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Cisgiordania

Akli Baladi, le politiche alimentari locali diventano ponte di cooperazione tra città italiane e palestinesi.

Ha preso ufficialmente il via a Torino il progetto di cooperazione internazionale Akli Baladi – Politiche alimentarli locali per le città italiane e palestinesi. Il progetto, che coinvolgerà diverse municipalità dei territori di Betlemme e Gerico in Cisgiordania, è co-finanziato dall’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (AICS) e promosso dal Comune di Torino in qualità di capofila, in partenariato con i Comuni di Assisi, Bergamo, Bra, Caltagirone, Pavia, Reggio Emilia, Sesto Fiorentino, ANCI Lombardia, FELCOS, Confcooperative Bergamo, Slow Food Italia, Università degli Studi di Torino, Università di Pavia, le Municipalità palestinesi di Beit Jala, Betlemme, Gerico, APLA, ACAD e Bethlehem University.

 

Dopo i giorni pieni di emozione e speranza che abbiamo vissuto a Perugia, con la delegazione dei Sindaci palestinesi coinvolti nel progetto LAND, durante i quali abbiamo condiviso con tutte le Istituzioni umbre l’importanza della cooperazione per la costruzione di ponti di dialogo e Pace tra l’Italia e la Palestina, siamo davvero felici di aver partecipato al via ufficiale del progetto AKLI BALADI, di cui il Comune di Torino è capofila. Proprio nel Capoluogo piemontese FELCOS ha preso parte al kick off meeting insieme ai rappresentanti dei partner coinvolti, con i quali abbiamo condiviso appuntamenti istituzionali e operativi volti a creare le basi di un lavoro comune che ci vedrà impegnati nei prossimi 36 mesi nei Governatorati di Gerico e Betlemme.

Lo scambio di doni tra il Sindaco di Torino, Stefano Lo Russo, e il Sindaco di Betlemme, Maher Canawati.

Gli interventi
Ad aprire i lavori del kick off meeting del progetto Akli Baladi è stato il Sindaco di Torino e Vicepresidente ANCI, Stefano Lo Russo. “Riteniamo – ha detto Lo Russo – che il riconoscimento dello stato di Palestina sia la condizione essenziale per avviare un negoziato di pace e di stabilizzazione dell’area, non più procrastinabile”. Il Sindaco ha inoltre ribadito “la totale e piena vicinanza della Città di Torino e dell’Anci alle città della Cisgiordania. Il progetto Akli Baladi, così come molte altre iniziative in campo, rappresentano la grande concretezza con cui le città si relazionano tra di loro con ricadute positive. Anche questo è un seme di Pace”.
Parole a cui si sono legate quelle pronunciate dal Sindaco di Betlemme, Maher Canawati, che ha raccontato di come la guerra abbia non solo distrutto pesantemente la città di Betlemme ma anche i livelli occupazionali sul territorio, soprattutto a causa del crollo del turismo da cui, con oltre un milione di visitatori l’anno, dipendeva l’80% dell’economia cittadina. Una situazione insostenibile per molti cittadini, che sono emigrati altrove, diminuendo così anche l’unica fonte di entrate in questo momento per la municipalità, ovvero quella dei tributi, con le conseguenti difficoltà nell’erogazione dei servizi di base ai cittadini rimasti.
Il progetto Akli Baladi
Città e territori, quelli di Betlemme e Gerico, in cui Akli Baladi (in arabo “Mangia locale”), nel suo obiettivo generale intende contribuire allo sviluppo di politiche alimentari urbane inclusive, sostenibili e resilienti. Un’azione nata dalla volontà di alcune città italiane, gemellate con omologhe municipalità palestinesi in Cisgiordania, di accompagnare le loro città sorelle in un momento di forte criticità supportandole nel rafforzamento delle politiche locali alimentari, via maestra per assicurare il diritto al cibo adeguato ai propri cittadini. Un diritto fondamentale che va tanto più garantito in un momento in cui è più violato. Tutto ciò attraverso azioni basate su consolidati partenariati pregressi, che rappresentano implementazioni o rafforzamenti di azioni precedenti, per quanto ciascuna sia dotata di una sua peculiarità di innovazione e capacità di cambiamento, sia singolarmente sia nel coordinamento reciproco. Tutto ciò rafforzando, come obiettivo specifico, la governance degli attori del settore alimentare nei governatorati di Betlemme e di Gerico.

Il Direttore di FELCOS, Massimo Porzi, interviene al kick off meeting del progetto Akli Baladi.

Strategia di intervento: risultati e attività

Sono tre i principali risultati attesi dal progetto Akli Baladi, ciascuno declinato per attività specifiche.

  • RISULTATO 1
    Potenziati e incrementati gli interventi di “rural-urban linkages” utili a connettere urbanizzazione-cibo-agricoltura nei governatorati di Betlemme e di Gerico

    ATTIVITÀ
    – Riqualificazione sostenibile del mercato alimentare all’ingrosso (Gross Market) di Betlemme;
    – Miglioramento della qualità della filiera dell’olio prodotto in Cisgiordania (Betlemme);
    – Miglioramento della qualità della filiera del dattero prodotto in Cisgiordania (Gerico);
    – Miglioramento della qualità della filiera del miele prodotto in Cisgiordania (Governatorati di Gerico e Betlemme).
  • RISULTATO 2
    Rafforzate le capacità di governance degli enti territoriali palestinesi e delle loro reti multi-attore nel settore alimentare, nei governatorati di Betlemme e di Gerico, in sinergia con gli omologhi italiani

    ATTIVITÀ
    – Rafforzare le capacità di policymaking in materia di Local Food Policy;
    – Dialoghi sulle città – Cicli di seminari online;
    – Corso intensivo sulle Urban Food Policies per funzionari delle città palestinesi presso la Bethlehem University;
    – Assessment e studi di prefattibilità per disegnare strumenti di supporto alla governance istituzionale del sistema alimentare locale delle città palestinesi;
    – Promozione in Italia delle filiere alimentari palestinesi valorizzate dal progetto;
    – Capacity building e accompagnamento alle città palestinesi in merito alla candidatura a awards e riconoscimenti internazionali;
    – Candidatura di Gerico quale “Città creativa della gastronomia” presentata;
    – Accompagnamento al comune di Betlemme nella preparazione di candidature per il MUFPP – Milan Urban Food Policy Pact awards.
  • RISULTATO 3
    Migliorata e arricchita l’offerta educativa e formativa sulle politiche alimentari urbane in CisgiordaniaMigliorata e arricchita l’offerta educativa e formativa sulle politiche alimentari urbane in Cisgiordania

    ATTIVITÀ
    – Creazione di un punto di valorizzazione prodotti locali e di educazione alimentare Akli Baladi a Betlemme e di uno spazio polifunzionale a Beit Jala;
    – Alta Formazione e formazione nell’ambito delle filiere agroalimentari e delle food policy;
       — Istituzione di 2 borse di studio per giovani palestinesi che frequenteranno il Master in Food Policy presso l’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo;
       — Azioni pilota per la formazione professionale sui mestieri del cibo (capacitazione di 15 startup);
       — Azione di valutazione economico-agronomica del percorso di qualificazione delle filiere con produzione di raccomandazioni finali;
    – Campus dei giovani delle città palestinesi.

Il kick off meeting di Akli Baladi è stato caratterizzato anche da incontri operativi finalizzati a creare le basi del lavoro comune.

