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Agenda 2030

Enti territoriali, Istituzioni, Università, mondo economico e sociale in dialogo per lo sviluppo sostenibile e la cooperazione internazionale

L’evento “LO SVILUPPO SOSTENIBILE È UN PRESENTE DA COSTRUIRE INSIEME – Partnership multilivello e multi-attoriali per lo sviluppo sostenibile dei territori e la cooperazione internazionale” si svolge in occasione dell’Assemblea Straordinaria di FELCOS – Associazione di enti territoriali per lo sviluppo sostenibile e la cooperazione internazionale, convocata per l’approvazione del nuovo Statuto dell’Associazione, e rappresenta un momento di incontro e dialogo con gli Enti territoriali, le Istituzioni, le Università, il mondo economico e sociale e tutte le organizzazioni che in questi anni hanno contribuito alla costruzione di percorsi condivisi di sviluppo sostenibile, sia a livello locale che internazionale.

Sarà un’occasione per condividere insieme riflessioni e idee sul ruolo delle partnership territoriali per lo sviluppo sostenibile delle nostre comunità e per la cooperazione internazionale, valorizzare le esperienze realizzate e guardare alle nuove sfide che attendono i territori nel quadro dell’Agenda 2030 e nell’ambito del preoccupante contesto internazionale, che richiede un sempre più forte protagonismo dei governo locali e di tutti gli attori territoriali che hanno a cuore lo sviluppo sostenibile, il rispetto del diritto internazionale, la solidarietà, i diritti umani, il dialogo, la cooperazione internazionale e la pace.

 

Il format dell’incontro è stato pensato come uno spazio di dialogo tra i diversi attori dello sviluppo e della cooperazione internazionale, enti territoriali, istituzioni, università, organizzazioni del terzo settore, della società civile e del settore economico e sociale.

La presenza di numerosi relatori intende rappresentare concretamente la dimensione multilivello e multi-attoriale delle partnership territoriali, al centro del tema dell’evento, e allo stesso tempo il desiderio di creare uno spazio di dialogo e confronto con tutti coloro che, negli anni, hanno collaborato e continuano a collaborare con FELCOS nella realizzazione di attività, progetti, iniziative, e percorsi di sviluppo sostenibile e di cooperazione internazionale.

 

PROGRAMMA

10:30

Saluti di benvenuto

Lorenzo Schiarea

Assessore alla Cooperazione Internazionale del Comune di Foligno Vice Presidente FELCOS

Stefania Proietti

Presidente della Regione Umbria

Apertura dei lavori

Lorenzo Lucarelli Presidente FELCOS Sindaco di Narni

Federico Gori

Presidente ANCI Umbria, Sindaco di Montecchio, Vice Presidente FELCOS

Fabio Barcaioli

Assessore alla cooperazione internazionale Regione Umbria

Giovanni Camilleri

Docente UN Agenda 2030 Università INSUBRIA, già Coordinatore Iniziativa ART UNDP

 

11:00 – 11:30

Il ruolo dei governi locali e dei partenariati territoriali nella cooperazione internazionale

Moderatore: Massimo Porzi, Direttore FELCOS

Stefano Lo Russo

Vice Presidente ANCI Nazionale con delega alla cooperazione internazionale Sindaco di Torino

Francesco Brendolise

Assessore alla cooperazione internazionale Comune di Pavia

Manuel Redaño

Direttore FAMSI (Fondo Andaluso dei Municipi per la Solidarietà Internazionale)

Gianluca Saba

Responsabile Servizio Relazioni Internazionali e Cooperazione Internazionale Comune di Genova

João Ferreira

Presidente ANAMM (Associazione Nazionale dei Municipi Mozambicani)

Giulio Cherubini

Presidente Unione dei Comuni del Trasimeno, Sindaco di Panicale

Sabrina Rosati

Direttrice Fondazione E35

 

11:30 – 12:00

La cooperazione internazionale come politica territoriale. La diplomazia delle città e le partnership internazionali

Moderatore: Daniele Ciri, Responsabile Area Comunicazione FELCOS

Fabrizio Croce

Assessore del Comune di Perugia

Abd Al-Kareem Zubaidi

Presidente APLA (Associazione Nazionale delle Municipalità Palestinesi) Sindaco di Salfit

Gianfranco Commodaro

Unità diplomazia e cooperazione internazionale delle Città Comune di Milano

Carla Cocilova

Vice Sindaca del Comune di Pontedera, Delegata alla cooperazione di ANCI Toscana

Antonio Ragonesi

Capo Area Relazioni internazionali, Sicurezza e Protezione civile ANCI Nazionale

Vincenzo Panettieri

Presidente APIMED (Associazione degli apicoltori del Mediterraneo)

 

12:00 – 12:30

Attori e strategie territoriali per lo sviluppo sostenibile

Moderatore: Umberto BoneF, Responsabile Area Sviluppo locale FELCOS

Andrea Sisti

Presidente AURI (Autorità Regionale Rifiuti e Idrico) Sindaco di Spoleto

Alfonso Morelli

Direttore Generale ARPA Umbria

Giovanni Roccatelli

Coordinatore Progetto Rete Umbra per lo sviluppo sostenibile Regione Umbria

Daniela Baviera

Assessore del Comune di Fontanafredda Iniziativa Comune amici delle Api

Antonella Tiranti

Dirigente Servizio Turismo – Regione Umbria

Enzo Di Placido

Responsabile Ufficio VAS – Regione Abruzzo

Amelia Argenziano

Coordinatrice Area promozione economica Camera di Commercio dell’Umbria

12:30 – 13:00

Il ruolo della formazione, dell’educazione e della ricerca nei processi di sviluppo territoriale sostenibili Moderatore: Colomba Damiani, Responsabile Area Educazione FELCOS

Joseph Flagiello

Amministratore Unico Scuola regionale di formazione pubblica -Villa Umbra

Luca Ferrucci

Amministratore Unico Sviluppumbria

Società Regionale per lo sviluppo economico dell’Umbria

Elisa Belloni

Delegato alla cura del costruito e alla sostenibilità ambientale. Università degli Studi di Perugia

Simona Lazzari

Dirigente Istituto tecnico industriale “Leonardo Da Vinci”, Foligno

Maria Nives Reggio

Vicedirettrice FILSE

Società Regionale per lo sviluppo economico della Liguria

Silvio Ranieri

Segretario Generale ANCI Umbria

Mauro Zampolini

Direttore del Dipartimento di Riabilitazione USL Umbria 2

Daniela Riganelli

Docente Liceo Scientifico e Artistico G. Marconi. Foligno

13:00 – 13:30

Cooperazione internazionale e partenariati globali per lo sviluppo sostenibile

Moderatore: Lucia Maddoli, Vice Direttrice FELCOS

Sébastien Vauzelle

Responsabile del Segretariato della Coalizione Local 2030 delle Nazioni Unite

Márcio Daniel

Ministro del Turismo della Repubblica di Angola

Giacomo Negrotto

Local governance specialist – Local Action Team UNDP New York

Cristino Pedraza

Coordinatore del programma congiunto UN Highlands – UNDP Papua Nuova Guinea

Antonio Zurita

Presidente Coop&CO 2030

Jorge Luis Cepero Aguilar

Ambasciatore di Cuba in Italia

Jose Felix

Responsabile Area Sviluppo sostenibile e crescita inclusiva – UNDP Angola

Conclusioni

Massimo Porzi

Direttore FELCOS

Umbria Legale e Sicura porta il tema dello sfruttamento lavorativo a scuola

Si è concluso in Umbria un ciclo di laboratori del progetto “Umbria Legale e Sicura”, cche ha coinvolto oltre 200 studenti delle scuole secondarie. Il percorso ha affrontato il tema dello sfruttamento lavorativo, mettendo a confronto percezioni e dati reali. Attraverso attività interattive e role-playing, i giovani hanno esplorato dinamiche, vulnerabilità e responsabilità. Il laboratorio ha rafforzato consapevolezza e pensiero critico su diritti e lavoro dignitoso. Un’esperienza che conferma il ruolo dell’educazione nella prevenzione e nel contrasto allo sfruttamento.

