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Agenda 2030

Akli Baladi, le politiche alimentari locali diventano ponte di cooperazione tra città italiane e palestinesi.

Ha preso ufficialmente il via a Torino il progetto di cooperazione internazionale Akli Baladi – Politiche alimentarli locali per le città italiane e palestinesi. Il progetto, che coinvolgerà diverse municipalità dei territori di Betlemme e Gerico in Cisgiordania, è co-finanziato dall’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (AICS) e promosso dal Comune di Torino in qualità di capofila, in partenariato con i Comuni di Assisi, Bergamo, Bra, Caltagirone, Pavia, Reggio Emilia, Sesto Fiorentino, ANCI Lombardia, FELCOS, Confcooperative Bergamo, Slow Food Italia, Università degli Studi di Torino, Università di Pavia, le Municipalità palestinesi di Beit Jala, Betlemme, Gerico, APLA, ACAD e Bethlehem University.

 

Dopo i giorni pieni di emozione e speranza che abbiamo vissuto a Perugia, con la delegazione dei Sindaci palestinesi coinvolti nel progetto LAND, durante i quali abbiamo condiviso con tutte le Istituzioni umbre l’importanza della cooperazione per la costruzione di ponti di dialogo e Pace tra l’Italia e la Palestina, siamo davvero felici di aver partecipato al via ufficiale del progetto AKLI BALADI, di cui il Comune di Torino è capofila. Proprio nel Capoluogo piemontese FELCOS ha preso parte al kick off meeting insieme ai rappresentanti dei partner coinvolti, con i quali abbiamo condiviso appuntamenti istituzionali e operativi volti a creare le basi di un lavoro comune che ci vedrà impegnati nei prossimi 36 mesi nei Governatorati di Gerico e Betlemme.

Lo scambio di doni tra il Sindaco di Torino, Stefano Lo Russo, e il Sindaco di Betlemme, Maher Canawati.

Gli interventi
Ad aprire i lavori del kick off meeting del progetto Akli Baladi è stato il Sindaco di Torino e Vicepresidente ANCI, Stefano Lo Russo. “Riteniamo – ha detto Lo Russo – che il riconoscimento dello stato di Palestina sia la condizione essenziale per avviare un negoziato di pace e di stabilizzazione dell’area, non più procrastinabile”. Il Sindaco ha inoltre ribadito “la totale e piena vicinanza della Città di Torino e dell’Anci alle città della Cisgiordania. Il progetto Akli Baladi, così come molte altre iniziative in campo, rappresentano la grande concretezza con cui le città si relazionano tra di loro con ricadute positive. Anche questo è un seme di Pace”.
Parole a cui si sono legate quelle pronunciate dal Sindaco di Betlemme, Maher Canawati, che ha raccontato di come la guerra abbia non solo distrutto pesantemente la città di Betlemme ma anche i livelli occupazionali sul territorio, soprattutto a causa del crollo del turismo da cui, con oltre un milione di visitatori l’anno, dipendeva l’80% dell’economia cittadina. Una situazione insostenibile per molti cittadini, che sono emigrati altrove, diminuendo così anche l’unica fonte di entrate in questo momento per la municipalità, ovvero quella dei tributi, con le conseguenti difficoltà nell’erogazione dei servizi di base ai cittadini rimasti.
Il progetto Akli Baladi
Città e territori, quelli di Betlemme e Gerico, in cui Akli Baladi (in arabo “Mangia locale”), nel suo obiettivo generale intende contribuire allo sviluppo di politiche alimentari urbane inclusive, sostenibili e resilienti. Un’azione nata dalla volontà di alcune città italiane, gemellate con omologhe municipalità palestinesi in Cisgiordania, di accompagnare le loro città sorelle in un momento di forte criticità supportandole nel rafforzamento delle politiche locali alimentari, via maestra per assicurare il diritto al cibo adeguato ai propri cittadini. Un diritto fondamentale che va tanto più garantito in un momento in cui è più violato. Tutto ciò attraverso azioni basate su consolidati partenariati pregressi, che rappresentano implementazioni o rafforzamenti di azioni precedenti, per quanto ciascuna sia dotata di una sua peculiarità di innovazione e capacità di cambiamento, sia singolarmente sia nel coordinamento reciproco. Tutto ciò rafforzando, come obiettivo specifico, la governance degli attori del settore alimentare nei governatorati di Betlemme e di Gerico.

Il Direttore di FELCOS, Massimo Porzi, interviene al kick off meeting del progetto Akli Baladi.

Strategia di intervento: risultati e attività

Sono tre i principali risultati attesi dal progetto Akli Baladi, ciascuno declinato per attività specifiche.

  • RISULTATO 1
    Potenziati e incrementati gli interventi di “rural-urban linkages” utili a connettere urbanizzazione-cibo-agricoltura nei governatorati di Betlemme e di Gerico

    ATTIVITÀ
    – Riqualificazione sostenibile del mercato alimentare all’ingrosso (Gross Market) di Betlemme;
    – Miglioramento della qualità della filiera dell’olio prodotto in Cisgiordania (Betlemme);
    – Miglioramento della qualità della filiera del dattero prodotto in Cisgiordania (Gerico);
    – Miglioramento della qualità della filiera del miele prodotto in Cisgiordania (Governatorati di Gerico e Betlemme).
  • RISULTATO 2
    Rafforzate le capacità di governance degli enti territoriali palestinesi e delle loro reti multi-attore nel settore alimentare, nei governatorati di Betlemme e di Gerico, in sinergia con gli omologhi italiani

    ATTIVITÀ
    – Rafforzare le capacità di policymaking in materia di Local Food Policy;
    – Dialoghi sulle città – Cicli di seminari online;
    – Corso intensivo sulle Urban Food Policies per funzionari delle città palestinesi presso la Bethlehem University;
    – Assessment e studi di prefattibilità per disegnare strumenti di supporto alla governance istituzionale del sistema alimentare locale delle città palestinesi;
    – Promozione in Italia delle filiere alimentari palestinesi valorizzate dal progetto;
    – Capacity building e accompagnamento alle città palestinesi in merito alla candidatura a awards e riconoscimenti internazionali;
    – Candidatura di Gerico quale “Città creativa della gastronomia” presentata;
    – Accompagnamento al comune di Betlemme nella preparazione di candidature per il MUFPP – Milan Urban Food Policy Pact awards.
  • RISULTATO 3
    Migliorata e arricchita l’offerta educativa e formativa sulle politiche alimentari urbane in CisgiordaniaMigliorata e arricchita l’offerta educativa e formativa sulle politiche alimentari urbane in Cisgiordania

    ATTIVITÀ
    – Creazione di un punto di valorizzazione prodotti locali e di educazione alimentare Akli Baladi a Betlemme e di uno spazio polifunzionale a Beit Jala;
    – Alta Formazione e formazione nell’ambito delle filiere agroalimentari e delle food policy;
       — Istituzione di 2 borse di studio per giovani palestinesi che frequenteranno il Master in Food Policy presso l’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo;
       — Azioni pilota per la formazione professionale sui mestieri del cibo (capacitazione di 15 startup);
       — Azione di valutazione economico-agronomica del percorso di qualificazione delle filiere con produzione di raccomandazioni finali;
    – Campus dei giovani delle città palestinesi.