Il ruolo di FELCOS in Akli Baladi
E in questo progetto, come spiegato dal Direttore Massimo Porzi, presente al meeting di avvio con Vincenzo Panettieri e Simone Felice, FELCOS porterà tutto il proprio know-how maturato in tanti anni di cooperazione in Palestina grazie a importanti progetti realizzati (tra cui LAND, Bee the change, Mediterranean CooBEEration, Promozione del turismo culturale e naturalistico nel Comune di Battir, Supporto istituzionale al Centro giovanile di Beit Hanina) e in particolare nello sviluppo della filiera legata al miele, a cui saranno dedicate specifiche attività progettuali di cui FELCOS sarà direttamente responsabile (attività 1.4 “Miglioramento della qualità della filiera del miele prodotto in Cisgiordania – Governatorati di Betlemme e Gerico”).
Ora più che mai, continuare ad esserci significa continuare a credere nella cooperazione internazionale per la promozione di dialogo e Pace tra i popoli.
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Dal forum dei Sindaci un messaggio per rilanciare la pace e la cooperazione dai territori

Si è svolto al Teatro del Pavone di Perugia il Forum degli Enti Locali, organizzato nell’ambito del progetto LAND da FELCOS e ANCI Umbria in collaborazione con il Comune di Perugia e ANCI Nazionale. Tanti i Comuni presenti in sala e da remoto, tutti uniti per ribadire l’importanza e il ruolo della cooperazione internazionale nella costruzione di ponti di dialogo tra nazioni e popoli. Lorenzo Lucarelli, Presidente di FELCOS e Sindaco di Narni: “Questo forum rappresenta un gesto di responsabilità e impegno verso i Comuni e il popolo palestinese. Siamo qui perché sosteniamo il valore della cooperazione internazionale come strumento di sviluppo sostenibile e di pace e per sostenere il riconoscimento dello stato palestinese come atto di giustizia verso quel popolo e come fondamentale per la pace in Medio Oriente”.

 

Un momento concreto di costruzione di ponti tra comunità, di promozione della pace attraverso la cooperazione allo sviluppo, di dialogo istituzionale e di valorizzazione del ruolo delle autonomie locali come motore di solidarietà internazionale. È quanto ha rappresentato il forum “Sindaci in rete: dialogo e cooperazione tra Comuni italiani e palestinesi”, che si è svolto questa mattina (martedì 9 settembre) presso il teatro Pavone di Perugia. L’evento, organizzato da Anci Umbria e Felcos in collaborazione con Comune di Perugia e Anci Nazionale, è inserito nel calendario delle iniziative che sta coinvolgendo una delegazione di sindaci palestinesi, presente in Umbria in occasione della restituzione dei risultati del progetto internazionale di cooperazione allo sviluppo Land, finanziato da Aics (Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo), che vede coinvolti vari soggetti istituzionali, a partire dall’Unione dei Comuni del Trasimeno (come capofila) e Felcos (come implementatore), in partenariato con Anci Umbria, l’Unione di Comuni Terre dell’Olio e del Sagrantino, Comune di Assisi, Tsa (Trasimeno Servizi Ambientali) e Auri (Autorità Umbra Rifiuti e Idrico), con l’apporto del partenariato palestinese e in prima fila quello di Apla (Association of Palestinian Local Authorities), oltre a quattro Municipalità palestinesi (Beita, Huwwara, Beit Liqia e Nileen). Più di 50 i rappresentanti dei Comuni umbri e italiani che hanno partecipato all’iniziativa.

 

Federico Gori, Presidente di ANCI Umbria e Sindaco di Montecchio, apre i lavori del Forum degli Enti Locali

 

Federico Gori, presidente di Anci Umbria e sindaco di Montecchio, intervenendo all’apertura del forum e assumendo il ruolo di coordinatore del primo panel dedicato ai saluti istituzionali, ha espresso un messaggio di profonda continuità e impegno: “Con la conclusione del progetto Land celebriamo non solo un traguardo, ma l’inizio di un percorso che continuerà a rafforzarsi nel tempo. Il filo che ci unisce alla Palestina continuerà a tessere reti di solidarietà, dialogo e collaborazione. In Umbria, anche grazie all’impegno di Felcos, la cultura della pace è un valore radicato che ci vede custodi e portatori sani di giustizia, rispetto e fraternità”. Gori ha quindi proposto un minuto di silenzio, in ricordo delle vittime innocenti e come monito contro il silenzio delle istituzioni: “Dall’Umbria, terra di San Francesco, San Benedetto e di Aldo Capitini, rilanciamo con forza i valori universali di uguaglianza, solidarietà e pace. Benvenuti, amici palestinesi, in questa che può essere sentita come la vostra seconda casa. L’incontro di oggi è prima di tutto un grande abbraccio alle vostre comunità, oltre che un importante momento istituzionale. Dall’Umbria parte così un messaggio chiaro: rafforzare oggi l’impegno di solidarietà, fraternità e pace per costruire insieme un futuro migliore”.

Subito dopo Vittoria Ferdinandi, sindaca di Perugia e delegata Anci Nazionale alla pace, ha dichiarato, intervenendo sia nei saluti iniziali che nelle conclusioni: “Desidero ringraziare sinceramente tutti voi sindaci palestinesi per essere qui a Perugia. La vostra presenza rappresenta una testimonianza concreta di resistenza civile che ci chiama a prendere una posizione chiara. Per me, ciò che sta accadendo a Gaza non è una guerra tra pari, ma un genocidio: la distruzione sistematica di un popolo, della sua terra, della sua storia e della sua memoria. Di fronte a questo orrore, il silenzio significherebbe complicità. L’incontro di oggi, che promuoviamo insieme ad Anci e Felcos, non è un semplice gesto formale, ma un atto politico e morale. Voglio contribuire a creare una diplomazia dal basso che rifiuti la forza e coltivi legami di fiducia e la difesa della vita. Il Comune di Perugia conferma con orgoglio il proprio sostegno al popolo palestinese, ai sindaci e alle comunità che lottano. Per me, piantare un albero o coltivare un giardino a Gaza e in Palestina è un atto di cura e di resistenza contro chi vuole cancellare un intero popolo. Concludo con un saluto e un impegno: ‘Salam malecom’, la pace sia con voi, con la Palestina, con Gaza e con tutta l’umanità che non si arrende”.

Massimiliano Presciutti, presidente della Provincia di Perugia e sindaco di Gualdo Tadino: “Dobbiamo avere il coraggio di andare controcorrente. In un momento in cui il Governo resta inerte, sento che è responsabilità degli enti locali intervenire. Per me, la bandiera esposta dal Comune di Perugia deve rimanere lì, a prescindere da tutto. Dobbiamo dimostrare che un altro mondo è possibile. Per questo, propongo di fare del prossimo 12 ottobre, giorno della marcia della pace Perugia-Assisi, un evento forte e radicato sul territorio, capace di parlare al mondo e di far sentire tutti i Comuni umbri e italiani impegnati concretamente per la pace”.

Fabio Barcaioli, assessore regionale con delega alla Pace: “Come Regione, dopo anni di silenzio, stiamo lavorando per riportare al centro la cooperazione internazionale. Questo progetto apre nuove prospettive e ci fa guardare al futuro con fiducia. Le istituzioni devono costruire le basi per la pace, e per questo rilancio l’invito del presidente Presciutti, la Marcia della Pace del 12 ottobre deve essere la più grande mai organizzata. La Perugia-Assisi può diventare un punto di riferimento internazionale. È fondamentale lavorare per il riconoscimento dello Stato della Palestina e per fermare il genocidio in atto a Gaza”.

Stefano Lo Russo, vicepresidente Anci Nazionale con delega alle politiche comunitarie e internazionali e Sindaco di Torino: “È un momento molto delicato della nostra cooperazione internazionale che è messa in difficoltà dalla situazione che vive ora la Palestina, realtà con cui, nel corso degli anni, abbiamo sviluppato tanti progetti. Ma non dobbiamo perdere la speranza. La cooperazione decentrata può supportare la costruzione di una cultura della pace, che è quella che sta mancando. L’iniziativa di Perugia va in quella strada e siamo contenti che la cultura della pace si stia sviluppando da Perugia per abbattere la cultura dell’odio”.

Ha concluso la carrellata degli interventi istituzionali Lorenzo Lucarelli, presidente Felcos e sindaco di Narni: “Sono orgoglioso per il grande lavoro svolto da Felcos in questi vent’anni nell’ambito della cooperazione allo sviluppo e nella costruzione di relazioni tra enti locali e territori. Questo forum rappresenta un gesto di responsabilità e impegno verso i Comuni e il popolo palestinese. Siamo qui perché sosteniamo il valore della cooperazione internazionale come strumento di sviluppo sostenibile e di pace e per sostenere il riconoscimento dello stato palestinese come atto di giustizia verso quel popolo e come fondamentale per la pace in Medio Oriente. I nostri progetti di cooperazione non sono solo simboli, ma azioni concrete. Sappiamo che la pace si costruisce dal basso, nei territori. Negli anni abbiamo creato una rete solida, collegando ogni obiettivo allo sviluppo sostenibile per il bene comune globale. Il nostro impegno è anche un atto politico. Per me è un grande onore partecipare a questo percorso. Solo lavorando insieme possiamo trovare soluzioni efficaci. Abbiamo operato in 19 paesi nel mondo, perché le sfide dello sviluppo sostenibile non conoscono confini”.

