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La cooperazione umbra in Malawi per la salute dalla donna

Al via il progetto THE NET, dedicato alla prevenzione del cancro uterino, con la missione inaugurale alla presenza di diversi rappresentanti istituzionali regionali. Fulcro della missione l’evento di lancio del progetto, gli incontri operativi e i sopralluoghi nei territori teatro delle attività.

 

Garantire una vita sana e promuovere il benessere per tutti a tutte le età. Aumentare la copertura dei servizi di qualità per la prevenzione oncologica femminile nel Distretto di Blantyre. Migliorare la governance sanitaria partecipativa. Ottimizzare il piano operativo distrettuale per la prevenzione oncologica femminile attraverso l’organizzazione di campagne di vaccinazione HPV, screening presso i centri di salute e servizi di citologia e telemedicina tramite cliniche mobili urbane e rurali.

 

 

Sono questi gli obiettivi principali del progetto THE NET – Rafforzamento della governance per la prevenzione oncologica femminile e la salute della donna in Malawi, finanziato dall’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (AICS) e realizzato in partenariato da Comune di Perugia (Capofila), Regione Umbria, FELCOS, USL Umbria 1, USL Umbria 2, Dipartimento di Salute del Distretto di Blantyre, Peace and Development Trust, Breast Cancer and Care Foundation, TeamDev, Fondazione Albero della Vita, Associazione Patologi Oltre Frontiera, Associazione Amici del Malawi, SottoSopra.

Un partenariato composito ed articolato, coordinato dal Comune di Perugia attraverso l’Ufficio Progetti europei e Relazioni internazionali, con il supporto tecnico ed operativo di FELCOS, che ha avuto modo di ritrovarsi in occasione della missione inaugurale, in corso dal 15 febbraio e che terminerà il prossimo 22 febbraio, durante la quale ha preso forma il cuore operativo del progetto con l’avvio sul campo di un lavoro intenso che sarà volto a rafforzare concretamente la prevenzione oncologica femminile e la salute delle donne delle fasce di età 9-14 e 25-49 anni.

Alla missione hanno preso parte l’Assessore alla Pace e alla Cooperazione internazionale della Regione Umbria Fabio Barcaioli, il Presidente di FELCOS e Sindaco di Narni Lorenzo Lucarelli, la Vicedirettrice di FELCOS Lucia Maddoli, la Project Assistant di FELCOS Chiara Flagiello, la Direttrice responsabile del Centro SSD Screening Oncologici USL Umbria 2 Debora De Angelis, le Ostetriche Alessia Longhi e Paola Langeli e il Tecnico di laboratorio biomedico Chiara Piersante della stessa USL, il Direttore della UOSD Ostetricia e Ginecologia MVT-Coordinamento ospedale-territorio e Responsabile del secondo livello dello screening della cervice USL Umbria 1 Vinicio Martinoli, il Presidente APOF Paolo Giovenali e la Responsabile Amministrazione APOF Anna Di Lorenzo.

 

 

La visita in Malawi ha permesso alla delegazione di capire la situazione sanitaria locale ed entrare nel vivo delle attività del Centro di Salute di Mandala, seguendo l’intero percorso di presa in carico: dall’accoglienza delle pazienti alle visite cliniche, dal counselling ai servizi nutrizionali, in modo da comprendere in profondità come i servizi funzionano e come possono essere ulteriormente potenziati. Durante la visita operativa sono state osservate e affiancate le attività di screening e trattamento del cancro alla cervice, in un confronto tecnico diretto con il personale sanitario locale, con l’obiettivo di condividere competenze e rafforzare capacità.

Tra i momenti più emozionanti l’incontro con le attiviste e gli attivisti di Peace and Development Trust. Donne e uomini che, attraverso la propria esperienza creano un ponte tra i pazienti e il personale sanitario, contribuendo a ridurre stigma, paure e barriere culturali e diventando motore di sensibilizzazione nelle comunità. Allo stesso modo, il confronto con Breast Cancer Care Foundation ha permesso di consolidare le strategie di prevenzione e screening del tumore al seno, integrandole in una visione più ampia e coordinata.

Una condivisione di intenti e operatività che ha trovato il momento di rappresentazione durante l’evento pubblico di avvio del progetto che ha avuto luogo giovedì 19 febbraio a Blantyre, alla presenza del Direttore sanitario del Distretto di Blantyre, del Sindaco di Blantyre Isaac Jomo Osman e della Viceconsole onoraria Grazia Bizzarro, insieme ai rappresentanti istituzionali di Regione Umbria, FELCOS, delle due USL, di APOF e degli altri due partner malawiani, Peace and Develpment Trust e Breast Cancer Foundation.

In tutti gli interventi, molto sentiti e significativi, è emersa la soddisfazione e un grande entusiasmo per l’inizio di questo cammino da fare insieme per un obiettivo importante comune, migliorare la salute delle donne.

 

 

Lorenzo Lucarelli, Presidente di FELCOS e Sindaco di Narni: “Come Presidente di FELCOS desidero esprimere la soddisfazione per l’avvio di questo progetto di cooperazione internazionale che ci vedrà impegnati per i prossimi 3 anni in un importante lavoro congiunto che rappresenta una grande opportunità di sviluppo e arricchimento reciproco, nel pieno spirito della cooperazione. FELCOS – che vanta quasi 20 anni di esperienza nella ideazione, promozione e gestione di progetti di cooperazione allo sviluppo promossi in 21 paesi del mondo, molti dei quali in ambito sanitario – crede fortemente che la cooperazione tra territori rappresenti un elemento fondamentale affinché, attraverso scambi di pratiche, confronto tra modelli organizzativi e, non ultimo, costruzione di fiducia istituzionale, i sistemi pubblici possano rafforzarsi. La prevenzione oncologica femminile è un ambito in cui il livello territoriale è decisivo poiché è nei territori che si attivano gli operatori comunitari, si organizza lo screening, si intercettano le fragilità, e si costruisce fiducia con le comunità”.

Vinicio Martinoli, Direttore della UOSD Ostetricia e Ginecologia MVT-Coordinamento ospedale-territorio e Responsabile del secondo livello dello screening della cervice USL Umbria 1: “È un onore essere qui oggi alla presentazione di un progetto di cooperazione internazionale, che nasce non solo come una alleanza tecnica ma come un vero interscambio culturale e scientifico tra Italia e Malawi. L’obbiettivo di salute dei programmi di screening è la riduzione della mortalità. Per programma di screening si intende un intervento organizzato di sanità pubblica su una popolazione asintomatica con l’intento di sottoporla periodicamente a controlli per individuare la patologia cancerosa prima dell’insorgenza dei sintomi. Nella nostra regione Umbria circa 50 anni fa è nato il Centro di Citologia Provinciale con uno screening opportunistico e con del personale dedicato. Verso il 2007 si è sviluppato un sistema informatico unico per tutti gli screening presenti nella Regione (mammella, colon retto e cervice) e nel 2011 è iniziato uno studio sull’uso del test HPV-DNA e, nel 2014, è partito lo screening che vede l’HPV test come test primario di screening per il carcinoma della cervice. Il test viene offerto alle donne non vaccinate tra i 30 e 65 anni con ripetizione a 5 anni se negativo. Questo importante progetto non sarà quindi a senso unico ma esso è e sarà uno scambio: l’Italia porta la tecnologia e una esperienza maturata negli anni mentre il Malawi ci insegna, come abbiamo potuto vedere in questi giorni, l’accessibilità e la dedizione clinica sul territorio. Insieme non stiamo solo esportando macchinari ma stiamo coltivando competenze. Investire in questo interscambio significa credere che la salute sia un diritto universale che cresce solo attraverso la collaborazione”.

