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Lucia Maddoli

Dal forum dei Sindaci un messaggio per rilanciare la pace e la cooperazione dai territori

Si è svolto al Teatro del Pavone di Perugia il Forum degli Enti Locali, organizzato nell’ambito del progetto LAND da FELCOS e ANCI Umbria in collaborazione con il Comune di Perugia e ANCI Nazionale. Tanti i Comuni presenti in sala e da remoto, tutti uniti per ribadire l’importanza e il ruolo della cooperazione internazionale nella costruzione di ponti di dialogo tra nazioni e popoli. Lorenzo Lucarelli, Presidente di FELCOS e Sindaco di Narni: “Questo forum rappresenta un gesto di responsabilità e impegno verso i Comuni e il popolo palestinese. Siamo qui perché sosteniamo il valore della cooperazione internazionale come strumento di sviluppo sostenibile e di pace e per sostenere il riconoscimento dello stato palestinese come atto di giustizia verso quel popolo e come fondamentale per la pace in Medio Oriente”.

 

Un momento concreto di costruzione di ponti tra comunità, di promozione della pace attraverso la cooperazione allo sviluppo, di dialogo istituzionale e di valorizzazione del ruolo delle autonomie locali come motore di solidarietà internazionale. È quanto ha rappresentato il forum “Sindaci in rete: dialogo e cooperazione tra Comuni italiani e palestinesi”, che si è svolto questa mattina (martedì 9 settembre) presso il teatro Pavone di Perugia. L’evento, organizzato da Anci Umbria e Felcos in collaborazione con Comune di Perugia e Anci Nazionale, è inserito nel calendario delle iniziative che sta coinvolgendo una delegazione di sindaci palestinesi, presente in Umbria in occasione della restituzione dei risultati del progetto internazionale di cooperazione allo sviluppo Land, finanziato da Aics (Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo), che vede coinvolti vari soggetti istituzionali, a partire dall’Unione dei Comuni del Trasimeno (come capofila) e Felcos (come implementatore), in partenariato con Anci Umbria, l’Unione di Comuni Terre dell’Olio e del Sagrantino, Comune di Assisi, Tsa (Trasimeno Servizi Ambientali) e Auri (Autorità Umbra Rifiuti e Idrico), con l’apporto del partenariato palestinese e in prima fila quello di Apla (Association of Palestinian Local Authorities), oltre a quattro Municipalità palestinesi (Beita, Huwwara, Beit Liqia e Nileen). Più di 50 i rappresentanti dei Comuni umbri e italiani che hanno partecipato all’iniziativa.

 

Federico Gori, Presidente di ANCI Umbria e Sindaco di Montecchio, apre i lavori del Forum degli Enti Locali

 

Federico Gori, presidente di Anci Umbria e sindaco di Montecchio, intervenendo all’apertura del forum e assumendo il ruolo di coordinatore del primo panel dedicato ai saluti istituzionali, ha espresso un messaggio di profonda continuità e impegno: “Con la conclusione del progetto Land celebriamo non solo un traguardo, ma l’inizio di un percorso che continuerà a rafforzarsi nel tempo. Il filo che ci unisce alla Palestina continuerà a tessere reti di solidarietà, dialogo e collaborazione. In Umbria, anche grazie all’impegno di Felcos, la cultura della pace è un valore radicato che ci vede custodi e portatori sani di giustizia, rispetto e fraternità”. Gori ha quindi proposto un minuto di silenzio, in ricordo delle vittime innocenti e come monito contro il silenzio delle istituzioni: “Dall’Umbria, terra di San Francesco, San Benedetto e di Aldo Capitini, rilanciamo con forza i valori universali di uguaglianza, solidarietà e pace. Benvenuti, amici palestinesi, in questa che può essere sentita come la vostra seconda casa. L’incontro di oggi è prima di tutto un grande abbraccio alle vostre comunità, oltre che un importante momento istituzionale. Dall’Umbria parte così un messaggio chiaro: rafforzare oggi l’impegno di solidarietà, fraternità e pace per costruire insieme un futuro migliore”.

