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Bevagna

Domani è più vicino del mio vicino

Il TODAY4FUTURE è stato un’esperienza di co-housing molto intensa, durante la quale tanti giovani provenienti da territori e vite diverse si sono ritrovati per ragionare insieme sulla sostenibilità, sulla convivenza su questa Terra, sul senso delle parole Pace, Prosperità, Pianeta, Pace e Partnership. Insieme hanno condiviso idee e aspettative, sogni e delusioni, arrivi e ripartenze. Proprie e della comunità nella quale vivono. E a partire da questo, hanno immaginato un nuovo futuro partecipativo per l’Umbria. Ad uno di loro abbiamo chiesto di aprirci lo scrigno dei pensieri. E gliene siamo grati.

 

Tardi, come sempre

Sono in ritardo. Ancora. Nella vita, nel lavoro, nelle amicizie, negli appuntamenti. Sempre in ritardo sul tempo massimo, sempre sull’orlo della scadenza. 

È buio pesto e viaggio senza un fanale nel pieno della campagna umbra. Sto guidando con fretta, senza fretta. Il ritardo ormai c’è, fatemela godere questa strada di campagna. 

Mi chiedo come uno come me che ha sempre da fare tutti i giorni, tutte le ore, abbia deciso di dedicare ad un progetto europeo il primo fine settimana libero da mesi. E perché quello in cima ad un paesino arroccato in provincia di Perugia. Mi gratto l’orecchio e mi passa davanti agli occhi un flusso di coscienza che va a fondersi con la notte. È forse per un idea? Un ideale? Un ricordo nuovo? Una speranza? Mi ronzano in testa parole spesso ripetute che ora sembrano testamenti di incombenze. Sono in ritardo. 

Onomatopea di uno che non sa guidare che inchioda perché ha trovato parcheggio.

È venerdì e sono a Torre del Colle per un progetto sui giovani e il mondo della sostenibilità. TODAY4FUTURE. Sono in ritardo ma oggi non mi ci sento.

 

I partecipanti al TODAY4FUTURE insieme agli esperti durante una fase dei lavori di gruppo

 

Occhi che guardano occhi che guardano occhi che parlano

Respiro aria freddina mentre mi imbocco una sigaretta. Il paesino è meraviglioso, sto cercando gli altri arrancando tra ristoranti illuminati e viottoli. Leggo Ostello Bello. Bello come Ostello effettivamente, sia dentro che fuori. Entro ma sono solo. Sono in ritardo. Corro da Serpillo e salgo una scala a chiocciola come da istruzioni di Colomba. Sono strane le scale a chiocciola per me. Creano un sacco di aspettative. Tipo che non sai che ci sarà dall’altra parte. Potrebbero esserci tutti tizi elegantissimi e tu sei l’unico vestito sciatto appena uscito dal lavoro, anche un po’ sudicio. Oppure potresti essere l’uomo più fuori luogo del pianeta (sono un pessimo ottimista). Oppure potrebbe andare come è veramente. Mi gratto l’orecchio e salto gli ultimi gradini. Inciampo entrando in sala.

Giovani legati da un grande ideale e felici di condividerlo seduti ad un tavolo a confrontarsi. Occhi che guardano occhi che guardano occhi che parlano di cambiamento che muovono mani che cambiano il mondo, un pezzettino alla volta. Mangiano un menù vegano per iniziare una prima potente riflessione su quanto le nostre più piccole e semplici scelte intaccano un sistema complesso. Decostruire abitudini per costruire un futuro. Mi escono parole che strati di pessimismo cronico avevano nascosto in fondo alla mia calotta cranica e mi escono con una facilità allarmante. Una comune maieutica, una facilità nel trovare armonia. I discorsi passano dalle esperienze personali al nostro impegno reale nella sostenibilità. Sento storie che rallegrano e poi mi prende un po’ di magone, nato sotto un bicchiere di vino troppo bianco. Ma io quanto mi impegno realmente? Cosa faccio di tangibile per il mio e il nostro domani? 

La domanda mi devasta. Mi salva in corner il dolcetto. Affondo il dubbio con un cucchiaio da dessert.

 

Il fuoco, il sole, il domani

Siamo una generazione sfortunata. Nati presto per le esplorazioni dello spazio profondo e tardi per esplorare i segreti continenti del pianeta terra. Tardi per vivere il boom economico e giusto in tempo per due crisi economiche. Ma una cosa che lega l’Andrea Martinelli del paleolitico a quello millenials è l’infinito potere tribale che ha il fuoco. 

