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Agenda 2030

Il Sindaco di Narni, Lorenzo Lucarelli, eletto nuovo Presidente di FELCOS.

Il Sindaco di Narni, Lorenzo Lucarelli, eletto nuovo Presidente di FELCOS. “Davanti a noi sfide cruciali per il futuro sostenibile delle nostre comunità e delle giovani generazioni”.

 

Durante l’Assemblea dei Soci che si è svolta martedì 22 ottobre, il Sindaco di Narni, Lorenzo Lucarelli, è stato eletto all’unanimità nuovo Presidente di FELCOS. Lucarelli, che succede al Sindaco di Spello Moreno Landrini alla Presidenza dell’Associazione di Comuni per lo Sviluppo Sostenibile, faceva già parte del Consiglio direttivo che rimane composto da Vittoria Ferdinandi, Sindaca del Comune di Perugia, Benedetta Calagreti, Assessore all’Inclusione e Politiche sociali del Comune di Città di Castello, Giulio Cherubini, Vicepresidente Unione dei Comuni del Trasimeno, Vittorio Fiorucci, Sindaco del Comune di Gubbio, Silvio Ranieri, Segr. Gen. ANCI Umbria. Confermati alla carica di Vicepresidenti Lorenzo Schiarea, Assessore alle Politiche Sociali del Comune di Foligno, Antonino Ruggiano, Sindaco del Comune di Todi, Federico Gori, Sindaco del Comune di Montecchio e Presidente di ANCI Umbria.

 

 

 

“Raccolgo questa fiducia che mi è stata accordata con entusiasmo e con un sentimento di grande responsabilità – ha detto Lucarelli al momento della proclamazione avvenuta con consenso unanime da parte dell’Assemblea –. FELCOS in questi anni ha saputo affermarsi quale riferimento primario per le Istituzioni e gli stakeholders del territorio, in progettualità importanti che la vedono impegnata in contesti sia locali che internazionali nel solco dei principi e degli obiettivi dell’Agenda 2030. A guidarla c’è una squadra direttiva e operativa di primissimo piano, con cui non vedo l’ora di mettermi al lavoro con l’obiettivo di rafforzare sempre di più il ruolo dell’Associazione nel quadro di una naturale sinergia con ANCI Umbria”.

FELCOS, che nell’anno in corso è arrivata a contare 31 soci di cui fanno parte i principali Comuni della regione, tanti medio-piccoli Comuni, l’Unione dei Comuni del Trasimeno, la Provincia di Perugia e ANCI Umbria, è attualmente impegnata in 21 progetti di Sviluppo territoriale (5), Cooperazione internazionale (5), Educazione e sensibilizzazione (11). Un numero considerevole di attività che esprime efficacemente il dinamismo di FELCOS che a quasi venti anni dalla sua costituzione, è arrivata a concludere 56 progetti (30 internazionali e 26 locali), in 37 Paesi (19 nel mondo e 18 in Europa) e stringendo relazioni con oltre 90 partner.

 

 

“Davanti a noi abbiamo sfide cruciali da compiere – ha aggiunto Lucarelli nel suo primo intervento da Presidente di FELCOS – attraverso cui siamo chiamati a costruire futuro sostenibile per le nostre comunità e le giovani generazioni”.

Il Presidente Lorenzo Lucarelli, tutta l’Assemblea dei Soci e l’Ufficio operativo, ringraziano il Presidente uscente Moreno Landrini per l’apporto di grande professionalità e la dedizione garantita nell’espletamento delle proprie funzioni che hanno permesso a FELCOS di consolidarsi e rafforzarsi sul piano istituzionale e operativo.

 

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Al WeWorld Festival di Bologna abbiamo parlato del Patto per il futuro

In un contesto ricco e articolato, composto da numerose voci sia istituzionali che associative, FELCOS, insieme all’Assessora Silvia Tiberti del Comune di Narni, al Forum dei Giovani per la Sostenibilità dell’Umbria e alla Consulta Giovanile di Spoleto, ha partecipato ad una tavola rotonda incentrata sull’attuazione del Patto per il futuro, che le Nazioni Unite hanno adottato lo scorso settembre. Al centro del confronto il maggiore coinvolgimento dei giovani nelle decisioni che hanno un peso nelle loro vite e la dimensione locale dello Sviluppo Sotenibile, nel quadro delle attuali e future sfide globali.

 

“Non possiamo creare un futuro adatto ai nostri nipoti con un sistema costruito dai nostri nonni”. Con queste parole il Segretario Generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, ha salutato nel settembre scorso l’adozione da parte dei leader mondiali del Patto per il futuro: uno strumento con il quale l’ONU intende adattare la cooperazione internazionale di oggi alle sfide di domani, attraverso un accordo collaborativo che si compone di un Patto digitale globale e di una Dichiarazione sulle generazioni future.

 

I partecipanti umbri insieme a FELCOS al WeWorld Festival

Proprio di questi temi abbiamo parlato a Bologna, in occasione del WeWorld Festival promosso da WeWorld (partner di FELCOS in Italia nel progetto europeo People and Planet, co-finanziato dal DEAR Programme dell’Unione Europa), a cui abbiamo partecipato con Silvia Tiberti, Assessora ai Servizi Sociali del Comune di Narni, con una delegazione del Forum dei Giovani per la Sostenibilità dell’Umbria e insieme alla Consulta Giovanile di Spoleto. All’interno di un contesto ampio, composto da numerosi voci tra cui la Regione Emilia Romagna, il Comune di Bologna, ASviS, tante associazioni e movimenti giovanili come Ultima Generazione ed Extinction Rebellion, abbiamo approfondito i contenuti del Patto per il futuro condividendo idee e proposte per una sua piena attuazione, particolarmente riguardo alle possibilità di una maggiore partecipazione attiva dei giovani nelle decisioni che influenzano le loro vite e alla dimensione locale e territoriale dello sviluppo sostenibile.

Governance delle politiche giovanili, la sfida per il cambiamento

E’ proprio sulla governance delle politiche giovanili, secondo l’Assessora Tiberti, che sul punto ha scambiato un dialogo proficuo con l’Assessora del Comune di Bologna Anna Lisa Boni, che si devono innescare le maggiori energie per avviare un cambiamento tangibile e concreto nella nostra società, a partire dal coinvolgimento e dalla partecipazione.