Si è concluso il primo ciclo di laboratori nelle scuole secondarie di secondo grado dell’Umbria nell’ambito del progetto “Umbria Legale e Sicura – interventi di supporto all’integrazione e contrasto allo sfruttamento lavorativo”, promosso con Regione Umbria capofila e FELCOS tra i partner attuatori. Un percorso che ha coinvolto 7 istituti scolastici, 12 classi e 222 studentesse e studenti, chiamati a riflettere su un tema centrale: lo sfruttamento lavorativo, con particolare attenzione alla condizione dei cittadini di Paesi terzi.

 

Con il progetto Umbria Legale e Sicura abbiamo portato il tema dello sfruttamento lavorativo nelle scuole

Sfruttamento lavorativo: tra percezione e realtà
Il laboratorio ha preso avvio da una domanda chiave: quanto conosciamo davvero il fenomeno dello sfruttamento lavorativo nel nostro territorio? Le classi hanno lavorato in gruppi di lavoro sulle proprie percezioni: è presente in Umbria? In quali settori? Chi sono le persone più esposte? Qual è il legame tra condizione migratoria e vulnerabilità lavorativa? Il confronto tra le loro percezioni e i dati ufficiali ha aperto uno spazio di analisi e riflessione critica. È emerso come lo sfruttamento non sia un fenomeno distante o confinato ad altri contesti geografici, ma una realtà presente anche a livello regionale, spesso in forme meno visibili. Sono state approfondite le condizioni di vulnerabilità che accrescono il rischio di sfruttamento per i cittadini di Paesi terzi, tra cui, precarietà contrattuale, dipendenza dal datore di lavoro per il mantenimento del permesso di soggiorno, barriere linguistiche, scarsa conoscenza dei propri diritti.

 

Al centro delle attività un gioco di ruolo basato su eventi realistici

 

Mettersi nei panni degli altri
Parte centrale del laboratorio è stata l’attività di role-playing, attraverso la quale studentesse e studenti sono diventati protagonisti attivi, impersonando figure coinvolte nelle dinamiche dello sfruttamento lavorativo e mettendo in scena un caso realistico. Lavoratori migranti, intermediari, caporali, rappresentanti sindacali, ispettori del lavoro, forze dell’ordine, mediatori culturali sono stati alcuni dei personaggi interpretati. L’esperienza ha avuto un forte impatto: vivere in prima persona situazioni di vulnerabilità e asimmetria di potere ha reso il fenomeno più tangibile e comprensibile. Il confronto tra ruoli diversi ha evidenziato la complessità del sistema e le responsabilità diffuse che possono favorire o contrastare lo sfruttamento. A seguire, un approfondimento interattivo ha chiarito il quadro normativo nazionale, la definizione giuridica di sfruttamento lavorativo, soprattutto per cittadini di Paesi Terzi, gli strumenti di tutela esistenti e il ruolo delle istituzioni, con riferimento agli interventi attivati dal progetto “Umbria Legale e Sicura”.

 

Spazio al pensiero critico e alla creatività
Il percorso si è concluso con il lancio di un contest regionale rivolto alle scuole partecipanti, volto a stimolare la produzione di elaborati e racconti multimediali capaci di sensibilizzare la cittadinanza sui temi del lavoro dignitoso, dei diritti e del contrasto allo sfruttamento lavorativo di cittadini di paesi terzi.

Dai feedback raccolti emerge una valutazione molto positiva. Le classi hanno riconosciuto nel laboratorio uno spazio di confronto autentico su un tema spesso poco trattato in modo strutturato nei percorsi scolastici. La presenza di contesti multiculturali ha favorito uno scambio ricco e radicato nelle esperienze personali. Particolarmente apprezzato è stato il lavoro sulle percezioni iniziali, messo a confronto con i dati reali, che ha rafforzato il senso critico. Il gioco di ruolo, indicato come uno degli elementi più efficaci, ha permesso di comprendere come lo sfruttamento lavorativo non sia un concetto astratto, ma una realtà che incide sulla dignità delle persone e sulla loro qualità di vita. Un primo ciclo di laboratori che conferma il valore dell’educazione come strumento di sensibilizzazione, informazione e prevenzione dello sfruttamento, promuovendo consapevolezza, legalità e integrazione.

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La cooperazione umbra in Malawi per la salute dalla donna

Al via il progetto THE NET, dedicato alla prevenzione del cancro uterino, con la missione inaugurale alla presenza di diversi rappresentanti istituzionali regionali. Fulcro della missione l’evento di lancio del progetto, gli incontri operativi e i sopralluoghi nei territori teatro delle attività.

 

Garantire una vita sana e promuovere il benessere per tutti a tutte le età. Aumentare la copertura dei servizi di qualità per la prevenzione oncologica femminile nel Distretto di Blantyre. Migliorare la governance sanitaria partecipativa. Ottimizzare il piano operativo distrettuale per la prevenzione oncologica femminile attraverso l’organizzazione di campagne di vaccinazione HPV, screening presso i centri di salute e servizi di citologia e telemedicina tramite cliniche mobili urbane e rurali.

 

 

Sono questi gli obiettivi principali del progetto THE NET – Rafforzamento della governance per la prevenzione oncologica femminile e la salute della donna in Malawi, finanziato dall’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (AICS) e realizzato in partenariato da Comune di Perugia (Capofila), Regione Umbria, FELCOS, USL Umbria 1, USL Umbria 2, Dipartimento di Salute del Distretto di Blantyre, Peace and Development Trust, Breast Cancer and Care Foundation, TeamDev, Fondazione Albero della Vita, Associazione Patologi Oltre Frontiera, Associazione Amici del Malawi, SottoSopra.

Un partenariato composito ed articolato, coordinato dal Comune di Perugia attraverso l’Ufficio Progetti europei e Relazioni internazionali, con il supporto tecnico ed operativo di FELCOS, che ha avuto modo di ritrovarsi in occasione della missione inaugurale, in corso dal 15 febbraio e che terminerà il prossimo 22 febbraio, durante la quale ha preso forma il cuore operativo del progetto con l’avvio sul campo di un lavoro intenso che sarà volto a rafforzare concretamente la prevenzione oncologica femminile e la salute delle donne delle fasce di età 9-14 e 25-49 anni.

Alla missione hanno preso parte l’Assessore alla Pace e alla Cooperazione internazionale della Regione Umbria Fabio Barcaioli, il Presidente di FELCOS e Sindaco di Narni Lorenzo Lucarelli, la Vicedirettrice di FELCOS Lucia Maddoli, la Project Assistant di FELCOS Chiara Flagiello, la Direttrice responsabile del Centro SSD Screening Oncologici USL Umbria 2 Debora De Angelis, le Ostetriche Alessia Longhi e Paola Langeli e il Tecnico di laboratorio biomedico Chiara Piersante della stessa USL, il Direttore della UOSD Ostetricia e Ginecologia MVT-Coordinamento ospedale-territorio e Responsabile del secondo livello dello screening della cervice USL Umbria 1 Vinicio Martinoli, il Presidente APOF Paolo Giovenali e la Responsabile Amministrazione APOF Anna Di Lorenzo.

 

 

La visita in Malawi ha permesso alla delegazione di capire la situazione sanitaria locale ed entrare nel vivo delle attività del Centro di Salute di Mandala, seguendo l’intero percorso di presa in carico: dall’accoglienza delle pazienti alle visite cliniche, dal counselling ai servizi nutrizionali, in modo da comprendere in profondità come i servizi funzionano e come possono essere ulteriormente potenziati. Durante la visita operativa sono state osservate e affiancate le attività di screening e trattamento del cancro alla cervice, in un confronto tecnico diretto con il personale sanitario locale, con l’obiettivo di condividere competenze e rafforzare capacità.