 

Lorenzo Lucarelli, Presidente di FELCOS e Sindaco di Narni

 

 

Esperienze di cooperazione umbre, italiane e palestinesi

Subito dopo si è parlato de “Il ruolo degli enti locali per lo sviluppo sostenibile – sindaci a confronto: esperienze di cooperazione umbre, italiane e palestinesi”. Al panel – moderato da Lucia Maddoli, responsabile area Cooperazione Internazionale Felcos e consigliera del Comune di Perugia con delega alla pace – hanno preso  parte alcuni sindaci italiani e palestinesi a partire da Sandro Pasquali, sindaco di Passignano sul Trasimeno e presidente pro-tempore dell’Unione dei Comuni del Trasimeno: “L’obiettivo che ci poniamo è semplice: è meglio costruire giardini, luoghi di cultura e di interscambio che creare odio e comprare armi. In questo contesto è importante dare vita ad una rete di gemellaggi. Dobbiamo continuare a costruire progettazione ed essere pratici, coltivare la politica del fare”.

Abd AL-kareem Zubaidi, sindaco di Salfit e presidente Apla: “Grazie per aver dato speranza al nostro popolo. A Gaza ed in alcune aree della Cisgiordania hanno distrutto grandi opere, anche di supporto alla nostra economia locale, ma noi continuiamo ad insistere nel parlare di pace. Grazie a tutti coloro che hanno lavorato in questo progetto. É stato il più grande a cui abbiamo partecipato. Non so se al nostro ritorno saremo arrestati visto che, dall’inizio di questa guerra, sono stati uccisi 6 nostri sindaci”.

Giovanna Iacovone, vice sindaca di Bari: “Questo evento rientro in una mobilitazione di quella parte delle istituzioni non vuole stare inerme. É proprio vero, come in questo caso, che l’indifferenza uccide e noi non dobbiamo permetterlo. Sarebbe bello mettere in atto un patto dei Sindaci europei che prendano delle posizioni al posto dei Governi europei”.

 

Il panel dedicato al confronto tra esperienze italiane e palestinesi coordinato da Lucia Maddoli, Vicedirettrice di FELCOS.

 

Andrea Sisti, sindaco di Spoleto e presidente Auri: “Noi come Comune di Spoleto abbiamo dato il primo segnale e siamo contenti che questa solidarietà si stia espandendo a macchia d’olio. Ringrazio la sindaca Ferdinandi per quello che ha fatto. Questi luoghi e persone hanno bisogno di vicinanza e vanno sostenuti. Vivere in questi territori occupati è difficile. Dobbiamo fare in modo che con questi progetti ritorniamo sui territori”.

Mahmoud Barham, sindaco di Beta: “Ci avete offerto un’accoglienza calorosa che ci ha fatto capire che non siamo soli. Il popolo palestinese ne ha bisogno, soprattutto gli enti locali. Siamo qui per difendere i nostri diritti umani, sanciti anche dalle leggi internazionali”.

Valter Stoppini, sindaco di Assisi: “Il progetto Land incarna i valori del Comune di Assisi, da secoli faro di pace e di dialogo, simbolo di fratellanza universale. Ora è nostro dovere stimolare la creazione di un tavolo di dialogo per rendere la diplomazia concreta ed attiva. Dobbiamo iniziare dal basso, partendo da noi stessi e dai nostri rapporti interpersonali”.

Abd Al-Kareem Sedir, sindaco di Jericho: “Il popolo palestinese vuole rivendicare i propri diritti. Per noi è importante poter partecipare a dei progetti condivisi tra i sindaci, che ci aiutino a crescere”.

Marzia Marchesi, assessore alla pace del Comune di Bergamo: “Essere qui oggi è importante. È fondamentale dare il nostro contributo e parlare di pace”.

 

Vittoria Ferdinandi, Sindaca di Perugia, e Fabio Roccuzzo, Vicepresidente del Consiglio Nazionale ANCI e Sindaco di Caltagirone, concludono i lavori del Forum degli Enti Locali.

 

Oltre alla Sindaca Ferdinandi, le conclusioni all’evento sono state fatte anche da Fabio Roccuzzo, vicepresidente Consiglio Nazionale Anci e sindaco di Caltagirone: “In Sicilia abbiamo firmato la Carta dei Diritti del Mediterraneo, con Caltagirone come primo comune firmatario, con la speranza che sempre più comuni italiani si uniscano a questo importante impegno. La questione palestinese è storica e di grande rilievo ed è fondamentale riconoscere lo Stato della Palestina. I Comuni hanno un ruolo decisivo e devono continuare a lavorare dal basso, affinché le comunità possano migliorare concretamente la qualità della loro vita. Per realizzare tutto questo, sono necessarie maggiori risorse da parte dello Stato, per poter avviare e sostenere un numero più ampio di progetti, non solo in Palestina ma anche in altre realtà nel mondo che hanno bisogno di aiuto. Non possiamo più accettare il silenzio di molti, né tollerare come Anci una disparità così profonda nel trattamento delle amministrazioni locali. Il prossimo 12 ottobre, Anci deve supportare con forza la Marcia della Pace, un momento che sono convinto rappresenterà la voce libera di uomini e donne che camminano insieme per la pace in Palestina. Ringrazio sinceramente per questa iniziativa: siete un modello concreto e positivo che merita di essere preso a esempio”.

 

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Umbria e Palestina unite per lo sviluppo sostenibile: al via gli incontri internazionali del progetto Land

Da lunedì 8 a mercoledì 10 settembre arriverà in Umbria una delegazione dei sindaci delle municipalità palestinesi che hanno partecipato al progetto LAND – Autorità Locali in Rete per lo Sviluppo sostenibile, finanziato da AICS e implementato dall’Unione dei Comuni del Trasimeno e FELCOS e realizzato in partenariato con ANCI Umbria, AURI, TSA, Comune di Assisi e Unione dei Comuni Terre dell’Olio e del Sagrantino. Al centro dell’agenda densa di appuntamenti istituzionali, la restituzione dei risultati raggiunti dal progetto nei territori di Ramallah e Nablus, oltre che lo svolgimento del primo Forum degli Enti Locali italiani e palestinesi che si terrà a Perugia, al Teatro Pavone, martedì 9 settembre. 

 

Potenziare la pianificazione ambientale, promuovere l’economia circolare e sensibilizzare le comunità palestinesi verso una gestione più consapevole delle risorse. Con questi obiettivi è nato e si sta concludendo il progetto Land (Autorità locali in rete per lo sviluppo sostenibile), finanziato da Aics (Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo), che vede coinvolti, oltre all’Unione dei Comuni del Trasimeno come capofila e Felcos come soggetto implementatore, in partenariato con Anci Umbria, l’Unione di Comuni Terre dell’Olio e del Sagrantino, Comune di Assisi, Tsa (Trasimeno Servizi Ambientali) e Auri (Autorità Umbra Rifiuti e Idrico), con l’apporto del partenariato palestinese e in prima fila quello di Apla (Association of Palestinian Local Authorities), oltre a quattro Municipalità palestinesi (Beita, Huwwara, Beit Liqia e Nileen).

 

Tra le attività rilevanti del progetto LAND in Cisgiordania il coinvolgimento dei giovani nella riqualificazione ambientale delle città e dei villaggi.

