A Foligno, nella Sede operativa di FELCOS, si è svolto il coordination meeting del progetto INTEGRALITY, finanziato dall’Unione Europea e realizzato in partenariato da 11 organizzazioni di 5 Paesi. Al centro dei due giorni di lavoro il punto sulle attività e il piano delle operatività condivise per il raggiungimento degli obiettivi. Particolare spazio è stato riservato anche alla campagna di sensibilizzazione Seeds of dignity, sviluppata e diffusa nell’ambito del progetto.
Abbiamo condiviso operatività, fatto il punto sulle attività, aggiornato i piani d’azione e vissuto momenti di intensa collaborazione. Per tre giorni, nella nostra Sede operativa di Foligno, abbiamo ospitato il Coordination meeting di INTEGRALITY, durante il quale tutti i partner umbri ed europei del progetto hanno potuto lavorare insieme, in presenza, per condividere aspetti importanti della comune gestione delle attività.
I rappresentanti delle organizzazioni partner del progetto Integrality al lavoro su operatività condivise.
INTEGRALITY è un progetto ambizioso, grazie al quale in 5 Paesi europei – Italia, Portogallo, Austria, Cipro e Grecia – undici organizzazioni, tra cui FELCOS che ne è capofila, stanno lavorando per promuovere l’integrazione dei lavoratori migranti in agricoltura attraverso i principi di legalità e rispetto della dignità.
Per questo, sui territori, vengono formati i Community mobilizers, cittadini stranieri che hanno il compito di dialogare con le proprie comunità al fine di aiutare i propri connazionali a riconoscere i segnali dello sfruttamento lavorativo, dando loro indicazioni e supporto per prevenirlo e affrontarlo.
Al centro del lavoro il confronto sulle attività svolte e ancora da svolgere.
Per questo, in ciascun Paese, è stata avviata la campagna di comunicazione Seeds of dignity, con la quale intendiamo diffondere la cultura della legalità e del rispetto della dignità umana, accendendo voci e attenzioni intorno al fenomeno dello sfruttamento lavorativo.
Ed è bello ricevere sempre la conferma di come, laddove c’è collaborazione e cooperazione tra Paesi e organizzazioni, i risultati riescano ad impattare con la vita quotidiana delle persone e delle comunità.
INTEGRALITY è un progetto finanziato dall’Unione Europea e realizzato da FELCOS, CIDIS, ANCI Umbria e AIAB Umbria (Italia); IMVF E Municipalità di Fundao (Portogallo); Center for Social Innovation CSI e Nicosia Development Agency – ANEL (Cipro); KMOP e Municipalità di Thermi (Grecia); Compass GmbH (Austria).
Si è svolto il 27 marzo a Perugia un incontro di formazione dedicato al tema del caporalato e dello sfruttamento dei lavoratori, organizzato da AIAB Umbria nell’ambito del progetto INTEGRALITY di cui FELCOS è capofila. Protagonista dell’incontro, Jean-Renè Bilongo, Presidente dell’Osservatorio Placido Rizzotto di FLAI Cgil. Dalle sue parole un racconto denso di contenuti umani e fattuali, che ha restituito la dimensione drammatica di un fenomeno che attraversa l’Italia da Nord a Sud e che, troppo spesso, si traduce nella negazione della dignità di chi ne è vittima.
Un racconto intriso di verità e sofferenze. Una descrizione dettagliata di fatti e dati. Una richiesta di attenzione, su un tema che per tante, troppe persone, significa negazione di diritti e dignità. Spesso, negazione della vita stessa. L’incontro organizzato da AIAB Umbria nella propria sede di San Mariano di Corciano, nell’ambito del progetto INTEGRALITY di cui FELCOS è capofila, ha visto come protagonista Jean-René Bilongo, Presidente dell’Osservatorio Placido Rizzotto di FLAI Cgil.
Jean-René Bilongo, Presidente dell’Osservatorio Placido Rizzotto di FLAI Cgil
Grazie al suo intervento, seguito da numerosi partecipanti in presenza e tanti altri collegati on-line, abbiamo potuto ricevere una descrizione accurata del fenomeno del caporalato, raccontato nelle sue specificità territoriali che attraversano il Paese da nord a sud e dai cui rischi l’Umbria non è esente. Un racconto che ci ha restituito l’immagine più cruenta di un fenomeno che non investe soltanto la dimensione lavorativa di chi ne è vittima, ma che nasconde tante storie di violenza, sofferenza e perfino di morte.
