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People and Planet

Cittadinanza globale in tempi complessi. Uno spazio di dialogo a Bruxelles.

In occasione della riunione del Multi-Stakeholder Group del Programma DEAR dell’Unione Europea, tenutosi a Bruxelles, FELCOS ha preso parte al dialogo internazionale su come l’educazione alla cittadinanza globale possa rispondere alle complesse sfide attuali che sembrano mettere in discussione le fondamenta della democrazia.

 

La giornata, dedicata all’incontro, al confronto e alla riflessione su tematiche globali cruciali, si è svolta a Bruxelles, nell’ambito della riunione del Multi-Stakeholder Group del Programma DEAR gestito dalla Commissione Europea ed in particolare dalla Direzione generale per i partenariati internazionali (DG INTPA). Il programma sostiene attività di educazione e sensibilizzazione alla cittadinanza globale (ECG), con l’obiettivo di costruire una società più inclusiva e consapevole, fondata su un senso di responsabilità condivisa verso lo sviluppo sostenibile, sia a livello locale che globale.

 

Al Multi-Stakeholder Group del Programma DEAR, che si è tenuto a Bruxelles, FELCOS ha portato l’esperienza del Forum dei Giovani per la Sostenibilità dell’Umbria.

 

L’evento, svoltosi in modalità ibrida (in presenza e online), ha visto la partecipazione di organizzazioni della società civile, Enti locali, gruppi giovanili, reti internazionali, dipartimenti e agenzie nazionali degli Stati membri, oltre a studiosi ed esperti. Tutti componenti del Multi-Stakeholder Group DEAR, un organo consultivo che riunisce i principali stakeholder del Programma DEAR, con l’obiettivo di facilitare lo scambio di buone pratiche, l’apprendimento reciproco, il networking e il coordinamento strategico a supporto delle politiche DEAR a livello europeo.

Le domande chiave che hanno guidato il confronto sono state due:

  • Come mantenere l’educazione alla cittadinanza globale rilevante nell’attuale contesto internazionale, alla luce delle mutevoli condizioni geopolitiche?
  • In che modo l’educazione alla cittadinanza globale può riaccendere la fiducia nelle istituzioni democratiche, colmando al contempo le fratture politiche, sociali ed economiche che mettono alla prova la convivenza democratica e la solidarietà?

Domande complesse, poste in un contesto politico altrettanto complesso e instabile, che non prevedono risposte immediate né univoche, ma che rappresentano un punto di partenza fondamentale per attivare un dibattito fondamentale e costruttivo. Un confronto che coinvolge attivamente realtà come FELCOS, impegnate quotidianamente nell’educazione e nella sensibilizzazione allo sviluppo, tanto a livello globale quanto locale, anche attraverso l’implementazione di progetti DEAR.

L’incontro si è aperto con l’intervento di Agnieszka Skuratowicz, capo dell’unità Youth, Education and Research, Culture della DG-INTPA, che ha inquadrato le sfide dell’attuale contesto politico e i tempi difficili che stiamo attraversando, ribadendo l’importanza di ricostruire insieme, con visione e responsabilità condivisa.

Successivamente, è stato chiesto a tutti i partecipanti di condividere le proprie esperienze: cosa hanno fatto finora e in che modo possono contribuire in futuro alle attività del Multi-Stakeholder Group. Anche FELCOS ha portato il suo contributo, presentando i risultati di un importante lavoro svolto all’interno del Multi-Stakeholder Group: il sondaggio “Youth Involvement Survey”, realizzato con i partner del programma per analizzare il coinvolgimento giovanile. I risultati del sondaggio sono stati presentati durante il Coordination Meeting del progetto DEAR “People & Planet”, tenutosi in Germania nel giugno 2024. Inoltre, FELCOS ha proposto di attivare la propria rete di attori istituzionali locali per contribuire al miglioramento del programma, offrendo il loro punto di vista, feedback e pareri sui temi della cittadinanza globale.

 

 

Alcuni dei presenti hanno poi offerto il proprio contributo attraverso presentazioni volte a rispondere alle domande guida dell’incontro, portando esempi concreti e riflessioni tratte dai loro contesti di lavoro nazionali. Tutti gli interventi hanno evidenziato l’importanza di creare – anche a livello istituzionale – spazi di dialogo autentico, talvolta complessi da gestire, ma necessari per la costruzione di vera democrazia dal basso. È emersa con forza la necessità di continuare a esplorare nuove frontiere educative, di offrire speranza, di creare opportunità per esercitare la democrazia e rafforzare la fiducia nelle istituzioni, spesso carente soprattutto tra i giovani. È stato inoltre sottolineato il valore dell’impegno concreto, sia pratico che politico, e la centralità della costruzione di spazi critici, inclusivi e partecipativi.

Da parte nostra, siamo stati orgogliosi e felici di portare all’attenzione del Multi-Stakeholder Group l’esperienza del Forum dei Giovani per la Sostenibilità dell’Umbria come modello di partecipazione giovanile attiva, sinergicamente inserito nella Strategia regionale per lo sviluppo sostenibile, ed esempio di buona pratica che permette ai giovani di unire le proprie voci contribuendo concretamente alla definizione delle politiche locali.

Crediamo che promuovere spazi di cittadinanza attiva e dialogo, soprattutto per le nuove generazioni, sia una risposta necessaria e concreta per costruire democrazia dal basso, coesione e senso della comunità, a livello locale quanto globale. La cittadinanza globale inizia dai territori.

 

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A Stazione Panzana il primo premio nazionale della video challenge People of the Future.

Inserita nel contesto del progetto europeo People and Planet, la video challenge People of the Future ha visto arrivare al primo posto su scala nazionale il contributo realizzato dalla redazione di Stazione Panzana, un progetto dell’Associazione RealMente realizzato in collaborazione con la Fondazione Città del Sole Onlus e basato al Centro diurno Fuoriporta di Perugia. Allo staff e ai ragazzi è stata consegnata da FELCOS una telecamera DJI Osmo Pocket 3 Creator combo con la quale potranno coltivare tutto il loro talento artistico e creativo.