Tra i momenti più emozionanti l’incontro con le attiviste e gli attivisti di Peace and Development Trust. Donne e uomini che, attraverso la propria esperienza creano un ponte tra i pazienti e il personale sanitario, contribuendo a ridurre stigma, paure e barriere culturali e diventando motore di sensibilizzazione nelle comunità. Allo stesso modo, il confronto con Breast Cancer Care Foundation ha permesso di consolidare le strategie di prevenzione e screening del tumore al seno, integrandole in una visione più ampia e coordinata.

Una condivisione di intenti e operatività che ha trovato il momento di rappresentazione durante l’evento pubblico di avvio del progetto che ha avuto luogo giovedì 19 febbraio a Blantyre, alla presenza del Direttore sanitario del Distretto di Blantyre, del Sindaco di Blantyre Isaac Jomo Osman e della Viceconsole onoraria Grazia Bizzarro, insieme ai rappresentanti istituzionali di Regione Umbria, FELCOS, delle due USL, di APOF e degli altri due partner malawiani, Peace and Develpment Trust e Breast Cancer Foundation.

In tutti gli interventi, molto sentiti e significativi, è emersa la soddisfazione e un grande entusiasmo per l’inizio di questo cammino da fare insieme per un obiettivo importante comune, migliorare la salute delle donne.

 

 

Lorenzo Lucarelli, Presidente di FELCOS e Sindaco di Narni: “Come Presidente di FELCOS desidero esprimere la soddisfazione per l’avvio di questo progetto di cooperazione internazionale che ci vedrà impegnati per i prossimi 3 anni in un importante lavoro congiunto che rappresenta una grande opportunità di sviluppo e arricchimento reciproco, nel pieno spirito della cooperazione. FELCOS – che vanta quasi 20 anni di esperienza nella ideazione, promozione e gestione di progetti di cooperazione allo sviluppo promossi in 21 paesi del mondo, molti dei quali in ambito sanitario – crede fortemente che la cooperazione tra territori rappresenti un elemento fondamentale affinché, attraverso scambi di pratiche, confronto tra modelli organizzativi e, non ultimo, costruzione di fiducia istituzionale, i sistemi pubblici possano rafforzarsi. La prevenzione oncologica femminile è un ambito in cui il livello territoriale è decisivo poiché è nei territori che si attivano gli operatori comunitari, si organizza lo screening, si intercettano le fragilità, e si costruisce fiducia con le comunità”.

Vinicio Martinoli, Direttore della UOSD Ostetricia e Ginecologia MVT-Coordinamento ospedale-territorio e Responsabile del secondo livello dello screening della cervice USL Umbria 1: “È un onore essere qui oggi alla presentazione di un progetto di cooperazione internazionale, che nasce non solo come una alleanza tecnica ma come un vero interscambio culturale e scientifico tra Italia e Malawi. L’obbiettivo di salute dei programmi di screening è la riduzione della mortalità. Per programma di screening si intende un intervento organizzato di sanità pubblica su una popolazione asintomatica con l’intento di sottoporla periodicamente a controlli per individuare la patologia cancerosa prima dell’insorgenza dei sintomi. Nella nostra regione Umbria circa 50 anni fa è nato il Centro di Citologia Provinciale con uno screening opportunistico e con del personale dedicato. Verso il 2007 si è sviluppato un sistema informatico unico per tutti gli screening presenti nella Regione (mammella, colon retto e cervice) e nel 2011 è iniziato uno studio sull’uso del test HPV-DNA e, nel 2014, è partito lo screening che vede l’HPV test come test primario di screening per il carcinoma della cervice. Il test viene offerto alle donne non vaccinate tra i 30 e 65 anni con ripetizione a 5 anni se negativo. Questo importante progetto non sarà quindi a senso unico ma esso è e sarà uno scambio: l’Italia porta la tecnologia e una esperienza maturata negli anni mentre il Malawi ci insegna, come abbiamo potuto vedere in questi giorni, l’accessibilità e la dedizione clinica sul territorio. Insieme non stiamo solo esportando macchinari ma stiamo coltivando competenze. Investire in questo interscambio significa credere che la salute sia un diritto universale che cresce solo attraverso la collaborazione”.

Debora De Angelis, Direttrice responsabile del Centro SSD Screening Oncologici USL Umbria 2: “Ringrazio per l’opportunità di portare avanti insieme questo progetto, che arricchirà entrambi i paesi, Italia e Malawi. In questi giorni mi sono resa conto di quale sia la situazione sanitaria in Malawi ma, nonostante tutto, ho notato e riconosciuto il lavoro degli attivisti, dei volontari e soprattutto del personale sanitario che, nonostante le tante difficoltà, porta avanti numerosi progetti rivolti alla popolazione, tra cui quelli riguardanti lo screening della cervice uterina con il metodo “See and Treat”. Con tanta fatica cercano di ampliare la popolazione aderente per promuovere, anche nelle zone limitrofe meno favorite, il diritto alla salute a tutti, perché un diritto che non ha nazione, ma è internazionale. Per tutto il progetto, che sarà un continuo scambio, vorremmo coltivare competenze e contribuire al raggiungimento del loro obiettivo, che ora è diventato anche un nostro obiettivo, ovvero portare lo screening dell’HPV al 70% della popolazione femminile.”

 

Con i Forum territoriali prende avvio la fase partecipativa della Strategia Regionale per lo Sviluppo Sostenibile dell’Umbria

Presentata in Regione Umbria la fase partecipativa del Progetto “Rete Umbra per lo Sviluppo Sostenibile”, cuore del secondo atto della Strategia Regionale per lo Sviluppo Sostenibile dell’Umbria. Dopo il percorso formativo dedicato ai Comuni curato da ANCI Umbria e successivamente al percorso fomativo rivolto alle imprese curato da Sviluppumbria, FELCOS si occuperà di attivare e coordinare il lavoro dei Forum territoriali tematici, a cui sono chiamati a partecipare istituzioni, organizzazioni, associazioni ed altri stakeholders delle 6 zone regionali della sostenibilità.

 

La Sostenibilità è un futuro da fare insieme. E’ questa la frase che FELCOS usa per spiegare il senso di uno sviluppo che tenga conto di più esigenze collettive insieme: economica, sociale, ambientale.

Un approccio che è alla base del progetto “Rete umbra per lo Sviluppo sostenibile”, su cui si fonda la seconda fase attuativa della Strategia Regionale per lo Sviluppo Sostenibile dell’Umbria, realizzato da Regione Umbria, ANCI Umbria e FELCOS, in collaborazione con ARPA Umbria, Sviluppumbria, Parco 3A, Unipg e Unistra.

 

Con l’apertura dei Forum territoriali coordinati da FELCOS prende avvio la fase partecipativa del progetto Rete Umbra per lo Sviluppo Sostenibile

 

Dopo aver dato vita a due percorsi formativi, dedicati ai Comuni (a cura di ANCI) e alle imprese (a cura di Sviluppumbria), ora il progetto apre alla partecipazione attraverso l’avvio dei Forum territoriali, progettati, animati e coordinati da FELCOS. Le attività dei Forum sono state presentate ad un incontro intitolato “La partecipazione come motore di localizzazione degli obiettivi regionali di Sviluppo Sostenibile“, a cui hanno partecipato l’Ass. regionale all’Ambiente e Coordinatore della Cabina di regia per la Strategia regionale Thomas De Luca, oltre che il Presidente di ANCI Umbria e Sindaco di Montecchio Federico Gori, Anna Bombonato della Direzione generale affari europei, internazionali e finanza sostenibile del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE), l’esperto di pianificazione strategica Luca Trepiedi, la Dott.ssa Arianna Tiralti del Dipartimento Scienze Ambientali dell’Università degli Studi di Perugia, il Direttore di COOP&CO Sviluppo Umano Sostenibile Antonio Zuritas Contreras. 

