Skip to main content
Tag

APLA

Ci sono ponti che possono unire i popoli. Per costruirli “Tanto dipende da noi”.

Il 14 maggio, nell’ambito delle attività della campagna di sensibilizzazione sulle corrette pratiche di riduzione e raccolta differenziata dei rifiuti “Tanto dipende da noi”, promossa da AURI in collaborazione con FELCOS, si è svolto un secondo incontro di E-Twinning tra una delle classi umbre coinvolte nel percorso didattico e una di quelle palestinesi coinvolte nel progetto L.A.N.D. –  Local Authorities Network for sustainable Development. L’incontro è servito agli alunni per condividere i risultati dei loro lavori, ma il suo significato è andato ben oltre portando lo sguardo verso un mondo migliore a cui non rinunciamo di credere. A raccontarci quelle emozioni è Nicolle Mercado, studentessa colombiana dell’Università degli Studi di Perugia e tirocinante presso FELCOS.

 

«El mundo es un pañuelo» (Il mondo è piccolo) è un’espressione molto comune in spagnolo che significa che non è strano incontrare o conoscere qualcuno che ha un legame con noi. In questo senso, l’iniziativa di mettere in contatto classi di paesi, culture, situazioni e lingue diverse, come il programma E-Twinning, ci ricorda questa frase, perché è in questi spazi che le nuove generazioni trovano quei legami che dimostrano che, nonostante tutte le differenze, in realtà abbiamo molto in comune. 


 

L’iniziativa di E-Twinning è stata concepita come un ponte e scambio di buone pratiche ambientali tra classi ambasciatrici di due progetti: Tanto dipende da noi, promosso da AURI – Autorità Umbra Rifiuti e Idrico in collaborazione con FELCOS, condotto a livello regionale sulle corrette pratiche di riduzione e raccolta differenziata dei rifiuti, e il progetto L.A.N.D. Autorità Locali in Rete per Lo Sviluppo Sostenibile, promosso dall’Unione dei Comuni del Trasimeno e che coinvolge come partner in loco l’Associazione delle Autorità Locali Palestinesi (APLA), quattro Municipalità palestinesi e che si realizza con il supporto istituzionale e tecnico-scientifico dei partner regionali quali FELCOS, ANCI Umbria, Unione di Comuni Terre dell’Olio e del Sagrantino, Comune di Assisi, AURI – Autorità Umbra Rifiuti e Idrico, Trasimeno Servizi Ambientali. Quest’ultimo progetto ha l’obiettivo di sostenere il ruolo degli Enti locali palestinesi per l’elaborazione di strategie e politiche di sviluppo territoriale inclusivo e sostenibile.

Durante il primo incontro, il 30 aprile, ho avuto la fortuna di partecipare al collegamento E-Twinning tra una classe palestinese della Ni’Ilin Primary school e la classe 2B dell’Istituto Omnicomprensivo Rosselli-Rasetti di  Castiglione del Lago. L’incontro non è stato privo di difficoltà: la distanza non solo ha comportato alcuni problemi tecnici legati alla connessione Internet, ma ha anche reso necessario tenere conto del fuso orario e della disponibilità dei giovani studenti e studentesse (di età compresa tra i 12 e i 15 anni) e dei loro docenti.

Molti si chiederanno come sia stato possibile realizzare questo incontro con lingue così diverse, ma sono rimasta piacevolmente sorpresa dall’uso dell’inglese dimostrato dagli studenti e studentesse, in particolare quelli di Castiglione del Lago, durante l’incontro e la presentazione che hanno condiviso con i loro compagni e compagne palestinesi, che in risposta si sono dimostrati più che entusiasti di presentare anche il club ambientale che hanno creato di propria iniziativa. Questo racconto è stato fatto con l’aiuto di una facilitatrice e traduttrice dall’arabo all’inglese affinché la classe e i suoi docenti responsabili in Palestina si sentissero completamente a loro agio e sicuri che non ci sarebbero stati problemi o confusione.

 

 

Tutti noi partecipanti abbiamo considerato il primo incontro un successo e un’esperienza importante di apprendimento, rimanendo impegnati e desiderosi di avere ancora più tempo per condividere durante un prossimo incontro.