Argomenti questi che hanno caratterizzato l’esperienza del Forum dei Giovani per la Sostenibilità dell’Umbria, un percorso finalizzato all’apertura di uno spazio in cui ci si possa educare insieme e dove a breve inaugureremo un 2^ fase per continuare a lavorare sullo sviluppo sostenibile che ha nel proprio DNA il tema della relazione, di una visone integrata dei contesti ai quali la si vuole applicare. 

“La nostra partecipazione – hanno detto i ragazzi del Forum presenti a Bologna –  è stata molto costruttiva e abbiamo avuto modo di confrontarci su diverse tematiche e innumerevoli idee, che hanno arricchito la nostra visione ed il nostro approccio alle questioni ambientali. Ci hanno colpito le visioni sulle tematiche finanziarie, strategie di riprogettazione dei territori e strategie di resilienza nei confronti del cambiamento climatico, così come la partecipazione attiva dei cittadini”.

 

Un momento dei lavori del WeWorld Festival di Bologna

 

“Abbiamo vissuto una giornata importante – ha aggiunto Alessandro Campana, della Consulta Giovanile di Spoleto – che ha visto la partecipazione del Forum dei Giovani per la Sostenibilità dell’Umbria ad un evento dedicato alle politiche per la giustizia ambientale, agli spazi e agli strumenti di partecipazione per i giovani e per la costruzione di alleanze territoriali. Tanti i temi affrontati, tante le testimonianze da parte di tutti gli ospiti tra i quali i rappresentanti delle Istituzioni come il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, la Regione Emilia Romagna, il Comune di Bologna, il Comune di Narni, gli attivisti per il clima, le associazioni ambientaliste e tanti giovani. Grazie a FELCOS per l’opportunità. Grazie all’Associazione WeWorld e alla regione Emilia Romagna. Nuove sfide ci attendono e noi siamo pronti!”.

Partecipare ad un evento così importante e strategico è stato per noi davvero costruttivo e per questo ringraziamo coloro che ne hanno fatto parte con noi: l’Assessora Tiberti, WeWorld, i ragazzi e le ragazze del Forum dei Giovani (Alessandro Agabiti, Federica Borzone, Chiara Scialdone, Emanuele Tigri), Alessandro Campana della Consulta Giovanile di Spoleto, Giulia Landolina di Generazione T.

 

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In Svezia per costruire reti e opportunità di sviluppo per i nostri territori.

C’era anche FELCOS al meeting internazionale promosso a Stoccolma da ENFA, durante il quale insieme a importanti attori istituzionali ed economici si sono gettate le basi per allacciare nuovi rapporti e reti di relazioni in ambito internazionale. Obiettivo: dare ai territori nuove opportunità di sviluppo inclusivo e sostenibile.

 

Insieme ad oltre 100 tra attori economici ed associazioni provenienti da tutta Europa, abbiamo partecipato in Svezia al meeting organizzato dall’Euro Nordic Funding Allience, con l’obiettivo di “scambiare conoscenze, creare reti e sviluppare progetti e partnership per le domande di sovvenzione del 2025”.

 

 

ENFA è un’organizzazione internazionale molto importante che si “dedica al potenziamento e alla crescita attraverso finanziamenti strategici, facilitando l’accesso ai finanziamenti pubblici rivolti a startup, PMI e associazioni in tutta Europa. Ciò, attraverso alleanze collaborative, specifiche competenze, consorzi, la gestione di progetti e l’utilizzo di strumenti di intelligenza artificiale innovativi, puntando a promuovere lo sviluppo sostenibile e la crescita dei partner”.

 

Il meeting, un confronto costruttivo per lo sviluppo locale

Il senso dell’iniziativa è ben delineato dalla descrizione che ne fa la stessa ENFA, che nel proprio sito istituzionale restituisce efficacemente l’importanza dell’edizione 2024 del summit.

“Il Summit di Stoccolma è stato uno degli incontri più eterogenei del suo genere, riunendo un ampio spettro di partecipanti, tra cui PMI, ONG, ambasciate, specialisti in sovvenzioni, dirigenti della Commissione europea, comuni, istituti di ricerca e molto altro. Nel corso dell’evento, tutti i partecipanti hanno avuto l’opportunità di partecipare a workshop dinamici guidati su vari argomenti, che hanno incoraggiato lo sviluppo di nuovi concetti e partnership sfruttando le sinergie uniche dei diversi partecipanti. Grazie a presentazioni approfondite e dibattiti tenuti da leader e stakeholder provenienti da Europa, Paesi nordici e Africa, il summit ha promosso la collaborazione intersettoriale, stimolando idee e iniziative che promettono di stimolare la crescita e l’innovazione future all’interno della comunità ENFA”.

 

 

Il contributo di FELCOS

In un contesto fortemente votato all’innovazione e all’interscambio collaborativo, la nostra Vice Direttrice, Lucia Maddoli, ha portato l’esperienza di FELCOS come network territoriale impegnato nella promozione di sviluppo locale sostenibile e inclusivo, che in quasi 20 anni di attività ha realizzato:

  • 56 progetti in Italia e all’estero,
  • cooperando in 37 Paesi in Europa e nel mondo,
  • sviluppando partnership con 90 partner regionali e locali.

Un’esperienza che ci ha permesso di costruire un know how unico nel suo genere, fortemente orientato alla sostenibilità dello sviluppo locale, partecipato e inclusivo, attraverso lo svolgimento di attività di cooperazione, localizzazione, educazione, sensibilizzazione e comunicazione. Competenze che nel 2024 ci hanno visti impegnati in un totale di 21 progetti e che ci fanno guardare al 2025 con ancora più entusiasmo e idee attraverso cui costruire nuove opportunità per le nostre comunità.

 

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In missione nelle Mauritius per l’avvio del Progetto ENSAMN

Dedicato alla promozione dell’agroecologia e dell’agricoltura sociale come strumento di sviluppo socio-economico inclusivo e all’avvio di azioni partecipate di resilienza climatica, il Progetto ENSAMN – Rodrigues alliance for partecipatory climate resilience and socio-economic inclusion, ha preso ufficialmente il via in occasione di una missione operativa che FELCOS ha organizzato e portato a termine sull’Isola di Rodrigues nelle Mauritius. Al centro delle attività lo svolgimento di incontri istituzionali, seminari per lo scambio di competenze e sopralluoghi nelle strutture in cui lavorano i piccoli produttori agricoli del territorio.