“La Formazione per gli Enti Locali e le Imprese è stato un percorso di capacitazione e approfondimento appassionante e costruttivo, che permette ai Comuni di avere piena consapevolezza rispetto ai temi della Strategia Regionale di Sviluppo Sostenibile – spiega Umberto Bonetti, referente dell’Area Localizzazione territoriale degli obiettivi di Sviluppo Sostenibile di FELCOS -. Ora parte la fase di localizzazione, dove andremo ad ascoltare i territori degli Ambiti della Strategia, per raccogliere suggerimenti e istanze locali in materia di sostenibilità ambientale, economica e sociale. Sarà un percorso guidato da FELCOS attraverso strumenti partecipativi già sperimentati che ci consentiranno di ordinare e riportare i contributi nella revisione della Strategia Regionale di Sostenibilità”.

 

Umberto Bonetti di FELCOS illustra il funzionamento dei Forum territoriali del progetto Rete Umbra per lo Sviluppo Sostenibile

 

18 Forum territoriali con 3 incontri tematici per ogni ambito territoriale

Durante l’incontro FELCOS, con gli interventi del Direttore Massimo Porzi e di Umberto Bonetti, ha illustrato il metodo partecipativo e il funzionamento dei 18 forum territoriali che, a partire tra marzo e aprile, coinvolgeranno istituzioni, associazioni, organizzazioni, comitati e altri stakeholders, sui temi connessi alle P della sostenibilità:
– Pianeta: transizione energetica, ciclo dei rifiuti, qualità ambientale, adattamento climatico;
– Prosperità: impresa responsabile, economia circolare, innovazione e sviluppo, turismo sostenibile;
– Persone e Pace: servizi sociosanitari, giovani e istruzione, disabilità e inclusione nuove povertà, partecipazione civica, dialogo interculturale, cultura della legalità, coesione territoriale.

“Parallelamente siamo in fase di lancio del Forum dei Giovani, al quale teniamo particolarmente, per raccogliere il punto di vista dei giovani umbri sui temi della sostenibilità; lo faremo attraverso l’attivazione di un gioco di ruolo, che presenta una serie di scenari di inSOStenibilità da affrontare e risolvere nei diversi ambiti”.

 

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Piattaforme per l’advocacy e negozi solidali, nelle Mauritius il progetto ENSAMN raccoglie frutti sempre più importanti.

Le attività di Cooperazione internazionale di FELCOS del 2025 si chiudono con una missione operativa molto significativa che abbiamo coordinato sull’isola di Rodrigues, nelle Mauritius, dove siamo capofila del Progetto ENSAMN. Grazie al progetto, finanziato dall’Unione Europea e dedicato alla resilienza climatica e allo sviluppo di attività economiche sostenibili e inclusive, abbiamo inaugurato una piattaforma che riunisce diverse organizzazioni della società civile e che fungerà da spazio collettivo di lavoro e posto le basi per la costituzione di un punto vendita di prodotti alimentari a prezzi calmierati per le persone in difficoltà.

 

Da quando nel 2024 nell’isola di Rodrigues, nelle Mauritius, abbiamo dato il via al progetto ENSAMN, tutto ciò che con i nostri partner abbiamo costruito è servito ad arrivare fin qui: all’avvio di azioni concrete in grado di generare sviluppo sostenibile e inclusivo, costruendo resilienza in ambito economico, sociale ed ambientale anche a partire dall’implementazione del settore apistico locale, in una terra dove il cambiamento climatico fa sentire con più forza le sue conseguenze.

La nuova missione che si è svolta nei primi giorni di dicembre, ha portato a termine diverse attività importanti, che spaziavano dalla formazione, all’avvio di azioni pilota, fino al lavoro sul campo nelle zone più rurali del territorio. A partire da questo contesto, la missione ha preso avvio con la realizzazione a Port Maturin di un workshop dedicato all’advocacy e al networking, sviluppato con i membri dell’Advocacy Board ENSAMN e condotto da Ludovica Bottarelli, con il supporto di Francesca De Paula, Project Manager di FELCOS e coordinatrice di progetto.

 

Il giorno successivo a Malabar è stata poi la volta del 1° Forum Tematico intitolato “Clima, agroecologia, inclusione”. A condurlo Fabio Primavera, agronomo ed esperto del progetto ENSAMN, che ha toccato i temi dell’agroecologia e della gestione delle risorse idriche, parlando di “idee e opportunità nel contesto di Rodrigues”.

Due appuntamenti di formazione e approfondimento con i quali abbiamo riannodato tutti i fili di senso delle attività che hanno caratterizzato fino ad ora le attività del progetto e che hanno poi guidato le operatività della missione.

 

Inaugurati due servizi importanti per la popolazione locale.

Durante la missione abbiamo vissuto altri due momenti operativamente molto significativi, sia per il progetto ENSAMN nel suo insieme che per la popolazione locale con la quale li abbiamo condivisi. Abbiamo infatti inaugurato due servizi molto importanti, uno rivolto alle persone vulnerabili e l’altro ai piccoli produttori locali, a seguito della firma di altrettanti documenti ufficiali.

Insieme a Caritas Rodrigues, alla Chiesa e alla Fabrique di Grande Montagne, abbiamo dato attuazione ad un’azione pilota finanziata dal progetto ENSAMN intitolata Boutique Solidaire, grazie alla quale sarà aperto un negozio dove prodotti e beni di prima necessità saranno venduti alle persone vulnerabili a prezzi ridotto del 30-50%.

Con l’Advocacy Board ENSAMN, in occasione di una cerimonia molto partecipata, abbiamo lanciato ufficialmente la ENSAMN Plateforme Citoyenne Rodrigues, alla presenza dei rappresentanti della Delegazione UE, Antonio De Velasco e Madev Balloo. Un contesto di implementazione digitale, che al momento unisce 10 organizzazioni della società civile attive sui temi dell’ecologia, dell’empowerment delle donne, delle persone con disabilità e dell’agricoltura, con il quale sarà possibile per la comunità locale procedere con maggior efficacia nelle attività di advocacy e networking.

 

 

Vivai e mercati sociali: la missione si è chiuse con diverse attività di campo.

Dopo seminari e forum, appuntamenti ufficiali e confronti operativi, la missione del progetto ENSAMN si è chiusa con alcune attività di campo.

Insieme ai partner e ad alcuni produttori locali, abbiamo effettuato dei sopralluoghi nelle aree rurali e nella valle del caffè dell’isola di Rodrigues dove prenderanno vita alcune delle azioni pilota previste dal progetto. In particolare, siamo andati a vedere i terreni dove sorgerà un vivaio sociale, realizzato con piante endemiche e che fungerà anche come luogo d’accoglienza per persone vulnerabili, e gli appezzamenti e gli apiari di Veronique, responsabile della ONG “Sore – Save Our Rivers Ecosystem”, dove abbiamo verificato la possibilità di utilizzare i terreni incontaminati come benchmark per monitorare la qualità del terreno. I sopralluoghi hanno poi interessato il Penitenziario di Rodrigues, dove un’azione pilota si occuperà di migliorare la qualità dell’orto e di allestire alcuni apiari, e il mercato sociale dove alcuni agricoltori coinvolti nel progetto vendono i propri prodotti.

 

In totale, tra quelle avviate e in corso di avvio, sono 10 le azioni pilota finanziate dal progetto ENSAMN.