Subito dopo Vittoria Ferdinandi, sindaca di Perugia e delegata Anci Nazionale alla pace, ha dichiarato, intervenendo sia nei saluti iniziali che nelle conclusioni: “Desidero ringraziare sinceramente tutti voi sindaci palestinesi per essere qui a Perugia. La vostra presenza rappresenta una testimonianza concreta di resistenza civile che ci chiama a prendere una posizione chiara. Per me, ciò che sta accadendo a Gaza non è una guerra tra pari, ma un genocidio: la distruzione sistematica di un popolo, della sua terra, della sua storia e della sua memoria. Di fronte a questo orrore, il silenzio significherebbe complicità. L’incontro di oggi, che promuoviamo insieme ad Anci e Felcos, non è un semplice gesto formale, ma un atto politico e morale. Voglio contribuire a creare una diplomazia dal basso che rifiuti la forza e coltivi legami di fiducia e la difesa della vita. Il Comune di Perugia conferma con orgoglio il proprio sostegno al popolo palestinese, ai sindaci e alle comunità che lottano. Per me, piantare un albero o coltivare un giardino a Gaza e in Palestina è un atto di cura e di resistenza contro chi vuole cancellare un intero popolo. Concludo con un saluto e un impegno: ‘Salam malecom’, la pace sia con voi, con la Palestina, con Gaza e con tutta l’umanità che non si arrende”.

Massimiliano Presciutti, presidente della Provincia di Perugia e sindaco di Gualdo Tadino: “Dobbiamo avere il coraggio di andare controcorrente. In un momento in cui il Governo resta inerte, sento che è responsabilità degli enti locali intervenire. Per me, la bandiera esposta dal Comune di Perugia deve rimanere lì, a prescindere da tutto. Dobbiamo dimostrare che un altro mondo è possibile. Per questo, propongo di fare del prossimo 12 ottobre, giorno della marcia della pace Perugia-Assisi, un evento forte e radicato sul territorio, capace di parlare al mondo e di far sentire tutti i Comuni umbri e italiani impegnati concretamente per la pace”.

Fabio Barcaioli, assessore regionale con delega alla Pace: “Come Regione, dopo anni di silenzio, stiamo lavorando per riportare al centro la cooperazione internazionale. Questo progetto apre nuove prospettive e ci fa guardare al futuro con fiducia. Le istituzioni devono costruire le basi per la pace, e per questo rilancio l’invito del presidente Presciutti, la Marcia della Pace del 12 ottobre deve essere la più grande mai organizzata. La Perugia-Assisi può diventare un punto di riferimento internazionale. È fondamentale lavorare per il riconoscimento dello Stato della Palestina e per fermare il genocidio in atto a Gaza”.

Stefano Lo Russo, vicepresidente Anci Nazionale con delega alle politiche comunitarie e internazionali e Sindaco di Torino: “È un momento molto delicato della nostra cooperazione internazionale che è messa in difficoltà dalla situazione che vive ora la Palestina, realtà con cui, nel corso degli anni, abbiamo sviluppato tanti progetti. Ma non dobbiamo perdere la speranza. La cooperazione decentrata può supportare la costruzione di una cultura della pace, che è quella che sta mancando. L’iniziativa di Perugia va in quella strada e siamo contenti che la cultura della pace si stia sviluppando da Perugia per abbattere la cultura dell’odio”.