Brucia un falò in mezzo alla campagna tra Assisi e Bevagna e a me sembra un po’ un fuoco di segnalazione di Gondor. Da qualche parte nella più totale ombra dell’Umbria di notte, un gruppo di ragazz* si incontra senza conoscersi e intorno al fuoco lancia qualche canto storto e dissonante che sa quasi di sogno. Ballano e cantano sapendo che quel fuoco domani sarà sostituito dal sole e le canzoni diventeranno confronti e parole sulla sostenibilità. Il fuoco rimane brace, impossibile da spegnere.  Prendo sonno pensando a come Goethe con le sue affinità elettive ci aveva azzeccato. Mi sento circondato da sognatori. 

Chiudo gli occhi e quando li riapro siamo in sala riunioni. Per prima cosa ci spiegano l’idea dei forum. Io per riassumere me li sono segnati così direttamente dai miei appunti: “Non tanto quello che la nostra regione può fare per noi, quanto quello che possiamo fare noi per la nostra regione” (citando uno sfortunato presidente). Le 5 p per Persona, Pace, Pianeta, Partnership e Prosperità rieccheggiano forte nella mia verde regione. Il mio e il nostro territorio. Sento che domani è vicino e che siamo tutti in ritardo come umanità, che non sono il solo in ritardo. Ma sento anche che domani è più vicino del mio vicino. Cosa vuol dire? Che siamo in tanti, vicini, a volte anche troppo vicini, ma che solo da vicini possiamo creare un ponte che possa unire la teoria delle belle parole ad una pratica dei bei fatti, un ponte che arrivi al domani unendo Società, Economia e Politica senza che una ingoi l’altra. Sostenibilità è una parola difficile ma confrontandoci abbiamo capito come la stessa idea di territorio nasconda non banali problematiche. Mettiamo le mani in pasta, cerchiamo risposte a dubbi e domande di tutti i giorni e cerchiamo una strada in mezzo a tutti i fili polemici o pessimistici. Mi gratto l’orecchio. Siamo stanchi ma ore di centrifuga cerebrale hanno dato risultati. Mal di testa in primis e proposte per una linea di gestione trasparente ed essenziale dei Forum regionali sulla sostenibilità.

 

Andrea Martinelli

 

Ma è già domani?

Sostenibilità è una parola ombrello. Porta sotto di sé così tanti rimandi così tanti significati e parole affini. Mi piace l’immagine della parola ombrello perché dà un’idea di qualcosa che effettivamente copre nei giorni di pioggia e protegge dal freddo. Siamo a domani e cambia il confronto sotto questa grande parola ombrello. La trasversalità e intersezionalità (paroloni da uno che ha fatto finta di studiare tutta la vita) della sostenibilità portano analisi e confronti più approfonditi. Si parla di pace non come assenza di guerra ma come non morire sul proprio posto di lavoro o di come ancora non abbiamo imparato ad andare oltre all’estetica in favore di un’energia più pulita. Le nostre riflessioni sfilano insieme al vento su cartelloni marroni. Parole granitiche e riflessioni profonde tra un giro in bici e un roundtable al riparo dietro una piccola chiesetta. Sospensione dell’incredulità.

 

A casa mia ce l’ho la speranza?

Mi gratto l’orecchio, chiudo gli occhi e sto facendo la doccia dopo i saluti. Ogni volta che mi gratto l’orecchio lo faccio per non distrarmi. Per scattare una foto del momento. Mi gratto l’orecchio e mi dico: Andrea sei davanti ad un momento sacro, concentrati. L’ADHD non mi ha mai aiutato né a scrivere decentemente, nè a concentrarmi o ad ascoltare profondamente. Quindi ti devi inventare codici tutti tuoi per viverti la realtà. 

Ho già rubato un sacco di spazio per raccontare questo progetto dal mio punto di vista (sono logorroico scusate sto cercando di smettere). Vi chiedo l’ultimo sforzo.

Solo per dirvi che mi sono chiesto se a casa mia c’è la speranza. Se c’è il domani.

