Bees for Peace, in Syria le api pilastro di benessere ambientale, sviluppo sostenibile e cooperazione

Ha preso il via, nell’ambito del progetto di cooperazione internazionale “Bees for Peace – L’importanza dell’apicoltura per lo sviluppo economico, sociale e ambientale della Syria e dell’area del Mediterraneo”, una serie di cinque webinar dedicati all’apicoltura e all’individuazione di soluzioni operative ai problemi che ne mettono a rischio la sedimentazione e lo sviluppo. Fra questi il trattamento degli elementi patogeni, le molteplici pressioni operate da attività umane, inquinamento e cambiamenti climatici, la difficile situazione del contesto locale siriano.

 

Se è vero che l’ecologia è la disciplina che studia le relazioni tra esseri viventi e piante e gli effetti di queste sull’ambiente, è pur vero che le api sono le protagoniste indiscusse e virtuose di una relazione capace di arricchire la biodiversità e di migliorare la salute dei territori, delle zone rurali e delle aree urbane.

Per questo sulle api e sull’apicoltura FELCOS Umbria ha promosso negli anni numerose e importanti progettualità sia in Italia, dando vita alla rete “Comuni amici delle api” che oggi conta su oltre 200 Comuni in tutto il Paese, che nel mondo, ad esempio con il progetto “Bees for Peace – L’importanza dell’apicoltura per lo sviluppo economico, sociale e ambientale della Syria e dell’area del Mediterraneo“.

Proprio all’interno di questo progetto, realizzato in collaborazione con UNDP Syria, APIMED e diverse associazioni di apicoltori locali, abbiamo intrapreso un percorso finalizzato allo scambio di competenze e alla condivisione di buone pratiche utili alla sedimentazione e crescita di un settore fondamentale per il futuro del pianeta e per quello di comunità che vivono in zone difficili. Un settore che però è messo a dura prova da numerosi fattori di rischio. Come sappiamo sono tanti i pericoli per la vita delle api, tra questi le attività antropiche, l’inquinamento, i cambiamenti climatici e la proliferazione di parassiti come la varroa destructor.

 

Una serie di webinar per soluzioni condivise

Su questo punto abbiamo avviato una precisa attività di progetto incentrata proprio in Syria sul trattamento della varroa con acido ossalico e sull’individuazione dei giusti dosaggi da utilizzare al fine di ottenere i migliori effetti. E nei giorni scorsi, durante il primo di una serie di webinar che condurremo fino a dicembre, intitolato “Varroosis in Syria, strategies for the future“, abbiamo incrociato esperienze e risultati dei trattamenti pilota effettuati negli ultimi mesi. All’incontro, moderato da Alhisnawi Muntasser dell’Honey Bee Iraqi Research Center e Vice Presidente di APIMED e ABU Syria (Arab Beekeepers Union), hanno partecipato il Presidente di APIMED Vincenzo Panettieri, il Presidente di ABU Syria e dell’Arab Republic and Councilor di APIMED Eyad Daboul, il responsabile del Dipartimento tecnico di ABU Syria Eman Hasan Ali e la ricercatrice Monica Vercelli.

Ad api e ambiente saranno invece dedicati il secondo e terzo appuntamento della serie, in particolar modo incentrati sul sofferto rapporto tra api e agro-sistemi, apicoltura e agricoltura. Le alte rese agricole derivanti dall’agricoltura industriale, dalle monoculture e dall’uso ormai consolidato di pesticidi, sono state accompagnate nel tempo da progressivo inaridimento dei terreni; dall’eliminazione delle molte e varie comunità (biocenosi) vegetali e animali che li arricchivano dei necessari nutrienti; dalla modificazione della tessitura dei suoli come della stessa biodiversità degli ecosistemi in essi presenti e che nel corso del tempo si sono degradati a semplici strati biologicamente inerti. E se il problema dei pesticidi risulta di grande importanza, non di meno lo è quello della crisi climatica e delle sue nefaste influenze che si presentano con una imponenza pari agli eventi catastrofici che provoca. Per questo, insieme ad esperti del settore ci chiederemo quali pratiche e quali fattori garantiscano maggiore sostenibilità ad una agricoltura che sia produttiva e duratura.

Nel quarto webinar in programma torneremo a parlare di elementi patogeni e in particolare di Nosema ceranae. Isolato per la prima volta in Asia nel 1996 su Apis cerana (da cui il nome) e successivamente nel 2006 anche su Apis mellifera, è responsabile secondo molti della morte delle api nei casi di CCD (Colonies Collapse Desorder). Si tratta di un agente patogeno molto insidioso, poichè non presenta sintomi precisi e può nascondersi per molto tempo all’attenzione dell’apicoltore.

Nel quinto ed ultimo appuntamento invece, analizzeremo il contesto siriano mettendo cercando di immaginare quali soluzioni attuare per ridare al settore dell’apicoltura nuovo e più importante slancio, affinchè torni ad essere motivo di sviluppo per le tante e piccole comunità locali e, guardando al futuro, elemento di tutela della salute ambientale e di sviluppo sostenibile dei territori.

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