti di dialogo e pace”.  In un momento drammatico per Gaza, Pasquali ha espresso forte sdegno per le sofferenze inflitte alla popolazione civile, ribadendo l’importanza di dare voce al grido che arriva dai territori palestinesi. Ha inoltre manifestato preoccupazione per il rischio di estensione del conflitto in Cisgiordania, assicurando che l’Umbria non resterà indifferente e continuerà a vigilare e agire attivamente per la pace. “L’Umbria è terra di San Francesco – ha concluso Pasquali – e come tale deve essere promotrice di cultura e di pace”.

Toccante è stato l’intervento di Mahmoud Barham, sindaco di Beta: “Siamo grati di sentire la vostra vicinanza che non ci fa sentire soli”. Ha poi sottolineato come la mobilitazione internazionale abbia dato forza alla comunità locale raccontando che il Comune di Beta, con 16.000 abitanti, ha vissuto negli ultimi decenni gravi perdite umane, ben prima degli eventi dello scorso 7 ottobre. Il Sindaco ha denunciato un grave episodio avvenuto questa mattina: l’ingresso di bulldozer nel mercato ortofrutticolo di Beta, il più grande della regione, con la distruzione di 18 strutture senza alcun preavviso. Il mercato, ha spiegato, serve un’ampia area della Cisgiordania e la motivazione ufficiale dell’intervento è stata la classificazione dell’area come “zona C”, priva di controllo amministrativo locale. “La prima stima dei danni economici supera i 250.000 dollari – ha concluso – colpendo duramente i produttori locali”.

 

Ad intervenire, per FELCOS, la Vicedirettrice Lucia Maddoli.

 

Subito dopo è intervenuta Lucia Maddoli, responsabile area Cooperazione Internazionale Felcos, che ha detto: “Siamo presenti in Palestina da diversi anni collaborando con tanti soggetti istituzionali, come Aics e l’Unione Europea, con i quali abbiamo realizzato importanti progetti di cooperazione internazionale. Nell’ambito del progetto Land, siamo felici di accogliere in Umbria per la seconda volta Apla, dopo la firma del memorandum sottoscritto anche con Anci Umbria, che Felcos si impegna a realizzare e implementare anche in futuro. Nel nostro modo di fare cooperazione ci poniamo sempre in ottica paritaria e di reciprocità, con uno sguardo orizzontale, grazie al quale i partner imparano gli uni dagli altri, attraverso lo scambio di competenze e di buone pratiche. Tutto ciò costruendo ponti dal basso che possano legare le comunità, come abbiamo fatto con Land con cui abbiamo sperimentato attività di confronto tra scuole umbre e palestinesi”.

Di seguito Moreno Caporalini, project manager Land per Felcos, ha illustrato i risultati di Land sottolineando la difficoltà nell’attuarlo. “Il progetto – ha raccontato – nasce dall’idea se fosse possibile e utile mettere insieme piccoli centri, abituati a lavorare da soli, con l’obiettivo di affrontare in modo collaborativo alcuni specifici asset, come la gestione dei rifiuti e le politiche ambientali. Le azioni prevalenti hanno quindi riguardato tre aree: unire le municipalità locali in 2 reti, aiutarle nell’elaborazione di piani ambientali territoriali, coinvolgere le comunità e le persone. Noi siamo arrivati in quei territori nel settembre 2023 e eravamo pronti a partire per realizzare tutto, prima che accadesse tutto quello che poi è accaduto. Grazie ad Aics siamo riusciti a modificare tempi e obiettivi, permettendoci di poter centrare gli scopi progettuali nonostante tutto”.

Giuseppe Rossi, direttore di Auri ha sottolineato il piacevole stupore con cui ha appreso, studiandole da vicino grazie al progetto Land, l’estrema accuratezza e il livello di dettaglio delle norme in materia ambientale e di gestione dei rifiuti adottate dalle Autorità locali  palestinesi, molto simili se non addirittura superiori a quelle italiane considerando il contesto difficile in cui i servizi di pubblica utilità vengono erogati e garantiti. “Per Auri – ha detto – aver preso parte a questo progetto ha rappresentato un’occasione molto importante per proiettare le competenze dell’autorità fuori dai contesti regionali, favorendo lo scambio di buone pratiche e mettere a disposizione dl contesto internazionale il know-how e l’expertise umbra”.

Durante l’iniziativa sono intervenuti anche Giulio Cherubini, sindaco di Panicale, Abdallah Anati, direttore esecutivo di Apla, Abd AL-kareemZubaidi, presidente di Apla e sindaco di Salfit, Cristian Betti, consigliere regionale, Husam Shakhsir, sindaco di Nablus, e Fabiana Di Carlo, in rappresentanza di Aics.