Debora De Angelis, Direttrice responsabile del Centro SSD Screening Oncologici USL Umbria 2: “Ringrazio per l’opportunità di portare avanti insieme questo progetto, che arricchirà entrambi i paesi, Italia e Malawi. In questi giorni mi sono resa conto di quale sia la situazione sanitaria in Malawi ma, nonostante tutto, ho notato e riconosciuto il lavoro degli attivisti, dei volontari e soprattutto del personale sanitario che, nonostante le tante difficoltà, porta avanti numerosi progetti rivolti alla popolazione, tra cui quelli riguardanti lo screening della cervice uterina con il metodo “See and Treat”. Con tanta fatica cercano di ampliare la popolazione aderente per promuovere, anche nelle zone limitrofe meno favorite, il diritto alla salute a tutti, perché un diritto che non ha nazione, ma è internazionale. Per tutto il progetto, che sarà un continuo scambio, vorremmo coltivare competenze e contribuire al raggiungimento del loro obiettivo, che ora è diventato anche un nostro obiettivo, ovvero portare lo screening dell’HPV al 70% della popolazione femminile.”

 

FELCOS partner della Regione Abruzzo per la realizzazione della Strategia Regionale di Sviluppo Sostenibile.

Si è svolto a L’Aquila un incontro operativo molto importante. Al centro del meeting le attività della Strategia Regionale di Sviluppo Sostenibile che vede FELCOS impegnata al fianco della Regione Abruzzo e di altri partner tra cui ANCI Abruzzo, UPI e Comune di Penne. Sul modello di quanto progettato e fatto in Umbria, FELCOS affiancherà il personale della Regione nell’implementazione delle attività e coordinerà l’attivazione e l’animazione dei Forum territoriali.

 

Lo sviluppo locale sostenibile e inclusivo dei territori è sempre più un ambito strategico per FELCOS, il cui ruolo di competenza e professionalità è ormai riconosciuto non solo in ambito regionale. Dopo aver preso parte alla prima fase attuativa della Strategia Regionale per lo Sviluppo Sostenibile dell’Umbria e contestualmente alla partecipazione al progetto “Rete Umbra per lo Sviluppo Sostenibile”, di cui è promotrice insieme a Regione Umbria e ANCI Umbria e che rappresenta la seconda fase attuativa della SRSvS, FELCOS ha siglato una partnership con la Regione Abruzzo per la realizzazione della Strategia Regionale di Sviluppo Sostenibile, sul modello di quanto fatto in Umbria. 

Al riguardo, si è tenuto a L’Aquila un incontro operativo che ha visto la partecipazione dei rappresentanti della Regione Abruzzo, tra cui l’Ing. Erika Galeotti e l’Ing. Enzo Di Placido, di ANCI Abruzzo, Unione delle Province Italiane – Abruzzo e del Comune di Penne, durante il quale FELCOS ha curato la presentazione del progetto, delle sue attività e delle metodologie realizzative. A curare la presentazione il Direttore di FELCOS, Massimo Porzi, il Dott. Alfredo Manzi e Umberto Bonetti.

 

FELCOS e Regione Abruzzo partner per la realizzazione della Strategia Regionale di Sviluppo Sostenibile

 

La Strategia Regionale di Sviluppo Sostenibile dell’Abruzzo

Il progetto della SRSvS dell’Abruzzo, realizzato con il finanziamento del MASE – Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, in coerenza con quanto previsto dalla Strategia Nazionale di Sviluppo Sostenibile e analogamente a quanto fatto in Umbria, è finalizzato alla localizzazione e attuazione degli obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite. 

Basata su un modello di governance multilivello che coinvolge attori istituzionali, locali e territoriali, la SRSvS si fonda su tre macroaree di intervento: Coerenza delle politiche, Cultura per la sostenibilità, Partecipazione per lo sviluppo.

La Governance è affidata ad una Cabina di regia, collegata ai Tavoli tematici che a loro volta vengono alimentati dalle attività dei Forum territoriali.

Ad ogni soggetto operativo vengono affidati compiti precisi nell’implementazione e realizzazione della SRSvS:

  • Compito della Cabina di regia è quello di coordinare e valorizzare la governance multilivello delle politiche per la sostenibilità; facilitare il processo di pianificazione e di programmazione in coerenza con la SRSvS; proporre i suoi aggiornamenti; attivare i tavoli di confronto.
  • I Tavoli istituzionali tematici sono tre: Tavolo delle Politiche sostenibili, a cui compete il confronto per l’individuazione degli obiettivi; la correlazione tra la SRSvS e i vari documenti di programmazione regionale. Il Tavolo della Pianificazione integrata, a cui compete il confronto tra tutti i Servizi che si occupano di programmazione regionale. Il Tavolo di Confronto con gli Enti locali, a cui compete la raccolta e validazione delle proposte provenienti dai Forum.
  • I Forum territoriali rappresentano l’anima partecipata della SRSvS. Sono articolati nei 6 ambiti, lavorano tramite Piattaforme partecipative appositamente progettate per i portatori di interesse locali e vengono animati in un totale di 18 incontri tematici durante i quali vengono individuate le questioni chiave per i territori e le possibili proposte da condividere con i Tavoli per l’aggiornamento della SRSvS.

 

Durante l’incontro operativo tenutosi a L’Aquila FELCOS ha presentato i dettagli della SRSvS

 

Per FELCOS un riconoscimento di professionalità e competenza

All’interno del progetto attuativo della Strategia Regionale di Sviluppo Sostenibile della Regione Abruzzo, FELCOS metterà a disposizione le proprie professionalità e competenze supportando il personale regionale nell’espletamento delle diverse attività e coordinando la componente partecipativa della Strategia attraverso l’istituzione e l’animazione dei Forum territoriali.
La partnership che ha preso avvio è quindi per FELCOS una preziosa conferma di quanto il proprio lavoro, frutto di competenze ed esperienze maturate in tutti questi anni nel campo dello sviluppo sostenibile e della localizzazione degli obiettivi dell’Agenda 2030, sia generativo di partnership e opportunità per la crescita delle comunità locali e dei territori, anche al di fuori dei confini regionali.
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Aperto l’avviso di manifestazione di interesse per operatori turistici nell’ambito del progetto “Umbria sorprendente: cultura per tutti nel Cuore verde d’Italia”.

È stato pubblicato, con SCADENZA PROROGATA AL 02/02/2026, l’avviso di manifestazione di interesse volto, tra l’altro, alla definizione delle condizioni di accesso e dei criteri di premialità per la partecipazione ai bandi che saranno indetti da Sviluppumbria S.p.A. e Felcos nell’ambito del progetto dedicato al turismo accessibile. Tutte le informazioni sull’avviso di manifestazione di interesse e sulle modalità di partecipazione sono disponibili sul sito di Felcos.

I bandi saranno finalizzati al miglioramento dell’accessibilità dei servizi turistici di base, di quelli connessi e/o specializzati nel territorio umbro, alla selezione di imprese di servizi turistici e/o connessi al turismo (individuate dai codici Ateco riportati nell’allegato 2 della manifestazione d’interesse).

La presentazione della manifestazione di interesse consente di accedere a importanti opportunità e premialità connesse alle attività progettuali. A mero titolo d’esempio e rinviando all’avviso summenzionato per i dettagli, la manifestazione d’interesse garantisce:

  • il possesso del requisito di accesso necessario per la partecipazione ai bandi dedicati al WP4 – Potenziamento dell’accessibilità dei servizi turistici di base, connessi e specializzati;
  • la partecipazione all’analisi di accessibilità della propria struttura prevista dal WP1;
  • la priorità di accesso agli interventi formativi rivolti agli operatori turistici, previsti dal WP2;
  • la priorità di accesso alla procedura di selezione dei soggetti ospitanti i tirocini extracurriculari destinati a giovani con disabilità, previsti dal WP6.

