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cooperazione internazionale

Giovani, innovazione e rigenerazione culturale: l’esperienza di Tera Map e FELCOS

Quando persone, competenze e visioni diverse si incontrano, nascono nuove possibilità. È questo il valore della collaborazione tra FELCOS e Tera Map, nata nell’ambito del programma europeo Erasmus per Giovani Imprenditori: un percorso che unisce Italia e Turchia, innovazione sociale e protagonismo giovanile, trasformando il confronto in progettualità concreta.

Le idee che si incontrano, generano valore. Quando esperienze differenti trovano uno spazio di ascolto, competenze diverse si mettono in dialogo e le prospettive individuali diventano parte di una visione condivisa.

È con questo spirito che FELCOS ha accolto presso la propria sede operativa Ela Baglama, giovanissima imprenditrice turca di 19 anni, nell’ambito del programma europeo Erasmus per Giovani Imprenditori. Un’esperienza di scambio e crescita reciproca che sta dando vita a nuove connessioni e a un percorso di collaborazione capace di guardare concretamente al futuro.

Ela porta con sé un’esperienza maturata nella gestione di progetti, nella ricerca, nell’organizzazione di eventi, nella facilitazione di gruppi e nell’utilizzo degli strumenti digitali, insieme a una forte attenzione all’impatto sociale e al coinvolgimento delle nuove generazioni.

Da questo percorso nasce Tera Map, startup con sede a Istanbul che utilizza la tecnologia per mettere in relazione giovani, associazioni e spazi culturali, favorendo la partecipazione, la creatività e la nascita di nuove opportunità. Un modello che ha già raggiunto oltre 25.000 giovani e supportato 38 team nell’area di Istanbul, dimostrando come l’innovazione digitale possa diventare uno strumento concreto per costruire comunità più attive e inclusive.

Dalla Turchia a Foligno, nuove idee per i giovani

L’esperienza di Ela presso FELCOS rappresenta un’occasione per condividere competenze e, allo stesso tempo, sviluppare nuove progettualità. Tra gli obiettivi del percorso c’è infatti lo sviluppo di Tera Map Italia, attraverso l’approfondimento di programmi internazionali, iniziative dedicate ai giovani e processi di rigenerazione culturale degli spazi e dei luoghi urbani.

Tera Map e FELCOS.

È proprio su quest’ultimo tema che la collaborazione sta assumendo una dimensione particolarmente concreta.

Insieme, FELCOS e Tera Map stanno progettando un percorso di eventi dedicati alla rigenerazione di Piazza Piermarini, a Foligno, pensato per ragazze e ragazzi tra i 13 e i 18 anni.

L’obiettivo è trasformare uno spazio urbano in un luogo di incontro, espressione e partecipazione, attraverso attività culturali capaci di coinvolgere direttamente le giovani generazioni. Non soltanto offrire nuove occasioni, ma creare le condizioni perché ragazze e ragazzi possano sentirsi protagonisti dei luoghi che abitano, contribuendo a immaginarli e trasformarli.

Creatività, cittadinanza attiva, senso di appartenenza e partecipazione diventano così gli ingredienti di un percorso nel quale la rigenerazione urbana non è soltanto una trasformazione fisica degli spazi, ma soprattutto un processo sociale che parte dalle persone.

L’incontro tra FELCOS e Tera Map dimostra il valore delle reti internazionali come strumenti per condividere conoscenze, sperimentare nuovi approcci e costruire risposte innovative alle sfide dei territori.

In particolare, il programma Erasmus per Giovani Imprenditori ha reso possibile questo incontro tra esperienze e competenze, favorendo un dialogo che va oltre il semplice scambio professionale. È un laboratorio nel quale una giovane imprenditrice e un’organizzazione con una consolidata esperienza nel campo della cooperazione e dello sviluppo sostenibile possono imparare reciprocamente, mettendo a sistema prospettive e capacità differenti.

Il Direttore di FELCOS, Massimo Porzi e Ela Baglama fondatrice di Tera Map.

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Dall’eco-ansia all’azione: a Foligno l’Europa sperimenta nuovi linguaggi per la consapevolezza ecologica

Dal confronto tra partner europei all’esplorazione della città, dalla relazione con la natura alla cucina partecipata: dal 28 al 30 luglio Foligno ha ospitato la LTTA del progetto ECO A, trasformando la formazione in un’esperienza concreta di ascolto, relazione e sperimentazione. Un percorso per comprendere l’eco-ansia e scoprire come emozioni, arte, ambiente e comunità possano diventare leve per costruire nuove forme di consapevolezza e di azione.

Di fronte alla crisi ambientale, paura, incertezza e senso di impotenza sono emozioni sempre più presenti. Ma riconoscerle e attraversarle può rappresentare il primo passo per trasformarle in consapevolezza, partecipazione e cambiamento.

È da questa prospettiva che si sviluppa ECO A – Transforming Eco-Anxiety into Ecological Awareness, Art and Action, progetto Erasmus+ di cui FELCOS è partner, che dal 28 al 30 luglio 2026 ha riunito a Foligno i partner europei per una LTTA – Learning, Teaching and Training Activity dedicata alla sperimentazione di approcci e strumenti innovativi per affrontare l’eco-ansia.

I partner del Progetto Erasmus+ ECO-A in Piazza Piermarini, a Foligno.

Tre giornate di formazione e confronto, pensate come un percorso capace di mettere in dialogo conoscenze scientifiche, arteterapia, pratiche artistiche, esperienza diretta dei luoghi e dimensione comunitaria.

Dalla formazione alla sperimentazione

Una parte della LTTA si è svolta nella sede di FELCOS, dove i partner hanno condiviso definizioni, esperienze e prospettive differenti sul fenomeno dell’eco-ansia.

Workshop e sessioni tematiche hanno permesso di confrontarsi sui risultati dei questionari realizzati nei diversi contesti nazionali e di approfondire gli strumenti di ricerca e valutazione che accompagneranno le attività pilota del progetto.

Particolare attenzione è stata dedicata alle metodologie di eco-art, arteterapia e pratiche artistiche ambientali, esplorando il potenziale dell’arte come linguaggio capace di dare forma alle emozioni legate alla crisi ecologica e di favorire nuove possibilità di espressione, relazione e consapevolezza.

Un elemento trasversale al lavoro è stato il valore degli spazi sicuri, accoglienti e non giudicanti: luoghi nei quali poter riconoscere e condividere le proprie emozioni, rafforzare la relazione con gli altri e ritrovare una connessione più profonda con l’ambiente.

Quando la città diventa un luogo di apprendimento

La formazione è poi uscita dall’aula per incontrare Foligno e il suo paesaggio urbano e rurale.

Guidata da FELCOS insieme a Bianca Rita Eleuteri dell’Associazione Valle Umbra Trekking, la delegazione europea ha partecipato a un Urban Trail dentro e fuori le mura della città, realizzato con il patrocinio del Comune di Foligno.

L’esperienza ha permesso ai partecipanti di conoscere e vivere direttamente il Parco Urbano Diffuso, progetto di rigenerazione che interessa sei spazi urbani e aree rurali del territorio comunale attraverso nuove alberature, percorsi pedonali, arredi, giochi e aree dedicate al benessere e all’attività fisica.

Urban Trail dentro e fuori le mura della città di Foligno.