 

La delegazione dei Sindaci palestinesi nella sede di Trasimeno Servizi Ambientali, uno dei partner del progetto LAND

 

VISITA TSA – Nel primo pomeriggio la delegazione palestinese ha visitato la sede Tsa (Trasimeno Servizi Ambientali) di Magione, partner del progetto. “Siamo stati onorati di poter ospitare la delegazione nella nostra sede e di aver potuto far conoscere ai nostri partner il modo in cui lavoriamo sul territorio. Una modalità che ha come orizzonte la sostenibilità ambientale e che vogliamo trasmettere anche nei comuni palestinesi. Un impegno che vogliamo fortemente sostenere e supportare anche in una situazione geopolitica di estrema gravità. Anche con questo progetto vogliamo dimostrare concretamente il nostro sostegno, per quello che è per noi possibile, alle comunità palestinesi. Questa visita, a fronte del drammatico contesto, è un momento speciale, anche di speranza che vuole guardare a un futuro, speriamo quanto più prossimo, di pace e stabilità”, hanno dichiarato anche il presidente di Tsa Trasimeno Servizi Ambientali, Federico Malizia, e il consigliere delegato Alessio Lutazi.

 

Il 9 settembre al Teatro del Pavone di Perugia il Forum degli Enti Locali

“Sindaci in rete: dialogo e cooperazione tra Comuni italiani e palestinesi”: è questo il titolo del forum in programma martedì 9 settembre (dalle 10 alle 13) presso il teatro Pavone di Perugia. Un invito concreto alla costruzione di ponti tra comunità, alla promozione della pace attraverso il dialogo istituzionale e alla valorizzazione del ruolo delle autonomie locali come motore di solidarietà internazionale. L’evento, organizzato da Anci Umbria e Felcos in collaborazione con Comune di Perugia e Anci Nazionale, è inserito nel calendario delle iniziative che vede una delegazione di amministratori palestinesi in Umbria, in occasione della restituzione dei risultati del progetto internazionale Land (Autorità locali in rete per lo sviluppo sostenibile).

Il programma della giornata di martedì prevede un primo momento istituzionale – coordinato da Federico Gori, presidente di Anci Umbria e sindaco di Montecchio – a cui interverranno: Vittoria Ferdinandi, sindaca di Perugia e delegata Anci Nazionale alla pace; Massimiliano Presciutti, presidente della Provincia di Perugia e sindaco di Gualdo Tadino; Stefania Proietti, presidente Regione Umbria; Fabio Roccuzzo, vicepresidente Consiglio Nazionale Anci e sindaco di Caltagirone; Lorenzo Lucarelli, presidente Felcos e sindaco di Narni.

Successivamente si parlerà de “Il ruolo degli enti locali per lo sviluppo sostenibile – sindaci a confronto: esperienze di cooperazione umbre, italiane e palestinesi”. Al panel – moderato da Lucia Maddoli, responsabile area Cooperazione Internazionale Felcos – prenderanno parte: Sandro Pasquali, sindaco di Passignano sul Trasimeno e rappresentante Unione dei Comuni del Trasimeno; Abd AL-kareem Zubaidi, sindaco di Salfit e presidente Apla; Giovanna Iacovone, vice sindaca di Bari; Husam Shakhsir, sindaco di Nablus; Andrea Sisti, sindaco di Spoleto e presidente Auri; Mahmoud Barham, sindaco di Bieta; Valter Stoppini, sindaco di Assisi; Abd Al-Kareem Sedir, sindaco di Jericho.

Gli interventi conclusivi saranno a cura di Stefano Lo Russo, vicepresidente Anci Nazionale con delega alle politiche comunitarie e internazionali e Sindaco di Torino (da remoto) e di Vittoria Ferdinandi, sindaca di Perugia e delegata Anci Nazionale alla Pace.

Umbria e Palestina unite per lo sviluppo sostenibile: al via gli incontri internazionali del progetto Land

Da lunedì 8 a mercoledì 10 settembre arriverà in Umbria una delegazione dei sindaci delle municipalità palestinesi che hanno partecipato al progetto LAND – Autorità Locali in Rete per lo Sviluppo sostenibile, finanziato da AICS e implementato dall’Unione dei Comuni del Trasimeno e FELCOS e realizzato in partenariato con ANCI Umbria, AURI, TSA, Comune di Assisi e Unione dei Comuni Terre dell’Olio e del Sagrantino. Al centro dell’agenda densa di appuntamenti istituzionali, la restituzione dei risultati raggiunti dal progetto nei territori di Ramallah e Nablus, oltre che lo svolgimento del primo Forum degli Enti Locali italiani e palestinesi che si terrà a Perugia, al Teatro Pavone, martedì 9 settembre. 

 

Potenziare la pianificazione ambientale, promuovere l’economia circolare e sensibilizzare le comunità palestinesi verso una gestione più consapevole delle risorse. Con questi obiettivi è nato e si sta concludendo il progetto Land (Autorità locali in rete per lo sviluppo sostenibile), finanziato da Aics (Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo), che vede coinvolti, oltre all’Unione dei Comuni del Trasimeno come capofila e Felcos come soggetto implementatore, in partenariato con Anci Umbria, l’Unione di Comuni Terre dell’Olio e del Sagrantino, Comune di Assisi, Tsa (Trasimeno Servizi Ambientali) e Auri (Autorità Umbra Rifiuti e Idrico), con l’apporto del partenariato palestinese e in prima fila quello di Apla (Association of Palestinian Local Authorities), oltre a quattro Municipalità palestinesi (Beita, Huwwara, Beit Liqia e Nileen).

