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Integrality

Facciamo rete in Europa per promuovere l’integrazione dei lavoratori migranti in agricoltura attraverso la legalità.

A Foligno, nella Sede operativa di FELCOS, si è svolto il coordination meeting del progetto INTEGRALITY, finanziato dall’Unione Europea e realizzato in partenariato da 11 organizzazioni di 5 Paesi. Al centro dei due giorni di lavoro il punto sulle attività e il piano delle operatività condivise per il raggiungimento degli obiettivi. Particolare spazio è stato riservato anche alla campagna di sensibilizzazione Seeds of dignity, sviluppata e diffusa nell’ambito del progetto.

 

Abbiamo condiviso operatività, fatto il punto sulle attività, aggiornato i piani d’azione e vissuto momenti di intensa collaborazione. Per tre giorni, nella nostra Sede operativa di Foligno, abbiamo ospitato il Coordination meeting di INTEGRALITY, durante il quale tutti i partner umbri ed europei del progetto hanno potuto lavorare insieme, in presenza, per condividere aspetti importanti della comune gestione delle attività.

 

I rappresentanti delle organizzazioni partner del progetto Integrality al lavoro su operatività condivise.

 

INTEGRALITY è un progetto ambizioso, grazie al quale in 5 Paesi europei – Italia, Portogallo, Austria, Cipro e Grecia – undici organizzazioni, tra cui FELCOS che ne è capofila, stanno lavorando per promuovere l’integrazione dei lavoratori migranti in agricoltura attraverso i principi di legalità e rispetto della dignità.

Per questo, sui territori, vengono formati i Community mobilizers, cittadini stranieri che hanno il compito di dialogare con le proprie comunità al fine di aiutare i propri connazionali a riconoscere i segnali dello sfruttamento lavorativo, dando loro indicazioni e supporto per prevenirlo e affrontarlo.

 

Al centro del lavoro il confronto sulle attività svolte e ancora da svolgere.

Per questo, in ciascun Paese, è stata avviata la campagna di comunicazione Seeds of dignity, con la quale intendiamo diffondere la cultura della legalità e del rispetto della dignità umana, accendendo voci e attenzioni intorno al fenomeno dello sfruttamento lavorativo.

Ed è bello ricevere sempre la conferma di come, laddove c’è collaborazione e cooperazione tra Paesi e organizzazioni, i risultati riescano ad impattare con la vita quotidiana delle persone e delle comunità.

 

INTEGRALITY è un progetto finanziato dall’Unione Europea e realizzato da FELCOS, CIDIS, ANCI Umbria e AIAB Umbria (Italia); IMVF E Municipalità di Fundao (Portogallo); Center for Social Innovation CSI e Nicosia Development Agency – ANEL (Cipro); KMOP e Municipalità di Thermi (Grecia); Compass GmbH (Austria).

 

 

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Diritti dei lavoratori e rischi del caporalato, incontro con Jean-René Bilongo.

Si è svolto il 27 marzo a Perugia un incontro di formazione dedicato al tema del caporalato e dello sfruttamento dei lavoratori, organizzato da AIAB Umbria nell’ambito del progetto INTEGRALITY di cui FELCOS è capofila. Protagonista dell’incontro, Jean-Renè Bilongo, Presidente dell’Osservatorio Placido Rizzotto di FLAI Cgil. Dalle sue parole un racconto denso di contenuti umani e fattuali, che ha restituito la dimensione drammatica di un fenomeno che attraversa l’Italia da Nord a Sud e che, troppo spesso, si traduce nella negazione della dignità di chi ne è vittima.

 

Un racconto intriso di verità e sofferenze. Una descrizione dettagliata di fatti e dati. Una richiesta di attenzione, su un tema che per tante, troppe persone, significa negazione di diritti e dignità. Spesso, negazione della vita stessa. L’incontro organizzato da AIAB Umbria nella propria sede di San Mariano di Corciano, nell’ambito del progetto INTEGRALITY di cui FELCOS è capofila, ha visto come protagonista Jean-René Bilongo, Presidente dell’Osservatorio Placido Rizzotto di FLAI Cgil.