Il percorso, partito da Piazza Piermarini con i saluti istituzionali e l’intervento di Anna Conti, Dirigente dell’Area Governo del Territorio del Comune di Foligno, ha attraversato in particolare i nodi degli Orti Jacobilli e del Bosco Urbano.

A rendere l’esperienza ancora più partecipativa è stata l’APP Actionbound, progettata da FELCOS per accompagnare i partecipanti nell’esplorazione.

Attraverso l’approccio della deriva urbana, camminare è diventato così un modo per osservare la città con occhi nuovi, lasciandosi guidare dalle percezioni, dalle emozioni e dagli incontri. Un’esperienza per interrogarsi sul rapporto tra spazio pubblico, natura urbana, benessere individuale e collettivo e consapevolezza ecologica.

A dare forma alle emozioni è stata anche la performance arteterapeutica “Holding Fears”, proposta dal partner GREFART: un’azione simbolica e collettiva per riconoscere e condividere le paure legate alla crisi ambientale, trasformandole attraverso il linguaggio dell’arte.

La performance arteterapeutica “Holding Fears”, proposta dal partner GREFART

Dalla natura alla tavola: il cibo come pratica di cura

L’ultima esperienza ha portato i partner europei nella frazione di Capodacqua, dove FELCOS, in collaborazione con UNE, ha proposto un’esperienza capace di intrecciare paesaggio, cibo, ricerca e comunità.

Accolti da Giulia Filippi, Giulio Gigli e Lucile Kopczynski, i partecipanti hanno iniziato il pomeriggio con una camminata nel bosco. Un momento di riflessione ed un’occasione per raccogliere emozioni e pensieri emersi durante le giornate di formazione e per riscoprire il legame tra benessere personale, connessione con l’ambiente e consapevolezza ecologica.

L’esperienza è proseguita negli spazi di UNE, dove il gruppo ha conosciuto la storia del luogo e il significato del suo nome, legato nell’antica lingua umbra all’“acqua”: una risorsa che per secoli ha rappresentato vita, relazione e comunità per questo territorio.

Nel laboratorio di cucina partecipata, la preparazione condivisa di una semplice zuppa di legumi di stagione si è trasformata in un esercizio di ascolto, collaborazione e presenza. Attraverso gesti condivisi, il cucinare è diventato una pratica di benessere e relazione, capace di stimolare creatività, ridurre lo stress e rafforzare il senso di comunità.

La giornata ha incluso anche la presentazione del Diario di Campo, progetto di Giulia Filippi realizzato in collaborazione con Viaindustriae, e dell’iniziativa La Dispensa di UNE, oltre alla raccolta nell’orto degli ingredienti destinati alla cena condivisa.

E proprio attorno alla tavola si è aperto un ulteriore spazio di dialogo sul valore del cibo come patrimonio culturale, sulla biodiversità, sulle pratiche agricole rigenerative e sul ruolo delle comunità locali nella costruzione di nuovi immaginari di sostenibilità.

Laboratorio di cucina partecipata, presso il ristorante UNE a Capodacqua.

La LTTA di Foligno ha mostrato concretamente come la consapevolezza ecologica possa essere costruita non soltanto attraverso la trasmissione di conoscenze, ma anche attraverso esperienze, relazioni, pratiche artistiche e forme di partecipazione.

Dall’aula alla città, dal bosco alla tavola, le tre giornate hanno permesso ai partner di sperimentare diversi linguaggi e di interrogarsi su come accompagnare persone e comunità nel passaggio dalla preoccupazione all’azione.

È questo il cuore di ECO A: non negare le emozioni che la crisi ambientale porta con sé, ma riconoscerle come parte di un percorso di trasformazione. Perché prendersi cura dell’ambiente significa anche creare le condizioni per sentirsi parte del cambiamento.

A Foligno, attraverso la cooperazione europea, la ricerca e il linguaggio universale dell’arte, questo percorso ha mosso i suoi primi passi condivisi: trasformare l’eco-ansia in consapevolezza, la consapevolezza in relazione e la relazione in azione.

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A FOLIGNO LA STAZIONE PARLANTE DI FELCOS ACCENDE IL FUTURO DI PIAZZA PIERMARINI

Nell’ambito di un più ampio percorso di rigenerazione culturale di Piazza Piermarini a Foligno e nel contesto del progetto europeo Rural Voices 2030, di cui il Comune di Foligno è partner, FELCOS ha allestito la Stazione Parlante dando vita ad un live podcast a cui sono intervenuti rappresentanti delle istituzioni, organizzazioni e cittadini. Un successo di partecipazione e visibilità che apre scenari di sviluppo molto interessanti.

Ci sono luoghi, anche antichi, che continuano a parlarci nel tempo. Anche quando il tempo li trasforma, quando la storia ne cancella una parte, quando ciò che c’era prima lascia spazio a qualcosa di nuovo. Restano le memorie, le relazioni, le persone che li attraversano. E resta, soprattutto, la possibilità di tornare a immaginarli insieme. Piazza Piermarini, a Foligno, è uno di questi luoghi.

Qui sorgeva il teatro dedicato al celebre architetto folignate Giuseppe Piermarini, distrutto dai bombardamenti della Seconda guerra mondiale. Una ferita nella storia della città che, ancora oggi, racconta quanto i luoghi possano essere profondamente legati all’identità di una comunità. Ma Piazza Piermarini non è soltanto memoria: è uno spazio vivo, attraversato ogni giorno, e oggi anche uno dei luoghi nei quali si stanno intrecciando nuovi percorsi di rigenerazione culturale.

È partendo da questa consapevolezza che abbiamo acceso la Stazione Parlante di FELCOS: due ore di radio dal vivo, voci, racconti, musica e colore pensate per ascoltare la piazza, raccontarla attraverso gli occhi di chi la vive e provare a immaginare insieme il suo futuro. L’iniziativa, realizzata con il supporto tecnico di DOT Radio, è stata promossa da FELCOS in collaborazione con il Comune di Foligno, nel contesto del progetto europeo Rural Voices 2030, e in sinergia  con Informagiovani Gubbio, Informagiovani Foligno, Pro Foligno, TERA Map e Comune di Gubbio.

Dal loggiato della piazza, trasformato per l’occasione in una vera e propria stazione radiofonica, Chiara Flagiello e Silvia Fratini di FELCOS hanno accompagnato un dialogo corale, fatto di esperienze diverse e di prospettive che si sono incontrate attorno a una domanda semplice, ma tutt’altro che scontata: che cosa significa oggi vivere una piazza e che cosa possiamo fare perché torni ad essere, sempre più, uno spazio di comunità?

A portare il punto di vista dell’Amministrazione comunale sono stati gli assessori Alessandra Leoni e Lorenzo Schiarea, insieme alla dirigente Anna Conti, mentre per FELCOS sono intervenuti il Direttore Massimo Porzi e Niccolò Mariani, dell’Area Sviluppo Locale. Le loro voci hanno restituito la complessità dei processi di trasformazione urbana e il valore di una rigenerazione che non può essere soltanto fisica, ma deve saper mettere al centro le persone, le relazioni e la capacità di una comunità di prendersi cura dei propri spazi.

Il Direttore di FELCOS, Massimo Porzi.

A raccontare la città attraverso la sua memoria e la sua identità sono intervenuti Luca Radi, Presidente di Pro Foligno, e Enrico Presilla, Presidente del Centro Studi “Città di Foligno”. Perché guardare al futuro di un luogo significa anche conoscerne le storie, riconoscere ciò che lo ha reso importante nel tempo e capire come quella memoria possa continuare a vivere, assumendo nuove forme.