 

Tra le attività rilevanti del progetto LAND in Cisgiordania il coinvolgimento dei giovani nella riqualificazione ambientale delle città e dei villaggi.

 

I risultati del progetto saranno presentati nel corso della missione che vedrà una delegazione palestinese di Apla venire in Umbria da lunedì 8 a mercoledì 10 settembre – per poi andare a Torino il giorno successivo – per dare vita ad un’iniziativa di grande rilevanza internazionale. Un’occasione unica per rafforzare il dialogo tra territori, condividere buone pratiche e costruire insieme un futuro più sostenibile. La delegazione palestinese sarà composta da: Abdallah Anati, direttore esecutivo di Apla; Abd AL-kareem Zubaidi, presidente di Apla e sindaco di Salfit; Husam Shakhsir, sindaco di Mayor; Mahmoud Barham, sindaco di Bieta; Abd Al-Kareem Sedir, sindaco di Jericho; Ghassan Qabaha, sindaco di Barta’a; Mohammed Isayed, interprete del Comune di Jericho.

Le varie iniziative in programma daranno vita a momenti di confronto, ispirazione e progettualità condivisa, dove le esperienze locali si intrecciano con le sfide globali. Un passo concreto verso territori più resilienti, inclusivi e sostenibili. Si comincerà lunedì 8 settembre con un seminario partecipativo dal tema “Insieme, comunità e istituzioni locali resistono e realizzano spazi di futuro. Il racconto di una collaborazione che restituisce fiducia”, che si terrà dalle 9,30 alle 12,30 presso la sala Consiliare del Comune di Passignano sul Trasimeno. La delegazione sarà ricevuta dal sindaco Sandro Pasquali, in rappresentanza dell’Unione dei Comuni del Trasimeno. Nel primo pomeriggio è in programma la visita alla sede Tsa di Magione con, a seguire, l’incontro a palazzo Donini a Perugia con la presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti, l’assessore regionale alla pace e alla cooperazione internazionale, Fabio Barcaioli, la presidente dell’Assemblea Legislativa dell’Umbria, Sarah Bistocchi, alcuni consiglieri dell’Assemblea Legislativa dell’Umbria e alcuni parlamentari umbri.

 

Uno degli obiettivi primari del progetto LAND è stata la costituzione a Ramallah e Nablus di due reti intercomunali formate da 21 municipalità.

 

Martedì 9 settembre la delegazione incontrerà la sindaca di Perugia, Vittoria Ferdinandi, con delega di Anci Nazionale alle Pari opportunità, famiglie, inclusione e pace, a palazzo dei Priori per poi recarsi al forum dal titolo “Sindaci in rete: dialogo e cooperazione tra Comuni italiani e palestinesi”, che si terrà presso il teatro Pavone di Perugia dalle 9,30 alle 13, organizzato da Anci Umbria e Felcos in collaborazione con Comune di Perugia e Anci Nazionale. Nel pomeriggio è previsto, alle ore 16 presso la sala Rossa del Comune di Perugia, un incontro tra i palestinesi con Federico Gori, presidente di Anci Umbria e sindaco di Montecchio, Lorenzo Lucarelli, presidente Felcos e sindaco di Narni, e Fabio Rocuzzo, vicepresidente Consiglio Nazionale Anci e sindaco di Caltagirone.

Mercoledì 10 la delegazione palestinese visiterà Villa Umbra, la Scuola di Pubblica Amministrazione, accolta dall’amministratore unico Joseph Flagiello, mentre nel pomeriggio si recherà a Foligno per incontrare, in sede, il partner Felcos.

Infine, giovedì 11 si recherà a Torino, dove è previsto un incontro con Stefano Lo Russo, sindaco della Città di Torino e delegato Anci alla cooperazione internazionale.

Con questa visita il progetto Land si avvia a conclusione. Una delegazione palestinese era già venuta in Umbria nel giugno del 2022 dando vita al primo interscambio di institutional building tra le varie parti coinvolte. Durante la missione i rappresentanti delle autorità locali palestinesi, inserite nel progetto, hanno acquisito una prima conoscenza sulle realtà istituzionali delle due Unioni di Comuni umbri, di Tsa e di Auri, dove hanno avuto modo di recepire esempi di buone pratiche umbre in materia di gestione dei rifiuti e di economia circolare (visite agli impianti, centri per il riuso, ecc). Nel corso della visita è stato sottoscritto anche un memorandum d’intesa – tra Apla, Felcos ed Anci Umbria – che aveva l’obiettivo di rafforzare e favorire lo scambio di esperienze e competenze tra territori della Palestina e dell’Umbria.