 

Alto contenuto creativo, qualità del messaggio, resa tecnica eccellente. Il gruppo di Stazione Panzana, collezionando un totale di 510 like sul proprio video pubblicato nel canale YouTube Water of the  Future, si è aggiudicato il primo premio su scala nazionale del video contest People of the Future, promosso nell’ambito del progetto europeo People and Planet finanziato dal Programma DEAR dell’Unione Europea. Costanza, Edoardo, Matteo e Alessio, allo scopo di comunicare l’impatto dei cambiamenti climatici, hanno realizzato un reel intitolato Comunicazione per il sociale Tacco e Suola. Nel minuto a disposizione hanno inscenato un simpatico quanto immaginario gioco televisivo nel quale, in un clima di coinvolgimento trascinante, agli utenti vengono trasmesse informazioni sul climate change in chiave empatica e creativa.

“Il vostro contributo non è stato soltanto bello da vedere, ma ci ha emozionato tantissimo – ha detto durante l’incontro di premiazione la Vicedirettrice di FELCOS, Lucia Maddoli -. Lo scopo dell’iniziativa era promuovere la comprensione dei temi della sostenibilità e, in particolare dei cambiamenti climatici, creando e diffondendo video ad alto contenuto creativo. E quello che voi avete realizzato è stato davvero eccezionale”.
Un premio per coltivare talento e creatività
Alla redazione di Stazione Panzana e allo staff del Centro diurno Fuoriporta di Perugia, organizzato e gestito dalla Fondazione La Città del Sole Onlus, è stata consegnata da FELCOS una telecamera DJI Osmo Pocket 3 Creator combo, con la quale potranno coltivare creatività e talento artistico producendo tanti altri contenuti di qualità. “Per noi è un grande onore ricevere questo riconoscimento – ha detto Alessandro Ruta, animatore e coordinatore di Stazione Panzana – confidiamo di continuare a lavorare su queste forme espressive attraverso le quali raccontare emozioni su argomenti di grande interesse sia sociale che collettivo”.

Il video realizzato da Stazione Panzana, totalizzando 1.798 visualizzazioni, è arrivato al secondo posto su scala europea. Ad esprimere le proprie congratulazioni al riguardo è stata proprio la vincitrice polacca del concorso europeo Maria Węgrzyn, una giovane stilista portavoce dello slow fashion e dell’economia circolare che con il proprio reel ha collezionato 3.436 visualizzazioni. In un video messaggio proiettato in sala durante la premiazione, Maria ha voluto fare i complimenti ai protagonisti e agli autori di “Comunicazione per il sociale Tacco e Suola”, esortandoli a continuare un percorso capace di parlare alle emozioni del pubblico attraverso linguaggi innovativi.
Stazione Panzana, una redazione radiofonica per il bene comune
Il progetto Stazione Panzana, la radio a scartamento ridotto, nasce all’interno delle attività dell’Associazione RealMente, creata “per promuovere la cultura e la solidarietà sociale attraverso la progettazione e la realizzazione di eventi, manifestazioni e attività in stretta collaborazione con le realtà del Terzo Settore, progettando forme innovative di azione e comunicazione per la creazione di una Comunità consapevole e responsabile” La radio – viene spiegato nel sito web – “ha iniziato la propria attività nella seconda parte del 2018 con il coinvolgimento, all’interno delle redazioni, di persone in carico ai Servizi di Salute Mentale dell’Usl Umbria 1. L’obiettivo del progetto è quello di permettere a persone con problemi psichici di entrare in un circuito di comunicazione inclusivo e virtuoso, fornendo un’occasione di formazione e di valorizzazione dei talenti personali, anche attraverso l’attivazione di relazioni e creando occasioni di incontro con la cittadinanza che permettano di combattere lo stigma”.
E i risultati sono davvero eccezionali. Congratulazioni ragazzi, siete stati davvero grandi e, come amate dire sempre tra di voi, per aspera ad astra!
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Voglia di futuro, voglia d’Europa. FELCOS in Germania con i partner del progetto People and Planet.

Nelle cittadine tedesche di Esslingen e Dornstadt si sono tenuti 4 giorni di Coordination meeting ai quali FELCOS ha partecipato insieme a tutti i partner del progetto europeo People and Planet – A common destiny. Al centro dei lavori la valutazione su tutto quanto è stato fatto e la programmazione delle future attività, nell’ottica di una possibile proroga dei termini al 2025. Tante le suggestioni ricevute e i risultati ottenuti tra visite guidate, workshop e condivisione di intenti e finalità.

 

