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Comune di Foligno

Eco-ansia e giovani: con il progetto ECO-A avviato un percorso condiviso tra ascolto, creatività e azione

A Foligno ha preso avvio il progetto europeo Erasmus+ ECO-A, promosso da FELCOS, che affronta il tema dell’eco-ansia coinvolgendo attivamente i giovani. Il World Café, organizzato presso l’ITT Leonardo Da Vinci, con Michela Bastianelli e Dedalo APS, ha rappresentato un primo spazio di ascolto e co-creazione. Dal confronto con le studentesse e gli studenti sono emerse criticità ma anche nuove prospettive educative. La creatività si afferma come strumento di risposta all’incertezza. Il percorso ha indicato la necessità di azioni condivise tra scuola, territorio e comunità.

In un contesto segnato da crescenti incertezze ambientali e sociali, il tema dell’eco-ansia sta emergendo come una delle principali sfide che attraversano le giovani generazioni, ponendo interrogativi profondi sul rapporto tra benessere individuale, futuro e sostenibilità. In questa prospettiva si inserisce il progetto europeo Erasmus+ ECO-A, promosso da FELCOS, che intende affrontare tale fenomeno attraverso un approccio partecipativo e interdisciplinare.

La graphic designer Michela Bastianelli durante il World Cafè di ECO-A organizzato presso l’ITT Leonardo Da Vinci di Foligno

Il 25 marzo 2026, presso la biblioteca dell’ITT “Leonardo da Vinci” di Foligno, si è svolto il World Café di pre-lancio del progetto, configurandosi come un primo momento strutturato di ascolto e confronto con i giovani coinvolti nel servizio YAPS – Young and Peer School. L’iniziativa ha visto la partecipazione attiva di studenti e studentesse già impegnati in percorsi di peer education, orientamento tra pari e promozione del benessere psicologico all’interno della comunità scolastica.

Attraverso una metodologia partecipativa articolata in tavoli tematici dedicati a paure, possibilità e strategie, il World Café ha favorito la costruzione di uno spazio di dialogo aperto, capace di valorizzare le esperienze individuali e trasformarle in riflessione collettiva. In questo contesto, l’eco-ansia è emersa non solo come condizione di disagio, ma anche come punto di partenza per attivare processi di consapevolezza e responsabilità condivisa.

Uno degli elementi più significativi emersi dal confronto riguarda il ruolo della creatività, interpretata dai giovani come una vera e propria leva trasformativa. Il concetto di “Creati-vita”, elaborato durante i lavori, restituisce l’idea di una creatività intesa non solo come espressione artistica, ma come capacità di immaginare alternative, generare significati e costruire risposte positive all’incertezza contemporanea.

Parallelamente, il dialogo ha evidenziato alcune criticità rilevanti, tra cui una percezione della natura come distante o poco stimolante rispetto alla forte sollecitazione dei contesti digitali, nonché una forma di “amnesia ambientale” che porta a considerare come normalità condizioni di impoverimento ecologico. Tali elementi non indicano disinteresse, bensì la necessità di sviluppare nuovi linguaggi educativi e relazionali, in grado di ristabilire un legame autentico tra giovani e ambiente.

Le studentesse e gli studenti che hanno partecipato al World Cafè del progetto ECO-A

In risposta a queste evidenze, il progetto ECO-A si configura come un laboratorio transdisciplinare che integra psicologia, pedagogia, comunicazione e linguaggi espressivi, ponendosi in continuità con precedenti esperienze di ricerca-azione partecipativa e valorizzando il contributo diretto dei giovani nei processi di co-creazione.

Il percorso avviato a Foligno proseguirà nei prossimi mesi con attività pilota nelle scuole, momenti di scambio a livello europeo e il coinvolgimento di partner internazionali, contribuendo alla costruzione di metodologie innovative per affrontare il tema del benessere giovanile in relazione alle sfide ambientali.

Questo primo momento di confronto ha evidenziato come la scuola e il territorio possano configurarsi come spazi strategici di sperimentazione, nei quali le fragilità emergenti si trasformano in opportunità educative e in cui il dialogo tra attori diversi diventa leva per il cambiamento.

Affrontare l’eco-ansia richiede infatti un impegno condiviso, capace di integrare dimensioni individuali e collettive e di promuovere una visione del futuro fondata sulla partecipazione, sulla responsabilità e sulla capacità di immaginare e costruire insieme nuove traiettorie di sviluppo sostenibile.

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Giovani, comunità e territori rurali protagonisti di un percorso europeo su suolo, biodiversità e partecipazione

Al via nella Zona Sociale 8 dell’Umbria le azioni pilota del progetto Rural Voices 2030.

Il Comune di Foligno, in qualità di partner del progetto europeo Rural Voices 2030, promuoverà nel corso del 2026 e con il supporto tecnico di FELCOS – Associazione di Enti territoriali per lo Sviluppo sostenibile e la Cooperazione internazionale, un articolato insieme di azioni pilota territoriali rivolte ai giovani e alle comunità della Zona Sociale 8.

Il progetto, finanziato nell’ambito del Programma europeo DEAR e sviluppato da un consorzio di 12 Paesi, mira a rafforzare il protagonismo delle giovani generazioni nelle aree rurali sui temi della tutela del suolo (Obiettivo 15 Agenda 2030) e della parità di genere (Obiettivo 5), attraverso percorsi educativi, partecipativi e di co-progettazione territoriale.

Le azioni pilota rappresentano il cuore operativo del progetto a livello locale, realizzando esperienze concrete che intrecciano educazione, cultura, ambiente e innovazione sociale, nate dall’ascolto dei bisogni dei giovani e dei territori e sviluppate in dialogo con istituzioni, scuole, associazioni e comunità locali.

 

Una strategia territoriale integrata

Le iniziative si inseriscono in una visione coordinata di sviluppo locale che valorizza la dimensione della Zona Sociale 8 come spazio di governance collaborativa, capace di connettere aree urbane, montane e rurali attraverso reti educative, comunità del cibo, comunanze agrarie e pratiche di cittadinanza attiva. L’obiettivo è costruire un ecosistema territoriale in cui giovani, istituzioni e attori locali co-progettano il futuro, promuovendo sostenibilità, inclusione e nuove forme di abitare i territori rurali.

 

Le azioni pilota 2026

Officina Territoriale Editoriale – L’Ambra della Terra

Un laboratorio editoriale e territoriale che coinvolge studenti e giovani nella costruzione di un racconto collettivo radicato nel paesaggio rurale di Trevi. Attraverso agroecologia, memoria e narrazione, il territorio diventa strumento educativo e spazio di sperimentazione.

