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Agenda 2030

Territori e comunità per costruire futuro. Il NOI dei Comuni.

A Orvieto si sono svolti gli Stati Generali delle Green Community: la conferenza nazionale sul ruolo strategico delle comunità locali nella sostenibilità, nella costruzione di percorsi di sviluppo, tutela e crescita all’interno di Soil reGeneration. Un modello partecipativo da cui traggono linfa vitale non solo la realizzazione di nuovo bene comune, ma l’idea stessa di democrazia dal basso.

 

Lo scorso 13 giugno, nella sala consiliare del Comune di Orvieto, si sono tenuti gli Stati Generali delle Green Community. La conferenza ha rappresentato un momento fondamentale per mettere in luce il ruolo dei Comuni e in particolare dei piccoli Comuni come attori principali di un’azione sistemica nel percorso verso un futuro più sostenibile, con il coinvolgimento delle istituzioni, dei cittadini, degli stakeholder locali e nazionali, degli studenti dell’Orvietano che hanno partecipato al progetto Soil reGeneration. L’obiettivo principale della riflessione condivisa è quello di valorizzare le iniziative intercomunali e promuovere strategie innovative per lo sviluppo sostenibile dei territori rurali, contribuendo così alla tutela dell’ambiente e al benessere delle comunità. 

 

La Sala del Consiglio comunale di Orvieto gremita in occasione degli Stati Generali delle Green Community

Le Green Community rappresentano un modello innovativo e sostenibile di gestione condivisa dei beni comuni e dei servizi territoriali, fondato sulla collaborazione tra cittadini, imprese, enti pubblici e realtà sociali. Oltre alla produzione e condivisione di energia rinnovabile, queste comunità si impegnano a promuovere la rigenerazione ecologica dei territori, la tutela delle risorse naturali, la valorizzazione del paesaggio, la mobilità sostenibile, l’agricoltura di qualità e l’accesso equo ai servizi essenziali – tra cui il diritto all’abitare.

Il tema dell’abitare è stato sottolineato con forza dal Sindaco di Parrano, Valentino Filippetti, che ha ricordato come la possibilità di accedere a soluzioni abitative dignitose, sostenibili e a costi accessibili rappresenti oggi una misura strategica per contrastare lo spopolamento e favorire il ripopolamento delle aree interne. Garantire condizioni abitative adeguate non è solo una questione sociale, ma anche un investimento in coesione territoriale, attrattività locale e benessere collettivo. Filippetti ha evidenziato come le Green Community possano diventare attori chiave nel promuovere modelli abitativi resilienti e inclusivi, capaci di coniugare rigenerazione urbana, sostenibilità ambientale e solidarietà sociale.

Attraverso percorsi di co-progettazione e governance partecipata, le Green Community rafforzano il senso di appartenenza e la responsabilità collettiva, contribuendo alla resilienza locale e a una transizione ecologica giusta e inclusiva. Rappresentano, in sintesi, un laboratorio vivo di democrazia territoriale, in cui le sfide ambientali, sociali ed economiche vengono affrontate in modo integrato, radicato e generativo.

L’incontro è stato aperto con i saluti istituzionali da parte del Sindaco di Parrano Valentino Filippetti, Roberta Tardani Sindaco di Orvieto, Federico Gori presidente di ANCI UMBRIA, a cui è seguita la relazione introduttiva di Luca Lo Bianco, in rappresentanza di UNCEM e del Progetto Italiae. Nella sua relazione Lo Bianco spiega l’importanza dell’iniziativa come un momento centrale di confronto tra istituzioni, amministratori e operatori del territorio e punta a rafforzare la rete delle Green Community come strumento di rigenerazione territoriale, sostenibilità sociale e coesione sociale. Ulteriori temi oggetto di riflessione sono stati: il sistema degli appalti, la riforma del terzo settore, le comunità energetiche e le aree interne.

A seguire, Luca Cupello, Sindaco di Allerona, ha illustrato il progetto della Green Community Umbria Etrusca “Soil reGeneration”, di cui il Comune di Allerona è capofila. Questo progetto, nato come azione pilota sostenuta dal programma europeo HuMUS – Healthy Municipal Soils (HORIZON Europe), si configura come un’iniziativa di sensibilizzazione e partecipazione territoriale dedicata alla rigenerazione del suolo, alla transizione agroecologica e alla governance sostenibile del territorio. L’intervento ha evidenziato come il suolo rappresenti non solo una risorsa ecologica, ma anche culturale e sociale, e come la sua tutela richieda strumenti condivisi e pratiche sistemiche di corresponsabilità.

 

Colomba Damiani di FELCOS interviene durante gli Stati Generali delle Green Community

 

L’azione pilota è stata illustrata nel dettaglio da Colomba Damiani, responsabile dell’area educazione allo sviluppo di FELCOS, partner operativo del progetto. Damiani ha ripercorso le principali fasi del percorso partecipativo che ha coinvolto oltre 100 studenti e studentesse di sei istituti superiori dell’Orvietano, con un’attenzione particolare all’esperienza  portata in sala  dagli studenti e dalle studentesse del Liceo Economico Sociale dell’Istituto di Istruzione Superiore Artistica Classica e Professionale di Orvieto. L’azione si è articolata in cammini interpretativi sul suolo, indagini conoscitive, costruzione collettiva di una mappe di comunità del suolo  e laboratori immersivi sul paesaggio, mettendo al centro l’ascolto attivo dei giovani e la co-produzione di visioni territoriali.

Il significato profondo del progetto è stato ben espresso dai giovani partecipanti: il suolo come fondamento della vita e del futuro, la rigenerazione ecologica come dovere e opportunità. Le loro testimonianze hanno raccontato un cambiamento in atto, reso possibile da un’azione educativa radicata nel contesto locale ma proiettata verso le interdipendenze globali.

Un elemento di forte impatto comunicativo dell’azione pilota è stato anche il lavoro fotografico coordinato da Emanuela Bianconi, articolato in due sezioni: Sequenze fotografiche su aree campione e Paesaggi del Suolo, con ritratti di persone e luoghi che testimoniano pratiche di cura e rigenerazione del territorio. Le immagini hanno permesso di restituire la complessità ecologica, sociale e culturale del suolo, costituendo un ponte tra osservazione scientifica e narrazione visiva partecipata.

FELCOS ha realizzato il progetto in partenariato con l’Ecomuseo del Paesaggio Orvietano e in preziosa collaborazione con il CNR-IRET di Porano, per il contributo scientifico e metodologico, e con ARPA Umbria, per l’integrazione dei dati ecologici e ambientali. Il progetto si è basato su strumenti innovativi come le Fuzzy Cognitive Maps (mappe cognitive partecipative), e ha adottato l’approccio della quadruple helix +1, includendo istituzioni, ricerca, imprese, società civile e dimensione socio-ecologica.

Il significato profondo del progetto è stato ben espresso dai giovani partecipanti: il suolo come fondamento della vita e del futuro, la rigenerazione ecologica come dovere e opportunità. Le loro testimonianze hanno raccontato un cambiamento in atto, reso possibile da un’azione educativa radicata nel contesto locale ma proiettata verso le interdipendenze globali.

Il Prof. Daniele Pulcini, in rappresentanza del Comune di Ficulle, che ha rilanciato l’importanza della relazione tra suolo, paesaggio e cittadinanza attiva, in particolare nelle aree interne. Pulcini ha posto l’accento sull’urgenza di elaborare pratiche formative e culturali che restituiscano significato alle piccole comunità, rigenerandole attraverso un rapporto consapevole con l’ambiente e il territorio. 

