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Eco-ansia, i giovani umbri del progetto You Care portano la propria voce al Parlamento Europeo

Le ragazze e i ragazzi umbri protagonisti del progetto YOU CARE, finanziato dall’Unione Europea attraverso il programma ERASMUS+ e dedicato ai temi dell’eco-ansia e della salute mentale connessa ai cambiamenti climatici e ambientali, sono stati protagonisti di un’esperienza molto importante. Dal 16 al 18 ottobre 2025 hanno partecipato a Bruxelles ad un meeting dedicato ai temi del progetto, durante il quale tutti i giovani provenienti dai Paesi coinvolti – Italia, Bulgaria, Lituania e Belgio – hanno condiviso i risultati delle attività svolte nei rispettivi territori. 

 

Dopo mesi di attività svolte nei rispettivi territori, la ricerca sulle ansie ecologiche guidata dai giovani coinvolti dalle organizzazioni partner del progetto YOU CARE – YOUth Creating Action Research on Eco-anxiety, ha portato la sua voce fin dentro la Sede del Parlamento Europeo di Bruxelles, in occasione di un meeting organizzato da QUEST. Per due giorni, 29 incredibili ragazze e ragazzi provenienti da Bulgaria, Irlanda, Italia e Lituania hanno dato vita ad una discussione incentrata sulla salute mentale legata ai cambiamenti ambientali e climatici, portandola all’attenzione delle Istituzioni europee.

 

I giovani partecipanti umbri al progetto You Care durante un panel di approfondimento svoltosi al Parlamento Europeo di Bruxelles

 

All’interno delle istituzioni
Durante il primo giorno di attività, il gruppo ha presentato i risultati ottenuti dando vita ad un confronto molto proficuo con l’eurodeputata Nela Riehl e con Alina-Stefania Ujupan, capo di gabinetto del commissario Roxana Minzatu. L’incontro è stato caratterizzato da un dialogo molto diretto, fondato sulle esperienze vissute e incentrato su idee concrete.

L’incontro ha permesso di valutare se e come la politica possa attualmente affrontare le preoccupazioni molto reali di una generazione che vive su di se tutto il peso di un futuro reso incerto dai cambiamenti climatici sempre più impattanti dal punto di vista sia ambientale che sociale ed economico. Un problema talmente serio da richiedere regole di mitigazione ambiziose, individuate anche attraverso la partecipazione dei giovani al processo decisionale.

Anche il ruolo dell’istruzione, incentrato sull’autodeterminazione e sui diritti dei bambini e dei giovani, nell’affrontare le ansie ecologiche è stato individuato e approfondito come un pilastro fondamentale per l’azione.

“Giunti quasi al termine del Progetto YOU CARE – racconta Simone Felice, Project manager di FELCOS – aver avuto la possibilità di presentare alle più alte cariche delle istituzioni europee i risultati del percorso territoriale svolto insieme ai ragazzi è stato un onore indescrivibile. Dialogare con chi quotidiamente indirizza le priorità e le politicihe dell’Unione è stata l’opportunità per portare al tavolo della discussione una tematica che ha a che fare con la salute mentale, con i giovani e con le loro vulnerabilità. Ho apprezzato l’attenzione e l’interesse che hanno dimostrato i nostri interlocutori i quali si sono impegnati a sostenere e a supportare le attività del Progetto che, auspicabilmente, confluiranno in una nuova proposta progettuale da presentare a valere sul prossimo bando Erasmus+ in uscita il prossimo anno”.

 

 

I giovani partecipanti al progetto You Care hanno portato il tema dell’Eco-ansia all’attenzione delle Istituzioni Europee.

 

Il ringraziamento più importante alle ragazze e a i ragazzi di YOU CARE
“Un ringraziamento particolare va ai ragazzi, i veri protagonisti di questi mesi – aggiunge Felice parlando ancora dell’esperienza maturata con il progetto YOU CARE – i quali hanno dimostrato una dedizione particolare così come un interessamento nei confronti del tema del Progetto, a sostegno della tesi che i giovani non sono solo il futuro, ma hanno voglia soprattutto di essere il presente”.