Il progetto “Umbria sorprendente: cultura per tutti nel Cuore verde d’Italia” prevede un articolato insieme di azioni orientate all’accessibilità e all’inclusione turistica, articolate nei seguenti macro linee d’intervento:

  • WP1 – Analisi del sistema turistico del territorio di riferimento
  • WP2 – Formazione del personale
  • WP3 – Potenziamento dell’accessibilità degli attrattori turistici e dell’ecosistema digitale per una fruizione inclusiva
  • WP4 – Potenziamento dell’accessibilità dei servizi turistici di base, connessi e specializzati
  • WP5 – Predisposizione e realizzazione di un piano di comunicazione e promozione
  • WP6 – Organizzazione e realizzazione di tirocini extracurriculari

La realizzazione del progetto, con Regione Umbria in qualità di Capofila, vede il coinvolgimento di qualificati partner istituzionali e del terzo settore, tra cui Sviluppumbria S.p.A., ANCI Umbria e l’Associazione Felcos, che hanno sottoscritto un Protocollo d’Intesa per l’attuazione coordinata delle iniziative.

Il progetto strategico, presentato dalla Regione Umbria e finanziato con il contributo della Presidenza del Consiglio dei Ministri – Ministro per le disabilità, è finalizzato al miglioramento dei servizi turistici e alla valorizzazione del patrimonio culturale e territoriale umbro, con particolare attenzione all’accessibilità e all’inclusione delle persone con disabilità.

Tutte le informazioni sull’avviso di manifestazione di interesse e sulle modalità di partecipazione sono disponibili sul sito di Felcos (CLICCA QUI).

L’Avviso è stato pubblicato sul Bollettino Ufficiale della Regione Umbria, n° 54 del 16/12/2025 (Sezione “Avvisi e concorsi”).

Piattaforme per l’advocacy e negozi solidali, nelle Mauritius il progetto ENSAMN raccoglie frutti sempre più importanti.

Le attività di Cooperazione internazionale di FELCOS del 2025 si chiudono con una missione operativa molto significativa che abbiamo coordinato sull’isola di Rodrigues, nelle Mauritius, dove siamo capofila del Progetto ENSAMN. Grazie al progetto, finanziato dall’Unione Europea e dedicato alla resilienza climatica e allo sviluppo di attività economiche sostenibili e inclusive, abbiamo inaugurato una piattaforma che riunisce diverse organizzazioni della società civile e che fungerà da spazio collettivo di lavoro e posto le basi per la costituzione di un punto vendita di prodotti alimentari a prezzi calmierati per le persone in difficoltà.

 

Da quando nel 2024 nell’isola di Rodrigues, nelle Mauritius, abbiamo dato il via al progetto ENSAMN, tutto ciò che con i nostri partner abbiamo costruito è servito ad arrivare fin qui: all’avvio di azioni concrete in grado di generare sviluppo sostenibile e inclusivo, costruendo resilienza in ambito economico, sociale ed ambientale anche a partire dall’implementazione del settore apistico locale, in una terra dove il cambiamento climatico fa sentire con più forza le sue conseguenze.

La nuova missione che si è svolta nei primi giorni di dicembre, ha portato a termine diverse attività importanti, che spaziavano dalla formazione, all’avvio di azioni pilota, fino al lavoro sul campo nelle zone più rurali del territorio. A partire da questo contesto, la missione ha preso avvio con la realizzazione a Port Maturin di un workshop dedicato all’advocacy e al networking, sviluppato con i membri dell’Advocacy Board ENSAMN e condotto da Ludovica Bottarelli, con il supporto di Francesca De Paula, Project Manager di FELCOS e coordinatrice di progetto.

 

Il giorno successivo a Malabar è stata poi la volta del 1° Forum Tematico intitolato “Clima, agroecologia, inclusione”. A condurlo Fabio Primavera, agronomo ed esperto del progetto ENSAMN, che ha toccato i temi dell’agroecologia e della gestione delle risorse idriche, parlando di “idee e opportunità nel contesto di Rodrigues”.

Due appuntamenti di formazione e approfondimento con i quali abbiamo riannodato tutti i fili di senso delle attività che hanno caratterizzato fino ad ora le attività del progetto e che hanno poi guidato le operatività della missione.

 

Inaugurati due servizi importanti per la popolazione locale.

Durante la missione abbiamo vissuto altri due momenti operativamente molto significativi, sia per il progetto ENSAMN nel suo insieme che per la popolazione locale con la quale li abbiamo condivisi. Abbiamo infatti inaugurato due servizi molto importanti, uno rivolto alle persone vulnerabili e l’altro ai piccoli produttori locali, a seguito della firma di altrettanti documenti ufficiali.

Insieme a Caritas Rodrigues, alla Chiesa e alla Fabrique di Grande Montagne, abbiamo dato attuazione ad un’azione pilota finanziata dal progetto ENSAMN intitolata Boutique Solidaire, grazie alla quale sarà aperto un negozio dove prodotti e beni di prima necessità saranno venduti alle persone vulnerabili a prezzi ridotto del 30-50%.

Con l’Advocacy Board ENSAMN, in occasione di una cerimonia molto partecipata, abbiamo lanciato ufficialmente la ENSAMN Plateforme Citoyenne Rodrigues, alla presenza dei rappresentanti della Delegazione UE, Antonio De Velasco e Madev Balloo. Un contesto di implementazione digitale, che al momento unisce 10 organizzazioni della società civile attive sui temi dell’ecologia, dell’empowerment delle donne, delle persone con disabilità e dell’agricoltura, con il quale sarà possibile per la comunità locale procedere con maggior efficacia nelle attività di advocacy e networking.

 

 

Vivai e mercati sociali: la missione si è chiuse con diverse attività di campo.

Dopo seminari e forum, appuntamenti ufficiali e confronti operativi, la missione del progetto ENSAMN si è chiusa con alcune attività di campo.

Insieme ai partner e ad alcuni produttori locali, abbiamo effettuato dei sopralluoghi nelle aree rurali e nella valle del caffè dell’isola di Rodrigues dove prenderanno vita alcune delle azioni pilota previste dal progetto. In particolare, siamo andati a vedere i terreni dove sorgerà un vivaio sociale, realizzato con piante endemiche e che fungerà anche come luogo d’accoglienza per persone vulnerabili, e gli appezzamenti e gli apiari di Veronique, responsabile della ONG “Sore – Save Our Rivers Ecosystem”, dove abbiamo verificato la possibilità di utilizzare i terreni incontaminati come benchmark per monitorare la qualità del terreno. I sopralluoghi hanno poi interessato il Penitenziario di Rodrigues, dove un’azione pilota si occuperà di migliorare la qualità dell’orto e di allestire alcuni apiari, e il mercato sociale dove alcuni agricoltori coinvolti nel progetto vendono i propri prodotti.

 

In totale, tra quelle avviate e in corso di avvio, sono 10 le azioni pilota finanziate dal progetto ENSAMN.