“Quando si parla di agro mafie, di sfruttamento e di caporalato si pensa immediatamente ad un fenomeno a noi lontano, che riguarda solo le regioni del Sud Italia – ha scritto riguardo ai temi dell’incontro il Presidente di AIAB Umbria, Vincenzo Vizioli – . Non è così da diverso tempo. Il VII rapporto dell’osservatorio Placido Rizzotto sulle agro mafie, nonché le attività ispettive e le inchieste sul caporalato in Umbria, in particolare in agricoltura, hanno portato alla luce, nell’arco di pochi mesi, una situazione allarmante e non si può più parlare di fatti episodici. Come è emerso nella presentazione del rapporto, “La filiera dell’illegalità mortifica il lavoro, toglie dignità alle donne e agli uomini che con il loro impegno quotidiano mandano avanti il Paese. E a essere sbagliato è lo stesso modello di sviluppo, che va cambiato. Lo sfruttamento e il caporalato non interessano solo il settore primario, sono una pratica costante in tanti settori produttivi”. Purtroppo è l’inadeguatezza delle leggi e l’ipocrisia della politica, a creare le condizioni per lo sfruttamento. Come ha fatto presente l’Avv. Di Pietro, membro dell’ASGI (Associazione per gli Studi Giuridici sull’Immigrazione), nella lezione di apertura del corso: “Un lavoratore entrato regolarmente con permesso di soggiorno per lavoro stagionale, fatta la compagna della raccolta per esempio del pomodoro, se non rientra nel paese di provenienza, per partecipare ad un’altra raccolta come la vendemmia, perde il suo permesso di soggiorno, entrando nel vortice della clandestinità, quindi dello sfruttamento”.
Un momento dell’incontro che ha avuto luogo nella sede di AIAB Umbria
Temi su cui INTEGRALITY intende promuovere, in 6 Paesi d’Europa, maggiore consapevolezza tra i cittadini, favorendo un’integrazione dei migranti attraverso il rispetto dei diritti dei lavoratori in particolare del settore agricolo, il più esposto al fenomeno del caporalato.
Per farlo, nelle prossime settimane, i partner del progetto INTEGRALITY avvieranno una grande campagna di sensibilizzazione rivolta sia ai cittadini che alle comunità di migranti che vivono nei diversi territori rappresentati nel progetto. In un anno di campagna saranno pubblicati, sui social media dei partner, numerosi contenuti ai quali sarà affidato il compito di raccontare storie umane, comunitarie e di impresa nelle quali il rispetto della legalità e della dignità è motore di integrazione virtuosa.
INTEGRALITY – Multi-stakeholder strategies for the promotion on INTEgration and LegALITY of migrants’ employement in agricolture, è un progetto finanziato dall’Unione Europea realizzato in partnership da FELCOS, CIDIS Impresa Sociale, AIAB Umbria, Anci Umbria (Italia); Center for Social Innovation – CSI, Nicosia Development Agency – ANEL (Cipro), KMOP, Koinonikos Politistikos Organismosdimou Delta (Grecia); IMVF (Portogallo); Compass GmbH (Austria).
Nel corso di quasi un anno di lavoro, abbiamo avuto modo di raccontare il percorso che Stivi, Hiba, Stefano, Tiziano, Roberto e Francesco hanno portato a termine all’interno del progetto SEI BIOAS – Scuola Esperienziale Itinerante di BioAgricoltura Sociale. A Bevagna, nel corso del convegno finale intitolato “Agricoltura sociale: strumento di welfare partecipato”, sono stati presentati i frutti del loro lavoro e quelli del progetto che li ha visti protagonisti, grazie al quale praticando i valorio dell’agricoltura biologica hanno potuto sviluppare competenze e coltivare relazioni. Aprendosi agli altri e alle emozioni.
Un progetto volto a trasferire competenze professionali vivendo la diretta esperienza del lavoro. Un percorso di agricoltura sociale svolto in otto aziende agricole umbre, grazie al quale sei giovani vulnerabili hanno potuto coltivare fiducia in sé stessi e relazioni con gli altri.
E’ questo il senso profondo del Progetto SEI BIOAS – Scuola Esperienziale Itinerante di Bio Agricoltura Sociale, di cui lo scorso 22 novembre a Bevagna, nella splendida cornice dell’Auditorium Santa Maria Laurentia, si è svolto l’evento conclusivo.
Roberto, Hiba, Stefano, Stivi, Francesco e Tiziano premiati con l’attestato di partecipazione al progetto SEI BIOAS
Il progetto, realizzato da AIAB Umbria in collaborazione con FELCOS, il Comune di Bevagna, la Fondazione Opere Pie di Perugia e otto aziende agricole, ha coinvolto sei ragazzi vulnerabili in attività di agricoltura sociale, volte a favorire l’acquisizione di competenze lavorative tramite la pratica esperienziale e l’approfondimento di rapporti relazionali tra loro e con gli altri, grazie ai quali hanno potuto mettersi in gioco anche coltivando la fiducia in sé stessi.