Sono tornato alla mia routine. Il lavoro, il capitale, gli amici, la birra. Se c’è un pezzettino di speranza a casa mia, tra queste quattro mura da cui scrivo, è soprattutto grazie a un gruppo di giovani sognatori e a un gruppo di “grandi” che, sognando per primi, ci hanno permesso di sognare in condivisione. Dice un detto scout “Quando verrà domani, cacceremo per il domani”, ma sono felice che per una volta oggi abbiamo cacciato per il domani. 

Grazie a tutti i miei vicini più vicini del mio domani. Buonanotte Sognatori! 

 

Andrea Martinelli

“Agricoltura sociale, strumento di welfare partecipato”. Il progetto SEI BIOAS guarda al futuro.

Nel corso di quasi un anno di lavoro, abbiamo avuto modo di raccontare il percorso che Stivi, Hiba, Stefano, Tiziano, Roberto e Francesco hanno portato a termine all’interno del progetto SEI BIOAS – Scuola Esperienziale Itinerante di BioAgricoltura Sociale. A Bevagna, nel corso del convegno finale intitolato “Agricoltura sociale: strumento di welfare partecipato”, sono stati presentati i frutti del loro lavoro e quelli del progetto che li ha visti protagonisti, grazie al quale praticando i valorio dell’agricoltura biologica hanno potuto sviluppare competenze e coltivare relazioni. Aprendosi agli altri e alle emozioni.

 

Un progetto volto a trasferire competenze professionali vivendo la diretta esperienza del lavoro. Un percorso di agricoltura sociale svolto in otto aziende agricole umbre, grazie al quale sei giovani vulnerabili hanno potuto coltivare fiducia in sé stessi e relazioni con gli altri.

E’ questo il senso profondo del Progetto SEI BIOAS – Scuola Esperienziale Itinerante di Bio Agricoltura Sociale, di cui lo scorso 22 novembre a Bevagna, nella splendida cornice dell’Auditorium Santa Maria Laurentia, si è svolto l’evento conclusivo.

 

Roberto, Hiba, Stefano, Stivi, Francesco e Tiziano premiati con l’attestato di partecipazione al progetto SEI BIOAS

 

Il progetto, realizzato da AIAB Umbria in collaborazione con FELCOS, il Comune di Bevagna, la Fondazione Opere Pie di Perugia e otto aziende agricole, ha coinvolto sei ragazzi vulnerabili in attività di agricoltura sociale, volte a favorire l’acquisizione di competenze lavorative tramite la pratica esperienziale e l’approfondimento di rapporti relazionali tra loro e con gli altri, grazie ai quali hanno potuto mettersi in gioco anche coltivando la fiducia in sé stessi.

Per diversi mesi, Tiziano, Stivi, Francesco, Roberto, Hiba e Stefano, coadiuvati da assistenti specializzati, hanno svolto un vero lavoro di campo insieme al personale delle diverse aziende partner, nelle quali si sono cimentati con tutte le attività agricole previste dal ciclo colturale, sperimentando nuove abilità e competenze e la soddisfazione nel vedere direttamente i risultati del proprio impegno arrivare ai mercati e alle tavole delle persone.

Di questo percorso ricco di significati e delle potenzialità future della Scuola Esperienziale Itinerante di Bio Agricoltura Sociale, si è parlato nel corso di un convegno intitolato “Agricoltura sociale: Strumento di welfare partecipato”. Un momento di confronto costruttivo che ha coinvolto un nutrito pubblico composto da amministratori locali, rappresentanti dei servizi sociali, le aziende partner del progetto, le famiglie, docenti dell’Università degli Studi di Perugia e associazioni, riuniti per confrontarsi sulle potenzialità dell’agricoltura sociale come valido e prezioso strumento di collaborazione tra agricoltura biologica e welfare locale.

Tra i presenti l’Assessore allo Sviluppo Economico del Comune di Bevagna, Lorenzo Biagetti, l’Assessore alle Politiche sociali del Comune di Foligno e Vicepresidente di FELCOS, Lorenzo Schiarea, l’Assessore all’Ambiente e alle politiche del cibo del Comune di Perugia, David Grohman e ancora Saverio Senni, Dip. Scienze Agrarie e Forestali Università della Tuscia, Bianca Maria Torquati, DSA3 dell’Università degli studi di Perugia, e Salvo Cacciola, sociologo e Presidente dell’associazione nazionale BIO AS.