 

L’expert group guidato da FELCOS incontra lo Chef Commissaire di Rodrigues, Franceau Aubret Grandcourt.

 

Sembra quasi di dire “insieme” quando si pronuncia la parola ENSAMN. E in effetti, insieme, è proprio il significato di ENSAMN in lingua creola. Un senso, profondo e bello, che ha trovato ampia rappresentazione nella partecipazione che si è sviluppata intorno alle attività organizzate in occasione della missione inaugurale che si è svolta sull’Isola di Rodrigues, nelle Mauritius.

Il progetto, finanziato dall’Unione Europea e di cui FELCOS è capofila in un consorzio composto da CESAR Umbria – Centro per lo Sviluppo Agricolo e Rurale, RIDS – Rete Italiana Disabilità e Sviluppo, Care-Co, AREF Association Rodrigues Entreprendre au Féminin, REFG – Groupe pour l’Environment de Rodrigues, è finalizzato a rafforzare tra le organizzazioni della società civile e le comunità dei piccoli produttori agricoli, le capacità e le opportunità di partecipazione attiva allo sviluppo locale inclusivo e sostenibile dei propri territori, promuovendo consapevolezza e azioni di adattamento e contrasto ai cambiamenti climatici. Il tutto attraverso l’avvio di iniziative pilota nel campo dell’agroecologia, dell’agricoltura biologica e sociale e dell’apicoltura, nelle quali coinvolgere direttamente le donne, i giovani e le persone con disabilità delle comunità locali. (Maggiori informazioni su ENSAMN le trovi qui).

Dopo diversi mesi di operatività a distanza, la missione ha segnato quindi l’avvio delle operatività sul campo, predisposte all’interno di un intenso calendario di attività organizzato da FELCOS che, per l’occasione, si è avvalsa di un expert group composto dalla Project manager Francesca de Paula, da Elena Sisti, esperta di gestione d’impresa e di organizzazioni non-profit, e dall’agronomo di CESAR, Fabio Primavera.

 

Una fase dei sopralluoghi effettuati sull’Isola di Rodrigues.

 

Le attività della missione, tra incontri istituzionali, seminari e visite alle strutture

Il primo atto della missione è stato l’incontro con Franceau Aubret Grandcourt, Chef Commissaire dell’Isola di Rodrigues. Un momento di proficua condivisione, durante il quale sono stati approfonditi tutti gli obiettivi del progetto e condivise le principali azioni che interesseranno i territori dell’isola.

Altro step molto significativo della missione, finalizzata allo scambio di competenze e know-how, è stato quello dedicato agli incontri con le comunità locali e con i luoghi dove operano sia le organizzazioni partner che i piccoli agricoltori, durante i quali sono state visitate le sedi di Care-Co, della Regional Rodrigues Assembly e del Centro di formazione per l’agricoltura Frate Remy.

Proprio gli agricoltori e i rappresentanti delle organizzazioni civili, sono stati coinvolti negli workshop dedicati all’agroecologia e all’agricoltura smart tenuti da Elena Sisti intorno al tema “Civil society organisation management”, e da Fabio Primavera, che ha dato vita ad un confronto tecnico con i partecipanti. – il gruppo si è spostato sui territori, visitando le sedi di Care-Co, della Regional Rodrigues Assembly e del Centro di formazione per l’agricoltura Frate Remy.

La grande partecipazione alla conferenza finale della missione, durante la quale ha preso ufficialmente il via ENSAMN.

La conferenza, un momento di grande partecipazione sancito con l’avvio ufficiale di ENSAMN

Un programma intenso e ricco di appuntamenti importanti, che ha trovato il suo compimento in occasione del lancio ufficiale del progetto, celebrato con una conferenza che ha raccolto un ampio consenso e partecipazione da parte delle istituzioni e delle comunità locali. In quell’occasione, sono stati presentati gli obiettivi di ENSAMN, volti a creare una rete di resilienza climatica e inclusione socio-economica che partendo dalla terra e dai suoi frutti, possa arrivare a coinvolgere le persone nella tutela e salvaguardia del bene comune e nella costruzione di futuro sostenibile.

Nonostante il cammino progettuale sia solo all’inizio, la missione che si è tenuta a Rodrigues, ha permesso di cogliere perfettamente l’entusiasmo e la determinazione di tutte le parti coinvolte nel voler intraprendere un percorso tanto bello quanto importante. ENSAMN è più di un progetto: è un cammino condiviso, una sfida da affrontare “insieme”, con l’obiettivo di costruire un futuro più sostenibile e inclusivo.

 

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A Stazione Panzana il primo premio nazionale della video challenge People of the Future.

Inserita nel contesto del progetto europeo People and Planet, la video challenge People of the Future ha visto arrivare al primo posto su scala nazionale il contributo realizzato dalla redazione di Stazione Panzana, un progetto dell’Associazione RealMente realizzato in collaborazione con la Fondazione Città del Sole Onlus e basato al Centro diurno Fuoriporta di Perugia. Allo staff e ai ragazzi è stata consegnata da FELCOS una telecamera DJI Osmo Pocket 3 Creator combo con la quale potranno coltivare tutto il loro talento artistico e creativo.

 

Alto contenuto creativo, qualità del messaggio, resa tecnica eccellente. Il gruppo di Stazione Panzana, collezionando un totale di 510 like sul proprio video pubblicato nel canale YouTube Water of the  Future, si è aggiudicato il primo premio su scala nazionale del video contest People of the Future, promosso nell’ambito del progetto europeo People and Planet finanziato dal Programma DEAR dell’Unione Europea. Costanza, Edoardo, Matteo e Alessio, allo scopo di comunicare l’impatto dei cambiamenti climatici, hanno realizzato un reel intitolato Comunicazione per il sociale Tacco e Suola. Nel minuto a disposizione hanno inscenato un simpatico quanto immaginario gioco televisivo nel quale, in un clima di coinvolgimento trascinante, agli utenti vengono trasmesse informazioni sul climate change in chiave empatica e creativa.