 

Jean-René Bilongo, Presidente dell’Osservatorio Placido Rizzotto di FLAI Cgil

Grazie al suo intervento, seguito da numerosi partecipanti in presenza e tanti altri collegati on-line, abbiamo potuto ricevere una descrizione accurata del fenomeno del caporalato, raccontato nelle sue specificità territoriali che attraversano il Paese da nord a sud e dai cui rischi l’Umbria non è esente. Un racconto che ci ha restituito l’immagine più cruenta di un fenomeno che non investe soltanto la dimensione lavorativa di chi ne è vittima, ma che nasconde tante storie di violenza, sofferenza e perfino di morte.

“Quando si parla di agro mafie, di sfruttamento e di caporalato si pensa immediatamente ad un fenomeno a noi lontano, che riguarda solo le regioni del Sud Italia – ha scritto riguardo ai temi dell’incontro il Presidente di AIAB Umbria, Vincenzo Vizioli – . Non è così da diverso tempo. Il VII rapporto dell’osservatorio Placido Rizzotto sulle agro mafie, nonché le attività ispettive e le inchieste sul caporalato in Umbria, in particolare in agricoltura, hanno portato alla luce, nell’arco di pochi mesi, una situazione allarmante e non si può più parlare di fatti episodici. Come è emerso nella presentazione del rapporto, “La filiera dell’illegalità mortifica il lavoro, toglie dignità alle donne e agli uomini che con il loro impegno quotidiano mandano avanti il Paese. E a essere sbagliato è lo stesso modello di sviluppo, che va cambiato. Lo sfruttamento e il caporalato non interessano solo il settore primario, sono una pratica costante in tanti settori produttivi”. Purtroppo è l’inadeguatezza delle leggi e l’ipocrisia della politica, a creare le condizioni per lo sfruttamento. Come ha fatto presente l’Avv. Di Pietro, membro dell’ASGI (Associazione per gli Studi Giuridici sull’Immigrazione), nella lezione di apertura del corso: “Un lavoratore entrato regolarmente con permesso di soggiorno per lavoro stagionale, fatta la compagna della raccolta per esempio del pomodoro, se non rientra nel paese di provenienza, per partecipare ad un’altra raccolta come la vendemmia, perde il suo permesso di soggiorno, entrando nel vortice della clandestinità, quindi dello sfruttamento”.

 

Un momento dell’incontro che ha avuto luogo nella sede di AIAB Umbria

 

Temi su cui INTEGRALITY intende promuovere, in 6 Paesi d’Europa, maggiore consapevolezza tra i cittadini, favorendo un’integrazione dei migranti attraverso il rispetto dei diritti dei lavoratori in particolare del settore agricolo, il più esposto al fenomeno del caporalato.

Per farlo, nelle prossime settimane, i partner del progetto INTEGRALITY avvieranno una grande campagna di sensibilizzazione rivolta sia ai cittadini che alle comunità di migranti che vivono nei diversi territori rappresentati nel progetto. In un anno di campagna saranno pubblicati, sui social media dei partner, numerosi contenuti ai quali sarà affidato il compito di raccontare storie umane, comunitarie e di impresa nelle quali il rispetto della legalità e della dignità è motore di integrazione virtuosa.

 

 

INTEGRALITY – Multi-stakeholder strategies for the promotion on INTEgration and LegALITY of migrants’ employement in agricolture, è un progetto finanziato dall’Unione Europea realizzato in partnership da FELCOS, CIDIS Impresa Sociale, AIAB Umbria, Anci Umbria (Italia); Center for Social Innovation – CSI, Nicosia Development Agency – ANEL (Cipro), KMOP, Koinonikos Politistikos Organismosdimou Delta (Grecia); IMVF (Portogallo); Compass GmbH (Austria).

 

 

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Legalità e rispetto dei diritti dei lavoratori. A Cipro abbiamo dato avvio al Progetto Integrality.