  1. Vivaio comunitario presso l’area della parrocchia di San Gabriel: Creazione di un vivaio di 300 m² per la propagazione di albero del pane, platano, moringa, papaya e alcune specie endemiche selezionate. Il vivaio fungerà da orto comunitario e centro di formazione su agroecologia e pratiche di gestione intelligente dell’acqua, con generazione di reddito attraverso la vendita di piantine e contributi comunitari. 
  1. Piante mellifere per l’apicoltura: Piantagione su larga scala di specie mellifere per fornire foraggio sostenibile alle api e ridurre la vulnerabilità alla variabilità climatica, supportando direttamente la produzione di miele e i servizi di impollinazione.
  1. Apicoltura nel carcere di Rodrigues: Installazione di tre arnie all’interno del complesso carcerario, abbinata a corsi di formazione in apicoltura per i detenuti. Questo progetto pilota collega la resilienza climatica all’inclusione sociale, offrendo competenze e opportunità ai gruppi vulnerabili.
  1. Appezzamenti dimostrativi di agroecologia: Creazione di appezzamenti dimostrativi con agricoltori locali per mostrare pratiche come il compostaggio, la pacciamatura con BRF, la diversificazione delle colture e l’uso efficiente dell’acqua. Questi siti fungeranno da aule all’aperto per altri produttori.
  1. Negozio della Solidarietà: Lancio di un negozio comunitario per commercializzare prodotti di organizzazioni della società civile e piccoli agricoltori (miele, piante, prodotti agroecologici, artigianato), creando visibilità e sostenendo le economie locali. 
  1. Programma di Incubazione e Tutoraggio: Sviluppo di un programma di incubazione d’impresa che offra tutoraggio a donne, giovani e gruppi vulnerabili, guidandoli nella formulazione, pianificazione e accesso al credito di progetti di impresa. Il programma sarà sviluppato in collaborazione con SME Rodrigues, Invest Rodrigues e la Commissione per le Donne.
  1. Pellettatrice per mangimi animali o altri usi: Introduzione di un progetto pilota per la produzione di mangimi pellettati di provenienza locale per il bestiame, riducendo la dipendenza dai prodotti importati e supportando approcci di economia circolare. La macchina viene acquistata (+/- 1000 euro) e stoccata a St. Gabriel. Fabio-Pascal-Robert calcolerà il fabbisogno di superfici coltivate in base alla capacità della macchina e al numero di capi di bestiame. Successivamente, dovremo capire se la quantità di terreno da dedicare al foraggio (meglio non utilizzare l’erba medica, che non è adatta alle zone tropicali, meglio la Clitoria ternathea) è effettivamente disponibile o meno e, in generale, se ha senso, in un luogo come Rodrigues, dedicare terreno alla produzione di mangimi per animali. Potrebbe essere più fattibile utilizzare la pellettatrice per la copertura delle piante/piantine (rimuovendo la plastica) o per creare uno degli strati per le aree di compostaggio o come lettiera per animali (pollame). In generale, la pellettatrice ha senso come anello finale della filiera, per trasformare tutti i residui della coltivazione in pellet, che ogni agricoltore Può essere utilizzato per diversi scopi, riducendo così il volume dei rifiuti.
  1. Piantagione di Vetiver per il controllo dell’erosione e per prodotti artigianali: Piantagione di Vetiver per stabilizzare i terreni, prevenire l’erosione e promuoverne l’uso nell’artigianato (ad esempio, stuoie, cesti), combinando la tutela ambientale con la generazione di reddito. 
  1. Gestione delle risorse idriche e agricoltura rigenerativa a Rodrigues a beneficio delle famiglie vulnerabili: Acquisto di cemento, costruzione e messa in funzione di bacini idrici operativi per la raccolta dell’acqua piovana. 
  1. Valle del caffè: Integrazione di modelli agroforestali in appezzamenti pilota della Valle del Caffè e creazione di un vivaio di piante di caffè con l’uso di agricoltura sostenibile e metodi di irrigazione intelligenti per la coltivazione del caffè.

 

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Il Progetto ENSAMN – Rodrigues alliance for partecipatory climate resilience and socio-economic inclusion, è finanziato dall’Unione Europea e realizzato in partnership da FELCOS (Capofila), CESAR Umbria – Centro per lo Sviluppo Agricolo e Rurale, RIDS – Rete Italiana Disabilità e Sviluppo, Care-Co, AREF Association Rodrigues Entreprendre au Féminin , REFG – Groupe pour l’Environment de Rodrigues.

Giovani, suolo, cibo e saperi: a Sant’Eraclio di Foligno nasce l’idea di una nuova ruralità.

Procedono a gran ritmo le attività del progetto europeo Rural Voices 2030, di cui il Comune di Foligno è partner con il supporto tecnico di FELCOS. A Sant’Eraclio, presso i locali della Casa parrocchiale, si è tenuto il secondo Youth Lab dedicati alla partecipazione giovanile intorno ai temi del progetto. Durante un World Cafè molto partecipato, è stato affrontato il rapporto tra i giovani e la terra, le comunità del cibo e i saperi locali. Tante le esigenze e le proposte emerse per far tornare i territori rurali luoghi attrattivi per le nuove generazioni.

 

Il secondo appuntamento del Rural Voices 2030 | Youth LAB è arrivato a Sant’Eraclio, cuore di una delle comunità più vive e popolate del territorio folignate. Un pomeriggio intenso, partecipato, capace di mettere in dialogo giovani, realtà locali, ricercatori, agricoltori e attori del territorio attorno a un tema comune: immaginare insieme il futuro delle nostre aree rurali.

L’incontro si è aperto con un quiz interattivo dedicato ai temi chiave del progetto – dai domini collettivi alla custodia del suolo, fino ai paesaggi rurali e alle dinamiche comunitarie – che ha permesso ai partecipanti di entrare in modo leggero ma consapevole nello spirito del percorso, a cui sono seguiti tre brevi contributi introduttivi che hanno offerto prospettive complementari:

  • Sandro Ciani, con un aggiornamento dalla 31ª Riunione scientifica UniTrento, ha portato il tema dei sistemi collettivi di gestione della terra.
  • Mauro Gramaccia (Parco 3A) ha aperto una riflessione sulle comunità del cibo e sulle economie locali.
  • Lucile Kopczynski (Ristorante UNE) e Federica Fratini (Ortoingiro / Casa dei Semi della Valle Umbra Sud) hanno condiviso esperienze concrete dal territorio, mostrando come il lavoro agricolo e gastronomico possa essere sostenibile, creativo e profondamente connesso alla vita comunitaria.

 

 

 

Il cuore del pomeriggio: il World Café

La parte centrale dello Youth LAB è stata un World Café articolato in tre tavoli tematici, moderati da Federica Alfano (Emidio di Treviri), Mauro Gramaccia (Parco 3A) e Vittoria Di Giovanni (Parco 3A). Dai dialoghi sono emersi elementi preziosi, che mettono in luce sfide, visioni e nuovi desideri delle giovani generazioni.

Tavolo 1 – Giovani e Terra

È emerso con forza il bisogno di educare a una nuova ruralità, capace di avvicinare i giovani alla terra attraverso esperienze pratiche, non idealizzate.
Sono stati richiamati:

  • la mancanza di servizi nelle aree periferiche,
  • la difficoltà di percepire la terra come opportunità e non come rinuncia,
  • il valore (anche emotivo) degli spazi abbandonati: “un terreno incolto è triste”, “uno spreco di nutrienti”, “un’opportunità mancata”.

Dal tavolo è nata una proposta concreta: “adottiamo un terreno”, come spazio formativo, sociale e comunitario.

 

Tavolo 2 – Giovani e Comunità del Cibo

Il cibo è stato discusso come ponte tra suolo, salute e comunità.
Sono emersi temi centrali:

  • la perdita della percezione del tempo necessario a produrre cibo,
  • la distanza crescente tra produttori e consumatori nei centri più grandi,
  • la difficoltà delle famiglie nel conciliare qualità e sostenibilità economica,
  • la consapevolezza che “se il suolo si impoverisce, perdiamo ricchezza e salute”.

La tecnologia è stata vista come possibile alleata — dai social all’informazione digitale — ma da usare con attenzione, per non smarrire il valore della relazione diretta.

 

 

Tavolo 3 – Generazioni e Saperi Locali

Il dialogo intergenerazionale è apparso cruciale.
Parole chiave come senso di comunità, memoria, autosufficienza, tradizioni culinarie, oratorio, piazza hanno restituito l’immagine di Sant’Eraclio come luogo ricco di legami e saperi.
Sono state citate:

  • la comunità vissuta come “una famiglia allargata”,
  • la centralità dei luoghi informali (bar, piazza, oratorio),
  • la necessità di non rifiutare l’innovazione, ma di accompagnarla con consapevolezza.