  1. Vivaio comunitario presso l’area della parrocchia di San Gabriel: Creazione di un vivaio di 300 m² per la propagazione di albero del pane, platano, moringa, papaya e alcune specie endemiche selezionate. Il vivaio fungerà da orto comunitario e centro di formazione su agroecologia e pratiche di gestione intelligente dell’acqua, con generazione di reddito attraverso la vendita di piantine e contributi comunitari. 
  1. Piante mellifere per l’apicoltura: Piantagione su larga scala di specie mellifere per fornire foraggio sostenibile alle api e ridurre la vulnerabilità alla variabilità climatica, supportando direttamente la produzione di miele e i servizi di impollinazione.
  1. Apicoltura nel carcere di Rodrigues: Installazione di tre arnie all’interno del complesso carcerario, abbinata a corsi di formazione in apicoltura per i detenuti. Questo progetto pilota collega la resilienza climatica all’inclusione sociale, offrendo competenze e opportunità ai gruppi vulnerabili.
  1. Appezzamenti dimostrativi di agroecologia: Creazione di appezzamenti dimostrativi con agricoltori locali per mostrare pratiche come il compostaggio, la pacciamatura con BRF, la diversificazione delle colture e l’uso efficiente dell’acqua. Questi siti fungeranno da aule all’aperto per altri produttori.
  1. Negozio della Solidarietà: Lancio di un negozio comunitario per commercializzare prodotti di organizzazioni della società civile e piccoli agricoltori (miele, piante, prodotti agroecologici, artigianato), creando visibilità e sostenendo le economie locali. 
  1. Programma di Incubazione e Tutoraggio: Sviluppo di un programma di incubazione d’impresa che offra tutoraggio a donne, giovani e gruppi vulnerabili, guidandoli nella formulazione, pianificazione e accesso al credito di progetti di impresa. Il programma sarà sviluppato in collaborazione con SME Rodrigues, Invest Rodrigues e la Commissione per le Donne.
  1. Pellettatrice per mangimi animali o altri usi: Introduzione di un progetto pilota per la produzione di mangimi pellettati di provenienza locale per il bestiame, riducendo la dipendenza dai prodotti importati e supportando approcci di economia circolare. La macchina viene acquistata (+/- 1000 euro) e stoccata a St. Gabriel. Fabio-Pascal-Robert calcolerà il fabbisogno di superfici coltivate in base alla capacità della macchina e al numero di capi di bestiame. Successivamente, dovremo capire se la quantità di terreno da dedicare al foraggio (meglio non utilizzare l’erba medica, che non è adatta alle zone tropicali, meglio la Clitoria ternathea) è effettivamente disponibile o meno e, in generale, se ha senso, in un luogo come Rodrigues, dedicare terreno alla produzione di mangimi per animali. Potrebbe essere più fattibile utilizzare la pellettatrice per la copertura delle piante/piantine (rimuovendo la plastica) o per creare uno degli strati per le aree di compostaggio o come lettiera per animali (pollame). In generale, la pellettatrice ha senso come anello finale della filiera, per trasformare tutti i residui della coltivazione in pellet, che ogni agricoltore Può essere utilizzato per diversi scopi, riducendo così il volume dei rifiuti.
  1. Piantagione di Vetiver per il controllo dell’erosione e per prodotti artigianali: Piantagione di Vetiver per stabilizzare i terreni, prevenire l’erosione e promuoverne l’uso nell’artigianato (ad esempio, stuoie, cesti), combinando la tutela ambientale con la generazione di reddito. 
  1. Gestione delle risorse idriche e agricoltura rigenerativa a Rodrigues a beneficio delle famiglie vulnerabili: Acquisto di cemento, costruzione e messa in funzione di bacini idrici operativi per la raccolta dell’acqua piovana. 
  1. Valle del caffè: Integrazione di modelli agroforestali in appezzamenti pilota della Valle del Caffè e creazione di un vivaio di piante di caffè con l’uso di agricoltura sostenibile e metodi di irrigazione intelligenti per la coltivazione del caffè.

 

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Il Progetto ENSAMN – Rodrigues alliance for partecipatory climate resilience and socio-economic inclusion, è finanziato dall’Unione Europea e realizzato in partnership da FELCOS (Capofila), CESAR Umbria – Centro per lo Sviluppo Agricolo e Rurale, RIDS – Rete Italiana Disabilità e Sviluppo, Care-Co, AREF Association Rodrigues Entreprendre au Féminin , REFG – Groupe pour l’Environment de Rodrigues.

Giovani, suolo, cibo e saperi: a Sant’Eraclio di Foligno nasce l’idea di una nuova ruralità.

Procedono a gran ritmo le attività del progetto europeo Rural Voices 2030, di cui il Comune di Foligno è partner con il supporto tecnico di FELCOS. A Sant’Eraclio, presso i locali della Casa parrocchiale, si è tenuto il secondo Youth Lab dedicati alla partecipazione giovanile intorno ai temi del progetto. Durante un World Cafè molto partecipato, è stato affrontato il rapporto tra i giovani e la terra, le comunità del cibo e i saperi locali. Tante le esigenze e le proposte emerse per far tornare i territori rurali luoghi attrattivi per le nuove generazioni.

 

Il secondo appuntamento del Rural Voices 2030 | Youth LAB è arrivato a Sant’Eraclio, cuore di una delle comunità più vive e popolate del territorio folignate. Un pomeriggio intenso, partecipato, capace di mettere in dialogo giovani, realtà locali, ricercatori, agricoltori e attori del territorio attorno a un tema comune: immaginare insieme il futuro delle nostre aree rurali.

L’incontro si è aperto con un quiz interattivo dedicato ai temi chiave del progetto – dai domini collettivi alla custodia del suolo, fino ai paesaggi rurali e alle dinamiche comunitarie – che ha permesso ai partecipanti di entrare in modo leggero ma consapevole nello spirito del percorso, a cui sono seguiti tre brevi contributi introduttivi che hanno offerto prospettive complementari:

  • Sandro Ciani, con un aggiornamento dalla 31ª Riunione scientifica UniTrento, ha portato il tema dei sistemi collettivi di gestione della terra.
  • Mauro Gramaccia (Parco 3A) ha aperto una riflessione sulle comunità del cibo e sulle economie locali.
  • Lucile Kopczynski (Ristorante UNE) e Federica Fratini (Ortoingiro / Casa dei Semi della Valle Umbra Sud) hanno condiviso esperienze concrete dal territorio, mostrando come il lavoro agricolo e gastronomico possa essere sostenibile, creativo e profondamente connesso alla vita comunitaria.

 

 

 

Il cuore del pomeriggio: il World Café

La parte centrale dello Youth LAB è stata un World Café articolato in tre tavoli tematici, moderati da Federica Alfano (Emidio di Treviri), Mauro Gramaccia (Parco 3A) e Vittoria Di Giovanni (Parco 3A). Dai dialoghi sono emersi elementi preziosi, che mettono in luce sfide, visioni e nuovi desideri delle giovani generazioni.

Tavolo 1 – Giovani e Terra

È emerso con forza il bisogno di educare a una nuova ruralità, capace di avvicinare i giovani alla terra attraverso esperienze pratiche, non idealizzate.
Sono stati richiamati:

  • la mancanza di servizi nelle aree periferiche,
  • la difficoltà di percepire la terra come opportunità e non come rinuncia,
  • il valore (anche emotivo) degli spazi abbandonati: “un terreno incolto è triste”, “uno spreco di nutrienti”, “un’opportunità mancata”.

Dal tavolo è nata una proposta concreta: “adottiamo un terreno”, come spazio formativo, sociale e comunitario.

 

Tavolo 2 – Giovani e Comunità del Cibo

Il cibo è stato discusso come ponte tra suolo, salute e comunità.
Sono emersi temi centrali:

  • la perdita della percezione del tempo necessario a produrre cibo,
  • la distanza crescente tra produttori e consumatori nei centri più grandi,
  • la difficoltà delle famiglie nel conciliare qualità e sostenibilità economica,
  • la consapevolezza che “se il suolo si impoverisce, perdiamo ricchezza e salute”.

La tecnologia è stata vista come possibile alleata — dai social all’informazione digitale — ma da usare con attenzione, per non smarrire il valore della relazione diretta.

 

 

Tavolo 3 – Generazioni e Saperi Locali

Il dialogo intergenerazionale è apparso cruciale.
Parole chiave come senso di comunità, memoria, autosufficienza, tradizioni culinarie, oratorio, piazza hanno restituito l’immagine di Sant’Eraclio come luogo ricco di legami e saperi.
Sono state citate:

  • la comunità vissuta come “una famiglia allargata”,
  • la centralità dei luoghi informali (bar, piazza, oratorio),
  • la necessità di non rifiutare l’innovazione, ma di accompagnarla con consapevolezza.