Ci sono ponti che possono unire i popoli. Per costruirli “Tanto dipende da noi”.

Il 14 maggio, nell’ambito delle attività della campagna di sensibilizzazione sulle corrette pratiche di riduzione e raccolta differenziata dei rifiuti “Tanto dipende da noi”, promossa da AURI in collaborazione con FELCOS, si è svolto un secondo incontro di E-Twinning tra una delle classi umbre coinvolte nel percorso didattico e una di quelle palestinesi coinvolte nel progetto L.A.N.D. –  Local Authorities Network for sustainable Development. L’incontro è servito agli alunni per condividere i risultati dei loro lavori, ma il suo significato è andato ben oltre portando lo sguardo verso un mondo migliore a cui non rinunciamo di credere. A raccontarci quelle emozioni è Nicolle Mercado, studentessa colombiana dell’Università degli Studi di Perugia e tirocinante presso FELCOS.

 

«El mundo es un pañuelo» (Il mondo è piccolo) è un’espressione molto comune in spagnolo che significa che non è strano incontrare o conoscere qualcuno che ha un legame con noi. In questo senso, l’iniziativa di mettere in contatto classi di paesi, culture, situazioni e lingue diverse, come il programma E-Twinning, ci ricorda questa frase, perché è in questi spazi che le nuove generazioni trovano quei legami che dimostrano che, nonostante tutte le differenze, in realtà abbiamo molto in comune. 


 

L’iniziativa di E-Twinning è stata concepita come un ponte e scambio di buone pratiche ambientali tra classi ambasciatrici di due progetti: Tanto dipende da noi, promosso da AURI – Autorità Umbra Rifiuti e Idrico in collaborazione con FELCOS, condotto a livello regionale sulle corrette pratiche di riduzione e raccolta differenziata dei rifiuti, e il progetto L.A.N.D. Autorità Locali in Rete per Lo Sviluppo Sostenibile, promosso dall’Unione dei Comuni del Trasimeno e che coinvolge come partner in loco l’Associazione delle Autorità Locali Palestinesi (APLA), quattro Municipalità palestinesi e che si realizza con il supporto istituzionale e tecnico-scientifico dei partner regionali quali FELCOS, ANCI Umbria, Unione di Comuni Terre dell’Olio e del Sagrantino, Comune di Assisi, AURI – Autorità Umbra Rifiuti e Idrico, Trasimeno Servizi Ambientali. Quest’ultimo progetto ha l’obiettivo di sostenere il ruolo degli Enti locali palestinesi per l’elaborazione di strategie e politiche di sviluppo territoriale inclusivo e sostenibile.

Durante il primo incontro, il 30 aprile, ho avuto la fortuna di partecipare al collegamento E-Twinning tra una classe palestinese della Ni’Ilin Primary school e la classe 2B dell’Istituto Omnicomprensivo Rosselli-Rasetti di  Castiglione del Lago. L’incontro non è stato privo di difficoltà: la distanza non solo ha comportato alcuni problemi tecnici legati alla connessione Internet, ma ha anche reso necessario tenere conto del fuso orario e della disponibilità dei giovani studenti e studentesse (di età compresa tra i 12 e i 15 anni) e dei loro docenti.

Molti si chiederanno come sia stato possibile realizzare questo incontro con lingue così diverse, ma sono rimasta piacevolmente sorpresa dall’uso dell’inglese dimostrato dagli studenti e studentesse, in particolare quelli di Castiglione del Lago, durante l’incontro e la presentazione che hanno condiviso con i loro compagni e compagne palestinesi, che in risposta si sono dimostrati più che entusiasti di presentare anche il club ambientale che hanno creato di propria iniziativa. Questo racconto è stato fatto con l’aiuto di una facilitatrice e traduttrice dall’arabo all’inglese affinché la classe e i suoi docenti responsabili in Palestina si sentissero completamente a loro agio e sicuri che non ci sarebbero stati problemi o confusione.

 

 

Tutti noi partecipanti abbiamo considerato il primo incontro un successo e un’esperienza importante di apprendimento, rimanendo impegnati e desiderosi di avere ancora più tempo per condividere durante un prossimo incontro.

Questo desiderio si è avverato per me, come membro del team FELCOS, e per la classe di Castiglione del Lago che il 14 maggio ha potuto incontrare nuovamente un’altra classe di studentesse palestinesi della Oqab Muftdi Secondary School for Girls della città di Awara, in una delle aree più compromesse nel conflitto, che ci hanno accolto con sorrisi ed entusiasmo sullo schermo dell’incontro virtuale.

Le ragazze erano accompagnate dalle loro insegnanti e durante la videochiamata alcune indossavano l’abito tradizionale delle donne di Awara, e un’altra anche il gilet del proprio club ambientale, tutte sorridenti e felici d’essere là con noi in quel momento. La loro attitudine così positiva mi ha colpito soprattutto quando, soltanto dopo, ho saputo che l’incontro era stato anticipato per il timore di un possibile attacco nella zona della scuola. 