Questo desiderio si è avverato per me, come membro del team FELCOS, e per la classe di Castiglione del Lago che il 14 maggio ha potuto incontrare nuovamente un’altra classe di studentesse palestinesi della Oqab Muftdi Secondary School for Girls della città di Awara, in una delle aree più compromesse nel conflitto, che ci hanno accolto con sorrisi ed entusiasmo sullo schermo dell’incontro virtuale.

Le ragazze erano accompagnate dalle loro insegnanti e durante la videochiamata alcune indossavano l’abito tradizionale delle donne di Awara, e un’altra anche il gilet del proprio club ambientale, tutte sorridenti e felici d’essere là con noi in quel momento. La loro attitudine così positiva mi ha colpito soprattutto quando, soltanto dopo, ho saputo che l’incontro era stato anticipato per il timore di un possibile attacco nella zona della scuola. 

Mai, in tutta la videochiamata, non ho visto paura né odio negli occhi delle ragazze e tanto meno nei loro sorrisi. In loro abbiamo percepito molto orgoglio quando hanno presentato i propri progetti ambientali: come avevano coltivato e piantato nel giardino della scuola dei fiori per abbellire gli spazi e piante che potevano anche servire da cibo. Nelle parole di un’alunna in particolare, l’orgoglio si manifestava nella volontà di mettere radici nella propria terra come forma di resilienza per ribaltare completamente il sentimento della “terra rubata”.

Oltre a rivendicare la terra nella forma più pura, le ragazze palestinesi hanno anche mostrato i progetti artistici che hanno realizzato con vecchi giornali e con il caffè utilizzato come inchiostro. Quando la classe di Castiglione ha chiesto loro quale possibile vocazione le attirasse per il futuro, molte hanno risposto con entusiasmo di voler diventare poetesse, accompagnando questa risposta con professioni come quella di dottoressa.

 

 

Alla fine è stata innegabile per tutti la felicità che le ragazze palestinesi hanno provato in questo spazio, le loro risate quando la classe di Castiglione del Lago ha alzato la voce all’unisono con la parola “Pizza!” in risposta alla domanda sul loro cibo preferito. Alcune ragazze si sono sentite così a loro agio in questo spazio da fare il grande passo e mettere da parte la traduzione ufficiale offerta per provare a parlare in inglese e avere un contatto ancora più diretto con i loro coetanei e coetanee italiani.

Alla fine non ho potuto fare a meno di pensare che le ragazze del secondo incontro e i ragazzi del primo non ci chiedessero nulla, per loro era la felicità più grande poter andare a scuola, stare con i loro amici, imparare, aiutare con i loro progetti e scoprire che c’è qualcuno in questo mondo che sembra aver dimenticato la loro nazione, che li vedi, parla con loro come ragazzi e ragazze normali che sono e che non dovrebbero mai smettere di essere.

Da questi incontri sono rimaste molte esperienze di apprendimento per garantire che in futuro altri possibili incontri siano ancora migliori, con una migliore gestione del tempo, maggiori garanzie tecniche e un uso più efficiente e dinamico degli strumenti tecnologici. Inoltre, abbiamo raccolto idee meravigliose come quella di creare un sistema di “amici di penna” tra le classi palestinesi e italiane, magari scambiando le buone pratiche tra i  progetti “L.A.N.D” in Palestina e“Tanto dipende da noi” in Italia come magari creare un giardino scolastico italo-palestinese.

Personalmente non posso che sentirmi grata per aver avuto la fortuna di far parte di questi due spazi così puri e belli. Concludo ringraziando FELCOS, i facilitatori, in particolare Moreno e Amal, la Association of Women’s Action for Training & Rehabilitation (AOWA), le scuole, la professoressa Capitani e, in particolare, le classi partecipanti in Palestina e a Castiglione del Lago (Italia); Colomba e Chiara di FELCOS, senza le quali tutto questo non sarebbe stato possibile.

 

 

Nicolle Mercado

Colombiana, tirocinante in FELCOS, studentessa dell’Università per Stranieri di Perugia.

 

Guarda la gallery

“Lavorare per l’ambiente è la nostra resilienza”. LAND e Tanto dipende da noi, storie diverse per una stessa speranza.