Ha inoltre  affrontato il tema del ri-abitare le aree interne oggi spazi in cui l’insediamento urbano ha conosciuto vecchie e nuove contrazioni: dove il patrimonio abitativo è affetto da fenomeni crescenti di abbandono; dove l’esercizio della cittadinanza si mostra più difficile; dove più si concentrano le disuguaglianze e i disagi. Le aree interne ammontano a un quarto della popolazione nazionale e a più di due terzi dell’intero territorio italiano. Abbastanza da farne oggetto di una grande “questione nazionale”. Tra le proposte lanciate ci sono:

  • Riqualificazione urbana e rurale: interventi di recupero degli edifici e degli spazi pubblici per renderli attrattivi e funzionali;
  • Innovazione sociale e culturale: promozione di iniziative che rafforzino il senso di comunità e valorizzino le tradizioni locali;
  • Sviluppo economico sostenibile: incentivare attività economiche locali, turismo responsabile e l’agricoltura di qualità;
  • Partecipazione e governance locale: coinvolgimento attivo delle comunità nelle decisioni e nella gestione delle risorse.

Pulcini ha  sottolineato l’importanza di un approccio multidisciplinare e collaborativo, che coinvolga enti pubblici, privati e cittadini per creare un modello di “riabitare” che possa garantire un futuro alle aree interne, mantenendo le loro specificità e promuovendo una crescita equilibrata.

 

Simona Meloni, Assessore Regionale dell’Umbria al PNRR, alle politiche agricole e agroalimentari, alla montagna e alle aree interne.

 

L’intervento del giornalista Michele Mezza sul tema “i dati come servizio ecosistemico” affronta un argomento di grande attualità e rilevanza, evidenziando come i dati costituiscano un elemento fondamentale per il funzionamento e la sostenibilità degli ecosistemi digitali e reali. Nei suoi libri affronta i temi legati alle implicazioni etiche della gestione dei dati come la conservazione dei profili social, l’uso di intelligenze digitali per simulare personalità, la tutela della privacy, il rispetto della memoria, la minaccia delle cyber guerre come una forma di escalation tra stati, attori non statali, con conseguenze mortali, la fragilità delle infrastrutture digitali che può portare a crisi di vasta scala, con effetti mortali in ambito civile e sociale.

L’evento ha ospitato anche testimonianze significative di esperienze territoriali innovative, tra cui Giampiero Lupattelli, Unione Appennino Reggiano e  autore de La Montagna del Latte, che ha condiviso riflessioni sulle sfide e potenzialità dei territori montani; e Giampiero Feliciotti, Presidente dell’Unione Montana dei Monti Azzurri, che ha illustrato un modello virtuoso di sviluppo locale basato su sostenibilità, governance partecipativa e inclusione. Entrambi hanno sottolineato l’importanza di fare rete tra comunità locali per dare forza a una visione sistemica che affronti le crisi ecologiche, economiche e sociali attraverso soluzioni radicate nei territori.

Hanno concluso la conferenza il Presidente dell’UNCEM Marco Bussone e l’Assessore Regionale al PNRR Simona Meloni. Bussone, da anni impegnato in un’importante azione di advocacy istituzionale per il riconoscimento del ruolo delle aree interne, ha ribadito la necessità di sostenere le Green Community come infrastruttura sociale e territoriale capace di generare coesione, resilienza e innovazione. Il suo intervento ha sottolineato come il rilancio dei territori montani e marginali debba essere accompagnato da politiche integrate, investimenti adeguati e dalla valorizzazione del capitale umano locale, in particolare delle giovani generazioni. L’Assessore Meloni ha parlato delle Green Community come una delle sfide più complesse e strategiche che abbiamo davanti a noi: quella cioè di costruire un nuovo modello di sviluppo per le nostre aree interne e i territori rurali dell’Umbria, un modello che tenga insieme economia, coesione sociale e sostenibilità ambientale. Il tema dello spopolamento non è più un tema solo sociale ma è diventato l’esempio della tenuta complessiva del modello territoriale e amministrativo umbro.

 

 

CONCLUSIONI

di Fabio Berardi, Forum dei Giovani per la Sostenibilità

Eventi come gli Stati Generali delle Green Community rappresentano molto più di un’occasione di confronto: sono spazi generativi in cui si costruisce consapevolezza condivisa, si riconosce il valore delle esperienze territoriali e si delineano orizzonti comuni per la sostenibilità. È in questi momenti che si rafforza la convinzione che prendersi cura del suolo, dell’ambiente e delle comunità non sia solo una necessità ecologica, ma una scelta culturale e politica.

La partecipazione attiva dei giovani ai percorsi come Soil reGeneration dimostra che la sostenibilità non è un’astrazione, ma una pratica concreta, fatta di relazioni, ricerca, ascolto e sperimentazione. I giovani non sono semplici destinatari delle politiche, ma protagonisti capaci di co-progettare il futuro, quando vengono messi nelle condizioni di esprimere visioni, competenze e desideri.

Porto a casa l’energia di un confronto autentico tra generazioni e territori, la ricchezza del dialogo tra saperi diversi, la forza trasformativa dell’agire collettivo. Esperienze come questa tracciano una direzione possibile per rigenerare non solo il suolo, ma anche il nostro modo di abitare il mondo. Che possano moltiplicarsi e contaminare altri luoghi, affinché la sostenibilità diventi davvero un progetto di vita condiviso.

 

 

 

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Soil reGeneration è azione pilota sostenuta dal progetto europeo HuMUS – Healthy Municipal Soils (HORIZON Europe, progetto n. 101091050) attraverso un sub-grant di ANCI Toscana, finanziato dall’Unione Europea.

 

 

Azione concrete per la conservazione della biodiversità. Un successo il nuovo webinar dei Comuni Amici delle Api.

Tornano con grande successo gli webinar dei Comuni Amici delle Api. Se il primo appuntamento di febbraio era stato dedicato alla disinfestazione delle zanzare con metodi sostenibili e “bee friendly”, nel secondo appuntamento on-line il tema era dedicato al tema “Azioni concrete per la conservazione della biodiversità”. Tanti i presenti in collegamento telematico, in rappresentanza di 25 municipalità della Rete nazionale coordinata da FELCOS.

 

Dopo l’evento di formazione dello scorso febbraio dedicato al contrasto delle zanzare nel rispetto dei criteri di sostenibilità, FELCOS ha organizzato un altro webinar dedicato alle municipalità che fanno parte della rete dei Comuni Amici delle Api. Focus del seminario on-line, a cui hanno partecipato 25 municipalità, la tutela della biodiversità sul territorio.

 

Una parte dei contenuti condivisi con i partecipanti al webinar dei Comuni Amici delle Api

 

Dopo i saluti istituzionali di FELCOS e l’introduzione di Vincenzo Panettieri, responsabile scientifico della rete “Comuni amici delle api”, il webinar è stato condotto dalla Prof.ssa Monica Vercelli, ricercatrice dell’Università degli Studi di Torino e Presidente della Consociazione Apicoltori della Provincia di Torino. La competenza della Prof.ssa Vercelli ha guidato i partecipanti (assessori, dirigenti e incaricati) in un percorso di riflessione, confronto e pensiero concreto su come agire in modo efficace per la tutela della biodiversità.

L’oggetto della formazione era ben descritto nella presentazione preparata dall’organizzazione, con il coordinamento di Lucia Maddoli, Simone Felice e Chiara Flagiello: “Le api e gli altri impollinatori svolgono un ruolo cruciale per la biodiversità, la produzione agricola e l’equilibrio degli ecosistemi. Eppure, mentre si moltiplicano le campagne a loro favore, spesso anche in contesti estranei, la realtà racconta un declino preoccupante causato da fattori legati all’attività umana: perdita di habitat, inquinamento e cambiamenti climatici, agricoltura intensiva. Il webinar si propone di andare oltre gli slogan offrendo un momento di riflessione e confronto sulle azioni concrete che enti locali, cittadini, agricoltori possono – e devono – intraprendere per diventare protagonisti attivi nella tutela degli impollinatori. Mediante scelte urbanistiche, ambientali e sociali coraggiose riusciamo ad essere davvero amici delle api e a contribuire alla costruzione di territori più sostenibili, partecipati e resilienti”.