Da qui l’idea forte e condivisa: far incontrare generazioni diverse attraverso attività orticole e agricole, laboratori sul verde, e spazi di scambio di saperi.

 

Un tema emerso a gran voce: educare a una nuova ruralità

Dai tre tavoli è emerso un messaggio chiaro: i giovani vogliono essere coinvolti, ma attraverso esperienze reali, concrete, formative.
Una “nuova ruralità” che non idealizza il passato, ma guarda al futuro, intrecciando:

  • formazione sul campo,
  • laboratori orticoli e agricoli,
  • cura del verde come spazio educativo,
  • scambio intergenerazionale di competenze e memorie.

 


Ringraziamenti

Un ringraziamento particolare va:

  • Alle ragazze e ai ragazzi di Sant’Eraclio, per l’energia, la curiosità e le idee che hanno animato il laboratorio.
  • Alle famiglie, ai genitori e alla comunità locale, per la presenza attiva e il sostegno costante.
  • Alla Comunanza Agraria di Sant’Eraclio, per il supporto, la visione e la disponibilità a condividere un patrimonio collettivo unico.
  • Alle realtà produttive del territorio, che hanno portato testimonianze preziose:
    • Ortoingiro, per il lavoro agricolo di prossimità e la cura quotidiana del suolo;
    • UNE, per il modello innovativo di ristorazione sostenibile, sociale e radicata nel territorio.
  • Alla Parrocchia di Sant’Eraclio, nella persona di Mons. Luigi Filippucci, per l’accoglienza e gli spazi messi generosamente a disposizione.
  • A Federica Alfano e al collettivo Emidio di Treviri, per le preziose contaminazioni interregionali, l’impegno nella ricerca sul campo e lo sguardo critico sulle aree interne — un’importante occasione di studio, confronto e vita “in alto”.
  • A Maurizio Cancelli, per aver condiviso la storia delle comunanze agrarie, esempi vivi di co-gestione della terra e delle sue risorse.

A Sandro Ciani, del Coordinamento Regionale delle Comunanze, per averci ricordato che siamo, prima di tutto, terra: humus che genera legami e futuro.

 

Rural Voices 2030 continua a dare voce ai territori e alle nuove generazioni, costruendo ponti tra suolo, comunità e futuro, e restituendo ai giovani il ruolo di protagonisti delle trasformazioni rurali che verranno.

 

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“Rural Voices 2030. Engaging young rural European citizens in a gender responsive approach to soil protection” è un progetto finanziato dall’Unione Europea attraverso il programma DEAR e promosso da un consorzio di 12 partner in 12 paesi, di cui il Comune di Foligno è partner con il supporto tecnico di FELCOS.

La Rete umbra per lo Sviluppo Sostenibile ad Alma 2030

FELCOS, nella persona del Direttore Massimo Porzi, ha rappresentato l’Umbria nell’ambito dell’incontro internazionale Alma 2030, recentemente tenutosi in Spagna nella città di Periana. All’incontro, incentrato sui temi dello sviluppo sostenibili e delle alleanze multiattoriali, abbiamo portato le esperienze maturate con i progetti Rete umbra per lo sviluppo sostenibile, seconda fase di attuazione della Strategia regionale per lo sviluppo sostenibile, e quella della Green Community Umbria Etrusca.

 

L’esperienza della strategia umbra per lo sviluppo sostenibile, alla cui realizzazione FELCOS partecipa fin dal primo giorno, è approdata ad Alma 2030, incontro internazionale che si è svolto nella Città di Periana in Spagna dedicato al tema dello Sviluppo e del Turismo sostenibili.

In particolare, il Direttore di FELCOS Massimo Porzi, intervenendo in un panel incentrato proprio sulle esperienze locali delle Alleanze multiattoriali, ha presentato le principali caratteristiche del progetto Rete umbra per lo sviluppo sostenibile, che rappresenta il cuore della seconda fase della Strategia Regionale per lo Sviluppo Sostenibile e nel quale FELCOS cura e implementa le metodiche partecipative. Altro approfondimento rispetto alle esperienze umbre, ha riguardato inoltre la Green Community Umbria Etrusca a cui compartecipano i Comuni di Parrano, Allerona, San Venanzo, Ficulle, Baschi, Castelviscardo e Guardea con l’obiettivo di creare cambiamento a partire da un nuovo modello relazionale tra comunità e territorio.

 

Il Direttore di FELCOS, Massimo Porzi, durante il proprio intervento ad ALMA 2030

 

Rete umbra per lo sviluppo sostenibile, la seconda fase attuativa della Strategia Regionale per lo Sviluppo Sostenibile

Dopo una prima fase preparatoria che ha avuto corso nel biennio 2022-2023, nel 2024 con l’Accordo di collaborazione tra la Regione Umbria ed il Dicastero per la realizzazione del Progetto “RETE UMBRA PER LO SVILUPPO SOSTENIBILE – Governance, partecipazione, cultura e comunicazione per la sostenibilità”, ha preso formalmente avvio la seconda fase della Strategia Regionale per lo Sviluppo Sostenibile finalizzata a dare attuazione alla Strategia Nazionale e consentire di proseguire il suo processo di territorializzazione.

Il progetto, realizzato in sinergia da Regione Umbria, ANCI Umbria, Sviluppumbria e FELCOS, in collaborazione con Parco Tecnologico Agroalimentare dell’Umbria – PARCO 3A, ARPA Umbria, Università degli Studi di Perugia, Università per Stranieri di Perugia, è volto a incrementare l’implementazione e territorializzazione della Strategia Regionale per lo Sviluppo Sostenibile (SRSvS) e la verifica di coerenza delle politiche regionali, lo sviluppo di una cultura di sostenibilità e la partecipazione istituzionale e comunitaria, attraverso:

• il potenziamento e l’ampliamento della Cabina di regia regionale e l’attivazione di tavoli istituzionali, per migliorare la coerenza, la pianificazione strategica e la governance multilivello;
• l’aggiornamento della Strategia Regionale per lo Sviluppo Sostenibile per l’allineamento con i contenuti della Strategia nazionale, definizione di Agende Territoriali e di Atlanti di progetto;
• l’implementazione di percorsi educativi, di spazi dedicati alla progettazione e alla comunicazione rivolti ai giovani, per accrescere la consapevolezza e partecipazione alle sfide per la sostenibilità;
• la formazione del personale della Regione, degli Enti Locali, del tessuto economico-produttivo per lo sviluppo di competenze per integrare i principi di sostenibilità nella gestione territoriale;
• l’ottimizzazione del funzionamento e istituzionalizzazione dei Forum locali, il coinvolgimento delle nuove generazioni, e la creazione di ambienti favorevoli ai partenariati innovativi;
• il monitoraggio della Strategia Regionale per lo Sviluppo Sostenibile integrato con i monitoraggi VAS dei piani e programmi ai diversi livelli con particolare attenzione al monitoraggio VAS dei PRG.

 

 

Green Community Umbria Etrusca, insieme per la salvaguardia del “Diritto dell’abitare”

Le Green Community rappresentano un modello innovativo e sostenibile di gestione condivisa dei beni comuni e dei servizi territoriali, fondato sulla collaborazione tra cittadini, imprese, enti pubblici e realtà sociali. Oltre alla produzione e condivisione di energia rinnovabile, queste comunità si impegnano a promuovere la rigenerazione ecologica dei territori, la tutela delle risorse naturali, la valorizzazione del paesaggio, la mobilità sostenibile, l’agricoltura di qualità e l’accesso equo ai servizi essenziali – tra cui il diritto all’abitare.

Attraverso percorsi di co-progettazione e governance partecipata, le Green Community rafforzano il senso di appartenenza e la responsabilità collettiva, contribuendo alla resilienza locale e a una transizione ecologica giusta e inclusiva. Rappresentano, in sintesi, un laboratorio vivo di democrazia territoriale, in cui le sfide ambientali, sociali ed economiche vengono affrontate in modo integrato, radicato e generativo.