 

Una resa dei conti pubblica
Nella seconda giornata di lavoro ci siamo spostati all’Anderlecht Expo dove la discussione è stata aperta ad una comunità più ampia. La giornata è stata animata da un panel guidato da FELCOS a cui ha partecipato l’eurodeputata Benedetta Scuderi, la direttrice Valérie Drezet-Humez (ENV. A) e l’eurodeputato Brando Benifei. Un momento molto importante di accrescimento seguito, al pomeriggio, da un’attività che ha sondato la connessione tra arte e racconto: un laboratorio teatrale condotto da “La Compagnie qui Pétille”, caratterizzato dalla proiezione dello struggente documentario “The Cost of Growth” di Anuna De Wever Van der Heyden e Lena Hartog.

Questo viaggio di lavoro e scambio ha dimostrato il potere e l’apporto creativo che scaturiscono dai processi di ricerca partecipativa guidati dai giovani. Gli esiti e i risultati di questa ricerca, unitamente alle raccomandazioni politiche che sono state presentate sono ora disponibili: https://shorturl.at/jwtg8

 

YOU CARE – YOUth Creating Action Research on Eco-anxiety è un progetto finanziato dall’Unione Europea attraverso il programma ERASMUS+, realizzato in partenariato da Association FOR YOU (Bulgaria), FELCOS (Italia), QUEST (Belgio), Love and Care for People (Irlanda), Inovatyivi Karta – Innovative Generation (Lituania).

 

 

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Attraverso l’arte, l’eco-ansia può diventare scintilla positiva d’azione e cambiamento.

All’Aia, nei Paesi Bassi, il kick-off meeting del progetto Erasmus+ “Eco-A – Transforming Eco-Anxiety into Ecological Awareness, Art and Action” dedicato al tema dell’eco-ansia. Un argomento, quello delle ricadute dei cambiamenti climatici nella sfera emotiva individuale e collettiva dei giovani, su cui FELCOS è già impegnata nel progetto You Care. Presente all’incontro Chiara Flagiello, dell’Area Educazione e sensibilizzazione allo sviluppo di FELCOS.

 

Si è tenuto all’Aia, nei Paesi Bassi, l’incontro di avvio del progetto Erasmus+Eco-A – Transforming Eco-Anxiety into Ecological Awareness, Art and Action”, con l’obiettivo di formare professionisti capaci di operare con i giovani affetti da eco-ansia, attraverso l’utilizzo di pratiche artistiche. L’eco-ansia è una delle problematiche più rilevanti che le nuove generazioni si trovano ad affrontare, generando un disagio profondo che ha impatti sia a livello individuale che collettivo. Su questa tematica, così attuale e diffusa a livello globale, l’Unione Europea ha già attivato diversi progetti, con l’intento di promuovere consapevolezza, resilienza e azione concreta. Come FELCOS, siamo già attivamente impegnati su questa tematica con il progetto “YouCare”, rivolto ai giovani del nostro territorio che vivono situazioni di eco-ansia.

 

A L’Aia il kick-off meeting del progetto ECO-A dedicato al tema dell’eco-ansia

 

A partire da quest’anno, lavoreremo su questi temi anche all’interno del nuovo progetto “Eco-A – Transforming Eco-Anxiety into Ecological Awareness, Art and Action”, un’iniziativa Erasmus+ appena avviata con il kick-off meeting tenutosi a L’Aia, nei Paesi Bassi. Anche noi di FELCOS abbiamo partecipato all’incontro con Chiara Flagiello, dell’Area Educazione e Sensibilizzazione allo Sviluppo, contribuendo alla costruzione di una rete europea che punta a trasformare il disagio in consapevolezza e azione attraverso l’arte e l’educazione. L’incontro ha infatti dato il via ad una collaborazione internazionale che vede impegnate organizzazioni di Italia, Grecia, Paesi Bassi, Spagna e Finlandia, grazie alla quale potremo sviluppare nuove competenze per affrontare sfide globali sempre più urgenti, legate ai giovani e alla sostenibilità.