Ha concluso la carrellata degli interventi istituzionali Lorenzo Lucarelli, presidente Felcos e sindaco di Narni: “Sono orgoglioso per il grande lavoro svolto da Felcos in questi vent’anni nell’ambito della cooperazione allo sviluppo e nella costruzione di relazioni tra enti locali e territori. Questo forum rappresenta un gesto di responsabilità e impegno verso i Comuni e il popolo palestinese. Siamo qui perché sosteniamo il valore della cooperazione internazionale come strumento di sviluppo sostenibile e di pace e per sostenere il riconoscimento dello stato palestinese come atto di giustizia verso quel popolo e come fondamentale per la pace in Medio Oriente. I nostri progetti di cooperazione non sono solo simboli, ma azioni concrete. Sappiamo che la pace si costruisce dal basso, nei territori. Negli anni abbiamo creato una rete solida, collegando ogni obiettivo allo sviluppo sostenibile per il bene comune globale. Il nostro impegno è anche un atto politico. Per me è un grande onore partecipare a questo percorso. Solo lavorando insieme possiamo trovare soluzioni efficaci. Abbiamo operato in 19 paesi nel mondo, perché le sfide dello sviluppo sostenibile non conoscono confini”.

 

Lorenzo Lucarelli, Presidente di FELCOS e Sindaco di Narni

 

 

Esperienze di cooperazione umbre, italiane e palestinesi

Subito dopo si è parlato de “Il ruolo degli enti locali per lo sviluppo sostenibile – sindaci a confronto: esperienze di cooperazione umbre, italiane e palestinesi”. Al panel – moderato da Lucia Maddoli, responsabile area Cooperazione Internazionale Felcos e consigliera del Comune di Perugia con delega alla pace – hanno preso  parte alcuni sindaci italiani e palestinesi a partire da Sandro Pasquali, sindaco di Passignano sul Trasimeno e presidente pro-tempore dell’Unione dei Comuni del Trasimeno: “L’obiettivo che ci poniamo è semplice: è meglio costruire giardini, luoghi di cultura e di interscambio che creare odio e comprare armi. In questo contesto è importante dare vita ad una rete di gemellaggi. Dobbiamo continuare a costruire progettazione ed essere pratici, coltivare la politica del fare”.

Abd AL-kareem Zubaidi, sindaco di Salfit e presidente Apla: “Grazie per aver dato speranza al nostro popolo. A Gaza ed in alcune aree della Cisgiordania hanno distrutto grandi opere, anche di supporto alla nostra economia locale, ma noi continuiamo ad insistere nel parlare di pace. Grazie a tutti coloro che hanno lavorato in questo progetto. É stato il più grande a cui abbiamo partecipato. Non so se al nostro ritorno saremo arrestati visto che, dall’inizio di questa guerra, sono stati uccisi 6 nostri sindaci”.

Giovanna Iacovone, vice sindaca di Bari: “Questo evento rientro in una mobilitazione di quella parte delle istituzioni non vuole stare inerme. É proprio vero, come in questo caso, che l’indifferenza uccide e noi non dobbiamo permetterlo. Sarebbe bello mettere in atto un patto dei Sindaci europei che prendano delle posizioni al posto dei Governi europei”.

 

Il panel dedicato al confronto tra esperienze italiane e palestinesi coordinato da Lucia Maddoli, Vicedirettrice di FELCOS.

 

Andrea Sisti, sindaco di Spoleto e presidente Auri: “Noi come Comune di Spoleto abbiamo dato il primo segnale e siamo contenti che questa solidarietà si stia espandendo a macchia d’olio. Ringrazio la sindaca Ferdinandi per quello che ha fatto. Questi luoghi e persone hanno bisogno di vicinanza e vanno sostenuti. Vivere in questi territori occupati è difficile. Dobbiamo fare in modo che con questi progetti ritorniamo sui territori”.

Mahmoud Barham, sindaco di Beta: “Ci avete offerto un’accoglienza calorosa che ci ha fatto capire che non siamo soli. Il popolo palestinese ne ha bisogno, soprattutto gli enti locali. Siamo qui per difendere i nostri diritti umani, sanciti anche dalle leggi internazionali”.

Valter Stoppini, sindaco di Assisi: “Il progetto Land incarna i valori del Comune di Assisi, da secoli faro di pace e di dialogo, simbolo di fratellanza universale. Ora è nostro dovere stimolare la creazione di un tavolo di dialogo per rendere la diplomazia concreta ed attiva. Dobbiamo iniziare dal basso, partendo da noi stessi e dai nostri rapporti interpersonali”.

