In un contesto internazionale segnato da crisi globali, cambiamenti climatici e crescenti disuguaglianze, COOPERA 2026 ha rappresentato il principale momento di confronto del sistema italiano della cooperazione allo sviluppo. Anche FELCOS ha preso parte alla Conferenza Nazionale con il Direttore Massimo Porzi e la Vicedirettrice Lucia Maddoli. Due giornate di dialogo tra istituzioni, enti territoriali, università, organizzazioni della società civile. Un’occasione per condividere esperienze, rafforzare relazioni e riflettere sul contributo dei territori alla costruzione di uno sviluppo più sostenibile, inclusivo e partecipato.
In un mondo attraversato da conflitti, emergenze umanitarie, crisi climatiche e profonde trasformazioni economiche e sociali, la cooperazione internazionale è chiamata oggi a interrogarsi sul proprio ruolo e sulle proprie prospettive. È da questa consapevolezza che nasce COOPERA 2026, la Terza Conferenza Nazionale della Cooperazione allo Sviluppo, promossa dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e dall’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (AICS), tenutasi a Roma il 26 e 27 maggio presso l’Auditorium della Conciliazione e le Corsie Sistine di Santo Spirito in Sassia. La Conferenza ha rappresentato il principale appuntamento nazionale dedicato al confronto tra tutti gli attori del sistema italiano della cooperazione allo sviluppo.

Al Coopera 2026, FELCOS era presente con il Direttore Massimo Porzi e la Vicedirettrice Lucia Maddoli
Anche FELCOS è stata presente all’evento con il Direttore Massimo Porzi e la Vicedirettrice Lucia Maddoli, forte dell’esperienza maturata in oltre venticinque anni di cooperazione internazionale.
Uno spazio di dialogo e confronto
COOPERA 2026 ha riunito istituzioni nazionali e internazionali, enti locali, università, organizzazioni della società civile, imprese, fondazioni e rappresentanti del mondo della cooperazione, offrendo uno spazio di dialogo e confronto sulle sfide che caratterizzano lo scenario globale contemporaneo. La Conferenza è stata pensata come un momento di partecipazione e riflessione collettiva sulle priorità della cooperazione italiana, sul suo futuro e sul contributo che può offrire alla costruzione di società più inclusive e resilienti.
Tra i momenti più significativi delle due giornate, la sessione inaugurale dedicata alla “grande famiglia della cooperazione italiana allo sviluppo”, che ha evidenziato l’importanza del lavoro congiunto tra istituzioni, territori e società civile. Ampio spazio è stato inoltre dedicato al ruolo della cooperazione italiana nelle grandi crisi umanitarie, alle prospettive future dell’AICS nel decennale della sua istituzione, al contributo della cooperazione al Piano Mattei e al rapporto tra educazione, conoscenza e sviluppo sostenibile.

Alla sessione inaugurale di Coopera 2026 è intervenuto il Ministro degli Affari Esteri e Cooperazione internazionale, Antonio Tajani.
Particolarmente rilevanti sono stati anche gli approfondimenti dedicati alla valorizzazione delle esperienze territoriali e alla capacità di immaginare nuove forme di cooperazione in un contesto internazionale in rapido cambiamento. Temi che da sempre caratterizzano l’approccio di FELCOS, fondato sulla costruzione di relazioni durature tra territori, sul protagonismo delle comunità locali e sulla promozione di modelli di sviluppo sostenibile condivisi.
Le due giornate romane hanno confermato come la cooperazione allo sviluppo non possa più essere interpretata esclusivamente come trasferimento di risorse o assistenza, ma come un processo di costruzione condivisa di conoscenze, competenze e opportunità tra comunità e territori diversi. Una visione che mette al centro il dialogo, la reciprocità e la capacità di affrontare insieme le sfide globali del nostro tempo.
Per FELCOS, partecipare a COOPERA 2026 ha significato contribuire a questo dibattito portando la voce degli enti locali e dei territori, riaffermando il valore della cooperazione decentrata come strumento concreto per promuovere sostenibilità, inclusione sociale e sviluppo umano.
Un’occasione preziosa per guardare al futuro della cooperazione internazionale con uno sguardo aperto, consapevole e condiviso, nella convinzione che le grandi sfide globali possano essere affrontate solo attraverso alleanze solide, partecipazione e responsabilità comune.
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