Il progetto Eco-A propone un approccio innovativo che unisce arte e formazione, con l’obiettivo di trasformare la preoccupazione ambientale in consapevolezza ecologica. Il progetto intende fornire strumenti e risorse per comprendere e analizzare i contenuti legati all’eco-ansia (consapevolezza), integrarli attraverso linguaggi artistici (arte) e utilizzarli per generare azioni con un impatto positivo sul piano socio-ambientale (azione).

 

 

 

Il target principale sono professionisti come psicologi, arteterapeuti ed educatori che lavorano con giovani adulti tra i 18 e i 25 anni affetti da eco-ansia. Il progetto si articola in diverse fasi fondamentali:

· Analisi del contesto: studio iniziale del fenomeno nei Paesi partner, attraverso la somministrazione di un questionario per valutare la diffusione e l’impatto dell’eco-ansia e per individuare buone pratiche già attive nei territori coinvolti.

· Sviluppo di un curriculum formativo: progettazione congiunta, da parte di tutti i partner, di un corso di formazione per i professionisti, volto a fornire un inquadramento teorico del fenomeno e strumenti pratici e metodologici di arte-terapia per lavorare con i giovani sul tema dell’eco-ansia.

· Implementazione e sperimentazione del corso: il corso verrà realizzato attraverso un’attività formativa internazionale che si terrà in Italia e sarà coordinata proprio da FELCOS.

 

Una volta formati, i professionisti saranno chiamati a mettere in pratica le competenze acquisite, attraverso pratiche artistiche, tramite workshop e azioni sul campo con gruppi di giovani, validando così gli strumenti sviluppati e promuovendo un approccio trasformativo e partecipativo alla sfida dell’eco-ansia. Ci auguriamo, con questo nuovo progetto e con quello attualmente in corso, di contribuire in modo significativo a trasformare l’eco-ansia in consapevolezza concreta e, soprattutto, in azioni orientate alla tutela dell’ambiente, adottando un approccio creativo e artistico. Un modo per alleviare l’ansia generata dalle sfide ambientali e dai cambiamenti climatici, offrendo ai giovani strumenti espressivi e spazi di attivazione positiva.

 

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(Do) You Care? A Foligno i giovani sono in prima linea contro l’eco-ansia.

Il progetto YOU CARE – YOUth Creating Action Research on Eco-anxiety, dedicato alla ricerca e al coinvolgimento dei giovani nella sensibilizzazione sul tema dell’eco-ansia, sta dando frutti davvero entusiasmanti. Dopo settimane di preparazione le ragazze e i ragazzi coinvolti nel progetto hanno portato a termine una street action durante la quale sono riusciti a coinvolgere, informare, dialogare tanti loro concittadini, parlando di ambiente ed emozioni. Un esito più che positivo che ha ottenuto il paluso di tutti i partner durante il meeting che si è svolto in Lituania, dove loro stessi hanno raccontato il lavoro svolto e i risultati ottenuti.

 

Un gruppo di 10 ragazze/i, 4 luoghi della città, tante immagini che parlavano di cambiamenti climatici, disastri ambientali, buone pratiche di resilienza climatica. Soprattutto, tanta gente che ha preferito fermarsi, piuttosto che passare oltre, per capire di che cosa si trattasse e per dialogare su un tema che è parso molto più conosciuto e percepito come problema angosciante dalla popolazione di quanto si potesse immaginare.

 

 

YOU CARE, il progetto finanziato dall’Unione Europea dedicato alla ricerca e al coinvolgimento dei giovani nella sensibilizzazione sul tema dell’eco-ansia di cui FELCOS è partner, ha messo a segno un importantissimo risultato, dando vita ad una street-action organizzata dal team di ragazze e ragazzi coordinati da Simone Felice. Dopo settimane di confronti sul tema e di progettazione condivisa, il gruppo si è lanciato in un pomeriggio di azione operativa, dando vita ad una articolata “missione” che si è svolta in 4 luoghi significativi di Foligno: piazza Piermarini, Porta Todi, il parco Hoffmann e l’ex Zuccherificio.

