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cambiamenti climatici

Eco-ansia, i giovani umbri del progetto You Care portano la propria voce al Parlamento Europeo

Le ragazze e i ragazzi umbri protagonisti del progetto YOU CARE, finanziato dall’Unione Europea attraverso il programma ERASMUS+ e dedicato ai temi dell’eco-ansia e della salute mentale connessa ai cambiamenti climatici e ambientali, sono stati protagonisti di un’esperienza molto importante. Dal 16 al 18 ottobre 2025 hanno partecipato a Bruxelles ad un meeting dedicato ai temi del progetto, durante il quale tutti i giovani provenienti dai Paesi coinvolti – Italia, Bulgaria, Lituania e Belgio – hanno condiviso i risultati delle attività svolte nei rispettivi territori. 

 

Dopo mesi di attività svolte nei rispettivi territori, la ricerca sulle ansie ecologiche guidata dai giovani coinvolti dalle organizzazioni partner del progetto YOU CARE – YOUth Creating Action Research on Eco-anxiety, ha portato la sua voce fin dentro la Sede del Parlamento Europeo di Bruxelles, in occasione di un meeting organizzato da QUEST. Per due giorni, 29 incredibili ragazze e ragazzi provenienti da Bulgaria, Irlanda, Italia e Lituania hanno dato vita ad una discussione incentrata sulla salute mentale legata ai cambiamenti ambientali e climatici, portandola all’attenzione delle Istituzioni europee.

 

I giovani partecipanti umbri al progetto You Care durante un panel di approfondimento svoltosi al Parlamento Europeo di Bruxelles

 

All’interno delle istituzioni
Durante il primo giorno di attività, il gruppo ha presentato i risultati ottenuti dando vita ad un confronto molto proficuo con l’eurodeputata Nela Riehl e con Alina-Stefania Ujupan, capo di gabinetto del commissario Roxana Minzatu. L’incontro è stato caratterizzato da un dialogo molto diretto, fondato sulle esperienze vissute e incentrato su idee concrete.

L’incontro ha permesso di valutare se e come la politica possa attualmente affrontare le preoccupazioni molto reali di una generazione che vive su di se tutto il peso di un futuro reso incerto dai cambiamenti climatici sempre più impattanti dal punto di vista sia ambientale che sociale ed economico. Un problema talmente serio da richiedere regole di mitigazione ambiziose, individuate anche attraverso la partecipazione dei giovani al processo decisionale.

Anche il ruolo dell’istruzione, incentrato sull’autodeterminazione e sui diritti dei bambini e dei giovani, nell’affrontare le ansie ecologiche è stato individuato e approfondito come un pilastro fondamentale per l’azione.

“Giunti quasi al termine del Progetto YOU CARE – racconta Simone Felice, Project manager di FELCOS – aver avuto la possibilità di presentare alle più alte cariche delle istituzioni europee i risultati del percorso territoriale svolto insieme ai ragazzi è stato un onore indescrivibile. Dialogare con chi quotidiamente indirizza le priorità e le politicihe dell’Unione è stata l’opportunità per portare al tavolo della discussione una tematica che ha a che fare con la salute mentale, con i giovani e con le loro vulnerabilità. Ho apprezzato l’attenzione e l’interesse che hanno dimostrato i nostri interlocutori i quali si sono impegnati a sostenere e a supportare le attività del Progetto che, auspicabilmente, confluiranno in una nuova proposta progettuale da presentare a valere sul prossimo bando Erasmus+ in uscita il prossimo anno”.

 

 

I giovani partecipanti al progetto You Care hanno portato il tema dell’Eco-ansia all’attenzione delle Istituzioni Europee.

 

Il ringraziamento più importante alle ragazze e a i ragazzi di YOU CARE
“Un ringraziamento particolare va ai ragazzi, i veri protagonisti di questi mesi – aggiunge Felice parlando ancora dell’esperienza maturata con il progetto YOU CARE – i quali hanno dimostrato una dedizione particolare così come un interessamento nei confronti del tema del Progetto, a sostegno della tesi che i giovani non sono solo il futuro, ma hanno voglia soprattutto di essere il presente”.