Anche il racconto della città e il ruolo dell’informazione hanno trovato spazio nella Stazione Parlante, con Maria Tripepi, Direttrice della Gazzetta di Foligno, che ha contribuito a restituire il punto di vista di chi quotidianamente osserva e racconta le trasformazioni del territorio.

Poi lo sguardo si è spostato sulle giovani e sui giovani, perché una città che vuole costruire il proprio futuro non può limitarsi a parlare delle nuove generazioni: deve creare occasioni perché possano prendere parola, esprimere idee e diventare protagoniste dei cambiamenti che le riguardano.

In questo percorso, particolarmente significativo è stato il confronto con le esperienze degli Informagiovani. Riccardo Ruspi, per l’Informagiovani di Gubbio, e Ilaria Betori, Benedetta Paradisi e Lucia Castellani, per l’Informagiovani di Foligno, hanno portato il racconto di attività e percorsi che ogni giorno lavorano per avvicinare ragazze e ragazzi alle opportunità del territorio, alla partecipazione e alla costruzione del proprio futuro.

Una prospettiva che ha incontrato quella di Ela Bağlama di TERA Map, giovane imprenditrice e fondatrice di una realtà innovativa nata in Turchia, impegnata nello sviluppo di soluzioni tecnologiche capaci di favorire eventi a impatto sociale, partecipazione e protagonismo giovanile nella trasformazione degli spazi urbani. La collaborazione tra FELCOS e TERA Map nasce proprio grazie al programma europeo Erasmus per Giovani Imprenditori, che ha permesso di mettere in relazione esperienze, competenze e visioni diverse.

A dare concretezza a questa idea sono state anche le voci di chi in piazza lavora ogni giorno. Simone Lollini, della Libreria Ubik, e Diego Rosi, del Ristorante Bottega Colonna, hanno raccontato la prospettiva dei commercianti, di chi vive quotidianamente lo spazio pubblico e ne conosce le dinamiche, le potenzialità e le difficoltà.

E mentre le parole prendevano forma attraverso la radio, la piazza si trasformava anche attraverso i colori. Per tutta la durata della diretta, Ludovica Fongoli e Filippo Epifani, giovani artisti folignati, e Klarens, artista di Gubbio cresciuto attraverso il percorso di TAG – Tracce d’Arte Giovanile, hanno lavorato in tempo reale a un’opera di live painting. La loro presenza ha aggiunto un’altra dimensione alla Stazione Parlante: quella di una piazza che non viene semplicemente raccontata, ma che può essere reinterpretata, abitata e trasformata anche attraverso la creatività.

Live Painting: Ludovica Fongoli e Filippo Epifani, giovani artisti folignati, e Klarens, artista di Gubbio.

Per due ore, quindi, Piazza Piermarini è stata molte cose insieme: un luogo di memoria e un laboratorio di futuro, uno spazio di incontro e una piccola stazione radio, un luogo nel quale ascoltare le istituzioni e, allo stesso tempo, dare spazio alle voci della comunità. È stata attraversata da amministratori, associazioni, giovani, commercianti, professionisti, operatori dell’informazione e persone che quella piazza la vivono ogni giorno. Da qui parte il percorso dedicato alle pratiche e alle attività di rigenerazione culturale promosso da FELCOS che avrà per obiettivo principale quello di trasformare questo spazio in un luogo di cura, cultura e creatività rivolto alle giovani generazioni.

Ed è forse proprio questo il significato più profondo della Stazione Parlante: ricordarci che la rigenerazione di un luogo comincia dall’ascolto.

L’iniziativa si è svolta nell’ambito di Rural Voices 2030, progetto europeo finanziato dal programma DEAR dell’Unione Europea, di cui il Comune di Foligno è partner con il supporto tecnico di FELCOS.

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Dall’Umbria alle Nazioni Unite: FELCOS all’HLPF 2026 di New York per parlare di partecipazione giovanile e localizzazione dell’Agenda 2030

FELCOS ha partecipato a New York all’High-Level Political Forum on Sustainable Development 2026 delle Nazioni Unite, portando nel cuore del confronto internazionale l’esperienza maturata in Umbria in merito alla partecipazione dei giovani e alla localizzazione dell’Agenda 2030.
FELCOS è stata protagonista di tre appuntamenti di livello internazionale tra cui l’evento“bandiera” ufficiale dell’Italia al Palazzo delle Nazioni Unite e il confronto sulla Voluntary National Review italiana.

Portare l’esperienza dei territori umbri dentro il principale spazio delle Nazioni Unite dedicato al monitoraggio dell’Agenda 2030. È con questo obiettivo che FELCOS ha partecipato a New York all’High-Level Political Forum on Sustainable Development 2026 – HLPF, contribuendo al confronto internazionale sulla localizzazione degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile e, in particolare, sul ruolo delle giovani generazioni nella costruzione delle politiche pubbliche.

L’HLPF rappresenta la piattaforma centrale delle Nazioni Unite per il monitoraggio e la revisione dell’Agenda 2030 e dei suoi 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile. Un appuntamento annuale nel quale governi, organizzazioni internazionali, società civile, enti territoriali, mondo della ricerca e altri attori dello sviluppo sostenibile si incontrano per condividere progressi, criticità, pratiche ed esperienze.

Il tema scelto per il 2026, Azioni trasformative, eque, innovative e coordinate per l’Agenda 2030 e i suoi Obiettivi di Sviluppo Sostenibile per un futuro sostenibile per tutti, ha messo al centro proprio la necessità di accelerare il percorso verso il 2030 attraverso azioni capaci di connettere livelli diversi di governo e di coinvolgere concretamente società civile, territori e comunità.

In questo scenario internazionale, FELCOS ha portato l’esperienza dell’Umbria come esempio concreto di come la sostenibilità possa essere costruita a partire dal livello locale, facendo dialogare istituzioni, Comuni, giovani e comunità e trasformando la partecipazione in uno strumento di governance.

FELCOS a New York, all’High-Level Political Forum on Sustainable Development 2026 delle Nazioni Unite.

 

Una visione che appartiene da sempre al lavoro dell’Associazione e che trova oggi una nuova dimensione all’interno del progetto “Rete Umbra per lo sviluppo sostenibile”, finanziato dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica e realizzato dalla Regione Umbria in collaborazione con FELCOS e ANCI Umbria, con l’obiettivo di rafforzare la localizzazione della Strategia Regionale per lo Sviluppo Sostenibile attraverso nuovi strumenti di governance e partecipazione.

È proprio all’interno di questo percorso che FELCOS è impegnata nell’attivazione dei processi partecipativi territoriali e giovanili, costruendo spazi e metodologie attraverso cui cittadini e giovani possano non soltanto confrontarsi sulla sostenibilità, ma contribuire direttamente all’elaborazione delle politiche che riguardano il futuro dei territori.

AGORÀ: dalla partecipazione alle politiche pubbliche

Tra le esperienze portate da FELCOS a New York, un ruolo centrale è stato occupato da AGORÀ per lo sviluppo sostenibile, lo strumento partecipativo ideato dall’Associazione per rendere accessibili, concreti e coinvolgenti i processi di costruzione delle politiche pubbliche.