Per diversi mesi, Tiziano, Stivi, Francesco, Roberto, Hiba e Stefano, coadiuvati da assistenti specializzati, hanno svolto un vero lavoro di campo insieme al personale delle diverse aziende partner, nelle quali si sono cimentati con tutte le attività agricole previste dal ciclo colturale, sperimentando nuove abilità e competenze e la soddisfazione nel vedere direttamente i risultati del proprio impegno arrivare ai mercati e alle tavole delle persone.
Di questo percorso ricco di significati e delle potenzialità future della Scuola Esperienziale Itinerante di Bio Agricoltura Sociale, si è parlato nel corso di un convegno intitolato “Agricoltura sociale: Strumento di welfare partecipato”. Un momento di confronto costruttivo che ha coinvolto un nutrito pubblico composto da amministratori locali, rappresentanti dei servizi sociali, le aziende partner del progetto, le famiglie, docenti dell’Università degli Studi di Perugia e associazioni, riuniti per confrontarsi sulle potenzialità dell’agricoltura sociale come valido e prezioso strumento di collaborazione tra agricoltura biologica e welfare locale.
Tra i presenti l’Assessore allo Sviluppo Economico del Comune di Bevagna, Lorenzo Biagetti, l’Assessore alle Politiche sociali del Comune di Foligno e Vicepresidente di FELCOS, Lorenzo Schiarea, l’Assessore all’Ambiente e alle politiche del cibo del Comune di Perugia, David Grohman e ancora Saverio Senni, Dip. Scienze Agrarie e Forestali Università della Tuscia, Bianca Maria Torquati, DSA3 dell’Università degli studi di Perugia, e Salvo Cacciola, sociologo e Presidente dell’associazione nazionale BIO AS.
Il pomeriggio, durante il quale sono stati consegnati gli attestati ai partecipanti e alle otto aziende partner, si è concluso con un momento conviviale caratterizzato dalla presentazione del vino “Anima sociale” integralmente realizzato con le uve curate e raccolte dai sei partecipanti al progetto.
Il video documentario
Uno dei momenti salienti del pomeriggio dedicato al racconto del progetto SEI BIOAS ha riguardato la proiezione del video documentario finale, nel quale sono state raccontate tutte le attività svolte nelle aziende. Una narrazione emozionale realizzata interamente da FELCOS che ha curato in house sia le riprese che il montaggio. Un prodotto che si aggiunge alle altre attività svolte da FELCOS all’interno del progetto, per il quale ha curato tutta la comunicazione verso l’esterno: dalla pubblicazione del sito internet (www.seibioas.it), alla narrazione social, fino ad arrivare appunto al video documentario conclusivo.
Il progetto
SEI BIOAS è un progetto realizzato in partnership da AIAB Umbria, FELCOS, Comune di Bevagna, Fondazione Opere Pie di Perugia e 8 aziende agricole del territorio regionale, volto alla valorizzazione e al rafforzamento dell’agricoltura sociale, delle sue opportunità e dei suoi valori, non solo in termini di sviluppo ma anche educativi e formativi. Nel corso delle sue attività SEI BIOAS ha sperimentato sistemi di welfare partecipato, grazie ai quali 6 ragazzi vulnerabili hanno svolto formazione laboratoriale per il trasferimento di conoscenze in agricoltura biologica, l’approfondimento di competenze operative funzionali ad un possibile sbocco lavorativo e in prospettiva futura, in presenza delle idonee condizioni familiari o di gruppo, l’apertura di una propria attività economica.
Il progetto è stato realizzato nell’ambito del PSR, Sottomisura 16.9 “Sostegno per la diversificazione delle attività agricole in attività riguardanti l’assistenza sanitaria, l’integrazione sociale, l’agricoltura sostenuta dalla comunità e l’educazione ambientale e alimentare”, attraverso un partenariato costituito da aziende agricole, enti pubblici, coop sociali e associazioni del Terzo Settore.
L’attività principale di SEI BIOAS è stata la Scuola Esperienziale Itinerante sulla coltivazione con metodo biologico, un percorso che, oltre a trasmettere competenze professionali, ha permesso ai partecipanti di coltivare relazioni e fiducia in sé stessi, partecipando attivamente e direttamente alle attività agricolturali delle aziende agricole partner durante tutto il corso del ciclo biologico: dalla semina, alla cura, alla raccolta dei prodotti orticoli. Tutto ciò, ricavando soddisfazione nel vedere il frutto del proprio lavoro arrivare ai mercati e fino alle tavole delle persone.