Il kick off meeting di Akli Baladi è stato caratterizzato anche da incontri operativi finalizzati a creare le basi del lavoro comune.

Il ruolo di FELCOS in Akli Baladi
E in questo progetto, come spiegato dal Direttore Massimo Porzi, presente al meeting di avvio con Vincenzo Panettieri e Simone Felice, FELCOS porterà tutto il proprio know-how maturato in tanti anni di cooperazione in Palestina grazie a importanti progetti realizzati (tra cui LAND, Bee the change, Mediterranean CooBEEration, Promozione del turismo culturale e naturalistico nel Comune di Battir, Supporto istituzionale al Centro giovanile di Beit Hanina) e in particolare nello sviluppo della filiera legata al miele, a cui saranno dedicate specifiche attività progettuali di cui FELCOS sarà direttamente responsabile (attività 1.4 “Miglioramento della qualità della filiera del miele prodotto in Cisgiordania – Governatorati di Betlemme e Gerico”).
Ora più che mai, continuare ad esserci significa continuare a credere nella cooperazione internazionale per la promozione di dialogo e Pace tra i popoli.
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Pensare globale, agire locale. Educare alla sostenibilità a scuola e sul territorio.

Anche quest’anno FELCOS ha partecipato a Senigallia all’annuale Seminario promosso da CVM – Comunità Volontari per il Mondo, intorno al tema dell’educazione alla cittadinanza globale. Un appuntamento di particolare importanza che ogni anno caratterizza l’avvio delle attività scolastiche, mettendo insieme saperi ed esperienze di professionisti, docenti ed esperti.

 

Empatia. Cura. Responsabilità. Erano queste le tre parole chiave del seminario “Pensare globale, agire locale. Educare alla sostenibilità a scuola e sul territorio”, promosso da CVM – Comunità Volontari per il Mondo e che si è svolto nell’Aula Magna del Liceo “E. Medi” di Senigallia il 4 e 5 settembre 2025. Tre concetti di grande valore, forza e intensità, che per tutti i docenti e gli educatori presenti hanno assunto un forte significato di impegno. È stata proprio Giovanna Cipollari, socia fondatrice di CVM, a citarle in apertura dei lavori, ribadendo come la cultura sia lo strumento più potente per mantenere un “mondo eticamente elevato”. Le due giornate del seminario si sono articolate attraverso interventi, dibattiti e attività laboratoriali, con l’obiettivo di offrire strumenti, stimolare domande, creare reti e approfondire tematiche legate alla sostenibilità nel contesto scolastico ed educativo. Un richiamo costante è stato l’uso dell’Agenda 2030 non solo come bussola di riferimento, ma anche come strumento di interdisciplinarità sempre presente.

 

Il manifesto del Seminario “Pensare globale, agire locale” che si è svolto a Senigallia il 4 e 5 settembre 2025.

Documentaristi, docenti universitari ed esperti hanno condiviso le proprie esperienze, mostrando come la sostenibilità possa essere raccontata e trasmessa attraverso diversi linguaggi e professionalità.

Il primo giorno, il documentarista e giornalista Davide Demichelis ha accompagnato i partecipanti nei suoi viaggi e documentari, spesso realizzati in contesti in cui la natura è messa a rischio, sottolineando l’importanza fondamentale della narrazione e del racconto di storie personali come chiave per una comunicazione davvero efficace. La professoressa Silvia Fioretti, docente di Didattica e Pedagogia speciale presso l’Università degli Studi di Urbino, ha evidenziato come sia oggi indispensabile educare alla sostenibilità: non solo per affrontare i cambiamenti climatici, ma per imparare a vivere in una rete di interconnessioni, dove ogni azione conta, in tutte le declinazioni della sostenibilità. Il professor Carlo Santulli, docente di Scienza e tecnologia dei materiali all’Università di Camerino, ha portato l’attenzione sull’economia circolare e sulle ricerche relative alle bioplastiche, sottolineando come il vero problema non sia la plastica in sé, ma il suo utilizzo scorretto, con particolare riferimento all’“usa e getta”, a differenza degli oggetti durevoli che invece possono avere un uso prolungato. Nel pomeriggio, lo stesso Santulli ha condotto un laboratorio pratico sulla realizzazione di bioplastiche a partire da scarti, fornendo indicazioni, ricette e metodologie concrete da poter utilizzare in classe.

Il secondo giorno di lavoro si è aperto con l’intervento del fisico Antonello Pasini, che ha illustrato la struttura articolata del sistema climatico e l’importanza di educare alla complessità, affrontando anche la sfida comunicativa dei cambiamenti climatici e la crescente e dilagante disinformazione sul tema. A seguire, Luca Alici, docente di Filosofia politica presso l’Università di Perugia, ha proposto un approccio innovativo alla sostenibilità, da intendersi non come slogan, ma come provocazione culturale, invitando a ripensare il rapporto tra l’essere umano, l’ambiente e gli spazi in cui vive. In conclusione della mattinata, Lucia Cuffaro, scrittrice e divulgatrice di pratiche ecologiche, con entusiasmo e passione ha illustrato le sue esperienze di autoproduzione e il loro potenziale utilizzo in contesti scolastici ed educativi. Con lei si è svolto il laboratorio pomeridiano, dedicato a sperimentare l’“ecologia pratica in classe”.

 

Tanti gli incontri e dibattiti di alto profilo che hanno caratterizzato il programma del Seminario dedicato all’Educazione alla cittadinanza globale.

 

Messaggi, parole e azioni chiare, concrete e consapevoli hanno caratterizzato queste due giornate, orientando verso scelte individuali capaci di amplificarsi a livello collettivo, nel segno del “pensare globale e agire locale”, come ricorda il titolo stesso del seminario. Anche le pause caffè hanno assunto un significato, essendo organizzate dall’impresa sociale “Tutto incluso”, una realtà che lavora con persone con disabilità: un modo per ribadire che tutto ha un valore intrinseco, anche un semplice caffè se offerto in quel contesto.