Il pomeriggio, durante il quale sono stati consegnati gli attestati ai partecipanti e alle otto aziende partner, si è concluso con un momento conviviale caratterizzato dalla presentazione del vino “Anima sociale” integralmente realizzato con le uve curate e raccolte dai sei partecipanti al progetto.

 

Il video documentario

Uno dei momenti salienti del pomeriggio dedicato al racconto del progetto SEI BIOAS ha riguardato la proiezione del video documentario finale, nel quale sono state raccontate tutte le attività svolte nelle aziende. Una narrazione emozionale realizzata interamente da FELCOS che ha curato in house sia le riprese che il montaggio. Un prodotto che si aggiunge alle altre attività svolte da FELCOS all’interno del progetto, per il quale ha curato tutta la comunicazione verso l’esterno: dalla pubblicazione del sito internet (www.seibioas.it), alla narrazione social, fino ad arrivare appunto al video documentario conclusivo.

 


 

 

Il progetto

SEI BIOAS è un progetto realizzato in partnership da AIAB Umbria, FELCOS, Comune di Bevagna, Fondazione Opere Pie di Perugia e 8 aziende agricole del territorio regionale, volto alla valorizzazione e al rafforzamento dell’agricoltura sociale, delle sue opportunità e dei suoi valori, non solo in termini di sviluppo ma anche educativi e formativi. Nel corso delle sue attività SEI BIOAS ha sperimentato sistemi di welfare partecipato, grazie ai quali 6 ragazzi vulnerabili hanno svolto formazione laboratoriale per il trasferimento di conoscenze in agricoltura biologica, l’approfondimento di competenze operative funzionali ad un possibile sbocco lavorativo e in prospettiva futura, in presenza delle idonee condizioni familiari o di gruppo, l’apertura di una propria attività economica.

Il progetto è stato realizzato nell’ambito del PSR, Sottomisura 16.9 “Sostegno per la diversificazione delle attività agricole in attività riguardanti l’assistenza sanitaria, l’integrazione sociale, l’agricoltura sostenuta dalla comunità e l’educazione ambientale e alimentare”, attraverso un partenariato costituito da aziende agricole, enti pubblici, coop sociali e associazioni del Terzo Settore.

L’attività principale di SEI BIOAS è stata la Scuola Esperienziale Itinerante sulla coltivazione con metodo biologico, un percorso che, oltre a trasmettere competenze professionali, ha permesso ai partecipanti di coltivare relazioni e fiducia in sé stessi, partecipando attivamente e direttamente alle attività agricolturali delle aziende agricole partner durante tutto il corso del ciclo biologico: dalla semina, alla cura, alla raccolta dei prodotti orticoli. Tutto ciò, ricavando soddisfazione nel vedere il frutto del proprio lavoro arrivare ai mercati e fino alle tavole delle persone.

 

Il momento conviviale che ha concluso il convegno SEI BIOAS

 

SEI BIOAS ha fondato il proprio approccio sul concetto dell’agricoltura sociale, i cui valori chiave sono:

La Diversificazione – nel tempo e nello spazio, per esplorare tutte le capacità inespresse e non limitare le aspirazioni;

L’inclusione – come punto di forza dell’attività agricola finalizzata al reinserimento sociale, individuando e attuando le soluzioni più idonee e praticabili per ogni soggetto in tutte le circostanze;

L’Apertura e l’accoglienza – grazie alla cura della comunicazione con i soggetti coinvolti, tra di loro e verso l’esterno per consolidare relazioni e aprire nuovi canali di dialogo.

Scopo ultimo di questa esperienza progettuale, anche in considerazione degli esiti positivi riscontrati, è quello di proporre la Scuola Esperienziale Itinerante di Bio Agricoltura Sociale come valido e prezioso strumento di collaborazione tra agricoltura biologica e welfare locale.

 

Le aziende partner

Amoenus Farm, Agriturismo “Il Cerreto”, Tenuta “I Cantalupi”, Coop. sociale Frontiera Lavoro, Microcosmo, COLTI.VA, Piccola Cantina Rossi, Coop. Sociale L’albero di Zaccheo.

 

 

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Per una corretta raccolta differenziata…Tanto dipende da noi!

Al via la campagna di comunicazione e sensibilizzazione di AURI Umbria dedicata alle corrette pratiche di differenziazione e riduzione dei rifiuti da imballaggio, rivolta ai territori dei comuni serviti da Valle Umbra Servizi. FELCOS, partner tecnico, è impegnata in diverse azioni rivolte alla cittadinanza, agli studenti di 12 istituti scolastici e alle amministrazioni comunali.