 

Una resa dei conti pubblica
Nella seconda giornata di lavoro ci siamo spostati all’Anderlecht Expo dove la discussione è stata aperta ad una comunità più ampia. La giornata è stata animata da un panel guidato da FELCOS a cui ha partecipato l’eurodeputata Benedetta Scuderi, la direttrice Valérie Drezet-Humez (ENV. A) e l’eurodeputato Brando Benifei. Un momento molto importante di accrescimento seguito, al pomeriggio, da un’attività che ha sondato la connessione tra arte e racconto: un laboratorio teatrale condotto da “La Compagnie qui Pétille”, caratterizzato dalla proiezione dello struggente documentario “The Cost of Growth” di Anuna De Wever Van der Heyden e Lena Hartog.

Questo viaggio di lavoro e scambio ha dimostrato il potere e l’apporto creativo che scaturiscono dai processi di ricerca partecipativa guidati dai giovani. Gli esiti e i risultati di questa ricerca, unitamente alle raccomandazioni politiche che sono state presentate sono ora disponibili: https://shorturl.at/jwtg8

 

YOU CARE – YOUth Creating Action Research on Eco-anxiety è un progetto finanziato dall’Unione Europea attraverso il programma ERASMUS+, realizzato in partenariato da Association FOR YOU (Bulgaria), FELCOS (Italia), QUEST (Belgio), Love and Care for People (Irlanda), Inovatyivi Karta – Innovative Generation (Lituania).

 

 

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In missione nelle Mauritius per l’avvio del Progetto ENSAMN

Dedicato alla promozione dell’agroecologia e dell’agricoltura sociale come strumento di sviluppo socio-economico inclusivo e all’avvio di azioni partecipate di resilienza climatica, il Progetto ENSAMN – Rodrigues alliance for partecipatory climate resilience and socio-economic inclusion, ha preso ufficialmente il via in occasione di una missione operativa che FELCOS ha organizzato e portato a termine sull’Isola di Rodrigues nelle Mauritius. Al centro delle attività lo svolgimento di incontri istituzionali, seminari per lo scambio di competenze e sopralluoghi nelle strutture in cui lavorano i piccoli produttori agricoli del territorio.

 

L’expert group guidato da FELCOS incontra lo Chef Commissaire di Rodrigues, Franceau Aubret Grandcourt.

 

Sembra quasi di dire “insieme” quando si pronuncia la parola ENSAMN. E in effetti, insieme, è proprio il significato di ENSAMN in lingua creola. Un senso, profondo e bello, che ha trovato ampia rappresentazione nella partecipazione che si è sviluppata intorno alle attività organizzate in occasione della missione inaugurale che si è svolta sull’Isola di Rodrigues, nelle Mauritius.

Il progetto, finanziato dall’Unione Europea e di cui FELCOS è capofila in un consorzio composto da CESAR Umbria – Centro per lo Sviluppo Agricolo e Rurale, RIDS – Rete Italiana Disabilità e Sviluppo, Care-Co, AREF Association Rodrigues Entreprendre au Féminin, REFG – Groupe pour l’Environment de Rodrigues, è finalizzato a rafforzare tra le organizzazioni della società civile e le comunità dei piccoli produttori agricoli, le capacità e le opportunità di partecipazione attiva allo sviluppo locale inclusivo e sostenibile dei propri territori, promuovendo consapevolezza e azioni di adattamento e contrasto ai cambiamenti climatici. Il tutto attraverso l’avvio di iniziative pilota nel campo dell’agroecologia, dell’agricoltura biologica e sociale e dell’apicoltura, nelle quali coinvolgere direttamente le donne, i giovani e le persone con disabilità delle comunità locali. (Maggiori informazioni su ENSAMN le trovi qui).

Dopo diversi mesi di operatività a distanza, la missione ha segnato quindi l’avvio delle operatività sul campo, predisposte all’interno di un intenso calendario di attività organizzato da FELCOS che, per l’occasione, si è avvalsa di un expert group composto dalla Project manager Francesca de Paula, da Elena Sisti, esperta di gestione d’impresa e di organizzazioni non-profit, e dall’agronomo di CESAR, Fabio Primavera.

 

Una fase dei sopralluoghi effettuati sull’Isola di Rodrigues.

 

Le attività della missione, tra incontri istituzionali, seminari e visite alle strutture

Il primo atto della missione è stato l’incontro con Franceau Aubret Grandcourt, Chef Commissaire dell’Isola di Rodrigues. Un momento di proficua condivisione, durante il quale sono stati approfonditi tutti gli obiettivi del progetto e condivise le principali azioni che interesseranno i territori dell’isola.