  • Periodo: febbraio – giugno 2026
  • Partner: Istituto Tecnico Agrario della Valnerina
  • Focus: narrazione territoriale, agroecologia, editoria partecipata
  • Con il patrocinio del Comune di Trevi

 

L’Ambra della Terra, una delle azioni pilota del progetto Rural Voices 2030

 

 

CLUB 3 – Laboratorio di empowerment giovanile tra memoria, suolo e futuro.

Ispirato all’esperienza storica dei Club 3P della Coldiretti  e del Centro Mancini di Sant’Eraclio, il percorso mira a costruire uno spazio contemporaneo di attivazione giovanile, capace di connettere memoria locale e innovazione sociale.

  • Periodo: febbraio – luglio 2026
  • Partner: Comunanza Agraria di Sant’Eraclio, Associazione LiberAmente, Oratorio Don Mariano
  • Focus: empowerment giovanile, comunità, suolo, memoria

 

Laboratorio CLUB3, la seconda delle azioni pilota del progetto Rural Voices 2030 che interessa il territorio di Sant’Eraclio di Foligno

 

Semi futuri – Percorso comunitario e formativo dedicato al ciclo del seme.

Un’esperienza che accompagna giovani, scuole e famiglie delle comunità di Valtopina e Capodacqua, lungo l’intero ciclo stagionale del seme, dalla semina alla conservazione, rafforzando il legame tra biodiversità, educazione e comunità.

  • Periodo: marzo – ottobre 2026
  • Partner: Parco 3A, Casa dei Semi della Valle Umbra, Associazione Seminati, comunità locali
  • Focus: biodiversità, comunità educante, sostenibilità
  • Con il patrocinio del Comune di Valtopina

 

Con Semi Futuri le azioni pilota del progetto Rural Voices 2030 raggiungo i territori di Valtopina e Capodacqua

 

La Tribù di Augh – Si pedala sull’Appennino Umbro

Un laboratorio itinerante che unisce cicloviaggio, narrazione e partecipazione. Durante l’evento sarà attiva una stazione radio partecipata con racconti dal territorio e attività interattive sui temi del suolo, del clima e delle pari opportunità.

  • Periodo: 4–5 luglio 2026
  • Partner: Umbria Bikepacking A.S.D., DOT Radio
  • Focus: narrazione territoriale, mobilità lenta, partecipazione giovanile

Con La Tribù di Augh il progetto Rural Voices 2030 darà vita ad una Stazione parlante

 

Ulteriori azioni territoriali e percorso di advocacy

Alle azioni pilota si affiancheranno ulteriori iniziative territoriali che saranno progressivamente attivate nel corso del 2026 attraverso nuove collaborazioni locali, con l’obiettivo di ampliare il coinvolgimento di giovani, associazioni e comunità della Zona Sociale 8.

Parallelamente, il progetto prevede l’avvio di una serie strutturata di incontri e tavoli di advocacy, a livello locale, nazionale ed europeo, finalizzati a tradurre le esperienze territoriali in proposte concrete di policy.

Questi percorsi si basano su un approccio metodologico che integra:

  • ascolto attivo delle comunità e dei giovani;
  • raccolta e analisi di evidenze qualitative e quantitative;
  • costruzione di raccomandazioni operative per i decisori pubblici;
  • attivazione di canali di dialogo istituzionale e pubblico.

L’obiettivo è accompagnare un processo di riconoscimento e valorizzazione istituzionale delle pratiche locali, affinché possano contribuire alla definizione di politiche pubbliche più efficaci e inclusive.

 

Un percorso che parte dall’ascolto

Le azioni pilota nascono da un percorso di indagine e partecipazione promosso dal Comune di Foligno, che ha coinvolto giovani tra i 15 e i 35 anni e attori territoriali, evidenziando bisogni, aspettative e visioni per il futuro delle aree rurali.

I risultati raccolti orientano lo sviluppo di attività educative e culturali finalizzate a:

  • rafforzare la consapevolezza sul valore del suolo come risorsa vitale;
  • promuovere il protagonismo giovanile nelle comunità locali;
  • sostenere modelli di sviluppo sostenibile e inclusivo.

Con Rural Voices 2030 il Comune di Foligno rafforza il proprio impegno nel costruire politiche territoriali partecipate, capaci di mettere al centro i giovani e le comunità rurali. Le azioni pilota e il percorso di advocacy rappresentano uno spazio concreto di sperimentazione e innovazione, in cui educazione, ambiente e cittadinanza attiva si intrecciano per generare impatto locale e contribuire alle politiche pubbliche.

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Umbria Legale e Sicura porta il tema dello sfruttamento lavorativo a scuola

Si è concluso in Umbria un ciclo di laboratori del progetto “Umbria Legale e Sicura”, cche ha coinvolto oltre 200 studenti delle scuole secondarie. Il percorso ha affrontato il tema dello sfruttamento lavorativo, mettendo a confronto percezioni e dati reali. Attraverso attività interattive e role-playing, i giovani hanno esplorato dinamiche, vulnerabilità e responsabilità. Il laboratorio ha rafforzato consapevolezza e pensiero critico su diritti e lavoro dignitoso. Un’esperienza che conferma il ruolo dell’educazione nella prevenzione e nel contrasto allo sfruttamento.

Si è concluso il primo ciclo di laboratori nelle scuole secondarie di secondo grado dell’Umbria nell’ambito del progetto “Umbria Legale e Sicura – interventi di supporto all’integrazione e contrasto allo sfruttamento lavorativo”, promosso con Regione Umbria capofila e FELCOS tra i partner attuatori. Un percorso che ha coinvolto 7 istituti scolastici, 12 classi e 222 studentesse e studenti, chiamati a riflettere su un tema centrale: lo sfruttamento lavorativo, con particolare attenzione alla condizione dei cittadini di Paesi terzi.

 

Con il progetto Umbria Legale e Sicura abbiamo portato il tema dello sfruttamento lavorativo nelle scuole

Sfruttamento lavorativo: tra percezione e realtà
Il laboratorio ha preso avvio da una domanda chiave: quanto conosciamo davvero il fenomeno dello sfruttamento lavorativo nel nostro territorio? Le classi hanno lavorato in gruppi di lavoro sulle proprie percezioni: è presente in Umbria? In quali settori? Chi sono le persone più esposte? Qual è il legame tra condizione migratoria e vulnerabilità lavorativa? Il confronto tra le loro percezioni e i dati ufficiali ha aperto uno spazio di analisi e riflessione critica. È emerso come lo sfruttamento non sia un fenomeno distante o confinato ad altri contesti geografici, ma una realtà presente anche a livello regionale, spesso in forme meno visibili. Sono state approfondite le condizioni di vulnerabilità che accrescono il rischio di sfruttamento per i cittadini di Paesi terzi, tra cui, precarietà contrattuale, dipendenza dal datore di lavoro per il mantenimento del permesso di soggiorno, barriere linguistiche, scarsa conoscenza dei propri diritti.