 

LA CAMPAGNA

Condividere le esigenze della comunità, sentirsi parte di un’azione civica collettiva che unisce, negli stessi scopi, persone, scuole, istituzioni. “TANTO DIPENDE DA NOI!” è il titolo e insieme lo slogan della campagna che AURI Umbria, l’Autorità Regionale per i Rifiuti e l’Idrico, promuove in collaborazione con Valle Umbra Servizi ed il supporto tecnico di FELCOS (Associazione di Comuni umbri per lo sviluppo sostenibile), sul territorio del Sub Ambito 3 dell’Umbria.

Una parte vasta della nostra regione composta da 22 Comuni per un totale di oltre 150.000 cittadini.

È proprio a questo territorio così importante che si rivolge la campagna di sensibilizzazione e comunicazione, cofinanziata da AURI Umbria nell’ambito del bando ANCI-CONAI per la comunicazione locale anno 2022, finalizzata all’adozione di comportamenti responsabili compatibili con uno sviluppo sostenibile del territorio, orientati alla riduzione dei rifiuti di imballaggio, alla loro differenziazione e corretto conferimento. Un obiettivo concreto a cui se ne associa un altro che volge il suo sguardo al futuro e, in particolare, al rapporto collaborativo tra popolazione e istituzioni: avvicinare le giovani generazioni, i residenti delle aree montane scarsamente popolate e più in generale la popolazione delle maggiori aree urbane alle istituzioni ricostruendo il senso civico e la percezione del legame di comunità.

 

LE ATTIVITA’

Per raggiungere tali scopi la campagna articola le proprie attività in 3 macroaree di intervento:

Attività di “Comunicazione e sensibilizzazione”, rivolte alla cittadinanza;

Attività di “Educazione”, rivolte alle scuole;

Attività di “Formazione”, rivolte alle amministrazioni.

 

Attività di “Comunicazione e sensibilizzazione”: Nel Sub-Ambito 3, da alcuni anni, si assiste ad un generale deterioramento della fiducia dei cittadini nei confronti del complesso del servizio pubblico di gestione del ciclo dei rifiuti. Questa sfiducia produce un ciclo vizioso che, partendo dai luoghi comuni che fungono come alibi per i cittadini, produce abbandono dei rifiuti e riduzione delle percentuali di raccolta differenziata anche in costanza e a parità di servizio erogato. Interrompere questo circolo per innescarne uno virtuoso è l’obiettivo più importante della campagna.

Tanto dipende da noi è, quindi, l’invito che i personaggi della campagna, ciascuno legato ad un’azione di differenziazione dei rifiuti, rivolgono alle cittadine e ai cittadini del territorio spronandoli non solo ad essere protagonisti di comportamenti virtuosi e consapevoli, ma anche ad essere traino e sprone di un cambiamento positivo che coinvolga tutti gli attori della comunità che condividiamo con lo scopo comune di un miglioramento della qualità della vita. Un comportamento proattivo che deve iniziare proprio dal superamento di tutti quei luoghi comuni che spesso allontanano la cittadinanza dall’adozione di durature e perduranti corrette pratiche di differenziazione dei rifiuti: da “tanto mischiano tutto, tanto è uguale, tanto non serve a niente, tanto non la fa nessuno”, tutti insieme passiamo a “TANTO DIPENDE DA NOI!”.

I protagonisti della campagna, quindi, “dialogheranno” con le cittadine e i cittadini attraverso diversi strumenti e piattaforme: dai manifesti stradali, oltre 1000 stampati in diversi formati, alle pagine dei giornali e dei quotidiani on-line, dalle emittenti radiotelevisive ai social network, dove saranno avviate specifiche campagne di coinvolgimento attivo della popolazione tramite piccoli QUIZTIPS veicolati da contenuti multimediali realizzati in videografica.

A supporto delle azioni di comunicazione e sensibilizzazione sarà inoltre realizzata una landing page, contenente le principali informazioni inerenti alla campagna e alle corrette pratiche di raccolta differenziata, sulla quale convergeranno tutte le inserzioni interattive realizzate.