“Il vostro contributo non è stato soltanto bello da vedere, ma ci ha emozionato tantissimo – ha detto durante l’incontro di premiazione la Vicedirettrice di FELCOS, Lucia Maddoli -. Lo scopo dell’iniziativa era promuovere la comprensione dei temi della sostenibilità e, in particolare dei cambiamenti climatici, creando e diffondendo video ad alto contenuto creativo. E quello che voi avete realizzato è stato davvero eccezionale”.
Un premio per coltivare talento e creatività
Alla redazione di Stazione Panzana e allo staff del Centro diurno Fuoriporta di Perugia, organizzato e gestito dalla Fondazione La Città del Sole Onlus, è stata consegnata da FELCOS una telecamera DJI Osmo Pocket 3 Creator combo, con la quale potranno coltivare creatività e talento artistico producendo tanti altri contenuti di qualità. “Per noi è un grande onore ricevere questo riconoscimento – ha detto Alessandro Ruta, animatore e coordinatore di Stazione Panzana – confidiamo di continuare a lavorare su queste forme espressive attraverso le quali raccontare emozioni su argomenti di grande interesse sia sociale che collettivo”.

Il video realizzato da Stazione Panzana, totalizzando 1.798 visualizzazioni, è arrivato al secondo posto su scala europea. Ad esprimere le proprie congratulazioni al riguardo è stata proprio la vincitrice polacca del concorso europeo Maria Węgrzyn, una giovane stilista portavoce dello slow fashion e dell’economia circolare che con il proprio reel ha collezionato 3.436 visualizzazioni. In un video messaggio proiettato in sala durante la premiazione, Maria ha voluto fare i complimenti ai protagonisti e agli autori di “Comunicazione per il sociale Tacco e Suola”, esortandoli a continuare un percorso capace di parlare alle emozioni del pubblico attraverso linguaggi innovativi.
Stazione Panzana, una redazione radiofonica per il bene comune
Il progetto Stazione Panzana, la radio a scartamento ridotto, nasce all’interno delle attività dell’Associazione RealMente, creata “per promuovere la cultura e la solidarietà sociale attraverso la progettazione e la realizzazione di eventi, manifestazioni e attività in stretta collaborazione con le realtà del Terzo Settore, progettando forme innovative di azione e comunicazione per la creazione di una Comunità consapevole e responsabile” La radio – viene spiegato nel sito web – “ha iniziato la propria attività nella seconda parte del 2018 con il coinvolgimento, all’interno delle redazioni, di persone in carico ai Servizi di Salute Mentale dell’Usl Umbria 1. L’obiettivo del progetto è quello di permettere a persone con problemi psichici di entrare in un circuito di comunicazione inclusivo e virtuoso, fornendo un’occasione di formazione e di valorizzazione dei talenti personali, anche attraverso l’attivazione di relazioni e creando occasioni di incontro con la cittadinanza che permettano di combattere lo stigma”.
E i risultati sono davvero eccezionali. Congratulazioni ragazzi, siete stati davvero grandi e, come amate dire sempre tra di voi, per aspera ad astra!
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Al Trasimeno il turismo (e la cultura) è per tutti

Il Progetto “Trasimeno per Tutti” raggiunge un altro obiettivo significativo nel proprio percorso volto alla realizzazione di percorsi e servizi di turismo accessibile sul Trasimeno. Dopo lo svolgimento dei tirocini riservati a persone con disabilità, è stato portato a termine un corposo intervento negli spazi espositivi di Città della Pieve e Panicale grazie al quale le opere del Perugino, del Raffaello e i ritratti della collezione Mariottini, potranno essere fruibili e godibili da tutti i turisti che arriveranno in quei luoghi, senza distinzione di lingua, condizione ed età. 

 

Le installazioni posizionate a Panicale, di fronte ai ritratti della Collezione Mariottini

 

 

Quando si mettono insieme forze, idee e competenze i risultati che si ottengono sono sempre straordinari. Come straordinaria è l’arte che, a Città della Pieve e Panicale, è stata resa vero bene comune grazie alle installazioni e alle tecnologie digitali che la rendono godibile da tutti, senza distinzione di provenienza, condizione o età.

Contenuti testuali in lingua italiana, inglese e braille, con riproduzioni tattili delle opere per non vedenti e ipovedenti, contenuti semplificati in CAA (Comunicazione Aumentativa e Alternativa), audioguide per bambini, video in versione LIS e IS per non udenti accessibili tramite QR code da una APP appositamente creata, sono gli elementi di cui si compone “Il Perugino per Tutti”, un intervento grazie al quale le opere dei grandi Maestri Perugino e Raffaello e i ritratti della collezione Mariottini, saranno godibili allo stesso istante da tutti i visitatori che raggiungeranno quelle località e in particolare il Duomo, Santa Maria dei Bianchi e Santa Maria dei Servi a Città della Pieve, la Chiesa di San Sebastiano e Palazzo Zucchetti a Panicale. Un intervento complesso e sfidante di universal design che FELCOS ha curato e realizzato in qualità di attuatore in collaborazione con CoopCulture, con il settore cultura dei Comuni di Città della Pieve e di Panicale e con il Centro Ausili di USL Umbria 2, seguendo la parte progettuale e operativa, nonché di redazione dei contenuti e di sviluppo delle tecnologie, coordinando varie realtà e professionisti che operano nel settore e impiegando tutto il proprio know-how sviluppato in tanti anni di impegno sui temi dell’accessibilità e dell’inclusione.

 

Descrizione tattile delle opere, testi in lingua italiana, inglese e braille, QR code per l’accesso ai contenuti multimediali per bambini e in LIS e IS. A Città della Pieve il Perugino è per Tutti.

 

 

Ma più in generale, “Il Perugino per Tutti”, frutto del progetto “Trasimeno per Tutti” coordinato dalla Regione Umbria in collaborazione con FELCOS, Sviluppumbria e ANCI Umbria attraverso il finanziamento della Presidenza del Consiglio dei Ministri – Ministro per la disabilità, è l’esito di una volontà sinergica che unisce tutti i partner di un percorso finalizzato a creare sul territorio del Trasimeno opportunità e servizi di turismo accessibile.

“I contenuti culturali – ha spiegato alla Cultura della Regione Umbria, Paola Agabiti – sono stati sviluppati mettendo al centro la facilità di fruizione, con un approccio basato sull’universal design. La bellezza dell’arte e la sua meraviglia devono appartenere a tutti. A tal fine, ogni soluzione grafica adottata, ogni mezzo comunicativo impiegato, ogni linguaggio utilizzato, è stato finalizzato a migliorare la comprensione delle opere da parte di un ampio target di utenti. Un passo in avanti significativo verso la piena accessibilità del patrimonio culturale”. 