 

Al centro delle attività un gioco di ruolo basato su eventi realistici

 

Mettersi nei panni degli altri
Parte centrale del laboratorio è stata l’attività di role-playing, attraverso la quale studentesse e studenti sono diventati protagonisti attivi, impersonando figure coinvolte nelle dinamiche dello sfruttamento lavorativo e mettendo in scena un caso realistico. Lavoratori migranti, intermediari, caporali, rappresentanti sindacali, ispettori del lavoro, forze dell’ordine, mediatori culturali sono stati alcuni dei personaggi interpretati. L’esperienza ha avuto un forte impatto: vivere in prima persona situazioni di vulnerabilità e asimmetria di potere ha reso il fenomeno più tangibile e comprensibile. Il confronto tra ruoli diversi ha evidenziato la complessità del sistema e le responsabilità diffuse che possono favorire o contrastare lo sfruttamento. A seguire, un approfondimento interattivo ha chiarito il quadro normativo nazionale, la definizione giuridica di sfruttamento lavorativo, soprattutto per cittadini di Paesi Terzi, gli strumenti di tutela esistenti e il ruolo delle istituzioni, con riferimento agli interventi attivati dal progetto “Umbria Legale e Sicura”.

 

Spazio al pensiero critico e alla creatività
Il percorso si è concluso con il lancio di un contest regionale rivolto alle scuole partecipanti, volto a stimolare la produzione di elaborati e racconti multimediali capaci di sensibilizzare la cittadinanza sui temi del lavoro dignitoso, dei diritti e del contrasto allo sfruttamento lavorativo di cittadini di paesi terzi.

Dai feedback raccolti emerge una valutazione molto positiva. Le classi hanno riconosciuto nel laboratorio uno spazio di confronto autentico su un tema spesso poco trattato in modo strutturato nei percorsi scolastici. La presenza di contesti multiculturali ha favorito uno scambio ricco e radicato nelle esperienze personali. Particolarmente apprezzato è stato il lavoro sulle percezioni iniziali, messo a confronto con i dati reali, che ha rafforzato il senso critico. Il gioco di ruolo, indicato come uno degli elementi più efficaci, ha permesso di comprendere come lo sfruttamento lavorativo non sia un concetto astratto, ma una realtà che incide sulla dignità delle persone e sulla loro qualità di vita. Un primo ciclo di laboratori che conferma il valore dell’educazione come strumento di sensibilizzazione, informazione e prevenzione dello sfruttamento, promuovendo consapevolezza, legalità e integrazione.

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Giovani, suolo, cibo e saperi: a Sant’Eraclio di Foligno nasce l’idea di una nuova ruralità.

Procedono a gran ritmo le attività del progetto europeo Rural Voices 2030, di cui il Comune di Foligno è partner con il supporto tecnico di FELCOS. A Sant’Eraclio, presso i locali della Casa parrocchiale, si è tenuto il secondo Youth Lab dedicati alla partecipazione giovanile intorno ai temi del progetto. Durante un World Cafè molto partecipato, è stato affrontato il rapporto tra i giovani e la terra, le comunità del cibo e i saperi locali. Tante le esigenze e le proposte emerse per far tornare i territori rurali luoghi attrattivi per le nuove generazioni.

 

Il secondo appuntamento del Rural Voices 2030 | Youth LAB è arrivato a Sant’Eraclio, cuore di una delle comunità più vive e popolate del territorio folignate. Un pomeriggio intenso, partecipato, capace di mettere in dialogo giovani, realtà locali, ricercatori, agricoltori e attori del territorio attorno a un tema comune: immaginare insieme il futuro delle nostre aree rurali.

L’incontro si è aperto con un quiz interattivo dedicato ai temi chiave del progetto – dai domini collettivi alla custodia del suolo, fino ai paesaggi rurali e alle dinamiche comunitarie – che ha permesso ai partecipanti di entrare in modo leggero ma consapevole nello spirito del percorso, a cui sono seguiti tre brevi contributi introduttivi che hanno offerto prospettive complementari:

  • Sandro Ciani, con un aggiornamento dalla 31ª Riunione scientifica UniTrento, ha portato il tema dei sistemi collettivi di gestione della terra.
  • Mauro Gramaccia (Parco 3A) ha aperto una riflessione sulle comunità del cibo e sulle economie locali.
  • Lucile Kopczynski (Ristorante UNE) e Federica Fratini (Ortoingiro / Casa dei Semi della Valle Umbra Sud) hanno condiviso esperienze concrete dal territorio, mostrando come il lavoro agricolo e gastronomico possa essere sostenibile, creativo e profondamente connesso alla vita comunitaria.

 

 

 

Il cuore del pomeriggio: il World Café

La parte centrale dello Youth LAB è stata un World Café articolato in tre tavoli tematici, moderati da Federica Alfano (Emidio di Treviri), Mauro Gramaccia (Parco 3A) e Vittoria Di Giovanni (Parco 3A). Dai dialoghi sono emersi elementi preziosi, che mettono in luce sfide, visioni e nuovi desideri delle giovani generazioni.

Tavolo 1 – Giovani e Terra

È emerso con forza il bisogno di educare a una nuova ruralità, capace di avvicinare i giovani alla terra attraverso esperienze pratiche, non idealizzate.
Sono stati richiamati:

  • la mancanza di servizi nelle aree periferiche,
  • la difficoltà di percepire la terra come opportunità e non come rinuncia,
  • il valore (anche emotivo) degli spazi abbandonati: “un terreno incolto è triste”, “uno spreco di nutrienti”, “un’opportunità mancata”.

Dal tavolo è nata una proposta concreta: “adottiamo un terreno”, come spazio formativo, sociale e comunitario.

 

Tavolo 2 – Giovani e Comunità del Cibo

Il cibo è stato discusso come ponte tra suolo, salute e comunità.
Sono emersi temi centrali:

  • la perdita della percezione del tempo necessario a produrre cibo,
  • la distanza crescente tra produttori e consumatori nei centri più grandi,
  • la difficoltà delle famiglie nel conciliare qualità e sostenibilità economica,
  • la consapevolezza che “se il suolo si impoverisce, perdiamo ricchezza e salute”.

La tecnologia è stata vista come possibile alleata — dai social all’informazione digitale — ma da usare con attenzione, per non smarrire il valore della relazione diretta.