 

Strade e piazze luoghi di incontro e riflessioni condivise

In piazza Piermarini è stato allestito un piccolo caffè, con due pannelli sui quali le ragazze e i ragazzi avevano attaccato 16 immagini tratte dall’attualità, che rappresentavano sia gli effetti drammatici dei cambiamenti climatici come alluvioni, scioglimento dei ghiacci, migrazioni di massa, ma anche esempi di resilienza messi in atto in tante parti del mondo, che restituivano esempi positivi di come si possa affrontare un problema tanto urgente quanto grave.

A chiunque si fosse trovato a passare in quella parte città, i protagonisti dell’iniziativa hanno chiesto di fermarsi e di guardare, per poi lasciare accanto alle immagini delle piccole emoticon con le quali sottolineare le emozioni che quelle foto hanno trasmesso agli osservatori. Una modalità molto social di condivisione, che però ha consentito di poter parlare a voce della questione, portando le persone ad esprimere anche verbalmente il proprio pensiero, in una modalità inter-generazionale visto che i passanti che hanno accettato di prendere parte al “gioco di riflessione” erano di tutte le età.

 

 

In altri luoghi della città, invece, la street-action si è caratterizzata per una modalità più digitale. A Porta Todi, ex Zuccherificio e al Parco Hoffmann, le ragazzi e i ragazzi di You Care, suddivisi in coppie, hanno coinvolto i passanti in una suggestione virtuale. Utilizzando l’intelligenza artificiale hanno prima realizzato delle immagini di fantasia che ritraevano quegli stessi luoghi in chiave sia peggiorativa che migliorativa dal punto vista ambientale e poi, attraverso dei QR Code, hanno invitato i passanti a visualizzarle sui propri smartphone nei quali la foto appariva sotto alla scritta: (Do) You Care? E cioè: Ti interessa?

Anche in questo caso la risposta è stata incredibile. Tante persone si sono fermate decidendo di non passare oltre e di partecipare, visualizzando l’immagine artificiale, mettendola a confronto con il contesto reale e condividendo le emozioni che questo “gioco” trasmetteva loro.  

 

Per i partner europei un  esempio da seguire

Il percorso avviato in Umbria e a Foligno in particolare da FELCOS per il coinvolgimento dei giovani intorno alle attività del progetto, gli esiti della street-action e, più in generale, la qualità del lavoro svolto dalle ragazze e dai ragazzi che hanno partecipato, hanno ottenuto anche in Europa un grande apprezzamento. Solo qualche settimana dopo lo svolgimento dell’iniziativa, infatti, in Lituania si è svolto l’International Youth Exchange, un meeting a cui hanno partecipato tutti i giovani provenienti dai Paesi partner del progetto: Lituania, Italia, Bulgaria, Irlanda e Belgio.

 

 

“Torniamo da questo incontro con partner e i giovani degli altri Paesi coinvolti con la consapevolezza di aver fatto un grande lavoro per il nostro territorio – racconta Simone Felice, Project Manager e coordinatore per FELCOS del progetto You Care – e cioè aver smosso le coscienze dei cittadini attorno alla tematiche delle emozioni spesso negative che i cambiamenti climatici possono causare. Questo fenomeno sempre più attenzionato a livello europeo, riguarda non solo i nostri giovani ma tutti i giovani europei. In particolare, rispetto al lavoro svolto in questi mesi a Foligno, la commissione di valutazione dei percorsi territoriali si è dimostrata interessata e attratta dalle azioni artistiche e innovative intraprese dai ragazzi, tutte accomunate da un linguaggio non verbale per dare spazio anche a chi ha difficoltà a ricnoscere ed esprimere le proprie emozioni. Ora ci aspetta un traguardo ancora più ambizioso: portare le istanze dei giovani a Bruxelles dinanzi alle Istituzioni europee il prossimo ottobre”.