Durante una call, organizzata con docenti e coordinatrici scolastiche cisgiordane, sono stati messi a confronto i risultati e gli obiettivi dei progetti LAND – Autorità locali in rete per lo Sviluppo Sostenibile e Tanto dipende da noi – Perchè non è vero che TANTO non si può fare di più. Il primo promosso in Cisgiordania, nei territori di Ramallah e Nablus, il secondo in Umbria, ma che condividono tematiche e metodologie e che al centro mettono una stessa protagonista: la scuola. Luogo da cui costruire partecipazione, bene comune e futuro sostenibile.

 

Lavorare per questo progetto e per l’ambiente rappresenta la nostra resilienza nei territori“.
Il valore del progetto LAND per le persone e le comunità scolastiche che in Cisgiordania ne portano avanti le attività, è tutto in questa testimonianza, che conserviamo come un piccolo grande dono e che ci parla di speranza. L’occasione l’ha fornita un confronto molto significativo tra il progetto LAND – Autorità Locali in Rete per lo Sviluppo Sostenibile, a cui lavoriamo nei territori di Ramallah e Nablus insieme all’Unione dei Comuni Terre dell’Olio e del Sagrantino, all’Unione dei Comuni del Trasimeno, al Comune di Assisi, AURI e ANCI Umbria, e il progetto Tanto dipende da noi – Perchè non è vero che TANTO non si può fare di più, che realizziamo in Umbria con AURI allo scopo di promuovere buone pratiche di riduzione e raccolta differenziata dei rifiuti. Due progettualità distinte, che interessano territori lontani, ma che condividono tematiche, metodologie e il protagonismo delle scuole, come luoghi dentro cui costruire presupposti nuovi di una coesistenza orientata alla collaborazione e alla partecipazione.

Un passaggio della call con gli operatori dei progetti LAND e Tanto dipende da noi

Ed è proprio durante la call che le docenti e le coordinatrici palestinesi delle 8 scuole elementari e medie coinvolte nella West Bank, hanno potuto raccontarci le tante attività che dal 2022 sono state implementate in quei luoghi grazie al progetto LAND e attraverso cui tanti bambini e adolescenti hanno partecipato alla trasformazione degli spazi scolastici in chiave sostenibile. Piantumazione di alberi, composizione di giardini scolastici, creazione di club ambientali, realizzazione di opere artistiche con materiali riciclati e recupero di cibo dalle mense scolastiche, sono solo alcuni esempi delle piccole e grandi azioni che hanno consentito a tutte quelle comunità di continuare a immaginare un futuro differente. Lo stesso futuro alla cui realizzazione, nelle proprie comunità territoriali di riferimento, contribuiscono anche gli alunni delle 16 scuole umbre coinvolte nel percorso educativo del progetto Tanto dipende da noi, che mira a coltivare anche qui una nuova consapevolezza orientata al bene comune.
Il dettaglio dei risultati raggiunti in tal senso da LAND è stato offerto da Widad T Qadi di APLA, Associazione delle Autorità Locali Palestinesi. “Ho visitato tutte le scuole coinvolte osservando i risultati, gli impatti e le attività implementate – ha raccontato Widad T Qadi durante la call – e ho visto l’entusiasmo di studenti, insegnanti e autorità sociali. Sono molto vicini alla realtà, hanno immaginato che non sarebbe stato possibile ottenere grandi risultati a causa delle difficoltà legate alla guerra, ma sono rimasti sorpresi dal fatto che abbiano implementato le attività meglio di quanto immaginato. Ilrisultato di questo impegno è che sono stati direttamente coinvolti 100 studenti in 8 scuole, formate 16 insegnanti e sono state incluse 8 municipalità locali. Risultati davvero eccellenti. L’iniziativa ha un grande potenziale, tanto che altre scuole e autorità sono interessate e quelle che hanno già implementato le attività sono pronte a realizzarne altre”.
Il racconto delle docenti palestinesi.
“L’obiettivo è stato aumentare la consapevolezza ambientale coinvolgendo gli studenti in attività significative. Questo ha incluso la creazione di club ambientali, lo sviluppo di un orto scolastico attraverso l’utilizzo di attrezzi forniti dal progetto e la promozione del lavoro volontario. Iniziative come il riutilizzo degli scarti alimentari della mensa scolastica, l’aumento della consapevolezza per un cibo sano, l’incoraggiamento al riciclo sono stati elementi chiave. L’obiettivo finale è sensibilizzare sulle problematiche ambientali non solo a livello scolastico, ma anche all’interno della comunità più ampia, infatti si sono create sinergie con le comunità e le autorità locali”.