“Il Perugino per Tutti”, così come in modo più ampio il progetto “Trasimeno per Tutti”, è davvero l’esempio più bello e significativo per esprimere quanto i progetti a cui lavoriamo siano orientati non solo alla promozione della cultura della sostenibilità, ma alla realizzazione di interventi concreti capaci di produrre impatti diretti sul vissuto quotidiano delle comunità locali del nostro territorio.

 

 

 

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Giovani e terre alte, con Rural Voices 2030 nuove energie per uno sviluppo sostenibile

Il progetto europeo Rural Voices 2030, promosso dal Comune di Foligno in collaborazione con FELCOS attraverso il finanziamento del DEAR Programme dell’Unione Europea, si prefigge l’obiettivo di promuovere la cura e la tutela del suolo delle zone rurali come risorsa preziosa di sviluppo sostenibile. Al centro delle attività che prevedono il coinvolgimento dei giovani delle aree montane e rurali del Folignate, nella fascia d’età compresa tra i 17 ed i 35 anni, il rapporto con il territorio e le sue complessità, prima fra tutte quella ambientale. Ad Annifo è andato in scena il primo appuntamento del percorso partecipativo animato da FELCOS.

La Biblioteca di Annifo ha ospitato il primo incontro di Rural Voices 2030

“Il luogo dove vivo è pace, libertà, silenzio”. “Collaborazione e protezione”. “Vivido e vitale”. E ancora, “la comunità in cui vivo è familiare e disponibile”. “Unita e tranquilla”. “Coriacea, accogliente e depositaria”. Quanti significati e quante suggestioni nelle parole che, i giovani dell’area montana folignate, hanno scelto per raccontare il loro legame con i luoghi e le comunità con le quali condividono vita e aspettative.
Grazie al progetto europeo Rural Voices 2030, promosso dal Comune di Foligno in collaborazione con FELCOS e realizzato con il finanziamento del DEAR Programme dell’Unione Europea, con il supporto della Pro Loco di Annifo e della Biblioteca di Annifo abbiamo organizzato ad Annifo il primo incontro del percorso partecipativo che da qui in avanti implementeremo allo scopo di realizzare una fotografia del rapporto profondo che unisce i giovani under 30 ai territori rurali che abitano.
In oltre due ore di lavoro insieme, a paritre dalle sollecitazioni fornite dalla Vicedirettrice di FELCOS, Elisa Stramaccia, e da Colomba Damiani, Responsabile dell’Area Educazione allo Sviluppo sostenibile, utilizzando piattaforme di condivisione già sperimentate in numerose altre progettualità, abbiamo ricomposto lavagne argomentative piene di riferimenti stimolanti, nei quali tutti i partecipanti hanno messo un po’ di se stessi e del loro sguardo sul mondo prossimo e lontano, trovando molteplici punti di contatto tra persone e speranze. Comunità antiche e nuove. Modi di intendere il territorio, tra esigenze di apertura al mondo e voglia di relazioni forti e rassicuranti. Un momento di confronto e riflessione durante il quale temi differenti e decisivi come la cura del territorio, l’inclusività, la parità di genere, hanno ricomposto un unico percorso volto alla tutela e alla rigenerazione del suolo come risorsa preziosa di sviluppo sostenibile, in chiave ambientale, economica e sociale. E l’entusiasmo che abbiamo ricevuto indietro ci convince che la strada intrapresa è quella giusta, per rendere i giovani protagonisti di una storia tutta da scrivere.

Alcune delle ragazze che hanno partecipato all’incontro dedicati a giovani e terre alte

I sondaggi come strumento di condivisione e conoscenza
Uno degli strumenti principali di coinvolgimento adottati dal progetto Rural Voices 2030 è il sondaggio, a cui giovani e stakeholders sono chiamati a partecipare nell’intento di scoprire e raccogliere le loro sensazioni, i loro contributi e per condividere aspettative ed esigenze. Due finora quelli pubblicati attraverso specifici form di Google: uno rivolto direttamente ai giovani e uno dedicato ai rappresentanti di enti, organizzazioni, associazioni o imprese che lavorano con giovani Under 30 delle aree montane e rurali del Folignate.
“L’indagine – si legge nei testi introduttivi – è il punto di partenza del progetto  “Rural Voices 2030”, che mira a coinvolgere migliaia di giovani da 12 paesi europei in attività di sensibilizzazione e interventi educativi  sui temi legati al suolo (GOAL 15), una delle risorse più preziose e vitali per il nostro Pianeta, e la parità di genere (GOAL 5), quale tema trasversale per far valere una cultura della parità di diritti per una società più aperta, solidale e sostenibile. Il sondaggio è un primo passo verso un percorso partecipativo  molto più ampio, che vedrà il Comune di Foligno promuovere  attività e iniziative culturali ed educative  a supporto delle aspettative, bisogni e opportunità della fascia di popolazione under 30, che vive in aree interne e montane”.

Attraverso una piattaforma di lavoro condiviso i partecipanti hanno restituito una fotografia del loro rapporto con il territorio che vivono

Accanto ai sondaggi, sono stati adottati degli strumenti di lavoro condiviso finalizzati all’animazione degli incontri in presenza, come quello svolto ad Annifo. In quell’occasione le ragazze e i ragazzi presenti, tutti del luogo, hanno potuto rispondere a diverse domande attraverso cui restituire i propri vissuti personali e di comunità rispetto ai temi del progetto.
Diverse le domande a cui tutti insieme, ciascuno per la propria esperienza, hanno fornito risposte in modalità sia aperta che multipla. Focus delle domande i luoghi dove i giovani socializzano sul territorio, le associazioni o i gruppi nei quali sono impegnati, la descrizione del luogo e della comunità in cui vivono, in che modo hanno intercettato il tema della sostenibilità ambientale e se si sono mai documentati su di essa, l’idea che hanno del suolo, dei diritti umani, dei cambiamenti climatici e della parità di genere.
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Dal suolo alle comunità che lo abitano, per creare ben-essere e sviluppo sostenibile attraverso Soil reGeneration.

