Domande, provocazioni, risposte. Confronto e dialogo, all’insegna del rapporto tra persone e territorio. A Perugia ha avuto luogo un’iniziativa molto interessante che ha coinvolto un nutrito gruppo di studentesse e studenti del Dipartimento di Scienze Politiche dell’Università degli Studi di Perugia, nell’ambito del progetto europeo Rural Voices 2030. Ne è emerso un quadro della ruralità in cui i luoghi non appaiono più come uno sfondo lontano ma come uno spazio politico poroso, dove ciò che accade in un quartiere, in una frazione o in una valle si connette con processi, norme e priorità che si giocano anche a livello europeo.
Nel dialogo tra studentesse e studenti del Corso Magistrale in Lobbying e Media Relations del Dipartimento di Scienze Politiche dell’Università degli Studi di Perugia, prende forma uno sguardo nuovo sulla ruralità: un passaggio dalle percezioni personali alle azioni politiche, con l’intenzione di portare il territorio in cui si vive dentro i luoghi in cui si prendono le decisioni.
Il 1° dicembre, a Perugia, nell’aula del Corso Magistrale in Lobbying e Media Relations, si è svolta una pilot action del progetto Rural Voices 2030. Nello specifico, si è trattato di un World Café con il quale è stato aperto uno spazio di confronto sulle relazioni tra ruralità, territorio, equità di genere e possibilità di advocacy dal livello locale a quello europeo. Il metodo partecipativo del World Café, fondato sul dialogo e sulla costruzione di immaginari condivisi, ha permesso di far emergere narrazioni intime e politiche che nutriranno il policy paper nazionale del progetto e i percorsi di advocacy previsti per il 2026 all’interno del progetto.

Le Carte Domanda hanno guidato la conversazione. Alla domanda “Che tipo di rapporto hai con il tuo territorio?” è emersa un’immagine fatta di radici e distanze: il territorio come casa che accoglie e trattiene, luogo da cui fuggire e a cui tornare, “una frenesia lenta, piacevole”, come ha sintetizzato una studentessa, “che offre opportunità ma resta più tranquilla di altri luoghi”. La definizione di rurale si è rivelata sfaccettata: natura, tradizioni e comunità convivono con isolamento, mancanza di servizi e tempi dilatati, mentre il confine tra urbano e rurale appare sempre più mobile e poroso. Nella domanda sulle relazioni tra luoghi e genere, la sicurezza è emersa come chiave interpretativa: lo stesso spazio non è vissuto allo stesso modo da uomini e donne, e la geografia influisce sulla libertà di movimento, di espressione e di possibilità.
Le Carte Provocazione hanno trasformato il dialogo in un esercizio politico sul futuro. Alla provocazione “Dal luogo in cui vivo posso incidere sulle decisioni europee?” le risposte hanno indicato consapevolezza e desiderio di partecipazione: si può agire informandosi, costruendo reti, usando i social come leve civiche, portando istanze locali nei contesti in cui si decide. Di fronte alla frase “Le generazioni precedenti ci hanno lasciato un suolo sicuro e in salute…”, molte e molti hanno rivendicato la necessità di rimettere in discussione questa eredità segnata da crisi ambientali, economiche e sociali, affermando tuttavia il desiderio di assumersi una responsabilità concreta: informarsi, cambiare pratiche, chiedere nuove politiche. “Alle generazioni successive voglio lasciare consapevolezza e cura”, ha sintetizzato una studentessa.

Il World Café ha mostrato come ruralità, suolo e genere non siano ambiti separati, ma trame che attraversano la vita quotidiana, influenzando chi può muoversi, chi può restare, chi può immaginare un futuro. Ascoltare queste narrazioni significa trasformarle in orientamento politico: le idee emerse costituiranno una base preziosa per il policy paper nazionale di Rural Voices 2030 e per i prossimi passaggi di advocacy.
L’iniziativa si inserisce in un quadro più ampio di collaborazione e lavoro all’interno di Rural Voices 2030 tra FELCOS Umbria e il Dipartimento di Scienze Politiche dell’Università degli Studi di Perugia, resa possibile grazie all’impegno del Professore Marco Mazzoni, il Professore Giovanni Barbieri, la Professoressa Paola De Salvo, il Dott. Marco Pizzi e la Dott.ssa Susanna Pagiotti. Il progetto Rural Voices 2030, finanziato dall’Unione Europea attraverso il Programma DEAR, vede il Comune di Foligno come unico ente locale all’interno di un partenariato internazionale che coinvolge dodici Paesi europei: una scelta strategica per portare nel cuore dell’Europa la voce dei territori rurali, delle comunità e delle nuove generazioni che li abitano e li trasformano.
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“Rural Voices 2030. Engaging young rural European citizens in a gender responsive approach to soil protection“, è un progetto finanziato dall’Unione Europea attraverso il programma DEAR, promosso da un consorzio di 12 partner in 12 paesi e di cui il Comune di Foligno è partner con il supporto tecnico di FELCOS Umbria.




























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