Mai, in tutta la videochiamata, non ho visto paura né odio negli occhi delle ragazze e tanto meno nei loro sorrisi. In loro abbiamo percepito molto orgoglio quando hanno presentato i propri progetti ambientali: come avevano coltivato e piantato nel giardino della scuola dei fiori per abbellire gli spazi e piante che potevano anche servire da cibo. Nelle parole di un’alunna in particolare, l’orgoglio si manifestava nella volontà di mettere radici nella propria terra come forma di resilienza per ribaltare completamente il sentimento della “terra rubata”.

Oltre a rivendicare la terra nella forma più pura, le ragazze palestinesi hanno anche mostrato i progetti artistici che hanno realizzato con vecchi giornali e con il caffè utilizzato come inchiostro. Quando la classe di Castiglione ha chiesto loro quale possibile vocazione le attirasse per il futuro, molte hanno risposto con entusiasmo di voler diventare poetesse, accompagnando questa risposta con professioni come quella di dottoressa.

 

 

Alla fine è stata innegabile per tutti la felicità che le ragazze palestinesi hanno provato in questo spazio, le loro risate quando la classe di Castiglione del Lago ha alzato la voce all’unisono con la parola “Pizza!” in risposta alla domanda sul loro cibo preferito. Alcune ragazze si sono sentite così a loro agio in questo spazio da fare il grande passo e mettere da parte la traduzione ufficiale offerta per provare a parlare in inglese e avere un contatto ancora più diretto con i loro coetanei e coetanee italiani.

Alla fine non ho potuto fare a meno di pensare che le ragazze del secondo incontro e i ragazzi del primo non ci chiedessero nulla, per loro era la felicità più grande poter andare a scuola, stare con i loro amici, imparare, aiutare con i loro progetti e scoprire che c’è qualcuno in questo mondo che sembra aver dimenticato la loro nazione, che li vedi, parla con loro come ragazzi e ragazze normali che sono e che non dovrebbero mai smettere di essere.

Da questi incontri sono rimaste molte esperienze di apprendimento per garantire che in futuro altri possibili incontri siano ancora migliori, con una migliore gestione del tempo, maggiori garanzie tecniche e un uso più efficiente e dinamico degli strumenti tecnologici. Inoltre, abbiamo raccolto idee meravigliose come quella di creare un sistema di “amici di penna” tra le classi palestinesi e italiane, magari scambiando le buone pratiche tra i  progetti “L.A.N.D” in Palestina e“Tanto dipende da noi” in Italia come magari creare un giardino scolastico italo-palestinese.

Personalmente non posso che sentirmi grata per aver avuto la fortuna di far parte di questi due spazi così puri e belli. Concludo ringraziando FELCOS, i facilitatori, in particolare Moreno e Amal, la Association of Women’s Action for Training & Rehabilitation (AOWA), le scuole, la professoressa Capitani e, in particolare, le classi partecipanti in Palestina e a Castiglione del Lago (Italia); Colomba e Chiara di FELCOS, senza le quali tutto questo non sarebbe stato possibile.

 

 

Nicolle Mercado

Colombiana, tirocinante in FELCOS, studentessa dell’Università per Stranieri di Perugia.

 

Guarda la gallery

“Lavorare per l’ambiente è la nostra resilienza”. LAND e Tanto dipende da noi, storie diverse per una stessa speranza.

Durante una call, organizzata con docenti e coordinatrici scolastiche cisgiordane, sono stati messi a confronto i risultati e gli obiettivi dei progetti LAND – Autorità locali in rete per lo Sviluppo Sostenibile e Tanto dipende da noi – Perchè non è vero che TANTO non si può fare di più. Il primo promosso in Cisgiordania, nei territori di Ramallah e Nablus, il secondo in Umbria, ma che condividono tematiche e metodologie e che al centro mettono una stessa protagonista: la scuola. Luogo da cui costruire partecipazione, bene comune e futuro sostenibile.

 

“Lavorare per questo progetto e per l’ambiente rappresenta la nostra resilienza nei territori“.
Il valore del progetto LAND per le persone e le comunità scolastiche che in Cisgiordania ne portano avanti le attività, è tutto in questa testimonianza, che conserviamo come un piccolo grande dono e che ci parla di speranza. L’occasione l’ha fornita un confronto molto significativo tra il progetto LAND – Autorità Locali in Rete per lo Sviluppo Sostenibile, a cui lavoriamo nei territori di Ramallah e Nablus insieme all’Unione dei Comuni Terre dell’Olio e del Sagrantino, all’Unione dei Comuni del Trasimeno, al Comune di Assisi, AURI e ANCI Umbria, e il progetto Tanto dipende da noi – Perchè non è vero che TANTO non si può fare di più, che realizziamo in Umbria con AURI allo scopo di promuovere buone pratiche di riduzione e raccolta differenziata dei rifiuti. Due progettualità distinte, che interessano territori lontani, ma che condividono tematiche, metodologie e il protagonismo delle scuole, come luoghi dentro cui costruire presupposti nuovi di una coesistenza orientata alla collaborazione e alla partecipazione.