 

I risultati del progetto saranno presentati nel corso della missione che vedrà una delegazione palestinese di Apla venire in Umbria da lunedì 8 a mercoledì 10 settembre – per poi andare a Torino il giorno successivo – per dare vita ad un’iniziativa di grande rilevanza internazionale. Un’occasione unica per rafforzare il dialogo tra territori, condividere buone pratiche e costruire insieme un futuro più sostenibile. La delegazione palestinese sarà composta da: Abdallah Anati, direttore esecutivo di Apla; Abd AL-kareem Zubaidi, presidente di Apla e sindaco di Salfit; Husam Shakhsir, sindaco di Mayor; Mahmoud Barham, sindaco di Bieta; Abd Al-Kareem Sedir, sindaco di Jericho; Ghassan Qabaha, sindaco di Barta’a; Mohammed Isayed, interprete del Comune di Jericho.

Le varie iniziative in programma daranno vita a momenti di confronto, ispirazione e progettualità condivisa, dove le esperienze locali si intrecciano con le sfide globali. Un passo concreto verso territori più resilienti, inclusivi e sostenibili. Si comincerà lunedì 8 settembre con un seminario partecipativo dal tema “Insieme, comunità e istituzioni locali resistono e realizzano spazi di futuro. Il racconto di una collaborazione che restituisce fiducia”, che si terrà dalle 9,30 alle 12,30 presso la sala Consiliare del Comune di Passignano sul Trasimeno. La delegazione sarà ricevuta dal sindaco Sandro Pasquali, in rappresentanza dell’Unione dei Comuni del Trasimeno. Nel primo pomeriggio è in programma la visita alla sede Tsa di Magione con, a seguire, l’incontro a palazzo Donini a Perugia con la presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti, l’assessore regionale alla pace e alla cooperazione internazionale, Fabio Barcaioli, la presidente dell’Assemblea Legislativa dell’Umbria, Sarah Bistocchi, alcuni consiglieri dell’Assemblea Legislativa dell’Umbria e alcuni parlamentari umbri.

 

Uno degli obiettivi primari del progetto LAND è stata la costituzione a Ramallah e Nablus di due reti intercomunali formate da 21 municipalità.

 

Martedì 9 settembre la delegazione incontrerà la sindaca di Perugia, Vittoria Ferdinandi, con delega di Anci Nazionale alle Pari opportunità, famiglie, inclusione e pace, a palazzo dei Priori per poi recarsi al forum dal titolo “Sindaci in rete: dialogo e cooperazione tra Comuni italiani e palestinesi”, che si terrà presso il teatro Pavone di Perugia dalle 9,30 alle 13, organizzato da Anci Umbria e Felcos in collaborazione con Comune di Perugia e Anci Nazionale. Nel pomeriggio è previsto, alle ore 16 presso la sala Rossa del Comune di Perugia, un incontro tra i palestinesi con Federico Gori, presidente di Anci Umbria e sindaco di Montecchio, Lorenzo Lucarelli, presidente Felcos e sindaco di Narni, e Fabio Rocuzzo, vicepresidente Consiglio Nazionale Anci e sindaco di Caltagirone.

Mercoledì 10 la delegazione palestinese visiterà Villa Umbra, la Scuola di Pubblica Amministrazione, accolta dall’amministratore unico Joseph Flagiello, mentre nel pomeriggio si recherà a Foligno per incontrare, in sede, il partner Felcos.

Infine, giovedì 11 si recherà a Torino, dove è previsto un incontro con Stefano Lo Russo, sindaco della Città di Torino e delegato Anci alla cooperazione internazionale.

Con questa visita il progetto Land si avvia a conclusione. Una delegazione palestinese era già venuta in Umbria nel giugno del 2022 dando vita al primo interscambio di institutional building tra le varie parti coinvolte. Durante la missione i rappresentanti delle autorità locali palestinesi, inserite nel progetto, hanno acquisito una prima conoscenza sulle realtà istituzionali delle due Unioni di Comuni umbri, di Tsa e di Auri, dove hanno avuto modo di recepire esempi di buone pratiche umbre in materia di gestione dei rifiuti e di economia circolare (visite agli impianti, centri per il riuso, ecc). Nel corso della visita è stato sottoscritto anche un memorandum d’intesa – tra Apla, Felcos ed Anci Umbria – che aveva l’obiettivo di rafforzare e favorire lo scambio di esperienze e competenze tra territori della Palestina e dell’Umbria.

Ci sono ponti che possono unire i popoli. Per costruirli “Tanto dipende da noi”.

Il 14 maggio, nell’ambito delle attività della campagna di sensibilizzazione sulle corrette pratiche di riduzione e raccolta differenziata dei rifiuti “Tanto dipende da noi”, promossa da AURI in collaborazione con FELCOS, si è svolto un secondo incontro di E-Twinning tra una delle classi umbre coinvolte nel percorso didattico e una di quelle palestinesi coinvolte nel progetto L.A.N.D. –  Local Authorities Network for sustainable Development. L’incontro è servito agli alunni per condividere i risultati dei loro lavori, ma il suo significato è andato ben oltre portando lo sguardo verso un mondo migliore a cui non rinunciamo di credere. A raccontarci quelle emozioni è Nicolle Mercado, studentessa colombiana dell’Università degli Studi di Perugia e tirocinante presso FELCOS.

 

«El mundo es un pañuelo» (Il mondo è piccolo) è un’espressione molto comune in spagnolo che significa che non è strano incontrare o conoscere qualcuno che ha un legame con noi. In questo senso, l’iniziativa di mettere in contatto classi di paesi, culture, situazioni e lingue diverse, come il programma E-Twinning, ci ricorda questa frase, perché è in questi spazi che le nuove generazioni trovano quei legami che dimostrano che, nonostante tutte le differenze, in realtà abbiamo molto in comune. 


 

L’iniziativa di E-Twinning è stata concepita come un ponte e scambio di buone pratiche ambientali tra classi ambasciatrici di due progetti: Tanto dipende da noi, promosso da AURI – Autorità Umbra Rifiuti e Idrico in collaborazione con FELCOS, condotto a livello regionale sulle corrette pratiche di riduzione e raccolta differenziata dei rifiuti, e il progetto L.A.N.D. Autorità Locali in Rete per Lo Sviluppo Sostenibile, promosso dall’Unione dei Comuni del Trasimeno e che coinvolge come partner in loco l’Associazione delle Autorità Locali Palestinesi (APLA), quattro Municipalità palestinesi e che si realizza con il supporto istituzionale e tecnico-scientifico dei partner regionali quali FELCOS, ANCI Umbria, Unione di Comuni Terre dell’Olio e del Sagrantino, Comune di Assisi, AURI – Autorità Umbra Rifiuti e Idrico, Trasimeno Servizi Ambientali. Quest’ultimo progetto ha l’obiettivo di sostenere il ruolo degli Enti locali palestinesi per l’elaborazione di strategie e politiche di sviluppo territoriale inclusivo e sostenibile.

Durante il primo incontro, il 30 aprile, ho avuto la fortuna di partecipare al collegamento E-Twinning tra una classe palestinese della Ni’Ilin Primary school e la classe 2B dell’Istituto Omnicomprensivo Rosselli-Rasetti di  Castiglione del Lago. L’incontro non è stato privo di difficoltà: la distanza non solo ha comportato alcuni problemi tecnici legati alla connessione Internet, ma ha anche reso necessario tenere conto del fuso orario e della disponibilità dei giovani studenti e studentesse (di età compresa tra i 12 e i 15 anni) e dei loro docenti.

Molti si chiederanno come sia stato possibile realizzare questo incontro con lingue così diverse, ma sono rimasta piacevolmente sorpresa dall’uso dell’inglese dimostrato dagli studenti e studentesse, in particolare quelli di Castiglione del Lago, durante l’incontro e la presentazione che hanno condiviso con i loro compagni e compagne palestinesi, che in risposta si sono dimostrati più che entusiasti di presentare anche il club ambientale che hanno creato di propria iniziativa. Questo racconto è stato fatto con l’aiuto di una facilitatrice e traduttrice dall’arabo all’inglese affinché la classe e i suoi docenti responsabili in Palestina si sentissero completamente a loro agio e sicuri che non ci sarebbero stati problemi o confusione.

 

 

Tutti noi partecipanti abbiamo considerato il primo incontro un successo e un’esperienza importante di apprendimento, rimanendo impegnati e desiderosi di avere ancora più tempo per condividere durante un prossimo incontro.

