XI Forum dell’Apicoltura del Mediterraneo: un confronto internazionale ad alto livello tra esperti, rappresentanti istituzionali e produttori.

Dal 22 al 23 novembre si è tenuto a Foligno l’XI Forum dell’Apicoltura del Mediterraneo, a cui hanno partecipato rappresentanti istituzionali, esperti, ricercatori e produttori provenienti da 10 Paesi del bacino del Mediterraneo. Organizzato dal Comune di Foligno, APAU, FedApimed e FELCOS Umbria, nell’ambito di Mielinumbria 2025 – La festa dell’apicoltura, ha fornito visioni e analisi sulle future politiche comuni a vantaggio del settore apistico fortemente impattato da attività antropiche e cambiamenti climatici. Tra gli interventi più attesi quello dell’Ambasciatore della Repubblica di Slovenia, S. E. Matjaz Longar, dell’Assessora regionale all’Agricoltura, Simona Meloni, e dell’Assessore regionale alla Cooperazione internazionale, Fabio Barcaioli.

 

Mielinumbria chiude l’edizione 2025 con nuove prospettive per il comparto apistico, per la salvaguardia delle api e per lo sviluppo del territorio, in particolare in chiave turistica. La XXVII edizione ha spento i riflettori facendo registrare agli organizzatori più che un nuovo successo: accanto alla mostra mercato dei produttori locali, agli show cooking, ai laboratori per bambini, alle degustazioni guidate di mieli provenienti da diversi Paesi, ha gettato le basi per dare al settore un nuovo slancio. Per riportare l’Umbria al centro di una produzione di riferimento, come un tempo.

 

 

Focus centrale della manifestazione, ospitata a Foligno nella cornice di Palazzo Trinci, è stato l’XI Forum degli Apicoltori del Mediterraneo – Apicolture del Mediterraneo, strategie e azioni per proteggere la sostenibilità e la produzione apistica, appuntamento che ha trasformato la città in un hub internazionale dedicato alla sostenibilità e alla cooperazione tra i Paesi del bacino mediterraneo. Organizzato dal Comune di Foligno, FedApimed, APAU e Felcos Umbria, in collaborazione con Naturalmiele e con il patrocinio della Regione Umbria, il Forum rappresenta uno dei momenti più qualificanti di Mielinumbria, con l’obiettivo di affrontare temi cruciali legati alla produzione apistica, ai cambiamenti climatici e alle nuove strategie di sostenibilità. È qui che si gioca il confronto di alto profilo, con interventi, tra gli altri, di rappresentanti del Ministero dell’Agricoltura, dell’Ambasciatore della Slovenia in Italia, S. E. Matjaz Longar, di associazioni provenienti da una decina di Paesi del Mediterraneo, di esperti del mondo sanitario e agricolo regionale e del segretario regionale di Confcooperative, Lorenzo Mariani.

Tra gli interventi di apertura del Forum, anche quello di Lorenzo Lucarelli, Presidente di FELCOS Umbria e Sindaco del Comune di Narni. “FELCOS Umbria – ha detto Lucarelli durante il proprio intervento – è storicamente impegnata nella promozione e tutela dell’apicoltura e delle api, nella profonda convinzione di quanto essa rappresenti un asse portante della sostenibilità poiché racchiude temi cruciali come l’ambiente e l’economia. Ma non solo. Con e grazie all’apicoltura FELCOS ha costruito negli anni ponti di dialogo e sviluppo e costruito profonde relazioni di cooperazione tra territori, come il Forum dell’Apicoltura del Mediterraneo. L’apicoltura – ha inoltre aggiunto Lucarelli – rappresenta una sfida enorme per il futuro del Pianeta, della biodiversità e dello sviluppo economico di tante comunità, che intorno alle api hanno creato tradizioni secolari di impegno e sostentamento. I cambiamenti climatici, lo sviluppo urbano insostenibile, l’inquinamento, mettono a rischio questa fondamentale fonte di vita e solo attraverso la cooperazione e l’unità di intenti possiamo invertire la rotta”.

Molto atteso dagli apicoltori l’intervento dell’assessore regionale all’Agricoltura, Simona Meloni, chiamata a chiarire gli orientamenti della Regione per sostenere – e arginare – la situazione allarmante che si registra in Umbria nel settore, con un calo degli alveari mai rilevato prima. Secondo i dati ufficiali di Naturalmiele, nel 2024 la regione ha infatti registrato un decremento del 9% rispetto al 2023 (contro una media nazionale dell’1,5%), a fronte di un aumento degli apicoltori di circa il 3% (media nazionale 1,25%). Un divario che amplia ulteriormente la forbice tra numero di operatori e perdita di alveari. “Il Forum è un’importante occasione per valorizzare i nostri apicoltori e un prodotto d’eccellenza come il miele umbro, che negli ultimi anni ha compiuto un significativo salto di qualità. La Regione – ha sottolineato l’assessore Meloni – sta sostenendo il settore con misure specifiche per i piccoli produttori e con il rafforzamento di una rete che oggi diventa sempre più centrale. Stiamo lavorando alla riattivazione di un tavolo tecnico per individuare nuove opportunità di crescita, sia sul piano qualitativo che quantitativo. La presenza di delegazioni da molti Paesi del Mediterraneo offre uno scambio prezioso di esperienze. Possiamo immaginare nuove prospettive che uniscano agricoltura e turismo: così come esistono le Strade del Vino e dell’Olio, pensare a una Strada delle Api può aprire ulteriori opportunità per il miele umbro e per chi lo produce”.

 

 

 

Un impegno che sembra trovare pieno riscontro anche nelle esigenze espresse dal presidente di Apau, Luca Ciampelli, che ha evidenziato come “oltre al calo degli alveari e all’eccessiva mortalità, ciò che stiamo registrando negli ultimi anni è un progressivo crollo delle produzioni. La resa media per alveare è diminuita in modo significativo. Le cause sono molteplici: certamente il cambiamento climatico, la perdita di stagionalità, gli eventi estremi. Ma a incidere maggiormente è soprattutto la scomparsa di molte coltivazioni dal nostro territorio. Manca diversificazione agricola, mancano fioriture capaci di fornire nettare sufficiente alle api. Per questo, come associazioni degli apicoltori, chiediamo l’apertura di un tavolo tecnico insieme alla Regione e al mondo agricolo per individuare colture che possano sostenere le api e rilanciare la produzione di miele. Una di queste è il girasole: l’Umbria, fino a pochi anni fa, era un territorio di grande richiamo durante la sua fioritura. Oggi questa coltura è quasi scomparsa, probabilmente perché meno redditizia di altre. Tuttavia potrebbe essere sostenuta e incentivata, perché rappresenta una risorsa fondamentale non solo per il miele ma per l’intero sistema agricolo: più api sul territorio significano più impollinazione, più biodiversità, più produttività per tutte le colture. È un beneficio diffuso e rilevante, che non possiamo permetterci di perdere”. La “città amica delle api” ha lanciato così un seme per dare un futuro agli apicoltori umbri, alla salvaguardia di una produzione di miele di qualità, alla tutela del territorio, dell’agricoltura e del benessere dell’ambiente.

 

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