Ad Arrone, insieme a tutti i rappresentanti del partenariato, hanno preso avvio le operatività di Soil reGeneration. Un progetto finanziato dall’Unione Europea e di cui il Comune della Provincia di Terni è capofila, che mette al centro delle proprie attività la cura del suolo come risorsa di sviluppo sostenibile, creando consapevolezza attraverso percorsi di partecipazione civica finalizzata alla nascita di un Patto di comunità sul suolo. 

 

Marco Lauteri, del CNR di Porano, ci racconta le caratteristiche del territorio.

 

La cura del suolo e il suo uso responsabile come risorsa primaria di sviluppo sostenibile, sono parte fondamentale del percorso rigenerativo per il benessere delle comunità e dei territori. E di questo si occupa il progetto Soil reGeneration, recentemente individuato dal più ampio progetto HuMUS – Healty Municipal Soil coordinato da ANCI Toscana tra venti azioni pilota a livello europeo.

Il progetto, finanziato dall’Unione Europea con il coordinamento dal Comune di Allerona in rappresentanza della Green Community Umbria Etrusca, di cui FELCOS è parte insieme all’Ecomuseo Del Paesaggio Orvietano, Arpa Umbria e all’Istituto di Ricerca sugli Ecosistemi Terrestri IRET – CNR di Porano, sta muovendo i suoi primi passi attuativi e per questo abbiamo condiviso con tutti i partner una riunione operativa che ha avuto luogo proprio ad Allerona, da dove si apre alla vista uno sguardo d’insieme davvero magnifico sul territorio intorno, testimone perfetto dei significati progettuali e del valore del suolo per il benessere presente e futuro delle comunità.
Insieme al Sindaco di Allerona, Luca Cupello, ad Antonio Ciuchi (referente tecnico del Comune di Allerona), Chiara Tiracorrendo (Presidente Ecomuseo del Paesaggio Orvietano), Massimo Luciani (Coordinatore Ecomuseo del Paesaggio Orvietano), Luca Lo Bianco (Green Community Umbria Etrusca), Amedeo Di Filippo (Direttore Amministrativo ARPA Umbria) e Marco Lauteri (Consiglio Nazionale delle Ricerche – Istituto di Ricerca sugli Ecosistemi Terrestri Porano), abbiamo tratteggiato le azioni principali volte ad aumentare la comprensione sui rischi di degrado ed erosione del suolo con conseguente perdita di sostanza organica, fertilità e biodiversità; oltre che determinare consapevolezza sull’importanza delle buone pratiche agroecologiche per la conservazione e rigenerazione dei suoli. Tali obiettivi saranno realizzati attraverso il coinvolgimento di esperti di processi partecipativi, sviluppo sostenibile, community engagement, agronomi e biologi, con i quali saranno attivitati percorsi di ricerca-azione partecipativa soprattutto rivolti ai giovani finalizzati alla nascita e crescita di una “Comunità territoriale consapevole“.

Nelle slide mostrate durante l’incontro operativo la sintesi delle attività progettuali.

5 fasi di sviluppo progettuale

Il progetto Soil reGeneration, che avrà una durata di 12 mesi, si articolerà in 5 diverse fasi.

Fase 1: Sottoscrizione del Manifesto del Suolo e composizione di un’analisi partecipata rispetto allo stato di salute del suolo sul territorio, come strumento semi-quantitativo Fuzzy Cognitive Map (FCM). Già in questa prima fase saranno coinvolti i giovani in un percorso che indaghi la percezione sulle diverse dimensioni del suolo, per la realizzazione di una Mappa di Comunità del suolo.

Fase 2 : Mappatura che identifichi in modo evidente le entità delle diverse problematiche (caratteristiche, estensione, effetti sul suolo), la diversa collocazione sul territorio, tutti i soggetti che sono direttamente o indirettamente coinvolti rispetto allo stato di salute del suolo, il loro livello di consapevolezza e di disponibilità ad una governance partecipata territoriale  (Comunità Territoriale Consapevole).

Fase 3: Workshops di approfondimento tematici, ricognitivi, esperienziali ed interpretativi sul territorio volti a raccogliere ulteriore documentazione (es. fotografica) e dati (es. CNR/Università/ARPA), condividere ed incrociare le informazioni raccolte ed elaborare ulteriormente il quadro complessivo ricognitivo delle conoscenze e delle valutazioni, includendo tutti i punti di forza e debolezza, le necessità e le opportunità (analisi SWOT).

Fase 4: Elaborazione finale di un Accordo Territoriale sul Suolo (Territorial Management Agreement) che includa un Patto Educativo di Comunità e vari altri strumenti tra cui, un decalogo delle buone pratiche per un’ampia e capillare diffusione, un manuale ad uso dei principali attori che hanno relazioni dirette con il suolo, uno o più strumenti normativi pubblici a scala locale per favorire la conservazione e la rigenerazione del suolo.

Fase 5: Ciclo di conferenze per mostrare i risultati del percorso sia sul territorio di riferimento (Conferenza Generale sul Suolo) che in altri contesti territoriali, anche con l’obiettivo di disseminare e replicare l’azione.

Un patto di comunità per la tutela del suolo in chiave rigenerativa
Soil reGeneration, attraverso metodologie partecipative sperimentate, chiamerà a raccolta intorno alla sfida della cura del suolo e della sua rigenerazione tutta la comunità abitante, fatta di cittadini, imprese, associazioni, Istituzioni e stakeholders. Da essi nascerà quindi un Patto sinergico che non sarà solo visione strategica ma anche educativa, in grado di tracciare linee di azione cooperativa per fare del Bene Comune più importante un vero motore di Sviluppo Sostenibile. E cosa c’è di più bello delle persone che cooperano per il bene proprio e di quello del territorio dove vivono e convivono?!
Il suolo, un elemento strategico di sviluppo e cooperazione
Il suolo e più in generale la terra come elemento di coesione e sviluppo economico-sociale in chiave sostenibile, nel 2024 di FELCOS è davvero il protagonista assoluto di molteplici progetti “mission oriented” che ci vedono impegnati nel mondo e sul territorio regionale. In Cambogia abbiamo avviato ad esempio CLESIDRA, un progetto che si occupa tra le altre cose di sostegno all’agricoltura sostenibile nella regione di Ratanakiri. Parallelamente, insieme ad altri partner europei, stiamo lavorando al progetto INTEGRALITY, che si occupa di legalità e lavoro equo nel comparto agricolo. In Umbria siamo invece parte operativa del progetto di bioagricoltura sociale SEI BIOAS, attraverso cui la relazione con la terra e il lavoro diventa elemento di inclusione e coesione sociale, e tecnica al fianco del Comune di Foligno nel progetto RURAL VOICES 2030, particolarmente incentrato sul coinvolgimento dei giovani e sul suolo come risorsa di sviluppo sostenibile.
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C’è voglia di sostenibilità. C’è voglia d’arte. C’è voglia di TAG.