Insieme ai partner di 5 Paesi, tra cui ANCI Umbria, AIAB Umbria e CIDIS, abbiamo avviato le attività del Progetto INTEGRALITY, finanziato dall’Unione Europea per la promozione dell’integrazione e inclusione sia lavorativa che socioeconomica dei migranti in agricoltura, in un quadro di legalità e rispetto dei diritti dei lavoratori. Tra le attività che saranno implementate nei 36 mesi previsti ci sono percorsi di formazione, mobilitazione dei principali attori attivi sul tema, organizzazione di tirocini pilota e azioni di comunicazione.

 

 

 

Ci sono diritti che non possono essere derogati, perchè in certi contesti il diritto ad un lavoro sicuro, dignitoso e legale significa in primo luogo diritto alla vita. Tante, troppe volte assistiamo ancora all’impiego di migranti ai quali, per lo svolgimento in agricoltura di lavori pesanti e usuranti, vengono date paghe da sfruttamento in condizioni di pressochè totale illegalità. A cui si lega il fenomeno del caporalato e che sono causa, purtroppo, di infortuni e morte.

E’ a questi temi che è dedicato il Progetto Integrality – Multi-stakeholder strategies for the promotion of INTEGRation and LegALITY of migrants’ employement in agricolture. Un progetto della durata di 36 mesi, finanziato dall’Unione Europea, di cui FELCOS è capofila e a cui partecipano organizzazioni di 5 Paesi: Cipro, Grecia, Portogallo, Austria e Italia, tra cui figurano Anci Umbria, AIAB Umbria e CIDIS Impresa Sociale.
Nei giorni scorsi a Nicosia, insieme a tutti i partner riuniti sia in presenza che on-line, abbiamo dato avvio ufficiale al progetto con un Kick-off meeting durante il quale abbiamo condiviso le principali operatività, chiarito diversi aspetti metodologici e approfondito i dettagli organizzativi, con l’obiettivo finale di promuovere una piena inclusione ed integrazione dei migranti, provenienti da paesi terzi, nei contesti locali in cui operano i partner di progetto.
Per raggiungere tale obiettivo svilupperemo e attueremo una strategia locale multi-attoriale volta a favorire l’inclusione lavorativa e socioeconomica dei migranti in agricoltura, in un quadro di legalità e rispetto dei diritti dei lavoratori. Ciò attraverso:
  • la mobilitazione dei principali attori che giocano un ruolo in tema di integrazione dei migranti in agricoltura;
  • attività di formazione e sensibilizzazione dedicate sia ai soggetti di cui si compone la catena agricola che ai migranti stessi;
  • l’organizzazione di tirocini;
  • azioni di comunicazione e sensibilizzazione rivolte alle comunità locali.

Operatività progettuali in base alle quali il partenariato, in ogni territorio coinvolto nel percorso, intende arrivare all’attivazione di una rete multi-attoriale allo scopo di favorire una integrazione lavorativa dei migranti in agricoltura basata sul rispetto dei diritti; formare ed informare gli attori della filiera agricola sulla legislazione nazionale ed europea che riguarda il lavoro regolare dei migranti e sui rischi relativi al mercato nero del lavoro migrante, sensibilizzandoli sulle questioni etiche di parità di opportunità e trattamento; coinvolgere i gruppi locali di migranti nelle attività di formazione pilota sull’agricoltura biologica organizzate all’interno del progetto fornendo loro l’opportunità di fare una esperienza di tirocinio lavorativo in aziende agricole virtuose.

 

Siamo coscienti che la sfida che attende noi e i nostri partner è difficile, ma siamo anche consapevoli di quanto l’esito sia importante per le persone, le imprese e i contesti sociali ed economici in cui vivono e operano. Siamo sicuri che l’entusiasmo che si è creato tra noi in questi giorni di confronto e condivisione ci aiuterà a raggiungere tutti i risultati attesi, fornendo nuovi orizzonti e possibilità di integrazione, dialogo e coesione.
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Il 2024 di FELCOS comincia con 10 nuovi Comuni soci e l’avvio di 8 progetti