“L’importanza è formare una rete educativa per una trasformazione”. Con questo messaggio forte si sono conclusi i due giorni di lavori. Ora si riparte con l’avvio delle scuole e delle attività con maggiore consapevolezza e con la volontà di sentirsi parte di un cambiamento. Un augurio va a tutti i docenti e agli educatori impegnati in questa sfida, con l’auspicio che possano affrontarla con rinnovata energia e fiducia.

 

 

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SRSvS: Il ruolo dei Comuni e dei territori per la costruzione di politiche locali sostenibili

Nell’ambito delle attività previste dal progetto “Rete Umbra per lo Sviluppo Sostenibile” finanziato dal Ministero per l’Ambiente e la Sicurezza Energetica, si terrà il prossimo 26 settembre a partire dalle 9:45 una videoconferenza per la presentazione del Progetto “Rete umbra per lo sviluppo sostenibile: governance territoriale, partecipazione cultura e comunicazione per la sostenibilità” per l’attuazione della Strategia regionale per lo sviluppo sostenibile. L’evento è organizzato da Regione Umbria, FELCOS e ANCI Umbria.

 

Il programma dei lavori

9:45 – 10:00 | Saluti istituzionali

Thomas De Luca – Assessore all’energia, all’ambiente, all’adattamento e mitigazione dei cambiamenti climatici, alle politiche del paesaggio e alla programmazione urbanistica Regione Umbria

Federico Gori – Presidente ANCI Umbria

Lorenzo Lucarelli – Presidente FELCOS

 

10:00 – 10:20 | Il quadro di riferimento per lo sviluppo sostenibile

· L’Agenda 2030 e la Strategia Nazionale per lo Sviluppo Sostenibile Intervento a cura di un rappresentante del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica;

· La Strategia Regionale per lo Sviluppo Sostenibile dell’Umbria A cura della Regione Umbria – Servizio Sostenibilità ambientale, valutazioni e autorizzazioni ambientali;

 

10:20 – 11:00 | Dagli strumenti di programmazione nazionale e regionale alle agende territoriali: strumenti e percorsi per i territori

· Il Progetto “Rete umbra per lo sviluppo sostenibile: governance territoriale, partecipazione cultura e comunicazione per la sostenibilità” (a cura di FELCOS);

· Il percorso di capacitazione per i Comuni (a cura di ANCI Umbria);

 

11:00 – 11:20 | Spazio per domande e confronto

 

11:20 – 11:30 | Conclusioni e prossimi passi

 

Iscrizioni:

https://docs.google.com/forms/d/e/1FAIpQLSfgqdTMSC6ZVbC4ibNvuO4bRGnhFql9CT5kS6LtOSq97e_qAw/viewform

 

 

 

La locandina dell’evento

 

 

 

Da Rural Voices 2030 tre progetti che danno voce al territorio

Il progetto Rural Voices 2030, promosso dal Comune di Foligno in collaborazione con FELCOS attraverso il finanziamento del DEAR Programme dell’Unione Europea, con l’obiettivo di promuovere la cura e la tutela del suolo, le pari opportunità e il protagonismo giovanile nei contesti rurali, dopo una prima fase preparatoria, ha cominciato a produrre risultati importanti in chiave di “semina” futura. Sono state individuate e finanziate tre idee progettuali basate sulle aree rurali del Folignate, incentrate su memoria, musica e arte.

Il progetto europeo Rural Voices 2030, promosso dal Comune di Foligno in collaborazione con FELCOS e finanziato dal DEAR Programme dell’Unione Europea, punta a rafforzare la cura e la tutela del suolo, le pari opportunità e il protagonismo giovanile nei contesti rurali. In questo quadro si inserisce il bando a cascata “Progetti che danno voce ai territori”, promosso da Fondazione punto.sud con il Comune di Foligno e FELCOS, che ha selezionato e finanziato tre iniziative capaci di raccontare le comunità umbre attraverso pratiche culturali, ecologiche e inclusive.

GenerAzione Streghe 2.0 – La Magia delle Erbe di Sellano (ARTLAB APS)

Il primo progetto vincitore porta la firma di ARTLAB APS, associazione con sede a Spoleto e Sellano, che con GenerAzione Streghe 2.0 propone un percorso tra memoria, arte e sostenibilità. Il progetto mette al centro le donne della Valnerina e le studentesse del Liceo Artistico di Foligno, intrecciando saperi tradizionali sulle erbe officinali con linguaggi contemporanei. Laboratori, workshop e seminari daranno vita a opere collettive e a un catalogo diffuso sul territorio, promuovendo l’empowerment femminile, la giustizia di genere e la valorizzazione del patrimonio naturale e culturale.

Semi Holydays 2026: voci e suoni dalla Valle del Menotre (Associazione Culturale Holydays)

Il secondo progetto selezionato è Semi Holydays 2026, promosso dall’Associazione Culturale Holydays, nota per l’omonimo festival che da dieci anni anima la Valle del Menotre. La proposta rafforza la dimensione comunitaria del festival attraverso attività collaterali: concerti off-site nei borghi e nei boschi, laboratori creativi per bambinɜ e incontri pubblici dedicati a memoria, ecologia e cittadinanza attiva. La co-progettazione con gli abitanti e il coinvolgimento di oltre 50 giovani volontari rendono il progetto un presidio culturale diffuso, capace di contrastare lo spopolamento e di generare nuove forme di turismo sostenibile.

Viaindustriae: “Acque Plurali” e nuove pratiche per la cittadinanza rurale

Il terzo progetto vincitore è “Acque Plurali”, proposto da Viaindustriae, associazione culturale e casa editrice indipendente con sede a Foligno, attiva dal 2005 nella produzione di progetti artistici, residenze, azioni pubbliche ed editoria sperimentale. Conosciuta per iniziative come Manufatto in Situ e Viaggiatori sulla Flaminia, Viaindustriae intreccia da anni pratiche artistiche, ricerca territoriale e attivazione comunitaria.

Con Acque Plurali l’associazione porta l’arte contemporanea nel cuore dell’Appennino, a Bagnara (Nocera Umbra), luogo sorgivo del fiume Topino e scenario di paesaggi legati all’acqua e al calcare. Il progetto prevede una residenza artistica partecipata che affronta l’acqua come bene comune, risorsa ecologica e memoria collettiva. Artisti e artiste selezionati tramite open call lavoreranno insieme alle  scuole del territorio, sviluppando percorsi su quattro assi: ecologie e pratiche agro-culturali; l’acqua come diritto e bene pubblico; ascolto e registrazione dei suoni dell’acqua; memorie, ritualità e narrazioni orali.