Anche quest’anno le Tracce d’Arte Giovanile (TAG) hanno lasciato un’impronta importante nel tessuto urbano di Gubbio. Colori, rappresentazioni, proiezioni che tanti giovani artisti hanno creato intorno al tema della “Rigenerazione urbana site specific”, attraverso cui hanno lanciato alla comunità un messaggio d’amore: per la vita, per la natura, per tutto quello che di bello si può fare insieme per la loro preservazione e tutela. FELCOS anche quest’anno ha fornito a questo progetto una preziosa collaborazione, frutto di una stessa visione di futuro e di uno stesso progetto collettivo che mira alla promozione dello sviluppo sostenibile come idea del nostro stare al mondo.

 

Il catalago TAG 2024

 

“Il termine biofilia è una combinazione di due parole che discendono dal greco: “vita” (bio) e amore (filia); esso significa letteralmente “amore per la vita” e in senso più largo “amore per la natura”. L’opera ha l’intenzione di aprire un dialogo tra urban-art e natura, in pratica un ritorno al concetto di mimesis in chiave contemporanea. L’edera vera crescerà sopra quella dipinta completando l’opera”. Le parole sono dell’artista Gabriele Quarta, in arte Kabo, giovane autore di “Biofilia urbana”, una delle opere vincitrici della nona edizione del TAG – Tracce d’Arte Giovanile.

Ed è proprio lui a spiegarci il senso profondo della sua opera, interpretazione figurativa del concetto coniato per la prima volta da Erich Fromm per descrivere la tendenza psicologica a essere attratti da tutto ciò che è vivo e vitale. 

E la sua opera, realizzata nel sottopasso di via Perugina a Gubbio, fatta di edera dipinta che si mischia all’edera vera, in una danza della vita che non rinuncia alla propria esistenza, regala allo sguardo non solo la bellezza ma anche una testimonianza importante, che è personale e sociale, artistica e civica. Diventando a tutti gli effetti un’opera collettiva.

Accanto alla sua, quelle degli altri vincitori. Il coloratissimo murales “Freelove” di Edoardo Pambianco, realizzato sulla parete dei bagni pubblici in Piazza San Giovanni di Gubbio, e “Piantala”, di Lupita Passacantilli, un’opera interattiva costituita da un grande foglio di carta riciclata arricchito con semi. Un invito all’azione creativa e generativa, tramite la quale la scrittura e quindi le idee una volta fissate sulla carta possono diventare vita quando messe sotto la terra.

Le questioni in gioco, a ben vedere, sono tante e parlano di strategie di sviluppo della città, per la costruzione di comunità abilitanti e inclusive, nel tentativo di rispondere ai bisogni delle persone attraverso percorsi creativi trasversali inter generazionali. Temi di cui abbiamo parlato con Rosella Bellucci, del Settore Sociale, Cultura, Turismo, Servizi Sociali, Ufficio Informagiovani e Politiche giovanili del Comune di Gubbio, durante una recente visita alle opere vincitrici del TAG 2024.

 

Lupita Passacantilli, autrice dell’opera “Piantala”

 

TAG, una storia di impegno e d’arte

Tracce d’arte giovanile (TAG) è un bando annuale dedicato alla creatività e alla partecipazione giovanile, frutto della collaborazione tra FELCOS e il Comune di Gubbio realizzato in collaborazione con i Comuni della Zona Sociale 7 e le Cooperative sociali ASAD, Sicomoro e l’Associazione Dis e Dintorni.

TAG nasce nel 2016 dall’idea dell’equipe dell’Informagiovani di Gubbio di offrire spazi di espressione e creatività a giovani artisti e al contempo voler connotare con le loro proposte luoghi pubblici della città, talvolta poco vissuti o apprezzati dai ragazzi. Un’idea di grande prospettiva e potenzialità, accolta e realizzata dall’Assessorato alle Politiche Giovanili del Comune di Gubbio in collaborazione con l’Assessorato alla Cultura.

 

Espressione, autodeterminazione, partecipazione

FELCOS ha sostenuto il bando TAG dal 2022 al 2024 all’interno del progetto “People and Planet a common destiny” finanziato dal programma quadro della Commissione Europea DEAR dedicato a progetti di sensibilizzazione ed educazione allo sviluppo, che aprono spazi e luoghi dedicati all’autonomia e alla autodeterminazione giovanile anche attraverso la street art. Grazie al bando negli anni sono stati coinvolti oltre 200 giovani artisti e creativi, sono state realizzate opere di street art tra murales, graffiti, installazioni artistiche che dal 2016 hanno animato lo spazio pubblico dei comuni della Zona Sociale 7 dell’Umbria: Gubbio, Gualdo Tadino, Costacciaro, Fossato di Vico, Scheggia e Pascelupo e Sigillo.

Un percorso che abbiamo contribuito a far crescere attraverso itinerari partecipativi, di confronto e co-creazione dando un’impronta tematica dedicata alla sostenibilità (laboratorio di co-progettazione condotto da Maddalena Vantaggi eco-designer, artista e formatrice TAG ed. 2023) e attivando collaborazioni preziose per una rilettura dello spazio pubblico, potente vettore di socialità e di stimolo nella creazione o nell’ampliamento della comunità. Come nel caso di “Orizzonti di Comunità”, TAG 2022, all’interno della quale è stata realizzata la preziosa pubblicazione “Azione Estetiche di Comunità”, frutto della collaborazione con l’associazione culturale e casa editrice VIAINDUSTRIAE. Fino ad arrivare all’edizione del 2024, dove il bando si è aperto a livello nazionale catturando l’attenzione di giovani artisti e creativi dal mondo dell’arte urbana e accogliendo negli spazi pubblici, dai sottopassi e cavalcavia ai bagni pubblici, tracce di lavoro e di dialogo per continuare ad alimentare il rapporto tra arte, territorio e  comunità.