Questo desiderio si è avverato per me, come membro del team FELCOS, e per la classe di Castiglione del Lago che il 14 maggio ha potuto incontrare nuovamente un’altra classe di studentesse palestinesi della Oqab Muftdi Secondary School for Girls della città di Awara, in una delle aree più compromesse nel conflitto, che ci hanno accolto con sorrisi ed entusiasmo sullo schermo dell’incontro virtuale.

Le ragazze erano accompagnate dalle loro insegnanti e durante la videochiamata alcune indossavano l’abito tradizionale delle donne di Awara, e un’altra anche il gilet del proprio club ambientale, tutte sorridenti e felici d’essere là con noi in quel momento. La loro attitudine così positiva mi ha colpito soprattutto quando, soltanto dopo, ho saputo che l’incontro era stato anticipato per il timore di un possibile attacco nella zona della scuola. 

Mai, in tutta la videochiamata, non ho visto paura né odio negli occhi delle ragazze e tanto meno nei loro sorrisi. In loro abbiamo percepito molto orgoglio quando hanno presentato i propri progetti ambientali: come avevano coltivato e piantato nel giardino della scuola dei fiori per abbellire gli spazi e piante che potevano anche servire da cibo. Nelle parole di un’alunna in particolare, l’orgoglio si manifestava nella volontà di mettere radici nella propria terra come forma di resilienza per ribaltare completamente il sentimento della “terra rubata”.

Oltre a rivendicare la terra nella forma più pura, le ragazze palestinesi hanno anche mostrato i progetti artistici che hanno realizzato con vecchi giornali e con il caffè utilizzato come inchiostro. Quando la classe di Castiglione ha chiesto loro quale possibile vocazione le attirasse per il futuro, molte hanno risposto con entusiasmo di voler diventare poetesse, accompagnando questa risposta con professioni come quella di dottoressa.

 

 

Alla fine è stata innegabile per tutti la felicità che le ragazze palestinesi hanno provato in questo spazio, le loro risate quando la classe di Castiglione del Lago ha alzato la voce all’unisono con la parola “Pizza!” in risposta alla domanda sul loro cibo preferito. Alcune ragazze si sono sentite così a loro agio in questo spazio da fare il grande passo e mettere da parte la traduzione ufficiale offerta per provare a parlare in inglese e avere un contatto ancora più diretto con i loro coetanei e coetanee italiani.

Alla fine non ho potuto fare a meno di pensare che le ragazze del secondo incontro e i ragazzi del primo non ci chiedessero nulla, per loro era la felicità più grande poter andare a scuola, stare con i loro amici, imparare, aiutare con i loro progetti e scoprire che c’è qualcuno in questo mondo che sembra aver dimenticato la loro nazione, che li vedi, parla con loro come ragazzi e ragazze normali che sono e che non dovrebbero mai smettere di essere.

Da questi incontri sono rimaste molte esperienze di apprendimento per garantire che in futuro altri possibili incontri siano ancora migliori, con una migliore gestione del tempo, maggiori garanzie tecniche e un uso più efficiente e dinamico degli strumenti tecnologici. Inoltre, abbiamo raccolto idee meravigliose come quella di creare un sistema di “amici di penna” tra le classi palestinesi e italiane, magari scambiando le buone pratiche tra i  progetti “L.A.N.D” in Palestina e“Tanto dipende da noi” in Italia come magari creare un giardino scolastico italo-palestinese.

Personalmente non posso che sentirmi grata per aver avuto la fortuna di far parte di questi due spazi così puri e belli. Concludo ringraziando FELCOS, i facilitatori, in particolare Moreno e Amal, la Association of Women’s Action for Training & Rehabilitation (AOWA), le scuole, la professoressa Capitani e, in particolare, le classi partecipanti in Palestina e a Castiglione del Lago (Italia); Colomba e Chiara di FELCOS, senza le quali tutto questo non sarebbe stato possibile.

 

 

Nicolle Mercado

Colombiana, tirocinante in FELCOS, studentessa dell’Università per Stranieri di Perugia.

 

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“Lavorare per l’ambiente è la nostra resilienza”. LAND e Tanto dipende da noi, storie diverse per una stessa speranza.

Durante una call, organizzata con docenti e coordinatrici scolastiche cisgiordane, sono stati messi a confronto i risultati e gli obiettivi dei progetti LAND – Autorità locali in rete per lo Sviluppo Sostenibile e Tanto dipende da noi – Perchè non è vero che TANTO non si può fare di più. Il primo promosso in Cisgiordania, nei territori di Ramallah e Nablus, il secondo in Umbria, ma che condividono tematiche e metodologie e che al centro mettono una stessa protagonista: la scuola. Luogo da cui costruire partecipazione, bene comune e futuro sostenibile.

 

“Lavorare per questo progetto e per l’ambiente rappresenta la nostra resilienza nei territori“.
Il valore del progetto LAND per le persone e le comunità scolastiche che in Cisgiordania ne portano avanti le attività, è tutto in questa testimonianza, che conserviamo come un piccolo grande dono e che ci parla di speranza. L’occasione l’ha fornita un confronto molto significativo tra il progetto LAND – Autorità Locali in Rete per lo Sviluppo Sostenibile, a cui lavoriamo nei territori di Ramallah e Nablus insieme all’Unione dei Comuni Terre dell’Olio e del Sagrantino, all’Unione dei Comuni del Trasimeno, al Comune di Assisi, AURI e ANCI Umbria, e il progetto Tanto dipende da noi – Perchè non è vero che TANTO non si può fare di più, che realizziamo in Umbria con AURI allo scopo di promuovere buone pratiche di riduzione e raccolta differenziata dei rifiuti. Due progettualità distinte, che interessano territori lontani, ma che condividono tematiche, metodologie e il protagonismo delle scuole, come luoghi dentro cui costruire presupposti nuovi di una coesistenza orientata alla collaborazione e alla partecipazione.

Un passaggio della call con gli operatori dei progetti LAND e Tanto dipende da noi

Ed è proprio durante la call che le docenti e le coordinatrici palestinesi delle 8 scuole elementari e medie coinvolte nella West Bank, hanno potuto raccontarci le tante attività che dal 2022 sono state implementate in quei luoghi grazie al progetto LAND e attraverso cui tanti bambini e adolescenti hanno partecipato alla trasformazione degli spazi scolastici in chiave sostenibile. Piantumazione di alberi, composizione di giardini scolastici, creazione di club ambientali, realizzazione di opere artistiche con materiali riciclati e recupero di cibo dalle mense scolastiche, sono solo alcuni esempi delle piccole e grandi azioni che hanno consentito a tutte quelle comunità di continuare a immaginare un futuro differente. Lo stesso futuro alla cui realizzazione, nelle proprie comunità territoriali di riferimento, contribuiscono anche gli alunni delle 16 scuole umbre coinvolte nel percorso educativo del progetto Tanto dipende da noi, che mira a coltivare anche qui una nuova consapevolezza orientata al bene comune.
Il dettaglio dei risultati raggiunti in tal senso da LAND è stato offerto da Widad T Qadi di APLA, Associazione delle Autorità Locali Palestinesi. “Ho visitato tutte le scuole coinvolte osservando i risultati, gli impatti e le attività implementate – ha raccontato Widad T Qadi durante la call – e ho visto l’entusiasmo di studenti, insegnanti e autorità sociali. Sono molto vicini alla realtà, hanno immaginato che non sarebbe stato possibile ottenere grandi risultati a causa delle difficoltà legate alla guerra, ma sono rimasti sorpresi dal fatto che abbiano implementato le attività meglio di quanto immaginato. Ilrisultato di questo impegno è che sono stati direttamente coinvolti 100 studenti in 8 scuole, formate 16 insegnanti e sono state incluse 8 municipalità locali. Risultati davvero eccellenti. L’iniziativa ha un grande potenziale, tanto che altre scuole e autorità sono interessate e quelle che hanno già implementato le attività sono pronte a realizzarne altre”.
Il racconto delle docenti palestinesi.
“L’obiettivo è stato aumentare la consapevolezza ambientale coinvolgendo gli studenti in attività significative. Questo ha incluso la creazione di club ambientali, lo sviluppo di un orto scolastico attraverso l’utilizzo di attrezzi forniti dal progetto e la promozione del lavoro volontario. Iniziative come il riutilizzo degli scarti alimentari della mensa scolastica, l’aumento della consapevolezza per un cibo sano, l’incoraggiamento al riciclo sono stati elementi chiave. L’obiettivo finale è sensibilizzare sulle problematiche ambientali non solo a livello scolastico, ma anche all’interno della comunità più ampia, infatti si sono create sinergie con le comunità e le autorità locali”.