 

Chiara Flagiello, di FELCOS, impegnata nel coordinamento del webinar dei Comuni Amici delle Api

 

A partire da ciò, la docente ha offerto una lettura ad ampio spettro sul mondo degli impollinatori, mostrando il sorprendente numero di specie di api e impollinatori presenti nel mondo e nel nostro Paese, oltre che sull’allarmante quantità di specie minacciate. Il webinar è proseguito con esempi di azioni concrete per la tutela e protezione della biodiversità. Tra questi gli strumenti normativi nazionali ed europei a disposizione, le ricerche scientifiche a supporto, le buone pratiche e il ruolo attivo che Comuni e Amministrazioni Locali possono assumere per agire in modo efficace e proattivo.

Così come accaduto in occasione del primo seminario, anche questa volta i partecipanti hanno avuto la possibilità di condividere un momento di confronto prezioso, utile per rafforzare la Rete dei Comuni Amici delle Api e promuovere impegni concreti e condivisi a favore dell’ambiente e degli impollinatori.

Ci sono ponti che possono unire i popoli. Per costruirli “Tanto dipende da noi”.

Il 14 maggio, nell’ambito delle attività della campagna di sensibilizzazione sulle corrette pratiche di riduzione e raccolta differenziata dei rifiuti “Tanto dipende da noi”, promossa da AURI in collaborazione con FELCOS, si è svolto un secondo incontro di E-Twinning tra una delle classi umbre coinvolte nel percorso didattico e una di quelle palestinesi coinvolte nel progetto L.A.N.D. –  Local Authorities Network for sustainable Development. L’incontro è servito agli alunni per condividere i risultati dei loro lavori, ma il suo significato è andato ben oltre portando lo sguardo verso un mondo migliore a cui non rinunciamo di credere. A raccontarci quelle emozioni è Nicolle Mercado, studentessa colombiana dell’Università degli Studi di Perugia e tirocinante presso FELCOS.

 

«El mundo es un pañuelo» (Il mondo è piccolo) è un’espressione molto comune in spagnolo che significa che non è strano incontrare o conoscere qualcuno che ha un legame con noi. In questo senso, l’iniziativa di mettere in contatto classi di paesi, culture, situazioni e lingue diverse, come il programma E-Twinning, ci ricorda questa frase, perché è in questi spazi che le nuove generazioni trovano quei legami che dimostrano che, nonostante tutte le differenze, in realtà abbiamo molto in comune. 


 

L’iniziativa di E-Twinning è stata concepita come un ponte e scambio di buone pratiche ambientali tra classi ambasciatrici di due progetti: Tanto dipende da noi, promosso da AURI – Autorità Umbra Rifiuti e Idrico in collaborazione con FELCOS, condotto a livello regionale sulle corrette pratiche di riduzione e raccolta differenziata dei rifiuti, e il progetto L.A.N.D. Autorità Locali in Rete per Lo Sviluppo Sostenibile, promosso dall’Unione dei Comuni del Trasimeno e che coinvolge come partner in loco l’Associazione delle Autorità Locali Palestinesi (APLA), quattro Municipalità palestinesi e che si realizza con il supporto istituzionale e tecnico-scientifico dei partner regionali quali FELCOS, ANCI Umbria, Unione di Comuni Terre dell’Olio e del Sagrantino, Comune di Assisi, AURI – Autorità Umbra Rifiuti e Idrico, Trasimeno Servizi Ambientali. Quest’ultimo progetto ha l’obiettivo di sostenere il ruolo degli Enti locali palestinesi per l’elaborazione di strategie e politiche di sviluppo territoriale inclusivo e sostenibile.

Durante il primo incontro, il 30 aprile, ho avuto la fortuna di partecipare al collegamento E-Twinning tra una classe palestinese della Ni’Ilin Primary school e la classe 2B dell’Istituto Omnicomprensivo Rosselli-Rasetti di  Castiglione del Lago. L’incontro non è stato privo di difficoltà: la distanza non solo ha comportato alcuni problemi tecnici legati alla connessione Internet, ma ha anche reso necessario tenere conto del fuso orario e della disponibilità dei giovani studenti e studentesse (di età compresa tra i 12 e i 15 anni) e dei loro docenti.

Molti si chiederanno come sia stato possibile realizzare questo incontro con lingue così diverse, ma sono rimasta piacevolmente sorpresa dall’uso dell’inglese dimostrato dagli studenti e studentesse, in particolare quelli di Castiglione del Lago, durante l’incontro e la presentazione che hanno condiviso con i loro compagni e compagne palestinesi, che in risposta si sono dimostrati più che entusiasti di presentare anche il club ambientale che hanno creato di propria iniziativa. Questo racconto è stato fatto con l’aiuto di una facilitatrice e traduttrice dall’arabo all’inglese affinché la classe e i suoi docenti responsabili in Palestina si sentissero completamente a loro agio e sicuri che non ci sarebbero stati problemi o confusione.

 

 

Tutti noi partecipanti abbiamo considerato il primo incontro un successo e un’esperienza importante di apprendimento, rimanendo impegnati e desiderosi di avere ancora più tempo per condividere durante un prossimo incontro.

Questo desiderio si è avverato per me, come membro del team FELCOS, e per la classe di Castiglione del Lago che il 14 maggio ha potuto incontrare nuovamente un’altra classe di studentesse palestinesi della Oqab Muftdi Secondary School for Girls della città di Awara, in una delle aree più compromesse nel conflitto, che ci hanno accolto con sorrisi ed entusiasmo sullo schermo dell’incontro virtuale.

Le ragazze erano accompagnate dalle loro insegnanti e durante la videochiamata alcune indossavano l’abito tradizionale delle donne di Awara, e un’altra anche il gilet del proprio club ambientale, tutte sorridenti e felici d’essere là con noi in quel momento. La loro attitudine così positiva mi ha colpito soprattutto quando, soltanto dopo, ho saputo che l’incontro era stato anticipato per il timore di un possibile attacco nella zona della scuola. 

Mai, in tutta la videochiamata, non ho visto paura né odio negli occhi delle ragazze e tanto meno nei loro sorrisi. In loro abbiamo percepito molto orgoglio quando hanno presentato i propri progetti ambientali: come avevano coltivato e piantato nel giardino della scuola dei fiori per abbellire gli spazi e piante che potevano anche servire da cibo. Nelle parole di un’alunna in particolare, l’orgoglio si manifestava nella volontà di mettere radici nella propria terra come forma di resilienza per ribaltare completamente il sentimento della “terra rubata”.

Oltre a rivendicare la terra nella forma più pura, le ragazze palestinesi hanno anche mostrato i progetti artistici che hanno realizzato con vecchi giornali e con il caffè utilizzato come inchiostro. Quando la classe di Castiglione ha chiesto loro quale possibile vocazione le attirasse per il futuro, molte hanno risposto con entusiasmo di voler diventare poetesse, accompagnando questa risposta con professioni come quella di dottoressa.