Altro step molto significativo della missione, finalizzata allo scambio di competenze e know-how, è stato quello dedicato agli incontri con le comunità locali e con i luoghi dove operano sia le organizzazioni partner che i piccoli agricoltori, durante i quali sono state visitate le sedi di Care-Co, della Regional Rodrigues Assembly e del Centro di formazione per l’agricoltura Frate Remy.

Proprio gli agricoltori e i rappresentanti delle organizzazioni civili, sono stati coinvolti negli workshop dedicati all’agroecologia e all’agricoltura smart tenuti da Elena Sisti intorno al tema “Civil society organisation management”, e da Fabio Primavera, che ha dato vita ad un confronto tecnico con i partecipanti. – il gruppo si è spostato sui territori, visitando le sedi di Care-Co, della Regional Rodrigues Assembly e del Centro di formazione per l’agricoltura Frate Remy.

La grande partecipazione alla conferenza finale della missione, durante la quale ha preso ufficialmente il via ENSAMN.

La conferenza, un momento di grande partecipazione sancito con l’avvio ufficiale di ENSAMN

Un programma intenso e ricco di appuntamenti importanti, che ha trovato il suo compimento in occasione del lancio ufficiale del progetto, celebrato con una conferenza che ha raccolto un ampio consenso e partecipazione da parte delle istituzioni e delle comunità locali. In quell’occasione, sono stati presentati gli obiettivi di ENSAMN, volti a creare una rete di resilienza climatica e inclusione socio-economica che partendo dalla terra e dai suoi frutti, possa arrivare a coinvolgere le persone nella tutela e salvaguardia del bene comune e nella costruzione di futuro sostenibile.

Nonostante il cammino progettuale sia solo all’inizio, la missione che si è tenuta a Rodrigues, ha permesso di cogliere perfettamente l’entusiasmo e la determinazione di tutte le parti coinvolte nel voler intraprendere un percorso tanto bello quanto importante. ENSAMN è più di un progetto: è un cammino condiviso, una sfida da affrontare “insieme”, con l’obiettivo di costruire un futuro più sostenibile e inclusivo.

 

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A tutto bootcamp. Il Forum dei Giovani per la Sostenibilità dell’Umbria torna in Europa.

A Lisbona in Portogallo, il Forum dei Giovani per la Sostenibilità dell’Umbria, ha vissuto un’altra esperienza ricca di emozioni e contenuti, grazie al bootcamp organizzato nell’ambito del progetto europeo People and Planet. Per tre giorni Chiara Scialdone, Anna Leone e Alessandro Agabiti, si sono misurati con attività svolte insieme a tanti altri giovani d’Europa con un obiettivo chiaro: agire insieme per il clima.

 

L’arrivo al bootcamp

Dopo la missione di alcuni mesi fa, durante la quale il Forum dei Giovani per la Sostenibilità dell’Umbria era approdato a Bruxelles per partecipare ad alcuni giorni di confronto con altri Forum giovanili europei, a maggio è stata la volta del Portogallo. A Lisbona si è svolto infatti un incontro di tre giorni inserito nel quadro delle attività del progetto europeo People and Planet – A common destiny, finanziato dall’Unione Europea attraverso il DEAR Programme e di cui FELCOS è partner per l’Umbria. Focus dell’attività è stato un bootcamp, campo itinerante, totalmente incentrato sulla promozione di maggiore consapevolezza riguardo agli impatti del Climate Change e sulla co-progettazione di azioni volte al contrasto dei cambiamenti climatici.

Durante lo svolgimento della missione, ricca di spunti e suggestioni, Chiara Scialdone, Anna Leone e Alessandro Agabiti, accompagnati dalla responsabile dell’Area educazione allo Sviluppo Sostenibile di FELCOS, Colomba Damiani, hanno redatto un vero e proprio diario di viaggio, nel quale hanno fissato le loro impressioni, spiegato i dettagli e narrato le emozioni che hanno caratterizzato l’esperienza. Pagine che condividiamo con grande piacere.

