Procedono a gran ritmo le attività del progetto europeo Rural Voices 2030, di cui il Comune di Foligno è partner con il supporto tecnico di FELCOS Umbria. A Sant’Eraclio, presso i locali della Casa parrocchiale, si è tenuto il secondo Youth Lab dedicati alla partecipazione giovanile intorno ai temi del progetto. Durante un World Cafè molto partecipato, è stato affrontato il rapporto tra i giovani e la terra, le comunità del cibo e i saperi locali. Tante le esigenze e le proposte emerse per far tornare i territori rurali luoghi attrattivi per le nuove generazioni.
Il secondo appuntamento del Rural Voices 2030 | Youth LAB è arrivato a Sant’Eraclio, cuore di una delle comunità più vive e popolate del territorio folignate. Un pomeriggio intenso, partecipato, capace di mettere in dialogo giovani, realtà locali, ricercatori, agricoltori e attori del territorio attorno a un tema comune: immaginare insieme il futuro delle nostre aree rurali.
L’incontro si è aperto con un quiz interattivo dedicato ai temi chiave del progetto – dai domini collettivi alla custodia del suolo, fino ai paesaggi rurali e alle dinamiche comunitarie – che ha permesso ai partecipanti di entrare in modo leggero ma consapevole nello spirito del percorso, a cui sono seguiti tre brevi contributi introduttivi che hanno offerto prospettive complementari:
- Sandro Ciani, con un aggiornamento dalla 31ª Riunione scientifica UniTrento, ha portato il tema dei sistemi collettivi di gestione della terra.
- Mauro Gramaccia (Parco 3A) ha aperto una riflessione sulle comunità del cibo e sulle economie locali.
- Lucile Kopczynski (Ristorante UNE) e Federica Fratini (Ortoingiro / Casa dei Semi della Valle Umbra Sud) hanno condiviso esperienze concrete dal territorio, mostrando come il lavoro agricolo e gastronomico possa essere sostenibile, creativo e profondamente connesso alla vita comunitaria.

Il cuore del pomeriggio: il World Café
La parte centrale dello Youth LAB è stata un World Café articolato in tre tavoli tematici, moderati da Federica Alfano (Emidio di Treviri), Mauro Gramaccia (Parco 3A) e Vittoria Di Giovanni (Parco 3A). Dai dialoghi sono emersi elementi preziosi, che mettono in luce sfide, visioni e nuovi desideri delle giovani generazioni.
Tavolo 1 – Giovani e Terra
È emerso con forza il bisogno di educare a una nuova ruralità, capace di avvicinare i giovani alla terra attraverso esperienze pratiche, non idealizzate.
Sono stati richiamati:
- la mancanza di servizi nelle aree periferiche,
- la difficoltà di percepire la terra come opportunità e non come rinuncia,
- il valore (anche emotivo) degli spazi abbandonati: “un terreno incolto è triste”, “uno spreco di nutrienti”, “un’opportunità mancata”.
Dal tavolo è nata una proposta concreta: “adottiamo un terreno”, come spazio formativo, sociale e comunitario.
Tavolo 2 – Giovani e Comunità del Cibo
Il cibo è stato discusso come ponte tra suolo, salute e comunità.
Sono emersi temi centrali:
- la perdita della percezione del tempo necessario a produrre cibo,
- la distanza crescente tra produttori e consumatori nei centri più grandi,
- la difficoltà delle famiglie nel conciliare qualità e sostenibilità economica,
- la consapevolezza che “se il suolo si impoverisce, perdiamo ricchezza e salute”.
La tecnologia è stata vista come possibile alleata — dai social all’informazione digitale — ma da usare con attenzione, per non smarrire il valore della relazione diretta.

Tavolo 3 – Generazioni e Saperi Locali
Il dialogo intergenerazionale è apparso cruciale.
Parole chiave come senso di comunità, memoria, autosufficienza, tradizioni culinarie, oratorio, piazza hanno restituito l’immagine di Sant’Eraclio come luogo ricco di legami e saperi.
Sono state citate:
- la comunità vissuta come “una famiglia allargata”,
- la centralità dei luoghi informali (bar, piazza, oratorio),
- la necessità di non rifiutare l’innovazione, ma di accompagnarla con consapevolezza.
Da qui l’idea forte e condivisa: far incontrare generazioni diverse attraverso attività orticole e agricole, laboratori sul verde, e spazi di scambio di saperi.
Un tema emerso a gran voce: educare a una nuova ruralità
Dai tre tavoli è emerso un messaggio chiaro: i giovani vogliono essere coinvolti, ma attraverso esperienze reali, concrete, formative.
Una “nuova ruralità” che non idealizza il passato, ma guarda al futuro, intrecciando:
- formazione sul campo,
- laboratori orticoli e agricoli,
- cura del verde come spazio educativo,
- scambio intergenerazionale di competenze e memorie.

Ringraziamenti
Un ringraziamento particolare va:
- Alle ragazze e ai ragazzi di Sant’Eraclio, per l’energia, la curiosità e le idee che hanno animato il laboratorio.
- Alle famiglie, ai genitori e alla comunità locale, per la presenza attiva e il sostegno costante.
- Alla Comunanza Agraria di Sant’Eraclio, per il supporto, la visione e la disponibilità a condividere un patrimonio collettivo unico.
- Alle realtà produttive del territorio, che hanno portato testimonianze preziose:
- Ortoingiro, per il lavoro agricolo di prossimità e la cura quotidiana del suolo;
- UNE, per il modello innovativo di ristorazione sostenibile, sociale e radicata nel territorio.
- Alla Parrocchia di Sant’Eraclio, nella persona di Mons. Luigi Filippucci, per l’accoglienza e gli spazi messi generosamente a disposizione.
- A Federica Alfano e al collettivo Emidio di Treviri, per le preziose contaminazioni interregionali, l’impegno nella ricerca sul campo e lo sguardo critico sulle aree interne — un’importante occasione di studio, confronto e vita “in alto”.
- A Maurizio Cancelli, per aver condiviso la storia delle comunanze agrarie, esempi vivi di co-gestione della terra e delle sue risorse.
A Sandro Ciani, del Coordinamento Regionale delle Comunanze, per averci ricordato che siamo, prima di tutto, terra: humus che genera legami e futuro.
Rural Voices 2030 continua a dare voce ai territori e alle nuove generazioni, costruendo ponti tra suolo, comunità e futuro, e restituendo ai giovani il ruolo di protagonisti delle trasformazioni rurali che verranno.
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“Rural Voices 2030. Engaging young rural European citizens in a gender responsive approach to soil protection” è un progetto finanziato dall’Unione Europea attraverso il programma DEAR e promosso da un consorzio di 12 partner in 12 paesi, di cui il Comune di Foligno è partner con il supporto tecnico di FELCOS Umbria.

















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