Da qui l’idea forte e condivisa: far incontrare generazioni diverse attraverso attività orticole e agricole, laboratori sul verde, e spazi di scambio di saperi.

 

Un tema emerso a gran voce: educare a una nuova ruralità

Dai tre tavoli è emerso un messaggio chiaro: i giovani vogliono essere coinvolti, ma attraverso esperienze reali, concrete, formative.
Una “nuova ruralità” che non idealizza il passato, ma guarda al futuro, intrecciando:

  • formazione sul campo,
  • laboratori orticoli e agricoli,
  • cura del verde come spazio educativo,
  • scambio intergenerazionale di competenze e memorie.

 


Ringraziamenti

Un ringraziamento particolare va:

  • Alle ragazze e ai ragazzi di Sant’Eraclio, per l’energia, la curiosità e le idee che hanno animato il laboratorio.
  • Alle famiglie, ai genitori e alla comunità locale, per la presenza attiva e il sostegno costante.
  • Alla Comunanza Agraria di Sant’Eraclio, per il supporto, la visione e la disponibilità a condividere un patrimonio collettivo unico.
  • Alle realtà produttive del territorio, che hanno portato testimonianze preziose:
    • Ortoingiro, per il lavoro agricolo di prossimità e la cura quotidiana del suolo;
    • UNE, per il modello innovativo di ristorazione sostenibile, sociale e radicata nel territorio.
  • Alla Parrocchia di Sant’Eraclio, nella persona di Mons. Luigi Filippucci, per l’accoglienza e gli spazi messi generosamente a disposizione.
  • A Federica Alfano e al collettivo Emidio di Treviri, per le preziose contaminazioni interregionali, l’impegno nella ricerca sul campo e lo sguardo critico sulle aree interne — un’importante occasione di studio, confronto e vita “in alto”.
  • A Maurizio Cancelli, per aver condiviso la storia delle comunanze agrarie, esempi vivi di co-gestione della terra e delle sue risorse.

A Sandro Ciani, del Coordinamento Regionale delle Comunanze, per averci ricordato che siamo, prima di tutto, terra: humus che genera legami e futuro.

 

Rural Voices 2030 continua a dare voce ai territori e alle nuove generazioni, costruendo ponti tra suolo, comunità e futuro, e restituendo ai giovani il ruolo di protagonisti delle trasformazioni rurali che verranno.

 

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“Rural Voices 2030. Engaging young rural European citizens in a gender responsive approach to soil protection” è un progetto finanziato dall’Unione Europea attraverso il programma DEAR e promosso da un consorzio di 12 partner in 12 paesi, di cui il Comune di Foligno è partner con il supporto tecnico di FELCOS.

Rural Voices 2030, un World Café con le studentesse e gli studenti del Dipartimento di Scienze Politiche dell’Università degli Studi di Perugia.

Domande, provocazioni, risposte. Confronto e dialogo, all’insegna del rapporto tra persone e territorio. A Perugia ha avuto luogo un’iniziativa molto interessante che ha coinvolto un nutrito gruppo di studentesse e studenti del Dipartimento di Scienze Politiche dell’Università degli Studi di Perugia, nell’ambito del progetto europeo Rural Voices 2030. Ne è emerso un quadro della ruralità in cui i luoghi non appaiono più come uno sfondo lontano ma come uno spazio politico poroso, dove ciò che accade in un quartiere, in una frazione o in una valle si connette con processi, norme e priorità che si giocano anche a livello europeo.

 

Nel dialogo tra studentesse e studenti del Corso Magistrale in Lobbying e Media Relations del Dipartimento di Scienze Politiche dell’Università degli Studi di Perugia, prende forma uno sguardo nuovo sulla ruralità: un passaggio dalle percezioni personali alle azioni politiche, con l’intenzione di portare il territorio in cui si vive dentro i luoghi in cui si prendono le decisioni.

Il 1° dicembre, a Perugia, nell’aula del Corso Magistrale in Lobbying e Media Relations, si è svolta una pilot action del progetto Rural Voices 2030. Nello specifico, si è trattato di un World Café con il quale è stato aperto uno spazio di confronto sulle relazioni tra ruralità, territorio, equità di genere e possibilità di advocacy dal livello locale a quello europeo. Il metodo partecipativo del World Café, fondato sul dialogo e sulla costruzione di immaginari condivisi, ha permesso di far emergere narrazioni intime e politiche che nutriranno il policy paper nazionale del progetto e i percorsi di advocacy previsti per il 2026 all’interno del progetto. 

Le Carte Domanda hanno guidato la conversazione. Alla domanda “Che tipo di rapporto hai con il tuo territorio?” è emersa un’immagine fatta di radici e distanze: il territorio come casa che accoglie e trattiene, luogo da cui fuggire e a cui tornare, “una frenesia lenta, piacevole”, come ha sintetizzato una studentessa, “che offre opportunità ma resta più tranquilla di altri luoghi”. La definizione di rurale si è rivelata sfaccettata: natura, tradizioni e comunità convivono con isolamento, mancanza di servizi e tempi dilatati, mentre il confine tra urbano e rurale appare sempre più mobile e poroso. Nella domanda sulle relazioni tra luoghi e genere, la sicurezza è emersa come chiave interpretativa: lo stesso spazio non è vissuto allo stesso modo da uomini e donne, e la geografia influisce sulla libertà di movimento, di espressione e di possibilità.

Le Carte Provocazione hanno trasformato il dialogo in un esercizio politico sul futuro. Alla provocazione “Dal luogo in cui vivo posso incidere sulle decisioni europee?” le risposte hanno indicato consapevolezza e desiderio di partecipazione: si può agire informandosi, costruendo reti, usando i social come leve civiche, portando istanze locali nei contesti in cui si decide. Di fronte alla frase “Le generazioni precedenti ci hanno lasciato un suolo sicuro e in salute…”, molte e molti hanno rivendicato la necessità di rimettere in discussione questa eredità segnata da crisi ambientali, economiche e sociali, affermando tuttavia il desiderio di assumersi una responsabilità concreta: informarsi, cambiare pratiche, chiedere nuove politiche. “Alle generazioni successive voglio lasciare consapevolezza e cura”, ha sintetizzato una studentessa.

Alcuni degli studenti impegnati nei tavoli di confronto del World Cafè organizzato nell’ambito del progetto Rural Voices 2030

Il World Café ha mostrato come ruralità, suolo e genere non siano ambiti separati, ma trame che attraversano la vita quotidiana, influenzando chi può muoversi, chi può restare, chi può immaginare un futuro. Ascoltare queste narrazioni significa trasformarle in orientamento politico: le idee emerse costituiranno una base preziosa per il policy paper nazionale di Rural Voices 2030 e per i prossimi passaggi di advocacy.

L’iniziativa si inserisce in un quadro più ampio di collaborazione e lavoro all’interno di Rural Voices 2030 tra FELCOS e il Dipartimento di Scienze Politiche dell’Università degli Studi di Perugia, resa possibile grazie all’impegno del Professore Marco Mazzoni, il Professore Giovanni Barbieri, la Professoressa Paola De Salvo, il Dott. Marco Pizzi e la Dott.ssa Susanna Pagiotti. Il progetto Rural Voices 2030, finanziato dall’Unione Europea attraverso il Programma DEAR, vede il Comune di Foligno come unico ente locale all’interno di un partenariato internazionale che coinvolge dodici Paesi europei: una scelta strategica per portare nel cuore dell’Europa la voce dei territori rurali, delle comunità e delle nuove generazioni che li abitano e li trasformano.