 

 

Alla fine è stata innegabile per tutti la felicità che le ragazze palestinesi hanno provato in questo spazio, le loro risate quando la classe di Castiglione del Lago ha alzato la voce all’unisono con la parola “Pizza!” in risposta alla domanda sul loro cibo preferito. Alcune ragazze si sono sentite così a loro agio in questo spazio da fare il grande passo e mettere da parte la traduzione ufficiale offerta per provare a parlare in inglese e avere un contatto ancora più diretto con i loro coetanei e coetanee italiani.

Alla fine non ho potuto fare a meno di pensare che le ragazze del secondo incontro e i ragazzi del primo non ci chiedessero nulla, per loro era la felicità più grande poter andare a scuola, stare con i loro amici, imparare, aiutare con i loro progetti e scoprire che c’è qualcuno in questo mondo che sembra aver dimenticato la loro nazione, che li vedi, parla con loro come ragazzi e ragazze normali che sono e che non dovrebbero mai smettere di essere.

Da questi incontri sono rimaste molte esperienze di apprendimento per garantire che in futuro altri possibili incontri siano ancora migliori, con una migliore gestione del tempo, maggiori garanzie tecniche e un uso più efficiente e dinamico degli strumenti tecnologici. Inoltre, abbiamo raccolto idee meravigliose come quella di creare un sistema di “amici di penna” tra le classi palestinesi e italiane, magari scambiando le buone pratiche tra i  progetti “L.A.N.D” in Palestina e“Tanto dipende da noi” in Italia come magari creare un giardino scolastico italo-palestinese.

Personalmente non posso che sentirmi grata per aver avuto la fortuna di far parte di questi due spazi così puri e belli. Concludo ringraziando FELCOS, i facilitatori, in particolare Moreno e Amal, la Association of Women’s Action for Training & Rehabilitation (AOWA), le scuole, la professoressa Capitani e, in particolare, le classi partecipanti in Palestina e a Castiglione del Lago (Italia); Colomba e Chiara di FELCOS, senza le quali tutto questo non sarebbe stato possibile.

 

 

Nicolle Mercado

Colombiana, tirocinante in FELCOS, studentessa dell’Università per Stranieri di Perugia.

 

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A Parrano con Soil reGeneration si celebra la Festa della Terra

La Festa della Terra 2025, nell’Orvietano, è stata dedicata all’elemento più importante: il suolo. E’ proprio il suolo infatti il protagonista assoluto del progetto Soil reGeneration, di cui FELCOS è partner insieme all’Ecomuseo del Paesaggio Orvietano, CNR-IRET, Arpa Umbria, e che vede il coordinamento del Comune di Allerona. Un’azione pilota, in realtà, compresa nel più ampio progetto Horizon Europe HuMUS promosso da ANCI Toscana. Obiettivo della giornata esperienziale di lavoro tenutasi a Parrano, la definizione del percorso che porterà alla stesura di un “Patto Territoriale per il Suolo” a partire dalla costruzione di una conoscenza collettiva e condivisa tra cittadini, istituzioni e stakeholders locali.

 

Il 3 maggio 2025 si è svolta a Parrano (TR) la Festa della Terra nell’ambito del progetto europeo Soil reGeneration, azione pilota di governance partecipativa del suolo promossa dal Comune di Allerona e sostenuta dal progetto Horizon Europe – HuMUS (Healthy Municipal Soils) di ANCI Toscana, tra i cui partner figurano FELCOS – Associazione di Comuni per lo Sviluppo Sostenibile, Ecomuseo del Paesaggio Orvietano, CNR – IRET e ARPA Umbria.

La giornata si è aperta con un cammino interpretativo dedicato al tema “Leggere il paesaggio con il suolo”, co-progettato con il Liceo Artistico di Orvieto – indirizzo Grafica – e condotto dall’Ecomuseo del Paesaggio Orvietano. Il percorso ha unito esplorazione naturalistica, osservazione scientifica e restituzione creativa, permettendo agli studenti di analizzare in situ le caratteristiche ecologiche e culturali del suolo e del paesaggio rurale.

 

 

L’itinerario è partito dalle Tane del Diavolo raggiungendo il borgo di Parrano e ha incluso il Sentiero del Brenda e l’area del Fosso del Bagno, un paesaggio modellato dall’azione dell’acqua e segnato dalla presenza di sorgenti idrotermali e insediamenti preistorici. Un cammino improntato sul dialogo intergenerazionale tra archeologia, ecologia e cittadinanza attiva e rivolto alla percezione e alla conoscenza del rapporto tra l’uomo e l’ambiente, le cui funzioni fondamentali sono svolte anche dal suolo.

Nel pomeriggio, presso il Comune di Parrano, si è svolto l’incontro “Verso il Territorial Management Agreement per il Suolo”, che ha visto la partecipazione dei membri della Green Community Umbria Etrusca, della Direzione Generale di Arpa Umbria e dei rappresentanti di Enti locali, agricoltori, ricercatori e cittadini attivi. L’attività centrale dell’incontro è stata un’analisi SWOT partecipata, guidata e condotta dal CNR-IRET di Porano con l’obiettivo di raccogliere idee, criticità e opportunità rispetto alla co-progettazione di un Accordo Territoriale per la Salute del Suolo.

Dai gruppi di lavoro sono emerse tre direttrici principali di impegno condiviso:

  • La costituzione di un organismo multi-attoriale di governance territoriale per affrontare in modo coordinato le emergenze ecologiche;
  • L’attivazione di un Osservatorio ecologico-culturale per monitorare lo stato di salute del suolo e promuovere la sensibilizzazione;
  • La creazione di una Cattedra ambulante di agroecologia e cultura del cibo a supporto delle pratiche agricole eco-sostenibili e della filiera alimentare locale.

 

 

La partecipazione delle comunità scolastiche e il coinvolgimento diretto dei giovani hanno rappresentato un elemento chiave del processo, soprattutto in un contesto – come quello delle aree rurali – segnato da spopolamento, fragilità sociale ed economica e perdita di conoscenze locali.

In questo quadro il suolo, riconosciuto come matrice ambientale primaria e parte del patrimonio culturale, è al centro di un nuovo patto collettivo per il futuro dei territori, fondato sulla rigenerazione ecologica, la bioeconomia locale e la giustizia intergenerazionale.

L’evento ha segnato una tappa fondamentale nel percorso di definizione del Territorial Management Agreement (TMA), che sarà formalizzato e discusso il prossimo giugno presso i Giardini storici di Villa Cahen ad Allerona, arricchito con strumenti operativi, indicatori di monitoraggio (in collaborazione con ARPA Umbria) e contenuti generati dal processo partecipativo.

 

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(Do) You Care? A Foligno i giovani sono in prima linea contro l’eco-ansia.

Il progetto YOU CARE – YOUth Creating Action Research on Eco-anxiety, dedicato alla ricerca e al coinvolgimento dei giovani nella sensibilizzazione sul tema dell’eco-ansia, sta dando frutti davvero entusiasmanti. Dopo settimane di preparazione le ragazze e i ragazzi coinvolti nel progetto hanno portato a termine una street action durante la quale sono riusciti a coinvolgere, informare, dialogare tanti loro concittadini, parlando di ambiente ed emozioni. Un esito più che positivo che ha ottenuto il paluso di tutti i partner durante il meeting che si è svolto in Lituania, dove loro stessi hanno raccontato il lavoro svolto e i risultati ottenuti.

 

Un gruppo di 10 ragazze/i, 4 luoghi della città, tante immagini che parlavano di cambiamenti climatici, disastri ambientali, buone pratiche di resilienza climatica. Soprattutto, tanta gente che ha preferito fermarsi, piuttosto che passare oltre, per capire di che cosa si trattasse e per dialogare su un tema che è parso molto più conosciuto e percepito come problema angosciante dalla popolazione di quanto si potesse immaginare.