Un investimento nelle comunità rurali

Questi tre progetti, diversi per linguaggi e metodologie, condividono la stessa visione: restituire voce e centralità alle comunità delle aree interne umbre, valorizzandone la biodiversità, i saperi e la creatività giovanile. Attraverso processi partecipativi, intergenerazionali e inclusivi, le iniziative selezionate contribuiranno a costruire nuovi immaginari rurali e a rafforzare la resilienza sociale e ambientale dei territori.

La graduatoria completa dei progetti finanziati è disponibile sul sito ufficiale: Scarica qui la graduatoria finale

Il progetto europeo Rural Voices 2030, promosso dal Comune di Foligno in collaborazione con FELCOS attraverso il finanziamento del DEAR Programme dell’Unione Europea, si prefigge l’obiettivo di promuovere la cura e la tutela del suolo, le pari opportunità e il protagonismo giovanile nei contesti rurali.

#RuralVoices2030 #euDEARprogramme

Umbria e Palestina unite per lo sviluppo sostenibile: al via gli incontri internazionali del progetto Land

Da lunedì 8 a mercoledì 10 settembre arriverà in Umbria una delegazione dei sindaci delle municipalità palestinesi che hanno partecipato al progetto LAND – Autorità Locali in Rete per lo Sviluppo sostenibile, finanziato da AICS e implementato dall’Unione dei Comuni del Trasimeno e FELCOS e realizzato in partenariato con ANCI Umbria, AURI, TSA, Comune di Assisi e Unione dei Comuni Terre dell’Olio e del Sagrantino. Al centro dell’agenda densa di appuntamenti istituzionali, la restituzione dei risultati raggiunti dal progetto nei territori di Ramallah e Nablus, oltre che lo svolgimento del primo Forum degli Enti Locali italiani e palestinesi che si terrà a Perugia, al Teatro Pavone, martedì 9 settembre. 

 

Potenziare la pianificazione ambientale, promuovere l’economia circolare e sensibilizzare le comunità palestinesi verso una gestione più consapevole delle risorse. Con questi obiettivi è nato e si sta concludendo il progetto Land (Autorità locali in rete per lo sviluppo sostenibile), finanziato da Aics (Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo), che vede coinvolti, oltre all’Unione dei Comuni del Trasimeno come capofila e Felcos come soggetto implementatore, in partenariato con Anci Umbria, l’Unione di Comuni Terre dell’Olio e del Sagrantino, Comune di Assisi, Tsa (Trasimeno Servizi Ambientali) e Auri (Autorità Umbra Rifiuti e Idrico), con l’apporto del partenariato palestinese e in prima fila quello di Apla (Association of Palestinian Local Authorities), oltre a quattro Municipalità palestinesi (Beita, Huwwara, Beit Liqia e Nileen).

 

Tra le attività rilevanti del progetto LAND in Cisgiordania il coinvolgimento dei giovani nella riqualificazione ambientale delle città e dei villaggi.

 

I risultati del progetto saranno presentati nel corso della missione che vedrà una delegazione palestinese di Apla venire in Umbria da lunedì 8 a mercoledì 10 settembre – per poi andare a Torino il giorno successivo – per dare vita ad un’iniziativa di grande rilevanza internazionale. Un’occasione unica per rafforzare il dialogo tra territori, condividere buone pratiche e costruire insieme un futuro più sostenibile. La delegazione palestinese sarà composta da: Abdallah Anati, direttore esecutivo di Apla; Abd AL-kareem Zubaidi, presidente di Apla e sindaco di Salfit; Husam Shakhsir, sindaco di Mayor; Mahmoud Barham, sindaco di Bieta; Abd Al-Kareem Sedir, sindaco di Jericho; Ghassan Qabaha, sindaco di Barta’a; Mohammed Isayed, interprete del Comune di Jericho.

Le varie iniziative in programma daranno vita a momenti di confronto, ispirazione e progettualità condivisa, dove le esperienze locali si intrecciano con le sfide globali. Un passo concreto verso territori più resilienti, inclusivi e sostenibili. Si comincerà lunedì 8 settembre con un seminario partecipativo dal tema “Insieme, comunità e istituzioni locali resistono e realizzano spazi di futuro. Il racconto di una collaborazione che restituisce fiducia”, che si terrà dalle 9,30 alle 12,30 presso la sala Consiliare del Comune di Passignano sul Trasimeno. La delegazione sarà ricevuta dal sindaco Sandro Pasquali, in rappresentanza dell’Unione dei Comuni del Trasimeno. Nel primo pomeriggio è in programma la visita alla sede Tsa di Magione con, a seguire, l’incontro a palazzo Donini a Perugia con la presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti, l’assessore regionale alla pace e alla cooperazione internazionale, Fabio Barcaioli, la presidente dell’Assemblea Legislativa dell’Umbria, Sarah Bistocchi, alcuni consiglieri dell’Assemblea Legislativa dell’Umbria e alcuni parlamentari umbri.

 

Uno degli obiettivi primari del progetto LAND è stata la costituzione a Ramallah e Nablus di due reti intercomunali formate da 21 municipalità.

 

Martedì 9 settembre la delegazione incontrerà la sindaca di Perugia, Vittoria Ferdinandi, con delega di Anci Nazionale alle Pari opportunità, famiglie, inclusione e pace, a palazzo dei Priori per poi recarsi al forum dal titolo “Sindaci in rete: dialogo e cooperazione tra Comuni italiani e palestinesi”, che si terrà presso il teatro Pavone di Perugia dalle 9,30 alle 13, organizzato da Anci Umbria e Felcos in collaborazione con Comune di Perugia e Anci Nazionale. Nel pomeriggio è previsto, alle ore 16 presso la sala Rossa del Comune di Perugia, un incontro tra i palestinesi con Federico Gori, presidente di Anci Umbria e sindaco di Montecchio, Lorenzo Lucarelli, presidente Felcos e sindaco di Narni, e Fabio Rocuzzo, vicepresidente Consiglio Nazionale Anci e sindaco di Caltagirone.

Mercoledì 10 la delegazione palestinese visiterà Villa Umbra, la Scuola di Pubblica Amministrazione, accolta dall’amministratore unico Joseph Flagiello, mentre nel pomeriggio si recherà a Foligno per incontrare, in sede, il partner Felcos.

Infine, giovedì 11 si recherà a Torino, dove è previsto un incontro con Stefano Lo Russo, sindaco della Città di Torino e delegato Anci alla cooperazione internazionale.