Il momento conviviale che ha concluso il convegno SEI BIOAS
SEI BIOAS ha fondato il proprio approccio sul concetto dell’agricoltura sociale, i cui valori chiave sono:
La Diversificazione – nel tempo e nello spazio, per esplorare tutte le capacità inespresse e non limitare le aspirazioni;
L’inclusione – come punto di forza dell’attività agricola finalizzata al reinserimento sociale, individuando e attuando le soluzioni più idonee e praticabili per ogni soggetto in tutte le circostanze;
L’Apertura e l’accoglienza – grazie alla cura della comunicazione con i soggetti coinvolti, tra di loro e verso l’esterno per consolidare relazioni e aprire nuovi canali di dialogo.
Scopo ultimo di questa esperienza progettuale, anche in considerazione degli esiti positivi riscontrati, è quello di proporre la Scuola Esperienziale Itinerante di Bio Agricoltura Sociale come valido e prezioso strumento di collaborazione tra agricoltura biologica e welfare locale.
Insieme ai partner di 5 Paesi, tra cui ANCI Umbria, AIAB Umbria e CIDIS, abbiamo avviato le attività del Progetto INTEGRALITY, finanziato dall’Unione Europea per la promozione dell’integrazione e inclusione sia lavorativa che socioeconomica dei migranti in agricoltura, in un quadro di legalità e rispetto dei diritti dei lavoratori. Tra le attività che saranno implementate nei 36 mesi previsti ci sono percorsi di formazione, mobilitazione dei principali attori attivi sul tema, organizzazione di tirocini pilota e azioni di comunicazione.
Ci sono diritti che non possono essere derogati, perchè in certi contesti il diritto ad un lavoro sicuro, dignitoso e legale significa in primo luogo diritto alla vita. Tante, troppe volte assistiamo ancora all’impiego di migranti ai quali, per lo svolgimento in agricoltura di lavori pesanti e usuranti, vengono date paghe da sfruttamento in condizioni di pressochè totale illegalità. A cui si lega il fenomeno del caporalato e che sono causa, purtroppo, di infortuni e morte.
E’ a questi temi che è dedicato il Progetto Integrality – Multi-stakeholder strategies for the promotion of INTEGRation and LegALITY of migrants’ employement in agricolture. Un progetto della durata di 36 mesi, finanziato dall’Unione Europea, di cui FELCOS è capofila e a cui partecipano organizzazioni di 5 Paesi: Cipro, Grecia, Portogallo, Austria e Italia, tra cui figurano Anci Umbria, AIAB Umbria e CIDIS Impresa Sociale.
Nei giorni scorsi a Nicosia, insieme a tutti i partner riuniti sia in presenza che on-line, abbiamo dato avvio ufficiale al progetto con un Kick-off meeting durante il quale abbiamo condiviso le principali operatività, chiarito diversi aspetti metodologici e approfondito i dettagli organizzativi, con l’obiettivo finale di promuovere una piena inclusione ed integrazione dei migranti, provenienti da paesi terzi, nei contesti locali in cui operano i partner di progetto.
Per raggiungere tale obiettivo svilupperemo e attueremo una strategia locale multi-attoriale volta a favorire l’inclusione lavorativa e socioeconomica dei migranti in agricoltura, in un quadro di legalità e rispetto dei diritti dei lavoratori. Ciò attraverso:
la mobilitazione dei principali attori che giocano un ruolo in tema di integrazione dei migranti in agricoltura;
attività di formazione e sensibilizzazione dedicate sia ai soggetti di cui si compone la catena agricola che ai migranti stessi;
l’organizzazione di tirocini;
azioni di comunicazione e sensibilizzazione rivolte alle comunità locali.
Operatività progettuali in base alle quali il partenariato, in ogni territorio coinvolto nel percorso, intende arrivare all’attivazione di una rete multi-attoriale allo scopo di favorire una integrazione lavorativa dei migranti in agricoltura basata sul rispetto dei diritti; formare ed informare gli attori della filiera agricola sulla legislazione nazionale ed europea che riguarda il lavoro regolare dei migranti e sui rischi relativi al mercato nero del lavoro migrante, sensibilizzandoli sulle questioni etiche di parità di opportunità e trattamento; coinvolgere i gruppi locali di migranti nelle attività di formazione pilota sull’agricoltura biologica organizzate all’interno del progetto fornendo loro l’opportunità di fare una esperienza di tirocinio lavorativo in aziende agricole virtuose.