 

Attività di “Educazione”: Si tratta di un percorso di educazione ambientale che vedrà impegnato il team dell’Area di educazione alla sostenibilità di FELCOS, articolato in 3 incontri di due ore svolti in ciascuna delle 12 scuole secondarie di I e II grado individuate in 10 comuni del territorio di riferimento. Lo scopo è quello di attivare e monitorare una corretta gestione della raccolta differenziata all’interno delle scuole stesse. Il progetto prevede una prima fase di monitoraggio delle servitù in essere (bidoncini, disposizioni, tipo di servizio e problematiche varie), da svolgere in collaborazione con il servizio ATA, a cui si aggiunge una seconda fase dedicata alla progettazione del servizio di raccolta “porta a porta” o per meglio dire “classe a classe”, attività educative rivolte direttamente agli studenti, attività in-formative rivolte al personale ausiliario e ai docenti, attività di avvio/miglioramento del sistema di raccolta differenziata nelle scuole.

Attività di “Formazione”: Entro giugno saranno organizzati 2 appuntamenti seminariali nelle due città principali del territorio di riferimento, Foligno e Spoleto. Gli appuntamenti di formazione e informazione si rivolgeranno ai rappresentanti dei Comuni ricompresi nel Sub-Ambito 3 (amministratori, dirigenti, funzionari e tecnici del servizio afferente alla gestione dei rifiuti) e saranno finalizzati a fornire gli strumenti e le competenze idonee sul complesso e sfidante tema della transizione ecologica e dello sviluppo sostenibile, in particolare, sul ruolo cruciale che gli enti locali ricoprono per la loro traduzione nei contesti locali.

 

GLI ISTITUTI SCOLASTICI COINVOLTI

Foligno – Istituto Professionale “E. Orfini”

Foligno – Cnos Fap Centro Formazione Professionale

Foligno – Liceo Scientifico e Liceo Artistico G. Marconi

Spello – IC G. Ferraris

Nocera Umbra – Istituto Omnicomprensivo “Dante Alighieri” con Istituto I.I.S “SIGISMONDI”

Spoleto – Istituto IPSEOASC “Giancarlo De Carolis” succursale di Roccaporena- Cascia

Spoleto – Istituto Omnicomprensivo di Cerreto di Spoleto-Sellano Plesso di Sellano

Spoleto – Istituto Omnicomprensivo di Cerreto di Spoleto-Sellano Plesso di Vallo di Nera

Spoleto – Istituto Omnicomprensivo di Cerreto di Spoleto-Sellano Plesso di Cerreto

Sant’Anatolia di Narco – Istituto Tecnico Agrario

Cascia – Istituto Omnicomprensivo Statale Beato Simone Fidati

Norcia – Istituto Omnicomprensivo “Alcide de Gasperi-Roberto Battaglia”

 

 

Agenda 2030 | SDGs | Sviluppo Sostenibile

La Giornata nazionale degli alberi più bella di sempre

Al Parco del Petrillo di Bevagna abbiamo piantato un Giardino didattico

 

In occasione della Giornata nazionale degli alberi si è tenuta a Bevagna (Pg) l’ultima iniziativa del progetto “Arte in campo”: un percorso didattico realizzato in collaborazione con il Comune di Bevagna dedicato alle alunne e agli alunni delle classi 4^ e 5^ dell’IC di Bevagna e Cannara.

CHE COSA ABBIAMO FATTO

L’obiettivo del progetto è stato quello di realizzare un giardino didattico all’interno del Parco del Petrillo, al cui esito siamo giunti a seguito di un’attività di mappatura e co-progettazione portata avanti dalle bambine e dai bambini con la guida di Giulia Filippi (artista e ricercatrice in campo educativo) e con il sostegno di Irma Grandi (agronoma).

L’Atelier “Arte in campo“, grazie all’uso sapiente di linguaggi artistico-creativi utili all’acquisizione e trasmissione di maggiore consapevolezza circa l’importanza della tutela della biodiversità, ha portato alla co-creazione del giardino didattico che sarà teatro nel prossimo futuro di specifiche attività sia educative che orticole.

 

LA GIORNATA CONCLUSIVA

La Giornata nazionale degli alberi ha così fornito l’occasione per la celebrazione della tappa conclusiva del progetto, durante cui sono state piantumati 6 meli, 20 piante di vite, 13 salvie, 8 achillee e posizionate diverse casette per gli uccelli.