Sono 10 i nuovi Comuni entrati in FELCOS tra la fine del 2023 e l’inizio del 2024. Un numero corposo che porta a 30 l’insieme dei soggetti istituzionali che compongono la compagine associativa. Il Presidente Moreno Landrini: “Queste adesioni dimostrano quanto le Amministrazioni locali, sia grandi che piccole, vedano in FELCOS un’opportunità di crescita e sviluppo. L’obiettivo per il 2024/2025 è continuare ad associare il maggior numero di Comuni possibile con i quali condividere la promozione dello sviluppo sostenibile in ambito internazionale e locale”. Un entusiasmo che si riflette anche sul piano operativo: in partenza 8 nuovi progetti, 3 di Cooperazione internazionale (Cambogia, Kazakistan e Mauritius) e 5 di Sviluppo locale in Umbria.

 

Il Presidente di FELCOS, Moreno Landrini

Consolidamento della composizione associativa e nuovi traguardi da realizzare. Il nuovo anno di FELCOS, Associazione di Comuni per lo Sviluppo Sostenibile, è cominciato nel migliore dei modi grazie all’ingresso di 10 nuovi Comuni nell’elenco già nutrito di soci. In particolare, hanno dato la loro formale adesione i Comuni di Spoleto, Allerona, Deruta, Castel Viscardo, Otricoli, Giove, Massa Martana, Monte Santa Maria Tiberina, Penna in Teverina e Sigillo, che vanno ad aggiungersi a quelli di Perugia, Foligno, Assisi, Bevagna, Città di Castello, Gualdo Tadino, Gualdo Cattaneo, Gubbio, Montecchio, Narni, Nocera Umbra, Orvieto, Parrano, Spello, Todi, Trevi, Valtopina e l’Unione dei Comuni del Trasimeno, oltre che alla Provincia di Perugia e ad ANCI Umbria. In totale quindi i soci di FELCOS raggiungono la ragguardevole quota di 30, a conferma di un trend di costante crescita registrato in questi ultimi anni.

Landrini: “FELCOS deve essere un orgoglio per l’Umbria, per tutti i Comuni che vi partecipano e per i cittadini”

“Accogliamo l’ingresso di dieci nuovi Comuni tra i nostri soci con grande entusiasmo e ringrazio tutti i Sindaci, le Giunte e i Consigli Comunali per la fiducia che ci hanno accordato – è il commento del Presidente dell’Associazione e Sindaco di Spello, Moreno Landrini –. Queste adesioni dimostrano quanto le Amministrazioni locali, sia grandi che piccole, vedano in FELCOS un’opportunità di crescita e sviluppo. Istituendo preziose relazioni collaborative rinsaldate dalle progettualità avviate con ANCI Umbria e AURI che, nelle loro specificità istituzionali, rappresentano entrambe tutti i Comuni umbri e che ringrazio per quanto sviluppato insieme. FELCOS deve essere un orgoglio per l’Umbria, per tutti i Comuni che vi partecipano e per i cittadini, non solo per l’importanza di ciò che fa e la qualità che mette in campo, ma anche perché si sostiene fin dal primo giorno principalmente con i progetti che realizza e i finanziamenti che intercetta in ambito nazionale e internazionale. L’obiettivo per il 2024-2025 è di continuare ad associare il maggior numero possibile di Comuni con i quali condividere la promozione dello sviluppo sostenibile in ambito locale e internazionale, attraverso la costruzione di ponti dialogo tra i territori, i popoli e i Paesi del Mondo, su cui ci auguriamo possa tornare a risplendere la Pace”.

