Oltre 1.200 partecipanti complessivi, di cui circa 800 in presenza e 500 online, hanno animato il Centro Culturale Mozambico-Cina di Maputo, trasformando la capitale mozambicana in un hub internazionale della ricerca e del dialogo in Africa.
La partecipazione, di respiro internazionale, ha coinvolto i Paesi lusofoni della CPLP (Comunità dei Paesi di Lingua Portoghese) – tra cui Mozambico, Angola, Brasile, Guinea-Bissau, Portogallo, Capo Verde, São Tomé e Príncipe, Timor-Leste e Guinea Equatoriale – l’Italia e altri Paesi, tra cui gli Stati Uniti, la Polonia, la Francia, l’India, Lesotho e Cuba.

Il Direttore di FELCOS, Massimo Porzi, durante il proprio intervento di apertura della IV Conferenza della EJICPLP Africa di Maputo (Mozambico)
Il tema della Conferenza
La Conferenza, dedicata al tema “Diversità culturale, innovazione digitale e saperi ancestrali: costruire futuri sostenibili in Africa”, è stata promossa ed organizzata dall’Associazione EJICPLP Africa (Encontro de Jovens Investigadores de língua portuguesa), da FELCOS, dalla UNESCO in Mozambico, dall’Università Eduardo Mondlane, in collaborazione con il Ministero dell’Educazione e la Cultura del Mozambico e in partnership con ANAMM (Associazione Nazionale dei Municipi Mozambicani), il Comune di Maputo e altre Università della capitale del Mozambico. Il tema della Conferenza ha rappresentato una presa di posizione culturale e scientifica chiara: superare i dualismi che troppo spesso hanno caratterizzato la lettura del continente africano – tradizione contro modernità, scienza contro cultura – per promuovere un approccio integrato, fondato sul dialogo tra saperi, discipline e visioni del mondo.
Una apertura di altissimo livello istituzionale
La sessione inaugurale ha rappresentato uno dei momenti più significativi dell’intera Conferenza, con la partecipazione di autorevoli rappresentanti istituzionali e accademici, tra cui la Prima Ministra del Mozambico, Maria Benvinda Levy, il Presidente del Consiglio Municipale di Maputo, Rasaque Manhique, la Presidente dell’EJICPLP Africa, Cristina Molares D’Abril, il Direttore di FELCOS, Massimo Porzi, la Vice-Rettrice della Università Eduardo Mondlane, Amália Uamusse, la rappresentanza UNESCO, Lídia Brito, Assistente del Direttore Generale dell’UNESCO e il Segretario di Stato per la Scienza e l’Istruzione Superiore del Ministero dell’Educazione del Mozambico, Edson Macuácua.
Nel corso della sessione di apertura, la Prima Ministra del Mozambico, Maria Benvinda Levy, ha sottolineato con forza il ruolo strategico della ricerca e delle nuove generazioni nello sviluppo del continente “Non esiste un futuro sostenibile senza la partecipazione attiva delle giovani e dei giovani,” ha affermato, evidenziando come la scienza e l’innovazione rappresentino strumenti fondamentali per affrontare le sfide globali. La Prima Ministra ha inoltre invitato le giovani ricercatrici e i giovani ricercatori a orientare il proprio lavoro verso risultati concreti: “Le vostre ricerche non devono limitarsi a rapporti teorici, ma devono proporre soluzioni pratiche e concrete che contribuiscano al miglioramento della vita delle comunità e allo sviluppo sostenibile dei nostri Paesi.”