Con questa visita il progetto Land si avvia a conclusione. Una delegazione palestinese era già venuta in Umbria nel giugno del 2022 dando vita al primo interscambio di institutional building tra le varie parti coinvolte. Durante la missione i rappresentanti delle autorità locali palestinesi, inserite nel progetto, hanno acquisito una prima conoscenza sulle realtà istituzionali delle due Unioni di Comuni umbri, di Tsa e di Auri, dove hanno avuto modo di recepire esempi di buone pratiche umbre in materia di gestione dei rifiuti e di economia circolare (visite agli impianti, centri per il riuso, ecc). Nel corso della visita è stato sottoscritto anche un memorandum d’intesa – tra Apla, Felcos ed Anci Umbria – che aveva l’obiettivo di rafforzare e favorire lo scambio di esperienze e competenze tra territori della Palestina e dell’Umbria.

Tanto dipende da noi: quando le aule diventano laboratori di futuro. Oltre 300 alunni di ogni età coinvolti nella cura del bene comune.

Durante il percorso educativo progettato e condotto da FELCOS nell’ambito della campagna di sensibilizzazione Tanto dipende da noi, dedicata ai temi della riduzione e raccolta differenziata dei rifiuti, sono state coinvolte numerose scuole umbre di ogni ordine e grado in molteplici attività laboratoriali che hanno coinvolto anche docenti e personale ATA. Ai piccoli e giovani partecipanti abbiamo chiesto di fornirci un contributo esperienziale fatto di suggestioni e commenti. Ciò che abbiamo ricevuto da loro è stato molto più grande e importante.

La sfida della sostenibilità si gioca anche nei piccoli gesti quotidiani, con i quali educare le nuove generazioni alla cura del bene comune come scelta di cambiamento. Una traiettoria di ampio respiro nel cui tracciato la corretta raccolta differenziata diventa la consapevolezza che ogni comportamento individuale ha un impatto collettivo. È questo lo spirito che ha animato il percorso educativo di “Tanto dipende da noi”, la campagna di sensibilizzazione promossa da AURI Umbria e realizzata in collaborazione con FELCOS, dedicata alla riduzione e alla corretta raccolta differenziata dei rifiuti.

Il percorso didattico, progettato e condotto dallo staff di FELCOS, ha portato in numerose scuole dell’Umbria laboratori esperienziali capaci di unire conoscenza, partecipazione e creatività. Al centro, un messaggio chiaro: la cura dell’ambiente non è soltanto un dovere civico, ma un atto di responsabilità verso il bene comune.

Nella partecipazione attiva il senso del percorso didattico di Tanto dipenda da noi

Un percorso diffuso e partecipato

Nell’edizione 2024/2025 della campagna, il percorso educativo ha coinvolto 22 classi di 16 scuole appartenenti ai tre Sub-Ambiti regionali interessati dalla campagna (Sub-Ambito 1, 2 e 4), raggiungendo oltre 320 studentesse e studenti come beneficiari diretti e più di 1.335 come beneficiari indiretti. A questi si aggiungono 288 docenti, oltre 35 membri del personale ATA e più di 10 operatori degli enti territoriali coinvolti.

In totale, sono stati realizzati oltre 60 incontri in classe per un monte complessivo di 150 ore di attività, che hanno spaziato dall’introduzione al ciclo di vita dei rifiuti fino alla co-progettazione di soluzioni pratiche e sostenibili. Le scuole hanno attivato, con il supporto degli operatori, servizi di raccolta differenziata “classe a classe” estesi poi all’intero istituto e approfondito le caratteristiche delle varie frazioni della raccolta.

Un valore aggiunto importante di questa edizione è stata l’estensione del percorso anche alle scuole dell’infanzia e primarie, affiancandosi alle secondarie di primo e secondo grado già coinvolte negli anni precedenti. La presenza diretta degli enti gestori della raccolta, spesso in aula, ha rafforzato il legame scuola–territorio, creando un dialogo concreto tra studenti, docenti e istituzioni.

La restituzione: voci, emozioni, proposte

Al termine del percorso, durante l’ultimo incontro, ogni studente e studentessa ha potuto esprimere in forma anonima il proprio pensiero, scrivendo su un post-it commenti, emozioni, idee e suggerimenti. È nato così un mosaico di “voci in punta di penna”: brevi frasi, semplici ma potenti, che raccontano l’entusiasmo e l’impegno dei ragazzi.

Molti hanno dichiarato di aver iniziato a prestare più attenzione alla raccolta differenziata a casa, coinvolgendo anche le proprie reti familiari; altri hanno proposto slogan, disegni e progetti per ridurre la produzione di rifiuti nelle loro scuole e nei quartieri. Alcuni hanno raccontato come abbiano imparato a vedere negli oggetti non solo “scarti”, ma potenziali risorse da riutilizzare e trasformare.

Questo momento di restituzione, insieme ai questionari anonimi compilati dai docenti e dal personale ATA, ha rappresentato una conferma tangibile dell’efficacia del percorso: non solo conoscenze acquisite, ma anche cambiamenti di atteggiamento e di abitudini.

I messaggi scritti dalle alunne e dagli alunni di Tanto dipende da noi

Coltivare un futuro comune

Le parole dei bambini e dei ragazzi sono state accolte con orgoglio e gratitudine dallo staff, che ha visto in queste esperienze il seme di una cittadinanza attiva e consapevole. Come recita il post di FELCOS, “insieme possiamo prenderci cura del bene comune”, grazie ad un impegno che parte dai banchi di scuola e si estende alla vita di tutti i giorni.

“Tanto dipende da noi” non è più soltanto il titolo di un progetto, ma un richiamo collettivo a fare la propria parte. Ogni piccolo gesto, se condiviso, diventa un passo verso un futuro sostenibile. E grazie alla passione e alla creatività delle nuove generazioni, questo futuro è già in cammino.

Al via la seconda fase della Strategia regionale per lo sviluppo sostenibile dell’Umbria.

Ha preso formalmente il via il progetto “RETE UMBRA PER LO SVILUPPO SOSTENIBILE – Governance, partecipazione, cultura e comunicazione per la sostenibilità” con il quale la Strategia regionale per lo sviluppo sostenibile entra nel vivo della seconda fase attuativa. FELCOS è chiamata a svolgere un ruolo di primo piano sia in fase di coordinamento, come parte della cabina di regia insieme a Regione Umbria e ANCI Umbria, che dal punto di vista operativo, curando gli aspetti partecipativi attraverso l’animazione dei Forum territoriali e giovanili. 