Abbiamo guardato la bellezza del progettare sostenibilità. Abbiamo toccato con mano la costruzione di un’identità comune fondata sui valori europei, che ci parlano di equità, rispetto per le persone e l’ambiente che le circonda. Abbiamo trovato, negli occhi di tanti colleghi, rappresentanti delle Istituzioni, professionisti e cittadini, la nostra stessa voglia di futuro. Insieme ai partner del progetto europeo People and Planet – A common destiny, finanziato dal programma DEAR dell’Unione Europea, ci siamo incontrati a Esslingen e Dornstadt, in Germania, per un Coordination meeting operativo finalizzato alla valutazione di quanto è stato fatto finora e per pianificare le future attività, nell’ottica di una possibile proroga grazie alla quale poter rafforzare l’impatto delle azioni ed iniziative messe in campo, soprattutto nel contesto della partecipazione e del protagonismo dei giovani, sui temi e sulle politiche dedicate allo sviluppo sostenibile e l’ownership  dei governi locali rispetto alla definizione della strategia e dei processi per lo sviluppo sostenibile. 4 giorni di workshop intensi, fatti di confronti e visite guidate, grazie ai quali abbiamo potuto constatare le potenzialità enormi di un lavoro orientato alla partnership e alla condivisione di obiettivi e strategie.
I luoghi
Il meeting ha avuto luogo nella parte sud-occidentale della Germania e, più precisamente, in quella che è da tutti riconosciuta come la regione storica e linguistica della Svevia. Al giorno d’oggi, la maggioranza del suo territorio fa parte del Baden-Württemberg, uno dei sedici Stati federati del paese, il terzo Land tedesco in termini di estensione e popolazione, che ha come capitale Stoccarda.
I momenti più significativi
Uno dei momenti più significativi è stato senza dubbio il Workshop che ha avuto luogo presso l’Istituto comprensivo Bühl Realschule di Dornstadt. Durante l’incontro avuto con gli studenti e i docenti abbiamo approfondito l’approccio “open schooling”, attraverso cui viene praticata la sostenibilità come metodo educativo, con la realizzazione di progetti di comunità su riciclo e tessile. L’esperienza di democrazia partecipativa, con la formalizzazione del Council of Eight, un consiglio giovanile che a rotazione coinvolge le classi terze della secondaria di 1° grado, è un esempio virtuoso del coinvolgimento dei giovani, partecipi dei processi decisionali e di elaborazione delle politiche in particolare sulle questioni di loro interesse (come l’istruzione e la gestione degli spazi dove socializzare parlando di qualità della vita, cambiamenti climatici, mobilità sostenibile e digitalizzazione).
Un altro momento molto importante del meeting è stato l’incontro con Rainer Braig, Sindaco del Comune di Dornstadt (partner del progetto People and Planet), che ha presentato un’agenda politica molto chiara su sviluppo sostenibile, condivisione delle responsabilità e partnership tra i governi locali e tutti gli attori territoriali a cui “compete la responsabilità del nostro domani”. L’amministrazione comunale di Dornstad, ad esempio, nella persona del Sindaco Rainer Braig, è stata firmataria insieme ad altri 7 comuni tedeschi della lettera aperta intitolata “Mayor for Future”, scritta a supporto del movimento giovanile Fridays for Future. Nel testo si legge: “Solo se i politici federali e statali agiranno rapidamente e in modo coerente adesso potremo limitare il riscaldamento globale, fermare l’estinzione di massa delle specie animali e vegetali, preservare le basi naturali della vita e creare un futuro degno di essere vissuto per le generazioni attuali e future”.  Questo è esattamente ciò che vogliono raggiungere i giovani di “Fridays for Future/Climate Strike”. Insieme a loro, chiediamo che i politici federali e statali avviino ora le misure necessarie (inclusa la graduale eliminazione della produzione di energia elettrica a carbone ben prima del 2038)”. Un impegno che si traduce in un’azione di governo orientata, citando le parole del Sindaco Braig, “alla costruzione di città e comunità caratterizzate da uno stile di vita giusto ed ecologicamente equilibrato, con energie rinnovabili, strutture insediative socialmente eque e un’economia circolare coerente”.

 

 

Con la funzionaria del Comune di Dornstad e responsabile delle attività del Progetto P&P, Susanne Berger, abbiamo poi fatto visita in un’area rurale alla fermata dell’autobus di linea riqualificata  con un murales dedicato all’Agenda 2030 e al GOAL 6. La Berger ci ha parlato di come questa azione di riqualificazione avvenuta attraverso una residenza artistica e un laboratorio con la scuola, sia stata animata dalla partecipazione della comunità in un dibattito spontaneo sui contenuti del messaggio stesso, vale a dire l’impronta idrica del nostro caffè giornaliero.

Infine, la visita guidata a cura di FINEP della “piccola Venezia”, così viene chiamata Esslingen sul Neckar, cittadina di 94.000 abitanti che si trova lungo un meandro del fiume Neckar a sud-ovest di Stoccarda. Luoghi incantevoli dove abbiamo ammirato splendidi canali, bellissimi parchi pubblici, ampi viali alberati costeggiati da aree dedicate al gioco e allo sport, dotate di comode sedute dove il diritto al verde urbano diventa diritto e tutela della salute e del benessere della comunità. 

Tutto questo lo porteremo nelle nostre idee progettuali sulle quali ci impegneremo fin da subito per realizzare appieno, anche nei nostri territori, gli obiettivi di People and Planet.

 

 

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Soil reGeneration è tra le 20 azioni pilota selezionate a livello europeo dal progetto HuMUS

Un importante risultato è stato raggiunto dal progetto Soil reGeneration, guidato dal Comune di Allerona in rappresentanza della Green Community Umbra Etrusca e all’interno del quale FELCOS figura tra i partner attuatori. Un riconoscimento che premia l’impegno di tutta la rete multi-attoriale messa in campo dall’Amministrazione comunale e che nei prossimi 12 mesi lavorerà su un processo conoscitivo e partecipativo dedicato al suolo in quanto ecosistema complesso e vitale.

 

Il progetto “Soil reGeneration” dedicato ad aumentare la comprensione sul consumo e l’uso di suolo su scala locale e le conseguenze sulla qualità del benessere per le comunità locali  e i territori, è tra le 20 azioni pilota a livello europeo approvate all’interno del progetto HuMUS – Healthy Municipal Soil, coordinato da ANCI Toscana e finanziato dal programma Horizon Europe, che  vede la partecipazione di 17 soggetti di 9 paesi europei, per realizzare una visione e un modello condiviso di governance e gestione sostenibile del suolo. 

Il progetto Soil reGeneration, di cui è capofila il Comune di Allerona in rappresentanza della Green Community Umbra Etrusca, una rete di cooperazione intercomunale di 9 comuni (Parrano, Orvieto, San Venanzo, Ficulle, Castel Viscardo, Baschi, Guardea e Montecchio) e che ha come partner attuatori FELCOS e l’Ecomuseo del Paesaggio Orvietano e come partner associati ARPA Umbria e l’Istituto di Ricerca sugli Ecosistemi Terrestri (IRET) del Consiglio Nazionale Delle Ricerche (CNR) di Porano, si è classificato al primo posto su 58 proposte, un ottimo risultato che premia il lavoro di tutta la rete multi-attore messa in campo dall’Amministrazione Comunale e che nei prossimi 12 mesi lavorerà su un processo conoscitivo e partecipativo dedicato al suolo in quanto ecosistema complesso vitale, sul ruolo e le strategie per favorire la conservazione e la rigenerazione dei suoli e della loro fertilità verso la definizione e la sottoscrizione di un patto territoriale per la difesa del suolo.  Il progetto vede anche il coinvolgimento dell’Istituto Onnicomprensivo Raffaele La Porta, le scuole secondarie di 2° grado afferenti all’ambito territoriale della Green Community Umbra Etrusca e la preziosa collaborazione di vari soggetti collaboratori e di una equipe tecnica territoriale competente e qualificata. 