Alla cerimonia di apertura della IV Conferenza EJICPLP Africa è intervenuta anche la Prima Ministra del Mozambico, Maria Benvinda Levy
“La ricerca in Africa non può più essere considerata periferica, ma deve essere riconosciuta come uno spazio autonomo di produzione di conoscenza,” ha dichiarato Cristina Molares D’Abril, Presidente dell’EJICPLP Africa. “Questa Conferenza dimostra che esiste una nuova generazione di ricercatori capace di costruire pensiero critico, innovazione e soluzioni radicate nei territori, contribuendo in modo concreto alle sfide globali dello sviluppo sostenibile.”
Sulla stessa linea, Massimo Porzi, Direttore di FELCOS, che ha evidenziato il valore della cooperazione tra territori e istituzioni: “Questa Conferenza rappresenta molto più di un evento scientifico: è la dimostrazione concreta che la cooperazione tra territori, università e istituzioni può generare conoscenza, innovazione e opportunità reali per le giovani e i giovani. Un esempio concreto di partnership intergenerazionali, multi-attoriali e multilivello per lo sviluppo sostenibile.”
Secondo Michael Croft, responsabile UNESCO in Mozambico “Questa Conferenza rappresenta un esempio concreto di come la ricerca, l’educazione e il dialogo tra saperi possano contribuire alla costruzione di futuri sostenibili. Investire nei giovani ricercatori africani significa rafforzare la capacità del continente di produrre conoscenza autonoma, innovazione e soluzioni radicate nei territori.”
Il ruolo centrale di FELCOS Umbria
Tra i promotori e organizzatori dell’iniziativa, FELCOS ha svolto un ruolo chiave sia nella fase di ideazione e costruzione della Conferenza, sia nella sua realizzazione operativa, contribuendo in modo significativo al coordinamento dei partner e alla definizione dell’impianto scientifico e istituzionale dell’evento. Questo impegno ha ulteriormente rafforzato le relazioni di collaborazione con il Mozambico e consolidato il ruolo di FELCOS come attore della cooperazione internazionale, nella promozione di partenariati territoriali multilivello e nel sostegno a processi di sviluppo sostenibile basati sulla conoscenza e sull’innovazione.
“Eventi come questo rappresentano un passaggio fondamentale per rafforzare il dialogo e la cooperazione tra Italia e Africa, tra territori, istituzioni e comunità scientifiche,” ha sottolineato Lorenzo Lucarelli, Presidente di FELCOS. “Come FELCOS lavoriamo per costruire partenariati solidi e duraturi, in cui la ricerca e l’innovazione siano leve concrete per generare sviluppo sostenibile e inclusivo.”
La partecipazione attiva di FELCOS, presente in Mozambico per la preparazione e la realizzazione della Conferenza con il Direttore, Massimo Porzi e Chiara Flagiello, esperta in educazione e sostenibilità, si inserisce in una visione più ampia di costruzione di reti multilivello tra enti locali, università e istituzioni internazionali, con l’obiettivo di valorizzare la ricerca come leva di sviluppo locale sostenibile, in particolare nei contesti africani.
Il Programma della Conferenza
Il programma si è articolato attorno a nove panel tematici principali, dedicati a: Mezzo secolo di indipendenze: memorie, conquiste e sfide nei Paesi africani di lingua portoghese; Gioventù e africanità nel XXI secolo: ancestralità, innovazione e tecnologia; la trasversalità dell’equità di genere nelle politiche pubbliche, nella scienza, nella salute, nell’educazione, nella cultura e nell’economia; politiche pubbliche sostenibili, finanziamento della ricerca scientifica e modelli educativi contro-coloniali; economie africane: creatività, turismo, circolarità, solidarietà e resilienze; la frontiera tra arte, cultura e ricerca; imprenditorialità e innovazione sociale: finanziamento, trasformazione digitale, social media, lavori digitali e nuove forme di comunicazione; salute pubblica, scienze biomediche ed etnoscienze nei contesti africani; ambiente, sistemi produttivi e resilienza climatica.

La Presidente della EJICPLP Africa, Cristina Molares D’Abril, durante una delle sessioni della IV Conferenza di Maputo
In questo quadro, la Conferenza si è configurata come uno spazio di convergenza e confronto critico tra discipline, generazioni e linguaggi del sapere, creando un contesto in cui il dialogo tra esperienze diverse non ha prodotto uniformità, ma una tensione fertile capace di generare nuove prospettive.
L’incontro ha inoltre riportato al centro il rapporto tra conoscenza e responsabilità pubblica, riaffermando il ruolo della ricerca non come esercizio accademico isolato, ma come strumento fondamentale per interpretare e trasformare la realtà.
In questo contesto, il dibattito sulle indipendenze si è configurato non come una celebrazione commemorativa, ma come una riflessione critica sulle promesse incompiute e sulle nuove forme di dipendenza, riconoscendo il post-coloniale come uno spazio ancora aperto di confronto e ridefinizione del presente.
In questa prospettiva, la conoscenza è stata interpretata anche come pratica di decolonizzazione, in cui educazione e ricerca diventano strumenti per costruire visioni autonome, radicate nei contesti locali ma capaci di dialogare a livello globale.
Il confronto tra arte, cultura e ricerca ha infine evidenziato come il sapere non si costruisca solo attraverso categorie scientifiche, ma anche attraverso narrazioni, linguaggi e forme espressive capaci di rendere il mondo comprensibile e condivisibile.
Maputo al centro della produzione scientifica africana
Con questa iniziativa Maputo si è affermata come capitale emergente della ricerca africana nello spazio della Comunità dei Paesi di Lingua Portoghese, capace di attrarre competenze, visioni e collaborazioni internazionali.
L’evento ha contribuito a rafforzare il ruolo del Mozambico non solo come luogo di sperimentazione, ma come vero e proprio produttore di conoscenza, in grado di dialogare alla pari con i principali centri accademici globali.
Il successo della IV EJICPLP Africa conferma la crescente rilevanza di questa piattaforma nel panorama internazionale e apre nuove prospettive di collaborazione tra Europa e Africa. Maputo non è stata solo il luogo di una conferenza, ma uno spazio di costruzione di pensiero, di incontro tra generazioni e di affermazione di una nuova agenda scientifica africana.
In questo senso, la Conferenza ha contribuito a delineare un’idea di Africa come spazio dinamico, in continua trasformazione, capace di produrre conoscenza, immaginare il futuro e ridefinire il proprio ruolo nel panorama globale.
Per FELCOS, la straordinaria esperienza della IV Conferenza EJICPLP Africa ha rappresento non solo un traguardo, ma una grande opportunità per il rafforzamento di alleanze fondate sulla co-produzione e sullo scambio di conoscenza, sul ruolo centrale dell’educazione e della formazione, sulla cooperazione territoriale e sulla costruzione condivisa di modelli di sviluppo sostenibile, basati sul protagonismo dei territori e delle nuove generazioni.