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A Foligno ha preso avvio il progetto europeo Erasmus+ ECO-A, promosso da FELCOS, che affronta il tema dell’eco-ansia coinvolgendo attivamente i giovani. Il World Café, organizzato presso l’ITT Leonardo Da Vinci, con Michela Bastianelli e Dedalo APS, ha rappresentato un primo spazio di ascolto e co-creazione. Dal confronto con le studentesse e gli studenti sono emerse criticità ma anche nuove prospettive educative. La creatività si afferma come strumento di risposta all’incertezza. Il percorso ha indicato la necessità di azioni condivise tra scuola, territorio e comunità.

In un contesto segnato da crescenti incertezze ambientali e sociali, il tema dell’eco-ansia sta emergendo come una delle principali sfide che attraversano le giovani generazioni, ponendo interrogativi profondi sul rapporto tra benessere individuale, futuro e sostenibilità. In questa prospettiva si inserisce il progetto europeo Erasmus+ ECO-A, promosso da FELCOS, che intende affrontare tale fenomeno attraverso un approccio partecipativo e interdisciplinare.

La graphic designer Michela Bastianelli durante il World Cafè di ECO-A organizzato presso l’ITT Leonardo Da Vinci di Foligno

Il 25 marzo 2026, presso la biblioteca dell’ITT “Leonardo da Vinci” di Foligno, si è svolto il World Café di pre-lancio del progetto, configurandosi come un primo momento strutturato di ascolto e confronto con i giovani coinvolti nel servizio YAPS – Young and Peer School. L’iniziativa ha visto la partecipazione attiva di studenti e studentesse già impegnati in percorsi di peer education, orientamento tra pari e promozione del benessere psicologico all’interno della comunità scolastica.

Attraverso una metodologia partecipativa articolata in tavoli tematici dedicati a paure, possibilità e strategie, il World Café ha favorito la costruzione di uno spazio di dialogo aperto, capace di valorizzare le esperienze individuali e trasformarle in riflessione collettiva. In questo contesto, l’eco-ansia è emersa non solo come condizione di disagio, ma anche come punto di partenza per attivare processi di consapevolezza e responsabilità condivisa.

Uno degli elementi più significativi emersi dal confronto riguarda il ruolo della creatività, interpretata dai giovani come una vera e propria leva trasformativa. Il concetto di “Creati-vita”, elaborato durante i lavori, restituisce l’idea di una creatività intesa non solo come espressione artistica, ma come capacità di immaginare alternative, generare significati e costruire risposte positive all’incertezza contemporanea.

Parallelamente, il dialogo ha evidenziato alcune criticità rilevanti, tra cui una percezione della natura come distante o poco stimolante rispetto alla forte sollecitazione dei contesti digitali, nonché una forma di “amnesia ambientale” che porta a considerare come normalità condizioni di impoverimento ecologico. Tali elementi non indicano disinteresse, bensì la necessità di sviluppare nuovi linguaggi educativi e relazionali, in grado di ristabilire un legame autentico tra giovani e ambiente.

Le studentesse e gli studenti che hanno partecipato al World Cafè del progetto ECO-A

In risposta a queste evidenze, il progetto ECO-A si configura come un laboratorio transdisciplinare che integra psicologia, pedagogia, comunicazione e linguaggi espressivi, ponendosi in continuità con precedenti esperienze di ricerca-azione partecipativa e valorizzando il contributo diretto dei giovani nei processi di co-creazione.

Il percorso avviato a Foligno proseguirà nei prossimi mesi con attività pilota nelle scuole, momenti di scambio a livello europeo e il coinvolgimento di partner internazionali, contribuendo alla costruzione di metodologie innovative per affrontare il tema del benessere giovanile in relazione alle sfide ambientali.

Questo primo momento di confronto ha evidenziato come la scuola e il territorio possano configurarsi come spazi strategici di sperimentazione, nei quali le fragilità emergenti si trasformano in opportunità educative e in cui il dialogo tra attori diversi diventa leva per il cambiamento.

Affrontare l’eco-ansia richiede infatti un impegno condiviso, capace di integrare dimensioni individuali e collettive e di promuovere una visione del futuro fondata sulla partecipazione, sulla responsabilità e sulla capacità di immaginare e costruire insieme nuove traiettorie di sviluppo sostenibile.

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