 

Dopo una lunga gestazione progettuale la seconda fase della Strategia regionale per lo sviluppo sostenibile (SRSvS) è entrata nella sua fase operativa, caratterizzata dal progetto “RETE UMBRA PER LO SVILUPPO SOSTENIBILE – Governance, partecipazione, cultura e comunicazione per la sostenibilità” a cui partecipano a vario titolo molte Istituzioni e organizzazioni dell’Umbria.

 

Un momento dell’incontro del Tavolo istituzionale

 

Dopo aver progettato, animato e curato nella prima fase i forum nelle sei zone dell’Umbria appositamente individuate e attraverso cui i territori hanno potuto svolgere un ruolo di primo piano nell’individuazione degli obiettivi di sostenibilità, fissati in accordo con la Strategia nazionale e con quanto stabilito dall’Agenda 2030 delle Nazioni Unite, FELCOS è chiamata ora a svolgere un ruolo ancor più rilevante. Nella seconda fase infatti, FELCOS non solo è parte della Cabina di regia (insieme a Regione Umbria e ANCI Umbria) e del Tavolo istituzionale (insieme a Regione, ANCI, 3A-Parco Tecnologico Agroalimentare dell’Umbria, Sviluppumbria, Arpa Umbria, Università degli Studi di Perugia e Università per Stranieri di Perugia), ma si occuperà di tutti gli aspetti connessi con la territorializzazione degli obiettivi di sostenibilità, attivando ed animando i Forum di ambito, il Forum dei Giovani e la curando la definizione dei Patti educativi. Aspetti operativi all’interno dei quali si realizzerà concretamente tutta la componente partecipativa della Strategia regionale per lo sviluppo sostenibile.

Ed è proprio con la prima riunione della Cabina di regia, tenutasi il 14 luglio, e successivamente con l’incontro del Tavolo istituzionale, che ha avuto luogo il 21 luglio, che le operatività della seconda fase della Strategia regionale per lo sviluppo sostenibile sono entrate nel vivo con l’obiettivo di mettere a sistema un nuovo modello di sviluppo che ponga al centro i territori, le persone e le comunità, promuovendo un’idea di benessere in armonia con le esigenze sociali, economiche e ambientali dell’Umbria.

 

L’intervento della Presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti, durante la riunione del Tavolo istituzionale

 

Forum e Patti educativi: l’anima partecipata della Strategia regionale per lo sviluppo sostenibile

I Forum di ambito, così come il Forum dei Giovani e i Patti educativi rappresentano il cuore della territorializzazione della Strategia per lo sviluppo sostenibile, entro cui si realizza la dimensione partecipata della Strategia stessa, grazie al coinvolgimento di diversi attori locali: organizzazioni, stakeholders, associazioni, enti.

Già a partire dal prossimo ottobre e per la durata di circa sei mesi, nelle sei zone nelle quali è stata suddivisa allo scopo l’Umbria, FELCOS darà vita ad un totale di 18 forum partecipativi i cui incontri saranno suddivisi per obiettivi e temi. In particolare saranno organizzati incontri specifici i cui ambiti tematici ricalcheranno le “P” della sostenibilità:

Pianeta e Prosperità, ambito tematico individuato per tutelare natura e clima con pratiche sostenibili di produzione e consumo attraverso uno sviluppo economico equilibrato e i cui argomenti di confronto prevalenti toccheranno la transizione energetica, il ciclo dei rifiuti, la qualità ambientale, l’adattamento climatico, l’impresa responsabile, l’economia circolare, l’innovazione e lo sviluppo, il turismo sostenibile.

Persone e Pace, ambito tematico individuato a garanzia di dignità e uguaglianza tra tutti gli individui, per una società giusta, inclusiva, libera da conflitti e da ogni tipo di violenza e i cui argomenti di confronto saranno incentrati sui servizi sociosanitari, giovani e istruzione, disabilità e inclusione, nuove povertà, partecipazione civica, dialogo interculturale, legalità e coesione territoriale.

Analogamente, sulla scia dell’esperienza maturata da FELCOS con l’attivazione del Forum dei Giovani per la Sostenibilità dell’Umbria, coinvolgendo i giovani di un’età compresa tra i 17 ed i 35 anni, si attiverà il Forum dei Giovani le cui attività si articoleranno in 6 incontri anche in questo caso differenziati e suddivisi per ambiti tematici individuati nelle diverse “P” della sostenibilità. Una casa del confronto e del dialogo entro cui i giovani saranno chiamati a fornire un contributo nella co-programmazione delle azioni di sostenibilità e a guidare uno stimolo generazionale verso l’attuazione territoriale degli obiettivi dell’Agenda 2030. I contributi forniti dai Forum di ambito e dal Forum dei Giovani confluiranno nelle Agende territoriali e nell’Atlante dei progetti, che rappresentano alcuni dei principali esiti della Strategia regionale per lo sviluppo sostenibile.

Altra componente partecipata della territorializzazione della SRSvS è la parte dedicata alla composizione e ratifica dei Patti educativi multilivello. Allo scopo, per ogni ambito individuato saranno coinvolte le istituzioni educative locali, ivi comprese le Amministrazioni, gli insegnanti, i genitori e le associazioni, per arrivare insieme alla co-progettazione di 6 Patti educativi, utili alla formazione di una grande Comunità educante. Obiettivo del processo partecipativo in tal senso sarà quello di favorire il dialogo nella comunità educante, fare della scuola un presidio territoriale, contrastare la povertà educativa e le disuguaglianze, istituire un coordinamento capace di rispondere ai bisogni educativi dei minori, costruire alleanze tra scuole e territori, valorizzare le risorse esistenti, promuovere una comunità equa.

 

Digitalizzazione per comunità inclusive. FELCOS in Mozambico per una conferenza internazionale sulle sfide digitali della sostenibilità.

Si è tenuta ad inizio luglio a Maputo, in Mozambico, una conferenza internazionale di alto livello organizzata da UNDP, UNICEF e dall’Ufficio del Coordinatore Residente delle Nazioni Unite nell’ambito del Fondo Congiunto per gli SDGs e del Progetto “Comunità Connesse”. Al centro del confronto che ha coinvolto i massimi rappresentanti delle Istituzioni governative locali e quelli delle più importanti organizzazioni internazionali impegnate nella cooperazione, le sfide della digitalizzazione per comunità inclusive. Presente anche FELCOS, con il Direttore Massimo Porzi, protagonista di un panel in cui ha portato l’esperienza umbra nella digitalizzazione di servizi al cittadino.