 

“Siamo lieti di aver sancito la nostra adesione a FELCOS – afferma il Sindaco di Spoleto, Andrea Sisti – nella convinzione che lo sviluppo sostenibile, la localizzazione sui nostri territori dell’Agenda 2030, l’approccio integrale allo sviluppo sociale, economico ed ambientale, siano le sfide cruciali per il futuro delle nostre comunità”. “FELCOS è depositaria di competenze e peculiarità che si integrano perfettamente e in maniera complementare con quelle di ANCI – aggiunge il Presidente di ANCI Umbria e Sindaco di Deruta, Michele Toniaccini – e i risultati di questi anni lo dimostrano. Oggi per cogliere le opportunità di sviluppo sostenibile servono competenze tematiche e preparazione di alto profilo, che solo soggetti specifici possono esprimere”. “Per un piccolo Comune come il nostro – afferma il Sindaco di Sigillo, Giampiero Fugnanesi – avere la possibilità di partecipare a progetti internazionali rappresenta un’opportunità di rete e sviluppo da salutare con grande entusiasmo, soprattutto in un’epoca come quella attuale caratterizzata da risorse decrescenti e competitività crescente”.

 

Otto nuovi progetti in partenza: 3 di Cooperazione internazionale e 5 di Sviluppo locale in Umbria

La Sede operativa di FELCOS a Foligno

Un rafforzamento che consente all’Associazione di Comuni per lo Sviluppo Sostenibile di iniziare con un pieno di entusiasmo ed energia il nuovo anno, che sarà caratterizzato dall’avvio di otto nuovi progetti, tre di Cooperazione allo sviluppo finanziati dall’Unione Europea e cinque di sviluppo locale in Umbria.

In Kazakistan, sulla scia della positiva esperienza del progetto Jaylim (in fase di chiusura), partirà il progetto Janartu di cui FELCOS sarà capofila, con l’obiettivo di potenziare e favorire l’associazione di autorità locali, organizzazioni e utilizzatori dei pascoli per il miglioramento delle pratiche di autogoverno e gestione sostenibile dell’attività pastorale. Sempre con FELCOS capofila, nella provincia di Ratanakiri in Cambogia, prenderà il via il progetto Clesidra con l’obiettivo di supportare e promuovere forme democratiche innovative di partneriato multiattoriale per il rafforzamento delle capacità di accesso alle risorse socioeconomiche da parte di piccoli produttori, donne, giovani e, in generale, persone vulnerabili, favorendo lo sviluppo socioeconomico inclusivo. Nelle Mauritius, il progetto Ensanm si occuperà di cambiamenti climatici al fine di migliorare la transizione ecologica ed agroecologica delle foreste di Rodrigues, attraverso il supporto all’agricoltura biologica e favorendo l’uguaglianza di genere e l’inclusione sociale attraverso il coinvolgimento nelle attività di donne e persone con disabilità.  

 

In ambito locale partirà sul territorio regionale, grazie ad un finanziamento della Regione Umbria inserito nell’ambito del bando europeo AMIF (Transnational Actions on Asylum, Migration and Integration), il progetto Integrality volto ad incoraggiare l’inclusione lavorativa dei migranti nel settore agricolo, in un quadro di legalità e rispetto dei diritti del lavoratore. Con il finanziamento del Programma DEAR dell’Unione Europea, in collaborazione con il Comune di Foligno, prenderà avvio il progetto di educazione alla sostenibilità Rural Voices 2030 dedicato al coinvolgimento dei giovani delle zone rurali in un approccio di genere nella protezione del suolo. Il progetto Umbria legale e sicura, che vede la Regione Umbria come capofila, dedicato all’integrazione sociale, sanitaria, abitativa e lavorativa di cittadini di paesi terzi vittime e potenziali vittime di sfruttamento lavorativo, si occuperà di mettere in opera interventi volti all’empowerment dei destinatari diretti e azioni di rafforzamento del sistema di governance e qualificazione dei servizi. Il 2024 sarà inoltre caratterizzato dalla seconda edizione del progetto Tanto dipende da noi, promosso sull’intero territorio regionale in collaborazione con AURI intorno al tema della corretta raccolta differenziata attraverso attività di comunicazione alla cittadinanza ed educazione nelle scuole; e da SEI BIOAS, un progetto realizzato in collaborazione con AIAB Umbria e la Fondazione Opere Pie di Perugia, volto all’inclusione di persone svantaggiate attraverso la partecipazione alla “Scuola esperienziale itinerante di bio-agricoltura sociale”, organizzata in diverse aziende agricole umbre.