 

 

Tavolo 3 – Generazioni e Saperi Locali

Il dialogo intergenerazionale è apparso cruciale.
Parole chiave come senso di comunità, memoria, autosufficienza, tradizioni culinarie, oratorio, piazza hanno restituito l’immagine di Sant’Eraclio come luogo ricco di legami e saperi.
Sono state citate:

  • la comunità vissuta come “una famiglia allargata”,
  • la centralità dei luoghi informali (bar, piazza, oratorio),
  • la necessità di non rifiutare l’innovazione, ma di accompagnarla con consapevolezza.

Da qui l’idea forte e condivisa: far incontrare generazioni diverse attraverso attività orticole e agricole, laboratori sul verde, e spazi di scambio di saperi.

 

Un tema emerso a gran voce: educare a una nuova ruralità

Dai tre tavoli è emerso un messaggio chiaro: i giovani vogliono essere coinvolti, ma attraverso esperienze reali, concrete, formative.
Una “nuova ruralità” che non idealizza il passato, ma guarda al futuro, intrecciando:

  • formazione sul campo,
  • laboratori orticoli e agricoli,
  • cura del verde come spazio educativo,
  • scambio intergenerazionale di competenze e memorie.

 


Ringraziamenti

Un ringraziamento particolare va:

  • Alle ragazze e ai ragazzi di Sant’Eraclio, per l’energia, la curiosità e le idee che hanno animato il laboratorio.
  • Alle famiglie, ai genitori e alla comunità locale, per la presenza attiva e il sostegno costante.
  • Alla Comunanza Agraria di Sant’Eraclio, per il supporto, la visione e la disponibilità a condividere un patrimonio collettivo unico.
  • Alle realtà produttive del territorio, che hanno portato testimonianze preziose:
    • Ortoingiro, per il lavoro agricolo di prossimità e la cura quotidiana del suolo;
    • UNE, per il modello innovativo di ristorazione sostenibile, sociale e radicata nel territorio.
  • Alla Parrocchia di Sant’Eraclio, nella persona di Mons. Luigi Filippucci, per l’accoglienza e gli spazi messi generosamente a disposizione.
  • A Federica Alfano e al collettivo Emidio di Treviri, per le preziose contaminazioni interregionali, l’impegno nella ricerca sul campo e lo sguardo critico sulle aree interne — un’importante occasione di studio, confronto e vita “in alto”.
  • A Maurizio Cancelli, per aver condiviso la storia delle comunanze agrarie, esempi vivi di co-gestione della terra e delle sue risorse.

A Sandro Ciani, del Coordinamento Regionale delle Comunanze, per averci ricordato che siamo, prima di tutto, terra: humus che genera legami e futuro.

 

Rural Voices 2030 continua a dare voce ai territori e alle nuove generazioni, costruendo ponti tra suolo, comunità e futuro, e restituendo ai giovani il ruolo di protagonisti delle trasformazioni rurali che verranno.

 

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“Rural Voices 2030. Engaging young rural European citizens in a gender responsive approach to soil protection” è un progetto finanziato dall’Unione Europea attraverso il programma DEAR e promosso da un consorzio di 12 partner in 12 paesi, di cui il Comune di Foligno è partner con il supporto tecnico di FELCOS.

Rural Voices 2030, un World Café con le studentesse e gli studenti del Dipartimento di Scienze Politiche dell’Università degli Studi di Perugia.

Domande, provocazioni, risposte. Confronto e dialogo, all’insegna del rapporto tra persone e territorio. A Perugia ha avuto luogo un’iniziativa molto interessante che ha coinvolto un nutrito gruppo di studentesse e studenti del Dipartimento di Scienze Politiche dell’Università degli Studi di Perugia, nell’ambito del progetto europeo Rural Voices 2030. Ne è emerso un quadro della ruralità in cui i luoghi non appaiono più come uno sfondo lontano ma come uno spazio politico poroso, dove ciò che accade in un quartiere, in una frazione o in una valle si connette con processi, norme e priorità che si giocano anche a livello europeo.

 

Nel dialogo tra studentesse e studenti del Corso Magistrale in Lobbying e Media Relations del Dipartimento di Scienze Politiche dell’Università degli Studi di Perugia, prende forma uno sguardo nuovo sulla ruralità: un passaggio dalle percezioni personali alle azioni politiche, con l’intenzione di portare il territorio in cui si vive dentro i luoghi in cui si prendono le decisioni.

Il 1° dicembre, a Perugia, nell’aula del Corso Magistrale in Lobbying e Media Relations, si è svolta una pilot action del progetto Rural Voices 2030. Nello specifico, si è trattato di un World Café con il quale è stato aperto uno spazio di confronto sulle relazioni tra ruralità, territorio, equità di genere e possibilità di advocacy dal livello locale a quello europeo. Il metodo partecipativo del World Café, fondato sul dialogo e sulla costruzione di immaginari condivisi, ha permesso di far emergere narrazioni intime e politiche che nutriranno il policy paper nazionale del progetto e i percorsi di advocacy previsti per il 2026 all’interno del progetto. 

Le Carte Domanda hanno guidato la conversazione. Alla domanda “Che tipo di rapporto hai con il tuo territorio?” è emersa un’immagine fatta di radici e distanze: il territorio come casa che accoglie e trattiene, luogo da cui fuggire e a cui tornare, “una frenesia lenta, piacevole”, come ha sintetizzato una studentessa, “che offre opportunità ma resta più tranquilla di altri luoghi”. La definizione di rurale si è rivelata sfaccettata: natura, tradizioni e comunità convivono con isolamento, mancanza di servizi e tempi dilatati, mentre il confine tra urbano e rurale appare sempre più mobile e poroso. Nella domanda sulle relazioni tra luoghi e genere, la sicurezza è emersa come chiave interpretativa: lo stesso spazio non è vissuto allo stesso modo da uomini e donne, e la geografia influisce sulla libertà di movimento, di espressione e di possibilità.

Le Carte Provocazione hanno trasformato il dialogo in un esercizio politico sul futuro. Alla provocazione “Dal luogo in cui vivo posso incidere sulle decisioni europee?” le risposte hanno indicato consapevolezza e desiderio di partecipazione: si può agire informandosi, costruendo reti, usando i social come leve civiche, portando istanze locali nei contesti in cui si decide. Di fronte alla frase “Le generazioni precedenti ci hanno lasciato un suolo sicuro e in salute…”, molte e molti hanno rivendicato la necessità di rimettere in discussione questa eredità segnata da crisi ambientali, economiche e sociali, affermando tuttavia il desiderio di assumersi una responsabilità concreta: informarsi, cambiare pratiche, chiedere nuove politiche. “Alle generazioni successive voglio lasciare consapevolezza e cura”, ha sintetizzato una studentessa.