Siamo coscienti che la sfida che attende noi e i nostri partner è difficile, ma siamo anche consapevoli di quanto l’esito sia importante per le persone, le imprese e i contesti sociali ed economici in cui vivono e operano. Siamo sicuri che l’entusiasmo che si è creato tra noi in questi giorni di confronto e condivisione ci aiuterà a raggiungere tutti i risultati attesi, fornendo nuovi orizzonti e possibilità di integrazione, dialogo e coesione.
Nelle aziende agricole umbre partner del progetto SEI BIOAS, i cinque giovani partecipanti stanno portando avanti le attività di bioagricoltura sociale inserite nel percorso della scuola esperienziale itinerante. Insieme ai proprietari delle aziende e agli animatori, tra piante da mettere a dimora, frutti da raccogliere, campi da curare, sviluppano relazioni sociali solide e competenze nuove attraverso le quali progettare nuovo futuro, per se stessi e con gli altri. Noi li abbiamo accompagnati per raccontare un percorso davvero emozionante.
Nella Tenuta “I Cantalupi” di Bevagna, Hiba, Stivi, Francesco, Tiziano e Roberto, sono intenti a piantumare tante piccole piante di ortaggi, apprendendo dal titolare Walter Montefiori tutti i segreti di un lavoro che parla di cura, dedizione e amore.
Si potrebbero raccontare i loro sorrisi. Si potrebbero descrivere gli scherzi, le parole, gli abbracci sotto al sole. Si potrebbero riferire le chiacchierate, mai scontate, sempre piene di vissuti personali. Ma anche quando si riuscisse a trovare le parole giuste per fare di tutto questo una narrazione, non si riuscirebbe a ridare il senso delle emozioni che il progetto SEI BIOAS (www.seibioas.it) sta regalando a chi ha la fortuna di viverlo in prima persona.
Si chiamano Hiba, Francesco, Roberto, Tiziano e Stivi e sono i cinque protagonisti del progetto SEI BIOAS. Una ragazza e quattro ragazzi, tutti di giovane età, che attraverso il programma della Scuola Esperienziale Itinerante di Bio Agricoltura Sociale (è questo l’acronimo di cui si compone il nome del progetto), stanno portando avanti settimana dopo settimana un intenso calendario di lavoro e di apprendimento formativo all’interno delle aziende agricole partner dell’iniziativa, realizzata da AIAB Umbria in collaborazione con FELCOS e Fondazione Opere Pie di Perugia.
Nelle strutture di Amoenus, vicino Foligno appena sotto al sasso di Pale, della Cooperativa Sociale “L’albero di Zaccheo”, che gestisce nei pressi di Città di Castello l’Azienda agricola “Le Cascine”, della Cooperativa Sociale “Frontiera Lavoro”, poco distante da Bastia Umbra, della Società Agricola Biologica “Microcosmo”, a Magione, della Piccola Cantina Rossi, che produce vini biologici a Marsciano, dell’Agriturismo “Il Cerreto”, che a Bettona si occupa di agricoltura biologica, di COLTI.VA, che nell’hinterland di Perugia COLTIva VAlori e della Tenuta “I Cantalupi”, a Cantalupo di Bevagna (Pg), insieme all’animatrice sociale e coordinatrice del progetto Maria Teresa Vizioli, ai titolari delle aziende e ai loro addetti, i ragazzi svolgono le attività quotidiane che riguardano la semina, la cura delle piante di ortaggi e la loro messa a dimora, la raccolta e la lavorazione delle piante per la vendita nei mercati locali. Tutte attività grazie alle quali apprendono competenze in grado di sviluppare nuove opportunità di inserimento nel mondo del lavoro e, perchè no, anche di metterli nelle condizioni di aprire un giorno una propria esperienza d’impresa.
L’AGRICOLTURA SOCIALE, IL CUORE DEL PROGETTO SEI BIOAS
Ma il cuore del progetto SEI BIOAS, pensato con l’obiettivo di promuovere percorsi educativi rivolti a ragazze e ragazzi con vulnerabilità allo scopo di sensibilizzare all’inclusione, all’accoglienza e al rispetto della Terra, non è solo lo scambio di competenze messo in moto attravero la condivisione delle mansioni. Il senso più profondo della Scuola Esperienziale Itinarante è tutto nel significato dell’agricoltura sociale, intesa come laboratorio di relazioni il cui scopo è favorire serenità, autostima, apertura verso gli altri, sviluppando un “terreno fertile” per il mutuo apprendimento. E’ per tutto questo che le giornate passate accanto a loro, nella condivisione del lavoro e della fatica per la sua realizzazione, diventano tempo investito in bellezza, frutto di una conoscenza reciproca via via sempre più profonda e fin da subito autentica.