 

 

Il racconto del primo giorno

“Costa da Caparica si estende a perdita d’occhio lungo la costa occidentale della Penisola di Setúbal ed è il luogo preferito dagli abitanti di Lisbona per trascorrere i fine settimana cavalcando le onde dell’Atlantico con le tavole da surf. Noi siamo qui per partecipare al bootcamp dedicato all’azione per il clima: tre giorni di formazione, scambio e co-progettazione con oltre 50 partecipanti da Portogallo, Italia, Spagna, Irlanda, Romania, Capo Verde, Polonia e Olanda.
I lavori sono coordinati dall’associazione ospitante IMVF e facilitati dalla produttrice di impact storytelling Carolina Pereira di Don’t Skip Humanity, da Joana Guerra Tadeu attivista e ambasciatrice del WWF Portogallo e da Linzi Hawkin creative strategist e ricercatrice nel campo dell’educazione ambientale. Il Bootcamp, agendo con un approccio glocale, coinvolge le autorità locali per affrontare meglio le sfide del cambiamento climatico e promuovere stili di vita sostenibili. Abbiamo sin da subito apprezzato un welcome kit pieno di gadget utili e sostenibili, realizzati con materiali come cotone organico e bioplastica, o ancora, scarti di tessuti.
Non di meno, è stato interessante ricevere un booklet che riporta tutta la metodologia utilizzata nel bootcamp, così che, volendo, si potranno replicare alcune attività all’interno dei vari contesti territoriali della nostra regione. E con queste premesse non possiamo che essere davvero desiderosi di metterci in gioco per scoprire, insieme a tanti nostri coetanei, che cosa ci riserverà questa esperienza”.

Sulla spiaggia per condividere attese e onde

Il racconto del secondo giorno

“Wow! Abbiamo fatto il pieno di emozioni! Comunità e idee stanno crescendo e si stanno estendendo grazie al contributo nato dal vissuto di ognuno di noi, lavorando sull’ascolto dei problemi altrui e sulla nostra proattività nel trovare possibili soluzioni a problematiche comuni delle aree interne. Un lavoro di condivisione il cui prologo è stato un’attività di body surf a contatto con l’ambiente naturale, continuato poi con un lavoro in plenaria impostato su 4 assi tematici: educazione, cultura, politica e comunicazione.
All’interno di queste aree è stata formulata un’affermAzione positiva ed efficace coerente agli obiettivi. Con il supporto delle facilitatrici Carolina Pereira, Joana Guerra Tadeu e Linzi Hawkin abbiamo poi sviluppato azioni secondo la metodologia della teoria del cambiamento, specificando input, attività, output, outcomes e impatto finale. Un processo dal basso autentico e sincero per agire insieme su diversi livelli della realtà: non solo collettiva, ma anche individuale. Proseguiamo la nostra avventura con ancora più entusiasmo”.

Tutti in cerchio per il lavoro di co-progettazione

Il racconto del terzo giorno

“Durante questi giorni di bootcamp, abbiamo tessuto una trama collettiva ricca di sensazioni, riflessioni ed esperienze sempre intrecciando l’ordito del livello individuale e personale di ognuno noi. A supporto di questo lavoro, che si avvia verso la conclusione, approcci e metodologie utili che abbiamo messo già nel cassetto degli attrezzi per il lavoro che continueremo a fare una volta tornati a casa. Dagli esercizi sul valore e l’efficacia delle nostre intenzioni affinché potessero aiutarci a ritrovare una stabilità interiore, o perlomeno una sensazione di calma e connessione con la natura e l’ambiente, al riconoscersi in ciò che ci circonda semplicemente ascoltando e osservando in silenzio. Fino ad arrivare alla matrice dell’impatto-sforzo, uno strumento semplice ma potente per avere una conversazione di gruppo per chiarire quali dovrebbero essere tutte le nostre priorità.
Un confronto attivo concluso con le riflessioni sulle super conditions, ovvero le condizioni necessarie per un comportamento pro-ambientale, prosociale e cooperativo, a lungo termine per il benessere delle persone e del pianeta. E’ stato bello rivedere tutto questo percorso condensato in un libro, come manufatto, costruito sulla storia delle origini di ognuno noi, un insieme di aneddoti capaci di raccontare quei momenti cruciali in cui ognuno di noi è stato protagonista per generare un impatto positivo sul proprio futuro. Grazie per questa esperienza meravigliosa che vogliamo mettere a frutto per il bene comune di tutte e tutti”.
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Sviluppo sostenibile e comunicazione accessibile: a Barcellona il laboratorio SDGsIY

FELCOS, insieme al Comune di Foligno, ha partecipato in Spagna ad un evento di formazione dedicato all’inclusività dei contenuti social elaborati intorno ai temi del cambiamento climatico e dello sviluppo sostenibile

 

 

Creare sviluppo sostenibile vuol dire prima di tutto promuovere l’idea e l’esigenza di un cambiamento necessario. Di più: vuol dire essere generativi di un cambiamento che riguarda stili di vita, modelli di sviluppo, paradigmi sociali. Ma come si coinvolgono le persone e le istituzioni in questo processo? Come si condividono messaggi inclusivi capaci di interagire anche con persone con differenti abilità?