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“Rural Voices 2030. Engaging young rural European citizens in a gender responsive approach to soil protection“, è un progetto finanziato dall’Unione Europea attraverso il programma DEAR, promosso da un consorzio di 12 partner in 12 paesi e di cui il Comune di Foligno è partner con il supporto tecnico di FELCOS.

La Rete umbra per lo Sviluppo Sostenibile ad Alma 2030

FELCOS, nella persona del Direttore Massimo Porzi, ha rappresentato l’Umbria nell’ambito dell’incontro internazionale Alma 2030, recentemente tenutosi in Spagna nella città di Periana. All’incontro, incentrato sui temi dello sviluppo sostenibili e delle alleanze multiattoriali, abbiamo portato le esperienze maturate con i progetti Rete umbra per lo sviluppo sostenibile, seconda fase di attuazione della Strategia regionale per lo sviluppo sostenibile, e quella della Green Community Umbria Etrusca.

 

L’esperienza della strategia umbra per lo sviluppo sostenibile, alla cui realizzazione FELCOS partecipa fin dal primo giorno, è approdata ad Alma 2030, incontro internazionale che si è svolto nella Città di Periana in Spagna dedicato al tema dello Sviluppo e del Turismo sostenibili.

In particolare, il Direttore di FELCOS Massimo Porzi, intervenendo in un panel incentrato proprio sulle esperienze locali delle Alleanze multiattoriali, ha presentato le principali caratteristiche del progetto Rete umbra per lo sviluppo sostenibile, che rappresenta il cuore della seconda fase della Strategia Regionale per lo Sviluppo Sostenibile e nel quale FELCOS cura e implementa le metodiche partecipative. Altro approfondimento rispetto alle esperienze umbre, ha riguardato inoltre la Green Community Umbria Etrusca a cui compartecipano i Comuni di Parrano, Allerona, San Venanzo, Ficulle, Baschi, Castelviscardo e Guardea con l’obiettivo di creare cambiamento a partire da un nuovo modello relazionale tra comunità e territorio.

 

Il Direttore di FELCOS, Massimo Porzi, durante il proprio intervento ad ALMA 2030

 

Rete umbra per lo sviluppo sostenibile, la seconda fase attuativa della Strategia Regionale per lo Sviluppo Sostenibile

Dopo una prima fase preparatoria che ha avuto corso nel biennio 2022-2023, nel 2024 con l’Accordo di collaborazione tra la Regione Umbria ed il Dicastero per la realizzazione del Progetto “RETE UMBRA PER LO SVILUPPO SOSTENIBILE – Governance, partecipazione, cultura e comunicazione per la sostenibilità”, ha preso formalmente avvio la seconda fase della Strategia Regionale per lo Sviluppo Sostenibile finalizzata a dare attuazione alla Strategia Nazionale e consentire di proseguire il suo processo di territorializzazione.

Il progetto, realizzato in sinergia da Regione Umbria, ANCI Umbria, Sviluppumbria e FELCOS, in collaborazione con Parco Tecnologico Agroalimentare dell’Umbria – PARCO 3A, ARPA Umbria, Università degli Studi di Perugia, Università per Stranieri di Perugia, è volto a incrementare l’implementazione e territorializzazione della Strategia Regionale per lo Sviluppo Sostenibile (SRSvS) e la verifica di coerenza delle politiche regionali, lo sviluppo di una cultura di sostenibilità e la partecipazione istituzionale e comunitaria, attraverso:

• il potenziamento e l’ampliamento della Cabina di regia regionale e l’attivazione di tavoli istituzionali, per migliorare la coerenza, la pianificazione strategica e la governance multilivello;
• l’aggiornamento della Strategia Regionale per lo Sviluppo Sostenibile per l’allineamento con i contenuti della Strategia nazionale, definizione di Agende Territoriali e di Atlanti di progetto;
• l’implementazione di percorsi educativi, di spazi dedicati alla progettazione e alla comunicazione rivolti ai giovani, per accrescere la consapevolezza e partecipazione alle sfide per la sostenibilità;
• la formazione del personale della Regione, degli Enti Locali, del tessuto economico-produttivo per lo sviluppo di competenze per integrare i principi di sostenibilità nella gestione territoriale;
• l’ottimizzazione del funzionamento e istituzionalizzazione dei Forum locali, il coinvolgimento delle nuove generazioni, e la creazione di ambienti favorevoli ai partenariati innovativi;
• il monitoraggio della Strategia Regionale per lo Sviluppo Sostenibile integrato con i monitoraggi VAS dei piani e programmi ai diversi livelli con particolare attenzione al monitoraggio VAS dei PRG.

 

 

Green Community Umbria Etrusca, insieme per la salvaguardia del “Diritto dell’abitare”

Le Green Community rappresentano un modello innovativo e sostenibile di gestione condivisa dei beni comuni e dei servizi territoriali, fondato sulla collaborazione tra cittadini, imprese, enti pubblici e realtà sociali. Oltre alla produzione e condivisione di energia rinnovabile, queste comunità si impegnano a promuovere la rigenerazione ecologica dei territori, la tutela delle risorse naturali, la valorizzazione del paesaggio, la mobilità sostenibile, l’agricoltura di qualità e l’accesso equo ai servizi essenziali – tra cui il diritto all’abitare.

Attraverso percorsi di co-progettazione e governance partecipata, le Green Community rafforzano il senso di appartenenza e la responsabilità collettiva, contribuendo alla resilienza locale e a una transizione ecologica giusta e inclusiva. Rappresentano, in sintesi, un laboratorio vivo di democrazia territoriale, in cui le sfide ambientali, sociali ed economiche vengono affrontate in modo integrato, radicato e generativo.

Siamo davvero felici di rappresentare l’impegno della nostra regione e di tanti Enti locali umbri che sui temi della sostenibilità e dell’inclusività intendono dare vita a nuovi patti collaborativi per il bene comune.

 

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XI Forum dell’Apicoltura del Mediterraneo: un confronto internazionale ad alto livello tra esperti, rappresentanti istituzionali e produttori.

Dal 22 al 23 novembre si è tenuto a Foligno l’XI Forum dell’Apicoltura del Mediterraneo, a cui hanno partecipato rappresentanti istituzionali, esperti, ricercatori e produttori provenienti da 10 Paesi del bacino del Mediterraneo. Organizzato dal Comune di Foligno, APAU, FedApimed e FELCOS, nell’ambito di Mielinumbria 2025 – La festa dell’apicoltura, ha fornito visioni e analisi sulle future politiche comuni a vantaggio del settore apistico fortemente impattato da attività antropiche e cambiamenti climatici. Tra gli interventi più attesi quello dell’Ambasciatore della Repubblica di Slovenia, S. E. Matjaz Longar, dell’Assessora regionale all’Agricoltura, Simona Meloni, e dell’Assessore regionale alla Cooperazione internazionale, Fabio Barcaioli.

 

Mielinumbria chiude l’edizione 2025 con nuove prospettive per il comparto apistico, per la salvaguardia delle api e per lo sviluppo del territorio, in particolare in chiave turistica. La XXVII edizione ha spento i riflettori facendo registrare agli organizzatori più che un nuovo successo: accanto alla mostra mercato dei produttori locali, agli show cooking, ai laboratori per bambini, alle degustazioni guidate di mieli provenienti da diversi Paesi, ha gettato le basi per dare al settore un nuovo slancio. Per riportare l’Umbria al centro di una produzione di riferimento, come un tempo.