Alcuni degli studenti impegnati nei tavoli di confronto del World Cafè organizzato nell’ambito del progetto Rural Voices 2030

Il World Café ha mostrato come ruralità, suolo e genere non siano ambiti separati, ma trame che attraversano la vita quotidiana, influenzando chi può muoversi, chi può restare, chi può immaginare un futuro. Ascoltare queste narrazioni significa trasformarle in orientamento politico: le idee emerse costituiranno una base preziosa per il policy paper nazionale di Rural Voices 2030 e per i prossimi passaggi di advocacy.

L’iniziativa si inserisce in un quadro più ampio di collaborazione e lavoro all’interno di Rural Voices 2030 tra FELCOS e il Dipartimento di Scienze Politiche dell’Università degli Studi di Perugia, resa possibile grazie all’impegno del Professore Marco Mazzoni, il Professore Giovanni Barbieri, la Professoressa Paola De Salvo, il Dott. Marco Pizzi e la Dott.ssa Susanna Pagiotti. Il progetto Rural Voices 2030, finanziato dall’Unione Europea attraverso il Programma DEAR, vede il Comune di Foligno come unico ente locale all’interno di un partenariato internazionale che coinvolge dodici Paesi europei: una scelta strategica per portare nel cuore dell’Europa la voce dei territori rurali, delle comunità e delle nuove generazioni che li abitano e li trasformano.

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“Rural Voices 2030. Engaging young rural European citizens in a gender responsive approach to soil protection“, è un progetto finanziato dall’Unione Europea attraverso il programma DEAR, promosso da un consorzio di 12 partner in 12 paesi e di cui il Comune di Foligno è partner con il supporto tecnico di FELCOS.

Le voci del territorio tra comunanze, paesaggi e nuove generazioni.

A Foligno, nella suggestiva cornice di un vecchio cinema oggi divenuto Spazio Astra, ha preso il via un percorso di incontri dedicati ai giovani sui temi delle opportunità di sviluppo e incontro nelle aree rurali. A questo infatti è dedicato il progetto Rural Voices 2030, finanziato dall’Unione Europea attraverso il programma DEAR e di cui il Comune di Foligno è partner insieme a FELCOS in qualità di supporto tecnico.

 

L’abitare come presidio di cura. Il condividere come matrice comunitaria. Il noi come ambiente per il bene comune. Le aree rurali come luogo del restare e non più del partire.

Lo Youth LAB, un percorso di incontri dedicati al dialogo tra giovani, comunità e istituzioni per immaginare futuri rurali possibili, più giusti e sostenibili, attivato dal progetto Rural Voices 2030, ha vissuto allo Spazio Astra di Foligno il suo evento di lancio durante il quale giovani, amministratori, cittadini e operatori locali hanno potuto riflettere insieme sulla realtà che vivono le aree rurali, sull’abitare come scelta consapevole e sulle nuove economie che nascono dal vivere i territori. 

Il Vicepresidente di FELCOS, Lorenzo Schiarea, apre l’incontro Rural Voices 2030 | Youth LAB

Al centro dell’incontro la visione del documentario “Le terre di tutti”, realizzato dal gruppo di ricerca Emidio di Treviri e dalle Brigate di Solidarietà Attiva. Uno spaccato suggestivo di immagini e contributi, dedicato non solo alle “Terre alte” ma anche al ruolo insostituibile delle Comunanze agrarie, come matrici ecologiche, culturali e relazionali, che ha innescato un confronto intergenerazionale sui temi del progetto.

All’incontro, aperto dal Vicepresidente di FELCOS e Assessore alle Politiche sociali del Comune di Foligno, Lorenzo Schiarea, hanno partecipato anche rappresentanti del Dipartimento di Scienze Politiche dell’Università degli Studi di Perugia, che hanno contribuito a inquadrare il tema dal punto di vista della ricerca sociale e dell’advocacy, approfondendo le connessioni tra partecipazione, politiche territoriali e giustizia ambientale; del Parco 3A – Parco Tecnologico Agroalimentare dell’Umbria, che ha sottolineato l’importanza di un approccio sistemico e innovativo alla sostenibilità, capace di intrecciare conoscenze scientifiche, pratiche agricole e processi di economia circolare nelle aree rurali umbre; del Coordinamento Regionale delle Comunanze Agrarie, con la sua lunga esperienza di gestione collettiva dei beni comuni, ha ricordato come le comunanze rappresentino un modello vivo di governance territoriale, fondato su solidarietà, equità e cura condivisa dei luoghi.

Giovani, crisi climatica e nuovi immaginari rurali

Un contributo significativo è arrivato anche dal gruppo di lavoro nato dall’azione europea You Care, dedicata ai temi della crisi climatica e dell’eco-ansia.

I giovani partecipanti al dibattito hanno riportato l’attenzione sulla dimensione del paesaggio, della natura e dell’ambiente, invitando a riconoscere come il mondo rurale possa diventare uno spazio privilegiato per articolare la complessità e l’incertezza dei tempi che stiamo attraversando.

Nel confronto, è emersa la necessità di fare rete in modo trasversale tra associazioni, istituzioni e attori locali, mettendo al centro cultura, lavoro e cura del territorio come elementi di una nuova abitabilità collettiva.

 

Durante l’incontro è stato proiettato il documentario “Le terre di tutti”

 

Il percorso Rural Voices 2030 | Youth LAB

Il percorso Youth LAB, aperto ai giovani fino ai 35 anni, intende promuovere un dialogo territoriale sull’abitare consapevole, la sostenibilità e la parità di genere nelle aree rurali e montane.

Partecipando, i giovani possono contribuire alla co-creazione di micro-azioni pilota nei territori del Comune di Foligno e della Zona Sociale 8 (Bevagna, Gualdo Cattaneo, Montefalco, Nocera Umbra, Sellano, Spello, Trevi e Valtopina).

 

I progetti finanziati attraverso Rural Voices 2030

L’occasione è servita anche a conoscere i 3 progetti, dedicati alla partecipazione, alla sostenibilità e al protagonismo giovanile nelle aree montane del Folignate, finanziati con il bando a cascata Rural Voices:

“GenerAzione Streghe 2.0” di ARTLAB APS, un’azione che mette al centro le donne della Valnerina e le studentesse del Liceo Artistico di Foligno, intrecciando saperi tradizionali sulle erbe officinali con linguaggi contemporanei;

“Semi Holydays 2026: voci e suoni della Valle del Menotre” dell’Associazione culturale Holydays, che intende arricchire l’animazione culturale del territorio rafforzando la dimensione comunitaria dell’omonimo festival attraverso attività collaterali come concerti off-site nei borghi e nei boschi, laboratori creativi per bambini e incontri pubblici dedicati a memoria, ecologia e cittadinanza attiva;

 

l’Associazione Holydays presente il proprio progetto

“Acque plurali” di Viaindistriae, un percorso che si propone di portare l’arte contemporanea nel cuore dell’Appennino, alle sorgenti del fiume Topino.