AGORÀ unisce le dinamiche del gioco di ruolo a quelle del gioco da tavolo e mette i partecipanti di fronte a situazioni sociali, ambientali ed economiche ispirate alla realtà dei territori. Sei persone interpretano altrettanti attori di una comunità – agricoltore, ambientalista, amministratrice comunale, cittadino, commerciante e imprenditrice – chiamati ad affrontare problemi, interessi differenti, imprevisti e opportunità.

Non si gioca però per vincere individualmente. Si gioca per ascoltare, confrontarsi, negoziare e costruire insieme una soluzione. Uno strumento che traduce in pratica un principio fondamentale nel lavoro di FELCOS: la partecipazione acquista valore quando è capace di produrre consapevolezza, responsabilità e, soprattutto, quando può entrare nei processi decisionali.

Per questo le idee e le proposte raccolte attraverso AGORÀ non rimarranno confinate all’esperienza del gioco. Contribuiranno alle Agende territoriali, alla Youth Local Voluntary Review e all’aggiornamento della Strategia Regionale per lo Sviluppo Sostenibile dell’Umbria, creando un collegamento diretto tra ciò che emerge dai territori e i livelli nei quali vengono costruite le politiche regionali.

AGORÀ è inoltre uno strumento flessibile e replicabile, utilizzabile nelle scuole, nelle università, negli eventi pubblici e all’interno di progetti e percorsi partecipativi. Un modo nuovo per avvicinare soprattutto le giovani generazioni alla complessità delle decisioni pubbliche e permettere loro di sperimentare direttamente cosa significhi mettere in relazione esigenze diverse e assumersi una responsabilità nei confronti della propria comunità.

Tre appuntamenti a New York per raccontare l’esperienza FELCOS

La presenza di FELCOS all’HLPF si è articolata in tre importanti momenti di confronto, nei quali l’esperienza sviluppata in Umbria è entrata in dialogo con istituzioni nazionali e internazionali, rappresentanti delle Nazioni Unite, organizzazioni giovanili e altri attori impegnati nell’attuazione dell’Agenda 2030.

Il primo appuntamento, lunedì 13 luglio alla Scandinavia House di New York, è stato l’evento internazionale Localizing the SDGs to Boost the Sustainability Transformation, dedicato a una delle questioni decisive per il raggiungimento degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile: come trasformare gli impegni globali in politiche e azioni concrete nei territori.

La presentazione di AGORÀ per lo sviluppo sostenibile, alla Scandinavia House di New York.

Al confronto, dedicato alle migliori pratiche di localizzazione degli SDGs e al coinvolgimento della società civile e del settore privato, FELCOS ha partecipato attraverso Francesco Fermanelli e Niccolò Mariani, dell’Area Sviluppo Locale Sostenibile e Processi Partecipativi, portando l’esperienza maturata nel lavoro con le comunità locali e, in particolare, con i giovani.

FELCOS ha raccontato il percorso sviluppato insieme alla Regione Umbria per costruire una governance della sostenibilità capace di aprirsi ai territori, mettendo in relazione la Strategia regionale con strumenti partecipativi attraverso i quali le comunità possano contribuire alle scelte. Un modello nel quale i giovani non rappresentano semplicemente un target da raggiungere, ma una componente attiva della costruzione delle politiche.

Il giorno successivo, martedì 14 luglio, FELCOS sempre nel Palazzo delle Nazioni Unite, ha partecipato all’evento ufficiale italiano Future Makers: Youth Engagement and Youth Voluntary Reviews for Systemic Change.

L’appuntamento, organizzato dall’Italia con la co-organizzazione del Regno di Tonga e dello European Youth Forum, ha riunito rappresentanti del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, AICSAgenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo, UN Youth Office, EuropeanYouth Forum, istituzioni internazionali e giovani provenienti da differenti esperienze nazionali.

Al centro del confronto una domanda fondamentale: come costruire processi di partecipazione giovanile che non siano soltanto consultivi, ma inclusivi e realmente capaci di incidere sulle politiche?

È qui che Francesco Fermanelli, Project Manager di FELCOS per lo sviluppo locale sostenibile e i processi partecipativi, ha presentato AGORÀ e l’esperienza del Forum dei Giovani per la Sostenibilità dell’Umbria, mostrando come un percorso costruito a livello regionale possa contribuire al più ampio dibattito nazionale e internazionale sulla partecipazione delle nuove generazioni.

L’intervento ha ribadito un principio chiaro: per rendere i giovani parte dei processi di sviluppo sostenibile occorre costruire strumenti che permettano loro di esprimere idee, confrontarsi, formulare proposte e vedere quelle proposte arrivare nei luoghi nei quali le decisioni vengono prese.

Per FELCOS, i giovani non sono soltanto i destinatari delle politiche di domani: sono cittadini del presente e devono poter partecipare alle scelte del presente.

L’Umbria dentro il percorso italiano verso il 2030

La presenza di FELCOS a New York si è conclusa mercoledì 15 luglio presso la Rappresentanza Permanente d’Italia alle Nazioni Unite, con la partecipazione all’incontro promosso da ASviS Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile L’Italia allo specchio della Voluntary National Review: il giorno dopo New York e le scelte per il 2030.

Un confronto dedicato alla Voluntary National Review italiana e alle azioni necessarie per trasformare il monitoraggio dei progressi compiuti in una vera roadmap verso il 2030.

Insieme ai rappresentanti della Delegazione italiana all’HLPF, FELCOS ha contribuito al racconto del percorso attraverso cui l’Italia sta progressivamente rafforzando il coinvolgimento dei giovani nelle politiche di sviluppo sostenibile, a partire da esperienze come “Raccogliamo le idee” e dal Gruppo di lavoro Giovani per la coerenza delle politiche per lo sviluppo sostenibile.

Anche in questo contesto, FELCOS ha portato il valore aggiunto dell’esperienza territoriale, presentando il Forum dei Giovani per la Sostenibilità dell’Umbria e AGORÀ come strumenti attraverso i quali la partecipazione può essere radicata nelle comunità e, contemporaneamente, collegata ai processi regionali e nazionali.

La stessa Youth Voluntary Review italiana presentata nel quadro dell’HLPF nasce infatti da un ampio processo di governance e partecipazione che ha coinvolto oltre mille giovani, insieme a istituzioni, organizzazioni della società civile, reti giovanili e partner internazionali.

Ed è proprio nel rapporto tra dimensione nazionale e territori che l’esperienza sviluppata da FELCOS acquista un significato particolare: portare le politiche globali dentro le comunità e, nello stesso tempo, far risalire esperienze, bisogni e proposte locali fino ai luoghi nei quali vengono definite le strategie regionali, nazionali e internazionali.

Dall’Umbria a New York, e ritorno

La partecipazione all’HLPF 2026 rappresenta per FELCOS non soltanto il riconoscimento del lavoro sviluppato negli ultimi venti anni sui temi dello sviluppo sostenibile e della partecipazione, ma soprattutto un passaggio ulteriore di un percorso che parte dai territori.

Dall’Umbria alle Nazioni Unite, FELCOS ha portato a New York un modello di lavoro costruito insieme alla Regione, ai Comuni, alle comunità e ai giovani. Un modello nel quale la localizzazione dell’Agenda 2030 significa rendere comprensibili le grandi sfide globali, collegarle alla vita quotidiana dei territori e costruire gli strumenti perché ciascuno possa contribuire alle decisioni.