“Si tratta di un esempio di progettazione partecipata – ha detto la Sindaca di Bevagna Annarita Falsacappa -. Una richiesta di co-costruire l’area verde della nuova scuola che i bambini e le bambine hanno fatto all’Amministrazione comunale. Il Comune ha risposto e lo ha fatto con FELCOS, che ha realizzato l’atelier tra pratiche artistiche e agro-ecologia”.

 

RINGRAZIAMENTI SPECIALI

Un ringraziamento di vero cuore lo rivolgiamo a chi ha messo il suo sostegno per la riuscita del progetto e per il raggiungimento di risultati tanto importanti per lo sviluppo e la tutela del Bene Comune.

In particolare l’Amministrazione Comunale, l’architetto Umberto Bonetti, la Dirigente scolastica Francesca Lepri, il personale scolastico e quello comunale coinvolto nell’organizzazione.

 

LA MISSION DEL PROGETTO

L’iniziativa è stata promossa nel contesto del progetto PERSONE E PIANETA, finanziato dal programma europeo 𝗗𝗘𝗔𝗥 – 𝗗𝗲𝘃𝗲𝗹𝗼𝗽𝗺𝗲𝗻𝘁 𝗘𝗱𝘂𝗰𝗮𝘁𝗶𝗼𝗻 𝗮𝗻𝗱 𝗔𝘄𝗮𝗿𝗲𝗻𝗲𝘀𝘀 𝗥𝗮𝗶𝘀𝗶𝗻𝗴 coordinato da FELCOS su tutto il territorio regionale, per la sensibilizzazione delle giovani generazioni riguardo il tema dei cambiamenti climatici e del mutamento degli stili di vita.

 

 

 

Piantiamo alberi, costruiamo futuro!

PIANTIAMO ALBERI, COSTRUIAMO FUTURO!

In occasione della Giornata nazionale degli alberi, in programma lunedì 21 novembre 2022, al Parco del Petrillo di Bevagna andrà in scena l’appuntamento conclusivo dell’atelier “Arte in campo: piedi in terra e occhi al cielo”.

 “Arte in campo” è un’iniziativa transdisciplinare, promossa e co-progettata dal Comune di Bevagna in collaborazione con FELCOS, dedicata alla co-costruzione insieme ai bambini e alle bambine delle classi 4^ e 5^ della scuola primaria cittadina dell’area verde del parco del Petrillo, individuata dall’Amministrazione Comunale nei pressi del nuovo edificio scolastico.

“Arte in campo” nasce dall’installazione artistica “La Tirata, dedicata alla dimensione agreste e alle relazioni e consociazioni nel mondo vegetale, che ha preso forma lo scorso luglio in Piazza Filippo Silvestri, realizzata da Giulia Filippi (artista e ricercatrice in campo educativo), che ha curato il  percorso educativo con la scuola primaria con il supporto della giovane agronoma Irma Grandi.

 

Le attività svolte nell’ambito del progetto

Le bambine e i bambini della Scuola Primaria di Bevagna, nelle ultime settimane hanno intrapreso un percorso di mappatura del parco e di co-costruzione guidato, in una dinamica assembleare e collegiale, dove è stato co-progettato un giardino didattico con un’area dedicata ad attività orticole future. La popolazione di piante de La Tirata, con tra le altre, 6 meli, 20 piante di vite, 13 salvie, e 8 achillee verrà messa a dimora lunedì prossimo. Nell’arco della mattinata verrà anche allestito un laboratorio di progettazione intelligente finalizzato alla realizzazione di casette per gli uccelli.

 

La mission del progetto

FELCOS crede nella funzione vitale ed educativa delle pratiche artistiche per questo con il Comune di Bevagna abbiamo fortemente voluto questo percorso, che lega aspetti ecologici, esperienziali, relazionali e collaborativi, dando forma a inedite relazioni dentro e fuori la comunità scolastica.

L’iniziativa è promossa nel contesto del progetto Persone e Pianeta, finanziato dal programma europeo DEAR – Development Education and Awareness Raising coordinato da FELCOS su tutto il territorio regionale, e fa quindi parte di un sistema di azioni di educazione e sensibilizzazione sul tema dei cambiamenti climatici, rivolte ai e alle giovani, orientate alla costruzione del protagonismo di questa generazione nel mutamento degli stili di vita e nella costruzione dello sviluppo sostenibile insieme agli enti locali.