 

Alcune ragazze di una scuola palestinese durante le attività del progetto LAND

 

“Abbiamo creato club ambientali focalizzati su iniziative di riciclo e progetti creativi. Questi hanno incluso il riutilizzo di carta per creare strutture artistiche e opere d’arte. Gli studenti hanno inoltre riciclato delle bottiglie di plastica, utilizzandole per piantare fiori e altre piante, ristabilendo la serra scolastica. Le attività si sono così estese alla cura delle piante della serra e alla creazione di aree verdi intorno alla scuola. Inoltre, i club ora promuovono la consapevolezza sul riciclo, progettando maschere e abbigliamento per sottolineare l’importanza delle pratiche sostenibili”.

“La scuola è diventata estremamente attiva e coinvolta in questo progetto, ottenendo ottimi risultati. Siamo riusciti a coinvolgere l’intera comunità scolastica, quindi non solo gli studenti ma anche gli insegnanti. I bambini più piccoli (da 1 fino 4 anni e dai 6 ai 10 anni) e gli studenti più grandi (dai 12 ai 16 anni) hanno collaborato su iniziative di protezione ambientale, come la pulizia e la piantumazione, utilizzando materiali riciclati. Il progetto ha garantito inoltre l’inclusione di studenti con disabilità o difficoltà, permettendo loro di partecipare attivamente senza essere esclusi. Gli insegnanti hanno cercato di collegare il progetto al curriculum, in particolare alle materie scientifiche, e hanno persino creato un opuscolo per evidenziare il lavoro e i risultati raggiunti”.

“Nonostante il tempo limitato e l’accesso ristretto alla scuola, siamo riusciti a lavorare su un progetto territoriale nella scuola primaria. Gli studenti si sono concentrati sul miglioramento dell’ambiente scolastico riciclando prodotti della scuola e della mensa. Hanno riutilizzato creativamente materiali, come le bottiglie, trasformandoli in vasi per le piante e distribuendoli in tutta la scuola. Sono stati piantati alberi di ulivo e altri tipi di alberi e sono stati realizzati murales a tema ambientale. Gli studenti e le studentesse sono stati particolarmente entusiasti di piantare fiori e alberi e sono rimasti molto interessanti e coinvolti durante tutto il progetto”.

“L’attenzione è stata rivolta all’aumento delle aree verdi nella scuola, creando un ambiente più fiorito e accogliente. Questo ha incluso la piantumazione di alberi e fiori, non solo per migliorare l’atmosfera, ma anche per fornire zone d’ombra durante le pause. In futuro, si potrebbe considerare l’aggiunta di una serra. Dopo la pandemia e le prolungate chiusure scolastiche, gli studenti e le studentesse si sono sentiti pienamente coinvolti in questo progetto. La loro collaborazione li ha aiutati a ristabilire un senso di appartenenza alla scuola. Sono fiduciosi nel poter continuare questi sforzi negli anni a venire”.

“La scuola inizialmente non disponeva di aree verdi. Gli studenti hanno trasformato il cortile scolastico piantando erba, creando zone d’ombra e seminando semi come le lenticchie. Hanno percepito come la scuola sia completamente cambiata e migliorata. Inoltre, hanno lavorato per riparare le porte dei bagni. Tutti gli studenti e le studentesse hanno partecipato attivamente, trasformando la scuola in un ambiente verde e vibrante. Sono entusiasti di continuare il progetto in futuro, sottolineando che la sostenibilità significa continuare a costruire sulla base di questi sforzi, fuori e dentro la scuola. Attraverso questa iniziativa, hanno anche sviluppato un forte senso di collaborazione”.

Una giornata di attività in una scuola umbra durante il progetto Tanto dipende da noi

Un racconto esperienziale a cui FELCOS ha contribuito raccontando il percorso didattico della campagna Tanto dipende da noi, che presenta molti punti in contatto con le attività realizzate nelle scuole palestinesi, sia per quanto riguarda i contenuti che le metodologie educative applicate. La volontà e la proposta è quella di poter creare una sinergia tra i due progetti, mettendo direttamente in contatto le scuole italiane con quelle palestinesi, in un’ottica di interscambio e co-progettazione.
Siamo sicuri che da questi semi di speranza possano nascere nuovi e duraturi ponti di dialogo e cooperazione. Ponti di Pace.
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Conflitto in Medio Oriente: il racconto di dolore di Sawsan Saleh (AOWA)

Sawsan Saleh ci ha raggiunti nella Sede Operativa di FELCOS, per un incontro dedicato alle drammatiche vicende che si stanno consumando a Gaza e, più in generale, in tutta la Palestina. Dal racconto della Presidente di AOWA, associazione di donne palestinesi con cui FELCOS ha lavorato durante il progetto “BEE The Change” e con cui lavora oggi con il progetto “L.A.N.D”, è emerso tutto l’orrore che i civili stanno vivendo ogni giorno in quella parte di mondo.

 

Un racconto pieno di dettagli drammatici, di dolore, ma anche di grande dignità. Parole difficili da pronunciare e da ascoltare, per tutto quello che evocano, ma che comunque non hanno mai rinunciato in ogni passaggio al garbo, regalando ai presenti quei tratti di umanità su cui continuiamo a intravedere e costruire l’insopprimibile idea ed esigenza di speranza. Se c’è luce nella disastrosa guerra in corso in Medio Oriente, lo dobbiamo proprio all’animo di chi non rinuncia alla propria umanità, al proprio sguardo sul futuro. Come Sawsan Saleh, Presidente dell’associazione di donne palestinesi AOWA (Association of Women’s Action for training and rehabilitation). E’ stata lei, durante un incontro che ha avuto luogo nella Sede Operativa di FELCOS mercoledì 27 dicembre, a fornirci una testimonianza diretta di quanto sta accadendo alla popolazione civile di quella parte di mondo. “La situazione a Gaza è catastrofica. Ad oggi sono stati superati i 20mila morti, di cui il 70% sono donne e bambini. A coloro che sono rimasti in vita – ha detto Sawsan all’inizio dell’incontro – occorre affrontare una realtà che è fatta di distruzione, mancanza di cibo, acqua, luce e medicine. In qualità poi di Presidente AOWA, mi preme porre una particolare attenzione alle condizioni drammatiche che stanno vivendo tutte le donne incinte, ancor più esposte alla sofferenza in quanto costrette a partorire senza l’ausilio di anestetici e cure adeguate. Una situazione che espone loro e i loro bambini a rischi enormi. Sono ancora le donne che pagano un prezzo altissimo in termini di dignità: quelle che vengono prelevate, vengono spogliate e portate via senza alcuna garanzia di rispetto dei loro diritti. Anche tutto il sistema scolastico è stato compromesso. A Gaza ogni luogo deputato all’educazione – asili, scuole, università – è stato distrutto. Per portare avanti le attività scolastiche basilari, siamo stati costretti a riadattarle in modalità on-line, anche se in molti studenti non sono adeguatamente organizzati a causa della mancanza di computer e reti internet. Chiediamo con forza la fine della guerra e di aprire tutti i canali per far arrivare alle popolazioni civili gli aiuti umanitari necessari per vivere”.

Una richiesta, per l’immediato cessate il fuoco umanitario, a cui si è unita con un comunicato stampa ufficiale anche FELCOS fin dai primi giorni di conflitto, raccogliendo in tal senso la richiesta avanzata dalle Nazioni Unite e dal Segretario Generale Antonio Guterres. L’incontro con Sawsan Saleh, a cui ha partecipato il Presidente di FELCOS, Moreno Landrini, l’Assessore del Comune di Magione, Vanni Ruggeri in rappresentanza dell’Unione dei Comuni del Trasimeno, il Direttore di FELCOS Massimo Porzi, la Vicedirettrice Lucia Maddoli e tutto l’Ufficio operativo, si è poi spostato sulla Cisgiordania.