Abd Al-Kareem Sedir, sindaco di Jericho: “Il popolo palestinese vuole rivendicare i propri diritti. Per noi è importante poter partecipare a dei progetti condivisi tra i sindaci, che ci aiutino a crescere”.

Marzia Marchesi, assessore alla pace del Comune di Bergamo: “Essere qui oggi è importante. È fondamentale dare il nostro contributo e parlare di pace”.

 

Vittoria Ferdinandi, Sindaca di Perugia, e Fabio Roccuzzo, Vicepresidente del Consiglio Nazionale ANCI e Sindaco di Caltagirone, concludono i lavori del Forum degli Enti Locali.

 

Oltre alla Sindaca Ferdinandi, le conclusioni all’evento sono state fatte anche da Fabio Roccuzzo, vicepresidente Consiglio Nazionale Anci e sindaco di Caltagirone: “In Sicilia abbiamo firmato la Carta dei Diritti del Mediterraneo, con Caltagirone come primo comune firmatario, con la speranza che sempre più comuni italiani si uniscano a questo importante impegno. La questione palestinese è storica e di grande rilievo ed è fondamentale riconoscere lo Stato della Palestina. I Comuni hanno un ruolo decisivo e devono continuare a lavorare dal basso, affinché le comunità possano migliorare concretamente la qualità della loro vita. Per realizzare tutto questo, sono necessarie maggiori risorse da parte dello Stato, per poter avviare e sostenere un numero più ampio di progetti, non solo in Palestina ma anche in altre realtà nel mondo che hanno bisogno di aiuto. Non possiamo più accettare il silenzio di molti, né tollerare come Anci una disparità così profonda nel trattamento delle amministrazioni locali. Il prossimo 12 ottobre, Anci deve supportare con forza la Marcia della Pace, un momento che sono convinto rappresenterà la voce libera di uomini e donne che camminano insieme per la pace in Palestina. Ringrazio sinceramente per questa iniziativa: siete un modello concreto e positivo che merita di essere preso a esempio”.

 

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CodeWay, dalla Fiera della cooperazione internazionale un rinnovato impegno per la Palestina

Dal 14 al 16 di maggio alla Fiera di Roma si è tenuta la VI edizione di CodeWay, la Fiera della cooperazione internazionale e dello sviluppo sostenibile. Focus della tre giorni le opportunità e le prospettive per il settore privato e le comunità del futuro. All’interno di questo spazio di confronto e di rete FELCOS ha giocato un ruolo da protagonista, sia all’interno dello stand della Regione Umbria, dove era presente insieme ad altri stakeholders regionali, sia partecipando ad un panel dedicato alla cooperazione in Palestina. Terra martoriata dove FELCOS ha cooperato in passato, coopera nel presente, grazie al progetto LAND, e dove lo fare anche nel futuro grazie ad AKLI BALADI, un progetto in fase di avvio dedicato al afforzamento delle filiere agroalimentari.

 

La cooperazione è dialogo. Incontro. Scambio di competenze. Crescita comune. Sviluppo locale, sostenibile e inclusivo. La cooperazione è agire la Pace e farne stato permanente di benessere, per le persone e i popoli. Motivi che ci rendono felici di aver recitato un ruolo da protagonisti al CodeWay Expo, la Fiera della cooperazione internazionale e dello sviluppo sostenibile, dove siamo stati presenti all’interno dello stand della Regione Umbria, insieme a Sviluppumbria ed altri attori regionali.