Ma il percorso compiuto a New York ha anche una direzione inversa.

Le esperienze, gli strumenti e il confronto internazionale dell’HLPF tornano infatti nei territori, arricchendo il lavoro che FELCOS sta portando avanti attraverso i Forum territoriali, il Forum dei Giovani, AGORÀ e i processi che accompagneranno la Strategia Regionale per lo Sviluppo Sostenibile.

Niccolò Mariani e Francesco Fermanelli di FELCOS, all’HLPF 2026 a New York.

È in questo continuo collegamento tra locale e globale che FELCOS costruisce la propria azione: mettere in rete territori e istituzioni, sperimentare nuovi strumenti di partecipazione e fare in modo che la sostenibilità diventi un processo condiviso, capace di tradursi in politiche e azioni concrete.

Perché raggiungere gli Obiettivi dell’Agenda 2030 richiede strategie globali, ma quelle strategie diventano realtà soltanto quando entrano nelle città, nelle scuole e nelle comunità.

E soprattutto quando le persone – a partire dai giovani – possono partecipare alla loro costruzione.

I giovani non sono soltanto protagonisti del futuro. Sono attori delle decisioni che riguardano il presente.

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ENSAMN torna nella piccola isola di Rodrigues: una nuova missione per costruire resilienza climatica e sviluppo inclusivo

L’ultima missione del progetto ENSAMN sull’isola di Rodrigues, che si è tenuta tra Giugno e Luglio 2026 e alla quale ha partecipato l’agronomo Fabio Primavera in rappresentanza del partner CESAR, ha consentito di verificare l’avanzamento delle azioni pilota, rafforzare la collaborazione tecnica con i partner locali e definire i prossimi passi del progetto.

Tra le iniziative più significative di questa nuova missione c’è l’avvio del vivaio comunitario di St. Gabriel, destinato alla produzione di specie alimentari ed endemiche, alla formazione in agroecologia, alla gestione sostenibile dell’acqua e alla creazione di nuove opportunità economiche attraverso la vendita delle piantine. Durante la missione sono state individuate soluzioni per migliorare la localizzazione delle piante e garantire produzioni pienamente coerenti con gli obiettivi agroecologici del progetto. Tra le innovazioni introdotte dal progetto, anche una macchina per la pacciamatura che servirà a ricoprire il suolo attorno alle piante con uno strato di materiale organico, per bloccare la crescita di erbe infestanti, mantenere il terreno umido riducendo le annaffiature e garantire quindi conduzioni sostenibili ed ecologiche delle coltivazioni.

Il Festival del Limone ha rappresentato una tappa importante per condividere i risultati raggiunti, oltre che per socializzare, rilanciando il percorso verso la certificazione biologica delle produzioni locali e la valorizzazione della filiera agroalimentare dell’isola.

La messa a dimora di Vetiver.

Grande attenzione continua ad essere dedicata alla gestione sostenibile delle risorse naturali. Proseguono infatti gli interventi per il recupero dei suoli attraverso la messa a dimora di Vetiver e Vacoa contro l’erosione, mentre sono in fase di sviluppo sistemi di raccolta dell’acqua piovana, una pratica già ampiamente praticata sull’isola, nonché pratiche di agricoltura rigenerativa a beneficio delle famiglie più vulnerabili.

Nel settore dell’apicoltura il progetto procede su due fronti: la diffusione di piante mellifere per sostenere gli impollinatori e il progetto Bee Behind Bars, che offre ai detenuti del carcere di Rodrigues una formazione professionale in apicoltura, con importanti ricadute in termini di inclusione sociale e opportunità lavorative.

Formazione professionale in apicoltura per i detenuti del carcere di Rodrigues.

Prosegue inoltre il percorso della Coffee Valley, dove la completa rimozione degli pneumatici presenti nell’area ha consentito di avviare nuovi modelli agroforestali e la realizzazione di un vivaio dedicato al caffè Arabica, coltivato con metodi sostenibili e sistemi di irrigazione efficienti. La nascita di una cooperativa locale, creata su iniziativa degli agricoltori della valle, rappresenta un ulteriore passo verso la valorizzazione della produzione agricola dell’isola.

Accanto alle attività agricole, ENSAMN sostiene anche lo sviluppo economico locale attraverso la Boutique Solidaire, gestita dal partner AREF (Association Rodrigues Entreprendre au Féminin), in collaborazione con la CARITAS locale, che vende a prezzi calmierati prodotti di prima necessità per le famiglie meno abbienti, e attraverso il programma di incubazione e mentoring per micro-imprese, destinato a donne, giovani e gruppi vulnerabili, realizzato in collaborazione con le istituzioni locali.

 

Il progetto ENSAMN – Rodrigues Alliance for Participatory Climate Resilience and Socio-Economic Inclusion, finanziato dall’Unione Europea e di cui FELCOS è capofila in un consorzio composto da CESAR Umbria – Centro per lo Sviluppo Agricolo e RuraleRIDS – Rete Italiana Disabilità e SviluppoCare-CoAREF Association Rodrigues Entreprendre au FémininREFG – Groupe pour l’Environment de Rodrigues continua a promuovere un modello di sviluppo fondato sull’agroecologia, sull’inclusione sociale e sulla resilienza climatica, accompagnando le comunità locali nella costruzione di sistemi agricoli più sostenibili e di nuove opportunità economiche e lavorative.

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FELCOS apre una Stazione Parlante per raccontare il futuro sostenibile delle aree rurali. Rural Voices 2030 incontra la Tribù di Augh.

Due appuntamenti, per tre obiettivi importanti: dare voce alle aree rurali, promuovere nuove narrazioni e coinvolgere le persone in una riflessione condivisa sul futuro sostenibile dei territori, del paesaggio e delle comunità.

Con questo spirito, Rural Voices 2030 è entrato a far parte della grande famiglia della Tribù di Augh, che da cinque anni organizza uno degli eventi di bike trail più partecipati e apprezzati dell’Umbria e d’Italia. Oltre 400 partecipanti si sono ritrovati per vivere un’esperienza che unisce sport, natura e senso di appartenenza, attraversando i paesaggi straordinari della montagna folignate e riscoprendo il valore delle comunità locali.

Per l’occasione, FELCOS ha acceso i microfoni della Stazione Parlante, un podcast live realizzato in collaborazione con DOT Radio, che il primo giorno ha animato la serata inaugurale di Augh! negli spazi di Palazzo Candiotti, nel cuore del centro storico di Foligno. Quattro ore di dialoghi, incontri e testimonianze hanno dato voce ad amministratori, associazioni, esperti e giovani protagonisti impegnati nei percorsi di Rural Voices 2030, offrendo uno spazio di confronto aperto e partecipato sui temi dello sviluppo sostenibile delle aree rurali.

Ad aprire la serata è stato Lorenzo Schiarea, Assessore alle Politiche Sociali del Comune di Foligno e Vice Presidente di FELCOS. Da lì si è sviluppato un ricco percorso di confronto che ha attraversato esperienze e progettualità diverse: dai Semi Futuri, raccontati da Raffaella Grandoni e Domiziano Toni della Pro Loco di Valtopina, ai Custodi della Terra, con Federica Fratini dell’Associazione SemiNati e Casa dei Semi; dalle narrazioni del sottosuolo con Carlo Cesarini dell’Associazione Fluminamea, alle comunità che custodiscono il territorio e alle comunanze come laboratori di futuro, con Lorenzo Perticoni e Giuseppe Parroccini dell’Università Agraria di Bagnara.