Esperienze che dimostrano come le aree interne, spesso considerate marginali, siano in realtà cuori pulsanti di innovazione sociale e culturale, dove pratiche artistiche e comunitarie generano nuove economie territoriali.

 

“Rural Voices 2030. Engaging young rural European citizens in a gender responsive approach to soil protection“, è un progetto europeo finanziato dal programma DEAR e promosso da un consorzio di 12 partner in 12 paesi, di cui il Comune di Foligno è partner con il supporto tecnico di FELCOS.

 

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Da Rural Voices 2030 tre progetti che danno voce al territorio

Il progetto Rural Voices 2030, promosso dal Comune di Foligno in collaborazione con FELCOS attraverso il finanziamento del DEAR Programme dell’Unione Europea, con l’obiettivo di promuovere la cura e la tutela del suolo, le pari opportunità e il protagonismo giovanile nei contesti rurali, dopo una prima fase preparatoria, ha cominciato a produrre risultati importanti in chiave di “semina” futura. Sono state individuate e finanziate tre idee progettuali basate sulle aree rurali del Folignate, incentrate su memoria, musica e arte.

Il progetto europeo Rural Voices 2030, promosso dal Comune di Foligno in collaborazione con FELCOS e finanziato dal DEAR Programme dell’Unione Europea, punta a rafforzare la cura e la tutela del suolo, le pari opportunità e il protagonismo giovanile nei contesti rurali. In questo quadro si inserisce il bando a cascata “Progetti che danno voce ai territori”, promosso da Fondazione punto.sud con il Comune di Foligno e FELCOS, che ha selezionato e finanziato tre iniziative capaci di raccontare le comunità umbre attraverso pratiche culturali, ecologiche e inclusive.

GenerAzione Streghe 2.0 – La Magia delle Erbe di Sellano (ARTLAB APS)

Il primo progetto vincitore porta la firma di ARTLAB APS, associazione con sede a Spoleto e Sellano, che con GenerAzione Streghe 2.0 propone un percorso tra memoria, arte e sostenibilità. Il progetto mette al centro le donne della Valnerina e le studentesse del Liceo Artistico di Foligno, intrecciando saperi tradizionali sulle erbe officinali con linguaggi contemporanei. Laboratori, workshop e seminari daranno vita a opere collettive e a un catalogo diffuso sul territorio, promuovendo l’empowerment femminile, la giustizia di genere e la valorizzazione del patrimonio naturale e culturale.

Semi Holydays 2026: voci e suoni dalla Valle del Menotre (Associazione Culturale Holydays)

Il secondo progetto selezionato è Semi Holydays 2026, promosso dall’Associazione Culturale Holydays, nota per l’omonimo festival che da dieci anni anima la Valle del Menotre. La proposta rafforza la dimensione comunitaria del festival attraverso attività collaterali: concerti off-site nei borghi e nei boschi, laboratori creativi per bambinɜ e incontri pubblici dedicati a memoria, ecologia e cittadinanza attiva. La co-progettazione con gli abitanti e il coinvolgimento di oltre 50 giovani volontari rendono il progetto un presidio culturale diffuso, capace di contrastare lo spopolamento e di generare nuove forme di turismo sostenibile.

Viaindustriae: “Acque Plurali” e nuove pratiche per la cittadinanza rurale

Il terzo progetto vincitore è “Acque Plurali”, proposto da Viaindustriae, associazione culturale e casa editrice indipendente con sede a Foligno, attiva dal 2005 nella produzione di progetti artistici, residenze, azioni pubbliche ed editoria sperimentale. Conosciuta per iniziative come Manufatto in Situ e Viaggiatori sulla Flaminia, Viaindustriae intreccia da anni pratiche artistiche, ricerca territoriale e attivazione comunitaria.

Con Acque Plurali l’associazione porta l’arte contemporanea nel cuore dell’Appennino, a Bagnara (Nocera Umbra), luogo sorgivo del fiume Topino e scenario di paesaggi legati all’acqua e al calcare. Il progetto prevede una residenza artistica partecipata che affronta l’acqua come bene comune, risorsa ecologica e memoria collettiva. Artisti e artiste selezionati tramite open call lavoreranno insieme alle  scuole del territorio, sviluppando percorsi su quattro assi: ecologie e pratiche agro-culturali; l’acqua come diritto e bene pubblico; ascolto e registrazione dei suoni dell’acqua; memorie, ritualità e narrazioni orali.

Un investimento nelle comunità rurali

Questi tre progetti, diversi per linguaggi e metodologie, condividono la stessa visione: restituire voce e centralità alle comunità delle aree interne umbre, valorizzandone la biodiversità, i saperi e la creatività giovanile. Attraverso processi partecipativi, intergenerazionali e inclusivi, le iniziative selezionate contribuiranno a costruire nuovi immaginari rurali e a rafforzare la resilienza sociale e ambientale dei territori.

La graduatoria completa dei progetti finanziati è disponibile sul sito ufficiale: Scarica qui la graduatoria finale

Il progetto europeo Rural Voices 2030, promosso dal Comune di Foligno in collaborazione con FELCOS attraverso il finanziamento del DEAR Programme dell’Unione Europea, si prefigge l’obiettivo di promuovere la cura e la tutela del suolo, le pari opportunità e il protagonismo giovanile nei contesti rurali.

#RuralVoices2030 #euDEARprogramme

Biodiversità + Paesaggio + Comunità del cibo = Rural Voices 2030

Hanno preso corpo le attività del progetto Rural Voices 2030 promosso dal Comune di Foligno in collaborazione con FELCOS, attraverso il finanziamento del Programma DEAR dell’Unione Europea. Obiettivo del progetto è quello di promuovere la cura e la tutela del suolo, le pari opportunità e il protagonismo giovanile nei contesti rurali.

 

Negli ultimi mesi – tra aprile, maggio, giugno, luglio e agosto – con Rural Voices 2030 abbiamo partecipato attivamente a tappe significative di un percorso che ci ha portato a esplorare territori, incontrare comunità e ascoltare voci che custodiscono e tramandano una relazione autentica con la terra e il paesaggio.