Il progetto prevede altresì la realizzazione di sinergie importanti con altre progettualità in corso, esperienze educative e apprendimenti territoriali diffusi sostenuti dal programma europeo DEAR (Global Green Lab Clima-X e Giù dalle Cattedre per People and Planet a common destiny), laboratori di esperienze e competenze transdisciplinari, che aprono spazi per costruire presidi occupazionali per le giovani generazioni nelle aree interne (BARNLAB), altre azioni di ricerca interregionali e di community engagement per creare opportunità conoscitive e di scambio per la salute del suolo, la sicurezza e sovranità alimentare (i villaggi del cibo del DSA3, Università degli Studi di Perugia) e territoriale (aree interne).  

Il progetto vede inoltre il coinvolgimento del Forum dei Giovani per la Sostenibilità dell’Umbria, promosso da FELCOS a sostegno della partecipazione e del protagonismo dei giovani su azioni concrete per la localizzazione dell’Agenda 2030.

Non vediamo l’ora di iniziare a lavorare su questa azione condivisa per il ruolo fondamentale che il suolo ha nelle aree interne.

A tutto bootcamp. Il Forum dei Giovani per la Sostenibilità dell’Umbria torna in Europa.

A Lisbona in Portogallo, il Forum dei Giovani per la Sostenibilità dell’Umbria, ha vissuto un’altra esperienza ricca di emozioni e contenuti, grazie al bootcamp organizzato nell’ambito del progetto europeo People and Planet. Per tre giorni Chiara Scialdone, Anna Leone e Alessandro Agabiti, si sono misurati con attività svolte insieme a tanti altri giovani d’Europa con un obiettivo chiaro: agire insieme per il clima.

 

L’arrivo al bootcamp

Dopo la missione di alcuni mesi fa, durante la quale il Forum dei Giovani per la Sostenibilità dell’Umbria era approdato a Bruxelles per partecipare ad alcuni giorni di confronto con altri Forum giovanili europei, a maggio è stata la volta del Portogallo. A Lisbona si è svolto infatti un incontro di tre giorni inserito nel quadro delle attività del progetto europeo People and Planet – A common destiny, finanziato dall’Unione Europea attraverso il DEAR Programme e di cui FELCOS è partner per l’Umbria. Focus dell’attività è stato un bootcamp, campo itinerante, totalmente incentrato sulla promozione di maggiore consapevolezza riguardo agli impatti del Climate Change e sulla co-progettazione di azioni volte al contrasto dei cambiamenti climatici.

Durante lo svolgimento della missione, ricca di spunti e suggestioni, Chiara Scialdone, Anna Leone e Alessandro Agabiti, accompagnati dalla responsabile dell’Area educazione allo Sviluppo Sostenibile di FELCOS, Colomba Damiani, hanno redatto un vero e proprio diario di viaggio, nel quale hanno fissato le loro impressioni, spiegato i dettagli e narrato le emozioni che hanno caratterizzato l’esperienza. Pagine che condividiamo con grande piacere.

 

 

Il racconto del primo giorno

“Costa da Caparica si estende a perdita d’occhio lungo la costa occidentale della Penisola di Setúbal ed è il luogo preferito dagli abitanti di Lisbona per trascorrere i fine settimana cavalcando le onde dell’Atlantico con le tavole da surf. Noi siamo qui per partecipare al bootcamp dedicato all’azione per il clima: tre giorni di formazione, scambio e co-progettazione con oltre 50 partecipanti da Portogallo, Italia, Spagna, Irlanda, Romania, Capo Verde, Polonia e Olanda.
I lavori sono coordinati dall’associazione ospitante IMVF e facilitati dalla produttrice di impact storytelling Carolina Pereira di Don’t Skip Humanity, da Joana Guerra Tadeu attivista e ambasciatrice del WWF Portogallo e da Linzi Hawkin creative strategist e ricercatrice nel campo dell’educazione ambientale. Il Bootcamp, agendo con un approccio glocale, coinvolge le autorità locali per affrontare meglio le sfide del cambiamento climatico e promuovere stili di vita sostenibili. Abbiamo sin da subito apprezzato un welcome kit pieno di gadget utili e sostenibili, realizzati con materiali come cotone organico e bioplastica, o ancora, scarti di tessuti.
Non di meno, è stato interessante ricevere un booklet che riporta tutta la metodologia utilizzata nel bootcamp, così che, volendo, si potranno replicare alcune attività all’interno dei vari contesti territoriali della nostra regione. E con queste premesse non possiamo che essere davvero desiderosi di metterci in gioco per scoprire, insieme a tanti nostri coetanei, che cosa ci riserverà questa esperienza”.

Sulla spiaggia per condividere attese e onde

Il racconto del secondo giorno

“Wow! Abbiamo fatto il pieno di emozioni! Comunità e idee stanno crescendo e si stanno estendendo grazie al contributo nato dal vissuto di ognuno di noi, lavorando sull’ascolto dei problemi altrui e sulla nostra proattività nel trovare possibili soluzioni a problematiche comuni delle aree interne. Un lavoro di condivisione il cui prologo è stato un’attività di body surf a contatto con l’ambiente naturale, continuato poi con un lavoro in plenaria impostato su 4 assi tematici: educazione, cultura, politica e comunicazione.
All’interno di queste aree è stata formulata un’affermAzione positiva ed efficace coerente agli obiettivi. Con il supporto delle facilitatrici Carolina Pereira, Joana Guerra Tadeu e Linzi Hawkin abbiamo poi sviluppato azioni secondo la metodologia della teoria del cambiamento, specificando input, attività, output, outcomes e impatto finale. Un processo dal basso autentico e sincero per agire insieme su diversi livelli della realtà: non solo collettiva, ma anche individuale. Proseguiamo la nostra avventura con ancora più entusiasmo”.