 

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Voglia di futuro, voglia d’Europa. FELCOS in Germania con i partner del progetto People and Planet.

Nelle cittadine tedesche di Esslingen e Dornstadt si sono tenuti 4 giorni di Coordination meeting ai quali FELCOS ha partecipato insieme a tutti i partner del progetto europeo People and Planet – A common destiny. Al centro dei lavori la valutazione su tutto quanto è stato fatto e la programmazione delle future attività, nell’ottica di una possibile proroga dei termini al 2025. Tante le suggestioni ricevute e i risultati ottenuti tra visite guidate, workshop e condivisione di intenti e finalità.

 

Abbiamo guardato la bellezza del progettare sostenibilità. Abbiamo toccato con mano la costruzione di un’identità comune fondata sui valori europei, che ci parlano di equità, rispetto per le persone e l’ambiente che le circonda. Abbiamo trovato, negli occhi di tanti colleghi, rappresentanti delle Istituzioni, professionisti e cittadini, la nostra stessa voglia di futuro. Insieme ai partner del progetto europeo People and Planet – A common destiny, finanziato dal programma DEAR dell’Unione Europea, ci siamo incontrati a Esslingen e Dornstadt, in Germania, per un Coordination meeting operativo finalizzato alla valutazione di quanto è stato fatto finora e per pianificare le future attività, nell’ottica di una possibile proroga grazie alla quale poter rafforzare l’impatto delle azioni ed iniziative messe in campo, soprattutto nel contesto della partecipazione e del protagonismo dei giovani, sui temi e sulle politiche dedicate allo sviluppo sostenibile e l’ownership  dei governi locali rispetto alla definizione della strategia e dei processi per lo sviluppo sostenibile. 4 giorni di workshop intensi, fatti di confronti e visite guidate, grazie ai quali abbiamo potuto constatare le potenzialità enormi di un lavoro orientato alla partnership e alla condivisione di obiettivi e strategie.
I luoghi
Il meeting ha avuto luogo nella parte sud-occidentale della Germania e, più precisamente, in quella che è da tutti riconosciuta come la regione storica e linguistica della Svevia. Al giorno d’oggi, la maggioranza del suo territorio fa parte del Baden-Württemberg, uno dei sedici Stati federati del paese, il terzo Land tedesco in termini di estensione e popolazione, che ha come capitale Stoccarda.
I momenti più significativi
Uno dei momenti più significativi è stato senza dubbio il Workshop che ha avuto luogo presso l’Istituto comprensivo Bühl Realschule di Dornstadt. Durante l’incontro avuto con gli studenti e i docenti abbiamo approfondito l’approccio “open schooling”, attraverso cui viene praticata la sostenibilità come metodo educativo, con la realizzazione di progetti di comunità su riciclo e tessile. L’esperienza di democrazia partecipativa, con la formalizzazione del Council of Eight, un consiglio giovanile che a rotazione coinvolge le classi terze della secondaria di 1° grado, è un esempio virtuoso del coinvolgimento dei giovani, partecipi dei processi decisionali e di elaborazione delle politiche in particolare sulle questioni di loro interesse (come l’istruzione e la gestione degli spazi dove socializzare parlando di qualità della vita, cambiamenti climatici, mobilità sostenibile e digitalizzazione).
Un altro momento molto importante del meeting è stato l’incontro con Rainer Braig, Sindaco del Comune di Dornstadt (partner del progetto People and Planet), che ha presentato un’agenda politica molto chiara su sviluppo sostenibile, condivisione delle responsabilità e partnership tra i governi locali e tutti gli attori territoriali a cui “compete la responsabilità del nostro domani”. L’amministrazione comunale di Dornstad, ad esempio, nella persona del Sindaco Rainer Braig, è stata firmataria insieme ad altri 7 comuni tedeschi della lettera aperta intitolata “Mayor for Future”, scritta a supporto del movimento giovanile Fridays for Future. Nel testo si legge: “Solo se i politici federali e statali agiranno rapidamente e in modo coerente adesso potremo limitare il riscaldamento globale, fermare l’estinzione di massa delle specie animali e vegetali, preservare le basi naturali della vita e creare un futuro degno di essere vissuto per le generazioni attuali e future”.  Questo è esattamente ciò che vogliono raggiungere i giovani di “Fridays for Future/Climate Strike”. Insieme a loro, chiediamo che i politici federali e statali avviino ora le misure necessarie (inclusa la graduale eliminazione della produzione di energia elettrica a carbone ben prima del 2038)”. Un impegno che si traduce in un’azione di governo orientata, citando le parole del Sindaco Braig, “alla costruzione di città e comunità caratterizzate da uno stile di vita giusto ed ecologicamente equilibrato, con energie rinnovabili, strutture insediative socialmente eque e un’economia circolare coerente”.

 

 

Con la funzionaria del Comune di Dornstad e responsabile delle attività del Progetto P&P, Susanne Berger, abbiamo poi fatto visita in un’area rurale alla fermata dell’autobus di linea riqualificata  con un murales dedicato all’Agenda 2030 e al GOAL 6. La Berger ci ha parlato di come questa azione di riqualificazione avvenuta attraverso una residenza artistica e un laboratorio con la scuola, sia stata animata dalla partecipazione della comunità in un dibattito spontaneo sui contenuti del messaggio stesso, vale a dire l’impronta idrica del nostro caffè giornaliero.

Infine, la visita guidata a cura di FINEP della “piccola Venezia”, così viene chiamata Esslingen sul Neckar, cittadina di 94.000 abitanti che si trova lungo un meandro del fiume Neckar a sud-ovest di Stoccarda. Luoghi incantevoli dove abbiamo ammirato splendidi canali, bellissimi parchi pubblici, ampi viali alberati costeggiati da aree dedicate al gioco e allo sport, dotate di comode sedute dove il diritto al verde urbano diventa diritto e tutela della salute e del benessere della comunità. 

Tutto questo lo porteremo nelle nostre idee progettuali sulle quali ci impegneremo fin da subito per realizzare appieno, anche nei nostri territori, gli obiettivi di People and Planet.

 

 

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