 

Quella di FELCOS al CodeWay di Roma è stata una presenza molto fruttuosa

Un contesto di alta professionalità e competenza in un settore strategico, che per tante realtà territoriali significa crescita e speranza, in cui il Direttore di FELCOS, Massimo Porzi, ha portato tutta la nostra esperienza e competenza maturata al fianco degli Enti locali durante quasi venti anni in 38 Paesi sia in Europa che nel mondo, rappresentando i progetti che ci vedono attualmente impegnati in:

  • Kazakistan, con Janartu per la gestione sostenibile dei pascoli;
  • Cambogia, con Clesidra per la promozione di 4 filiere economiche e l’occupazione femminile e giovanile;
  • Mauritius, con Ensamn per la resilienza climatica e lo sviluppo locale inclusivo e sostenibile;
  • Palestina, con LAND per la gestione sostenibile delle risorse idriche e dei rifiuti, promuovendo educazione alla sostenibilità nelle scuole e la partnership istituzionale.

 

Palestina, il nostro racconto di cooperazione e speranza

Era uno dei momenti che aspettavamo di più del programma di CodeWay, con il desiderio di raccontare ciò che è stato fatto in un momento tanto complesso e tragico, ma soprattutto con la volontà di condividere un impegno comune: continuare a lavorare in quella terra e con quelle popolazioni costruendo ponti di dialogo e di Pace. Grazie alla cooperazione. E questo è ciò che abbiamo detto e ascoltato durante il panel “Insieme per la Palestina”, organizzato dalla Regione Umbria e dalla Regione Emilia-Romagna.

In una sala gremita, insieme a Fabio Barcaioli, Ass. alla Pace e alla Cooperazione internazionale della Regione Umbria, a Luca Rizzo Nervo, Delegato per le politiche per l’immigrazione e la cooperazione internazionale presso la Presidenza della Regione Emilia-Romagna, e a Sandro Pasquali, Presidente dell’Unione dei Comuni del Trasimeno, è intervenuto anche Moreno Caporalini che per FELCOS, rappresentata dal Direttore Massimo Porzi e dalla Vicedirettrice Lucia Maddoli, coordina nelle zone di Ramallah e Nablus il progetto L.A.N.D., di cui proprio l’Unione dei Comuni del Trasimeno è capofila e con il quale promuoviamo partnership orientate alla gestione sostenibile delle risorse idriche e dei rifiuti, oltre che attività di educazione alla sostenibilità nelle scuole.

 

Sandro Pasquali e Moreno Caporalini durante il panel “Insieme per la Palestina”

E’ stato un momento importante sotto molteplici punti di vista, perchè i rappresentanti delle organizzazioni presenti hanno potuto restituire l’importanza di tutto ciò che in quelle zone stanno facendo e perchè dalle Istituzioni presenti è arrivata la conferma di una volontà precisa di continuare a lavorare nella stessa direzione.

Ed è proprio con questo slancio che attendiamo di iniziare un nuovo percorso progettuale, sempre in Palestina, dove faremo la nostra parte all’interno di Akli Baladi, un progetto finanziato da AICS e che vede come capofila il Comune di Torino.

 

Tre giorni di confronto e di incontri con lo sguardo rivolto al futuro

In generale, quelli vissuti al CodeWay Expo di Roma, sono stati tre giorni preziosi, ricchi di contenuti e incontri. Oltre ad aver fatto parte dello stand della Regione Umbria, abbiamo partecipato ad un panel molto interessante dedicato alla cooperazione internazionale in Palestina raccontando l’esperienza maturata con L.A.N.D. e raccogliendo l’invito giunto dalle Istituzioni a continuare ad essere presenti in quelle zone a sostegno delle popolazioni locali, per costruire ponti di dialogo e di Pace dove più occorrono e urgono.

 

Simone Felice racconta ad un’ospite dello stand le attività di FELCOS

Abbiamo incontrato tante persone, sia quelle che hanno animato gli stand di organizzazioni di riferimento come FAO, AICS, UNIDO – United Nations Industrial Development Organization, sia i tanti visitatori che hanno voluto conoscerci più da vicino. A loro, abbiamo descritto il nostro cammino nella cooperazione costruito in quasi venti anni di attività, stringendo collaborazioni con oltre 200 organizzazioni regionali, nazionali e internazionali.