“Anche nella West Bank la situazione si sta aggravando di ora in ora. Da molti anni – ha aggiunto la Presidente di AOWA – in quella parte dei territori palestinesi i civili subiscono aggressioni perpetrate in prevalenza dai coloni, ma in questi mesi tutto sta diventando ancor più esacerbato. Ai residenti delle tante municipalità viene impedito di vivere una vita normale e di lavorare alle proprie terre, dalle quali traggono la principale fonte di sostentamento. A causa dell’installazione improvvisa di checkpoint, molti non riescono a raggiungere i propri uliveti per la raccolta delle olive. A chi ci riesce vengono sequestrati i raccolti. Anche ad associazioni ed imprese non va meglio. Parlo ad esempio di quanto accaduto poche settimane fa ad AOWA. I coloni una notte sono entrati nella nostra sede di Jenin, dove molte donne lavorano alla produzione di saponi e olii essenziali, venduti anche all’estero e in Italia tramite le reti del commercio equo e solidale, distruggendo il laboratorio, le strutture e le attrezzature. Nonostante ciò, già dal giorno dopo abbiamo rimesso in piedi l’attività e siamo riuscite a consegnare gli ordinativi. Chi invece non riesce ad andare avanti sono quei 200mila palestinesi, di cui il 15% sono donne, che ogni giorno si recavano in Israele per lavorare nei settori dell’edilizia e dell’agricoltura. Dal 7 ottobre non hanno più lavoro e sono senza stipendio”.

Il rapporto tra FELCOS e la Palestina è un rapporto duraturo, che si lega in particolare ad AOWA fin dai tempi del progetto “BEE The Change” e che prosegue oggi con il progetto “L.A.N.D. – Autorità Locali in Rete per lo Sviluppo sostenibile“, a cui lavoriamo insieme all’Unione dei Comuni del Trasimeno (capofila), ad ANCI Umbria, all’Unione di Comuni Terre dell’Olio e del Sagrantino, al Comune di Assisi, ad AURI – Autorità Umbra Rifiuti e Idrico, a TSA S.p.A. – Trasimeno Servizi Ambientali e ad APLA – Associazione Palestinese delle Autorità Locali e alle Municipalità di Beita, Huwwara, Beit Liqia e Nileen. “Abbiamo lavorato al progetto L.A.N.D. con grande entusiasmo – ha detto al riguardo Sawsan – realizzando workshop su tematiche ambientali e sviluppo sostenibile rivolti ai docenti di 8 scuole situate nei territori di Ramallah e Nablus. Con loro abbiamo avviato percorsi educativi attraverso anche lo strumento del teatro, che attualmente sono sospesi e che stiamo cercando di capire come portare avanti”.

E’ proprio guardando al futuro che il Presidente di FELCOS, Moreno Landrini, è intervenuto portando l’attenzione su tutto ciò che può essere fatto sia grazie alle progettualità presenti e future, su cui ha ribadito la necessità del “massimo sforzo”, che attraverso la possibile organizzazione di incontri istituzionali fra organismi italiani e palestinesi, grazie ai quali “tenere alta l’informazione e l’attenzione su quanto sta accadendo”. Inoltre, il Presidente Landrini, ha voluto condividere una riflessione sulla necessità che proprio dalla popolazione palestinese arrivi l’indicazione di quali siano i propri riferimenti istituzionali a cui rivolgono lo sguardo per immaginare un proprio futuro lontano da Hamas e dalle sue derive violente e fondamentaliste.

“Tutto ciò che siamo e che facciamo – ha concluso al riguardo Sawsan Saleh – dimostra che siamo lontani da ciò che fa e rappresenta Hamas, sia politicamente che socialmente. La Palestina ha bisogno di una società laica e democratica, ma occorre che l’Europa e la comunità internazionale guidata dalle Nazioni Unite, quindi anche Israele, consentano davvero al nostro popolo di compiere questo percorso con il quale veder riconosciuto lo Stato Palestinese. Il nostro riferimento istituzionale è l’OLP e l’Autorità Nazionale Palestinese guidate da Abu Mazen”.

 

 

 

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Medio Oriente: tutti insieme fermiamo la guerra e costruiamo la Pace

COMUNICATO STAMPA

Martedì 17 ottobre 2023

Moreno Landrini, Presidente di FELCOS

“Profondo dolore ed estrema preoccupazione”. Sono questi i sentimenti che Moreno Landrini, Presidente di FELCOS, Associazione di Comuni per lo Sviluppo Sostenibile, intende esprimere a nome di tutta l’Associazione, al termine del Consiglio Direttivo riunitosi lunedì 16 ottobre, in riferimento ai drammatici fatti che si stanno verificando in Medio Oriente.

“Condanniamo senza riserve il brutale attacco di Hamas contro Israele avvenuto lo scorso 7 ottobre, che ha provocato la perdita di centinaia di vite umane, tra cui bambini, donne e uomini di ogni età, e il rapimento di numerosi civili innocenti. La storica e consolidata relazione di cooperazione di FELCOS – afferma Landrini – con i Comuni, le Istituzioni locali e le associazioni palestinesi, che attualmente ci vede impegnati con il progetto “L.A.N.D. – Autorità Locali in Rete per lo Sviluppo sostenibile”, un progetto finanziato dall’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (AICS) a cui lavoriamo con l’Unione dei Comuni del Trasimeno e con l’Unione delle Terre dell’Olio e del Sagrantino, insieme ad ANCI Umbria, Comune di Assisi, AURI Umbria e TSA, sottolinea il profondo legame che ci unisce a quelle terre e, in particolare, alle popolazioni palestinesi e israeliane.

Come costruttori di ponti di Pace e dialogo, rivolgiamo un accorato appello a tutta la comunità internazionale affinché si adoperi con ogni sforzo e mezzo, per la salvezza e la protezione di tante altre vite innocenti, per evitare ulteriori escalation del conflitto, che potrebbe espandersi in maniera incontrollabile, e per la fine immediata delle ostilità.

Sosteniamo dunque l’appello delle Nazioni Unite per il cessate il fuoco, per il rispetto del diritto umanitario internazionale, per la liberazione di tutti gli ostaggi, per la creazione di corridoi umanitari per i civili, in particolare per i bambini e le persone più vulnerabili. Si può e si deve evitare una catastrofe umanitaria che non porterà né sicurezza né pace ad Israele e alla Palestina, ma solo più dolore, odio e violenza.

Hamas non rappresenta la Palestina e il popolo palestinese e la soluzione di questa crisi non può tradursi nell’annientamento della popolazione di Gaza. L’assedio totale, i bombardamenti indiscriminati e l’ultimatum di evacuazione potrebbero causare una catastrofe umanitaria.

Chiediamo all’Europa e all’Italia di assumere un ruolo di primo piano accanto alle Nazioni Unite nella ricerca del dialogo e della collaborazione nell’affrontare questa crisi.

Una volta che le armi taceranno, sarà fondamentale affrontare il tema di una Pace giusta e duratura per tutta l’area e le popolazioni che la abitano, attraverso il contestuale riconoscimento del legittimo diritto dei Palestinesi a uno Stato indipendente e di Israele nel vedere garantita la propria sicurezza. Scopi che rendono necessario un impegno a lungo termine anche tramite azioni di cooperazione allo sviluppo volte a ricostruire fiducia, offrire speranza e una vita dignitosa.

Noi, così come abbiamo sempre fatto, continueremo ad impegnarci con la nostra azione di cooperazione e dialogo tra territori e a sostenere tutte le iniziative in grado di promuovere il raggiungimento di una pace stabile e giusta per il Medio Oriente”.

Situazione in Palestina, dal Progetto LAND solidarietà e volontà di proseguire

I partner del Progetto di cooperazione internazionale “L.A.N.D. – Autorità Locali in Rete per lo Sviluppo sostenibile” hanno incontrato i Sindaci delle quattro municipalità palestinesi coinvolte nel progetto, per esprimere loro vicinanza e solidarietà attraverso un impegno concreto nel proseguire i lavori nonostante le tensioni e le difficoltà del momento. L’intervento del Console Generale d’Italia a Gerusalemme, Giuseppe Fedele: “Forte preoccupazione per i recenti sviluppi nell’area”.