E noi non possiamo che augurare a queste ragazze e questi ragazzi un fantastico lavoro per il bene comune!

 

 

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A Foligno il meeting del progetto europeo You Care

Dopo il kick-off meeting che ha avuto luogo a Varna in Bulgaria, lo scorso maggio, il progetto You Care – Youth Creating Action Research on Eco-Anxiety ha vissuto a Foligno un altro importante step operativo. All’interno della Sede FELCOS di Foligno, i rappresentanti delle organizzazioni partner provenienti oltre che dall’Italia da Bulgaria, Irlanda, Lituania e Belgio, si sono riuniti per dare vita a sessioni di lavori di gruppo finalizzate a dare metodo e corpo al percorso progettuale dedicato al coinvolgimento dei giovani e a promuovere ricerca intorno al tema dell’eco-ansia.

 

 

Due giorni di lavoro e di condivisione. Due giorni di confronto e dibattito. Due giorni di impegno comune per dare corpo alle attività di un progetto che al centro dei suoi obiettivi ha un tema molto importante per la salute ed il benessere di tanti giovani in Europa: l’eco-ansia. E’ ormai da molto tempo che le cronache si sono riempite di questo termine, che “descrive la sensazione e lo stato emotivo di disagio e di paura all’idea ricorrente di possibili disastri ecologici e ambientali correlati al cambiamento climatico. In ambito psicologico, viene utilizzato per riferirsi a tipologie sub-cliniche di uno stato d’inquietudine, senso di colpa e depressione provocati e innescati dal pensiero relativo ai cambiamenti ambientali” (Wikipedia).

Un disagio che colpisce in primo luogo chi, a causa dei cambiamenti climatici, vede minacciato non solo il presente ma soprattutto il futuro. Vale a dire i giovani. E’ per rispondere a questi problemi, puntando a creare consapevolezza e al rafforzamento degli strumenti di comprensione e ingaggio, che l’Unione Europea ha finanziato attraverso il programma Erasmus+ il progetto You Care – Youth Creating Action Research on Eco-Anxiety. A realizzarlo un partenariato composto da 5 organizzazioni dislocate in altrettanti Paesi di cui è parte anche FELCOS per l’Italia e che è composto da Volunteering and Internship – Association For You (Bulgaria, capofila), QUEST (Belgio), Love and Care For People Worldwide (Irlanda), Inovatyvi karta/ Innovative Generation (Lituania).

 

 

“I giorni trascorsi a Foligno con i partner del Progetto YOU CARE  – dice Simone Felice, Project Manager di FELCOS che ha curato l’organizzazione dell’evento – hanno confermato una cosa, ovvero che il programma Erasmus+ dell’Unione Europea è di fondamentale importanza  (oggi più che mai) perchè,  oltre a stimolare la consapevolezza e la circolazione delle idee tra i cittadini europei – in questo caso i giovani,  rafforza quei processi democratici, provenienti dal basso, che costituiscono la base per la creazione di comunità politicamente e socialmente responsabili”.

 

Emozioni, partecipazione, capacità: le direttrici d’azione di You Care

I mesi che hanno seguito il primo incontro sono stati caratterizzati da un intenso lavoro a distanza, durante il quale i partner hanno co-progettato il logo del progetto e l’identità visiva che farà da sfondo al sito web che sarà pubblicato a breve. Un passaggio propedeutico all’avvio vero e proprio dei lavori che ha preso forma a Foligno, in occasione del meeting organizzato da FELCOS negli spazi della propria Sede operativa.