Uno spazio importante è stato dedicato anche al racconto del paesaggio e alle visioni sul futuro, grazie al contributo della progettista visiva Michela Bastianelli, dell’agronomo Pietro Petroni e degli studenti Sara Stramaccioni, Leonardo Landrini ed Emanuele Stovati. A seguire, le testimonianze di Frank Lotta di Radio DJ, dedicate alle esperienze “On the Road”, il racconto di Andrea Cimarelli di Seminiamo Bellezza sul valore della scelta di restare e investire nei territori, e il confronto con Lorenzo Sensi e Giacomo Bicerna della Tribù di Augh sulle iniziative che valorizzano il territorio e rafforzano il senso di comunità.

La Stazione Parlante: intervista all’Assessore del Comune di Foligno e Vice Presidente di FELCOS, Lorenzo Schiarea.

 

La Stazione Parlante ha poi proseguito il suo viaggio nel Villaggio della Tribù, a Volperino, raccogliendo impressioni, emozioni e riflessioni direttamente dai partecipanti. Attraverso racconti spontanei e personali, cicliste e ciclisti hanno condiviso il proprio sguardo sul territorio, sulle aree rurali e sull’esperienza vissuta lungo il percorso, restituendo un patrimonio di storie autentiche che raccontano il legame profondo tra persone, paesaggio e comunità.

Queste testimonianze rappresentano un contributo prezioso alla missione di Rural Voices 2030, progetto europeo del Programma DEAR promosso dal Comune di Foligno, con il supporto tecnico di FELCOS, che sostiene nuove forme di partecipazione e nuove modalità di raccontare le aree rurali, mettendone in luce il valore, le opportunità e il ruolo fondamentale per uno sviluppo più sostenibile e inclusivo dei territori montani.

L’incontro con la Tribù di Augh ha confermato quanto questi valori possano trovare espressione anche attraverso eventi capaci di unire persone, esperienze e territori. Una grande festa collettiva che ha trasformato il viaggio in un’occasione di ascolto, dialogo e sensibilizzazione, contribuendo a diffondere una visione condivisa del futuro delle aree rurali.

Tutte le interviste e i racconti raccolti dalla Stazione Parlante saranno presto disponibili nella sezione Podcast del sito yes.felcos.it.

Le interviste nel Villaggio di Augh! a Volperino.

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Tra paesaggi incontaminati e obiettivi condivisi: il progetto Janartu rafforza la cooperazione tra Italia e Kazakistan con una nuova missione

Una nuova missione del progetto JANARTU ha rafforzato la collaborazione tra Italia e Kazakistan sui temi della gestione sostenibile dei pascoli, della transumanza e dello sviluppo delle comunità rurali. Attraverso lo scambio di competenze e il dialogo tra partner locali e internazionali, il progetto continua a promuovere soluzioni condivise per la tutela delle risorse naturali e il sostegno agli allevatori.

Siamo tornati nelle vaste e suggestive terre del Sud del Kazakistan per rinnovare un percorso di collaborazione costruito nel tempo attraverso il dialogo, lo scambio di competenze e la condivisione di obiettivi comuni. È in questo contesto che si è svolta una nuova missione del progetto Janartu, che vede impegnati partner tecnici ed istituzionali italiani e kazaki in un importante percorso di cooperazione dedicato allo sviluppo sostenibile delle aree rurali.

La nuova missione, che segue numerose attività già realizzate negli anni precedenti, ha posto al centro dell’attenzione temi strategici per il futuro della pastorizia e delle comunità rurali kazake: la transumanza, l’uso collettivo delle terre e la gestione condivisa delle infrastrutture destinate ai piccoli allevatori.

 

Durante la nuova missione del Progetto JANARTU si sono svolti incontri istituzionali a cui ha partecipato il Sindaco di Todi e Vice Presidente di FELCOS, Antonino Ruggiano

 

La delegazione italiana composta da Antonino Ruggiano, Sindaco di Todi e Vice Presidente di FELCOS, Claudio Porqueddu, Direttore della Ricerca presso l’Istituto per il Sistema Produzione Animale in Ambiente Mediterraneo del CNR (ISPAAM-CNR) e dalla Project manager di FELCOS Francesca de Paula, ha partecipato a incontri istituzionali, seminari, tavole rotonde e approfondimenti tecnici dedicati alla gestione sostenibile delle risorse pastorali.

Particolare attenzione è stata riservata al tema dei pascoli collettivi, che rappresentano una risorsa fondamentale per il sostegno delle economie locali e per la salvaguardia degli equilibri ambientali delle aree rurali. Durante gli incontri, Claudio Porqueddu ha condiviso il suo bagaglio di conoscenze agronomiche ed esperienze maturate nel contesto mediterraneo, e in numerose altre aree del mondo, offrendo contributi sui piani di pascolamento, la capacità di carico dei terreni, l’individuazione delle specie vegetali più resistenti alla siccità, i sistemi di monitoraggio dei pascoli e le infrastrutture necessarie per garantire una gestione sostenibile degli allevamenti, in dialogo con gli esperti kazaki Nurgul Meldebekova, Kanat Shanbaev ed Evgeny Klimov.

 

Tra i principali risultati ottenuti dal Progetto JANARTU c’è la realizzazione di strutture ed impianti ad uso condiviso destinati al bestiame da allevamento e pascolo

 

Un altro tema centrale del confronto è stato quello della transumanza, una pratica tradizionale che continua a svolgere un ruolo essenziale nella conservazione dei pascoli e nello sviluppo sostenibile delle attività pastorali. La mobilità stagionale del bestiame, infatti, rappresenta uno strumento efficace per preservare la fertilità dei terreni, ridurre la pressione sulle risorse naturali e valorizzare il patrimonio culturale delle comunità locali.

Tra i risultati più concreti raggiunti dal progetto Janartu figura inoltre il co-finanziamento di infrastrutture ad uso collettivo destinate agli allevatori degli otto comuni coinvolti. In questo contesto sono stati realizzati recinti e vasche di lavaggio per gli animali, strutture progettate per migliorare la gestione veterinaria e sanitaria degli allevamenti e promuovere così il benessere del bestiame.

La missione ha confermato ancora una volta il valore della cooperazione internazionale come strumento per affrontare le sfide legate alla sostenibilità delle aree rurali, favorendo lo scambio di conoscenze e la costruzione di soluzioni condivise. Un percorso che continua a rafforzare il legame tra Italia e Kazakistan, con l’obiettivo di sostenere lo sviluppo delle comunità locali e la tutela delle risorse naturali.

 

Il progetto JANARTU è finanziato dall’Unione Europea e realizzato da FELCOS (Capofila), Associazione nazionale delle cooperative agricole del Kazakistan “AgroSoyuz”, Associazione dei piccoli produttori agricoli della provincia di Enbekshi-Kazakh “ODAQ”, IsMed-CNR (Italia), Akimat di Enbekshi-Kazakh, Akimat di Jambyl, Università Statale per la Ricerca Agraria di Almaty (Kazakistan), Istituto per la Ricerca Zootecnica e la Produzione Foraggera (Kazakistan).