 

Grazie al progetto SDGsIY (Sustainable Development Goals for the Inclusion of Young People with Disabilities), finanziato dal programma Erasmus+, siamo stati a Barcellona per partecipare ad un laboratorio di formazione organizzato da ECOM, dedicato alla creazione e alla comunicazione di contenuti accessibili sui social media sui temi delle azioni per il clima.

Insieme al Comune di Foligno, rappresentato dalla Dott.ssa Sandra Ansuini della Direzione Servizi sociali e dalle funzionarie dell’area sport Cultura Turismo e Progettazione Europea, e con PREDIF (Plataforma Representativa Estatal de Personas con Discapacidad Física) e con l’Associazione RealMente di Perugia nel contesto del progetto Stazione Panzana, ci siamo confrontati attivamente con esperti che si occupano della creazione e diffusione di contenuti accessibili sui social media e con organizzazioni e attivisti con diverse forme di disabilità in prima linea nella difesa dei diritti, fuori e dentro la rete social, nel contesto della crisi eco-climatica in atto.

 

Condividere esperienze, competenze, strategie, agire insieme per fare sinergia, vuol dire costruire futuro sostenibile!

 

 

Agenda 2030 | SDGs | Unione Europea

Piantiamo alberi, costruiamo futuro!

PIANTIAMO ALBERI, COSTRUIAMO FUTURO!

In occasione della Giornata nazionale degli alberi, in programma lunedì 21 novembre 2022, al Parco del Petrillo di Bevagna andrà in scena l’appuntamento conclusivo dell’atelier “Arte in campo: piedi in terra e occhi al cielo”.

 “Arte in campo” è un’iniziativa transdisciplinare, promossa e co-progettata dal Comune di Bevagna in collaborazione con FELCOS, dedicata alla co-costruzione insieme ai bambini e alle bambine delle classi 4^ e 5^ della scuola primaria cittadina dell’area verde del parco del Petrillo, individuata dall’Amministrazione Comunale nei pressi del nuovo edificio scolastico.

“Arte in campo” nasce dall’installazione artistica “La Tirata, dedicata alla dimensione agreste e alle relazioni e consociazioni nel mondo vegetale, che ha preso forma lo scorso luglio in Piazza Filippo Silvestri, realizzata da Giulia Filippi (artista e ricercatrice in campo educativo), che ha curato il  percorso educativo con la scuola primaria con il supporto della giovane agronoma Irma Grandi.

 

Le attività svolte nell’ambito del progetto

Le bambine e i bambini della Scuola Primaria di Bevagna, nelle ultime settimane hanno intrapreso un percorso di mappatura del parco e di co-costruzione guidato, in una dinamica assembleare e collegiale, dove è stato co-progettato un giardino didattico con un’area dedicata ad attività orticole future. La popolazione di piante de La Tirata, con tra le altre, 6 meli, 20 piante di vite, 13 salvie, e 8 achillee verrà messa a dimora lunedì prossimo. Nell’arco della mattinata verrà anche allestito un laboratorio di progettazione intelligente finalizzato alla realizzazione di casette per gli uccelli.

 

La mission del progetto

FELCOS crede nella funzione vitale ed educativa delle pratiche artistiche per questo con il Comune di Bevagna abbiamo fortemente voluto questo percorso, che lega aspetti ecologici, esperienziali, relazionali e collaborativi, dando forma a inedite relazioni dentro e fuori la comunità scolastica.

L’iniziativa è promossa nel contesto del progetto Persone e Pianeta, finanziato dal programma europeo DEAR – Development Education and Awareness Raising coordinato da FELCOS su tutto il territorio regionale, e fa quindi parte di un sistema di azioni di educazione e sensibilizzazione sul tema dei cambiamenti climatici, rivolte ai e alle giovani, orientate alla costruzione del protagonismo di questa generazione nel mutamento degli stili di vita e nella costruzione dello sviluppo sostenibile insieme agli enti locali.