 

 

YOU CARE, il progetto finanziato dall’Unione Europea dedicato alla ricerca e al coinvolgimento dei giovani nella sensibilizzazione sul tema dell’eco-ansia di cui FELCOS è partner, ha messo a segno un importantissimo risultato, dando vita ad una street-action organizzata dal team di ragazze e ragazzi coordinati da Simone Felice. Dopo settimane di confronti sul tema e di progettazione condivisa, il gruppo si è lanciato in un pomeriggio di azione operativa, dando vita ad una articolata “missione” che si è svolta in 4 luoghi significativi di Foligno: piazza Piermarini, Porta Todi, il parco Hoffmann e l’ex Zuccherificio.

 

Strade e piazze luoghi di incontro e riflessioni condivise

In piazza Piermarini è stato allestito un piccolo caffè, con due pannelli sui quali le ragazze e i ragazzi avevano attaccato 16 immagini tratte dall’attualità, che rappresentavano sia gli effetti drammatici dei cambiamenti climatici come alluvioni, scioglimento dei ghiacci, migrazioni di massa, ma anche esempi di resilienza messi in atto in tante parti del mondo, che restituivano esempi positivi di come si possa affrontare un problema tanto urgente quanto grave.

A chiunque si fosse trovato a passare in quella parte città, i protagonisti dell’iniziativa hanno chiesto di fermarsi e di guardare, per poi lasciare accanto alle immagini delle piccole emoticon con le quali sottolineare le emozioni che quelle foto hanno trasmesso agli osservatori. Una modalità molto social di condivisione, che però ha consentito di poter parlare a voce della questione, portando le persone ad esprimere anche verbalmente il proprio pensiero, in una modalità inter-generazionale visto che i passanti che hanno accettato di prendere parte al “gioco di riflessione” erano di tutte le età.

 

 

In altri luoghi della città, invece, la street-action si è caratterizzata per una modalità più digitale. A Porta Todi, ex Zuccherificio e al Parco Hoffmann, le ragazzi e i ragazzi di You Care, suddivisi in coppie, hanno coinvolto i passanti in una suggestione virtuale. Utilizzando l’intelligenza artificiale hanno prima realizzato delle immagini di fantasia che ritraevano quegli stessi luoghi in chiave sia peggiorativa che migliorativa dal punto vista ambientale e poi, attraverso dei QR Code, hanno invitato i passanti a visualizzarle sui propri smartphone nei quali la foto appariva sotto alla scritta: (Do) You Care? E cioè: Ti interessa?

Anche in questo caso la risposta è stata incredibile. Tante persone si sono fermate decidendo di non passare oltre e di partecipare, visualizzando l’immagine artificiale, mettendola a confronto con il contesto reale e condividendo le emozioni che questo “gioco” trasmetteva loro.  

 

Per i partner europei un  esempio da seguire

Il percorso avviato in Umbria e a Foligno in particolare da FELCOS per il coinvolgimento dei giovani intorno alle attività del progetto, gli esiti della street-action e, più in generale, la qualità del lavoro svolto dalle ragazze e dai ragazzi che hanno partecipato, hanno ottenuto anche in Europa un grande apprezzamento. Solo qualche settimana dopo lo svolgimento dell’iniziativa, infatti, in Lituania si è svolto l’International Youth Exchange, un meeting a cui hanno partecipato tutti i giovani provenienti dai Paesi partner del progetto: Lituania, Italia, Bulgaria, Irlanda e Belgio.

 

 

“Torniamo da questo incontro con partner e i giovani degli altri Paesi coinvolti con la consapevolezza di aver fatto un grande lavoro per il nostro territorio – racconta Simone Felice, Project Manager e coordinatore per FELCOS del progetto You Care – e cioè aver smosso le coscienze dei cittadini attorno alla tematiche delle emozioni spesso negative che i cambiamenti climatici possono causare. Questo fenomeno sempre più attenzionato a livello europeo, riguarda non solo i nostri giovani ma tutti i giovani europei. In particolare, rispetto al lavoro svolto in questi mesi a Foligno, la commissione di valutazione dei percorsi territoriali si è dimostrata interessata e attratta dalle azioni artistiche e innovative intraprese dai ragazzi, tutte accomunate da un linguaggio non verbale per dare spazio anche a chi ha difficoltà a ricnoscere ed esprimere le proprie emozioni. Ora ci aspetta un traguardo ancora più ambizioso: portare le istanze dei giovani a Bruxelles dinanzi alle Istituzioni europee il prossimo ottobre”.

E noi non possiamo che augurare a queste ragazze e questi ragazzi un fantastico lavoro per il bene comune!

 

 

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Cibo e sostenibilità: una festa bellissima ha salutato a Foligno la conclusione di EduCARE.

120 alunni, 7 classi di 6 scuole superiori, 90 ore di attività laboratoriali, 7 progetti per la città. Con questi numeri si è concluso il progetto EduCARE – I giovani per la sostenibilità della Città di Foligno, che Fondazione CARIFOL e FELCOS hanno realizzato in partnership proponendo alle classi un viaggio alla scoperta del legame tra cibo e sostenibilità. Dopo mesi di laboratori, incontri con gli esperti e condivisione di idee, all’Auditorium San Domenico sono stati presentati tutti i progetti che le classi hanno preparato. E la festa è stata bellissima.

 

EduCARE è stato un progetto che ha parlato al presente guardando al futuro, non solo dei ragazzi a cui era dedicato ma a quello delle comunità a cui apprtengono: scolastica, amicale, cittadina. Il tutto mettendo al centro delle attività il legame tra cibo e sostenibilità, approfondito attraverso molteplici declinazioni di significato e collegato a luoghi strategici e identitari della città.

 

La Presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Foligno, Monica Sassi.

 

Presentato alla fine dell’anno scolastico 2023/2024 e sviluppato durante tutto il corso dell’anno scolastico 2024/2025, il progetto EduCARE – I giovani per la sostenibilità della Città di Foligno, frutto di una sinergia tra Fondazione Cassa di Risparmio di Foligno e FELCOS, ha coinvolto 7 classi dei 6 Istituti superiori della città, ognuna in esplorazione di una particolare dimensione di sostenibilità del cibo:

Cibo come identità – 4^L Amministrazione finanza e marketing ITCT “F. Scarpellini”;

Cibo come salute – 2^ Servizi commerciali, design della comunicazione visiva e pubblicitaria Istituto Professionale “Orfini”;

Cibo come risorsa – 4^S Biotec ITT “Leonardo Da Vinci”;

Cibo come cambiamento – 3^ASE Economico sociale Liceo Classico “Frezzi-Beata Angela”;

Cibo come ambiente – 3^ASA/3^BSA Liceo Scientifico “G. Marconi”;

Cibo come incontro – 2^ Duale Operatore della ristorazione CNOSFAP “Casa del Ragazzo”.

 

Una classe racconta alla platea il proprio progetto

 

Durante tutto il corso del percorso laboratoriale, progettato e condotto dall’Area Educazione alla sostenibilità di FELCOS, gli alunni hanno incontrato e interloquito con esperti di diversi settori – dalle Università alle imprese, dai gestori dei servizi idrici ai professionisti della comunicazione, dai produttori ai consumatori – sviscerando i tanti aspetti interconnessi che legano ciò che mangiamo alle esigenze di sostenibilità del territorio e della sua popolazione. Il tutto allo scopo di dare vita ad un’idea progettuale in grado di creare un vero impatto sulla propria vita e su quella dei propri compagni di scuola.