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Rural Voices 2030: il Comune di Foligno e FELCOS ad Atene per il quarto incontro europeo

Dal 26 al 29 maggio 2026 Atene ha ospitato il quarto incontro di partenariato europeo di Rural Voices 2030. All’incontro hanno partecipato il Comune di Foligno e FELCOS, insieme agli undici partner coinvolti nelliniziativa. Per il Comune di Foligno erano presenti lAssessore Lorenzo Schiarea, la Dirigente dellArea Governo del Territorio Anna Conti e la Responsabile del Servizio Progetti Europei e Cooperazione Martina Del Buono, affiancati da Marco Pizzi di FELCOS.

Dare voce ai territori, costruire soluzioni condivise

Lincontro ha rappresentato unimportante occasione di confronto sui risultati raggiunti nei diversi territori e sulle prossime azioni dedicate al coinvolgimento dei giovani e delle comunità rurali europee. Al centro dei lavori, la condivisione delle esperienze pilota sviluppate nei vari Paesi, lanalisi dei materiali formativi in preparazione e la definizione di strategie di comunicazione capaci di trasformare idee e proposte in interventi concreti e sostenibili.

 

L’Assessore alle Politiche Sociali del Comune di Foligno e Vicepresidente di FELCOS Lorenzo Schiarea insieme ad Anna Conti, Dirigente dell’Area Governo del Territorio e Martina Del Buono, Responsabile del Servizio Progetti Europei e Cooperazione, durante il meeting ad Atene.

 

Condividere esperienze, generare cambiamento

Particolare attenzione è stata dedicata alle attività educative realizzate in orti comunitari, fattorie didattiche e centri giovanili, strumenti innovativi per promuovere temi come la tutela del suolo, la sostenibilità ambientale e luguaglianza di genere in modo coinvolgente per le nuove generazioni.

Il Comune di Foligno, in collaborazione con FELCOS, ha inoltre confermato il proprio ruolo di coordinamento nellambito delle attività di advocacy, lavorando con i partner europei per trasformare le proposte dei giovani in raccomandazioni concrete rivolte alle amministrazioni locali e agli stakeholder istituzionali. Il compito del Comune e di FELCOS, dunque, è e sarà quello di guidare i partner attraverso processi di ascolto dei territori e di upscaling istituzionale. Ciò consiste nel permettere ai decisori politici locali, nazionali ed europei di conoscere i risultati del progetto e le proposte del consorzio e dei giovani coinvolti nelle attività per impattare sulle loro decisioni future, allo scopo di migliorare la qualità della vita dei territori rurali.

 

 

Il consorzio dei dodici partner di dodici Paesi, di cui il Comune di Foligno è partner con il supporto tecnico di FELCOS.

 

Durante lincontro sono state definite nuove modalità di collaborazione con enti locali, associazioni e scuole, rafforzando limpegno comune a mettere i giovani al centro dei processi decisionali e dello sviluppo futuro delle aree rurali. I prossimi mesi saranno dedicati alla diffusione dei risultati del progetto e al consolidamento delle reti territoriali, per garantire continuità e valore alle azioni avviate. Il Comune di Foligno e FELCOS, inoltre, si sono impegnati nella partecipazione ad alcune delle prossime iniziative di carattere nazionale ed internazionale promosse dai partner.

Rural Voices 2030. Engaging young rural European citizens in a gender responsive approach to soil protection è un progetto europeo finanziato dal programma DEAR e promosso da un consorzio di 12 partner in 12 Paesi, di cui il Comune di Foligno è partner con il supporto tecnico di FELCOS.

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COOPERA 2026: a Roma un confronto sul futuro della cooperazione internazionale. Presente anche FELCOS.

In un contesto internazionale segnato da crisi globali, cambiamenti climatici e crescenti disuguaglianze, COOPERA 2026 ha rappresentato il principale momento di confronto del sistema italiano della cooperazione allo sviluppo. Anche FELCOS ha preso parte alla Conferenza Nazionale con il Direttore Massimo Porzi e la Vicedirettrice Lucia Maddoli. Due giornate di dialogo tra istituzioni, enti territoriali, università, organizzazioni della società civile. Un’occasione per condividere esperienze, rafforzare relazioni e riflettere sul contributo dei territori alla costruzione di uno sviluppo più sostenibile, inclusivo e partecipato.

In un mondo attraversato da conflitti, emergenze umanitarie, crisi climatiche e profonde trasformazioni economiche e sociali, la cooperazione internazionale è chiamata oggi a interrogarsi sul proprio ruolo e sulle proprie prospettive. È da questa consapevolezza che nasce COOPERA 2026, la Terza Conferenza Nazionale della Cooperazione allo Sviluppo, promossa dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e dall’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (AICS), tenutasi a Roma il 26 e 27 maggio presso l’Auditorium della Conciliazione e le Corsie Sistine di Santo Spirito in Sassia. La Conferenza ha rappresentato il principale appuntamento nazionale dedicato al confronto tra tutti gli attori del sistema italiano della cooperazione allo sviluppo.

Al Coopera 2026, FELCOS era presente con il Direttore Massimo Porzi e la Vicedirettrice Lucia Maddoli

Anche FELCOS è stata presente all’evento con il Direttore Massimo Porzi e la Vicedirettrice Lucia Maddoli, forte dell’esperienza maturata in oltre venticinque anni di cooperazione internazionale.

Uno spazio di dialogo e confronto

COOPERA 2026 ha riunito istituzioni nazionali e internazionali, enti locali, università, organizzazioni della società civile, imprese, fondazioni e rappresentanti del mondo della cooperazione, offrendo uno spazio di dialogo e confronto sulle sfide che caratterizzano lo scenario globale contemporaneo. La Conferenza è stata pensata come un momento di partecipazione e riflessione collettiva sulle priorità della cooperazione italiana, sul suo futuro e sul contributo che può offrire alla costruzione di società più inclusive e resilienti.

Tra i momenti più significativi delle due giornate, la sessione inaugurale dedicata alla “grande famiglia della cooperazione italiana allo sviluppo”, che ha evidenziato l’importanza del lavoro congiunto tra istituzioni, territori e società civile. Ampio spazio è stato inoltre dedicato al ruolo della cooperazione italiana nelle grandi crisi umanitarie, alle prospettive future dell’AICS nel decennale della sua istituzione, al contributo della cooperazione al Piano Mattei e al rapporto tra educazione, conoscenza e sviluppo sostenibile.

Alla sessione inaugurale di Coopera 2026 è intervenuto il Ministro degli Affari Esteri e Cooperazione internazionale, Antonio Tajani.

Particolarmente rilevanti sono stati anche gli approfondimenti dedicati alla valorizzazione delle esperienze territoriali e alla capacità di immaginare nuove forme di cooperazione in un contesto internazionale in rapido cambiamento. Temi che da sempre caratterizzano l’approccio di FELCOS, fondato sulla costruzione di relazioni durature tra territori, sul protagonismo delle comunità locali e sulla promozione di modelli di sviluppo sostenibile condivisi.

Le due giornate romane hanno confermato come la cooperazione allo sviluppo non possa più essere interpretata esclusivamente come trasferimento di risorse o assistenza, ma come un processo di costruzione condivisa di conoscenze, competenze e opportunità tra comunità e territori diversi. Una visione che mette al centro il dialogo, la reciprocità e la capacità di affrontare insieme le sfide globali del nostro tempo.