 

 

Focus centrale della manifestazione, ospitata a Foligno nella cornice di Palazzo Trinci, è stato l’XI Forum degli Apicoltori del Mediterraneo – Apicolture del Mediterraneo, strategie e azioni per proteggere la sostenibilità e la produzione apistica, appuntamento che ha trasformato la città in un hub internazionale dedicato alla sostenibilità e alla cooperazione tra i Paesi del bacino mediterraneo. Organizzato dal Comune di Foligno, FedApimed, APAU e Felcos, in collaborazione con Naturalmiele e con il patrocinio della Regione Umbria, il Forum rappresenta uno dei momenti più qualificanti di Mielinumbria, con l’obiettivo di affrontare temi cruciali legati alla produzione apistica, ai cambiamenti climatici e alle nuove strategie di sostenibilità. È qui che si gioca il confronto di alto profilo, con interventi, tra gli altri, di rappresentanti del Ministero dell’Agricoltura, dell’Ambasciatore della Slovenia in Italia, S. E. Matjaz Longar, di associazioni provenienti da una decina di Paesi del Mediterraneo, di esperti del mondo sanitario e agricolo regionale e del segretario regionale di Confcooperative, Lorenzo Mariani.

Tra gli interventi di apertura del Forum, anche quello di Lorenzo Lucarelli, Presidente di FELCOS e Sindaco del Comune di Narni. “FELCOS – ha detto Lucarelli durante il proprio intervento – è storicamente impegnata nella promozione e tutela dell’apicoltura e delle api, nella profonda convinzione di quanto essa rappresenti un asse portante della sostenibilità poiché racchiude temi cruciali come l’ambiente e l’economia. Ma non solo. Con e grazie all’apicoltura FELCOS ha costruito negli anni ponti di dialogo e sviluppo e costruito profonde relazioni di cooperazione tra territori, come il Forum dell’Apicoltura del Mediterraneo. L’apicoltura – ha inoltre aggiunto Lucarelli – rappresenta una sfida enorme per il futuro del Pianeta, della biodiversità e dello sviluppo economico di tante comunità, che intorno alle api hanno creato tradizioni secolari di impegno e sostentamento. I cambiamenti climatici, lo sviluppo urbano insostenibile, l’inquinamento, mettono a rischio questa fondamentale fonte di vita e solo attraverso la cooperazione e l’unità di intenti possiamo invertire la rotta”.

Molto atteso dagli apicoltori l’intervento dell’assessore regionale all’Agricoltura, Simona Meloni, chiamata a chiarire gli orientamenti della Regione per sostenere – e arginare – la situazione allarmante che si registra in Umbria nel settore, con un calo degli alveari mai rilevato prima. Secondo i dati ufficiali di Naturalmiele, nel 2024 la regione ha infatti registrato un decremento del 9% rispetto al 2023 (contro una media nazionale dell’1,5%), a fronte di un aumento degli apicoltori di circa il 3% (media nazionale 1,25%). Un divario che amplia ulteriormente la forbice tra numero di operatori e perdita di alveari. “Il Forum è un’importante occasione per valorizzare i nostri apicoltori e un prodotto d’eccellenza come il miele umbro, che negli ultimi anni ha compiuto un significativo salto di qualità. La Regione – ha sottolineato l’assessore Meloni – sta sostenendo il settore con misure specifiche per i piccoli produttori e con il rafforzamento di una rete che oggi diventa sempre più centrale. Stiamo lavorando alla riattivazione di un tavolo tecnico per individuare nuove opportunità di crescita, sia sul piano qualitativo che quantitativo. La presenza di delegazioni da molti Paesi del Mediterraneo offre uno scambio prezioso di esperienze. Possiamo immaginare nuove prospettive che uniscano agricoltura e turismo: così come esistono le Strade del Vino e dell’Olio, pensare a una Strada delle Api può aprire ulteriori opportunità per il miele umbro e per chi lo produce”.

 

 

 

Un impegno che sembra trovare pieno riscontro anche nelle esigenze espresse dal presidente di Apau, Luca Ciampelli, che ha evidenziato come “oltre al calo degli alveari e all’eccessiva mortalità, ciò che stiamo registrando negli ultimi anni è un progressivo crollo delle produzioni. La resa media per alveare è diminuita in modo significativo. Le cause sono molteplici: certamente il cambiamento climatico, la perdita di stagionalità, gli eventi estremi. Ma a incidere maggiormente è soprattutto la scomparsa di molte coltivazioni dal nostro territorio. Manca diversificazione agricola, mancano fioriture capaci di fornire nettare sufficiente alle api. Per questo, come associazioni degli apicoltori, chiediamo l’apertura di un tavolo tecnico insieme alla Regione e al mondo agricolo per individuare colture che possano sostenere le api e rilanciare la produzione di miele. Una di queste è il girasole: l’Umbria, fino a pochi anni fa, era un territorio di grande richiamo durante la sua fioritura. Oggi questa coltura è quasi scomparsa, probabilmente perché meno redditizia di altre. Tuttavia potrebbe essere sostenuta e incentivata, perché rappresenta una risorsa fondamentale non solo per il miele ma per l’intero sistema agricolo: più api sul territorio significano più impollinazione, più biodiversità, più produttività per tutte le colture. È un beneficio diffuso e rilevante, che non possiamo permetterci di perdere”. La “città amica delle api” ha lanciato così un seme per dare un futuro agli apicoltori umbri, alla salvaguardia di una produzione di miele di qualità, alla tutela del territorio, dell’agricoltura e del benessere dell’ambiente.

 

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Rural Voices 2030, Sofia Partnership Meeting. Giovani, territori e nuove risonanze tra città e aree rurali.

Dal 4 al 7 novembre 2025, Sofia ha ospitato il terzo meeting transnazionale del progetto europeo Rural Voices 2030 – Engaging young rural European citizens in a gender-responsive approach to soil protection, finanziato dal programma DEAR dell’Unione Europea.

L’incontro, organizzato dal partner bulgaro Open Education Centre Foundation, ha riunito i dodici partner provenienti da tutta Europa per condividere esperienze, metodologie e prospettive comuni su formazione giovanile, azioni pilota, advocacy e politiche partecipative nelle aree rurali e montane. A rappresentare il Comune di Foligno, partner italiano del progetto, erano presenti Colomba Damiani per FELCOS e Marco Pizzi, giovane docente di Sociologia ambientale e del territorio del Dipartimento di Scienze Politiche dell’Università di Perugia. Il contributo del DiSP si inserisce nel percorso di ricerca-azione e advocacy sociale promosso dal progetto, volto a “fare cultura” attorno ai temi della ruralità, della partecipazione giovanile e della cura dei territori.

Advocacy e risonanza sociale: connettere i territori

La presentazione del team umbro ha posto l’accento sul valore dell’advocacy locale e sociale come pratica di ascolto, dialogo e co-progettazione tra giovani, istituzioni e comunità. Attraverso Youth LAB il progetto lavora per avvicinare i giovani e i giovani adulti alle aree rurali, attivando processi di connessione tra aree interne e aree urbane, di riconoscimento reciproco e di risonanza tra le esperienze dei diversi Paesi coinvolti.

Il concetto di resonance, approfondito nella presentazione del DiSP, è stato interpretato come chiave per comprendere le relazioni profonde tra persone e territori — un approccio che capovolge lo sguardo, restituendo alle aree rurali il loro ruolo di spazi di innovazione sociale, culturale e ambientale.

 

Geografie che si intrecciano: reti, legami e nuove narrazioni

Il dibattito tra i partner ha fatto emergere con forza l’importanza di leggere e valorizzare le interdipendenze tra territori e comunità: geografiche, sociali e simboliche.
I territori rurali non sono più percepiti come luoghi marginali, ma come poli dinamici di relazione, capaci di connettere montagne e città, centri e periferie, memoria e futuro.
Proprio questa prospettiva — quella di una ruralità abitata, condivisa e connessa — continuerà a guidare il lavoro di Rural Voices 2030 nei prossimi mesi, attraverso azioni culturali e iniziative educative volte a “riabitare i territori” con creatività e senso di comunità.