 

Alcune ragazze di una scuola palestinese durante le attività del progetto LAND

 

“Abbiamo creato club ambientali focalizzati su iniziative di riciclo e progetti creativi. Questi hanno incluso il riutilizzo di carta per creare strutture artistiche e opere d’arte. Gli studenti hanno inoltre riciclato delle bottiglie di plastica, utilizzandole per piantare fiori e altre piante, ristabilendo la serra scolastica. Le attività si sono così estese alla cura delle piante della serra e alla creazione di aree verdi intorno alla scuola. Inoltre, i club ora promuovono la consapevolezza sul riciclo, progettando maschere e abbigliamento per sottolineare l’importanza delle pratiche sostenibili”.

“La scuola è diventata estremamente attiva e coinvolta in questo progetto, ottenendo ottimi risultati. Siamo riusciti a coinvolgere l’intera comunità scolastica, quindi non solo gli studenti ma anche gli insegnanti. I bambini più piccoli (da 1 fino 4 anni e dai 6 ai 10 anni) e gli studenti più grandi (dai 12 ai 16 anni) hanno collaborato su iniziative di protezione ambientale, come la pulizia e la piantumazione, utilizzando materiali riciclati. Il progetto ha garantito inoltre l’inclusione di studenti con disabilità o difficoltà, permettendo loro di partecipare attivamente senza essere esclusi. Gli insegnanti hanno cercato di collegare il progetto al curriculum, in particolare alle materie scientifiche, e hanno persino creato un opuscolo per evidenziare il lavoro e i risultati raggiunti”.

“Nonostante il tempo limitato e l’accesso ristretto alla scuola, siamo riusciti a lavorare su un progetto territoriale nella scuola primaria. Gli studenti si sono concentrati sul miglioramento dell’ambiente scolastico riciclando prodotti della scuola e della mensa. Hanno riutilizzato creativamente materiali, come le bottiglie, trasformandoli in vasi per le piante e distribuendoli in tutta la scuola. Sono stati piantati alberi di ulivo e altri tipi di alberi e sono stati realizzati murales a tema ambientale. Gli studenti e le studentesse sono stati particolarmente entusiasti di piantare fiori e alberi e sono rimasti molto interessanti e coinvolti durante tutto il progetto”.

“L’attenzione è stata rivolta all’aumento delle aree verdi nella scuola, creando un ambiente più fiorito e accogliente. Questo ha incluso la piantumazione di alberi e fiori, non solo per migliorare l’atmosfera, ma anche per fornire zone d’ombra durante le pause. In futuro, si potrebbe considerare l’aggiunta di una serra. Dopo la pandemia e le prolungate chiusure scolastiche, gli studenti e le studentesse si sono sentiti pienamente coinvolti in questo progetto. La loro collaborazione li ha aiutati a ristabilire un senso di appartenenza alla scuola. Sono fiduciosi nel poter continuare questi sforzi negli anni a venire”.

“La scuola inizialmente non disponeva di aree verdi. Gli studenti hanno trasformato il cortile scolastico piantando erba, creando zone d’ombra e seminando semi come le lenticchie. Hanno percepito come la scuola sia completamente cambiata e migliorata. Inoltre, hanno lavorato per riparare le porte dei bagni. Tutti gli studenti e le studentesse hanno partecipato attivamente, trasformando la scuola in un ambiente verde e vibrante. Sono entusiasti di continuare il progetto in futuro, sottolineando che la sostenibilità significa continuare a costruire sulla base di questi sforzi, fuori e dentro la scuola. Attraverso questa iniziativa, hanno anche sviluppato un forte senso di collaborazione”.