E ad ogni parola scambiata, ad ogni racconto condiviso, abbiamo ricevuto indietro entusiasmo e incoraggiamento nel proseguire una strada, quella della cooperazione, tanto sfidante quanto importante per la promozione di sviluppo inclusivo e sostenibile.

 

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Conflitto in Medio Oriente: il racconto di dolore di Sawsan Saleh (AOWA)

Sawsan Saleh ci ha raggiunti nella Sede Operativa di FELCOS, per un incontro dedicato alle drammatiche vicende che si stanno consumando a Gaza e, più in generale, in tutta la Palestina. Dal racconto della Presidente di AOWA, associazione di donne palestinesi con cui FELCOS ha lavorato durante il progetto “BEE The Change” e con cui lavora oggi con il progetto “L.A.N.D”, è emerso tutto l’orrore che i civili stanno vivendo ogni giorno in quella parte di mondo.

 

Un racconto pieno di dettagli drammatici, di dolore, ma anche di grande dignità. Parole difficili da pronunciare e da ascoltare, per tutto quello che evocano, ma che comunque non hanno mai rinunciato in ogni passaggio al garbo, regalando ai presenti quei tratti di umanità su cui continuiamo a intravedere e costruire l’insopprimibile idea ed esigenza di speranza. Se c’è luce nella disastrosa guerra in corso in Medio Oriente, lo dobbiamo proprio all’animo di chi non rinuncia alla propria umanità, al proprio sguardo sul futuro. Come Sawsan Saleh, Presidente dell’associazione di donne palestinesi AOWA (Association of Women’s Action for training and rehabilitation). E’ stata lei, durante un incontro che ha avuto luogo nella Sede Operativa di FELCOS mercoledì 27 dicembre, a fornirci una testimonianza diretta di quanto sta accadendo alla popolazione civile di quella parte di mondo. “La situazione a Gaza è catastrofica. Ad oggi sono stati superati i 20mila morti, di cui il 70% sono donne e bambini. A coloro che sono rimasti in vita – ha detto Sawsan all’inizio dell’incontro – occorre affrontare una realtà che è fatta di distruzione, mancanza di cibo, acqua, luce e medicine. In qualità poi di Presidente AOWA, mi preme porre una particolare attenzione alle condizioni drammatiche che stanno vivendo tutte le donne incinte, ancor più esposte alla sofferenza in quanto costrette a partorire senza l’ausilio di anestetici e cure adeguate. Una situazione che espone loro e i loro bambini a rischi enormi. Sono ancora le donne che pagano un prezzo altissimo in termini di dignità: quelle che vengono prelevate, vengono spogliate e portate via senza alcuna garanzia di rispetto dei loro diritti. Anche tutto il sistema scolastico è stato compromesso. A Gaza ogni luogo deputato all’educazione – asili, scuole, università – è stato distrutto. Per portare avanti le attività scolastiche basilari, siamo stati costretti a riadattarle in modalità on-line, anche se in molti studenti non sono adeguatamente organizzati a causa della mancanza di computer e reti internet. Chiediamo con forza la fine della guerra e di aprire tutti i canali per far arrivare alle popolazioni civili gli aiuti umanitari necessari per vivere”.

Una richiesta, per l’immediato cessate il fuoco umanitario, a cui si è unita con un comunicato stampa ufficiale anche FELCOS fin dai primi giorni di conflitto, raccogliendo in tal senso la richiesta avanzata dalle Nazioni Unite e dal Segretario Generale Antonio Guterres. L’incontro con Sawsan Saleh, a cui ha partecipato il Presidente di FELCOS, Moreno Landrini, l’Assessore del Comune di Magione, Vanni Ruggeri in rappresentanza dell’Unione dei Comuni del Trasimeno, il Direttore di FELCOS Massimo Porzi, la Vicedirettrice Lucia Maddoli e tutto l’Ufficio operativo, si è poi spostato sulla Cisgiordania.