Siamo davvero felici di rappresentare l’impegno della nostra regione e di tanti Enti locali umbri che sui temi della sostenibilità e dell’inclusività intendono dare vita a nuovi patti collaborativi per il bene comune.

 

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Rural Voices 2030, Sofia Partnership Meeting. Giovani, territori e nuove risonanze tra città e aree rurali.

Dal 4 al 7 novembre 2025, Sofia ha ospitato il terzo meeting transnazionale del progetto europeo Rural Voices 2030 – Engaging young rural European citizens in a gender-responsive approach to soil protection, finanziato dal programma DEAR dell’Unione Europea.

L’incontro, organizzato dal partner bulgaro Open Education Centre Foundation, ha riunito i dodici partner provenienti da tutta Europa per condividere esperienze, metodologie e prospettive comuni su formazione giovanile, azioni pilota, advocacy e politiche partecipative nelle aree rurali e montane. A rappresentare il Comune di Foligno, partner italiano del progetto, erano presenti Colomba Damiani per FELCOS e Marco Pizzi, giovane docente di Sociologia ambientale e del territorio del Dipartimento di Scienze Politiche dell’Università di Perugia. Il contributo del DiSP si inserisce nel percorso di ricerca-azione e advocacy sociale promosso dal progetto, volto a “fare cultura” attorno ai temi della ruralità, della partecipazione giovanile e della cura dei territori.

Advocacy e risonanza sociale: connettere i territori

La presentazione del team umbro ha posto l’accento sul valore dell’advocacy locale e sociale come pratica di ascolto, dialogo e co-progettazione tra giovani, istituzioni e comunità. Attraverso Youth LAB il progetto lavora per avvicinare i giovani e i giovani adulti alle aree rurali, attivando processi di connessione tra aree interne e aree urbane, di riconoscimento reciproco e di risonanza tra le esperienze dei diversi Paesi coinvolti.

Il concetto di resonance, approfondito nella presentazione del DiSP, è stato interpretato come chiave per comprendere le relazioni profonde tra persone e territori — un approccio che capovolge lo sguardo, restituendo alle aree rurali il loro ruolo di spazi di innovazione sociale, culturale e ambientale.

 

Geografie che si intrecciano: reti, legami e nuove narrazioni

Il dibattito tra i partner ha fatto emergere con forza l’importanza di leggere e valorizzare le interdipendenze tra territori e comunità: geografiche, sociali e simboliche.
I territori rurali non sono più percepiti come luoghi marginali, ma come poli dinamici di relazione, capaci di connettere montagne e città, centri e periferie, memoria e futuro.
Proprio questa prospettiva — quella di una ruralità abitata, condivisa e connessa — continuerà a guidare il lavoro di Rural Voices 2030 nei prossimi mesi, attraverso azioni culturali e iniziative educative volte a “riabitare i territori” con creatività e senso di comunità.

 

Una scoperta urbana: i graffiti come linguaggio di comunità

Tra i momenti più suggestivi dell’incontro a Sofia, la visita organizzata dai giovani dell’associazione Sofia Graffiti Tour, fondata nel 2016 e pioniera dei tour dedicati all’arte urbana in Bulgaria.
Attraverso le opere di street art, i partecipanti hanno potuto esplorare un’altra forma di voce del territorio: un racconto visivo che intreccia memoria, partecipazione e sguardo collettivo.

Lungo il percorso, due opere hanno lasciato un segno profondo. La prima è il murales della serie “Project: 100 Dream Trees” dell’artista singaporiana MaryAnn Loo (PenguinGirl): nel sesto dei suoi cento alberi-dream, l’artista ritrae i simboli della capitale — dalla Cattedrale Aleksandr Nevskij al Monte Vitosha — intrecciandoli con una moltitudine di piccoli pinguini, emblema di viaggio, comunità e sogni condivisi. Un’immagine poetica che riflette lo spirito di Rural Voices 2030: territori diversi che si incontrano, si riconoscono e crescono insieme.

La seconda opera, firmata da Nasimo (pseudonimo di Stanislav Trifonov), è una delle più note della street art bulgara, conosciuta anche a livello internazionale.
Ci sono immagini che lasciano il segno: suscitano emozione, riportano alla luce ricordi, parlano senza bisogno di parole.
Questo murales, visto prima attraverso uno schermo e poi dal vivo, trasmette una delicatezza unica — dalla scelta dei colori alla forza del soggetto.
La figura femminile, stretta in un abbraccio intenso e accogliente, evoca pace, sostegno e amore: un messaggio universale di cura e connessione, che risuona profondamente con la missione del progetto.

Guardare avanti

Il team italiano tornerà ora a lavorare sul secondo ciclo di Youth LAB e sulle azioni pilota territoriali, con l’obiettivo di trasformare il dialogo in pratiche concrete di rigenerazione rurale e culturale.
Come è emerso a Sofia, Rural Voices 2030 non è solo un progetto europeo, ma un movimento di connessioni, fatto di persone, luoghi e storie che si rispondono a distanza — in risonanza.

 

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Facciamo rete in Europa per promuovere l’integrazione dei lavoratori migranti in agricoltura attraverso la legalità.

A Foligno, nella Sede operativa di FELCOS, si è svolto il coordination meeting del progetto INTEGRALITY, finanziato dall’Unione Europea e realizzato in partenariato da 11 organizzazioni di 5 Paesi. Al centro dei due giorni di lavoro il punto sulle attività e il piano delle operatività condivise per il raggiungimento degli obiettivi. Particolare spazio è stato riservato anche alla campagna di sensibilizzazione Seeds of dignity, sviluppata e diffusa nell’ambito del progetto.

 

Abbiamo condiviso operatività, fatto il punto sulle attività, aggiornato i piani d’azione e vissuto momenti di intensa collaborazione. Per tre giorni, nella nostra Sede operativa di Foligno, abbiamo ospitato il Coordination meeting di INTEGRALITY, durante il quale tutti i partner umbri ed europei del progetto hanno potuto lavorare insieme, in presenza, per condividere aspetti importanti della comune gestione delle attività.

 

I rappresentanti delle organizzazioni partner del progetto Integrality al lavoro su operatività condivise.

 

INTEGRALITY è un progetto ambizioso, grazie al quale in 5 Paesi europei – Italia, Portogallo, Austria, Cipro e Grecia – undici organizzazioni, tra cui FELCOS che ne è capofila, stanno lavorando per promuovere l’integrazione dei lavoratori migranti in agricoltura attraverso i principi di legalità e rispetto della dignità.

Per questo, sui territori, vengono formati i Community mobilizers, cittadini stranieri che hanno il compito di dialogare con le proprie comunità al fine di aiutare i propri connazionali a riconoscere i segnali dello sfruttamento lavorativo, dando loro indicazioni e supporto per prevenirlo e affrontarlo.

 

Al centro del lavoro il confronto sulle attività svolte e ancora da svolgere.

Per questo, in ciascun Paese, è stata avviata la campagna di comunicazione Seeds of dignity, con la quale intendiamo diffondere la cultura della legalità e del rispetto della dignità umana, accendendo voci e attenzioni intorno al fenomeno dello sfruttamento lavorativo.

Ed è bello ricevere sempre la conferma di come, laddove c’è collaborazione e cooperazione tra Paesi e organizzazioni, i risultati riescano ad impattare con la vita quotidiana delle persone e delle comunità.

 

INTEGRALITY è un progetto finanziato dall’Unione Europea e realizzato da FELCOS, CIDIS, ANCI Umbria e AIAB Umbria (Italia); IMVF E Municipalità di Fundao (Portogallo); Center for Social Innovation CSI e Nicosia Development Agency – ANEL (Cipro); KMOP e Municipalità di Thermi (Grecia); Compass GmbH (Austria).