A compimento del percorso progettuale, il 28 aprile all’Auditorium San Domenico di Foligno, alla presenza dell’Assessore alle Politiche sociali del Comune di Foligno, Lorenzo Schiarea, e della Presidente della Fondazione CARIFOL, Monica Sassi, le classi, accompagnate dai rispettivi insegnanti e in qualche caso anche dalle proprie famiglie, hanno presentato le proprie idee:

I legumi come alternativa – Una proposta nutrizionale sostenibile. Un progetto preparato dalla 4^L dello Scarpellini che ha portato all’organizzazione di un World Cafè – pranzo di incontro e confronto con gli stakeholders del territorio – e alla proposta di una box per i turisti contenente prodotti del territorio e ricette;

Esageriamo! – Una campagna di sensibilizzazione per un’alimentazione sana e gustosa. Un progetto presentato dalla 2^ Servizi commerciali dell’Istituto professionale Orfini dedicato alla realizzazione di un nuovo prodotto commerciale per la distribuzione di una merenda più sana, per il quale hanno ideato sia il nome che la veste grafica del packaging.

Neomerendiamo – La merenda buona a scuola. Un progetto della 4^S ITT Da Vinci che si è basato sulla realizzazione di una grande indagine statistica sulle abitudini dei propri compagni di Istituto quando si parla di merenda a scuola e abitudini di consumo.

Fuori classe – La caffetteria della scuola spazio di benessere e relazioni positive. Un progetto predisposto dalla 3^ASE Economico sociale del Liceo Classico Frezzi-Beata Angela che ha portato gli alunni a immaginare il restyling della caffetteria scolastica per farne un luogo più accogliente, in grado di funzionare anche come spazio di incontro oltre che di vendita e consumo.

Panta rei tutto scorre – Il viaggio dell’acqua, una risorsa per la vita. E’ il tema che la classe 3^ASA del Liceo Scientifico Marconi ha scelto per esplorare la connessione tra cibo e acqua e, soprattutto, di quanto sia determinante la buona gestione della rete idrica per assicurare alla città la fornitura di un’acqua potabile di prima qualità.

L’impronta idrica. Un’indagine conoscitiva che ha coinvolto gli alunni della classe 3^BSA del Liceo Scientifico Marconi rispetto al consumo di acqua nella produzione di cibo, bevande e beni di consumo che caratterizzano il nostro vissuto quotidiano e che troppo spesso è sconosciuto dalle giovani generazioni.

A tavola con il mondo – Un evento culturale per celebrare la molteplicità della città. Un progetto/evento che gli alunni della classe 2^ Duale del CNOSFAP “Casa del Ragazzo” hanno immaginato organizzando un pranzo a base di ricette e prodotti espressione della cultura culinaria di 6 Paesi.

 

La grafica cognitiva: una nuova metodologia didattica

 

Filo rosso che ha unito tutti questi percorsi laboratoriali e i progetti presentati dalle 7 classi, è stata una metodologia sperimentale che l’Area Educazione alla sostenibilità di FELCOS ha introdotto nella composizione del percorso didattico. Grazie al supporto della graphic designer e art director Michela Bastianelli, gli incontri laboratoriali dedicati all’elaborazione conclusiva dei diversi progetti sono diventati delle tavole cognitive nelle quali la grafica visiva, realizzata in tempo reale, è diventata elemento di visualizzazione/comprensione e strumento di partecipazione.

Proprio le tavole realizzate da Michela Bastianelli, fortemente caratterizzanti dal punto di vista artistico e creativo, hanno funzionato da sfondo durante tutto l’evento portando il pubblico a mettersi in contatto con le emozioni oltre che con le parole di ciascun progetto, capendo il senso profondo dei percorsi, scoprendo le suggestioni che gli alunni hanno provato nel corso delle loro attività. 

 

La fine in festa

A sottolineare il carattere allegro e informale dell’evento finale del progetto EduCARE è stato il momento conviviale con il quale si è chiuso il programma. Tutti gli alunni delle 7 classi partecipanti, dopo aver presentato i propri progetti, si sono spostati al piano superiore dell’Auditorium San Domenico dove hanno partecipato ad un cocktail party (rigorosamente analcolico) preparato da Leonardo Ferretti, con un Dj Set suonato dalla Dj Paola Majuri.

Un clima di vera e grande energia che speriamo possa accompagnarci fino alla prossima stagione di EduCARE.

 

 

EduCARE – I giovani per la sostenibilità della Città di Foligno è un progetto realizzato da Fondazione Cassa di Risparmio di Foligno e FELCOS, all’interno del progetto europeo People and Planet – A common destiny, finanziato dal Programma DEAR dell’Unione Europea.

 

 

 

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Sfide rurali per uno sviluppo locale più giusto, sostenibile e inclusivo. A Siviglia il meeting europeo di Rural Voices 2030.

Si è svolto a Dos Hermanas, comune situato nella provincia di Siviglia in Spagna, un incontro di coordinamento del progetto europeo Rural Voices 2030 a cui FELCOS ha partecipato in qualità di supporto tecnico del Comune di Foligno, membro del partenariato. Obiettivo del meeting, a cui hanno partecipato i rappresentanti delle 12 organizzazioni che compongono il consorzio, uno scambio aperto e franco sui temi della sostenibilità ambientale declinata sulle esigenze delle realtà rurali e interne, sul ruolo dei giovani nel coinvolgimento delle comunità locali e sul suolo come elemento di cura e futuro. 

Il coinvolgimento dei giovani delle aree rurali per la costruzione anche in quei territori di un futuro più giusto, sostenibile ed inclusivo, è una delle sfide di primaria importanza verso la realizzazione degli obiettivi di sviluppo sostenibile. E il progetto Rural Voices 2030, realizzato con il finanziamento del Programma DEAR dell’Unione Europea, individua nel suolo e nella cura del territorio l’elemento intorno cui questo coinvolgimento può realizzarsi fornendo alle comunità territoriali nuovi stimoli di confronto e crescita.

Alcune partecipante all’incontro europeo Rural Voices 2030 durante i lavori del meeting

Rural Voices 2030 – Engaging young rural European citizens in a gender responsive approach to soil protection, riunisce a tal fine un consorzio di 13 partner provenienti da 12 paesi europei ed extraeuropei attraverso il coordinamento dalla Hungarian Baptist Aid (HbAid) e la partecipazione del Comune di Foligno, con il supporto tecnico di FELCOS, e di Punto Sud (IT), FAMSI (SP), IMVF (PT), FINEP (DE), Südwind (AT), Open Education Centre (BG), Slow Food Youth Network (NL), ESYN (EL), AOGE (SL), BRF (PL), SYND (GH).

Obiettivi e approccio glocale

Rural Voices 2030 mira a rafforzare il ruolo dei giovani rurali nella difesa del suolo e nello sviluppo sostenibile, promuovendo la parità di genere e colmando i divari educativi nelle zone non urbane. Attraverso il metodo dell’Educazione Innovativa allo Sviluppo Rurale (IRDE), il progetto intende quindi valorizzare le voci delle giovani generazioni e delle donne delle comunità rurali, mettendo in relazione le loro sfide con macro processi globali come il cambiamento climatico e la giustizia economica.

Lavori a Dos Hermanas: verso il secondo anno di attività

Durante le tre giornate di lavoro, tutte molto proficue ed interessanti, si sono svolte sessioni partecipative di brainstorming e design thinking, insieme a focus group tematici dedicati alle principali linee di azione previste:

  • progettazione di attività educative in ambito non formale,
  • bando a cascata per la produzione di contenuti creativi e opere artistiche,
  • iniziative legate al suolo, alla partecipazione giovanile e alla parità di genere nei contesti rurali.