Tutti in cerchio per il lavoro di co-progettazione

Il racconto del terzo giorno

“Durante questi giorni di bootcamp, abbiamo tessuto una trama collettiva ricca di sensazioni, riflessioni ed esperienze sempre intrecciando l’ordito del livello individuale e personale di ognuno noi. A supporto di questo lavoro, che si avvia verso la conclusione, approcci e metodologie utili che abbiamo messo già nel cassetto degli attrezzi per il lavoro che continueremo a fare una volta tornati a casa. Dagli esercizi sul valore e l’efficacia delle nostre intenzioni affinché potessero aiutarci a ritrovare una stabilità interiore, o perlomeno una sensazione di calma e connessione con la natura e l’ambiente, al riconoscersi in ciò che ci circonda semplicemente ascoltando e osservando in silenzio. Fino ad arrivare alla matrice dell’impatto-sforzo, uno strumento semplice ma potente per avere una conversazione di gruppo per chiarire quali dovrebbero essere tutte le nostre priorità.
Un confronto attivo concluso con le riflessioni sulle super conditions, ovvero le condizioni necessarie per un comportamento pro-ambientale, prosociale e cooperativo, a lungo termine per il benessere delle persone e del pianeta. E’ stato bello rivedere tutto questo percorso condensato in un libro, come manufatto, costruito sulla storia delle origini di ognuno noi, un insieme di aneddoti capaci di raccontare quei momenti cruciali in cui ognuno di noi è stato protagonista per generare un impatto positivo sul proprio futuro. Grazie per questa esperienza meravigliosa che vogliamo mettere a frutto per il bene comune di tutte e tutti”.
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Il Forum dei Giovani per la Sostenibilità dell’Umbria arriva in Europa!

Insieme ai rappresentanti dei Forum giovanili di altri 3 Paesi – Spagna, Portogallo e Germania – anche il Forum istituito da FELCOS ha partecipato a Bruxelles alla convention di due giorni organizzata nell’ambito del progetto europeo People and Planet – A common destiny. Tra incontri e panel di approfondimento, il delegato Andrea Rinaldi, ha avuto modo di interagire con una Parlamentare Europea e con diversi incaricati dell’European Youth Forum e della Direzione Generale per i Partenariati Internazionali.

 

Due giorni intensi. Due giorni di confronto, incontri e condivisione. Due giorni che restituiscono il senso di un’azione che travalica la dimensione locale per connettersi ad esigenze e visioni che sanno d’Europa e futuro. Il Forum dei Giovani per la sostenibilità dell’Umbria, dopo diversi mesi di impegno e lavoro, ha vissuto un’esperienza davvero arricchente partecipando a Bruxelles, il 22 ed il 23 febbraio 2024, ad una convention organizzata nel quadro del progetto europeo People and Planet, finanziato attraverso il Programma DEAR della Commissione Europea, di cui FELCOS è partner italiano e soggetto implementatore di azioni in ambito regionale. A prendere parte al viaggio di lavoro è stato Andrea Rinaldi, a cui il Forum ha affidato il compito di rappresentare tutto il percorso fatto finora, obiettivi e finalità del progetto avviato da FELCOS con il patrocinio della Regione Umbria, per costruire un quadro di analisi e proposte sullo stato dello sviluppo sostenibile in Umbria dal punto di vista giovanile.

 

Gli incontri e i panel

“Durante la prima giornata – racconta Andrea Rinaldi, ventiduenne studente universitario di Montecastrilli – ho partecipato alla sessione pubblica “Voices from the Future” presso l’Info Point della Direzione Generale per i Partenariati Internazionali. La DG INTPA gestisce il programma DEAR, il programma di educazione e sensibilizzazione allo sviluppo della Commissione europea. Il programma DEAR finanzia “People and Planet”, il progetto all’interno del quale abbiamo avviato il Forum dei Giovani per la Sostenibilità dell’Umbria. Io ho portato il mio contributo in rappresentanza dei ragazzi e delle ragazze del Forum dei Giovani per la Sostenibilità dell’Umbria, ho parlato del Forum spiegando i nostri obiettivi, le modalità di lavoro e le varie fasi del progetto. Anche gli altri rappresentanti dei consigli giovanili per il clima da Portogallo, Spagna e Germania hanno parlato delle loro esperienze nei rispettivi consigli”. Subito dopo le ragazze e i ragazzi dei Forum d’Europa hanno affrontato il tema della rappresentanza giovanile in seno al Parlamento Europeo, interloquendo con la Parlamentare Europea Sara Cerdas. “La giovanissima MEP portoghese – aggiunge Andrea – ci ha parlato della sua esperienza come Membro del Parlamento Europeo e ci ha spiegato l’importanza del Parlamento, data dal fatto che le leggi e le decisioni che vengono prese dagli europarlamentari possono influenzare tutti i paesi membri dell’Unione Europea. Motivo per cui ci ha parlato anche dell’importanza delle prossime elezioni per il rinnovo del Parlamento Europeo, che si terranno dal 6 al 9 giugno 2024, auspicandosi una maggiore affluenza alle urne e che questa possa portare all’elezione di nuovi giovani rappresentanti”.

Altri momenti di approfondimento hanno coinvolto Andrea e gli altri partecipanti alla convention, in ulteriori incontri che si sono tenuti sempre presso la Direzione Generale per i Partenariati Internazionali. “E’ stato molto interessante assistere alle presentazioni di Jonathan Van Meerbeeck riguardo al tema dell’uguaglianza di genere, dei diritti umani e della governance democratica – spiega ancora Andrea, ripercorrendo i tratti salienti della sua esperienza -, mentre con Carl Elmstam abbiamo parlato di scienza, tecnologia, digitalizzazione e innovazione. Infine, grazie all’incontro avuto con Aurelie Godefroy, abbiamo approfondito i temi dell’ambiente e delle risorse naturali rinnovabili”.

Senza dubbio però, il momento più significativo è stato quello finale, quando tutti i rappresentanti dei Forum d’Italia, Germania, Spagna e Portogallo, hanno avuto la possibilità di interfacciarsi con l’European Youth Forum. “Nel secondo e ultimo giorno con i componenti dei consigli giovanili per il clima da Portogallo, Spagna e Germania – racconta ancora Andrea – abbiamo conosciuto Alvaro Gonzalez Perez, che ci ha presentato l’ European Youth Forum. Alvaro fa parte dell’ufficio delle policy del Forum. Il Forum Europeo della Gioventù è la più grande piattaforma di organizzazioni giovanili in Europa, in quanto rappresenta oltre 100 organizzazioni giovanili che riuniscono decine di milioni di giovani da tutta Europa. Il Forum Europeo della Gioventù lavora per dare ai giovani la possibilità di partecipare attivamente alla società per migliorare la propria vita e difendere i propri diritti. Le azioni del Forum si concentrano principalmente su tre aree tematiche: sviluppo sostenibile, democrazia e diritti dei giovani. Alvaro ci ha parlato delle campagne del Forum, per esempio abbassare l’età di voto a 16 anni e proibire i tirocini non pagati. Il Forum Europeo della Gioventù si impegna per creare una società in cui noi giovani siamo responsabilizzati e incoraggiati a raggiungere il nostro massimo potenziale come cittadini globali”.