Una giornata di attività in una scuola umbra durante il progetto Tanto dipende da noi

Un racconto esperienziale a cui FELCOS ha contribuito raccontando il percorso didattico della campagna Tanto dipende da noi, che presenta molti punti in contatto con le attività realizzate nelle scuole palestinesi, sia per quanto riguarda i contenuti che le metodologie educative applicate. La volontà e la proposta è quella di poter creare una sinergia tra i due progetti, mettendo direttamente in contatto le scuole italiane con quelle palestinesi, in un’ottica di interscambio e co-progettazione.
Siamo sicuri che da questi semi di speranza possano nascere nuovi e duraturi ponti di dialogo e cooperazione. Ponti di Pace.
Guarda la gallery

Progetto L.A.N.D.: A Nablus e Ramallah costituiti due network intercomunali per lo Sviluppo Sostenibile

Il progetto L.A.N.D. – Autorità Locali in Rete per lo Sviluppo sostenibile, continua a muovere i suoi passi in Palestina. Ad inizio settembre 2023 sono stati firmati gli accordi per la costituzione di due network intercomunali tra 21 municipalità a Sud di Nablus e ad Ovest di Ramallah, dedicati alla gestione condivisa dei servizi ambientali, alla promozione dell’economia circolare e allo Sviluppo sostenibile dei territori.

 

Molte volte ci è capitato di scrivere che il Progetto L.A.N.D., per i territori e le popolazioni coinvolte, vuol dire speranza verso un futuro di pace e di prosperità. Ed ora, non possiamo che essere felici di vedere gli intendimenti trasformati in azioni concrete, capaci di generare cooperazione e sviluppo sostenibile. All’inizio di settembre sono stati siglati gli accordi formali per la nascita di due network intercomunali, sul modello dell’Unione dei Comuni del Trasimeno (capofila di progetto) e dell’Unione dei Comuni “Terre dell’Olio e del Sagrantino”, tra 21 municipalità delle aree a sud di Nablus e ad ovest di Ramallah, allo scopo di:

– creare sinergie e lavoro comune sui temi della pianificazione e della gestione condivisa dei servizi ambientali, sia operativa che amministrativa;

– promuovere la sostenibilità ambientale attraverso la riduzione degli sprechi, la rivitalizzazione degli spazi verdi, il sostegno ad iniziative locali di economia circolare;

– coinvolgere le comunità locali nel sostegno alle strategie di sviluppo sostenibile.

L’atto formale di costituzione dei due network è stato firmato alla presenza di diversi rappresentanti degli organismi che compongono il panel del Progetto L.A.N.D., tra questi l’ing. Abdullah Anati, Direttore esecutivo dell’Associazione Palestinese delle Autorità Locali (APLA). Nel suo intervento Anati ha sottolineato “la volontà e l’impegno degli enti locali interessati a rafforzare l’azione comune e a unire le forze e gli sforzi per raggiungere uno sviluppo sostenibile e per migliorare i servizi forniti ai cittadini, soprattutto inerenti alle tematiche ambientali, che sono considerate tra le questioni più delicate e complesse”. “Gli obiettivi del progetto – ha aggiunto Anati – non si limitano a rafforzare l’azione congiunta tra gli enti locali, ma cercano anche di rafforzare il lavoro tra questi e le loro controparti in Italia al fine di scambiare esperienze, conoscenze e risorse disponibili”.

Comunione di intenti sottolineata anche dal Project manager di FELCOS, Moreno Caporalini, presente durante la costituzione dei network intercomunali. “La firma di questi accordi – ha detto Caporalini – rappresenta una tappa fondamentale nella cooperazione in corso tra le 21 autorità locali palestinesi che operano nelle aree a Sud di Nablus e a Ovest di Ramallah e i 16 comuni italiani affiliati all’Unione dei Comuni del Trasimeno e all’Unione dei Comuni “Terre dell’Olio e del Sagrantino”. Questa collaborazione favorirà lo scambio di esperienze, finalizzato all’avvio di un lavoro congiunto volto al miglioramento della qualità dei servizi forniti ai cittadini, con particolare attenzione alla gestione dei rifiuti e alla tutela dell’ambiente”.

Il momento attuale, per tante persone e comunità di quella parte di mondo, è un momento difficilissimo, caratterizzato dalle drammatiche conseguenze derivanti dall’occupazione israeliana. Eppure, anche lì, i colori e gli obiettivi dell’Agenda 2030, riescono a mantenere viva l’idea di un futuro diverso, fatto di cooperazione e comunione di intenti. Unendo gli intenti intorno ad un linguaggio capace di superare divisioni e distanze, di far immaginare e progettare un Mondo in cui le persone e le comunità possano vivere in pace e in equilibrio.