La partecipazione al Mercatino di Primavera di Capodacqua di Foligno – promosso dall’Associazione Capodacqua (AS.C.) – ha rappresentato una preziosa occasione di incontro tra esperienze, semi e saperi. In collaborazione con 3A Parco Agroalimentare dell’Umbria, RV2030 ha animato uno spazio dedicato alla Casa dei Semi della Valle Umbra, luogo simbolico e concreto dove agricoltori, cittadini, appassionati e giovani hanno potuto condividere semi, pratiche e visioni legate alla tutela dell’agro-biodiversità locale.

 

 

Questa iniziativa si inserisce in un più ampio percorso itinerante promosso da Parco 3A e Regione Umbria, dedicato alle Comunità del Cibo e della Biodiversità di interesse agricolo e alimentare. Tra le esperienze più significative, l’incontro presso la Casa dei Semi della Valle Umbra Sud in località  Gallano Comune di Valtopina , dove – a cielo aperto – contadini, fornai e allevatori hanno condiviso saperi e pratiche, rendendo visibile un patrimonio agro-ecologico e umano radicato nei territori. Un luogo vivo in cui biodiversità, ambiente e cultura si intrecciano.

A giugno, RV2030 è stato anche a Cancelli, nella chiesa dei Santi Apostoli Pietro e Paolo, per ripercorrere la storia e il presente del Contratto di Paesaggio che ha coinvolto i territori di Foligno, Sellano e Trevi. Qui, insieme alle Comunanze Agrarie locali, si è riflettuto sul valore del paesaggio come bene comune da preservare e rigenerare contro l’abbandono e lo spopolamento.

Durante la Sagra della Patata Rossa di Colfiorito, l’incontro con la Pro Loco e con l’Ente Parco è stato l’occasione per approfondire i legami tra paesaggio, identità e memoria collettiva, riconoscendo nel patrimonio agricolo e culturale una leva di futuro.

Infine, il ritorno ad Annifo – già teatro di un primo incontro con giovani delle aree montane – ha coinciso con la 41ª edizione di “Sette Giorni in Montagna”, manifestazione che si tiene ogni agosto durante la Sagra della Lenticchia. Un momento di festa e riflessione immerso nella natura degli Altopiani Plestini, dove si è tornati a parlare di suolo, biodiversità e identità territoriale. Per approfondire clicca qui.

 

 

Attraverso queste tappe, RV2030 intende costruire connessioni significative tra territori, persone e visioni, dando voce e valore ai saperi locali. In sinergia con soggetti come il Coordinamento Regionale delle Associazioni Agrarie, il progetto punta a creare esperienze formative sul campo rivolte ai giovani delle aree montane del comune di Foligno, perché questi luoghi possano essere abitati, curati, custoditi.

L’obiettivo è far emergere una nuova generazione di “guardiani del paesaggio” che, con intelligenza e sensibilità, si prendano cura del bene comune. Questo è il senso dell’azione pluriennale di Rural Voices 2030: tra parole antiche e parole nuove, un invito all’esplorazione, alla conoscenza e alla consapevolezza.

Dobbiamo alimentare la speranza e riempirla di contenuti. Per farlo, è necessario stimolare iniziative in controtendenza, che restituiscano nuova vita a queste aree; occorre farle conoscere, metterle in rete e continuare a contrastare le narrazioni più negative. E RV2030 ci offre questa opportunità. 

 

 

Il progetto europeo Rural Voices 2030, promosso dal Comune di Foligno in collaborazione con FELCOS attraverso il finanziamento del DEAR Programme dell’Unione Europea, si prefigge l’obiettivo di promuovere la cura e la tutela del suolo, le pari opportunità e il protagonismo giovanile nei contesti rurali. 

#RuralVoices2030 #euDEARprogramme

 

 

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Sfide rurali per uno sviluppo locale più giusto, sostenibile e inclusivo. A Siviglia il meeting europeo di Rural Voices 2030.

Si è svolto a Dos Hermanas, comune situato nella provincia di Siviglia in Spagna, un incontro di coordinamento del progetto europeo Rural Voices 2030 a cui FELCOS ha partecipato in qualità di supporto tecnico del Comune di Foligno, membro del partenariato. Obiettivo del meeting, a cui hanno partecipato i rappresentanti delle 12 organizzazioni che compongono il consorzio, uno scambio aperto e franco sui temi della sostenibilità ambientale declinata sulle esigenze delle realtà rurali e interne, sul ruolo dei giovani nel coinvolgimento delle comunità locali e sul suolo come elemento di cura e futuro. 

Il coinvolgimento dei giovani delle aree rurali per la costruzione anche in quei territori di un futuro più giusto, sostenibile ed inclusivo, è una delle sfide di primaria importanza verso la realizzazione degli obiettivi di sviluppo sostenibile. E il progetto Rural Voices 2030, realizzato con il finanziamento del Programma DEAR dell’Unione Europea, individua nel suolo e nella cura del territorio l’elemento intorno cui questo coinvolgimento può realizzarsi fornendo alle comunità territoriali nuovi stimoli di confronto e crescita.

Alcune partecipante all’incontro europeo Rural Voices 2030 durante i lavori del meeting

Rural Voices 2030 – Engaging young rural European citizens in a gender responsive approach to soil protection, riunisce a tal fine un consorzio di 13 partner provenienti da 12 paesi europei ed extraeuropei attraverso il coordinamento dalla Hungarian Baptist Aid (HbAid) e la partecipazione del Comune di Foligno, con il supporto tecnico di FELCOS, e di Punto Sud (IT), FAMSI (SP), IMVF (PT), FINEP (DE), Südwind (AT), Open Education Centre (BG), Slow Food Youth Network (NL), ESYN (EL), AOGE (SL), BRF (PL), SYND (GH).

Obiettivi e approccio glocale

Rural Voices 2030 mira a rafforzare il ruolo dei giovani rurali nella difesa del suolo e nello sviluppo sostenibile, promuovendo la parità di genere e colmando i divari educativi nelle zone non urbane. Attraverso il metodo dell’Educazione Innovativa allo Sviluppo Rurale (IRDE), il progetto intende quindi valorizzare le voci delle giovani generazioni e delle donne delle comunità rurali, mettendo in relazione le loro sfide con macro processi globali come il cambiamento climatico e la giustizia economica.

Lavori a Dos Hermanas: verso il secondo anno di attività

Durante le tre giornate di lavoro, tutte molto proficue ed interessanti, si sono svolte sessioni partecipative di brainstorming e design thinking, insieme a focus group tematici dedicati alle principali linee di azione previste:

  • progettazione di attività educative in ambito non formale,
  • bando a cascata per la produzione di contenuti creativi e opere artistiche,
  • iniziative legate al suolo, alla partecipazione giovanile e alla parità di genere nei contesti rurali.