I due giorni di confronto, caratterizzati da intense sessioni di lavori di gruppo sviluppate attraverso metodologie sperimentali elaborate per un’efficace condivisione di proposte e riflessioni comuni, hanno dato frutti davvero interessanti per il cammino futuro di You Care. Base del lavoro comune la predisposizione di alcune regole, le “Ground rules”, attraverso cui si è concretizzata una proficua condivisione di idee a partire dal rispetto altrui operato tramite l’ascolto attivo delle opinioni, il silenziamento dei telefoni durante le attività, la consapevolezza dei differenti contesti culturali. Un crocevia di dialogo che ha permesso a tutti i partecipanti di co-progettare quello che sarà il motore operativo di You Care: approfondire la consapevolezza tra i giovani dei quattro Paesi coinvolti, attraverso un percorso emozionale che dai media possa generare partecipazione e aumentare la capacità di affrontare il problema dell’eco-ansia, sia sul piano individuale che sociale.

“Ogni singolo partecipante al corso di formazione di questi giorni – aggiunge Simone Felice – era consapevole dell’importanza del proprio ruolo nel quadro di un intervento  che va al di là delle singole attività di Progetto, ma che mira appunto ad unire ciò che sembra lontano e diverso. Questo è il messaggio che meglio racchiude i risultati di questi giorni, che sono stati pieni di momenti tecnici e formativi, e cioè che c’è un mondo là fuori fatto di giovanissimi che va controtendenza e che crede fortemente che un’Europa unita sia ancora possibile, e che ad unirla siano proprio i temi legati sostenibilità, alla pace e ai diritti fondamentali di ogni individuo”.

 

 

La storia della città e la memoria ecologica dei luoghi sono parti di un unico racconto

Tra una fase di lavoro di gruppo e l’altra, il meeting ha sperimentato una nuova forma di dialogo capace di mettere in relazione la memoria culturale e quella ecologica della città.

Gli 11 partecipanti all’incontro si sono misurati infatti in un escape-city. Un attraversamento tematico di Foligno durante il quale Corrado III Trinci li ha guidati, con dei messaggi multimediali inviati su WhatsApp, a scoprire tutti quei luoghi urbani in cui l’acqua ha giocato un ruolo significativo per lo sviluppo sociale ed economico della città. Un’esperienza, interessante e divertente al tempo stesso, che ha permesso di dare corpo ad un racconto in cui l’identità storico culturale e la memoria ecologica del luogo cooperano da secoli per dare vita ad un unico ecosistema, oggi messo a rischio dai cambiamenti climatici.
L’escape-city, culminato alla fine con la scoperta del corpo senza vita di Corrado, si è poi concluso con la visita di Palazzo Trinci, scrigno che conserva ancora intatte le meravigliose suggestioni degli affreschi di Gentile da Fabriano.

Ed ora spazio al coinvolgimento dei giovani

Il meeting di Foligno si è concluso quindi con il raggiungimento di molteplici obiettivi, tutti molto importanti per la riuscita del progetto. In primis, come detto, è stata individuata la modalità operativa attraverso cui si è tracciata la strada che il progetto dovrà percorrere. Accanto a ciò, le attività svolte, i temi trattati, il dialogo che si è sviluppato, hanno consentito di cementare le relazioni dando vita ad un gruppo vero, capace di affrontare sfide importanti anche se dislocato in 5 Paesi e suddiviso in altrettante organizzazioni differenti.

Il calendario operativo ora prevede che ogni organizzazione partner proceda con l’individuazione ed il coinvolgimento di giovani in workshop dedicati al tema dell’eco-ansia, che si terrano tra novembre 2024 e febbraio 2025 e il cui scopo sarà quello di approfondire l’argomento a partire dai tre aspetti individuati: le emozioni (che cosa provano i giovani rispetto ai cambiamenti climatici), la partecipazione (che cosa possono fare i giovani per affrontare l’ansia climatica e aumentare la consapevolezza dei coetanei e dei rispettivi ambienti sociali) e la capacità (quali competenze e consapevolezze possono mettere in campo per allargare la partecipazione e produrre maggiore comprensione del fenomeno nelle comunità locali in cui vivono).

La strada da percorrere è tanta, ma certamente è entusiasmante e importante per il futuro delle popolazioni e del pianeta.

 

 

Stop all’eco-ansia. In Bulgaria, sul Mar Nero, abbiamo dato avvio al progetto europeo YouCare.