Situazione in Palestina, dal Progetto LAND solidarietà e volontà di proseguire

I partner del Progetto di cooperazione internazionale “L.A.N.D. – Autorità Locali in Rete per lo Sviluppo sostenibile” hanno incontrato i Sindaci delle quattro municipalità palestinesi coinvolte nel progetto, per esprimere loro vicinanza e solidarietà attraverso un impegno concreto nel proseguire i lavori nonostante le tensioni e le difficoltà del momento. L’intervento del Console Generale d’Italia a Gerusalemme, Giuseppe Fedele: “Forte preoccupazione per i recenti sviluppi nell’area”.

 

L’INCONTRO

Un racconto che ci ha parlato di sofferenza, paura, dolore. Ma anche di determinazione, resilienza, voglia di continuare a guardare al futuro nonostante le difficoltà sempre più stringenti. Uno sforzo di coraggio e speranza che FELCOS e i Comuni umbri coinvolti nel Progetto di cooperazione internazionaleL.A.N.D. – Autorità Locali in Rete per lo Sviluppo sostenibile”, attivo dal 2022, intendono raccogliere esprimendo solidarietà e vicinanza umana oltre che istituzionale ai partner palestinesi, ma anche e soprattutto con l’impegno a fornire aiuti concreti e a far conoscere ciò che accade in quelle zone della Palestina tanto duramente colpite.

 

A seguito dei recenti sviluppi che hanno visto, a partire dallo scorso 26 febbraio, un riacutizzarsi di episodi di violenza a danno delle popolazioni civili in Cisgiordania, si è tenuto un importante incontro istituzionale in streaming che ha visto la partecipazione del Console Generale d’Italia a Gerusalemme, Giuseppe Fedele, del Direttore dell’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo di Gerusalemme (AICS), Guglielmo Giordano, del Presidente di FELCOS e Sindaco di Spello, Moreno Landrini, del Vicepresidente di FELCOS e Sindaco di Montecchio, Federico Gori, per l’Unione dei Comuni del Trasimeno il Presidente e Sindaco di Castiglione del Lago, Matteo Burico, il Sindaco di Magione, Giacomo Chiodini, il Sindaco di Panicale, Giulio Cherubini, e il Sindaco di Passignano sul Trasimeno, Sandro Pasquali, la Vicesindaca di Narni, Alessia Quondam Luigi, l’Assessora alle Politiche sociali del Comune di Gubbio, Simona Minelli, e, dalla Palestina, il Sindaco di Salfit e Presidente dell’Associazione Nazionale delle Autorità Locali PalestinesiAPLA  Abdul Karim Al Zubaidi e i Sindaci delle Municipalità di Awara, Moein Abdul Karim Saeed Damidi, di Beta, Mahmoud Suleiman Barham, di Ni’lin, Yuseph Al Khawaja, di Bet Liqia, Areej Assi.

 

LE TESTIMONIANZE

È proprio dalle parole di questi ultimi che sono giunti i racconti di quanto sta avvenendo in quei territori, dove le azioni dell’esercito israeliano sono ormai quotidiane e gli attacchi perpetrati da coloni israeliani armati alle città e ai centri abitati della Cisgiordania, stanno costringendo le comunità palestinesi, specie quelle della zona di Awara, in condizioni di estrema criticità.

Sono già più di 90 le vittime e oltre 1.000 i feriti dall’inizio dell’anno. Centinaia le abitazioni e infrastrutture civili gravemente danneggiate. Molto numerosi gli animali domestici uccisi, gli uliveti e altre tipologie di colture distrutte. Ingenti i danni al paesaggio e al patrimonio ambientale. “Le nostre città vengono completamente chiuse e tutte le attività bloccate”, ha riferito il Sindaco di Awara, cittadina che “patisce perdite di vite umane e la distruzione di beni, scuole, attività economiche e coltivazioni, tra cui gli uliveti, preziose fonti di sostentamento economico”.