 

Siamo davvero felici di essere tornati a Maputo, in Mozambico, una terra dove negli anni abbiamo intessuto reti e allacciato rapporti proficui di interscambio e collaborazione. E siamo davvero felici di essere tornati per partecipare alla Conferenza internazionale “Digitalizzazione per comunità inclusive“, organizzata da UNDP, UNICEF e dall’Ufficio del Coordinatore Residente delle Nazioni Unite in Mozambico nell’ambito del Fondo Congiunto per gli SDGs e del Progetto “Comunità Connesse“, programma con il quale si intende favorire la trasformazione digitale dei servizi pubblici al fine di favorire lo sviluppo locale in chiave sostenibile e inclusiva.

 

Un momento di confronto e di lavoro di alto livello che ha unito istituzioni governative e internazionali, di cui siamo stati parte insieme ad altre organizzazioni partner di Italia e Spagna, oltre che ad Unione Europea e Banca Mondiale, allo scopo di condividere l’esperienza maturata in Umbria proprio in materia di trasformazione digitale.

Una circostanza che ha permesso al Direttore di FELCOS, Massimo Porzi, di incontrare i colleghi di ANAMM, l’Associazione Nazionale dei Comuni del Mozambico, con la quale lo scorso anno abbiamo siglato un accordo di collaborazione che prevede la condivisione di valori riferimento, la promozione dello sviluppo sostenibile nel quadro dell’Agenda 2030, la centralità dei Comuni nella realizzazione di sviluppo locale, il rafforzamento delle relazioni tra i Comuni soci di entrambe le organizzazioni. Un’occasione utile per fare il punto sui reciproci percorsi svolti e per rinsaldare legami collaborativi di grande prospettiva per le reciproche comunità.

 

La conferenza, un momento di confronto ad alto livello sulle sfide della sostenibilità.

Alla Conferenza internazionale intitolata “Digitalizzazione per comunità inclusive”, a cui FELCOS è stata invitata a partecipare da UNDP Mozambico, c’erano ministri, rappresentanti governativi e delle istituzioni internazionali più importanti.

 

Ed è proprio di fronte ad un consesso di così alto livello che il Direttore di FELCOS, Massimo Porzi, è intervenuto portando l’esperienza dei processi di digitalizzazione con i quali, in Umbria, si intende dare impulso allo sviluppo locale in chiave inclusiva e sostenibile, allo scopo di realizzare sui territori gli obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite. In particolare, ha posto l’attenzione su due output: il portale web “Umbria Accesso Unico” e la APP “UmbriaFacile“, di cui sono stati condivisi con la platea best practices di positiva e fruttuosa digitalizzazione dei servizi pubblici a vantaggio delle comunità e del bene comune.

La conferenza, organizzata nell’ambito del Fondo Congiunto per gli SDGs – Progetto “Comunità Connesse” da UNDP, UNICEF e dall’Ufficio del Coordinatore Residente delle Nazioni Unite, ha fornito un’opportunità davvero importante di confronto su un tema centrale come quello della trasformazione digitale, pilastro essenziale per uno sviluppo inclusivo e sostenibile.

Giorni e temi, quelli vissuti e affrontati a Maputo, che hanno portato FELCOS a svolgere un ruolo di riferimento anche su tavoli di lavoro multilaterali, come quello molto significativo avuto con Cristino Pedraza di UNDP Mozambico.

 

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Cittadinanza globale in tempi complessi. Uno spazio di dialogo a Bruxelles.

In occasione della riunione del Multi-Stakeholder Group del Programma DEAR dell’Unione Europea, tenutosi a Bruxelles, FELCOS ha preso parte al dialogo internazionale su come l’educazione alla cittadinanza globale possa rispondere alle complesse sfide attuali che sembrano mettere in discussione le fondamenta della democrazia.

 

La giornata, dedicata all’incontro, al confronto e alla riflessione su tematiche globali cruciali, si è svolta a Bruxelles, nell’ambito della riunione del Multi-Stakeholder Group del Programma DEAR gestito dalla Commissione Europea ed in particolare dalla Direzione generale per i partenariati internazionali (DG INTPA). Il programma sostiene attività di educazione e sensibilizzazione alla cittadinanza globale (ECG), con l’obiettivo di costruire una società più inclusiva e consapevole, fondata su un senso di responsabilità condivisa verso lo sviluppo sostenibile, sia a livello locale che globale.

 

Al Multi-Stakeholder Group del Programma DEAR, che si è tenuto a Bruxelles, FELCOS ha portato l’esperienza del Forum dei Giovani per la Sostenibilità dell’Umbria.

 

L’evento, svoltosi in modalità ibrida (in presenza e online), ha visto la partecipazione di organizzazioni della società civile, Enti locali, gruppi giovanili, reti internazionali, dipartimenti e agenzie nazionali degli Stati membri, oltre a studiosi ed esperti. Tutti componenti del Multi-Stakeholder Group DEAR, un organo consultivo che riunisce i principali stakeholder del Programma DEAR, con l’obiettivo di facilitare lo scambio di buone pratiche, l’apprendimento reciproco, il networking e il coordinamento strategico a supporto delle politiche DEAR a livello europeo.

Le domande chiave che hanno guidato il confronto sono state due:

  • Come mantenere l’educazione alla cittadinanza globale rilevante nell’attuale contesto internazionale, alla luce delle mutevoli condizioni geopolitiche?
  • In che modo l’educazione alla cittadinanza globale può riaccendere la fiducia nelle istituzioni democratiche, colmando al contempo le fratture politiche, sociali ed economiche che mettono alla prova la convivenza democratica e la solidarietà?

Domande complesse, poste in un contesto politico altrettanto complesso e instabile, che non prevedono risposte immediate né univoche, ma che rappresentano un punto di partenza fondamentale per attivare un dibattito fondamentale e costruttivo. Un confronto che coinvolge attivamente realtà come FELCOS, impegnate quotidianamente nell’educazione e nella sensibilizzazione allo sviluppo, tanto a livello globale quanto locale, anche attraverso l’implementazione di progetti DEAR.

L’incontro si è aperto con l’intervento di Agnieszka Skuratowicz, capo dell’unità Youth, Education and Research, Culture della DG-INTPA, che ha inquadrato le sfide dell’attuale contesto politico e i tempi difficili che stiamo attraversando, ribadendo l’importanza di ricostruire insieme, con visione e responsabilità condivisa.

Successivamente, è stato chiesto a tutti i partecipanti di condividere le proprie esperienze: cosa hanno fatto finora e in che modo possono contribuire in futuro alle attività del Multi-Stakeholder Group. Anche FELCOS ha portato il suo contributo, presentando i risultati di un importante lavoro svolto all’interno del Multi-Stakeholder Group: il sondaggio “Youth Involvement Survey”, realizzato con i partner del programma per analizzare il coinvolgimento giovanile. I risultati del sondaggio sono stati presentati durante il Coordination Meeting del progetto DEAR “People & Planet”, tenutosi in Germania nel giugno 2024. Inoltre, FELCOS ha proposto di attivare la propria rete di attori istituzionali locali per contribuire al miglioramento del programma, offrendo il loro punto di vista, feedback e pareri sui temi della cittadinanza globale.