A Varna, in Bulgaria, una splendida città sulle rive del Mar Nero, ha avuto luogo il kick-off meeting del progetto YouCare – YOUth Creating Action Research on Eco-anxiety. Alla presenza di tutti i partner, tra cui anche noi di FELCOS, sono state discusse tutte le fasi operative del progetto e condivise le principali modalità operative. Ora la parola passa ai fatti.

 

Varna, la città bulgara dove ha avuto luogo il kick-off meeting del progetto YouCare

Ormai ne sentiamo parlare continuamente, una delle principali fonti di disagio tra i giovani è la preoccupazione per le conseguenze dei cambiamenti climatici. Una paura che si lega non soltanto ai rischi per l’ambiente e gli ecosistemi o ai danni economici per le economie di aziende e nazioni, ma anche e soprattutto alla sottrazione di futuro e di speranze. Uno stato emotivo di paura permanente che, negli ultimi tempi, ha preso un nome preciso: eco-ansia.

A questa nuova forma di disagio individuale e sociale, che colpisce in prevalenza le giovani generazioni, è rivolto il progetto YouCare, un acronimo che sta per YOUth Creating Action on Eco-anxiety. Il progetto, finanziato dall’Unione Europea attraverso il programma Erasmus, è coordinato da Association FOR YOU (Bulgaria) e vede la partecipazione in partenariato di FELCOS (Italia), Sustainable Social Transformation – QUEST (Belgio), VSL – Inovatyvi karta (Lituania) e Love and Care for People (Irlanda).

Nelle scorse settimane, Martina, Mathilda, Aaiste, Arturs, Elina, Ado, Dunja, Senthil, rappresentanti delle organizzazioni coinvolte, insieme al nostro Project Manager, Simone Felice, si sono incontrati per stilare il programma delle attività e per coordinare le fasi di avvio delle azioni che coinvolgeranno direttamente i giovani dei territori interessati.

 

YouCare, obiettivi e priorità

I rappresentanti dei partner del progetto YouCare al lavoro

L’obiettivo di YouCare è importante: esaminare, far riflettere, approfondire conoscenze, invitare all’ascolto empatico e all’impegno attivo dei giovani e delle giovani sul tema della salute mentale legata al cambiamento e ai cambiamenti in atto a causa della crisi ambientale ed ecologica. E per farlo, applicando metodolige di ricerca-azione partecipativa, intende consentire ai giovani di esaminare comprendere e valutare collettivamente l’insieme delle emozioni legate al cambiamento e ai cambiamenti in atto a causa della crisi ambientale ed ecologica, per passare dalla preoccupazione alla partecipazione attiva, prmuovendo al contempo capacità emotive, di ascolto, dialogiche, oltre che conoscenze sul campo della scienza e dell’advocacy. Attraverso le sue diverse attività e risultati, le priorità di YouCare sono quindi il rafforzamento dei collegamenti tra ricerca, politica e partecipazione giovanile, nonché colmare le lacune di conoscenza sull’eco-ansia ovvero l’approfondimento della conoscenza del legame tra crisi eco-climatica e salute mentale invitando all’ascolto empatico e all’impegno attivo.

In questo quadro d’azione valoriale e metodologica, YouCare si muove su tre principali attività interconnesse:

  1. La formazione per operatori ed educatori volta a fornire loro gli strumenti e le linee guida per aiutare i giovani ad affrontare l’eco-ansia;
  2. Una serie di workshop di ricerca-azione partecipativa con i giovani e scambi, affinché i giovani possano condividere esperienze, co-creare e agire insieme;
  3. Un’Assemblea aperta dei giovani (Youth Open Assembly) che riunisca decisori politici, associazioni formali e informali giovanili, altri attori della società civile per condividere i principali risultati del progetto.

 

Ora non resta che lasciare spazio all’operatività, con il desiderio di creare nuova consapevolezza sui rischi dei cambiamenti climatici, dando ai giovani europei strumenti per affrontarli al meglio con spirito adattivo e resiliente.

 

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