 

Una scoperta urbana: i graffiti come linguaggio di comunità

Tra i momenti più suggestivi dell’incontro a Sofia, la visita organizzata dai giovani dell’associazione Sofia Graffiti Tour, fondata nel 2016 e pioniera dei tour dedicati all’arte urbana in Bulgaria.
Attraverso le opere di street art, i partecipanti hanno potuto esplorare un’altra forma di voce del territorio: un racconto visivo che intreccia memoria, partecipazione e sguardo collettivo.

Lungo il percorso, due opere hanno lasciato un segno profondo. La prima è il murales della serie “Project: 100 Dream Trees” dell’artista singaporiana MaryAnn Loo (PenguinGirl): nel sesto dei suoi cento alberi-dream, l’artista ritrae i simboli della capitale — dalla Cattedrale Aleksandr Nevskij al Monte Vitosha — intrecciandoli con una moltitudine di piccoli pinguini, emblema di viaggio, comunità e sogni condivisi. Un’immagine poetica che riflette lo spirito di Rural Voices 2030: territori diversi che si incontrano, si riconoscono e crescono insieme.

La seconda opera, firmata da Nasimo (pseudonimo di Stanislav Trifonov), è una delle più note della street art bulgara, conosciuta anche a livello internazionale.
Ci sono immagini che lasciano il segno: suscitano emozione, riportano alla luce ricordi, parlano senza bisogno di parole.
Questo murales, visto prima attraverso uno schermo e poi dal vivo, trasmette una delicatezza unica — dalla scelta dei colori alla forza del soggetto.
La figura femminile, stretta in un abbraccio intenso e accogliente, evoca pace, sostegno e amore: un messaggio universale di cura e connessione, che risuona profondamente con la missione del progetto.

Guardare avanti

Il team italiano tornerà ora a lavorare sul secondo ciclo di Youth LAB e sulle azioni pilota territoriali, con l’obiettivo di trasformare il dialogo in pratiche concrete di rigenerazione rurale e culturale.
Come è emerso a Sofia, Rural Voices 2030 non è solo un progetto europeo, ma un movimento di connessioni, fatto di persone, luoghi e storie che si rispondono a distanza — in risonanza.

 

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Le voci del territorio tra comunanze, paesaggi e nuove generazioni.

A Foligno, nella suggestiva cornice di un vecchio cinema oggi divenuto Spazio Astra, ha preso il via un percorso di incontri dedicati ai giovani sui temi delle opportunità di sviluppo e incontro nelle aree rurali. A questo infatti è dedicato il progetto Rural Voices 2030, finanziato dall’Unione Europea attraverso il programma DEAR e di cui il Comune di Foligno è partner insieme a FELCOS in qualità di supporto tecnico.

 

L’abitare come presidio di cura. Il condividere come matrice comunitaria. Il noi come ambiente per il bene comune. Le aree rurali come luogo del restare e non più del partire.

Lo Youth LAB, un percorso di incontri dedicati al dialogo tra giovani, comunità e istituzioni per immaginare futuri rurali possibili, più giusti e sostenibili, attivato dal progetto Rural Voices 2030, ha vissuto allo Spazio Astra di Foligno il suo evento di lancio durante il quale giovani, amministratori, cittadini e operatori locali hanno potuto riflettere insieme sulla realtà che vivono le aree rurali, sull’abitare come scelta consapevole e sulle nuove economie che nascono dal vivere i territori. 

Il Vicepresidente di FELCOS, Lorenzo Schiarea, apre l’incontro Rural Voices 2030 | Youth LAB

Al centro dell’incontro la visione del documentario “Le terre di tutti”, realizzato dal gruppo di ricerca Emidio di Treviri e dalle Brigate di Solidarietà Attiva. Uno spaccato suggestivo di immagini e contributi, dedicato non solo alle “Terre alte” ma anche al ruolo insostituibile delle Comunanze agrarie, come matrici ecologiche, culturali e relazionali, che ha innescato un confronto intergenerazionale sui temi del progetto.

All’incontro, aperto dal Vicepresidente di FELCOS e Assessore alle Politiche sociali del Comune di Foligno, Lorenzo Schiarea, hanno partecipato anche rappresentanti del Dipartimento di Scienze Politiche dell’Università degli Studi di Perugia, che hanno contribuito a inquadrare il tema dal punto di vista della ricerca sociale e dell’advocacy, approfondendo le connessioni tra partecipazione, politiche territoriali e giustizia ambientale; del Parco 3A – Parco Tecnologico Agroalimentare dell’Umbria, che ha sottolineato l’importanza di un approccio sistemico e innovativo alla sostenibilità, capace di intrecciare conoscenze scientifiche, pratiche agricole e processi di economia circolare nelle aree rurali umbre; del Coordinamento Regionale delle Comunanze Agrarie, con la sua lunga esperienza di gestione collettiva dei beni comuni, ha ricordato come le comunanze rappresentino un modello vivo di governance territoriale, fondato su solidarietà, equità e cura condivisa dei luoghi.

Giovani, crisi climatica e nuovi immaginari rurali

Un contributo significativo è arrivato anche dal gruppo di lavoro nato dall’azione europea You Care, dedicata ai temi della crisi climatica e dell’eco-ansia.

I giovani partecipanti al dibattito hanno riportato l’attenzione sulla dimensione del paesaggio, della natura e dell’ambiente, invitando a riconoscere come il mondo rurale possa diventare uno spazio privilegiato per articolare la complessità e l’incertezza dei tempi che stiamo attraversando.

Nel confronto, è emersa la necessità di fare rete in modo trasversale tra associazioni, istituzioni e attori locali, mettendo al centro cultura, lavoro e cura del territorio come elementi di una nuova abitabilità collettiva.

 

Durante l’incontro è stato proiettato il documentario “Le terre di tutti”

 

Il percorso Rural Voices 2030 | Youth LAB

Il percorso Youth LAB, aperto ai giovani fino ai 35 anni, intende promuovere un dialogo territoriale sull’abitare consapevole, la sostenibilità e la parità di genere nelle aree rurali e montane.

Partecipando, i giovani possono contribuire alla co-creazione di micro-azioni pilota nei territori del Comune di Foligno e della Zona Sociale 8 (Bevagna, Gualdo Cattaneo, Montefalco, Nocera Umbra, Sellano, Spello, Trevi e Valtopina).

 

I progetti finanziati attraverso Rural Voices 2030

L’occasione è servita anche a conoscere i 3 progetti, dedicati alla partecipazione, alla sostenibilità e al protagonismo giovanile nelle aree montane del Folignate, finanziati con il bando a cascata Rural Voices:

“GenerAzione Streghe 2.0” di ARTLAB APS, un’azione che mette al centro le donne della Valnerina e le studentesse del Liceo Artistico di Foligno, intrecciando saperi tradizionali sulle erbe officinali con linguaggi contemporanei;

“Semi Holydays 2026: voci e suoni della Valle del Menotre” dell’Associazione culturale Holydays, che intende arricchire l’animazione culturale del territorio rafforzando la dimensione comunitaria dell’omonimo festival attraverso attività collaterali come concerti off-site nei borghi e nei boschi, laboratori creativi per bambini e incontri pubblici dedicati a memoria, ecologia e cittadinanza attiva;

 

l’Associazione Holydays presente il proprio progetto

“Acque plurali” di Viaindistriae, un percorso che si propone di portare l’arte contemporanea nel cuore dell’Appennino, alle sorgenti del fiume Topino.

Esperienze che dimostrano come le aree interne, spesso considerate marginali, siano in realtà cuori pulsanti di innovazione sociale e culturale, dove pratiche artistiche e comunitarie generano nuove economie territoriali.

 

“Rural Voices 2030. Engaging young rural European citizens in a gender responsive approach to soil protection“, è un progetto europeo finanziato dal programma DEAR e promosso da un consorzio di 12 partner in 12 paesi, di cui il Comune di Foligno è partner con il supporto tecnico di FELCOS.

 

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