Particolarmente rilevante è stato il tavolo di lavoro sull’advocacy, coordinato dal Comune di Foligno in qualità di soggetto responsabile di questa linea d’azione per tutto il partenariato. Il gruppo ha approfondito strumenti e strategie per promuovere raccomandazioni politiche a favore delle aree rurali, anche in vista dei prossimi incontri con decisori a livello europeo​.

Protagonismo giovanile andaluso

All’incontro ha partecipato anche Marta Pastora Fernández Bustamante, portavoce della rete giovanile Rurales en Red, che ha illustrato le sfide e le opportunità per i giovani delle aree interne dell’Andalusia, che vanno dalla carenza di servizi alla volontà di essere protagonisti attivi nei propri territori. La sua testimonianza ha rafforzato l’importanza di creare reti solide e spazi decisionali per le nuove generazioni, sottolineando che “la gioventù non è il futuro ma il presente”​.

Sotto molteplici punti di vista l’incontro di Dos Hermanas ha rappresentato un momento di forte condivisione e visione strategica, proiettando il progetto verso una seconda annualità densa di attività concrete e trasformative, saldamente radicate nei territori rurali europei.

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FELCOS interviene al 6° Forum Mondiale per lo Sviluppo Economico Locale di Siviglia

All’interno del Palazzo dei Congressi di Siviglia, in Spagna, si è svolto il 6° Forum Mondiale per lo Sviluppo Economico Locale. Un contesto di grande prestigio che ha visto ragionare insieme per tre giorni, Istituzioni, organizzazioni e stakeholders di profilo internazionale, tra i quali ha portato la propria voce anche FELCOS. Il direttore Massimo Porzi – presente insieme al Presidente e Sindaco di Narni, Lorenzo Lucarelli, e al Presidente di ANCI Umbria e Sindaco di Montecchio, Federico Gori, e al Direttore di ANCI, Silvio Ranieri – è intervenuto in un panel dedicato al tema della trasformazione digitale per lo sviluppo locale, partecipato e inclusivo.

 

In un mondo sempre più globalizzato, il legame tra crescita economica, sostenibilità ambientale e coesione sociale rappresenta un pilastro fondamentale per ridurre le disuguaglianze e raggiungere un progresso che tenga conto sia delle persone che del pianeta, dando vita ad una transizione equa verso modelli di sviluppo sostenibili e inclusivi. Così come dettato dall’Agenda 2030, approvata nel 2015 dal Consiglio Generale delle Nazioni Unite.

Ed è proprio intorno a queste sfide che a Siviglia si è tenuto il 6° Forum Mondiale per lo Sviluppo Economico Locale, a cui FELCOS ha partecipato con il Presidente e Sindaco di Narni, Lorenzo Lucarelli, il Direttore, Massimo Porzi, insieme al Presidente di ANCI Umbria e Sindaco di Montecchio, Federico Gori, e con il Direttore di ANCI Umbria, Silvio Ranieri.

In un contesto internazionale di alto livello, fondamentale per la nascita di nuove reti e opportunità collaborative, in cui sono rappresentate Istituzioni, Università e organizzazioni della società civile di profilo europeo e mondiale, siamo orgogliosi di aver portato la nostra voce e la nostra esperienza nella promozione di sviluppo locale inclusivo e sostenibile, su cui siamo in prima linea in Umbria e nel mondo al fianco delle comunità territoriali e delle Istituzioni di prossimità.

Una competenza che il Direttore Porzi ha sintetizzato nel proprio intervento in un panel intitolato “Trasformazione digitale per lo sviluppo locale: sbloccare opportunità per una crescita inclusiva“, durante il quale si è esplorato il modo in cui la trasformazione digitale può guidare lo sviluppo economico locale, la creazione di posti di lavoro e la governance collegando strategie nazionali e realtà territoriali.

 

Il Direttore di FELCOS, Massimo Porzi, durante il proprio intervento al Forum Mondiale per lo Sviluppo Economico Locale

 

Il focus della sessione

Il senso del panel entro cui FELCOS ha portato la propria voce è ben raccontato dal programma del Forum. “La trasformazione digitale sta rimodellando il modo in cui i governi locali funzionano, interagiscono e forniscono servizi. Tuttavia, il suo impatto sullo sviluppo locale e sull’occupazione dipende da fattori chiave come le infrastrutture, l’alfabetizzazione digitale, la governance, la sovranità tecnologica e l’inclusività. Mentre la digitalizzazione promuove opportunità economiche, politiche e investimenti inadeguati rischiano di ampliare le disuguaglianze. Alla luce di ciò la sessione ha esplorato il modo in cui la trasformazione digitale può guidare lo sviluppo economico locale, la creazione di posti di lavoro e la governance collegando le strategie nazionali con le realtà territoriali. A tal fine, la discussione ha esaminato quattro differenti casi studio di altrettanti Paesi: Mozambico, Ghana, Italia e Spagna (Andalusia).

L’Africa affronta un grave divario digitale, dove infrastrutture limitate, convenienza e dipendenze tecnologiche esterne ostacolano l’espansione. In Mozambico, ad esempio, solo il 23% della popolazione ha accesso a Internet, limitando l’e-governance e l’imprenditorialità digitale. Un divario che le partnership pubblico-private e i centri digitali comunitari mirano a colmare. Il Ghana sta sfruttando i servizi finanziari mobili, con il 40% degli adulti che utilizza denaro mobile per promuovere l’inclusione digitale. L’Andalusia è all’avanguardia nella governance digitale, nella connettività rurale e nei servizi pubblici basati sull’intelligenza artificiale, con programmi digitali regionali e programmi di aggiornamento professionale che promuovono l’innovazione e l’occupazione. Riconoscendo il potenziale della digitalizzazione, l’Italia sta lanciando la “Italia Digital Flagship for Africa”, supportando i paesi nell’espansione della digitalizzazione per migliorare i servizi e la qualità della vita. L’iniziativa condivide l’esperienza italiana in materia di governance digitale, infrastrutture e soluzioni tecnologiche”. 

 

Le delgazioni di FELCOS e ANCI Umbria insieme ai colleghi di ANAMM. l’Associazione dei Comuni del Mozambico

 

Dove ci sono reti di relazione e cooperazione, nascono opportunità di sviluppo per le comunità e i territori

L’esperienza che abbiamo vissuto a Siviglia, in Spagna è stata davvero fruttuosa per tanti motivi. Innanzitutto perchè ne torniamo con un’ulteriore conferma del ruolo di riferimento che ci viene riconosciuto anche in ambito internazionale sui temi dello sviluppo locale sostenibile e inclusivo, oltre che della cooperazione in senso più ampio. E poi perchè ancora una volta, ora più che mai, ci convinciamo di quanto sia vitale per le nostre comunità aprirsi al confronto e alle opportunità che relazioni forti e scambi duraturi possono dare per la crescita dei territori.

In tal senso, siamo stati davvero felici di incontrare in quel contesto i colleghi di ANAMM, l’Associazione Nazionale di Comuni del Mozambico, con cui proprio un anno fa a Maputo abbiamo siglato un accordo di collaborazione che prevede la condivisione di valori riferimento, la promozione dello sviluppo sostenibile nel quadro dell’Agenda 2030, la centralità dei Comuni nella realizzazione di sviluppo locale, il rafforzamento delle relazioni tra i Comuni soci di entrambe le organizzazioni. Tutto ciò a partire da tematiche di interesse comune come la gestione dei rifiuti e delle risorse idriche, i processi partecipativi, lo sviluppo economico locale, l’inclusione sociale e l’attenzione per la disabilità.

 

Come diciamo sempre, lo Sviluppo Sostenibile è un futuro da fare insieme. E noi siamo felici di continuare a costruire questo futuro, senza lasciare nessuno indietro.

 

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Diritti dei lavoratori e rischi del caporalato, incontro con Jean-René Bilongo.