 

 

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SRSvS, i Comuni umbri protagonisti di politiche locali per lo Sviluppo sostenibile

Durante un incontro organizzato in videoconferenza, è stato presentato il progetto “Rete umbra per lo sviluppo sostenibile”, cuore della seconda fase attuativa della Strategia Regionale per lo Sviluppo sostenibile, di cui FELCOS è partner insieme a Regione Umbria e ANCI Umbria, in collaborazione con Sviluppumbria, Parco 3A, Arpa Umbria, Università degli Studi di Perugia e Università per Stranieri. Al centro del confronto il ruolo degli Enti locali e in particolare dei Comuni nella realizzazione degli obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Agenda 2030.

 

Ha rappresentato un momento strategico di confronto e condivisione nell’ambito del percorso di attuazione della Strategia regionale per lo sviluppo sostenibile, costituendo, al tempo stesso, l’occasione per illustrare strumenti, obiettivi, azioni e percorsi territoriali previsti dal progetto “Rete umbra per lo sviluppo sostenibile”, che vede capofila la Regione Umbria e come partner Anci Umbria, Felcos, Sviluppumbria, Parco 3A, Arpa Umbria, Università degli Studi di Perugia e Università per Stranieri. Erano oltre 30 i Comuni umbri che venerdì 26 settembre hanno partecipato alla videoconferenza “Il ruolo dei Comuni e dei territori per la costruzione di politiche locali sostenibili”, inserita nel processo per la localizzazione territoriale della strategia regionale dello sviluppo sostenibile che si si fonda sul diretto coinvolgimento dei Comuni, riconosciuti come attori fondamentali per la costruzione di politiche sostenibili che rispondano alle esigenze delle comunità e dei territori.

 

Alla videoconferenza dedicata al ruolo dei Enti locali nell’attuazione degli obiettivi di sviluppo sostenibile hanno partecipato oltre 30 Comuni.

 

Ad aprire l’incontro – coordinato da Silvio Ranieri, segretario generale di Anci Umbria – sono stati Thomas De Luca, assessore all’energia, all’ambiente, all’adattamento e mitigazione dei cambiamenti climatici, alle politiche del paesaggio e alla programmazione urbanistica Regione Umbria; Federico Gori, presidente Anci Umbria; e Lorenzo Lucarelli, presidente Felcos. Tutti e tre hanno ringraziato i rispettivi enti e associazioni di appartenenza per il lavoro svolto fino a questo momento.

“Con il nuovo piano di gestione dei rifiuti – ha detto l’Assessore De Luca nel suo intervento – puntiamo a rendere l’Umbria la prima regione veramente sostenibile in Italia.  È un piano ambizioso in linea con quelle strategie per lo sviluppo sostenibile per le quali la nostra regione è già vista come un laboratorio di riferimento a livello nazionale. Il percorso che stiamo portando avanti dimostra che strumenti di governance e partecipazione non sono un appesantimento burocratico, ma la base per programmare e costruire insieme politiche territoriali coerenti, inclusive e orientate al futuro. Il ruolo dei Comuni e dei territori è fondamentale per trasformare la strategia in azioni concrete capaci di migliorare la qualità della vita delle nostre comunità”.

 

Lucarelli: “Tradurre gli obiettivi globali a livello locale significa affrontare le criticità reali dei cittadini”.

Molto significativo l’intervento di Lorenzo Lucarelli, Presidente di FELCOS e Sindaco di Narni, che ha centrato non solo il ruolo specifico di FELCOS in questa fase attuativa della Strategia regionale per lo Sviluppo sostenibile, ma ha anche approfondito il particolare ruolo di riferimento che i Comuni possono svolgere nell’applicazione dell’Agenda 2030 sui territori. 

“Gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile dell’Agenda 2030 – ha detto Lucarelli – non sono principi astratti, ma indicazioni concrete che chiedono di essere tradotte nelle specificità dei territori. In questo percorso gli enti locali, e in particolare i Comuni, hanno un ruolo determinante: dalle loro scelte dipende la capacità di rendere i servizi più efficienti, le infrastrutture più sostenibili e le comunità più inclusive. Tradurre gli obiettivi globali a livello locale significa affrontare le criticità reali dei cittadini, ma anche cogliere nuove opportunità. Significa rafforzare la partecipazione, creare sinergie e alimentare quella consapevolezza collettiva senza la quale non c’è vera sostenibilità.

 

Ad intervenire al dibattito moderato dal Direttore di ANCI Umbria, Silvio Ranieri, anche il Presidente di FELCOS e Sindaco di Narni, Lorenzo Lucarelli.

 

Questa seconda fase attuativa ci vede impegnati in un percorso ancora più partecipativo. FELCOS, insieme alla Regione e ad ANCI, svolgerà un ruolo centrale sia nel coordinamento che nell’animazione dei forum territoriali e del Forum Giovani. Nei prossimi mesi prenderanno avvio 24 incontri nelle sei aree dell’Umbria, organizzati attorno alle quattro “P” della sostenibilità: Pace e Persone, Prosperità e Pianeta. Saranno momenti di ascolto, di dialogo e di proposta. In particolare, i forum territoriali ci permetteranno di raccogliere istanze, criticità e soluzioni dal basso, mentre il coinvolgimento delle nuove generazioni ci aiuterà a guardare al futuro con speranza, responsabilità e partecipazione civica.

I Comuni sono, e resteranno, il cuore pulsante di questo processo: rafforzare le capacità di pianificazione e programmazione significa dare concretezza alla strategia e garantire che le azioni di oggi abbiano effetti positivi duraturi. In conclusione, la sfida dello sviluppo sostenibile riguarda tutti noi. Non è un traguardo da raggiungere una volta per tutte, ma un cammino da compiere insieme. Solo unendo le forze potremo costruire un’Umbria capace di coniugare la tutela dell’ambiente con l’equità sociale e la crescita economica”.

 

Strumenti e operatività condivise per l’attuazione degli obiettivi di Sviluppo sostenibile.

Subito dopo gli interventi istituzionali si è parlato de “L’Agenda 2030 e la Strategia Nazionale per lo Sviluppo Sostenibile” con l’intervento di Tiziana Occhino, direzione generale affari europei internazionali e finanza sostenibile del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, mentre Giovanni Roccatelli, responsabile sezione Valutazione ambientale strategica e Sviluppo sostenibile della Regione Umbria, ha trattato il tema de “La Strategia Regionale per lo Sviluppo Sostenibile dell’Umbria”. Sul progetto “Rete umbra per lo sviluppo sostenibile: governance territoriale, partecipazione cultura e comunicazione per la sostenibilità” è intervenuto Umberto Bonetti, responsabile del progetto per FELCOS, mentre Giovanni Rubini, assessore alle politiche ambientali del Comune di Narni e coordinatore della Consulta Anci Umbria Sviluppo sostenibile e Cambiamenti climatici, si è soffermato su “Il percorso di capacitazione per i Comuni”.

Infine, Luca Trepiedi, esperto di politiche ambientali, clima e mobilità sostenibile, ha illustrato il percorso formativo organizzato per i Comuni umbri, rivolto a amministratori, tecnici e funzionari delle amministrazioni comunali. Avrà come obiettivi quelli di: rafforzare le competenze dei Comuni umbri sul processo di localizzazione degli obiettivi di sviluppo sostenibile (Agenda 2030); aggiornare gli enti locali sul percorso nazionale e regionale; creare un linguaggio condiviso; dotarsi di strumenti operativi comuni; stimolare la co-progettazione di azioni concrete nei diversi ambiti territoriali. Il percorso si snoderà in 23 ore di formazione, distribuite tra incontri online e workshop territoriali. I primi 4 moduli online, che partiranno dal prossimo 28 ottobre per concludersi entro fine novembre, affronteranno i seguenti temi: transizione sostenibile; sostenibilità economica; governo del territorio; nuove fragilità sociali e generazionali. Dal mese di dicembre, inoltre, prenderanno il via 6 workshop territoriali di restituzione, che consentiranno di elaborare proposte e strategie condivise a livello intercomunale.

 

 

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