 

La conferma di un buon lavoro

“Aver conosciuto da vicino tante esperienze come la nostra è stato davvero interessante – conclude Andrea -. In ogni Paese i Forum sono espressione di vocazioni e indirizzi differenti, ma senza dubbio per quel che concerne gli aspetti co-progettazione e condivisione il Forum dei Giovani per la Sostenibilità dell’Umbria è il più avanti di tutti. Una sensazione che ci permette di tornare da questa esperienza portando nel nostro percorso di lavoro un notevole carico di entusiasmo e speranza”.

 

 

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Ri-Generazioni di luoghi, comunità e futuro

A Città della Pieve, lo scorso 27 settembre, si è concluso il percorso educativo “Ri-Generazioni: Giovani, Agricoltura, Clima, Paesaggio”. Un progetto realizzato con le scuole di Città della Pieve, Fabro e Orvieto, attraverso cui le opere del Perugino, la cura del territorio, l’osservazione dei paesaggi, la consapevolezza dei problemi ambientali, sono diventati gli elementi di un unico sguardo sul domani. Fatto di speranze, progetti e voglia di pensare insieme.

 

Ci sono tante immagini che potremo conservare nel cuore di quella mattina speciale vissuta a Città della Pieve. Ma di certo la più bella di tutte e quella formata dagli occhi e dalle bocche sorridenti che hanno segnato i volti di tutti coloro che hanno partecipato alla giornata conclusiva di “Ri-Generazioni: Giovani, Agricoltura, Clima, Paesaggio”, un percorso educativo che l’Area Educazione allo Sviluppo e alla Cittadinanza globale di FELCOS ha condotto e avviato in collaborazione con l’Ecomuseo del Paesaggio Orvietano e con la Comunità di Etica Vivente come parte del Global Green Lab “Clima-X: Giù dalle cattedre”, realizzato all’interno del progetto europeo “People and Planet: A common destiny” finanziato dal Programma DEAR dell’Unione Europea.

Tanti ragazzi delle scuole di Città della Pieve, di Fabro e di Orvieto, si sono ritrovati all’interno dell’Auditorium di Sant’Agostino per partecipare ad un evento pensato e organizzato per lasciare un segno forte e lanciare un segnale preciso: solo attraverso uno sguardo collettivo, capace di superare il tempo e di connettere suggestioni differenti, è possibile dare una fisionomia nuova al futuro delle nostre comunità. E per farlo le comunità scolastiche coinvolte, si sono messe in gioco raccogliendo sfide inedite, come quelle di guardare nel paesaggio un ecosistema di relazioni, nelle opere del Perugino spazi ancora da riempire, nella cura del territorio l’assunzione di responsabilità verso il territorio, nell’ascolto degli altri le attenzioni verso esigenze, aspettative e speranze altrui.

 

Una giornata di Co-Working

C’era tutto questo nel percorso Ri-Generativo e c’era tutto questo anche nella mattinata di lavoro finale, scandita da diversi momenti tutti di grande impatto significativo. A cominciare dagli interventi dei relatori con i quali si è aperto il workshop: l’architetto Fiorenza Bortolotti dell’Ecomuseo del Paesaggio Orvietano, dell’agronomo Fabio Pinzi della Comunità di Etica Vivente, del biologo Cristiano Gallinella e della pedagogista Floriana Falcinelli.

Grazie alle loro inquadrature di senso i ragazzi si sono avviati sui cammini interpretativi. Dei veri e propri attraversamenti urbani durante i quali, stimolati dai formatori dell’Ecomuseo e della Comunità di Etica Vivente, hanno osservato gli ecosistemi cittadini, ambientali e paesaggistici condividendo tra loro impressioni e valutazioni sugli impatti, sui mutamenti, sui problemi e sulle opportunità che quei contesti complessi mostravano ai loro occhi.

Un lavoro che ha trovato il suo compimento al ritorno in Auditorium quando, accolti dall’eco-designer Maddalena Vantaggi, hanno dato vita ad un lavoro collettivo con il quale hanno riempito gli spazi bianchi intorno ai soggetti delle opere del Perugino, disegnando, scrivendo, incollando, reinterpretando le suggestioni ricevute e vissute durante l’osservazione paesaggistica.

Ne è venuto fuori un lavoro straordinario, emozionante, pieno di consapevolezza. Una ricomposizione capace di raggiungere un risultato nuovo rispetto a quello che ci attendevamo.  Dei fotogrammi di futuro, dove non c’era più l’io ma il noi. Dove emozioni, attese e speranze hanno trovato realizzazione e compimento accompagnandosi al desiderio di costruire una società equa, in equilibrio con le sue risorse, rispettosa dell’altro da se.

Tanti gli applausi che ne sono scaturiti e tanti i sorrisi di soddisfazione, nel vedersi rappresentati, ascoltati, proiettati in una dimensione di co-responsabilità progettuale.

Il progetto “Ri-Generazioni” ha dato frutti straordinari, grazie alla cooperazione attiva e fattiva messa in essere tra tutti i soggetti coinvolti che hanno condiviso non soltanto idee ma soprattutto entusiasmo e passione. Grazie alle comunità scolastiche e cittadine che si sono messe in gioco senza riserve. Grazie a tutti coloro che hanno partecipato donando il massimo che potevano: la fiducia.

Siamo sicuri che tanto ancora potremo fare ancora insieme anche raggiungendo altri territori, continuando a seminare e costruire ancora futuro sostenibile!

 

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A Senigallia per fare rete educando alla cittadinanza globale

Era intitolato “Inside-out: stare bene a scuola insieme” il seminario che si è svolto il 14 e 15 settembre scorsi, organizzato da Marche Solidali, Comune di Senigallia, Regione Marche, Liceo Medi e Loescher Editore, interamente dedicato alla cittadinanza globale come ambiente educativo e di relazione tra la scuola, gli alunni, i docenti e gli educatori e la comunità. Anche FELCOS ha partecipato all’evento con l’Area Educazione allo Sviluppo e alla cittadinanza globale.