Un passaggio della call con gli operatori dei progetti LAND e Tanto dipende da noi

Ed è proprio durante la call che le docenti e le coordinatrici palestinesi delle 8 scuole elementari e medie coinvolte nella West Bank, hanno potuto raccontarci le tante attività che dal 2022 sono state implementate in quei luoghi grazie al progetto LAND e attraverso cui tanti bambini e adolescenti hanno partecipato alla trasformazione degli spazi scolastici in chiave sostenibile. Piantumazione di alberi, composizione di giardini scolastici, creazione di club ambientali, realizzazione di opere artistiche con materiali riciclati e recupero di cibo dalle mense scolastiche, sono solo alcuni esempi delle piccole e grandi azioni che hanno consentito a tutte quelle comunità di continuare a immaginare un futuro differente. Lo stesso futuro alla cui realizzazione, nelle proprie comunità territoriali di riferimento, contribuiscono anche gli alunni delle 16 scuole umbre coinvolte nel percorso educativo del progetto Tanto dipende da noi, che mira a coltivare anche qui una nuova consapevolezza orientata al bene comune.
Il dettaglio dei risultati raggiunti in tal senso da LAND è stato offerto da Widad T Qadi di APLA, Associazione delle Autorità Locali Palestinesi. “Ho visitato tutte le scuole coinvolte osservando i risultati, gli impatti e le attività implementate – ha raccontato Widad T Qadi durante la call – e ho visto l’entusiasmo di studenti, insegnanti e autorità sociali. Sono molto vicini alla realtà, hanno immaginato che non sarebbe stato possibile ottenere grandi risultati a causa delle difficoltà legate alla guerra, ma sono rimasti sorpresi dal fatto che abbiano implementato le attività meglio di quanto immaginato. Ilrisultato di questo impegno è che sono stati direttamente coinvolti 100 studenti in 8 scuole, formate 16 insegnanti e sono state incluse 8 municipalità locali. Risultati davvero eccellenti. L’iniziativa ha un grande potenziale, tanto che altre scuole e autorità sono interessate e quelle che hanno già implementato le attività sono pronte a realizzarne altre”.
Il racconto delle docenti palestinesi.
“L’obiettivo è stato aumentare la consapevolezza ambientale coinvolgendo gli studenti in attività significative. Questo ha incluso la creazione di club ambientali, lo sviluppo di un orto scolastico attraverso l’utilizzo di attrezzi forniti dal progetto e la promozione del lavoro volontario. Iniziative come il riutilizzo degli scarti alimentari della mensa scolastica, l’aumento della consapevolezza per un cibo sano, l’incoraggiamento al riciclo sono stati elementi chiave. L’obiettivo finale è sensibilizzare sulle problematiche ambientali non solo a livello scolastico, ma anche all’interno della comunità più ampia, infatti si sono create sinergie con le comunità e le autorità locali”.

 

Alcune ragazze di una scuola palestinese durante le attività del progetto LAND

 

“Abbiamo creato club ambientali focalizzati su iniziative di riciclo e progetti creativi. Questi hanno incluso il riutilizzo di carta per creare strutture artistiche e opere d’arte. Gli studenti hanno inoltre riciclato delle bottiglie di plastica, utilizzandole per piantare fiori e altre piante, ristabilendo la serra scolastica. Le attività si sono così estese alla cura delle piante della serra e alla creazione di aree verdi intorno alla scuola. Inoltre, i club ora promuovono la consapevolezza sul riciclo, progettando maschere e abbigliamento per sottolineare l’importanza delle pratiche sostenibili”.

“La scuola è diventata estremamente attiva e coinvolta in questo progetto, ottenendo ottimi risultati. Siamo riusciti a coinvolgere l’intera comunità scolastica, quindi non solo gli studenti ma anche gli insegnanti. I bambini più piccoli (da 1 fino 4 anni e dai 6 ai 10 anni) e gli studenti più grandi (dai 12 ai 16 anni) hanno collaborato su iniziative di protezione ambientale, come la pulizia e la piantumazione, utilizzando materiali riciclati. Il progetto ha garantito inoltre l’inclusione di studenti con disabilità o difficoltà, permettendo loro di partecipare attivamente senza essere esclusi. Gli insegnanti hanno cercato di collegare il progetto al curriculum, in particolare alle materie scientifiche, e hanno persino creato un opuscolo per evidenziare il lavoro e i risultati raggiunti”.