Particolarmente rilevante è stato il tavolo di lavoro sull’advocacy, coordinato dal Comune di Foligno in qualità di soggetto responsabile di questa linea d’azione per tutto il partenariato. Il gruppo ha approfondito strumenti e strategie per promuovere raccomandazioni politiche a favore delle aree rurali, anche in vista dei prossimi incontri con decisori a livello europeo​.

Protagonismo giovanile andaluso

All’incontro ha partecipato anche Marta Pastora Fernández Bustamante, portavoce della rete giovanile Rurales en Red, che ha illustrato le sfide e le opportunità per i giovani delle aree interne dell’Andalusia, che vanno dalla carenza di servizi alla volontà di essere protagonisti attivi nei propri territori. La sua testimonianza ha rafforzato l’importanza di creare reti solide e spazi decisionali per le nuove generazioni, sottolineando che “la gioventù non è il futuro ma il presente”​.

Sotto molteplici punti di vista l’incontro di Dos Hermanas ha rappresentato un momento di forte condivisione e visione strategica, proiettando il progetto verso una seconda annualità densa di attività concrete e trasformative, saldamente radicate nei territori rurali europei.

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Giovani e terre alte, con Rural Voices 2030 nuove energie per uno sviluppo sostenibile

Il progetto europeo Rural Voices 2030, promosso dal Comune di Foligno in collaborazione con FELCOS attraverso il finanziamento del DEAR Programme dell’Unione Europea, si prefigge l’obiettivo di promuovere la cura e la tutela del suolo delle zone rurali come risorsa preziosa di sviluppo sostenibile. Al centro delle attività che prevedono il coinvolgimento dei giovani delle aree montane e rurali del Folignate, nella fascia d’età compresa tra i 17 ed i 35 anni, il rapporto con il territorio e le sue complessità, prima fra tutte quella ambientale. Ad Annifo è andato in scena il primo appuntamento del percorso partecipativo animato da FELCOS.

La Biblioteca di Annifo ha ospitato il primo incontro di Rural Voices 2030

“Il luogo dove vivo è pace, libertà, silenzio”. “Collaborazione e protezione”. “Vivido e vitale”. E ancora, “la comunità in cui vivo è familiare e disponibile”. “Unita e tranquilla”. “Coriacea, accogliente e depositaria”. Quanti significati e quante suggestioni nelle parole che, i giovani dell’area montana folignate, hanno scelto per raccontare il loro legame con i luoghi e le comunità con le quali condividono vita e aspettative.
Grazie al progetto europeo Rural Voices 2030, promosso dal Comune di Foligno in collaborazione con FELCOS e realizzato con il finanziamento del DEAR Programme dell’Unione Europea, con il supporto della Pro Loco di Annifo e della Biblioteca di Annifo abbiamo organizzato ad Annifo il primo incontro del percorso partecipativo che da qui in avanti implementeremo allo scopo di realizzare una fotografia del rapporto profondo che unisce i giovani under 30 ai territori rurali che abitano.
In oltre due ore di lavoro insieme, a paritre dalle sollecitazioni fornite dalla Vicedirettrice di FELCOS, Elisa Stramaccia, e da Colomba Damiani, Responsabile dell’Area Educazione allo Sviluppo sostenibile, utilizzando piattaforme di condivisione già sperimentate in numerose altre progettualità, abbiamo ricomposto lavagne argomentative piene di riferimenti stimolanti, nei quali tutti i partecipanti hanno messo un po’ di se stessi e del loro sguardo sul mondo prossimo e lontano, trovando molteplici punti di contatto tra persone e speranze. Comunità antiche e nuove. Modi di intendere il territorio, tra esigenze di apertura al mondo e voglia di relazioni forti e rassicuranti. Un momento di confronto e riflessione durante il quale temi differenti e decisivi come la cura del territorio, l’inclusività, la parità di genere, hanno ricomposto un unico percorso volto alla tutela e alla rigenerazione del suolo come risorsa preziosa di sviluppo sostenibile, in chiave ambientale, economica e sociale. E l’entusiasmo che abbiamo ricevuto indietro ci convince che la strada intrapresa è quella giusta, per rendere i giovani protagonisti di una storia tutta da scrivere.

Alcune delle ragazze che hanno partecipato all’incontro dedicati a giovani e terre alte

I sondaggi come strumento di condivisione e conoscenza
Uno degli strumenti principali di coinvolgimento adottati dal progetto Rural Voices 2030 è il sondaggio, a cui giovani e stakeholders sono chiamati a partecipare nell’intento di scoprire e raccogliere le loro sensazioni, i loro contributi e per condividere aspettative ed esigenze. Due finora quelli pubblicati attraverso specifici form di Google: uno rivolto direttamente ai giovani e uno dedicato ai rappresentanti di enti, organizzazioni, associazioni o imprese che lavorano con giovani Under 30 delle aree montane e rurali del Folignate.
“L’indagine – si legge nei testi introduttivi – è il punto di partenza del progetto  “Rural Voices 2030”, che mira a coinvolgere migliaia di giovani da 12 paesi europei in attività di sensibilizzazione e interventi educativi  sui temi legati al suolo (GOAL 15), una delle risorse più preziose e vitali per il nostro Pianeta, e la parità di genere (GOAL 5), quale tema trasversale per far valere una cultura della parità di diritti per una società più aperta, solidale e sostenibile. Il sondaggio è un primo passo verso un percorso partecipativo  molto più ampio, che vedrà il Comune di Foligno promuovere  attività e iniziative culturali ed educative  a supporto delle aspettative, bisogni e opportunità della fascia di popolazione under 30, che vive in aree interne e montane”.

Attraverso una piattaforma di lavoro condiviso i partecipanti hanno restituito una fotografia del loro rapporto con il territorio che vivono

Accanto ai sondaggi, sono stati adottati degli strumenti di lavoro condiviso finalizzati all’animazione degli incontri in presenza, come quello svolto ad Annifo. In quell’occasione le ragazze e i ragazzi presenti, tutti del luogo, hanno potuto rispondere a diverse domande attraverso cui restituire i propri vissuti personali e di comunità rispetto ai temi del progetto.
Diverse le domande a cui tutti insieme, ciascuno per la propria esperienza, hanno fornito risposte in modalità sia aperta che multipla. Focus delle domande i luoghi dove i giovani socializzano sul territorio, le associazioni o i gruppi nei quali sono impegnati, la descrizione del luogo e della comunità in cui vivono, in che modo hanno intercettato il tema della sostenibilità ambientale e se si sono mai documentati su di essa, l’idea che hanno del suolo, dei diritti umani, dei cambiamenti climatici e della parità di genere.
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