 

Favorire il rinnovamento dei saperi e delle metodologie, sostenere insegnanti ed educatori nella loro attività in un momento socialmente così complesso come quello che stiamo attraversando, aiutare i ragazzi ad orientarsi consapevolmente verso nuovi linguaggi ed orizzonti. Fare rete per fare della cittadinanza globale l’elemento cardine su cui costruire percorsi educativi adeguati alle sfide contemporanee. “Inside-out: stare bene a scuola insieme” è stato il titolo del XVII seminario di educazione alla cittadinanza globale promosso da Marche Solidali, Comune di Senigallia, Regione Marche, Liceo Medi e Loescher Editore, a cui anche FELCOS ha partecipato con Colomba Damiani dell’Area Educazione allo sviluppo e alla cittadinanza globale. Un contesto di nuovi saperi e approcci dentro cui siamo stati entusiasti di costruire relazioni capaci di dare nuova linfa alle attività didattiche, alla vigilia dell’avvio del nuovo anno scolastico, e di portare le nostre esperienze maturate insieme alle comunità scolastiche del territorio regionale.

 

La cittadinanza globale è un salto di civiltà, per educare alla libertà e obbedire alla felicità.

Nei diversi incontri, seminari e tavoli di lavoro a cui abbiamo partecipato, un grande contributo di riflessione l’hanno offerto le riflessioni offerte dal filosofo Luigi Ferrajoli, che ha parlato della necessità di una “Costituzione per la Terra“, intesa come percorso/progetto capace di guardare al futuro ricostruendo dal basso il patto di coesistenza e di garantire i diritti universali e i beni vitali. Una chiave di lettura dell’educazione alla cittadinanza globale che ha trovato il suo completamento nel pensiero di un altro filosofo, Roberto Mancini, il quale ha proposto tracce di lavoro concrete per la realizzazione di percorsi educativi che vanno dall’esplorazione della scuola come comunità, al saper riconoscere “significati biofili“, lasciandosi guidare nell’azione educativa verso tutto ciò che è vivo e vitale, coltivando il senso della realtà, imparando la congruenza tra le parole e le cose, rimettendo al centro dell’arte educativa dimensioni etiche e filosofiche. 

E se con lo psicoterapeuta e docente Giuseppe Lavenia, abbiamo analizzato l’impreparazione che troppo spesso caratterizza il mondo scolastico circa i rischi del cyberbullismo e l’assenza di consapevolezza del ruolo decisivo che la scuola può svolgere nella tutela della salute mentale delle giovani generazioni su questo tema, con il laboratorio organizzato dalla Regione Marche all’interno del Progetto SO|GLO|BE abbiamo guardato alla cittadinanza globale come chiave per lo sviluppo sostenibile dei territori. A tal proposito è stata Patrizia Giacomin, del Servizio Tutela Gestione e Assetto del Territorio Regione Marche, a condividere l’esperienza di un progetto nato per costruire una visione diffusa del ruolo dell’educazione alla cittadinanza globale soprattutto verso i giovani, aumentando sia la sensibilizzazione verso i temi legati al cambiamento climatico, quale elemento trasversale ai 17 obiettivi dell’Agenda 2030, sia la capacità degli attori coinvolti di agire come moltiplicatori sul territorio, mirando a costruire un ponte culturale tra “due mondi”, quello dell’educazione alla cittadinanza globale e quello dell’educazione ambientale e allo sviluppo sostenibile.

 

La cittadinanza globale è educare alla diversità.

La seconda giornata del seminario “Inside-out: stare bene a scuola insieme” è stata totalmente incentrata sul tema dell’educazione alla diversità. Insieme al sociologo dell’Università di Urbino, Edoardo Barberis, siamo partiti a ragionare e lavorare dal primo fondamentale passo che deve essere compiuto in tal senso all’interno dei contesti scolastici e sociali: riconoscere la diversità. Solo se prima la diversità viene riconosciuta si può successivamente lavorare all’educazione, all’integrazione e allo sviluppo di una coesistenza che sia equa e sostenibile.

Un tema decisivo nel costruire futuro, su cui gioca un ruolo decisivo la storia. A parlare di questo la storica Vanessa Roghi con la quale abbiamo riflettuto sul concetto di “mega-diversità” di cui la scuola è testimone, che la società sperimenta nel quotidiano, ma di cui l’istituzione sembra essere troppo spesso soltanto spettatrice.

Interessante, infine, la declinazione offerta sul tema dell’inclusione partendo dalla scuola per arrivare al mondo del lavoro. Due le esperienze portate in tal senso: una offerta dal Progetto “Tuttoincluso“, promosso da “Anffas Macerata Onlus“, dedicato all’inclusione lavorativa dei giovani con disabilità e l’altra dal Progetto “Frolla“, promosso dalla Cooperativa Sociale Frolla, un micro-biscottificio nel quale si valorizzano le abilità e le capacità dei ragazzi con disabilità.

 

La cittadinanza globale è educare al futuro inclusivo e sostenibile.

Forti di queste consapevolezze e della nostra esperienza maturata in tanti anni di lavoro su questi temi, non vediamo l’ora di trasformare le opportunità in azione educativa, trasportando idee e visioni di un futuro equo e sostenibile nelle attività che l’Area educazione allo Sviluppo e alla Cittadinanza globale di FELCOS svolge sul territorio regionale, in sinergia con il DEAR Programme e il Progetto People and Planet dell’Unione Europea.

 

Giù dalle cattedre, per un’agricoltura rigenerativa di comunità

C’è stato un tempo in cui le pratiche agricole erano motivo di educazione e attività didattica di campo. Un tempo antico nei calendari ma attuale nei suoi significati e potenzialità.