“Nonostante il tempo limitato e l’accesso ristretto alla scuola, siamo riusciti a lavorare su un progetto territoriale nella scuola primaria. Gli studenti si sono concentrati sul miglioramento dell’ambiente scolastico riciclando prodotti della scuola e della mensa. Hanno riutilizzato creativamente materiali, come le bottiglie, trasformandoli in vasi per le piante e distribuendoli in tutta la scuola. Sono stati piantati alberi di ulivo e altri tipi di alberi e sono stati realizzati murales a tema ambientale. Gli studenti e le studentesse sono stati particolarmente entusiasti di piantare fiori e alberi e sono rimasti molto interessanti e coinvolti durante tutto il progetto”.

“L’attenzione è stata rivolta all’aumento delle aree verdi nella scuola, creando un ambiente più fiorito e accogliente. Questo ha incluso la piantumazione di alberi e fiori, non solo per migliorare l’atmosfera, ma anche per fornire zone d’ombra durante le pause. In futuro, si potrebbe considerare l’aggiunta di una serra. Dopo la pandemia e le prolungate chiusure scolastiche, gli studenti e le studentesse si sono sentiti pienamente coinvolti in questo progetto. La loro collaborazione li ha aiutati a ristabilire un senso di appartenenza alla scuola. Sono fiduciosi nel poter continuare questi sforzi negli anni a venire”.

“La scuola inizialmente non disponeva di aree verdi. Gli studenti hanno trasformato il cortile scolastico piantando erba, creando zone d’ombra e seminando semi come le lenticchie. Hanno percepito come la scuola sia completamente cambiata e migliorata. Inoltre, hanno lavorato per riparare le porte dei bagni. Tutti gli studenti e le studentesse hanno partecipato attivamente, trasformando la scuola in un ambiente verde e vibrante. Sono entusiasti di continuare il progetto in futuro, sottolineando che la sostenibilità significa continuare a costruire sulla base di questi sforzi, fuori e dentro la scuola. Attraverso questa iniziativa, hanno anche sviluppato un forte senso di collaborazione”.

Una giornata di attività in una scuola umbra durante il progetto Tanto dipende da noi

Un racconto esperienziale a cui FELCOS ha contribuito raccontando il percorso didattico della campagna Tanto dipende da noi, che presenta molti punti in contatto con le attività realizzate nelle scuole palestinesi, sia per quanto riguarda i contenuti che le metodologie educative applicate. La volontà e la proposta è quella di poter creare una sinergia tra i due progetti, mettendo direttamente in contatto le scuole italiane con quelle palestinesi, in un’ottica di interscambio e co-progettazione.
Siamo sicuri che da questi semi di speranza possano nascere nuovi e duraturi ponti di dialogo e cooperazione. Ponti di Pace.
Guarda la gallery

Sindaci palestinesi e umbri rafforzano i legami di solidarietà e cooperazione

Lo scorso 2 febbraio FELCOS ha organizzato, nell’ambito del progetto di cooperazione “L.A.N.D. – Autorità Locali in rete per lo Sviluppo sostenibile”, un incontro online tra i Sindaci dei partner italiani e palestinesi del progetto, al fine di avviare una conoscenza reciproca dei territori coinvolti.

L’incontro è stato aperto da Giuseppe Fedele, Console Generale d’Italia a Gerusalemme, il quale ha ribadito l’importanza del progetto, cui principale obiettivo è quello di  sostenere il ruolo degli Enti locali palestinesi per l’elaborazione di strategie e politiche di sviluppo territoriale inclusivo e sostenibile, in particolare sulla tematica della gestione dei rifiuti, ed ha augurato buon lavoro agli attori coinvolti nel progetto avviato lo scorso 1 dicembre e che avrà la durata di 3 anni.

Il Sindaco di Ramallah, nonché Presidente di APLA – l’Associazione dei Comuni palestinesi, partner del progetto – ha sottolineato il forte legame che continua a legare l’Italia e la Palestina, e che ha un’importanza politica, non solo rispetto alle tematiche oggetto del progetto, ma anche per la visibilità che tali relazioni sono in grado di dare alla questione palestinese. 

All’intervento del Presidente di FELCOS, Francesco De Rebotti (Sindaco di Narni), che ha segnalato l’importanza del contributo che l’esperienza del modello umbro potrà dare sulla tematica della gestione dei rifiuti, è seguito quello di Giacomo Chiodini, Sindaco di Magione, per conto dell’Unione dei Comuni del Trasimeno, capofila del progetto. Chiodini ha segnalato l’attualità della questione rifiuti, rispetto alla quale agli Enti Locali spetta la gestione ma è fondamentale il coinvolgimento della cittadinanza, che ha un ruolo chiave, in particolar modo nel contesto palestinese, dove la gestione dei servizi essenziali è ostacolata dalle limitazioni agli spostamenti e alle libertà.