Durante una pausa del lavoro svolto presso l’Azienda agricola “Amoenus”, a Pale di Foligno, Stivi, Roberto, Tiziano e Francesco si siedono in cerchio per parlare dell’esperienza vissuta e delle sensazioni provate durante le ore passate insieme.
“Lavorando insieme a loro – ha detto durante una pausa dei lavori Luca Cacicchi, dell’Azienda agricola “Le Cascine”, gestita dalla Cooperativa Sociale “L’albero di Zaccheo” – riusciamo a sviluppare e a far emergere, in un clima di socialità, non solo la personalità di ciascuno ma ciò che realmente li appassiona”. Riflessioni sintetizzate, seppure con altre sfumature, anche da Walter Montefiori, titolare della Tenuta “I Cantalupi”. “Parlare con loro – ha detto Montefiori, con gli occhi lucidi per l’emozione – vederli all’opera così sorridenti e impegnati, trasmettere loro quello che so del lavoro e osservarli lavorare così perfettamente, è assoporare il senso più bello dell’agricoltura. E mi emoziona molto”.
E noi non possiamo che essere d’accordo, perchè basta star loro vicino, condividendo passi, sorrisi e parole, per sentire dentro tutto il calore umano che questa attività riesce a far nascere. Come dei veri germogli.
Grazie ad una visita studio organizzata dal 21 al 27 gennaio, 6 rappresentanti di organizzazioni civiche russe sono giunte in Umbria per partecipare ad incontri e approfondimento sull’agricoltura biologica e sociale come strumento di sviluppo e inclusione, incontrando rappresentanti istituzionali, esperti e aziende del territorio. A 3 anni dall’avvio il progetto Uchastie, finanziato dall’Unione Europea e ancora in corso nonostante le molteplici difficoltà e la complessa situazione internazionale, consente di coltivare ancora un’idea fruttuosa di cooperazione e speranza.
Un momento dell’incontro che ha avuto luogo nella Sede operativa di FELCOS
Dopo mesi complessi e pieni di difficoltà operative, connesse alla situazione internazionale, grazie alla pervicace volontà di tutti i soggetti coinvolti di non interrompere i fili del dialogo e della cooperazione, il progetto Uchastie ha finalmente regalato a tutti i partner una bellissima esperienza umana e professionale di confronto e sviluppo.
Uchastie, che letteralmente vuol dire partecipazione, è il progetto finanziato dall’Unione Europea che FELCOS e AIAB Umbria hanno avviato in partenariato nel 2021 in Russia nella regione di Leningrado, allo scopo di realizzare con l’agricoltura biologica e sociale opportunità di sviluppo e collaborazione tra organizzazioni della società civile, piccoli agricoltori e consumatori, particolarmente rivolto a madri single di bambini disabili, donne anziane, adulti e giovani con bisogni speciali.
A ridosso della sua scadenza naturale, prevista ad aprile 2024, 6 rappresentanti di organizzazioni civiche locali sono giunte in Umbria per partecipare ad una visita studio che ha avuto luogo tra il 21 ed il 27 gennaio, dedicata alla condivisione con loro della ricca esperienza umbra in materia di organizzazione di filiere agricole, creazione e gestione di partenariati multi-attoriali per lo sviluppo locale sostenibile e l’inclusione socio-economica, coltivazione, commercializzazione e consumo di prodotti biologici, come strumenti efficaci per favorire uno sviluppo locale solidale e rispettoso dell’ambiente e delle persone. Il tutto attraverso incontri istituzionali avuti con il Presidente di FELCOS e Sindaco di Spello Moreno Landrini, il Vicepresidente di FELCOS e Presidente del Consiglio comunale del Comune di Foligno Lorenzo Schiarea e la Presidente della Provincia di Perugia e Sindaca di Assisi Stefania Proietti, e sessioni operative di confronto e approfondimento coordinate da AIAB Umbria, che hanno coinvolto il Dipartimento di Scienze Agrarie, Alimentari e Ambientali dell’Università degli Studi di Perugia, la rete di acquisto solidale G.O.D.O. e diverse aziende agricole del territorio regionale.
Ad accompagnare il gruppo durante le visite il dott. Vincenzo Vizioli, Presidente di AIAB Umbria ed esperto di agricoltura biologica, la dott.ssa Francesca de Paula, responsabile del Progetto UCHASTIE per conto di FELCOS, e la dott.ssa Margarita Fursova, collaboratrice ed interprete del Progetto.