 

Avete mai sentito parlare delle “Cattedre ambulanti di agricoltura”? Le Cattedre ambulanti in agricoltura furono per quasi un secolo la più importante istituzione di istruzione agraria in Italia e nacquero in un contesto di grandi sfide che mettevano a rischio la sopravvivenza dell’agricoltura. Un’attività che necessitava reinventarsi un’identità all’interno di un mercato in procinto di divenire globalizzato, almeno per i cereali, la carne, il vino, l’olio, settori in cui in quegli anni iniziano ad emergere altri agguerriti competitori. Anche oggi ci troviamo all’interno di grandi sfide per affrontare le quali occorre cambiare il nostro rapporto con il suolo, con le risorse della terra e, più in generale, con l’ambiente.

 

 

Giù dalle cattedre, un progetto rigenerativo

È proprio partendo da quelle importanti esperienze del passato che nasce il progetto “Giù dalle cattedre”. Un percorso partecipativo di ricerca-azione, che propone un modello di formazione e di scambio itinerante in tema di agricoltura rigenerativa di comunità, frutto della collaborazione avviata tra FELCOS, l’Ecomuseo del Paesaggio Orvietano, la Comunità di Etica Vivente e le Trame di Comunità, che si inserisce nella cornice del progetto europeo “People and Planet, a common destiny” (coordinato da FELCOS) e del progetto regionale “Cibo per la Mente” (curato dall’Associazione Piano Terra – Trame di Comunità).

“Giù dalle cattedre” nasce come modello di formazione teorico/pratica e divulgativa e si rivolge ad un pubblico di professionisti e appassionati operanti in modo particolare nel settore agricolo, ma anche in quello artigianale e commerciale, con l’obiettivo di attuare pratiche concretamente sostenibili a supporto delle politiche territoriali condotte dagli enti locali (green communities).

 

Il percorso si è articolato in quattro incontri dedicati ad allevamento, olivicoltura, viticoltura e policoltura, durante i quali insieme a giovani esperti in campo agronomico e produttori sono state messe in campo conoscenze utili al confronto, al dialogo e all’innovazione nelle campagne del sud-ovest dell’Orvietano. Tante esperienze diverse che hanno trovato un punto d’incontro: l’amore per il territorio e le sue eccellenze, unitamente alla ricerca di metodi, pratiche, riflessioni eco-attive e proattive, capaci di assumere una particolare valenza in un momento storico caratterizzato da una sempre più grave crisi ambientale ed ecologica, i cui effetti drammatici si riversano sul clima e sul sistema sociale.

In questo primo ciclo formativo, a cui hanno partecipato anche gli studenti delle scuole secondarie di secondo grado, sono state esaminate e raccontate le buone pratiche agricole realizzate dai produttori, con approfondimenti su agroecologia e permacultura curati dai formatori/educatori della Comunità di Etica Vivente e dell’Ecomuseo del Paesaggio Orvietano.

 

Nuove reti e strumenti per la trasmissione di saperi, valori e conoscenze

Grazie a loro e insieme a tutti i partecipanti, gli incontri di campo hanno permesso di avviare quindi un trasferimento di conoscenze e di attuare azioni di formazione aventi lo scopo di ampliare le conoscenze e il racconto locale, attraverso un linguaggio condiviso capace di mettere in relazione figure più o meno professionali del territorio e di incentivare scambi collaborativi. Un contesto rigenerativo il cui fine ultimo è quindi la nascita sul lungo periodo di nuove reti territoriali, attraverso pratiche comunitarie in grado di tracciare nuove strade rispetto al modello economico-alimentare in cui siamo immersi, che conosce il prezzo di tutto e il valore di niente. Un’azione collettiva in grado di supportare i giovani ad una lettura critica e stringente sul cibo e sui modelli di produzione e consumo, aprendo una strada concreta e scommettendo su conoscenza e relazioni.

 

Appuntamento a settembre

“Giù dalle cattedre” terminerà il suo percorso a settembre quando vivremo l’esperienza del Forum conclusivo. Sempre in campo. Sempre tra cielo e terra.

 

 

#Agenda 2030 #Sostenibilità #Partecipazione

Youth on Water: gli studenti di Sulaymaniyah e Perugia uniti dall’acqua

Al termine di un percorso educativo durato diversi mesi, durante il quale studenti curdi e italiani hanno vissuto esperienze di eTwinning intorno al tema della gestione della risorsa idrica, abbiamo realizzato un video che ripercorre contenuti, fasi ed emozioni di un’attività che ha saputo parlare di futuro, cooperazione e sostenibilità.

 

 


Il video mostra l’esito di un percorso educativo sviluppato tra settembre 2022 e marzo 2023, che ha coinvolto gli studenti e le studentesse di due scuole: la “Azmar College for Gifted Students” nel Governatorato di Sulaymaniyah nel Kurdistan iracheno e l’Istituto Professionale “Cavour-Marconi-Pascal” di Perugia, indirizzo Gestione Acque e Gestione delle acque e risanamento ambientale.

Si è trattato di un progetto collaborativo di eTwinning (gemellaggio elettronico) che ha dato la possibilità ai ragazzi dei due Paesi di conoscersi, di pensare e ripensare insieme e a diverse latitudini l’acqua, la sua presenza e il suo utilizzo partendo da osservazioni, visite studio e un dialogo aperto con esperti ed istituzioni. Uno spazio creativo per osservare e raccontare, attraverso il supporto di video- reporter e video maker, la risorsa idrica la sua gestione, la sua tutela, gli insegnamenti per il futuro dei nostri ecosistemi.

L’iniziativa, promossa e coordinata da FELCOS con la partecipazione di AURI Umbria (Autorità Umbra Rifiuti e Idrico) e Umbra Acque, è stata il frutto di una sinergia tra due progetti: il primo, intitolato “Peer-to-peer cooperation to foster water management in Sulaymaniyah Governorate – KRI”, promosso da UNDP Iraq all’interno di “Local Area Development Program III” (LADP III Program) finanziato dall’Unione Europea e implementato da FELCOS con il Governatorato di Sulaymaniyah e il secondo, intitolato “People and Planet: a common destiny“, finanziato sempre dalla Commissione Europea nell’ambito del Programma DEAR e alla cui realizzazione concorrono 17 partner di 9 Paesi, tra i quali FELCOS per le attività in Umbria.

Il video è prodotto da FELCOS.

 

Credits

Riprese: Jalal Albess con gli studenti e le studentesse di Azmar College for Gifted Students e Professionali Cavour-Marconi-Pascal

Montaggio: Cinzia Baccinelli

Grafica: Lunio