Per FELCOS, partecipare a COOPERA 2026 ha significato contribuire a questo dibattito portando la voce degli enti locali e dei territori, riaffermando il valore della cooperazione decentrata come strumento concreto per promuovere sostenibilità, inclusione sociale e sviluppo umano.

Un’occasione preziosa per guardare al futuro della cooperazione internazionale con uno sguardo aperto, consapevole e condiviso, nella convinzione che le grandi sfide globali possano essere affrontate solo attraverso alleanze solide, partecipazione e responsabilità comune.

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FELCOS a Codeway Expo 2026: cooperazione, territori e nuove alleanze per lo sviluppo sostenibile

FELCOS Umbria ha partecipato a Codeway Expo 2026, il principale appuntamento italiano dedicato alla cooperazione internazionale e allo sviluppo sostenibile, svoltosi presso la Fiera di Roma. Un’occasione di confronto tra istituzioni, enti territoriali, organizzazioni, università e imprese sui nuovi scenari della cooperazione globale. Durante l’evento, FELCOS ha presentato esperienze e progettualità legate allo sviluppo locale sostenibile, con particolare attenzione al progetto UNGENDE in Angola. La partecipazione ha confermato il ruolo di FELCOS nella costruzione di partenariati territoriali internazionali orientati all’Agenda 2030 e alla valorizzazione delle comunità locali.

Tre giorni di incontri, dialoghi e nuove connessioni per riflettere sul futuro della cooperazione internazionale e sul ruolo dei territori nei processi di sviluppo sostenibile. Anche FELCOS ha partecipato a Codeway Expo 2026, la manifestazione nazionale dedicata alla cooperazione internazionale e allo sviluppo sostenibile che si è svolta presso la Fiera di Roma.

La presenza di FELCOS all’interno dell’evento ha rappresentato un’importante occasione per condividere esperienze, metodologie e progettualità costruite negli anni insieme a enti locali, comunità territoriali, università, organizzazioni della società civile e partner internazionali.

Al Codeway Expo 2026 FELCOS, con il Direttore Massimo Porzi, è intervenuta in diversi panel di approfondimento tematico

Attraverso incontri, momenti di networking e spazi di confronto, FELCOS ha portato il proprio contributo sui temi dello sviluppo locale sostenibile, della partecipazione territoriale e della cooperazione tra comunità, valorizzando un approccio che mette al centro le relazioni, il dialogo tra territori e la costruzione condivisa di soluzioni ai bisogni delle comunità.

La partecipazione all’evento ha inoltre permesso di rafforzare relazioni con istituzioni, enti e organizzazioni impegnate nei percorsi di cooperazione internazionale, favorendo nuove opportunità di collaborazione e scambio.

Codeway, uno spazio di incontro e confronto

Codeway Expo si conferma oggi uno dei più importanti appuntamenti italiani dedicati alla cooperazione internazionale. La manifestazione riunisce ogni anno istituzioni nazionali e internazionali, agenzie ONU, enti territoriali, organizzazioni della società civile, università, imprese e startup impegnate nella costruzione di nuovi modelli di sviluppo sostenibile.

L’edizione 2026 ha posto particolare attenzione alla necessità di rafforzare partenariati concreti tra settore pubblico, privato e società civile, promuovendo una cooperazione sempre più orientata alla sostenibilità economica, sociale e ambientale dei territori.

In questo contesto, Codeway rappresenta non soltanto una vetrina di progetti, ma uno spazio di dialogo tra esperienze differenti, dove la cooperazione viene interpretata come strumento di innovazione sociale, costruzione di comunità e sviluppo condiviso.

Per realtà come FELCOS, partecipare significa contribuire attivamente a una riflessione nazionale e internazionale sul ruolo dei territori nella costruzione di modelli di sviluppo più equi, sostenibili e partecipativi.

UNGENDE, turismo sostenibile e inclusivo in Angola

Tra le progettualità presentate e approfondite durante l’evento, FELCOS ha affiancato la Regione Umbria nella descrizione di UNGENDE, iniziativa promossa nelle province di Huíla e Namibe, nel sud dell’Angola.

Insieme alla Regione Umbria, al Codeway Expo 2026 FELCOS ha presentato il progetto di cooperazione internazionale UNGENDE

Il Direttore di FELCOS, Massimo Porzi, intervenuto in un panel insieme all’Assessore alla Cooperazione internazionale e alla Pace della Regione Umbria, Fabio Barcaioli, ha spiegato che il “progetto nasce con l’obiettivo di promuovere forme di turismo sostenibile capaci di valorizzare il patrimonio ambientale, culturale e sociale dei territori, rafforzando al tempo stesso opportunità economiche locali e processi di governance partecipata”.

UNGENDE punta a costruire un modello di sviluppo turistico inclusivo, fondato sul protagonismo delle comunità locali, sul rafforzamento delle competenze territoriali e sul dialogo tra enti locali, università, operatori economici e società civile.

Gli altri progetti di cooperazione internazionale a cui FELCOS lavora

La partecipazione a Codeway Expo è stata anche l’occasione per raccontare i progetti di cooperazione internazionale attualmente attivi di FELCOS, che confermano un impegno orientato allo sviluppo sostenibile, alla valorizzazione delle comunità locali e al rafforzamento dei partenariati territoriali.

Nelle Mauritius, FELCOS è impegnata nel progetto ENSAMN, dedicato nell’Isola di Rodrigues alla costruzione di alleanze territoriali per la partecipazione, resilienza climatica e sviluppo socioeconomico inclusivo.

In Kazakistan, il progetto JANARTU lavora sul rafforzamento delle competenze locali e della governance territoriale, con attenzione alla sostenibilità ambientale e alla partecipazione delle comunità alla gestione dei terreni di pascolo.

In Mali, The NET promuove il rafforzamento della governance per la prevenzione oncologica femminile e la salute della donna.

In Palestina, il progetto AKLI BALADI sostiene percorsi legati alla valorizzazione dei sistemi alimentari locali, alla sostenibilità delle filiere e al rafforzamento delle economie comunitarie.

In Cambogia, nella provincia di Ratanakiri, CLESIDRA interviene sui temi dello sviluppo sostenibile e del rafforzamento delle reti collaborative per lo sviluppo di quattro filiere economiche.

Nel loro insieme, questi progetti raccontano una cooperazione costruita attraverso relazioni solide, ascolto dei bisogni locali e dialogo tra territori, con l’obiettivo di generare processi di sviluppo più inclusivi, sostenibili e condivisi.

Tante le persone che FELCOS ha incontrato nello stand allestito al Codeway Expo 2026

Cooperazione tra territori, persone e comunità

La partecipazione a Codeway Expo ha rappresentato non solo una vetrina progettuale, ma soprattutto uno spazio di incontro e riflessione sul significato contemporaneo della cooperazione internazionale.

In un tempo segnato da crisi ambientali, disuguaglianze sociali e profonde trasformazioni globali, la cooperazione territoriale assume un ruolo sempre più importante nella costruzione di risposte condivise e sostenibili.

Per FELCOS, cooperare significa creare connessioni tra comunità, rafforzare capacità locali, valorizzare le persone e accompagnare i territori nella costruzione di percorsi di sviluppo fondati sulla sostenibilità, sulla partecipazione e sulla giustizia sociale.

Un lavoro quotidiano che parte dai territori e si apre al mondo, nella convinzione che soltanto attraverso relazioni solide, dialogo e collaborazione sia possibile costruire futuri più inclusivi e sostenibili.

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