 

Territori e città dove FELCOS, con due Unioni dei Comuni e altri partner umbri, sta lavorando grazie al Progetto di cooperazione internazionale L.A.N.D., finanziato dalla Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo – AICS, a cui ha fatto fortemente richiamo il Console Generale d’Italia a Gerusalemme, Giuseppe Fedele, parlando proprio di speranza e futuro. “La situazione sul terreno è molto difficile – ha detto Fedele in un passaggio del suo intervento – a seguito delle recenti violenze e delle rigide misure di sicurezza adottate dalle autorità israeliane. L’Italia a più riprese nelle ultime settimane ha espresso forte preoccupazione per i recenti sviluppi nell’area. Il mio pensiero va alle istituzioni e alle popolazioni dei territori coinvolti nel Progetto L.A.N.D. del quale, proprio alla luce di tutto quello che sta avvenendo, si evince l’importanza. Attraverso iniziative del genere, i partner italiani possono infatti offrire contributi speciali, che vanno al di là del supporto economico. Grazie al progetto L.A.N.D. i Comuni umbri e le loro Associazioni possono mettere a disposizione capacità ed esperienze davvero importanti per il loro futuro delle comunità locali palestinesi”.

 

Una posizione di vicinanza solidale, sia umana che istituzionale, rappresentata a nome di tutti i partner del progetto L.A.N.D. dal Sindaco di Castiglione del Lago, Matteo Burico, Presidente dell’Unione dei Comuni del Trasimeno (soggetto capofila di progetto). “I racconti e le testimonianze che abbiamo ascoltato – ha detto Burico – ci colpiscono come esseri umani, prima ancora che come amministratori. Noi siamo piccole comunità, ma abbiamo gran cuore e cercheremo di fare ancora di più per attuare azioni concrete di sostegno e aiuto”. Parole rimarcate anche da Guglielmo Giordano, Direttore AICS di Gerusalemme. “Sono commosso per questa mobilitazione – sono state le parole di Giordano –, una vicinanza ancor più importante in considerazione del silenzio che è calato intorno a queste vicende dolorose e sulle quali siamo chiamati ad un impegno concreto volto a ripiantare gli ulivi, ricostruire le scuole, dare informazione”.

 

L’IMPEGNO

Determinazione alla concretezza degli impegni che ha caratterizzato le parole del Sindaco di Salfit  e Presidente dell’ Associazione Nazionale dei Comuni Palestinesi, Abdul Karim Al Zubaidi e del Presidente di FELCOS e Sindaco di Spello, Moreno Landrini, che in chiusura ha ribadito come “l’impegno di solidarietà e vicinanza operativa e concreta si conferma e rafforza, tra tutti i partner umbri del progetto L.A.N.D. e le Municipalità palestinesi”.

L’incontro si è quindi concluso con l’assunzione di tre impegni concreti su cui continuare a lavorare insieme:

  1. portare avanti i progetti in corso, nonostante le difficoltà del contesto;
  2. tenere alta l’attenzione dell’opinione pubblica sulla situazione in Palestina;
  3. intraprendere iniziative di solidarietà concrete in grado di non far spegnere mai la luce della speranza.

Impegni e azioni su cui nelle prossime settimane redigeremo una road map insieme ai colleghi palestinesi e ai partner del progetto L.A.N.D.

 

 

IL PROGETTO L.A.N.D.

Il progetto L.A.N.D. – Autorità in Rete per lo Sviluppo sostenibile, co-finanziato dall’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (AICS), attivo dal 2022, ha l’obiettivo di sostenere il ruolo degli Enti locali palestinesi per l’elaborazione di strategie e politiche di sviluppo territoriale inclusivo e sostenibile. In particolare, prendendo a riferimento l’esperienza umbra delle unioni intercomunali, intende rafforzare le capacità istituzionali di pianificazione e di gestione consorziata dei servizi ambientali in ottica di riduzione dei rifiuti, riqualificazione degli spazi pubblici e supporto a iniziative di economia circolare nelle aree di Ramallah Ovest e Nablus Sud, e, allo stesso tempo, promuovere percorsi di sensibilizzazione e partecipazione delle comunità locali coinvolte a supporto delle strategie locali e nazionali per la sostenibilità ambientale.

Il progetto, promosso dall’Unione dei Comuni del Trasimeno, coinvolge come partner in loco l’Associazione delle Autorità Locali Palestinesi (APLA), oltre alle quattro Municipalità palestinesi di Awara, Beta, Ni’Ilin, Bet Liqia e di altri 17 villaggi, e si realizza con il supporto istituzionale e tecnico-scientifico dei partner regionali quali FELCOS, ANCI Umbria, Unione di Comuni Terre dell’Olio e del Sagrantino, Comune di Assisi, Autorità Umbra Rifiuti e Idrico (AURI Umbria), Trasimeno Servizi Ambientali.