Il programma della visita studio
Le partecipanti alla visita studia al termine dell’incontro presso l’Università degli Studi di Perugia
Durante il primo giorno il gruppo ha visitato l’azienda Terre di Corciano, specializzata nella trasformazione e vendita dello zafferano attraverso gruppi di acquisto e mercati locali, per poi spostarsi a Perugia dove ha avuto luogo la visita al Dipartimento di Scenze Agrarie, Alimentari e Ambientali dell’Università degli Studi di Perugia. In tale prestigiosa sede ha avuto luogo l’ncontro con la Prof.ssa Bianca Maria Torquati e la dott.ssa Chiara Paffarini, incentrato sulle esperienze e sugli studi in materia di Agricoltura sociale e commercializzazione di prodotti biologici. Il secondo giorno è stato caratterizzato nella prima parte dagli approfondimenti sulla bioagricoltura sociale, sulle esperienze dei gruppi di acquisto come il G.O.D.O. (Gruppi Organizzati di Domanda e Offerta) e sulla Scuola Esperienziale Itinerante (SEI BIOAS), condotti dallo staff e dagli esperti di AIAB Umbria; e, nella seconda parte, dalla visita all’azienda agricola Torre Colombaia, specializzata nella produzione e trasformazione di cereali, legumi, olii di semi, utilizzando un sistema di vendita diretta e gruppi di acquisto.
Un momento delle visite nelle aziende agricole del territorio
Anche il terzo giorno è ruotato intorno ad un doppio appuntamento, che in questo caso ha visto come protagonista l’azienda agricola Frascarelli Il Cerreto, specializzata nella coltivazione di prodotti biologici utilizzati nell’agriturismo di proprietà o venduti localmente tramite G.O.D.O., prima dell’incontro a Foligno con l’Ufficio operativo di FELCOS, dove il gruppo ha avuto modo di conoscere da vicino la realtà e le attività dell’Associazione di Comuni per lo Sviluppo sostenibile, dialogando con il Vicepresidente Lorenzo Schiarea e con il Direttore Massimo Porzi. Il quarto giorno è iniziato con la visita alla Cooperativa Sociale Frontiera Lavoro di Bastia Umbra, che si occupa di inclusione lavorativa, mediazione interculturale e servizi educativi e ricreativi, che ha preceduto la visita alle città di Spello ed Assisi dove hanno avuto luogo gli incontri istituzionali con i Sindaci Moreno Landrini e Stefania Proietti.
L’ultimo giorno, infine, i sopralluoghi operativi hanno interessato la Cooperativa Sociale L’albero di Zaccheo, che si occupa di vivaismo e produzione orticola, con l’obiettivo di coniugare l’agricoltura sociale con quella biologica, il recupero delle tradizioni con l’innovazione, l’assistenza con l’inclusione lavorativa; e la Cooperativa Sociale Il Lombrico Felice, impegnata nella produzione di ortaggi, distribuzione di prodotti biologici e ristorazione collettiva.
Guarda la gallery:
Il Vicepresidente di FELCOS Lorenzo Schiarea
Il Direttore di FELCOS Massimo Porzi
Il gruppo del progetto Uchastie incontra il Presidente di FELCOS e Sindaco di Spello Moreno Landrini
Francesca de Paula, Project Manager di FELCOS, e Moreno Landrini
Un momento dell’incontro con Moreno Landrini
Un momento dell’incontro con Moreno Landrini
Le partecipanti alla visita studia incontrano la Sindaca di Assisi Stefania Proietti
Insieme ad AIAB Umbria, Associazione Italiana per l’Agricoltura Biologica, al Comune di Bevagna, alla Fondazione Opere Pie di Perugia e a sette aziende agricole del territorio regionale, FELCOS partecipa al progetto SEI BIOAS – Scuola Esperienziale Itinerante di BIO Agricoltura Sociale. Un percorso sperimentale di inclusione e formazione rivolto a persone svantaggiate.
Costruire opportunità. Favorire relazioni. Sviluppare competenze. Il progetto SEI BIOAS, acronimo che sta per Scuola Esperienziale Itinerante di BIO Agricoltura Sociale, si propone di realizzare un’idea di rapporto con la terra, i suoi frutti e con le persone capace di creare allo stesso tempo legami solidali e prospettive di sviluppo. Non solo per il territorio, ma anche e soprattutto per le persone che vi partecipano.