“Anche nella West Bank la situazione si sta aggravando di ora in ora. Da molti anni – ha aggiunto la Presidente di AOWA – in quella parte dei territori palestinesi i civili subiscono aggressioni perpetrate in prevalenza dai coloni, ma in questi mesi tutto sta diventando ancor più esacerbato. Ai residenti delle tante municipalità viene impedito di vivere una vita normale e di lavorare alle proprie terre, dalle quali traggono la principale fonte di sostentamento. A causa dell’installazione improvvisa di checkpoint, molti non riescono a raggiungere i propri uliveti per la raccolta delle olive. A chi ci riesce vengono sequestrati i raccolti. Anche ad associazioni ed imprese non va meglio. Parlo ad esempio di quanto accaduto poche settimane fa ad AOWA. I coloni una notte sono entrati nella nostra sede di Jenin, dove molte donne lavorano alla produzione di saponi e olii essenziali, venduti anche all’estero e in Italia tramite le reti del commercio equo e solidale, distruggendo il laboratorio, le strutture e le attrezzature. Nonostante ciò, già dal giorno dopo abbiamo rimesso in piedi l’attività e siamo riuscite a consegnare gli ordinativi. Chi invece non riesce ad andare avanti sono quei 200mila palestinesi, di cui il 15% sono donne, che ogni giorno si recavano in Israele per lavorare nei settori dell’edilizia e dell’agricoltura. Dal 7 ottobre non hanno più lavoro e sono senza stipendio”.

Il rapporto tra FELCOS e la Palestina è un rapporto duraturo, che si lega in particolare ad AOWA fin dai tempi del progetto “BEE The Change” e che prosegue oggi con il progetto “L.A.N.D. – Autorità Locali in Rete per lo Sviluppo sostenibile“, a cui lavoriamo insieme all’Unione dei Comuni del Trasimeno (capofila), ad ANCI Umbria, all’Unione di Comuni Terre dell’Olio e del Sagrantino, al Comune di Assisi, ad AURI – Autorità Umbra Rifiuti e Idrico, a TSA S.p.A. – Trasimeno Servizi Ambientali e ad APLA – Associazione Palestinese delle Autorità Locali e alle Municipalità di Beita, Huwwara, Beit Liqia e Nileen. “Abbiamo lavorato al progetto L.A.N.D. con grande entusiasmo – ha detto al riguardo Sawsan – realizzando workshop su tematiche ambientali e sviluppo sostenibile rivolti ai docenti di 8 scuole situate nei territori di Ramallah e Nablus. Con loro abbiamo avviato percorsi educativi attraverso anche lo strumento del teatro, che attualmente sono sospesi e che stiamo cercando di capire come portare avanti”.

E’ proprio guardando al futuro che il Presidente di FELCOS, Moreno Landrini, è intervenuto portando l’attenzione su tutto ciò che può essere fatto sia grazie alle progettualità presenti e future, su cui ha ribadito la necessità del “massimo sforzo”, che attraverso la possibile organizzazione di incontri istituzionali fra organismi italiani e palestinesi, grazie ai quali “tenere alta l’informazione e l’attenzione su quanto sta accadendo”. Inoltre, il Presidente Landrini, ha voluto condividere una riflessione sulla necessità che proprio dalla popolazione palestinese arrivi l’indicazione di quali siano i propri riferimenti istituzionali a cui rivolgono lo sguardo per immaginare un proprio futuro lontano da Hamas e dalle sue derive violente e fondamentaliste.

“Tutto ciò che siamo e che facciamo – ha concluso al riguardo Sawsan Saleh – dimostra che siamo lontani da ciò che fa e rappresenta Hamas, sia politicamente che socialmente. La Palestina ha bisogno di una società laica e democratica, ma occorre che l’Europa e la comunità internazionale guidata dalle Nazioni Unite, quindi anche Israele, consentano davvero al nostro popolo di compiere questo percorso con il quale veder riconosciuto lo Stato Palestinese. Il nostro riferimento istituzionale è l’OLP e l’Autorità Nazionale Palestinese guidate da Abu Mazen”.

 

 

 

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