Si è svolto il 27 marzo a Perugia un incontro di formazione dedicato al tema del caporalato e dello sfruttamento dei lavoratori, organizzato da AIAB Umbria nell’ambito del progetto INTEGRALITY di cui FELCOS è capofila. Protagonista dell’incontro, Jean-Renè Bilongo, Presidente dell’Osservatorio Placido Rizzotto di FLAI Cgil. Dalle sue parole un racconto denso di contenuti umani e fattuali, che ha restituito la dimensione drammatica di un fenomeno che attraversa l’Italia da Nord a Sud e che, troppo spesso, si traduce nella negazione della dignità di chi ne è vittima.

 

Un racconto intriso di verità e sofferenze. Una descrizione dettagliata di fatti e dati. Una richiesta di attenzione, su un tema che per tante, troppe persone, significa negazione di diritti e dignità. Spesso, negazione della vita stessa. L’incontro organizzato da AIAB Umbria nella propria sede di San Mariano di Corciano, nell’ambito del progetto INTEGRALITY di cui FELCOS è capofila, ha visto come protagonista Jean-René Bilongo, Presidente dell’Osservatorio Placido Rizzotto di FLAI Cgil.

 

Jean-René Bilongo, Presidente dell’Osservatorio Placido Rizzotto di FLAI Cgil

Grazie al suo intervento, seguito da numerosi partecipanti in presenza e tanti altri collegati on-line, abbiamo potuto ricevere una descrizione accurata del fenomeno del caporalato, raccontato nelle sue specificità territoriali che attraversano il Paese da nord a sud e dai cui rischi l’Umbria non è esente. Un racconto che ci ha restituito l’immagine più cruenta di un fenomeno che non investe soltanto la dimensione lavorativa di chi ne è vittima, ma che nasconde tante storie di violenza, sofferenza e perfino di morte.

“Quando si parla di agro mafie, di sfruttamento e di caporalato si pensa immediatamente ad un fenomeno a noi lontano, che riguarda solo le regioni del Sud Italia – ha scritto riguardo ai temi dell’incontro il Presidente di AIAB Umbria, Vincenzo Vizioli – . Non è così da diverso tempo. Il VII rapporto dell’osservatorio Placido Rizzotto sulle agro mafie, nonché le attività ispettive e le inchieste sul caporalato in Umbria, in particolare in agricoltura, hanno portato alla luce, nell’arco di pochi mesi, una situazione allarmante e non si può più parlare di fatti episodici. Come è emerso nella presentazione del rapporto, “La filiera dell’illegalità mortifica il lavoro, toglie dignità alle donne e agli uomini che con il loro impegno quotidiano mandano avanti il Paese. E a essere sbagliato è lo stesso modello di sviluppo, che va cambiato. Lo sfruttamento e il caporalato non interessano solo il settore primario, sono una pratica costante in tanti settori produttivi”. Purtroppo è l’inadeguatezza delle leggi e l’ipocrisia della politica, a creare le condizioni per lo sfruttamento. Come ha fatto presente l’Avv. Di Pietro, membro dell’ASGI (Associazione per gli Studi Giuridici sull’Immigrazione), nella lezione di apertura del corso: “Un lavoratore entrato regolarmente con permesso di soggiorno per lavoro stagionale, fatta la compagna della raccolta per esempio del pomodoro, se non rientra nel paese di provenienza, per partecipare ad un’altra raccolta come la vendemmia, perde il suo permesso di soggiorno, entrando nel vortice della clandestinità, quindi dello sfruttamento”.

 

Un momento dell’incontro che ha avuto luogo nella sede di AIAB Umbria

 

Temi su cui INTEGRALITY intende promuovere, in 6 Paesi d’Europa, maggiore consapevolezza tra i cittadini, favorendo un’integrazione dei migranti attraverso il rispetto dei diritti dei lavoratori in particolare del settore agricolo, il più esposto al fenomeno del caporalato.

Per farlo, nelle prossime settimane, i partner del progetto INTEGRALITY avvieranno una grande campagna di sensibilizzazione rivolta sia ai cittadini che alle comunità di migranti che vivono nei diversi territori rappresentati nel progetto. In un anno di campagna saranno pubblicati, sui social media dei partner, numerosi contenuti ai quali sarà affidato il compito di raccontare storie umane, comunitarie e di impresa nelle quali il rispetto della legalità e della dignità è motore di integrazione virtuosa.

 

 

INTEGRALITY – Multi-stakeholder strategies for the promotion on INTEgration and LegALITY of migrants’ employement in agricolture, è un progetto finanziato dall’Unione Europea realizzato in partnership da FELCOS, CIDIS Impresa Sociale, AIAB Umbria, Anci Umbria (Italia); Center for Social Innovation – CSI, Nicosia Development Agency – ANEL (Cipro), KMOP, Koinonikos Politistikos Organismosdimou Delta (Grecia); IMVF (Portogallo); Compass GmbH (Austria).

 

 

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E’ on-line il report partecipativo e delle attività del Forum dei Giovani per la Sostenibilità dell’Umbria

Era l’obiettivo principale della prima fase sperimentale del Forum dei Giovani per la Sostenibilità dell’Umbria: giungere alla composizione di un Position Paper nel quale fissare lo sguardo dei giovani sullo Sviluppo Sostenibile nella nostra regione, tra eccellenze, criticità e aspettative. Un documento, frutto di attività condivise di incontro e confronto, utile a tracciare uno stato dell’arte ma soprattutto una base da cui partire per affrontare le sfide della seconda fase, quella prevista dalla Strategia regionale di Sviluppo Sostenibile e nella quale il Forum è destinato a svolgere un ruolo molto importante.

 

Il Forum dei Giovani per la Sostenibilità dell’Umbria è un’iniziativa nata con l’obiettivo di coinvolgere attivamente le giovani generazioni nei processi di sviluppo sostenibile regionale. Promosso da FELCOS con il patrocinio dalla Regione Umbria, il Forum ha rappresentato uno spazio di dialogo, co-programmazione e azione concreta per giovani

tra i 17 e i 35 anni. Nel periodo 2023-2024, i partecipanti hanno lavorato attraverso metodologie di co-progettazione e analisi territoriale, focalizzandosi sulle tre dimensioni della sostenibilità definite dall’Agenda 2030: Persone e Pace (dimensione sociale), Pianeta (dimensione ambientale) e Prosperità (dimensione economica).

 

Uno dei momenti più significativi, la presentazione del portale narrativo YES!

 

Il lavoro si è articolato in quattro fasi principali: indagine territoriale, formazione sulla comunicazione per la sostenibilità, elaborazione di proposte e tracce per il futuro quali contributo strategico per i processi di localizzazione territoriale della Strategia Regionale di Sviluppo Sostenibile (SRSS). Il Forum ha facilitato la creazione di sinergie tra i progetti europei “People and Planet – A Common Destiny” (Programma DEAR) e YES! Youth Engagement for Sustainability (Programma CERV), rafforzando la partecipazione giovanile attraverso strumenti innovativi, tra cui una piattaforma di comunicazione interattiva dedicata alla sostenibilità, progettata per e con i giovani. L’esperienza ha incluso incontri con esperti, indagini sul territorio, eventi pubblici e laboratori tematici, creando un modello di partecipazione attiva che connette giovani, istituzioni e stakeholder locali per l’attuazione di politiche sostenibili territoriali. Questo documento presenta un resoconto dettagliato del percorso, evidenziando le eccellenze e criticità territoriali emerse, le proposte sviluppate e le prospettive future per il consolidamento del Forum come strumento permanente di governance partecipativa giovanile.

 

Consulta e scarica il Position Paper