La situazione dei territori palestinesi è stato poi approfondita da  Arej Asi – Sindaca di Beit Liqia, municipio partner del progetto: “il nostro è un territorio ricco di risorse naturali in quanto si trova proprio vicino ad un bacino idrico, che purtroppo viene utilizzato dai coloni israeliani e a noi non è concesso di averne accesso. Per questo, ogni anno viviamo un problema legato alla mancanza proprio di risorse idriche e dobbiamo cercare costantemente soluzioni alternative nonostante ci siano le risorse idriche. È davvero una contraddizione quella che viviamo, visto che Beit Liqia è conosciuta per l’agricoltura e l’allevamento. Non siamo in grado di destinare risorse a temi importanti, come quello del lavoro ai giovani e alle donne. Io stessa ho dovuto superare innumerevoli difficoltà per diventare prima cittadina,  ma il fatto che sono arrivata qui è la prova che, ancora una volta, la donna può riuscire a raggiungere tantissimi obiettivi”. La Sindaca inoltre ha denunciato il fatto che l’Europa, a partire dalla Primavera araba, si è concentrata sempre di più sul controllo dei flussi migratori, ed il sostegno alla popolazione palestinese, che non vuol dire necessariamente supportare la causa palestinese, è venuto meno. Ha ricordato, infine, che la Palestina è un territorio che può vantare una lunga storia di  competenze, cultura, civiltà, tradizione, che sono a disposizione dei legami di cooperazione con l’Italia.

Successivamente, Guglielmo Giordano – Titolare Sede estera Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo-AICS in Palestina, ha sottolineato come AICS abbia co-finanziato 5 progetti in Palestina tra Enti territoriali, a dimostrazione dell’importanza della cooperazione orizzontale tra municipalità, in un territorio sfinito dalle difficoltà di produrre qualsiasi cosa, a causa del controllo israeliano dell’energia elettrica e degli scambi commerciali, e dalla fuga della manodopera specializzata. 

Gli altri territori umbri coinvolti nel progetto sono quelli dell’ Unione dei Comuni Terre dell’Olio e del Sagrantino e del Comune di Assisi, che hanno partecipato all’incontro tramite Bernardino Sperandio, Sindaco di Trevi, e Isabella Fischi, consigliera comunale ad Assisi, città della pace, gemellata a Betlemme.

L’incontro si è concluso con gli interventi di Silvio Ranieri, Segretario Generale di ANCI Umbria, altro partner di progetto, che ha inviato un abbraccio di alleanza ai partner palestinesi e di  Abdalah Anati, Direttore di APLA, il quale ha espresso grande soddisfazione per l’incontro e dichiarato che: “Se queste sono le premesse,  possiamo aspirare a raggiungere risultati migliori rispetto a quelli programmati, soprattutto per gli enti locali palestinesi e italiani e per tutti i beneficiari”. 

Governance locale, gestione dei rifiuti ed educazione allo sviluppo sostenibile: l’esperienza umbra approda in Palestina

[cmsmasters_row][cmsmasters_column data_width=”1/1″ data_padding=”20;0;20;0″ data_border_style=”default”][cmsmasters_text]

Il progetto LAND, co-finanziato dall’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo, pretende rispondere al problema dell’assenza in Palestina di programmi e strumenti amministrativi per la cura dell’ambiente. Con il sostegno delle 2 Unioni di Comuni umbre (Unione dei Comuni del Trasimeno – promotrice del progetto – e Unione di Comuni Terre dell’Olio e del Sagrantino), di 2 Associazioni di Comuni (FELCOS e ANCI Umbria), oltre che del Comune di Assisi, si intendono scambiare esperienze e competenze a favore dei partner palestinesi, l’Associazione di Autorità Locali Palestinesi e 4 Comuni (nelle zone di Ramallah e di Nablus). 

Le conoscenze e le competenze di tali partner istituzionali, insieme ai partner tecnici del progetto Trasimeno Servizi Ambientali e Autorità Umbra Rifiuti e Idrico-AURI, contribuiranno a creare un nuovo servizio pubblico dedicato alla gestione del ciclo dei rifiuti e alla manutenzione degli spazi pubblici, producendo così miglioramenti della qualità ambientale e della vita degli abitanti dei territori palestinesi coinvolti: con la distribuzione dei contenitori per la raccolta differenziata nei centri abitati e nelle scuole, con due spazi da destinare alla collocazione delle officine del riuso, che saranno realizzate secondo esperienze di questo genere già in corso in Umbria, e due spazi pubblici da recuperare ed attrezzare come aree verdi.

Determinante sarà il ruolo degli esperti del partenariato umbro, che dovranno trasmettere le loro competenze amministrative, quelle in materia di gestione del ciclo dei rifiuti, di miglioramento nella gestione dell’igiene ambientale e delle pratiche di economia circolare e di riuso.

Fondamentale però è il ruolo assegnato alla scuola perché, per la diffusione di una nuova cultura del rapporto tra l’uomo e l’ambiente, una cultura dello sviluppo sostenibile e di cura dei suoi aspetti più concreti nella vita quotidiana, gli studenti e gli insegnanti sono stati e sono determinanti in Italia e lo saranno anche in Palestina.

[/cmsmasters_text][/cmsmasters_column][/cmsmasters_row]