 

L’INCONTRO

Un racconto che ci ha parlato di sofferenza, paura, dolore. Ma anche di determinazione, resilienza, voglia di continuare a guardare al futuro nonostante le difficoltà sempre più stringenti. Uno sforzo di coraggio e speranza che FELCOS e i Comuni umbri coinvolti nel Progetto di cooperazione internazionale “L.A.N.D. – Autorità Locali in Rete per lo Sviluppo sostenibile”, attivo dal 2022, intendono raccogliere esprimendo solidarietà e vicinanza umana oltre che istituzionale ai partner palestinesi, ma anche e soprattutto con l’impegno a fornire aiuti concreti e a far conoscere ciò che accade in quelle zone della Palestina tanto duramente colpite.

 

A seguito dei recenti sviluppi che hanno visto, a partire dallo scorso 26 febbraio, un riacutizzarsi di episodi di violenza a danno delle popolazioni civili in Cisgiordania, si è tenuto un importante incontro istituzionale in streaming che ha visto la partecipazione del Console Generale d’Italia a Gerusalemme, Giuseppe Fedele, del Direttore dell’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo di Gerusalemme (AICS), Guglielmo Giordano, del Presidente di FELCOS e Sindaco di Spello, Moreno Landrini, del Vicepresidente di FELCOS e Sindaco di Montecchio, Federico Gori, per l’Unione dei Comuni del Trasimeno il Presidente e Sindaco di Castiglione del Lago, Matteo Burico, il Sindaco di Magione, Giacomo Chiodini, il Sindaco di Panicale, Giulio Cherubini, e il Sindaco di Passignano sul Trasimeno, Sandro Pasquali, la Vicesindaca di Narni, Alessia Quondam Luigi, l’Assessora alle Politiche sociali del Comune di Gubbio, Simona Minelli, e, dalla Palestina, il Sindaco di Salfit e Presidente dell’Associazione Nazionale delle Autorità Locali Palestinesi – APLA  Abdul Karim Al Zubaidi e i Sindaci delle Municipalità di Awara, Moein Abdul Karim Saeed Damidi, di Beta, Mahmoud Suleiman Barham, di Ni’lin, Yuseph Al Khawaja, di Bet Liqia, Areej Assi.

 

LE TESTIMONIANZE

È proprio dalle parole di questi ultimi che sono giunti i racconti di quanto sta avvenendo in quei territori, dove le azioni dell’esercito israeliano sono ormai quotidiane e gli attacchi perpetrati da coloni israeliani armati alle città e ai centri abitati della Cisgiordania, stanno costringendo le comunità palestinesi, specie quelle della zona di Awara, in condizioni di estrema criticità.

Sono già più di 90 le vittime e oltre 1.000 i feriti dall’inizio dell’anno. Centinaia le abitazioni e infrastrutture civili gravemente danneggiate. Molto numerosi gli animali domestici uccisi, gli uliveti e altre tipologie di colture distrutte. Ingenti i danni al paesaggio e al patrimonio ambientale. “Le nostre città vengono completamente chiuse e tutte le attività bloccate”, ha riferito il Sindaco di Awara, cittadina che “patisce perdite di vite umane e la distruzione di beni, scuole, attività economiche e coltivazioni, tra cui gli uliveti, preziose fonti di sostentamento economico”.

 

Territori e città dove FELCOS, con due Unioni dei Comuni e altri partner umbri, sta lavorando grazie al Progetto di cooperazione internazionale L.A.N.D., finanziato dalla Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo – AICS, a cui ha fatto fortemente richiamo il Console Generale d’Italia a Gerusalemme, Giuseppe Fedele, parlando proprio di speranza e futuro. “La situazione sul terreno è molto difficile – ha detto Fedele in un passaggio del suo intervento – a seguito delle recenti violenze e delle rigide misure di sicurezza adottate dalle autorità israeliane. L’Italia a più riprese nelle ultime settimane ha espresso forte preoccupazione per i recenti sviluppi nell’area. Il mio pensiero va alle istituzioni e alle popolazioni dei territori coinvolti nel Progetto L.A.N.D. del quale, proprio alla luce di tutto quello che sta avvenendo, si evince l’importanza. Attraverso iniziative del genere, i partner italiani possono infatti offrire contributi speciali, che vanno al di là del supporto economico. Grazie al progetto L.A.N.D. i Comuni umbri e le loro Associazioni possono mettere a disposizione capacità ed esperienze davvero importanti per il loro futuro delle comunità locali palestinesi”.

 

Una posizione di vicinanza solidale, sia umana che istituzionale, rappresentata a nome di tutti i partner del progetto L.A.N.D. dal Sindaco di Castiglione del Lago, Matteo Burico, Presidente dell’Unione dei Comuni del Trasimeno (soggetto capofila di progetto). “I racconti e le testimonianze che abbiamo ascoltato – ha detto Burico – ci colpiscono come esseri umani, prima ancora che come amministratori. Noi siamo piccole comunità, ma abbiamo gran cuore e cercheremo di fare ancora di più per attuare azioni concrete di sostegno e aiuto”. Parole rimarcate anche da Guglielmo Giordano, Direttore AICS di Gerusalemme. “Sono commosso per questa mobilitazione – sono state le parole di Giordano –, una vicinanza ancor più importante in considerazione del silenzio che è calato intorno a queste vicende dolorose e sulle quali siamo chiamati ad un impegno concreto volto a ripiantare gli ulivi, ricostruire le scuole, dare informazione”.

 

L’IMPEGNO

Determinazione alla concretezza degli impegni che ha caratterizzato le parole del Sindaco di Salfit  e Presidente dell’ Associazione Nazionale dei Comuni Palestinesi, Abdul Karim Al Zubaidi e del Presidente di FELCOS e Sindaco di Spello, Moreno Landrini, che in chiusura ha ribadito come “l’impegno di solidarietà e vicinanza operativa e concreta si conferma e rafforza, tra tutti i partner umbri del progetto L.A.N.D. e le Municipalità palestinesi”.

L’incontro si è quindi concluso con l’assunzione di tre impegni concreti su cui continuare a lavorare insieme:

  1. portare avanti i progetti in corso, nonostante le difficoltà del contesto;
  2. tenere alta l’attenzione dell’opinione pubblica sulla situazione in Palestina;
  3. intraprendere iniziative di solidarietà concrete in grado di non far spegnere mai la luce della speranza.

Impegni e azioni su cui nelle prossime settimane redigeremo una road map insieme ai colleghi palestinesi e ai partner del progetto L.A.N.D.

 

 

IL PROGETTO L.A.N.D.

Il progetto L.A.N.D. – Autorità in Rete per lo Sviluppo sostenibile, co-finanziato dall’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (AICS), attivo dal 2022, ha l’obiettivo di sostenere il ruolo degli Enti locali palestinesi per l’elaborazione di strategie e politiche di sviluppo territoriale inclusivo e sostenibile. In particolare, prendendo a riferimento l’esperienza umbra delle unioni intercomunali, intende rafforzare le capacità istituzionali di pianificazione e di gestione consorziata dei servizi ambientali in ottica di riduzione dei rifiuti, riqualificazione degli spazi pubblici e supporto a iniziative di economia circolare nelle aree di Ramallah Ovest e Nablus Sud, e, allo stesso tempo, promuovere percorsi di sensibilizzazione e partecipazione delle comunità locali coinvolte a supporto delle strategie locali e nazionali per la sostenibilità ambientale.

Il progetto, promosso dall’Unione dei Comuni del Trasimeno, coinvolge come partner in loco l’Associazione delle Autorità Locali Palestinesi (APLA), oltre alle quattro Municipalità palestinesi di Awara, Beta, Ni’Ilin, Bet Liqia e di altri 17 villaggi, e si realizza con il supporto istituzionale e tecnico-scientifico dei partner regionali quali FELCOS, ANCI Umbria, Unione di Comuni Terre dell’Olio e del Sagrantino, Comune di Assisi, Autorità Umbra Rifiuti e Idrico (AURI Umbria), Trasimeno Servizi Ambientali.