 

 

Alcuni dei presenti hanno poi offerto il proprio contributo attraverso presentazioni volte a rispondere alle domande guida dell’incontro, portando esempi concreti e riflessioni tratte dai loro contesti di lavoro nazionali. Tutti gli interventi hanno evidenziato l’importanza di creare – anche a livello istituzionale – spazi di dialogo autentico, talvolta complessi da gestire, ma necessari per la costruzione di vera democrazia dal basso. È emersa con forza la necessità di continuare a esplorare nuove frontiere educative, di offrire speranza, di creare opportunità per esercitare la democrazia e rafforzare la fiducia nelle istituzioni, spesso carente soprattutto tra i giovani. È stato inoltre sottolineato il valore dell’impegno concreto, sia pratico che politico, e la centralità della costruzione di spazi critici, inclusivi e partecipativi.

Da parte nostra, siamo stati orgogliosi e felici di portare all’attenzione del Multi-Stakeholder Group l’esperienza del Forum dei Giovani per la Sostenibilità dell’Umbria come modello di partecipazione giovanile attiva, sinergicamente inserito nella Strategia regionale per lo sviluppo sostenibile, ed esempio di buona pratica che permette ai giovani di unire le proprie voci contribuendo concretamente alla definizione delle politiche locali.

Crediamo che promuovere spazi di cittadinanza attiva e dialogo, soprattutto per le nuove generazioni, sia una risposta necessaria e concreta per costruire democrazia dal basso, coesione e senso della comunità, a livello locale quanto globale. La cittadinanza globale inizia dai territori.

 

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Attraverso l’arte, l’eco-ansia può diventare scintilla positiva d’azione e cambiamento.

All’Aia, nei Paesi Bassi, il kick-off meeting del progetto Erasmus+ “Eco-A – Transforming Eco-Anxiety into Ecological Awareness, Art and Action” dedicato al tema dell’eco-ansia. Un argomento, quello delle ricadute dei cambiamenti climatici nella sfera emotiva individuale e collettiva dei giovani, su cui FELCOS è già impegnata nel progetto You Care. Presente all’incontro Chiara Flagiello, dell’Area Educazione e sensibilizzazione allo sviluppo di FELCOS.

 

Si è tenuto all’Aia, nei Paesi Bassi, l’incontro di avvio del progetto Erasmus+ “Eco-A – Transforming Eco-Anxiety into Ecological Awareness, Art and Action”, con l’obiettivo di formare professionisti capaci di operare con i giovani affetti da eco-ansia, attraverso l’utilizzo di pratiche artistiche. L’eco-ansia è una delle problematiche più rilevanti che le nuove generazioni si trovano ad affrontare, generando un disagio profondo che ha impatti sia a livello individuale che collettivo. Su questa tematica, così attuale e diffusa a livello globale, l’Unione Europea ha già attivato diversi progetti, con l’intento di promuovere consapevolezza, resilienza e azione concreta. Come FELCOS, siamo già attivamente impegnati su questa tematica con il progetto “YouCare”, rivolto ai giovani del nostro territorio che vivono situazioni di eco-ansia.

 

A L’Aia il kick-off meeting del progetto ECO-A dedicato al tema dell’eco-ansia

 

A partire da quest’anno, lavoreremo su questi temi anche all’interno del nuovo progetto “Eco-A – Transforming Eco-Anxiety into Ecological Awareness, Art and Action”, un’iniziativa Erasmus+ appena avviata con il kick-off meeting tenutosi a L’Aia, nei Paesi Bassi. Anche noi di FELCOS abbiamo partecipato all’incontro con Chiara Flagiello, dell’Area Educazione e Sensibilizzazione allo Sviluppo, contribuendo alla costruzione di una rete europea che punta a trasformare il disagio in consapevolezza e azione attraverso l’arte e l’educazione. L’incontro ha infatti dato il via ad una collaborazione internazionale che vede impegnate organizzazioni di Italia, Grecia, Paesi Bassi, Spagna e Finlandia, grazie alla quale potremo sviluppare nuove competenze per affrontare sfide globali sempre più urgenti, legate ai giovani e alla sostenibilità.

Il progetto Eco-A propone un approccio innovativo che unisce arte e formazione, con l’obiettivo di trasformare la preoccupazione ambientale in consapevolezza ecologica. Il progetto intende fornire strumenti e risorse per comprendere e analizzare i contenuti legati all’eco-ansia (consapevolezza), integrarli attraverso linguaggi artistici (arte) e utilizzarli per generare azioni con un impatto positivo sul piano socio-ambientale (azione).

 

 

 

Il target principale sono professionisti come psicologi, arteterapeuti ed educatori che lavorano con giovani adulti tra i 18 e i 25 anni affetti da eco-ansia. Il progetto si articola in diverse fasi fondamentali:

· Analisi del contesto: studio iniziale del fenomeno nei Paesi partner, attraverso la somministrazione di un questionario per valutare la diffusione e l’impatto dell’eco-ansia e per individuare buone pratiche già attive nei territori coinvolti.

· Sviluppo di un curriculum formativo: progettazione congiunta, da parte di tutti i partner, di un corso di formazione per i professionisti, volto a fornire un inquadramento teorico del fenomeno e strumenti pratici e metodologici di arte-terapia per lavorare con i giovani sul tema dell’eco-ansia.

· Implementazione e sperimentazione del corso: il corso verrà realizzato attraverso un’attività formativa internazionale che si terrà in Italia e sarà coordinata proprio da FELCOS.

 

Una volta formati, i professionisti saranno chiamati a mettere in pratica le competenze acquisite, attraverso pratiche artistiche, tramite workshop e azioni sul campo con gruppi di giovani, validando così gli strumenti sviluppati e promuovendo un approccio trasformativo e partecipativo alla sfida dell’eco-ansia. Ci auguriamo, con questo nuovo progetto e con quello attualmente in corso, di contribuire in modo significativo a trasformare l’eco-ansia in consapevolezza concreta e, soprattutto, in azioni orientate alla tutela dell’ambiente, adottando un approccio creativo e artistico. Un modo per alleviare l’ansia generata dalle sfide ambientali e dai cambiamenti climatici, offrendo ai giovani strumenti espressivi e spazi di attivazione positiva.

 

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