 

 

A Tallin per partecipare all’Exchange Hub sull’educazione allo sviluppo

Felcos e Comune di Gubbio hanno partecipato tra il 27 e il 30 settembre a Tallin, in Estonia, all’Exchange Hub, uno spazio di scambio sui temi dell’educazione allo sviluppo nell’ambito del programma DEAR dell’Unione Europea.

 

Un volo per Tallin, con una borsa piena di progetti ed esperienze da scambiare con altri 50 partecipanti da diversi paesi dell’Unione Europea. È stato anche e sopratutto questo l’Exchange Hub, una iniziativa promossa della Direzione Generale per i Partenariati Internazionali (DG INPTA) all’interno del programma DEAR, che si è tenuto in Estonia dal 27 al 30 settembre. 

Migrazione, cambiamenti climatici ed impegno giovanile sono stati al centro dei numerosi workshop, seminari e forum che hanno animato l’agenda di un vero e proprio hub di scambio, dedicato alla vasta comunità di autorità locali e della società civile protagonisti e beneficiari del Programma DEAR. 

Dall’Umbria si è messa in movimento una delegazione composta da Colomba Damiani – project manager di Felcos – e Simona Minelli – Assessore al Welfare, Istruzione, Pari opportunità e Politiche giovanili – che ha portato con sé le esperienze e progettualità condivise realizzate sul territorio grazie al progetto DEAR People and Planet, attività che stanno contribuendo in maniera significativa sia alla progettualità di livello europeo, sia al “progetto civico” del Comune di Gubbio. Per l’amministrazione eugubina infatti il protagonismo dei giovani riveste una spiccata centralità, sancita nel 2020 dalla sottoscrizione di “Gubbio città educante”, un patto educativo di comunità che coinvolge tutte le scuole di ogni ordine e grado, il Distretto Sanitario e ben 20 realtà del Terzo Settore. Il patto è anche una  metodologia: valorizzazione dei percorsi di confronto tra il Comune e il privato sociale, in un’ottica di impegno comune, a partire dalle fasi di co-progettazione dei servizi, fino alla loro gestione.

Un approccio che è stato valorizzato all’interno dell’Exchange Hub a Tallin, nel vivo dello scambio di buone pratiche ed esperienze di educazione allo sviluppo, finalizzato al rafforzamento dell’impegno civico dei giovani, in particolare sul tema della sostenibilità e delle soluzioni da mettere in campo per affrontare nuovi scenari in cui pesano l’aumento delle diseguaglianze e le dirette conseguenze dei cambiamenti climatici. In questo senso molta attenzione è stata dedicata alla possibilità di realizzare in futuro incubatori di creatività per co-progettare soluzioni locali sostenibili per le comunità, e non è un caso che all’interno dell’Hub si sia tenuto anche un Forum Multi-Attore dedicato a questi temi, organizzato dall’Open Estonia Foundation, dalla ONG estone Mondo, finanziato da  European Commission, Estonian Centre for International Development – ESTDEV, European Commission Representation in Estonia e l’Ambasciata del Canada in Estonia.

Il Forum dal titolo “Climate Change meets Migration two sides of the same coins”, ha visto l’intervento della Presidente dell’Estonia Kersti Kaljulaid in dialogo con l’antropologo Mark Nuttall, e un panel di giovani attivisti per il clima, tra i quali la polacca Dominika Lasota a confronto con il mondo dell’impresa, della scienza e della scuola.

Di grande interesse anche il confronto sul frame-work normativo per la giustizia climatica,  cui ha partecipato la giovane attivista Kertu Birgit Anton dei Fridays For Future  Estonia, nel quale sono state indagate le conseguenze problematiche che il fenomeno dei cambiamenti climatici sta producendo su categorie, istituti e procedimenti del diritto e nelle relazioni tra potere, diritti umani, economia, natura, tecnologie e scienze; così come dal punto di vista della delegazione umbra è stato importante conoscere le pratiche artistiche e agro-ecologiche che in altri paesi sono state messe in campo per riqualificare e rigenerare spazi e relazioni a servizio di uno sviluppo locale sostenibile.  

Bilancio positivo e foriero di future collaborazioni: per Felcos e il Comune di Gubbio quest’Hub è una grande opportunità per raccogliere un generoso ventaglio di idee e  progetti da realizzare in futuro sull’educazione allo sviluppo. Dall’Umbria si guarda al futuro e all’innovazione: i due ingredienti senza i quali è impossibile costruire una prospettiva di benessere e sostenibilità per le future generazioni. 

In allegato alcune immagini dai lavori dell’Hub a Tallin