Promosso da AIAB Umbria, l’Associazione Italiana Agricoltura Biologica, in partnership con FELCOS, la Fondazione Opere Pie di Perugia, il progetto svolge le sue attività di inclusione rivolte a persone svantaggiate presso sette aziende agricole del territorio regionale: Colti.va Societa’ Agricola s.r.l.s. (Corciano, Perugia), Piccola Cantina Rossi Soc. Agricola Semplice (Marsciano, Perugia), Società Agricola Biologica Microcosmo S.S. (Magione, Perugia); Tenuta i Cantalupi di Montefiori sas (Bevagna, Perugia); Agricola Alessandro Frascarelli (Bettona, Perugia); Frontiera Lavoro Società Cooperativa Sociale (Perugia); L’Albero di Zaccheo Società Cooperativa Sociale Onlus (Loc Le Cascine, Selci – San Giustino).
All’interno delle strutture e insieme agli operatori delle diverse attività, Francesco, Hiba, Tiziano, Roberto, Stefano e Stivi – questi i nomi dei partecipanti – prendono parte a percorsi di inserimento attivo nelle aziende, attraverso attività formative laboratoriali che favoriscono l’incontro e la relazione con gli altri, in adesione e in coerenza con i principi dell’BIO-Agricoltura sociale.
La BIO-Agricoltura sociale
Proprio la condivisione delle mansioni tra utenti, operatori e tecnici è il cuore metodologico della Bio Agricoltura Sociale, il cui valore è stato sperimentato negli anni in numerose esperienze maturate sul tema da AIAB e dai differenti partner di progetto.
Una prassi operativa e relazionale che permette di raggiungere una maggiore serenità e autostima, scardinando la dinamica insegnante/allievo e terapeuta/paziente, risultando molto utile alla creazione di relazioni di scambio. Non a caso, il concetto di socialità all’interno dell’agricoltura, affonda le sue radici nei valori della solidarietà e del mutuo aiuto. Nel mondo rurale, i soggetti svantaggiati hanno trovato, più spesso che in altri settori, un luogo in cui poter sperimentare ed esprimere le proprie potenzialità e trovare una dimensione lontana dall’emarginazione. L’agricoltura sociale poi, colloca l’azienda agricola al centro della discussione di come affrontare un problema sempre più pressante per la società, essendo in grado, se sostenuta, di offrire una prospettiva che la qualifica come strumento innovativo di welfare partecipato, tanto più in un momento in cui la rete di protezione sociale mostra difficoltà crescenti nell’offrire risposte adeguate ai bisogni della popolazione.
Le attività
L’attività principale di SEI BIOAS è rappresentata dalla Scuola Esperienziale Itinerante sulla coltivazione con metodo biologico, a cui partecipano al momento sei “soggetti svantaggiati colpiti dalla crisi economica e in stato di disoccupazione” (ai sensi dell’Art. 4, comma 1, Legge 381/91), al fine di un loro inserimento nell’operatività aziendale.
Tutte le attività sono sviluppate intorno a 3 principali ambiti tematici: la Diversificazione – nel tempo e nello spazio, per esplorare tutte le capacità inespresse e non limitare le aspirazioni; L’inclusione – come punto di forza dell’attività agricola finalizzata al reinserimento sociale, individuando e attuando le soluzioni più idonee e praticabili per ogni soggetto in tutte le circostanze; L’Apertura e l’accoglienza – grazie alla cura della comunicazione con i soggetti coinvolti, tra di loro e verso l’esterno per consolidare relazioni e aprire nuovi canali di dialogo. All’interno di queste aree tematiche, che fungono anche da macro-obiettivi, prendono corpo le principali azioni progettuali che prevedono: il Percorso esperienziale individuale di orientamento all’interno dell’azienda, per l’acquisizione di nozioni e competenze funzionali al corretto svolgimento delle mansioni assegnate e alla maggior consapevolezza dell’azione svolta; il Laboratorio di gruppo, volto all’integrazione dei singoli partecipanti in una dimensione collaborativa e al miglioramento delle capacità relazionali con colleghi, operatori, agronomi e clientela; la collaborazione con le aziende che vogliono intraprendere o consolidare percorsi di inclusione sociale e promozione della diversità, anche offrendo la possibilità di un inserimento socio lavorativo a fine progetto.
La comunicazione
Una parte fondamentale del progetto SEI BIOAS è rappresentata dalla comunicazione verso l’esterno dei processi attivati, delle esperienze vissute dai partecipanti durante lo svolgimento delle attività laboratoriali, dei significati della scuola esperienziale itinerante e della BIO-Agricoltura sociale come ambito di attuazione di welfare partecipato.
E’ proprio su questo fronte che FELCOS, grazie alle proprie competenze e al proprio know-how, porterà il proprio contributo operativo volto alla pubblicazione di un sito dedicato al progetto, alla realizzazione di contenuti video-narrativi prodotti durante lo svolgimento delle attività, all’elaborazione e attuazione di una strategia editoriale con la quale gli stessi contenuti saranno poi diffusi nei principali socialnetwork.